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	<title>Centro Studi La Runa &#187; morti</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>Una civiltà che non rispetta i morti non merita di sopravvivere</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 15:47:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Lamendola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi non rispetta i morti non rispetterà niente e nessuno, nemmeno i vivi: la società contemporanea ne da quotidiana dimostrazione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/civilta-che-non-rispetta-i-morti.html' addthis:title='Una civiltà che non rispetta i morti non merita di sopravvivere '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/centrostudilaruna48x48.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Centro Studi La Runa online" /><br/><div id="attachment_4710" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/arnold_boecklin_-_die_toteninsel_-_1883.jpg"><img class="size-medium wp-image-4710" title="arnold_boecklin_-_die_toteninsel_-_1883" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/arnold_boecklin_-_die_toteninsel_-_1883-300x165.jpg" alt="Arnold Böcklin, L'isola dei morti. 1883." width="300" height="165" /></a><p class="wp-caption-text">Arnold Böcklin, L&#39;isola dei morti. 1883.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ugo Foscolo, ne <em>I Sepolcri</em>, lo aveva inteso perfettamente: una società che non conserva il culto dei morti fra i suoi valori spirituali più preziosi, non merita di sopravvivere.</p>
<p style="text-align: justify;">Perfino il feroce Achille, che ha giurato a Ettore morente di lasciare il suo corpo in pasto alle belve feroci, finisce per piegarsi davanti alle lacrime di Priamo e restituisce al vecchio re di Troia il cadavere, perché questi possa dare al figlio delle degne esequie.</p>
<p style="text-align: justify;">Un senso di umanità che non hanno avuto quei “coraggiosi” partigiani i quali hanno appeso per i piedi i corpi esanimi di Mussolini, della Petacci e degli altri gerarchi al distributore di benzina di Piazzale Loreto, li hanno dileggiati, insultati, sputacchiati, arrivando perfino ad orinare su di essi, quando sono stati deposti a terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Né gli antichi, né i medievali praticavano la sezione dei cadaveri, per una forma innata di rispetto verso il riposo dei morti; ma poi è arrivata la modernità, è arrivato Galilei, e ogni tabù è stato infranto: in nome della scienza e del progresso della medicina.</p>
<p style="text-align: justify;">Così pure, in nome del progresso della storia, frotte di archeologi senza timor di Dio si sono insinuate nelle tombe dell’<a title="antichità" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/storia-antica">antichità</a>, le hanno impunemente violate, hanno trafugato cadaveri, depredato corredi funebri, trasportato mummie nei loro lontani musei europei e americani, come se fossero dei pacchi postali.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono stati in molti a ironizzare sulla “vendetta dei faraoni”, dopo la morte improvvisa, nel 1923, di Lord Carnarvon, autore (con Howard Carter) del ritrovamento della sepoltura del faraone Tutankhamon; così come, qualche anno fa, in molti hanno mostrato scetticismo davanti alla “maledizione di Ötzi”, che sembra aver colpito numerose persone fra coloro che hanno sottoposto a una vera e propria autopsia il corpo del cosiddetto “uomo di Similaun”, ritrovato nel 1991 presso il confine fra Italia e Austria e antico di 5.300 anni.<br />
Ma, forse, non c’era e non c’è molto da ironizzare, perché la mancanza di rispetto verso il corpo di un morto è un gesto grave, sia pure quando lo si voglia ammantare di pretese ragioni scientifiche per giustificarlo <em>a posteriori</em>. Anche gli ultimi Tasmaniani e gli ultimi Patagoni furono imbalsamati e messi dietro una lastra di cristallo, nei musei dell’uomo bianco che li aveva deliberatamente sterminati; e il cranio del valoroso capo Apache, Geronimo, finì in un gabinetto scientifico dell’Università di Yale, ove poi fu trafugato per la macabra cerimonia di fondazione della oscura società segreta «Skull and Bones».</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, la tecnica del trapianto d’organi è giunta a livelli così raffinati, che non ci si può permettere il lusso di perdere neppure un minuto; anzi, per dire le cose come stanno, non si aspetta nemmeno che la morte clinica sia stata confermata da alcune ore perché, con fretta indecente, bisogna procedere all’espianto, prima ancora che le funzioni vitali siano interamente cessate.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo visto, durante la seconda guerra del Golfo, gli aerei americani bombardare il cimitero di Kerbala, uno dei luoghi santi dell’islamismo sciita; così come avevamo sperimentato, nel 1943, gli aerei americani bombardare il quartiere di San Lorenzo, a Roma, facendo migliaia di morti e devastando anche il cimitero del Verano.</p>
<p style="text-align: justify;">Giuseppe Ungaretti, nella poesia <em>Non gridate più</em> (che fa parte della raccolta <em>Il dolore</em>) ha mirabilmente descritto &#8211; sotto la forma dell’<em>adynaton</em>, ossia di un concetto impossibile secondo la logica, come quello di uccidere dei morti &#8211; la barbarie sottesa a tali gesti:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">«Cessate di uccidere i morti<br />
non gridate più, non gridate<br />
se li volete ancora udire,<br />
se sperate di non perire.</p>
<p style="text-align: justify;">Hanno l’impercettibile sussurro,<br />
non fanno più rumore<br />
del crescere dell’erba,<br />
lieta dove non passa l’uomo.»</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il grande poeta voleva dire che chi non rispetta la morte non può sperare di «non perire», ossia di salvare la propria anima, ma andrà incontro alla morte morale, ancora più spaventosa della morte fisica (come già aveva detto San Francesco nel <em>Cantico delle creature</em>). Il giusto atteggiamento davanti ai morti è quello del silenzio, che può permetterci di udire ancora le loro voci; e non certo quello di una violenza indiscriminata che, mescolando i gemiti dei vivi al fragore delle bombe in un cimitero, cancella ogni traccia di umanità negli autori di essa.</p>
<p style="text-align: justify;">Quelli che noi chiamiamo morti, sono anime passate ad un’altra dimensione esistenziale: lo scempio dei loro cadaveri, specie se effettuato a poche ore distanza dalla sospensione del battuto cardiaco, infligge loro una ferita gravissima in una fase estremamente delicata della loro transizione. Per questo gli antichi avevano tanto orrore all’idea di morire insepolti. Per questo il protagonista del bellissimo film di Kon Ichikawa, <em>L’arpa birmana</em>, un reduce della seconda guerra mondiale, decide di farsi bonzo e ritorna sui luoghi delle battaglie in cui morirono tanti suoi commilitoni, allo scopo di dare loro degna sepoltura e placarne le anime dolenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Un esempio di come il cinismo e la brutalità dei vivi nei confronti dei morti possa spingersi fino a livelli quasi inimmaginabili è quello offerto dalla cosiddetta <em>Operazione cadavere</em>, uno dei più riusciti colpi dello spionaggio alleato durante la seconda guerra mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Si trattava di depistare le forze dell’Asse, nella primavera del 1943, circa il previsto sbarco alleato in Sicilia, facendo loro credere che lo sbarco avrebbe avuto luogo, invece, in Grecia, o forse in Sardegna, ma certamente non in Sicilia.</p>
<p style="text-align: justify;">Si vantarono di quella impresa quanti ne furono artefici; e, dal punto di vista strettamente pratico, l’operazione fu sicuramente un successo, perché Italiani e Tedeschi caddero nella trappola e si lasciarono cogliere sostanzialmente alla sprovvista quando poi, nel luglio del 1943, la Quinta Armata americana e la Ottava Armata britannica sbarcarono lungo le coste meridionali della Sicilia, incontrandovi solo una debole resistenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Così l’episodio è stato rievocato da Ewen E. S. Montagu, già membro del Servizio Segreto Navale inglese (in: <em>Storie segrete dell’ultima guerra</em>, Selezione dal Reader’s Digest, traduzione italiana 1960, 1971, pp. 113-118):</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">«Nel cimitero della cittadina spagnola di Huelva, sulla costa atlantica, 200 chilometri a nord di Gibilterra, è sepolto un suddito britannico. Morì di polmonite tra le umide nebbie dell’Inghilterra ne 1942, senza certo supporre che avrebbe riposato per sempre sotto il cielo assolato della Spagna. In vita non aveva fatto niente di speciale per il suo Paese. Dopo la morte gli rese un servigio che salvò probabilmente migliaia di soldati alleati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il racconto ha inizio nell’autunno del 1942, quando l’invasione dell’Africa del Nord procedeva regolarmente verso il successo. Il piano generale d’operazione prevedeva, per dopo, l’attacco alla Sicilia. I Tedeschi dovevano certo aspettarsi che la Sicilia sarebbe stata il prossimo obiettivo. Che si poteva fare per convincerli del contrario e indurli a sparpagliare le loro forze?</p>
<p style="text-align: justify;">Un componente del nostro servizio di sicurezza avanzò un suggerimento. I Tedeschi sapevano che i nostri ufficiali giungevano di continuo nel Nord Africa, con aerei che sorvolavano le coste della Spagna. Perché non abbandonare nelle acque spagnole un cadavere, con indosso documenti falsificati, come se provenisse da un aereo precipitato? Se il cadavere veniva portato a riva dalle onde, era quasi certo che i documenti sarebbero caduti nelle mani di agenti tedeschi.</p>
<p style="text-align: justify;">Sorse allora una questione pratica. Un morto non respira; se il cadavere è messo in acqua i polmoni rimangono vuoti e quindi una autopsia potrebbe stabilire se il corpo erra già morto prima di entrare nell’acqua. Nascerebbe allora il sospetto di un trucco. Ci mettemmo discretamente a far ricerche negli ambienti medici delle forze armate per trovare un cadavere il cui decesso potesse essere attribuito ad annegamento. Finalmente ci giunse un rapporto: un uomo era appena morto di polmonite, e quando si muore di questa malattia c’è del liquido nei polmoni.</p>
<p style="text-align: justify;">I congiunti del morto erano vivi. Senza rivelare particolari, ottenemmo il loro consenso, a condizione che l’identità del cadavere sarebbe rimasta sempre segreta. Qui basta dire che il morto, un uomo appena trentenne, divenne da quel momento il “maggiore William Martin, dei Royal marines”. Il cadavere fu posto in una cella frigorifera, mentre noi escogitavamo il nostro piano.</p>
<p style="text-align: justify;">Fin dall’inizio decidemmo che il documento ingannatore dovesse emanare da un’altissima autorità. Non sarebbe bastata una semplice indiscrezione fra due generali di secondo piano. Feci scrivere dal generale Sir Archibald Nye, Vice-capo dello Stato Maggiore Imperiale, al generale Alexander, allora comandante del 18° Gruppo in Africa. La lettera era una spiegazione confidenziale dei motivi per cui Alexander non riusciva a ottenere quello che voleva dai Capi di Stato Maggiore. Lasciava capire per deduzione, che l’obiettivo che ci proponevamo di attaccare nel Mediterraneo occidentale non era la Sicilia.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella lettera avemmo cura di indicare due falsi bersagli come possibili obiettivi: uno in Grecia e l’altro, non identificato nella lettera, in qualche punto del Mediterraneo occidentale. <em>[Segue la minuziosa descrizione di tutti i particolari dell’operazione, compresa la fabbricazione di due lettere d’amore di una supposta fidanzata che il “maggiore Martin” avrebbe dovuto avere con sé, per meglio trarre in inganno gli agenti nemici]</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora i preparativi dell’inganno erano completi.</p>
<p style="text-align: justify;">Decidemmo di abbandonare il cadavere al largo di Huelva, un piccolo porto del sud-ovest vicino alla frontiera portoghese. Naturalmente sarebbe stato normale che gli spagnoli consegnassero il cadavere al vice-console britannico per la sepoltura. Confidavamo però che l’agente locale tedesco avrebbe fatto fare una copia dei documenti e la nostra fiducia non fu mal riposta. <em>[Viene incaricato della missione il sommergibile “Seraph”, di base a Malta, dopo che era stato ottenuto il benestare del primo ministro in persona, Winston Churchill].</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il “Seraph” levò le ancore alle 18 del 19 aprile 1943. Aveva a bordo il maggiore William Martin… in una cassa metallica di due metri, tenuta in ghiaccio artificiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Per dieci giorni il “Seraph” navigò in superficie soltanto di notte. Il 30 aprile era a 1.500 metri da Huelva, non avvistato e in perfetto orario.  Alle 4,30, l’ora stabilita, la cassa fu issata sopra coperta e il maggiore Martin fu messo in acqua. Jewell gli gonfiò la giacca di sicurezza e quattro giovani ufficiali ascoltarono a capo chino mentre il comandante mormorava il servizio funebre. Poi, con una lieve spinta, il maggiore Martin partì per la guerra.</p>
<p style="text-align: justify;">Un chilometro più in là Jewell lanciò in mare il battello di gomma di un nostro aereo con un solo remo di alluminio per simulare fretta.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mattino del 30 aprile 1943, di buon’ora un pescatore spagnolo avvistò il corpo vicino a riva. Fu ripescato dalle autorità e ne venne fatta l’autopsia; il verdetto fu: “Asfissia per immersione in mare”. Il vice-console britannico fu debitamente informato e il 2 maggio 1943 il maggiore Martin fu seppellito con tutti gli onori militari».</p>
<p style="text-align: justify;">L’inganno riuscì perfettamente; i servizi segreti dell’Asse caddero nella trappola e furono rafforzati gli apprestamenti difensivi nel Peloponneso e in Grecia, ma non in Sicilia. Lo stesso Hitler, informato dell’episodio, stando alle memorie dell’ammiraglio Dönitz, si disse persuaso che lo sbarco alleato non sarebbe avvenuto in Sicilia, ma in Grecia o in Sardegna».</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ma che cosa si può dire di tutta questa macabra operazione, sotto il profilo etico? Immaginiamo quale sarà l’obiezione pratica di quanti non vedono nulla di strano nel manipolare cadaveri come se fossero pezzi di ricambio d’automobile o, magari, termosifoni: che in una guerra che è costata 50 milioni di morti, come la seconda guerra mondiale, non è il caso di farsi scrupoli per cose del genere, specialmente se son o suscettibili risparmiare vite umane (il che è una pia menzogna, perché le vite salvate saranno quelle della propria parte, non certo del nemico).</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, proprio l’assoluta incapacità di vedere quanto sia orribile fare un tale uso del corpo di un essere umano, dovrebbe illustrare a sufficienza il livello di barbarie in cui siamo precipitati: chi non rispetta i morti non rispetterà niente e nessuno, nemmeno i vivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Sorvoliamo sul fatto che le autorità britanniche avrebbero chiesto ai familiari del morto il permesso di servirsi del suo cadavere, peraltro senza spiegare che cosa avevano intenzione di fare. Ci viene detto che essi acconsentirono; bisogna vedere se è vero; quali pressioni vennero fatte sui di loro; se la loro volontà sarebbe stata rispettata, anche in caso di rifiuto, o se la ragion di Stato non avrebbe prevalso comunque. Ma come si può chiedere a una madre di prevelare il cadavere del proprio figlio, morto ancor giovane per una grave, straziante malattia, allo scopo di portarlo chissà dove, senza lasciarle nemmeno una tomba su cui andare a deporre un fiore?</p>
<p style="text-align: justify;">Sorvoliamo anche sulle battute dell’autore del pezzo sopra citato, come quando scrive compiaciuto che, allorché venne gettato in acque il corpo di quel povero sconosciuto morto di polmonite, il “maggiore Martin”, ossia la sua personalità fittizia, partì per la guerra. Solo una persona totalmente priva di senso morale avrebbe trovato la voglia di scherzare su una cosa del genere; una persona che non ha rispetto né della morte, né del dolore dei familiari.</p>
<p style="text-align: justify;">Il punto essenziale è che negare il dovuto rispetto davanti al mistero della morte, alla sacralità della morte, significa cancellare millenni di storia della civiltà e collocarsi al livello degli animali: ma non di tutti gli animali, se è vero &#8211; come è vero &#8211; che gli elefanti, ad esempio, mostrano il più grande rispetto per la morte dei loro simili e rimangono a vegliare i cadaveri per ore e anche per giorni; per non parlare di quei cani fedeli che si lasciano morire di fame e di dolore sulla tomba dei loro amati padroni umani.</p>
<p style="text-align: justify;">Una civiltà che non rispetta i morti, che li tratta come materiale da manipolare illimitatamente, ha smarrito ogni senso etico e non merita di essere rispettata. Nemmeno una guerra che provoca milioni di morti può giustificare la violazione del rispetto più elementare dovuto al corpo dei defunti. Al contrario, proprio la capacità di conservare un tale rispetto costituisce un faro di umanità e un anticipo di speranza, un raggio di luce nel buio della notte.</p>
<p style="text-align: justify;">La  nostra, osservava Erich Fromm, tende sempre più a configurarsi come una società necrofila. La violazione del rispetto dovuto ai morti è uno dei segnali di questa necrofilia dilagante, di cui l’amore per le cose invece che per le persone è l’aspetto più vistoso e sconcertante. Le cose sono manipolabili a piacere, le persone tendono a resistere alla manipolazione: meglio possedere tante cose, allora, invece che essere in relazione aperta e fiduciosa con i propri simili. Ebbene, il cadavere è la persona ridotta a cosa: e se le cose si possono manipolare a piacere, perché non manipolare i cadaveri, per ogni scopo lecito e illecito?</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scienziato li manipola sezionandoli e mettendoli in un museo; il chirurgo, espiantandone gli organi con fretta brutale; il militare, bombardando i cimiteri in nome di più o meno impellenti necessità di ordine bellico; l’agente dei servizi segreti, prelevandoli dalle camere mortuarie, travestendoli con una falsa identità e facendoli trovare alla parte nemica, con in tasca documenti falsi destinati a depistarla. Vi sono perfino bande di malviventi specializzate nel rapimento dei cadaveri, per poi chiedere ai parenti il prezzo del riscatto.<br />
Tutto questo è orrore allo stato puro.</p>
<p style="text-align: justify;">E noi ci stiamo abituando ad esso, perché ciascuno ci ha convinti preventivamente delle sue buone ragioni: lo scienziato vuol far progredire le conoscenze; il chirurgo vuol salvare altre vite; il militare, anche lui vuol risparmiare delle vite (quelle dei suoi soldati); e la stessa cosa sostiene l’agente dello spionaggio al servizio del proprio Paese. Tutte ragioni nobili e difficilmente contestabili, senza dubbio. Le uniche che ci appaiono inaccettabili sono quelle dei malviventi: eppure questi sono gli unici a non nascondersi dietro belle frasi e nobili ideali.</p>
<p style="text-align: justify;">E proprio questa la barbarie della modernità: che è così difficile contestare l’assurdità e l’orrore dei suoi meccanismi decisionali, una volta che si sia entrati nella sua ottica e ci si sia lasciati risucchiare dall’ingranaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Un ingranaggio disumano e implacabile, che non tiene conto delle persone, ma solo dei numeri e della partita doppia delle entrate e delle uscite.</p>
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		<title>Le credenze d’oltretomba</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2009 17:09:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Fabbri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un libro del 1911 di Carlo Pascal ancora valido e interessante sulla concezione dell'aldilà nel mondo pagano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/le-credenze-d%e2%80%99oltretomba.html' addthis:title='Le credenze d’oltretomba '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/storia-antica.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Storia antica" /><br/><div id="attachment_2262" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788888646183" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-2262" title="le-credenze-doltretomba" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/le-credenze-doltretomba.jpg" alt="Carlo Pascal, Le credenze d'Oltretomba" width="200" height="279" /></a><p class="wp-caption-text">Carlo Pascal, Le credenze d&#39;Oltretomba</p></div>
<p style="text-align: justify;">La casa editrice Victrix svolge una meritoria opera di diffusione della cultura classica, e un titolo davvero importante del suo catalogo è <em>Le credenze d&#8217;oltretomba nelle opere dell&#8217;antichità classica </em>di Carlo Pascal. Il libro fu pubblicato per la prima volta nel 1911, ma è ancora oggi una utile guida alla ricognizione delle fonti sulle concezioni dell&#8217;aldilà nel mondo antico.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;idea dell&#8217;aldilà generalmente diffusa nel mondo occidentale è essenzialmente dovuta alle descrizioni della <em>Divina Commedia</em>, ma Dante era a sua volta largamente debitore delle descrizioni dell&#8217;oltretomba fornite dalla letteratura antica. Inoltre i riferimenti all&#8217;aldilà nella <em>Bibbia</em> sono piuttosto vaghi sia nell&#8217;Antico che nel Nuovo Testamento, mentre nel mondo pagano pare che ci fossero idee più precise sul mondo ultraterreno.</p>
<p style="text-align: justify;">Fra le usanze più antiche di cui si abbia testimonianza c&#8217;è quella di offrire la corona ai morti, quasi fossero dei vincitori in una ideale gara della vita: da questa idea si ricavava un senso di immortalità che assimilava gli uomini agli dèi. La letteratura antica, poi, fin dai tempi omerici descrive il Regno dei Morti, inizialmente con toni piuttosto angoscianti (l&#8217;ombra di Achille nell&#8217;<em>Odissea</em>), poi con speranze di felicità che troveranno la massima espressione nei &#8220;Campi Elisi&#8221; di Virgilio. In generale si nota che nelle fasi più antiche il soggiorno dei morti è percepito come un luogo umbratile e indistinto, col passare del tempo si definiscono concezioni più chiare: la condizione ultraterrena appare sempre più legata al comportamento che il defunto ha tenuto in vita, con relativi premi e punizioni. Questa concezione si trasferisce alle concezioni cristiane dell&#8217;aldilà fino ad elaborare, nel corso del <a title="medioevo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/medioevo">Medioevo</a>, l&#8217;idea di un luogo di pena temporaneo che prepara le anime al Paradiso: il Purgatorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio di Pascal esamina i luoghi e le figure del mondo ultraterreno: dai fiumi infernali alle Furie, dal demone di origine etrusca Caronte al giudice Minosse&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Pascal fa continuamente riferimento alle fonti, nelle quali include non solo le grandi opere letterarie, ma anche le concezioni filosofiche delle varie scuole antiche, nonché iscrizioni sepolcrali e i frammenti orfici, fino a individuare interessanti collegamenti con la letteratura dell&#8217;apocalittica giudaica e protocristiana. Tutto questo patrimonio dell&#8217;immaginario sarà sapientemente utilizzato da Dante.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;antica Roma la concezione dell&#8217;aldilà ebbe anche riflessi politici con l&#8217;idea della divinizzazione degli imperatori. Gli scrittori antichi narrano che alla morte di Cesare si verificarono numerosi prodigi, e si diffuse la voce che Cesare fosse stato assunto in cielo fra gli dèi. La classe dirigente romana vide nella divinizzazione dell&#8217;imperatore l&#8217;occasione per rafforzare il senso dello stato, tanto che Augusto stesso sarà rappresentato con l&#8217;aureola che diverrà poi il segno distintivo della santità nel Cristianesimo. Anche in questo caso si vede come la nuova <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> si sia inserita in un sistema di valori e di riferimenti <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolici</a> già ben definito.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci si può augurare che la riedizione di questo libro di Pascal apra la strada anche alla riscoperta di altre sue opere sulla storia religiosa antica nonché sulla letteratura mediolatina, di cui Pascal è stato attento studioso.</p>
<p><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Carlo Pascal, <em>Le credenze d&#8217;oltretomba nelle opere letterarie dell&#8217;antichità classica</em>, Victrix, Forlì, 2006, pp.266, € 25,00</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.victrix.it/">www.victrix.it</a></p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/le-credenze-d%e2%80%99oltretomba.html' addthis:title='Le credenze d’oltretomba ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Unità di vivi e morti</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 21:15:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tradizione Solare</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il rapporto con l'aldilà e i morti secondo la filosofia di Rudolf Steiner]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/unitadiviviemorti.html' addthis:title='Unità di vivi e morti '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/tradizione-solare48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Tradizione solare" /><br/><p style="text-align: justify;"><em>Riportiamo di seguito due formule efficienti date da <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/rudolf-steiner" target="_blank">Rudolf Steiner</a></span> per corroborare l’unione tra i vivi e i morti. Per formula efficiente si intende una formula (diversa dai ritualismi riesumati dal passato oppure improvvisati su due piedi) che in virtù delle immagini evocate suscita effetti. La formula più ampia contiene numerosi elementi di teologia; quella breve si impone per intensità di immagini e la facile ripetibilità. La traduzione risente di una particolare interpretazione stilistica che le rende compatibili col nostro orientamento spirituale.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Chi utilizza queste formule tenga presente che il loro obiettivo non è quella di spostare l’attenzione sull’aldilà, di suscitare un morboso interesse per l’oltretomba, ma al contrario è quello di rafforzare l’amore per la vita, la fedeltà alla terra, la gioia per l’azione chiamando a partecipare ad essa anche i morti.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Per la loro piena efficienza, si richiedono un sentimento di <em>pietas</em>, di serietà, la capacità di visualizzare immagini sullo specchio della mente. È necessario in via preliminare sgombrare l’anima da ogni disprezzo per la vita terrena – intesa come “valle di lacrime”, come semplice preparazione alla “vita eterna” – e parimenti da quelle concezioni dell’aldilà a base di larve notturne e di spettri incatenati.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’ampia diffusione delle due formule è particolarmente auspicabile. L’Europa per corroborare il giustificato amore per la vita sensibile – che le è proprio – per superare le paure del presente ha bisogno di rinsaldare l’unità d’azione tra i vivi e i morti intesi come due schiere di un medesimo esercito in battaglia.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/il-legame-fra-i-vivi-e-i-morti/10090" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-8923" style="margin: 10px;" title="il-legame-fra-i-vivi-e-i-morti" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/il-legame-fra-i-vivi-e-i-morti.jpg" alt="" width="200" height="285" /></a>MEDITAZIONE PER I DEFUNTI<br />
(Formula lunga)</p>
<p style="text-align: justify;">Voi che vegliate sulle anime<br />
dalle sfere del cosmo (1)<br />
e le nutrite di vita.<br />
Voi generati dalla sapienza per agire con amore,<br />
voi che proteggete l’essere umano<br />
ritornato allo stato di anima,<br />
o Spiriti divini osservate il nostro amore<br />
ascoltate la nostra preghiera<br />
che vuole unirsi al fiume<br />
delle Vostre forze di salvezza<br />
affinché gli Dei si manifestino<br />
e irradino il loro splendore.</p>
<p style="text-align: justify;">Dagli Dei ogni esistenza.<br />
Negli Dei l’origine della vita.<br />
Agli Dei tendono tutti gli esseri.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi dirigiamo verso i regni divini<br />
l’amore fedele da noi concepito.<br />
Per unire la nostra anima alla sua:<br />
tu devi incontrare i nostri pensieri (2)<br />
allorché dalle regioni del cielo<br />
il desiderio ti orienta alle nostre anime<br />
per trovare ciò che attendi da esse:<br />
l’offerta del nostro amore.</p>
<p style="text-align: justify;">La nostra benevolenza ti giunga (3)<br />
rinfrescando ciò che ti brucia (4)<br />
riscaldando ciò che ti gela (5).<br />
Innalzato dall’amore,<br />
avvolto di luce,<br />
va, sali più in alto!</p>
<p style="text-align: justify;">Dalle profondità del cosmo<br />
la vita rinnova in eterno (6)<br />
se stessa.<br />
L’anima cede alla morte<br />
per lanciarsi in nuove forme di vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Geni custodi (7), Dei della stirpe (8) e della civiltà (9)<br />
accogliete nella trama dell’etere<br />
il destino tessuto da_____________.<br />
Dei che con saggezza producete le forme (10)<br />
accogliete tra gli astri<br />
i frutti di vita di_____________.<br />
O Dei che con volontà inflessibile<br />
reggete l’armonioso ordine del tutto (11)<br />
fate germogliare gli effetti<br />
delle buone azioni compiute da_________ (12).</p>
<p style="text-align: justify;">O genio custode che vegli sull’anima,<br />
sulle tue anime giunga<br />
l’amore pietoso della nostre anime<br />
all’essere umano che nelle sfere celesti<br />
si affida alla vostra custodia.<br />
Affinché la nostra preghiera<br />
unita ai Vostri poteri<br />
soccorrano colui<br />
che con amore cerchiamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Elevo lo sguardo verso te<br />
nel regno d’oltretomba ove ti trovi.<br />
Che il mio amore plachi ciò che ti brucia,<br />
che il mio amore moderi ciò che ti gela<br />
mentre dalla distesa di tenebre<br />
tendi al regno della luce.</p>
<p style="text-align: justify;">La mia anima possa seguirti<br />
oltre il fiume della morte<br />
con l’affetto maturato sulla terra<br />
quando gli occhi ti vedevano ancora.<br />
Il mio affetto sia un balsamo<br />
per ciò che ti brucia,<br />
per ciò che ti gela.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella luce delle intelligenze celesti<br />
ormai agisce quell’anima<br />
che sulla terra ci fu vicina.</p>
<p style="text-align: justify;">Che la vita ardente del nostro cuore<br />
ti accarezzi come un soffio<br />
di calore – laddove senti freddo<br />
di freschezza – laddove senti caldo.<br />
Che i miei pensieri vivano nei tuoi.<br />
Che i tuoi pensieri vivano nei miei.</p>
<p style="text-align: justify;">Mediante la vita<br />
lo Spirito manifesta la sua forza.<br />
Mediante la morte<br />
Esso svela il misterioso potere<br />
di andare verso forme di esistenza più alte.<br />
Passa dunque attraverso la morte<br />
per risorgere a nuova vita!</p>
<p style="text-align: justify;">Geni custodi, Dei della stirpe e della civiltà<br />
accogliete nella trama dell’etere<br />
il destino tessuto da_____________.<br />
Dei che con saggezza producete le forme<br />
accogliete tra gli astri<br />
i frutti di vita di_____________.<br />
O Dei che con volontà inflessibile<br />
reggete l’armonioso ordine del tutto<br />
fate germogliare gli effetti<br />
delle buone azioni compiute da_________.</p>
<p style="text-align: justify;">In Principio,<br />
dalla Parola primordiale (13) degli Dei<br />
è venuta la vita<br />
che come luce<br />
risplende sugli uomini (14).</p>
<p style="text-align: justify;">Il Principio da cui tutto questo universo è sorto<br />
in questo stesso Principio ogni cosa si discioglie<br />
e da questo Principio ogni cosa è sorretta<br />
ed a questo Principio essenziato (15). Di gnosi sia adorazione.</p>
<p style="text-align: justify;">L’amore che si innalza dal cuore<br />
diventa calore<br />
e luce interiore (16).<br />
Possa così avvicinarmi a te<br />
pensando con te pensieri ideali<br />
sentendo con te l’armonia universale<br />
volendo con te i voleri divini<br />
rimanendo unito, una cosa sola con te (17).</p>
<p style="text-align: justify;">Formula breve</p>
<p style="text-align: justify;"><em>È bene ripeterla – del tutto silenziosamente – tre volte al giorno, una delle quali deve essere la sera immediatamente prima di addormentarsi, in modo che io pensieri della meditazione oltrepassino la soglia del sonno. La cosa migliore sarebbe di addormentarsi con i pensieri e le immagini evocate dalla formula.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il calore dell’anima a cui si fa riferimento è la sete ardente di sensazioni suscitata dalla mancanza di organi di percezione fisica atti a soddisfarla.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il senso di freddo dell’anima è dato dalla mancanza degli strumenti fisici della volontà.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il mio amore sia l’involucro<br />
che adesso ti avvolge –<br />
rinfrescante ogni calore,<br />
riscaldante ogni gelo,<br />
intessuto di sacrificio! (18)<br />
Vivi portato dall’amore verso l’alto,<br />
ricevendo in dono la luce!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Note</strong></p>
<p style="text-align: justify;">1) Sono le intelligenze celesti di cui parla <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/aristotele">Aristotele</a></span>.<br />
2) L’invocazione si rivolge a questo punto all’anima del defunto, con un certo tono imperativo per scuoterlo dallo smarrimento che potrebbe eventualmente averlo colto.<br />
3) Qui viene espressa la formula efficiente con l’immagine che produce il contatto tra i vivi e i morti.<br />
4) Ciò che brucia: le passioni impure, le brame che non possono più essere assecondate bruciano l’anima.<br />
5) Ciò che gela: la privazione di ogni calore dei sensi che ora l’anima sperimenta.<br />
6) È il mistero della reincarnazione, che genera nuova vita dalla morte.<br />
7) Il <em>Genius </em>– il greco <em>Daimon </em>– protettore della personalità individuale.<br />
8) Il Genio della Stirpe – o arcangelo etnarca – è la divinità che agendo sui corpi eterici trasmette a un popolo il suo archetipo spirituale e con esso la sua identità biologico-psichica.<br />
9) Si fa riferimento allo Spirito del Tempo – l’Eone della gnosi tardo antica: divinità che conferisce l’impronta caratteristica ad una data epoca e nello stesso tempo unisce i popoli che partecipano alla medesima forma di civiltà. La scienza dello spirito individua all’interno del divenire della razza ariana cinque forme principali di civiltà: l’indiana, la persiana, l’egizio-caldaica-babilonese, la greco-romana, la germanica alla quale si riconducono gli odierni popoli europei centro-occidentali. A quest’ultima è chiamata a succedere una civiltà nordico-scandinava proiettata ad Oriente.<br />
10) Si fa riferimento a Divinità olimpiche che manifestano l’intelligenza che regge il cosmo, dalla quale scaturiscono le forme e le evoluzioni della natura.<br />
11) Si accenna agli attributi supremi degli Dei: la volontà creatrice, la forza ordinatrice, l’amore cosmogonico (<em>Eros Protogonos</em>).<br />
12) La preghiera dei vivi agisce per smorzare la vendetta delle Erinni e per dare esito felice al destino futuro del morto: si invitano gli Dei a valorizzare e a far germogliare gli effetti che scaturiscono dalla azioni buone del defunto. Ovviamente si suppone che tali azioni siano state compiute…<br />
13) Il <em>Logos</em>.<br />
14) Cfr il <em>Vangelo di Giovanni</em>. 15) Il testo originario di Steiner a questo punto faceva chiaro riferimento alla strofa della <em>Mandukja Upanishad</em>, che pertanto è stata riportata nella forma originaria, secondo la traduzione di Pio Filippani-Ronconi.<br />
16) La meditazione intensa sposta il centro di coscienza dalla fronte al cuore, producendo come effetti sperimentabili il calore ascetico (l’indiano <em>Tapas</em>) e la percezione della luce interiore.<br />
17) Unificazione delle tre facoltà psichiche del vivo con l’anima del defunto.<br />
18) La forza sacrificale (= <em>sacrum facere</em>) è quella che trasforma le energie psico-fisiche in facoltà spirituali. Tale trasformazione nei tempi antichi era affidata al Fuoco rituale che ardeva le sostanze innalzandole agli Dei; nei tempi moderni il fuoco si interiorizza e diviene calore della volontà autocosciente che sublima gli istinti e le passioni.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/unitadiviviemorti.html' addthis:title='Unità di vivi e morti ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il Necronomicon, libro maledetto</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 19:15:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Veronese</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli sul fantastico in generale]]></category>
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		<description><![CDATA[Storia del Necronomicon di Abdul Al-hazred immaginato da H.P. Lovecraft]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/necronomicon-libro-maledetto.html' addthis:title='Il Necronomicon, libro maledetto '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/drago48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Fantastico" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8834708652"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/necronomicon1.bmp" border="0" alt="Il Necronomicon. Storia di un libro che non c'è. Vol. I" width="95" height="147" align="right" /></a> Il “<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/necronomicon-libro-maledetto.html">Necronomicon</a></span>” è considerato da molti un testo maledetto. Esso è il “libro dei Morti”, e probabilmente il suo autore è un poeta arabo di nome Abd al-Hazred, nato nello Yemen nel 700 DC. Il titolo originale dell’opera era <em>Al Azif</em>, che significa “suono delle voci dei demoni”, ma popolarmente sta ad indicare il suono che producono gli insetti notturni. Secondo varie fonti Al-Hazred, folle poeta di Sanaa, capitale dello Yemen, che si dice sia vissuto nel periodo dei Califfi Ommaiadi, nell&#8217;ottavo secolo dopo Cristo, non era mussulmano ma adorava entità pagane chiamate Yog Sototh e Cthulhu. L&#8217;autore prese parte a molti misteriosi pellegrinaggi tra le rovine di Babilonia e le catacombe segrete di Memphis e trascorse dieci anni in completa solitudine nel grande deserto dell&#8217;Arabia meridionale, il Raba El Khaliyeh, (o “Spazio vuoto” degli arabi antichi) e Dahna, o “Deserto Cremisi” dei moderni, ritenuto dimora di spiriti maligni e mostri mortiferi. Tutti coloro che sostengono di aver attraversato questo deserto, narrano di strane ed incredibili meraviglie.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8834709896"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/necronomicon2.bmp" border="0" alt="Il Necronomicon. Storia di un libro che non c'è. Vol. I" width="95" height="147" align="left" /></a> Intorno all’anno mille una traduzione segreta bizantina attribuì al testo maledetto il titolo greco <em><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/necronomicon-libro-maledetto.html">Necronomicon</a></span></em>, letteralmente “il libro delle leggi dei morti”. Si dice che alcune copie di questo libro siano scritte con il sangue e rilegate con la pelle di esseri umani uccisi nel corso di riti sacrificali. Il <em><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/necronomicon-libro-maledetto.html">Necronomicon</a></span></em> prevederebbe che il Grande Cthulhu, dio con testa di Polipo, segretamente venerato da folli adoratori nei più disparati recessi della terra, sarebbe stato imprigionato all’alba dei tempi nella sua città sommersa dalle acque. Lì Cthulhu attenderebbe pazientemente il momento in cui le stelle torneranno nella giusta posizione. A quel punto il mostro dovrebbe riemergere e riprendere il dominio della terra. Nei suoi ultimi anni Al Hazred avrebbe vissuto a Damasco, dove venne scritto l’Al Azif, e della sua morte nel 738 d.C., si raccontano particolari terribili. Per esempio Ibn Khallikan, biografo del XII secolo, afferma che Al Hazred venne afferrato in pieno giorno da un mostro invisibile e divorato in maniera agghiacciante di fronte un gran numero di testimoni gelati dal terrore. Anche la sua follia fu oggetto di molti racconti. Al Hazred affermava di aver visitato la favolosa Irem, la Città dalle Mille Colonne, e di aver trovato fra le rovine di un innominabile villaggio desertico le straordinarie cronache ed i segreti di una razza più antica dell&#8217;umanità. Per più di un secolo il <em><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/necronomicon-libro-maledetto.html">Necronomicon</a></span> </em>favorì innominabili esperienze, finché non venne soppresso e bruciato intorno al 1050 dal vescovo Michele, patriarca di Costantinopoli. Successivamente il nome del volume fu solo furtivamente sussurrato ma, nel tardo <a href="http://www.centrostudilaruna.it/medioevo.html">Medioevo</a> (1228), il danese Olaus Wormius ne fece una traduzione latina, basata sulla versione greca di Fileta, che vide la stampa due volte: una alla fine del XV secolo, in caratteri gotici in Germania, poi nel XVII in Spagna. L&#8217;opera, sia in latino che in greco, nel 1232 fu posta all&#8217;indice nell&#8217;<em>Index Expurgatorius</em> da papa Gregorio IX.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Copie custodite:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8806135392"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/orrendorichiamo.bmp" border="0" alt="L'orrendo richiamo" width="95" height="159" align="right" /></a> ·	Il British Museum custodisce nei suoi archivi riservati una copia del testo in caratteri gotici, completo (XV sec).<br />
·	Un miliardario americano sembra che possieda una copia del testo in caratteri gotici.<br />
·	La Bibliothèque Nationale a Parigi è in possesso di un esemplare dell&#8217;edizione spagnola (XVII sec).<br />
·	La Miskatonic University di Arkham, Massachussets, possiede una copia dell&#8217;edizione spagnola (XVII sec).<br />
·	La Biblioteca dell&#8217;università di Buenos Aires possiede anch&#8217;essa una copia dell&#8217;edizione spagnola.<br />
·	La Widener Library di Harvard ha un&#8217;altra copia spagnola (XVII sec).<br />
·	La Biblioteca dell&#8217;Università di Lima nel Perù possiede una copia dell&#8217;edizione italiana.<br />
·	La Kester Library di Salem, Massachussets, custodisce una copia del <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/necronomicon-libro-maledetto.html">Necronomicon</a></span> in caratteri gotici.<br />
·	La Central Libray della California State University, Los Angeles, possiede una copia dell&#8217;edizione spagnola.<br />
·	In una collezione privata del Cairo si trova un esemplare dell&#8217;edizione italiana.<br />
·	La Biblioteca Vaticana possiede una copia del testo in caratteri gotici ed una dell&#8217;edizione italiana.<br />
·	In una Località sconosciuta della Cina, esiste una copia manoscritta del testo arabo.<br />
Sicuramente esistono numerose altre copie presso dei privati.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Versioni:</em></p>
<p style="text-align: justify;">·	Originale arabo: tre copie manoscritte risalenti al 730-738.<br />
· Teodoro Fileta (traduzione greca): una copia manoscritta, risalente al 950, in Costantinopoli. Versione ricavata dal testo arabo.<br />
· Olaus Wormius (traduzione latina): una copia manoscritta, del 1228 circa, nello Jutland. Versione ricavata dal testo greco di Fileta.<br />
· John Dee (traduzione inglese) una copia manoscritta, del 1580, in Londra. La versione probabilmente è ricavata dal testo di Fileta.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Edizioni:</em></p>
<p style="text-align: justify;">· Edizione tedesca: testo in latino, impresso in caratteri gotici, riproducente la versione di Olaus Wormius. Non ha data né luogo di pubblicazione: è stato stampato probabilmente a Norimberga alla fine del secolo XV.<br />
· Edizione italiana: il testo è in greco, e riproduce la versione di Teodoro Fileta. Senza data né luogo di pubblicazione: è stato probabilmente stampato a Roma, intorno al 1567.<br />
· Edizione spagnola: il testo in latino riproduce la versione di Olaus Wormius. Privo di data e di luogo di pubblicazione. Stampato probabilmente a Madrid, intorno al 1623.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8845247627"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/lovecrafthouellebecq.bmp" border="0" alt="Michel Houellebecq, H.P. Lovecraft. Contro il mondo, contro la vita" width="95" height="130" align="left" /></a> Una leggenda sostiene che la vera versione del <em><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/necronomicon-libro-maledetto.html">Necronomicon</a></span></em> esista davvero e per riconoscerla sia sufficiente guardare la copertina del libro. Se essa fosse di pelle umana allora non ci sarebbero dubbi; sarebbe l’originale.Resta tuttavia ancora il dubbio se sia realmente esistito o meno, se le copie che ci sono in giro siano un <em>bluff</em>, o realtà. Molti hanno provato ad usare le sue formule, pochi sono riusciti a superare le prove alle quali sono stati sottoposti. C’è chi come Paracelso sostiene che basti la convinzione psicologica per fare accadere le cose, mentre per altri, invece, bisogna usare le formule corrette. Qui di seguito inserisco una delle tante traduzioni di un rituale per l’evocazione di Yog-Sothoth che si possono trovare.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Rituale per l’evocare di Yog-Sothoth e aprire il Passaggio.</em></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ESCLUSIONE.</p>
<p style="text-align: justify;">Zazii, Zamaii, Puidmon il Potente,<br />
Sedon il Forte, El, Yod, He, Vau, He,<br />
Iah, Agla, proteggimi e aiutami mentre io evoco il Passaggio!<br />
(è necessario in questa fase accendere incenso e candele)<br />
Nessun diavolo può avvicinarsi dal Nord!<br />
Nessun diavolo può avvicinarsi da Est!<br />
Nessun diavolo può avvicinarsi da Sud!<br />
Nessun diavolo può avvicinarsi da Ovest!<br />
Nessun diavolo può avvicinarsi dallo Zenith!<br />
Nessun diavolo può avvicinarsi dal Nadir!<br />
(è necessario piegarsi verso le varie direzioni)<br />
Il Cerchio Infuocato chiude ogni cosa dentro!<br />
Draba, draba, kalta, kalta, entemoss!<br />
Il Cerchio Infuocato chiude ogni cosa fuori!<br />
Draba, draba, kalta, kalta, entemoss!<br />
Accar, Zour e Maroud! Chiudete il cerchio e non permettete a nessun diavolo di passarci attraverso!<br />
Draba, draba, kalta, kalta, entemoss!<br />
(coloro che partecipano al rituale devono camminare in cerchio e spruzzare sale, acqua e incenso)</p>
<p style="text-align: justify;">EVOCAZIONE.</p>
<p style="text-align: justify;">Per Adonai Elohim, Adonai Jehova<br />
Adonai Sabaoth, Metraton Ou Agla Methon,<br />
Verbum Pythonicum, Mysterium Salamandrae<br />
Cenventus Sylvorum, Antra Gnomorum<br />
Demonia Coeli God, Almonsin Gibor<br />
Jehoshua Evam Zariathnatmik, Veni, Veni, Veni!<br />
(A questo punto bisogna mettere le mani sopra la tua testa con i pollici e gli indici uniti così da creare un triangolo equilatero. Ruotare , poi, la mano destra in modo da dividere la metà del triangolo che punta giù, creando un parallelogramma. Ruotare infine la mano sinistra in modo da creare un triangolo che punta in giù. Muoverlo in basso lungo la fronte, giralo in su, così che il triangolo si trovi sopra la fronte.)<br />
Ascoltami!<br />
Re dello spazio infinito!<br />
Motore dei pianeti!<br />
Il Fondatore della velocità!<br />
Il Sovrano dei terremoti!<br />
Il Conquistatore del terrore!<br />
Il Creatore del Panico!<br />
Distruttore!<br />
Il Vincitore splendente!<br />
Figlio del Caos e del Vuoto!<br />
Guardiano dell&#8217;Abisso!<br />
Dio delle Estreme Oscurità!<br />
Signore delle Dimensioni!<br />
Conoscitore dei Misteri!<br />
Guardiano dei Segreti!<br />
Signore del Labirinto!<br />
Vertice degli Angoli!<br />
Mestro dei gufi<br />
Punto Omega!<br />
Signore del Passaggio!<br />
Colui che apre la Strada!<br />
Il più Vecchio!<br />
Tutto-in-Uno!<br />
L&#8217;unico protratto nella vita!<br />
Umr At-Tawil!<br />
Iak-Sathath!<br />
YOG-SOTHOTH NAFL&#8217;FTHAGN!!!<br />
I tuoi servi ti chiamano!<br />
In questo passaggio si ha bisogno di un bastone. Esso va ruotato in posizione orizzontale e spostato in sequenza: da destra a sinistra, su-giù, avanti e indietro.</p>
<p style="text-align: justify;">APRIRE IL PASSAGGIO.</p>
<p style="text-align: justify;">(In questa fase il bastone deve essere in posizione orizzontale)<br />
Yog-Sothoth conosce il Passaggio.<br />
Yog-Sothoth è il Passaggio.<br />
Yog-Sothoth è la chiave e il guardiano del Passaggio.<br />
Passato, presente e futuro, tutto è uno in Yog-Sothoth.<br />
Per ciò che non può essere nominato,<br />
Per Azathoth,<br />
Per Nyarlathotep,<br />
Per Shub-Niggurath,<br />
Per i due serpenti,<br />
Per ciò che creò il Vuoto,<br />
Per Kadath nel Desolato Freddo,<br />
Per il Plateu del Leng,<br />
Per Yuggoth,<br />
Per la lente lunare,<br />
Per l&#8217;Imprigionato,<br />
Per il Libero,<br />
Per Samas, Gibil e Nusuku,<br />
Per l&#8217;Alto Nome di Ea,<br />
Per i Sette Demoni,<br />
Guardiano, lascia che il Passaggio sia aperto!<br />
Per il Caos,<br />
Per il Vuoto,<br />
Per la Luce,<br />
Per le Tenebre,<br />
Per l&#8217;Aria,<br />
Per il Fuoco,<br />
Per l&#8217;Acqua,<br />
Per la Terra,<br />
Chiave, apri il Passaggio!<br />
Per il mio giuramento impaurito,<br />
Lascia che costoro che vogliono uscire escano!<br />
Lascia che costoro che vogliono entrare vengano!<br />
Lasciaci guardare nella Luce Nascosta!<br />
Lasciaci guardare nelle Cieche Tenebre!<br />
Squarcia il Velo!<br />
Rompi lo Specchio!<br />
Rivela l&#8217;Illusione!<br />
Osserva, il Passaggio si apre!<br />
(Lentamente il bastone deve essere ruotato dalla posizione orizzontale a quella verticale. Successivamente va fatto il segno dello Squarcio del Velo.)<br />
Osserva, i Nodi sono riempiti di Potere!<br />
Osserva, le Linee sono riempite di Potere!<br />
Osserva, gli Angoli contorti e aperti!</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/necronomicon-libro-maledetto.html' addthis:title='Il Necronomicon, libro maledetto ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Bardo Thodol, il libro tibetano dei morti</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 12:10:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfonso Piscitelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recensione del classico libro dei morti tibetano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/bardothodol.html' addthis:title='Bardo Thodol, il libro tibetano dei morti '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><br/><p align="justify"><span style="text-decoration: underline;"><a rel="nofollow" href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libro.php?lid=9966&amp;pn=76" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/bardothodol.bmp" border="0" alt="Mario Pincherle, Libro Tibetano dei Morti - Bardo Todol" width="95" height="133" align="right" /></a></span> L’argomento morte da qualche tempo non è più tabù in Occidente. Il discutere di eutanasia, di testamento biologico, di predeterminazione del momento in cui “lasciarsi andare” ha fatto venir meno uno dei tabù più radicati nella cultura moderna. Il tabù della fine della esistenza fisica: quella reticenza a parlare schiettamente di morte che si manifestava nello stesso linguaggio cifrato dei necrologi. “E’ mancato all’affetto dei suoi”, “è venuto meno…” erano le formule eufemistiche per evitare di nominare il convitato di pietra. Oggi invece si invoca il diritto di morire “al momento giusto” o il dovere di accettare che il trapasso avvenga senza forzature. Allo stesso tempo la cultura <em>new age</em> ha favorito la diffusione di testi che affrontano il tema della morte in una prospettiva “gnostica” e la stessa ricerca scientifica, in alcuni suoi filoni “di frontiera”, ha cercato di gettare uno sguardo se non proprio sull’aldilà, almeno su ciò che accade in prossimità della morte. È interessante capire fino a che punto gli studi sulle esperienze di pre-morte condotte ad esempio dal medico americano Moody si concilino con antiche trattazioni che illustrano le tappe del viaggio iniziatico per eccellenza: quello che conduce alla vita ultraterrena.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Negli ultimi mesi la casa editrice Anima ha pubblicato, con un commento a cura di Mario Pincherle, il cosiddetto “Libro Tibetano dei Morti”. Il <em>Bardo Thodol</em> – questo il titolo originario – è uno dei tre grandi classici “funerari” di tutti i tempi, insieme al Papiro Egizio dei Morti e alla <em>Divina Commedia</em> di Dante Alighieri. “<em>Bar-do</em>” è l’espressione tibetana che indica la dimensione del passaggio tra due stati: la morte per i tibetani non è una condizione di stasi, ma una profonda sconvolgente trasformazione. L’ asceta si esercita già in vita a cogliere l’attimo che sta “tra” vita e aldilà; così come si esercita a cogliere il momento magico in cui la mente passa dalla veglia al sonno ovvero dal sogno del mattino – carico di premonizioni – al risveglio. Apprendere le fasi che succedono alla estinzione della esistenza terrena, imprimerle nella propria memoria di immagini per il tibetano vale come promessa di “liberazione”.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Il <em>Bardo Thodol</em> fu composto in sanscrito dal grande maestro Padma Sambhava, nell’VIII o nel IX secolo, per i buddhisti indiani e tibetani, ma fu da questi occultato e venne riportato alla luce solo nel XIV secolo dallo «scopritore di tesori» spirituali Karma Lingpa. Tra i primi a commentare in Italia questo sconcertante manuale di viaggio fu, negli anni Trenta, l’orientalista Giuseppe Tucci. Da allora in poi, e soprattutto negli ultimi anni, si sono succedute a ritmo frenetico riedizioni e commenti sempre nuovi.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><a rel="nofollow" href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libro.php?lid=8234&amp;pn=76" target="_blank"><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/librotibetanomorti.bmp" border="0" alt="Padma Sambhava, Bardo Thodol. Il libro tibetano dei morti" width="95" height="144" align="left" /></a> Per quale motivo un testo arcano, frutto di una mentalità assai diversa da quella occidentale, affascina così tanto? Forse per il suo modo “soggettivo” di porre il problema dell’aldilà: il <em>Bardo Thodol</em> insegna che alla morte ogni uomo è posto di fronte al mondo ultraterreno secondo il punto di vista coltivato nella propria <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religione</a>. Per il buddhismo non esiste infatti un solo paradiso, ma tanti quanti sono gli esseri illuminati, perché ciascuno di essi ha la capacità di creare con la mente una «terra pura». Se il cristiano avvicinandosi alla morte incontra il Cristo e l’indiano incontra l’amorevole Vishnu, non vi è dunque da stupirsi. Il <em>Bardo Thodol</em> invita a “non accontentarsi” di queste visioni <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religiose</a>, ma a immergersi in una Luce più profonda, anteriore, che precede ogni forma e nella quale ogni manifestazione si discioglie. Il “Bardo Thodol” è un grande poema della luce. La “luce” è infatti il grande esorcismo alla paura della morte, che terrorizza gli adulti così come il buio terrorizza i bambini. Il <em>Bardo Thodol</em> assicura che il morire è un nascere alla luce, non uno sprofondare nella notte. E invita a “stare calmi”, a non cedere a spaventi o a lusinghe ultraterrene.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Il passaggio dal buio alla luce è proprio il tema che attraversa le “testimonianze” raccolte dal medico americano Moody tra coloro che sono stati sul punto di morire. Moody a classificato, con spirito baconiano, una serie di costanti (ben quindici) nei racconti dei “ritornati”: il paziente &#8220;sente&#8221; i medici che annunciano la sua morte, guarda il suo corpo dall’esterno; sperimenta una sensazione di grande pace; attraversa un tunnel buio; sperimenta una avvolgente “Luce”. Questi racconti non possono certo proporsi come criteri di oggettività scientifica; tuttavia la loro ricorrenza stupisce. Anche <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/johann-wolfgang-goethe" target="_blank">Goethe</a></span> sul letto di morte, estasiato, mormorò “<em>mehr Licht!</em>”: più luce; quasi a testimoniare il passaggio ad una chiarità superiore.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">La “ricerca” delle condizioni oltre la vita ovviamente non diventerà mai “scoperta”; tuttavia tale ricerca, sia che ricorra a testi arcaici ed arcani come il Libro Tibetano dei Morti, sia che ricorra ai metodi della moderna indagine scientifica, ha qualcosa di “faustiano”. L’uomo occidentale dopo aver rivolto il suo desiderio di conoscenza a ciò che sta oltre il confine geografico, oltre il confine dell’infinitamente piccolo (l’atomo) e l’infinitamente grande (lo spazio), vorrebbe oggi spostare con la conoscenza l’ultimo confine. Quello che appunto si pone “tra” le due antitesi più potenti e terribili. La vita e la morte.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">* * *</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><a rel="nofollow" href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libro.php?lid=9966&amp;pn=76">Mario Pincherle, <em>Libro Tibetano dei Morti &#8211; Bardo Todol</em> (GDL)</a> <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788889137420">(IBS)</a> <a rel="nofollow" href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=10388&amp;a=915108&amp;g=0&amp;url=http://www.bol.it/libri/scheda/ea978888913742.html">(BOL)</a> <a rel="nofollow" href="http://www.libreriauniversitaria.it/BIT/8889137428/ASI/395521">(LU)</a></p>
<p align="justify">
<p align="justify">Tratto da <em>L&#8217;Indipendente</em> del marzo 2007.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/bardothodol.html' addthis:title='Bardo Thodol, il libro tibetano dei morti ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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