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	<title>Centro Studi La Runa &#187; Mishima</title>
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		<title>Il cuore di Mishima</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Nov 2010 09:40:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Iacona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riflessioni sulla personalità e l'opera di Yukio Mishima a quaranta anni di distanza dal suo clamoroso suicidio rituale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-cuore-di-mishima.html' addthis:title='Il cuore di Mishima '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-6304" style="margin: 10px;" title="Yukio Mishima" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/mishima1-e1290763856147.jpg" alt="" width="297" height="447" /><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Yukio Mishima</a></span> (ma è più corretto scrivere <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span> Yukio), è stato un personaggio – non solo persona, appunto, ma personaggio – capace di esprimere la grandezza e la pienezza del vivere in ogni gesto o frase e per tutti i momenti che hanno composto i quarantacinque anni della sua breve vita (l’ultima sua frase prima del suicidio: «la vita umana è breve, ma io vorrei vivere per sempre.»). A quarant’anni esatti dalla morte (25 novembre 1970), lo ricordiamo come uno degli intellettuali, scrittori e uomini d’azione (personaggio, dunque, assolutamente novecentesco), capaci di dare un senso ben preciso al cosiddetto “secolo breve”.</p>
<p style="text-align: justify;">In <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span> c’è un pezzo – anche piccolo – di ogni personalità che ha arricchito gli anni del nostro passato. Lui è innanzitutto il D’Annunzio d’oriente (poeta, prosatore, acceso patriota, esteta, uomo dalla forte personalità che “confonde” vita ed epica), ma è anche un uomo pronto al sacrificio per il rispetto dei principi e politicamente non-etichettabile come Che Guevara; <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span> è un uomo destinato a suscitate scandalo ed essere, contemporaneamente, venerato dai propri sostenitori come Lawrence d’Arabia l’avventuriero, ma anche profondamente influenzato da una cultura che non è quella del proprio paese (il Giappone) come il grande Akira Kurosawa (e come lui non amatissimo in patria); infine un uomo segnato da un destino tragico e contraddistinto da un’esistenza inquieta come Drieu La Rochelle e Camus: un uomo nato e poi vissuto con un deficit di libertà (all’interno del Giappone crebbe peraltro con un’educazione molto rigida), ma che questa stessa ricercò dappertutto, nelle lettere, nei costumi e nell’amore per una patria sottoposta a rigide imposizioni di politica internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Come tutti i (veri) grandi intellettuali del <a title="storia contemporanea" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/storia-contemporanea">Novecento</a> – viene in mente anche il nostro Pasolini – <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span> subisce l’influenza di “correnti” di pensiero opposte le une alle altre, c’è tanta modernità – nella forma di una “antichità riadattata” – ma tanta tradizione nelle sue prose che risulta davvero difficile produrre le giuste coordinate per un “pensiero” eternamente sfuggente. Conservatore anzi tradizionalista? Senz’altro, data la venerazione per il Giappone imperiale. Decadente? Anche, come decadenti furono gli scrittori che esibirono “moralità” proprie e chiusero un’epoca fra estetiche nietzscheane e pulsioni romantiche. <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span> è autore d’inarrivabile profondità e narratore schietto, senza censure “ideologiche” ai limiti della sfacciataggine, un Rimbaud dei nostri tempi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/il-mio-amico-hitler/5814" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-6306" style="margin: 10px;" title="il-mio-amico-hitler" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/il-mio-amico-hitler.jpg" alt="" width="200" height="336" /></a>Al momento del suicidio – con la cerimonia del <em>seppuku </em>– davanti alle televisioni, con migliaia di curiosi e in straordinario “fortuito” anticipo sulla scoperta del potere “condizionante” dei <em>media</em>, lui che parla con poetica delicatezza di omosessualità e frigidità citando Freud e Fromm, in Italia si litiga &#8211; molto più “banalmente” &#8211; sulla legge sul divorzio e si dibatte sui progetti per la costruzione del ponte sullo stretto di Messina (!); lui bisessuale dichiarato anticipa gli “outing” di artisti e intellettuali del terzo Millennio, anticipa le preoccupazioni che un gesto compiuto davanti a milioni di spettatori possa influire sul comportamento di altrettanti concittadini e sulle <em>élite </em>del proprio paese, e anticipa il “gusto” per i riflettori accesi sulla cultura giapponese. La “morte in diretta” in Italia sarebbe arrivata “soltanto” undici anni dopo nel 1981 con le sofferenze di Alfredino Rampi all’interno di un pozzo poco lontano da Roma, la “mania” per il Giappone – un certo tipo di Giappone spesso però caricaturale – sarebbe arrivata grazie alla cultura di <em>Manga </em>e <em>Anime </em>dal 1978 in poi. Il cinema giapponese invece era già noto in Italia dai primi anni Cinquanta, ma ben poca cosa forse.</p>
<p style="text-align: justify;">In un’Italia bacchettona sfiorata appena dalle novità del Sessantotto (il Sessantotto che è anche quello del suicidio di Jan Palach però), un paese nel quale in pochi vanno oltre un americanismo da “buon padre di famiglia”, <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span> è un autore che dà fastidio. Nonostante le candidature al premio Nobel, alcuni quotidiani italiani non ne citano il nome quando danno la notizia del gesto estremo (nel titolo si parla solo di un celebre scrittore; la “Stampa” titola: “Uno scrittore di Tokio”…); a far notizia è il “fanatismo” dei protagonisti nonché la stranezza degli accadimenti. Punto. Molti cadono vittima della “cattiva” fama di <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span> compresa quella del “militarista”: lo scrittore ha fondato due anni prima un corpo paramilitare privato l’“associazione degli scudi” del quale è naturalmente il comandante, e peraltro ha deciso di morire con un gesto da “onesto” avanguardista, dando prova che il protestare contro la rinuncia del Giappone alle proprie tradizioni non è mera chiacchiera giornalistica (si ripassi il suo <a title="Sole e acciaio" href="http://www.libriefilm.com/sole-e-acciaio/856"><em>Sole e acciaio</em></a> per capire meglio).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/neve-di-primavera/861" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-6303" style="margin: 10px;" title="neve-di-primavera" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/neve-di-primavera.jpg" alt="" width="200" height="307" /></a>È il rigore mishimiano a dar fastidio ancora oggi a chi ritiene che il “disprezzo per la morte” degli uomini del Sol-levante sia solo il cattivo ricordo degli anni della seconda guerra mondiale. Ed è l’idea che la guerra, dopo venticinque anni (e con la capitolazione definitiva del Giappone), non sia definitivamente finita a “terrorizzare” gli osservatori, e con essa il doppio pensiero che l’«assoluta inefficienza delle forza armate giapponesi ad assicurare la difesa del paese» e «la vigente Costituzione imposta al Giappone dagli accordi di Yalta e Potsdam», sia un’intollerabile ferita per un paese dalle eccellenti tradizioni militari. Una “maledizione” che <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span> si porta addosso da decenni. La maledizione del “fascista”, militarista e ultranazionalista, la maledizione che colpisce chi decide di non rassegnarsi ai verdetti della seconda guerra mondiale: quanti nomi si potrebbero fare in proposito… Quella “malattia della politica” che <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span> ha cercato di scansare per decenni (si definiva un antipolitico), torna dunque nella vita dello scrittore sotto la forma di una condanna senza appello anche nel <em>post-mortem</em>. Lui si batte per il ritorno del Giappone allo “spirito tradizionale” &#8211; quello che fu dei samurai &#8211; e per il ripristino delle condizioni di difesa dell’Imperatore che incarna lo spirito della nazione (prima di morire <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span> urla: «Tenno Heika Bazan!» &#8211; Viva l’Imperatore!), ma per gli “osservatori” invece è solo un tipo “fascista”, un nazionalista come “tanti” negli anni caldi del ritorno alle contrapposizioni ideologiche. Se a ciò aggiungiamo l’amore mishimiano per la Grecia classica e il teatro tradizionale giapponese (passioni indigeste per chi è accecato dal sol dell’avvenire), la cura maniacale del corpo (dagli anni Cinquanta <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span> si dedica al culturismo e al <em>kendo</em> e la sua immagine diventa icona della bellezza fisica maschile), e l’importanza data ai valori dello stile, del gusto e dell’azione non è arduo pensare che il destino dell’autore di <a title="Neve di primavera" href="http://www.libriefilm.com/neve-di-primavera/861"><em>Neve di primavera</em></a> fosse rigidamente scritto fin dai primi anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-6305" style="margin: 10px;" title="tate-no-kai" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/tate-no-kai.jpg" alt="" width="270" height="406" />Come <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/louis-ferdinand-celine" target="_blank">Céline</a></span>, come Pound come altri (compreso il nostro D’Annunzio), l’approccio a <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span> è ancora oggi schizofrenico&#8230; Fascista illeggibile per qualche “anima bella”, ma in realtà scrittore amatissimo dalle donne e dagli uomini in egual misura (e ciò lo rende ancora una volta unico), e dalle capacità narrative paragonabili a quelle di un <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/fedor-dostoevskij" target="_blank">Dostoevskij</a></span> (edito peraltro in Italia anche da Feltrinelli). Il rapporto – letterario – fra <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span>  e le donne è un capitolo a se stante della biografia dello scrittore tokyoto; anche nei suoi lavori meno recenti o più commerciali come <em>Musica</em> o la <em>Leonessa</em> la donna assume un ruolo da protagonista sconosciuto a gran parte della <a title="letteratura" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/letteratura">letteratura</a> moderna. Donna non come “parte” di un universo maschile ma come protagonista “alla pari” soprattutto nei rapporti d’amore. Eccola la “cifra mishimiana”: l’andare oltre lo schema occidentale – capitalistico-borghese – che tipicizza il rapporto maschio/femmina per aprire nuovi capitoli attraverso l’analisi delle proprie tradizioni, attraverso la fitta indagine psicologica. Dopotutto, anche questo è l’autore che seppe riversare in autentici capolavori &#8211; e quasi da subito &#8211; come <em>Confessioni di una maschera</em> il proprio disagio esistenziale per la cosiddetta normalità; si trovasse al di “dentro”, nel suo animo, o al di “fuori” dell’essere umano, cioè nella società.</p>
<p style="text-align: justify;">È quasi scontato in cauda ricordare che fra i suoi ammiratori ci fosse Marguerite Yourcenar capace di percepirne, così come fece per <a title="Julius Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Julius Evola</a>, una cifra “trascendente”, un <em>quid </em>di eccezionalità. Ancora oggi però c’è l&#8217;intellettuale sconosciuto a chi ha gli occhi bendati dal pregiudizio&#8230; Caduti i muri, i veti e le censure, siamo sicuri cadrà anche la barriera che impedisce di entrare nell’universo di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Yukio Mishima</a></span>, nell’universo delle &#8220;confessioni&#8221; di chi strappò al secondo Novecento la grigia maschera del conformismo.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-cuore-di-mishima.html' addthis:title='Il cuore di Mishima ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Novecento, il secolo dell&#8217;intelligenza</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 16:29:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giano Accame</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un’assai larga parte dell’intelligenza del secolo scorso fu di destra. E, con qualche eccezione, lo fu d’una destra fascista o accusata di fascismo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/novecento-il-secolo-dellintelligenza.html' addthis:title='Novecento, il secolo dell&#8217;intelligenza '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/rivoluzione-conservatrice.PNG" width="48" height="48" alt="" title="Rivoluzione conservatrice" /><br/><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/dizionario-delle-opere-filosofiche/4618" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-5598" style="margin: 10px;" title="dizionario-delle-opere-filosofiche" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/dizionario-delle-opere-filosofiche-196x300.jpg" alt="" width="196" height="300" /></a>Franco Volpi, stretto collaboratore di Adelphi e di <em>Repubblica</em>, va ormai considerato &#8211; specie per gli approfondimenti nella cultura tedesca da <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/arthur-schopenhauer" target="_blank">Schopenhauer</a></span> a <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/martin-heidegger">Heidegger</a></span> e Schmitt &#8211; come il più interessante studioso italiano di filosofia. Nella puntata su <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> della serie sulle <em>Intelligenze scomode del Novecento </em>per Rai Educational, con Sergio Tau ho trasmesso di Volpi questa dichiarazione:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Quando realizzai il <a title="Dizionario delle opere filosofiche" href="http://www.libriefilm.com/dizionario-delle-opere-filosofiche/4618"><em>Dizionario delle opere filosofiche</em></a>, prima in Germania e poi in Italia, uno dei problemi più spinosi fu quello riguardante la filosofia italiana. Quali autori, quali filosofi, oltre agli scontati Croce e Gentile, andavano inseriti in questo Dizionario per avere una scelta sufficientemente rappresentativa? La mia prima idea fu quella di inserire come terzo grande pensatore del Novecento italiano <a title="Julius Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Julius Evola</a>.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ne risulta che tutti e tre gli autori più rappresentativi del Novecento italiano erano di destra. Croce, beninteso, come Einaudi, apparteneva alla destra antifascista (mentre erano filofascisti tra gli economisti Vilfredo Pareto e Maffeo Pantaleoni). Se partiamo da questo primo dato per un breve giro del mondo arriviamo alla conclusione che un’assai larga parte dell’intelligenza del secolo scorso fu di destra. E con qualche eccezione, come Croce o Borges (antiperonista), lo fu d’una destra fascista o accusata di fascismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma nell’ambito della destra non fascista vanno ricordati per importanza nella cultura mitteleuropea gli scrittori austriaci, in gran parte ebrei, nostalgici dell’impero asburgico: da Stefan Zweig, suicida nel ricordo de <em>Il mondo di ieri</em>, a <a title="Franz Werfel" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/franz-werfel">Franz Werfel</a> che si convertì al cattolicesimo, a Joseph Roth con <a title="La cripta dei cappuccini" href="http://www.libriefilm.com/la-cripta-dei-cappuccini/8419"><em>La cripta dei cappuccini</em></a> e <a title="La marcia di Radetzky" href="http://www.libriefilm.com/la-marcia-di-radetzky/8420"><em>La marcia di Radetzky</em></a>, a <em>Lo Stendardo</em> di Alexander Lernet-Holenia (non ebreo), a Hugo von Hofmannsthal, lo scrittore d’una grande famiglia ebraica assimilata che formulò l’espressione &#8220;<a title="rivoluzione conservatrice" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/rivoluzioneconservatrice">rivoluzione conservatrice</a>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_5599" class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/ernst-junger"><img class="size-full wp-image-5599" title="juenger" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/juenger.gif" alt="Ernst Jünger " width="120" height="174" /></a><p class="wp-caption-text">Ernst Jünger </p></div>
<p>Fu accusato di nazismo <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/martin-heidegger">Martin Heidegger</a></span>, considerato a livello mondiale il maggiore filosofo del secolo. E se <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/martin-heidegger">Heidegger</a></span> fu solo epurato, Carl Schmitt, maggiore politologo del Novecento, venne imprigionato per un anno dagli americani a Norimberga sotto accusa d’aver collaborato coi capi nazisti che nello stesso carcere furono impiccati. In realtà né <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/martin-heidegger">Heidegger</a></span>, né Schmitt, né <a title="Ernst Juenger" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/ernst-junger">Ernst Jünger</a>, l’anarca di destra che con Schmitt e <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/martin-heidegger">Heidegger</a></span> scrisse libri a quattro mani, né Oswald Spengler, autore del <a title="Il tramonto dell'Occidente" href="http://www.libriefilm.com/il-tramonto-delloccidente-2/3546"><em>Tramonto dell’Occidente</em></a>, né Werner Sombart, geniale storico dell’economia, condivisero gli orrori del nazismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Col nazismo vennero confusi per la loro appartenenza alla composita galassia della &#8220;<a title="Rivoluzione conservatrice" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/rivoluzioneconservatrice">rivoluzione conservatrice</a>&#8221; di cui il nazismo fu la componente più volgare e perciò vincente. Tratto comune a tutti loro fu il pensiero della crisi, da cui anche il fascismo era reattivamente germinato. Fu vicino al fascismo romeno <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/mircea-eliade/">Mircea Eliade</a></span>, il maggior studioso del fenomeno religioso, ed è stato seppure impropriamente avvicinato al nazismo lo studioso svizzero della psicologia del profondo e degli archetipi, Carl Gustav Jung, secondo solo a Freud (con cui finì in polemica) nella psicanalisi. Nell’edizione italiana un saggio dell’americano Richard Noll è stato addirittura intitolato <a title="Jung il profeta ariano" href="http://www.libriefilm.com/jung-il-profeta-ariano/8427"><em>Jung, il profeta ariano</em></a> (Mondadori 1999).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/psicologia-e-alchimia-2/1751" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-5600" style="margin: 10px;" title="psicologia-e-alchimia" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/psicologia-e-alchimia-181x300.jpg" alt="" width="181" height="300" /></a>In <a title="Psicologia e alchimia" href="http://www.libriefilm.com/psicologia-e-alchimia-2/1751"><em>Psicologia e alchimia</em></a> del 1944 <a title="Jung" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/carl-gustav-jung">Jung</a> citava <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> e da accuse d’antisemitismo si difese così nel 1934: &#8220;L’inconscio ariano ha un potenziale maggiore di quello ebraico; questo è il vantaggio e lo svantaggio di una giovinezza non ancora completamente sfuggita alla barbarie. Nella mia opinione è stato un grande errore di tutta la psicologia medica precedente applicare categorie ebraiche, che non sono nemmeno vincolanti per tutti gli ebrei, indiscriminatamente a cristiani, tedeschi o slavi. Così facendo la psicologia medica ha dichiarato che il segreto più prezioso dei popoli germanici &#8211; la profondità creativamente profetica dell’anima &#8211; è un garbuglio infantile e banale, mentre per decenni la mia voce ammonitrice è stata sospettata di antisemitismo. L’origine di tali sospetti è Freud. Non conosceva l’anima germanica più di quanto la conoscano i suoi imitatori tedeschi. La potente apparizione del nazionalsocialismo, che tutto il mondo osserva con occhi stupiti, ha forse insegnato loro qualcosa di meglio?&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_5601" class="wp-caption alignleft" style="width: 185px"><a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/knut-pedersen-hamsun"><img class="size-full wp-image-5601" title="hamsun" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/hamsun.jpg" alt="Knut Hamsun" width="175" height="252" /></a></dt>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">Il carattere reattivo accomuna il romanziere e premio Nobel norvegese <a title="Knut Hamsun" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/knut-pedersen-hamsun">Knut Hamsun</a>, filonazista, e il romanziere giapponese <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Yukio Mishima</a></span>, tre volte candidato al Nobel e &#8220;fascista di ritorno&#8221;: omosessuale (o bisessuale, perché ebbe anche moglie e figli) e contento d’esser stato riformato evitando i rischi della guerra, ottenne successi in Occidente come scrittore decadente; ma avendone compresa poi la vanità, tornò alle tradizioni degli antichi samurai, creò una formazione paramilitare, il <em>Tate no Kai</em>, Società degli Scudi, e in polemica contro l&#8217;asservimento del Giappone agli Stati Uniti si suicidò col rito del <em>seppuku </em>a 45 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_5602" class="wp-caption alignright" style="width: 203px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-medium wp-image-5602" title="drieu" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/drieu-193x300.jpg" alt="Pierre Drieu La Rochelle" width="193" height="300" /><p class="wp-caption-text">Pierre Drieu La Rochelle</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Anche gli scrittori fascisti francesi, da Pierre Drieu la Rochelle, suicida, a Robert Brasillach, fucilato per collaborazionismo, a Lucien Rebatet, lungamente carcerato, sorsero per reazione alla decadenza del loro paese, che di lì a poco a perse l’impero coloniale. È riconosciuto fra i geni del secolo l’anarchico <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/louis-ferdinand-celine" target="_blank">Céline</a></span>, imprigionato per collaborazionismo e antisemitismo, che fu lo straordinario innovatore della prosa narrativa francese; così come Ezra Pound, sbattuto dagli americani in una gabbia e poi tredici anni in manicomio criminale per il suo filofascismo, fu l’innovatore del modo di fare poesia in lingua inglese (influenzando l’irlandese Yeats e Eliot, entrambi premi Nobel e con inclinazioni fascistoidi, così come nel mondo inglese ebbero tratti fascistizzanti sia T.E. Lawrence (Lawrence d’Arabia), autore del classico <a title="I sette pilastri della saggezza" href="http://www.libriefilm.com/i-sette-pilastri-della-saggezza/345"><em>I sette pilastri della saggezza</em></a>, che D.H. Lawrence, autore del <em>Serpente piumato</em> e di <a title="Lady Chatterley" href="http://www.libriefilm.com/lamante-di-lady-chatterley-2/2326"><em>Lady Chatterley</em></a>); e Filippo Tommaso Marinetti, fondatore col futurismo della più completa fra le avanguardie del Novecento, giacché comprese poesia, prosa, pittura, scultura, musica, teatro, cucina, ecc., che poté vantare d’aver superato per primo le regole sintattiche con cui per secoli s’era fatta poesia, da Omero a d’Annunzio (altro precursore del fascismo).</p>
<p style="text-align: justify;">Non solo quindi tre eccezionali maestri nell’arte della parola, ma anche punte avanzate nelle più ardite espressioni d’avanguardia. Inizialmente futurista e poi creatore d’una sua forma espressiva volta all’interpretazione grafica della rivoluzione fascista fu Mario Sironi, ormai considerato il maggior pittore italiano del Novecento. E se Sironi fissò l’immagine del fascismo nella pittura murale, Leni Riefenstahl, che rimane la maggior regista di documentari, filmò l’immagine del nazismo riprendendone nel <em>Trionfo della volontà</em> un congresso di partito a Norimberga.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_5603" class="wp-caption alignleft" style="width: 221px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/luigi-pirandello"><img class="size-medium wp-image-5603 " title="pirandello" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/pirandello-211x300.jpg" alt="Luigi Pirandello" width="211" height="300" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd"> </dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L’elenco dei geni di destra potrebbe allungarsi includendovi altri premi Nobel, da Guglielmo Marconi, fascistissimo presidente dell’Accademia d’Italia, a Luigi <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/luigi-pirandello" target="_blank">Pirandello</a></span>, a Konrad Lorenz, il maggior studioso di comportamento animale. Ma non fu tipicamente di destra l’inventiva tecnico-scientifica da cui sorse la radio, anche se il Duce si avvalse tra i primi della possibilità di comunicare col popolo via etere; né l’etologia di Lorenz si presta a essere rigidamente etichettata. Il relativismo pirandelliano venne invece assimilato al fascismo da Adriano Tilgher ottenendo il consenso di Mussolini, che nel recensirne i <em>Relativisti contemporanei</em> nel novembre 1921 aveva scritto:</p>
<blockquote style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La definizione è esattissima. Il Fascismo è stato un movimento super-relativista, perché non ha mai cercato di dare una veste definitiva programmatica ai suoi potenti stati d’animo, ma ha proceduto per intuizioni frammentarie. Se per relativismo deve intendersi il dispregio per le categorie fisse, per gli uomini che si credono i portatori di una verità obiettiva immortale, per gli statici che si adagiano, invece che tormentarsi e rinnovellarsi incessantemente, per quelli che si vantano di essere sempre uguali a se stessi, niente è più relativistico della mentalità e dell’attività fascista. Se relativismo e mobilismo universale si equivalgono, noi fascisti abbiamo avuto il coraggio di mandare in frantumi tutte le categorie politiche tradizionali e di dirci volta a volta: aristocratici e democratici, rivoluzionari e reazionari, proletari e antiproletari, pacifisti e antipacifisti &#8211; noi siamo veramente i relativisti per eccellenza.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Insomma: nessuno in politica era mai stato così… pirandelliano come Mussolini. E <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/luigi-pirandello" target="_blank">Pirandello</a></span>, ostentatamente iscrittosi al Partito fascista dopo l’assassinio di Matteotti, aveva in tante novelle e opere teatrali temi di critica non marxista, non economicista, al costume borghese, alla corruzione liberaldemocratica ne <em>I vecchi e i giovani</em> e scritto in <em>Berecche e la guerra</em> un racconto interventista. Furono inoltre di destra alcuni geni dell’organizzazione, come Henry Ford (autore tra l’altro d’un libro antisemita, che dovette ritirare dalla circolazione per evitare boicottaggi alle vendite delle sue automobili), che segnò lungo quasi tutto il secolo nel mondo per milioni di operai il modo di lavorare in fabbrica. O come in Italia Italo Balbo, che a capo dell’Aeronautica militare realizzò voli transoceanici in grandi formazioni, mentre prima di lui queste prodezze erano affidate a prove di coraggio solitario. O come Renato Ricci, che assunto il compito d’organizzare la gioventù italiana si recò in Inghilterra da Baden-Powell, fondatore degli <em>scouts</em>, che gli diede preziosi consigli, e in Germania da Walter Gropius, del movimento architettonico Bauhaus. Creata l&#8217;Opera Nazionale Balilla, fece costruire 890 Case del Balilla, 1.470 palestre, 2.568 campi sportivi, 40 teatri, 22 piscine, 520 ambulatori, una quantità di locali per biblioteca e una dozzina di Collegi, fra cui l’Accademia di educazione fisica al Foro Mussolini, l’Accademia femminile di Orvieto, i Collegi navali di Venezia e Brindisi, il Collegio aeronautico di Forlì, le Scuole marinaretti di Sabaudia e Cagliari e mise in mare la nave scuola Palinuro per educare gli scugnizzi napoletani. Gandhi venne a visitarlo. Con 12mila dirigenti Ricci mise 6 milioni di ragazzi a far ginnastica, tra cui 2 milioni e mezzo di Balilla, oltre 2 milioni di Piccole italiane, 960mila Avanguardisti, quasi mezzo milione di Giovani italiane.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_5604" class="wp-caption alignright" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-medium wp-image-5604" title="ForoMussolini-View" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/ForoMussolini-View-300x255.jpg" alt="Veduta del Foro Mussolini" width="300" height="255" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Veduta del Foro Mussolini</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ricci aveva 28 anni quando Mussolini gli affidò quell’incarico e non volle avvalersi di collaboratori più vecchi di lui. Fece quindi realizzare il Foro Italico, rimasto tra i capolavori mondiali dell’architettura sportiva, da architetti giovanissimi, tra cui Luigi Moretti, che affermatosi tra i grandi architetti del Novecento in età matura fu chiamato negli Stati Uniti a progettare il complesso del Watergate. Accanto a Moretti altro genio dell’epoca fu Giuseppe Terragni, a cui si deve, tra altre opere entrate nella storia dell’architettura, la Casa del Fascio di Como. Ma ecco come il figlio di Renato Ricci, architetto Giulio, ha raccontato i criteri selettivi usato da suo padre per il Foro Italico:</p>
<blockquote style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il primo che chiamò fu Del Debbio, che aveva 28 anni, e gli fece fare l’Accademia, lo Stadio dei Marmi e il primo piano regolatore del Foro Mussolini. Poi venne Costantini, che aveva 25 anni. Lo conobbe premiandolo a una gara di sci. Disse che aveva bisogno di lavorare. Mio padre lo chiamò a Roma e lui fece l’obelisco, le piscine, il tennis. Giulio Pediconi si presentò al Ministero e chiese del lavoro. Ricci gli domandò: &#8220;Quanti anni ha?&#8221;. &#8220;23&#8243;. &#8220;Quanto lavoro ha fatto?&#8221;. &#8220;Niente&#8221;. &#8220;Allora venga a lavorare per me&#8221;. L’architetto Pediconi ha fatto la Fontana della Sfera. Poi ha chiamato l’architetto Pintonello, che aveva collaborato con Costantini alla realizzazione del monolito e gli diede l’incarico dello Stadio Olimpico. Anche Moretti fu chiamato a collaborare al Foro quando aveva poco più di 23 anni: predispose il piano regolatore definitivo del Foro, che susseguiva quello precedente di Del Debbio. Moretti ha progettato la Casa delle Armi e altri lavori che avrebbero dovuto essere realizzati, compreso uno stadio per 400mila persone. Rimase legato, come del resto gli altri architetti e artisti, a mio padre fino all’ultimo giorno. E il giorno che mio padre uscì, nel 1950, di prigione, trovò sulla porta di Regina Coeli Moretti commosso, che piangeva, e lo portò con la sua macchina a casa&#8221;.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/il-fascismo-di-pietra/2141" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-5605" style="margin: 10px;" title="fascismo-di-pietra" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/fascismo-di-pietra.jpeg" alt="" width="200" height="295" /></a>Il Novecento è stato connotato dal particolare valore politico attribuito proprio dal fascismo alla cultura. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/renzo-de-felice" target="_blank">Renzo De Felice</a></span>, descrivendone l’uscita con pochi compagni da partito socialista per aderire alle agitazioni interventiste, disse che Mussolini aveva scelto il &#8220;partito della cultura&#8221;. Era infatti interventista la cultura delle riviste del primo Novecento: quella più di destra, fiorentina, con Papini, Prezzolini, Soffici, ma anche quella che era inconsapevolmente una &#8220;sinistra della destra&#8221; con le pubblicazioni futuriste e del sindacalismo rivoluzionario, due movimenti d’avanguardia destinati a confluire nel fascismo. Poté sembrare sulle prime una scelta perdente rispetto alla posizione di prestigio goduta da Mussolini in casa socialista, eppure la via della cultura fu una scorciatoia verso la conquista del potere e l’estensione dei consenso.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci ripensò Gramsci, tormentandosi in prigione. Dal marxismo aveva appreso che la cultura era sovrastruttura: fu l’esempio di Benito Mussolini a suggerirgli l’importanza dell’egemonia culturale nella società per giungere al potere e conservarlo. Solo un vecchio trombone come Norberto Bobbio poté teorizzare stupidaggini secondo cui dove c’era cultura non c’era fascismo e viceversa. Una sinistra salottiera, sempre più vuota d’idee ma supponente, di queste cretinate si compiace da decenni, senza rendersi conto d’aver solo imitato tecniche usate dal fascismo per l’estensione del consenso attraverso eccezionali promotori di cultura come Giovanni Gentile con l’Enciclopedia italiana e la Normale di Pisa, organizzazioni come i Littoriali, i Guf, le riviste dei Berto Ricci, ancora le riviste e i premi d’arte di Bottai, la legge Bottai del 2% da destinare alle arti sul costo degli edifici pubblici, ma soprattutto la piena libertà di scelta stilistica, dai classicisti sino agli astrattisti, garantita agli artisti durante tutta la durata del regime.</p>
<p style="text-align: justify;">L’imitazione ha giovato elettoralmente alla sinistra, meno alla cultura italiana e anche mondiale, la cui creatività nella seconda metà secolo fu meno brillante che non tra le due guerre.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>Area </em>di Ottobre 2003.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/novecento-il-secolo-dellintelligenza.html' addthis:title='Novecento, il secolo dell&#8217;intelligenza ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>“Lode a Mishima”</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 09:43:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fiorenza Licitra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La bella morte avvenne in un periodo storico in cui a regnare non era più la guerra, ma una pace che Mishima, metaforicamente, rivestì di bianco, il colore tradizionale del lutto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/%e2%80%9clode-a-mishima%e2%80%9d.html' addthis:title='“Lode a Mishima” '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-4533" style="margin: 10px;" title="mishima" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/mishima.jpg" alt="" width="250" height="295" />Cosa direbbe, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Yukio Mishima</a></span>, dei tempi che corrono, se fosse ancora in vita?</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa penserebbe dei ragazzi di oggi &#8211; che un domani forse saranno uomini &#8211; i cui fini inconsapevoli risiedono nel conformismo e nella consunzione di sé? E cosa giudicherebbe più increscioso? Tali fini, ammesso e non concesso che così possano definirsi, o la netta mancanza di presa di coscienza del proprio essere nel mondo da tramutare in volontà e, quindi, in destino irripetibile?</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa farebbe, <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span>, nell’apprendere che un moralismo preconfezionato, il <em>politically correct</em>, ha soppiantato nell’uomo ogni tensione spirituale, ogni conflitto interiore teso al massimo sforzo come la corda di un arco da cui scocca l’inesorabile freccia?</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa direbbe, a chi antepone la vita al senso della vita? A chi consegna la propria storia e delega i compiti e i doveri di uno Stato a un Paese straniero, che, beffa delle beffe, è quasi privo di storia? Cosa penserebbe di chi, di fronte all’<em>horror vacui</em>, fa spallucce?</p>
<p style="text-align: justify;">L’autore giapponese, il quale riteneva che le proprie opinioni dovessero essere difese con il corpo e con le arti marziali, più che con il suffragio democratico di altre idee &#8211; visto come contraddizione di metodo – ha già risposto a queste domande, in sintonia con il proprio sublime credo, nel 1970 nel Ministero della Difesa di Tokyo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ispirato ideologicamente ed esteticamente dallo <em><a title="Hagakure" href="http://www.libriefilm.com/hagakure/1054">Hagakure</a> </em>di Jōchō Yamamoto, compendio zen  del samurai settecentesco, si consegna alla morte per mezzo del seppuku, rituale in cui splende la decisionalità tragica e ineluttabile del sacrificio di sé come estrema affermazione di sé.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/la-spada-riflessioni-sulla-morte-di-mishima/4237" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4534" style="margin: 10px;" title="la-spada" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/la-spada-170x300.jpg" alt="" width="170" height="300" /></a>La sua morte fu un’azione dettata da una volontà interamente individuale, votata alla purezza e all’essenzialità di un atto, che in un istante concentra e consuma un’intera esistenza; questa è la rivelazione mishimiana: «è il fuoco d’artificio che possiede l’eternità dell’istante».</p>
<p style="text-align: justify;">Nella bella morte, <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span> svela il suo estremo anelito alla vita, l’intima vocazione all’infinito e non, come più di uno ebbe a dire, una narcisistica ossessione della morte perseguita affannosamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello <a title="Hagakure" href="http://www.libriefilm.com/hagakure/1054"><em>Hagakure</em></a> è scritto che «vivere nell’affanno è follia» e <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span> forgiò sempre l’azione, compresa l’ultima, nella calma e nella pazienza propria della disciplina sapienziale guerriera; l’attesa del momento propizio gioca qui un ruolo fondamentale: è nell’abitudine, negli esercizi estenuanti (come lo <em>zazen</em>) e persino nel tedio della vita quotidiana che il monaco guerriero si prepara a concentrare il tempo nell’istante decisivo, in cui volontà e azione raggiungono la loro reale efficacia;  tuttavia non è possibile progettare lo scontro più duro, quello tra piano e azione, laddove il caso può avere la meglio, con le sue misteriose incognite, sull’intelligenza dell’uomo; è per questo che il vero samurai deve abbattere le difese razionali, affidandosi interamente alla propria forza spirituale, che è trascendente e segreta quanto il caso.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span> fu più lungimirante dei suoi contemporanei, accecati dai falsi idoli dell’umanesimo occidentale e dalla democrazia <em>prêt-à-porter</em>; egli visse non all’ombra delle caverne platoniche, ma alla luce solare di cui fu specchio la lama della sua spada.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/la-spada-di-mishima/3541" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-4535" style="margin: 10px;" title="spada-di-mishima" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/spada-di-mishima-194x300.jpg" alt="" width="194" height="300" /></a> Tra lui e il suo ultimo gesto eroico non vi fu alcun sdoppiamento narcisistico, non si ammirò come un oggetto e la sua azione, come la bellezza, fu gratuita: nell’atto estremo, infatti, non conta il fine, ma come lo si consegue; prevalgono l’etichetta, il codice comportamentale e morale, che, secondo il <em>kendō</em>, regolano le contese nell’universo virile, esaltano l’autorità e salvano comunque dalla disfatta.</p>
<p style="text-align: justify;">L’esteta guerriero &#8211; come da noi lo fu Drieu La Rochelle &#8211; proverebbe, oggi come ieri, senz’altro pudore dinnanzi agli eventi, che hanno la meglio sugli uomini e anche di fronte a questi ultimi, che non sono più padroni della loro stessa esistenza.  Sarebbe un pudore culturale e spirituale quello di <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span>; un pudore che ai più è sconosciuto, se va bene, altrimenti viene marchiato ed esiliato.</p>
<p style="text-align: justify;">E, oggi come ieri, con un convulso grido d’attacco, estrarrebbe dalla guaina la sua spada per fendere, in linea retta, la cieca frenesia attuale e permettere così l’irrompere, lo sbocciare di un attimo di eternità, fiore di loto in cui dimora il vero.</p>
<p style="text-align: justify;">L’azione di <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span> risiede nel coniugare l’eleganza alla tradizione guerresca, nell’allontanare il chiacchiericcio, verso cui l’azione resta irriducibile &#8211; non essendo di natura logica &#8211; e nel rendere «il proprio spirito sottile come il sangue».</p>
<p style="text-align: justify;">La bella morte avvenne in un periodo storico in cui a regnare non era più la guerra, ma la pace; una pace che <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span>, metaforicamente, rivestì di bianco &#8211; colore tradizionale del lutto – emblema della fine simbolica, cioè effettiva, del Giappone, Paese in cui sorgeva il sole d’acciaio e soffiava il vento divino.</p>
<p style="text-align: justify;">Si può comprendere, si deve comprendere l’atto di sacrificare la vita per qualcosa che vale più della vita.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/%e2%80%9clode-a-mishima%e2%80%9d.html' addthis:title='“Lode a Mishima” ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Yukio Mishima</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 18:06:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Juan Pablo Vitali</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Poesia di Juan Pablo Vitali sulla morte e il morire di Yukio Mishima]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/yukio-mishima-2.html' addthis:title='Yukio Mishima '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p><img class="alignright size-medium wp-image-1921" title="mishima" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/mishima-220x300.jpg" alt="" width="220" height="300" /><br />
Morire<br />
Nel vento<br />
Da suicida</p>
<p>Morire combattendo<br />
L&#8217;unica morte<br />
Di un guerriero.</p>
<p>Morire<br />
Per il filo dalla sciabola<br />
Di morte rituale.</p>
<p>Morire<br />
Sapendo<br />
Che morire non è</p>
<p>Più che migliorare<br />
L&#8217;istante ultimo.</p>
<p>Morire di dimenticanza<br />
Come  moriamo tutti<br />
Finalmente, ai piedi<br />
Di un tempo criminale.</p>
<p>Morire di rose<br />
Di crisantemi<br />
Di fiori di cilliegio<br />
Attraversate da un grido.</p>
<p>Morire<br />
Dall&#8217;altro lato<br />
Del mondo<br />
Dove stia un guerriero<br />
Sotto il sole.</p>
<p>Morte imperiale<br />
Senza chiedere perdono<br />
Uccidendo il nemico<br />
Ed essendo morto per lui.</p>
<p>Morire<br />
Duce del celo<br />
Solitario capo<br />
Di un idioma.</p>
<p>Morire<br />
Con il sole in fronte<br />
Come muoiono i nostri.<br />
Morire<br />
In ginocchio alla sciabola<br />
Al simbolo divino<br />
Dei tempi.</p>
<p>Morire<br />
Da cavalli sboccati<br />
D&#8217;ideogrami nella fronte<br />
Di <em>seppuku</em>, all&#8217;albeggiare.</p>
<p>Morire<br />
Dall&#8217;altro lato<br />
Delle cose.</p>
<p>Morire con onore<br />
Per l&#8217;acciaio.<br />
Decapitato dal camerata<br />
Più caro.</p>
<p>Morire di mare<br />
D&#8217;isola<br />
D&#8217;antichi corsari</p>
<p>Morire<br />
Di sangue nuovo<br />
Insieme allo scudo medievale<br />
Dei guerrieri.</p>
<p>Morire<br />
E dimenticarsi di un mondo<br />
Senza onore.</p>
<p>Morire segregato<br />
Isolato per il rumore<br />
Che il nemico portò<br />
Per aiutarci<br />
A morire.</p>
<p>Morire con onore<br />
Come un samurai<br />
Come un poeta.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/yukio-mishima-2.html' addthis:title='Yukio Mishima ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Yukio Mishima</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 18:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Juan Pablo Vitali</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Poesia de Juan Pablo Vitali sobra Yukio Mishima]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/yukio-mishima.html' addthis:title='Yukio Mishima '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p><img class="alignright size-medium wp-image-1921" title="mishima" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/mishima-220x300.jpg" alt="" width="220" height="300" />Morir<br />
En el viento<br />
Del suicida.</p>
<p>Morir combatiendo<br />
La única muerte<br />
De un guerrero.</p>
<p>Morir<br />
Por el filo del sable<br />
De muerte ritual.</p>
<p>Morir<br />
Sabiendo<br />
Que morir no es<br />
Más que mejorar<br />
El instante último.</p>
<p>Morir de olvido<br />
Como morimos todos<br />
Finalmente, a los pies<br />
De un tiempo criminal.</p>
<p>Morir de rosas<br />
De crisantemos<br />
De flores de ciruelo<br />
Atravesadas por un grito.</p>
<p>Morir del otro lado<br />
Del mundo<br />
Donde haya un guerrero<br />
Bajo el sol.</p>
<p>Morir imperial<br />
Sin pedir perdón<br />
Matando al enemigo<br />
Y siendo muerto por él.</p>
<p>Morir<br />
Caudillo del cielo<br />
Solitario jefe<br />
De un idioma.</p>
<p>Morir<br />
Con el sol en la frente<br />
Como mueren los nuestros.</p>
<p>Morir<br />
De rodillas al sable<br />
Al símbolo divino<br />
De los tiempos.</p>
<p>Morir<br />
De caballos desbocados<br />
De ideogramas en la frente<br />
De seppuku, al amanecer.</p>
<p>Morir<br />
Del otro lado<br />
De las cosas.</p>
<p>Morir con honor<br />
Por el acero entrañable<br />
Decapitado por el camarada<br />
Más querido.</p>
<p>Morir de mar<br />
De isla<br />
De antiguos corceles<br />
De estampido.</p>
<p>Morir<br />
De sangre nueva<br />
Junto al escudo medieval<br />
De los guerreros.</p>
<p>Morir<br />
Y olvidarse de un mundo<br />
Sin honor.</p>
<p>Morir incomunicado<br />
Aislado por el ruido<br />
Que el enemigo trajo<br />
Para ayudarnos<br />
A morir.</p>
<p>Morir con honor<br />
Como un samurai<br />
Como un poeta.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/yukio-mishima.html' addthis:title='Yukio Mishima ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Mishima, ultimo samurai</title>
		<link>http://www.centrostudilaruna.it/mishima-ultimo-samurai.html</link>
		<comments>http://www.centrostudilaruna.it/mishima-ultimo-samurai.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 13:46:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ippolito Edmondo Ferrario</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Letterature asiatiche]]></category>
		<category><![CDATA[Bushido]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Mishima]]></category>
		<category><![CDATA[Paul Schrader]]></category>
		<category><![CDATA[romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[seppuku]]></category>
		<category><![CDATA[Yukio Mishima]]></category>

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		<description><![CDATA[Una rassegna cinematografica dedicata allo scrittore giapponese Yukio Mishima]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/mishima-ultimo-samurai.html' addthis:title='Mishima, ultimo samurai '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8804493933" target="_blank"><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/mishimaromanzieracconti1.bmp" border="0" alt="Yukio Mishima, Romanzi e racconti. Volume 1" width="95" height="159" /></a>Da decenni è una delle icone del Giappone tradizionale e guerriero, patria dei <em>kamikaze</em>, che, nel dopoguerra è diventato una formidabile fucina di tecnologia, cercando in qualche modo di dimenticare il proprio passato imperiale e militarista.  Stiamo parlando dello scrittore <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Yukio Mishima</a></span>, figura complessa ed enigmatica entrata a far parte dell’immaginario popolare quale esempio di risolutezza e determinazione estrema che porta alla morte. Con un accostamento azzardato se <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span> fosse stato un cartone animato certamente si sarebbe trovato a suo agio nei panni di Gemon, il temibile e imperturbabile Samurai, che insieme al pistolero Gigen, componeva la banda di Lupin, il famoso imprendibile ladro gentiluomo. Di <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span> rimangono immagini forti, considerate da alcuni sintomo di un fanatismo difficilmente concepibile per un occidentale, foto che lo ritraggono impugnare la <em>katana</em>, la celebre spada dei samurai, e con la testa fasciata dalla <em>chimachi</em>, la fascia bianca recante il <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolo</a> del Sol Levante. Per molti <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span> rimane a tutt’oggi un cattivo maestro, per altri un esempio da seguire. E ancora tutti i cultori di arti marziali non possono che illuminarsi quando sentono parlare di lui e della via del <em>Bushido</em>, la via del guerriero, in cui arti marziali, filosofia e spiritualità si fondono permettendo all’indivuduo di raggiungere la perfezione.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8804493941" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/mishimaromanzieracconti2.bmp" border="0" alt="Yukio Mishima, Romanzi e racconti. Volume 2" width="95" height="160" /></a>Per chi volesse conoscere più da vicino, e approfondire il <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span> scrittore e drammaturgo, libri e suggestioni a parte, a Milano verrà proiettato il 21 febbraio prossimo, presso il Centro di Cultura Giapponese di Milano (Via Lovanio 8, tel. 3489200948) il rarissimo film del regista Paul Schrader “<span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span>: A life in a Four Chapters” del 1985 che rientra in una più ampia rassegna intitolata “Bellezza e tristezza del cinema giapponese” che il Centro ha voluto dedicare ai capolavori del cinema del Sol Levante ogni giovedi alla ore 19.00 fino al 22 maggio. Questi incontri, curati da Giampiero Raganelli, Massimiliano Matteri e Yumiko Matake hanno il compito di mostrare con un occhio diverso le millenarie tradizioni del Giappone attraverso alcune pellicole d’autore che comprendono, oltre al film di Schrader, anche “Sentimenti umani e palloncini di carta” di Sadao Yamanaka, film del 1937 e presentato al Festival del Cinema di Venezia del 2005, e  film del regista Kenji Mizuguchi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il film dedicato a <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span> rievoca lo scrittore nipponico autore di libri quali <em>Confessioni di una maschera</em> o <em>Sole e acciaio</em> che dal giorno della sua scomparsa è entrato nell’immaginario collettivo come non solo il più grande scrittore giapponese dell’età moderna, ma soprattutto come l’ultimo erede della tradizione nipponica e del culto dell’Imperatore. <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span> infatti mise fine alla sua esistenza con il <em>seppuku</em>, ovvero il suicidio rituale tipico dei samurai, diventanto un’icona del mondo tradizionale che non si voleva arrendere ad un dopoguerra dove la sconfitta del Giappone ne aveva condizionato gli usi e costumi. <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span> ad esempio da intellettuale e scrittore si era sempre opposto, non riconoscendolo, il trattato di San Francisco del 1951 col quale gli Stati Uniti imponevano al Giappone il divieto di avere un proprio esercito e obbligando il paese sconfitto a ricorrere al vincitore per la difesa del proprio territorio.</p>
<img class="size-medium wp-image-1609" title="yukio-mishima" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/yukio-mishima.jpg" alt="Yukio Mishima" width="226" height="299" />
<p style="text-align: justify;">Era il 25 novembre del 1970 quando <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span>, dopo aver preso in ostaggio nel suo ufficio il generale dell’esercito di autodifesa Mashita, e dopo un accorato appello-testamento recitato dalla finestra dell’ufficio di fronte a tutti gli uomini del reggimento e alla presenza di giornalisti e televisioni, si tolse la vita con l’antico rito samurai. In Italia lo scrittore venne subito etichettato come fascista e militarista in quanto assoluto cultore del fisico e della disciplina marziale senza interpretarne il pensiero; solo di recente grazie a nuovi studi approfonditi e si è riusciti ad andare oltre alle semplici apparenze. Lo stesso Alberto Moravia che lo aveva incontrato personalmente non aveva esitato a definirlo “un conservatore decadente” e in un certo senso lo era, figlio di un Giappone costretto a rinnegare il proprio passato e a subire la cultura del vincitore. L’idea di <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span> esulava il semplice patriottismo di stampo europeo, il suo culto per la figura dell’Imperatore era un’idea trascendente che di certo lo rendeva più simile a un pensatore quale <a title="Julius Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Julius Evola</a> e alle sue idee in materia di tradizione che non a un comune nazionalista.</p>
<p style="text-align: justify;">Il film di Schrader è diviso in quattro capitoli, ognuno ispirato ad un’opera dello scrittore. Il primo, intitolato “La bellezza” è tratto dal romanzo <em>Il padiglione d’oro</em> del 1956 e narra la storia di un ragazzo, un accolito buddhista fisicamente deforme, che rimane a tal punto affascinato da quest’esempio di architettura da diventare balbuziente; il solo modo per liberarsi dalla malia di ciò che ha visto sarà distruggere il padiglione stesso. Il tema dell’estetica e della bellezza inseguita che diventa un ossessione  domina questa sorta di parabola tipica della tradizione Zen.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel secondo capitolo “L’arte”, ispirato al romanzo <em>La Casa di Kioko</em> (1956) il protagonista è un giovane attore di nome Osanu che vive un rapporto di conflittualità con la madre e che non riesce ad accettare il proprio corpo quando è a letto con la sua donna Mitsuko. Osanu decide così di intraprendere la via delle arti marziali per raggiungere un ideale di bellezza perfetta al cui vertice rimane solo il suicidio. Il tema del suicidio rituale, dell’esercizio delle arti marziali come veicolo per raggiungere un ideale di perfezione spirituale e guerriera sono fondamentali in <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span>. Non dimentichiamo che oltre ad essere un prolifico scrittore di romanzi e di testi teatrali, che gli valsero tra l’altro riconoscimenti internazionali, <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span> dal 1955 iniziò a dedicarsi sempre di più alla pratica del Kendo e alle discipline militari in genere. Fondò una vera e propria associazione di combattenti privati denominata <em>Tate no Kai</em>, ciè Società degli Scudi, che secondo lo scrittore era dove incarnare lo spirito del giappone tradizionale e imperiale di fronte al sopruso del Trattato di San Francisco imposto dal vincitore.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8877106034" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/lezionispiritualipergiovanisamurai.bmp" border="0" alt="Yukio Mishima, Lezioni spirituali per giovani samurai e altri scritti" width="95" height="166" /></a>Il terzo capitolo intitolato “L’azione” sembra riassumere in sé tutta la parabola di <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span> scrittore-guerriero: Isao, studente di Kendo, l’antica arte della scherma, e cadetto dell’esercito, si dedica unicamente al culto dell’Imperatore e con i suoi compagni decide di eliminare dal  Giappone la piaga del capitalismo americano, ma una volta che il suo piano d’azione viene scoperto non ha scelta. Imprigionato e torturato per il suo progetto di colpo di stato, una volta evaso riesce a uccidere il politico responsabile del suo fallimento. Dopodichè Isao sceglierà la via del <em>seppuku</em>, suicidandosi in riva a un fiume. Esattamente come <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span> nella realtà e nelle sue opere; lo scrittore fu sempre ossessionato dalla morte, così come testimonia il biglietto che la mattina in cui suicidò lasciò nel suo studio e sul quale vi era scritto:”la vita umana è breve, ma io vorrei vivere sempre”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’ultimo capitolo “Armonia tra penna e spada” viene messa in scena l’ultima azione di <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span>, il suo proclama e la sua morte. E con questo finale in apparenza tragico <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span> e inspiegabile agli occhi di molti, riuscì a consegnarsi all’immortalità, grazie ad un’idea sulla quale aveva plasmato la sua intera esistenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Le immagini di <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span> mentre lancia il suo ultimo appello, il suo sguardo gettato oltre la realtà delle piccole cose, il <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span> samurai, armato di <em>Katana</em>, ultimo <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolo</a> della tradizione guerriera nipponica in un secolo dominato dalla grande industria, ancora oggi continuano a fare il giro del mondo e a raccontare di questo ultimo samurai.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>Il Secolo d&#8217;Italia</em> del 21 febbraio 2008.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/mishima-ultimo-samurai.html' addthis:title='Mishima, ultimo samurai ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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