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	<title>Centro Studi La Runa &#187; Lovecraft</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>Torna «Weird Tales», la rivista che inventò l’horror made in Usa e H.P. Lovecraft</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Mar 2011 09:02:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco de Turris</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La casa editrice Fun Factory Entertainment di Terni insieme ad altre riviste lancia la prima edizione italiana di Weird Tales, il più noto pulp magazine dedicato alla letteratura fantastica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/torna-weird-tales.html' addthis:title='Torna «Weird Tales», la rivista che inventò l’horror made in Usa e H.P. Lovecraft '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/drago48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Fantastico" /><br/><p style="text-align: justify;"><em><img class="alignright size-full wp-image-7122" style="margin: 10px;" title="weird-tales" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/weird-tales.jpg" alt="" width="180" height="272" />Weird </em>è un aggettivo inglese che ha un significato nello stesso tempo  vasto e circoscritto: significa infatti strano e bizzarro, ma anche  sovrannaturale e magico, stravagante e illogico, irrazionale e  misterioso, arcano. Insomma un termine, un po’ come il francese <em> insolite</em>, in cui si concentrano molte caratteristiche della storia  fantastica e dell’orrore, di fantasmi e di vampiri, di licantropi e  spettri, di magia ed esoterismo, ma anche di alieni ed entità non umane.  Si capisce allora quanto fosse tipico un mensile dal titolo <em>Weird Tales </em>che apparve nel marzo 1923 e che, fra alti e bassi, uscì  ininterrottamente per 279 numeri sino al settembre 1954. Uno dei tanti  <em>pulp magazines </em>dedicati alla narrativa di genere che caratterizzarono la <a title="letteratura" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/letteratura/"> letteratura</a> popolare americana negli anni Venti e Trenta? Sì, ma anche  qualcosa di più dato che sulle sue pagine esordirono e si affermarono i  maggiori scrittori del settore, soprattutto quelli che vennero  soprannominati «i tre moschettieri di <em>Weird Tales</em>»: Robert E. Howard,  Clark Ashton Smith e, naturalmente, H.P. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>. Sono i nomi per cui  soprattutto la rivista è ricordata e che vi pubblicarono i loro racconti  più famosi. E quando si ricorda la mitica testata è soprattutto a loro  che va il pensiero e al tipo di storie strane e bizzarre, allora poco  classificabili, che vi pubblicarono: dalla <em>heroic fantasy </em>di Howard e il  suo eroe Conan agli universi barocchi e assurdi di Smith oscillanti fra  un lontanissimo passato e un lontanissimo futuro, all’orrore cosmico di  <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> e dei suoi Grandi Antichi. Insomma, la rivista era il veicolo  cartaceo di una «filosofia» dell’orrore e del <a title="fantastico" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/fantastico/">fantastico</a> che avrebbe  modificato la percezione di questi generi letteraria da allora in poi.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-7123" style="margin: 10px;" title="weird-tales-2" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/weird-tales-2.jpg" alt="" width="183" height="275" />Dopo  il 1954 <em>Weird Tales </em>ebbe almeno quattro tentativi di resurrezione, sino  all’ultimo nel 2007 che la trasformò esteriormente in un moderno  bimestrale formato <em>magazine </em>con su le firme dei maggiori scrittori <em>weird</em> contemporanei. Ora la casa editrice Fun Factory Entertainment di Terni  insieme ad altre riviste lancia il 25 marzo in edicola e nelle  fumetterie, oltre che su <em>internet </em>ovviamente, la prima edizione italiana  proprio di <em>Weird Tales</em>, affidata alla cura di Luigi Boccia. Un progetto  impegnativo e coraggioso. Si sa, infatti, come oggi non sia facile  imporre una testata su «supporto cartaceo», ipnotizzati come sono  soprattutto i ragazzi dal video dei computer e come il leggere, quello  vero, sia considerato un po’ una fatica. Eppure, il veicolo vero di  tanta narrativa di genere è sempre stato e sempre sarà la rivista vera e  propria, indipendentemente dalla sua versione in Rete. <em>Weird Tales </em>affronta questa sfida con un primo numero dalla copertina accattivante,  lovecraftiana si potrebbe dire, cui non manca l’autoironia. All’interno  racconti di Tanith Lee (<em>Cuore di ghiaccio</em>), Michael Bishop (<em>Fusa</em>) e  Michael Moorcock (<em>Petali neri</em>), oltre ad articoli ovviamente su  <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, interviste a Lansdale e Gaiman, fumetti, recensioni e un  dizionario degli 85 più importanti autori <em>weird </em>considerando non solo la <a title="letteratura" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/letteratura/"> letteratura</a>, ma anche il cinema, il fumetto, la pittura.</p>
<p style="text-align: justify;">Considerando  l’archivio che WT ha alle spalle non dovrebbe essere difficile per i  curatori pescare nel «meglio» del tempo passato, affiancando agli autori  moderni anche quelli classici che ne hanno creato la fama. E, perché  no, riprendendo qualcuna delle suggestive copertine retrò della straordinaria Margaret Brundage che diede un tocco di stile  tutto suo all’<em>horror pulp </em>anni Trenta. Senza dimenticare naturalmente  le firme italiane, perché ce ne sono e di ottime, i cui racconti si  possono affiancare senza timore a quelli stranieri.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>Il Giornale</em> del 24 marzo 2011.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/torna-weird-tales.html' addthis:title='Torna «Weird Tales», la rivista che inventò l’horror made in Usa e H.P. Lovecraft ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Lovecraft perché no</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 17:36:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Iacona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E' uscito il primo numero, o meglio il numero zero, della rivista Antarès, un interessante progetto culturale teso a rovesciare i paradigmi della modernità]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/lovecraft-perche-no.html' addthis:title='Lovecraft perché no '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/centrostudilaruna48x48.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Centro Studi La Runa online" /><br/><p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-6486" style="margin: 10px;" title="antares" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/antares.jpg" alt="" width="200" height="249" />È appena nata all’interno della facoltà di filosofia dell’Università di Milano, <em>Antarès</em>, rivista bimestrale “indipendente di antimodernismo”, ideata e curata da Andrea Marini e Andrea Scarabelli. Il sottotitolo dice già molto…</p>
<p style="text-align: justify;">In un ambiente sottoposto a censura ideologica, aggiunge Scarabelli, si sente la necessità di creare uno strumento attorno al quale costituire un’associazione studentesca che si occupi dei “problemi” del moderno, grazie anche a internet e alle possibilità offerte dai caffè letterari.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo numero – anzi il numero zero – della rivista uscito nell’ottobre scorso in novanta copie per la distribuzione “interna” ed “esterna”, è completamente dedicato a Howard Phillips <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> (1890-1937), autore di narrativa fantastica fra i più singolari dei nostri anni. Un autore “assoluto”, per usare la terminologia di Michel Houellebecq che predilige la vita al di fuori della realtà, perché stanco del mondo e del suo contenuto. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> il gentiluomo, è probabilmente la scelta più azzeccata se si tiene conto, in profondità, del “significato” di <em>Antarés </em>e delle intenzioni dei due curatori. Leggiamo per capire il “manifesto” introduttivo del bimestrale (le firme sono quelle di Marini, Scarabelli e della “redazione”): «&#8230;l’opuscolo … si presenta come apice e coronamento di un percorso riflessivo, svolto dai membri del comitato centrale di <em>Antarés </em>intorno ai DOGMI della Modernità – intorno a quelle mitologie deputate dal Mondo Moderno a scandire la dignità di tutto l’esistente». E poi ancora: «<em>Antarés </em>invoca la molteplicità a discapito delle riduzioni. Reclama la molteplicità del pensiero e rifiuta che esso venga ridotto ad UNA sua modalità, vale a dire quella logico-discorsiva. Ammette la molteplicità dell’uomo e si oppone alla riduzione di quest’ultimo ad UNO dei suoi stati, vale a dire quello fisico e materiale. Ammette la molteplicità intrinseca alla storia delle idee e rifiuta ch’esse vengano ridotte a poche concettualità… Queste pagine intendono valorizzare – pensatori – sovente messi a tacere da cattedre ed accademie – che intravidero un DOPPIO volto della Modernità, sovente celato da materialismi, progressismi, analitiche etc., nonché intere regioni del pensiero consegnate all’oblio – in quanto non disponenti dei caratteri richiesti dalla scientificità e dall’esattezza del pensare moderno».</p>
<p style="text-align: justify;">E infine: «Il progetto si muoverà … secondo <em>topoi </em>tematici, fulcri, a nostro avviso, di un sistema la cui crisi non può non preoccupare chi abbia a cuore una cultura continentale che deve, in misura crescente, fare i conti con un panorama tecno-scientifico sempre più onnicomprensivo e totalizzantesi. Ogni numero sarà dedicato ad una sfaccettatura del Mondo Moderno o a gruppi tematici di critiche allo stesso…». Pessimismo antropologico dunque, che si sposa alla perfezione con la parabola esistenziale di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> e del suo “disgusto” (per usare ancora le parole di Houellebecq) verso il mondo moderno; uno scrittore che riesce anche a far proprio un “sapere” scientifico e matematico, ma che vede la scienza come verità esclusivamente negativa, come ricorda <a title="Gianfranco de Turris" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/gianfranco-de-turris/">Gianfranco de Turris</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> è “vittima” di se stesso in quanto essere “reale” che odia il “reale” (per Houellebecq è un “masochista”), è profondamente razzista (“vittima” di un razzismo tipicamente “anglosassone”, in un mondo nel quale le coordinate culturali si sono incredibilmente moltiplicate), ed è fermamente convinto che l’essere umano – quello dotato di sensibilità autentica – perirà per mano degli scimpanzé (per l’esattezza di “scimpanzé bisunti”, ossia dei negri…). Un uomo tormentato (si legga la biografia…), il cui impegno nel mondo è meno che ridotto, ma un uomo che spinge i lettori, come altri autori dalla personalità e dal vissuto emblematici a una quasi emulazione… Non auguriamo, ovviamente, né all’“umanità” né agli autori di <em>Antarés </em>di subire o assumere, nel tempo, posizioni così “nette”, che lascino poco spazio alla luce dell’ottimismo. È anche vero, però, e da un versante opposto, che <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> e gli altri antimoderni, pongono in discussione i dogmi (termine quanto mai appropriato), sui quali si fondano le società delicatamente totalitarie al cui interno ogni cosa è prevista secondo scale di “valori”, che possono legittimamente non soddisfare. E non è poco.</p>
<p style="text-align: justify;">Se si assume un punto di vista estremo allora, fa piacere che ancora oggi ci sia chi non cedendo a quell’abitudine alla “moralità” che portò uomini e donne a scandalizzarsi per la morte violenta di <a title="Pier Paolo Pasolini" href="http://www.centrostudilaruna.it/morte-miseria-e-crudelta-di-un-polemista.html">Pier Paolo Pasolini</a>, diriga i propri sforzi nella discussione dei principi del nostro vivere civile e della nostra società “fondata sul lavoro”. Ma l’errore esiziale – considerazione del tutto personale – è quello di cadere nell’abitudine (ancora una volta un’abitudine, ma di segno opposto alla prima), di “guardare” il mondo attraverso lenti colorate e di vederlo, dunque, sempre e solo di un unico colore. Che alcune università italiane, oggi, siano poco più che delle fogne (e i giovani le difendono!!), dei “comitati d’affari” per gruppi esclusivi e per famiglie prive di scrupoli è una verità fin troppo vera per essere negata, ma forse basterebbe Freud (e guarda caso <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> non lo amava), per riflettere sul fatto che l’equazione modernità = schifezza non postula affatto l’esistenza di un’altra “realtà”, ove la “modernità” (nel senso però di attualità alla Sant’Agostino), sia invece piacevole, luminosa, armoniosa e quant’altro…</p>
<p style="text-align: justify;">Forse, in alcune università (meno puzzolenti di altre) è proprio questo che si cerca di spiegare. Magari male, ma almeno si tenta… Facendo il verso a un “antievoliano” come Francesco Germinario potrei arrivare anche a concludere che con “<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> non si va da nessuna parte…”, e che per dei giovani che stanno per affacciarsi sul “mondo moderno” i “valori” (seppur in negativo) che riempiono le esistenze di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> &#8211; malvagità ed egoismo &#8211; non sono proprio il massimo, o forse sono destinati, detti valori, a essere presto “traditi” (in senso bonario, ovviamente), o forse, essi stessi, “rischieranno” di essere frullati all’interno di un contenitore ove il malcontento e l’escapismo – non certo quello di Houdini ma quello, come dire, spirituale – la faranno da padroni per sempre… chissà, forse… speriamo di no dai…</p>
<p style="text-align: justify;">La soluzione (la solita “benedetta” soluzione)? Né recitare una o due preghierine serali né leggere i romanzetti rosa della “Collezione Harmony”… sognare per sognare è preferibile la grande arte di chi accorda modernità e realtà come un direttore d’orchestra sposa una partitura del Settecento a un’orchestra dei giorni nostri: i grandi artisti, quelli che lasciano spazi liberi alla riflessione placida, seria o divertita (Giorgio Morandi, Jean Calogero, per citare due personalità che abbiamo “visitato” di recente). Per altro verso la grande tradizione laica (nel pensiero e nella fede), aperta al futuro e dalle scelte moderate (sempre). Infine, considerazione personale: una buona risata. <a title="Woody Allen" href="http://www.centrostudilaruna.it/woody-allen.html">Woody Allen</a> il grande scettico (lo abbiamo detto, “scherzando” tempo fa a un amico: mille volte più “fascista” di un <a title="Clint Eastwood" href="http://www.centrostudilaruna.it/lezioni-di-stile-e-di-politica-secondo-clint-eastwood.html">Clint Eastwood</a>, oggi), Charlie Chaplin se si ha bisogno di una morale buona e mai sfacciatamente ottimista (a volte occorre dai…) e Stan Laurel che vale Tristan Tzara del quale, altra stranezza, solo in pochi conosco non solo le opere ma perfino la faccia. Anche loro percepiscono il “doppio volto” della modernità, e forse più di altri…</p>
<p style="text-align: justify;">Detto questo, troviamo in <em>Antarès </em>una radice entusiasmante che metterà fiori e frutti. Il secondo numero, poi, (una portata molto ricca con Thoureau, Benjamin, Baudelaire, <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a>, Daumal e Montale), promette davvero bene. Auguri!</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/lovecraft-perche-no.html' addthis:title='Lovecraft perché no ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il mito antartico di Miguel Serrano</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 08:16:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Lamendola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Miguel Serrano è senza dubbio una figura tra le più discusse della cultura del suo paese, il Cile, e dell'intera letteratura mondiale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-mito-antartico-di-miguel-serrano.html' addthis:title='Il mito antartico di Miguel Serrano '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/centrostudilaruna48x48.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Centro Studi La Runa online" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_6000" class="wp-caption alignright" style="width: 367px"><img class="size-full wp-image-6000" title="Miguel Serrano (Santiago del Cile, 10 settembre 1917 – 28 febbraio 2009)" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/serrano.jpg" alt="Miguel Serrano (Santiago del Cile, 10 settembre 1917 – 28 febbraio 2009)" width="357" height="494" /><p class="wp-caption-text">Miguel Serrano (Santiago del Cile, 10 settembre 1917 – 28 febbraio 2009)</p></div>
<p style="text-align: justify;">Qualcosa o qualcuno si agita nelle bianche distese del continente antartico; una presenza non umana, prigioniera di sogni indicibili. Ciò che scrivevano  <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/edgar-allan-poe" target="_blank">Edgar Allan Poe</a></span> nel <a title="Gordon Pym" href="http://www.libriefilm.com/le-avventure-di-gordon-pym/7406"><em>Gordon Pym</em></a> e Howard Phillips <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> ne <a title="Le montagne della follia" href="http://www.libriefilm.com/le-montagne-della-follia-2/8521"><em>Le Montagne della Follia</em></a> non era semplice creazione letteraria; i Grandi Antichi vissero davvero nell&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span>. Né sono fantasia i racconti degli indigeni Ona della Terra Fuoco sugli straordinari poteri dei loro stregoni o &#8220;kon&#8221;, capaci di ibernarsi nei ghiacci, e sfidare &#8211; praticamente &#8211; l&#8217;immortalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne è convinto lo scrittore ed esoterista cileno Miguel Serrano (nato nel 1917), improbabile figura di fanatico nazista eppure poeta affascinante, convinto che Hitler sia stato l&#8217;ultimo avatar o incarnazione del dio Vishnu, e che abbia lasciato il suo corpo fisico per trasfigurarsi in un corpo immateriale, rifugiandosi &#8211; appunto &#8211; tra i ghiacci del Polo Sud…</p>
<p style="text-align: justify;">Nato nel 1917, diplomatico in pensione, il novantenne Miguel Serrano è senza dubbio una figura tra le più discusse della cultura del suo paese, il Cile, e dell&#8217;intera <a title="letteratura" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/letteratura">letteratura</a> mondiale. Personaggio politicamente scorretto quant&#8217;altri mai (basti dire che è, ed è sempre stato, un fanatico sostenitore di Hitler e del nazismo), ha subìto una sorta di censura da parte dell&#8217;editoria europea, tanto che vi è tuttora pochissimo conosciuto, nonostante il suo valore artistico non sia di molto inferiore a quello del celebratissimo Pablo Neruda e senz&#8217;altro non da meno di quello di un altro scrittore cileno contemporaneo, molto tradotto all&#8217;estero negli ultimi anni, Francisco Coloane. Tuttavia le sue posizioni ideologiche sono difficilmente separabili dalla sua opera puramente letteraria e ciò spiega in parte l&#8217;ostracismo di cui è stato vittima. Per la stessa ragione, ossia l&#8217;estrema difficoltà di separare la dimensione politico-filosofica da quella artistico-letteraria, non è senza imbarazzo che ci accostiamo alla figura e all&#8217;opera controversa e discutibile di questo autore, imbarazzo dovuto al fatto che si potrebbe leggere il nostro interesse per lui, impropriamente,  in chiave di riabilitazione ideologica. Al contrario, riteniamo doveroso confrontarci con la sua opera letteraria per il semplice fatto che, tra quanti scrittori si sono occupati dei Poli nella <a title="letteratura" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/letteratura">letteratura</a> occidentale, egli occupa un posto in sommo grado eminente; vorremmo anzi dire che occupa, in un certo senso, il posto più notevole, poiché lui solo non ha visto nei Poli (anzi, nel Polo Sud: poiché solo di esso si è occupato) un mero pretesto scenografico per sviluppare una trama narrativa o una creazione poetica, bensì il centro e la ragione stessa della sua arte e della sua concezione poetica.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788861480209" target="_blank"><img class="size-full wp-image-2567 alignleft" style="margin: 10px;" title="CordoneDorato-SettimoSigillo" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/CordoneDorato-SettimoSigillo.jpg" alt="Miguel Serrano, Il Cordone dorato" width="175" height="250" /></a>Da giovane Serrano abbraccia il marxismo; poi, deluso dal comunismo, alla vigilia della seconda guerra mondiale, aderisce al Partito nazionalsocialista cileno di Jorge Gonzalez von Marées, collaborando al giornale <em>Trabajo </em>(<em>Il lavoro</em>) e poi fondando la rivista letteraria <em>La Nueva Edad</em>, dalle cui colonne fiancheggia la politica dell&#8217;Asse e passa in seguito a una decisa propaganda antisemita. Egli sostiene, riprendendo l&#8217;antica concezione gnostica e catara,  che Yahweh incarna il principio del male, è il Demiurgo che ha creato il mondo e che regna sui pianeti caduti, sul mondo delle tenebre; e che esiste un complotto sionista il cui obiettivo ultimo è quello di instaurare il dominio mondiale del giudaismo. Fra il 1941 e il 1942 avviene la svolta più importante nell&#8217;itinerario di Serrano: l&#8217;ingresso in un circolo esoterico capeggiato da un cileno-tedesco, il quale è convinto che Hitler sia un <em>avatar</em>, una incarnazione del dio Vishnu la cui missione è combattere una lotta eroica &#8211; non solo sul piano fisico e materiale, ma anche e soprattutto sul piano mentale &#8211; contro le nere forze dissolvitrici del Kali-Yuga, e che è possibile mettersi telepaticamenrte in contatto con centri iniziatici dell&#8217;Himalaia e con lo stesso Hitler. A guerra finita, tra parentesi, Serrano sostiene che Hitler ha rinunciato al suo corpo fisico ma si è alchemicamente costruito un corpo di luce con il quale si è trasferito nell&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span>, donde aspetta il momento di ritornare per riprendere la lotta contro le forze delle tenebre. In quest&#8217;ultima parte del suo pensiero, Serrano coniuga miti e leggende degli Araucani e soprattutto degli Ona, il ramo dei Tehulche stabilito nella Terra del Fuoco, circa l&#8217;esistenza di un qualcosa, di un grande spirito che ha le fattezze di un gigante (la figura biancovestita del finale di <a title="Gordon Pym" href="http://www.libriefilm.com/le-avventure-di-gordon-pym/7406"><em>Gordon Pym</em></a>?), laggiù nelle bianche soltudini del Sud, fra i ghiacci eterni e le nebbie di un mondo intatto e misterioso, con la fede in una missione divina di Hitler &#8211; posizione che lo accomuna a quella strana figura di esoterista che fu <a title="Savitri Devi" href="http://www.centrostudilaruna.it/savitrideviluce.html">Savitri Devi</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1947-48 Serrano prende parte, come giornalista, alle spedizioni antartiche della marina da guerra cilena e ne riporta la convinzione che i nazisti, negli anni precedenti, vi abbiano costruito delle basi segerete (1) e che il corpo di Hitler &#8211; trasfigurato, come quello di Cristo dopo la resurrezione &#8211; si è portato laggiù dopo la caduta di Berlino in mano ai Sovietici.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.ibs.it/libro+inglese/serrano-miguel/jung-hermann-hesse/9783856305581.html?shop=2317" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-6003" style="margin: 10px;" title="serrano-jung-hesse" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/serrano-jung-hesse.jpg" alt="" width="200" height="297" /></a>Più tardi compie dei viaggi in Europa e stringe amicizia con lo psichiatra Carl Gustav Jung e lo scrittore Hermann Hesse; inoltre fa conoscenza con il poeta Ezra Pound e il filosofo <a title="Julius Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Julius Evola</a>, oltre che con Otto Skorzeny, l&#8217;ex paracadutista tedesco che aveva liberato Mussolini dalla prigionia sul Gran Sasso. Nel 1953 entra nel corpo diplomatico e svolge funzioni di ambasciatore in India (fino al 1962), Jugoslavia, Romania, Bulgaria, Austria. Rimosso da ogni incarico dal presidente Salvador Allende nel 1970, si ritira in esilio in Svizzera, a Montagnola nel Canton Ticino, abitando nella stessa casa che era stata di Hermann Hesse. Nel 1973, dopo il colpo di stato del generale Augusto Pinochet, Serrano rientra in Cile, dove si segnala per la clamorosa partecipazione a convegni e commemorazioni di personaggi come Rudolf Hess o come i sessantadue giovani nazisti cileni che furono uccisi, nella loro patria, nel 1938. Ha svolto inoltre un&#8217;intensa attività di conferenziere e di scrittore, dando alle stampe un numero considerevole di libri di filosofia, esoterismo, poesia, narrativa, memorie. Tra i titoli più importanti ricordiamo <em>La Antàrtica y otros Mitos</em> (1948), <em>Quien llama en los Hielos </em>(1957), <em>Las visitas de la Reina de Saba</em>, con prefazione di C. G. Jung (1960); <em>El circulo hermético, de Hesse a Jung</em>, tradotto in lingua inglese con il titolo <em>Jung and Hesse: A Record of Two Friendships </em>(1965); <em>El Cordòn Dorado: Hitlerismo Esotérico </em>(1974); <em>Adolf Hitler, el Ultimo Avatara </em>(1984); <em>No Celebraremos la Muerte de los Dioses Blancos </em>(1992), e le <em>Memorias de El y Yo</em>, ossia Hitler e lui stesso, in quattro volumi (1996-1999). Instancabile, il terribile vegliardo continua a scrivere e a far parlare di sé, rilasciando interviste anche su temi di attualità; come quella del gennaio 2004 in cui accusa gli Stati Uniti di volersi impadronire della Patagonia mediante il cavallo di Troia delle organizzazioni ecologiste.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/le-avventure-di-gordon-pym/7406" target="_blank"><img class="size-full wp-image-6005 alignleft" style="margin: 10px;" title="le-avventure-di-gordon-pym" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/le-avventure-di-gordon-pym.jpg" alt="" width="200" height="332" /></a>Tutto ciò crediamo che basti per delineare la figura di un personaggio scomodissimo e francamente indifendibile, non solo sul piano politico ma anche su quello strettamente culturale; e tuttavia non privo, come poeta e come cultore di antichissimi miti amerindi, di un suo fascino strano, oltre che di una indubbia tenacia nel remare controcorrente, che si esita se qualificare come franchezza brutale o come sfrontatezza e autentico vaneggiamento. Comunque, in questa sede ci limiteremo ad approfondire l&#8217;interesse di Miguel Serrano per la dimensione mitica e poetica dell&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span>, caratterizzata da potenti squarci visionari che ne fanno un legittimo continuatore, e anzi un originale rielaboratore, del Poe di <em><a title="Gordon Pym" href="http://www.libriefilm.com/le-avventure-di-gordon-pym/7406">Gordon Pym</a> </em>e del <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> de <a title="Le montagne della follia" href="http://www.libriefilm.com/le-montagne-della-follia-2/8521"><em>Le Montagne della Follia</em></a>. I due testi più notevoli, in questo senso, dello scrittore cileno sono <em>La Antàrtica y otros Mitos</em>, (<em>L&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span> e altri miti</em>), pubblicato a Santiago nel 1948, e <em>Quien llama en los Hielos </em>(<em>Chi chiama nei ghiacci</em>), pubblicato a Santiago (e, più tardi, a Barcellona), nel 1957; nessuno dei due è stato finora tradotto in lingua italiana, né in inglese. (2) Nel secondo, Serrano racconta di un sogno nel quale una creatura misteriosa gli rivela che l&#8217;immortalità si raggiunge fra i ghiacci e si consegue a patto di ibernarsi, in vista del supremo combattimento con l&#8217;Angelo delle Ombre. Tuttavia, noi concentreremo ora la nostra attenzione sul primo di questi due libri, che ci pare più significativo nel senso della tradizione esoterica relativa al continente antartico e più &#8220;in linea&#8221;, idealmente, con quelli già esaminati di Poe e di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>La Antàrtica y otros Mitos </em>è la trascrizione di una serie di conferenze tenute dall&#8217;autore nella sua patria. Fin dalla copertina, il libro tributa un omaggio esplicito al <em><a title="Gordon Pym" href="http://www.libriefilm.com/le-avventure-di-gordon-pym/7406">Gordon Pym</a> </em>e alla sua dimensione esoterica: vi campeggia la figura spaventosa di un gigante alato, bicorne, che impugnando un tridente si staglia al di sopra di un candido paesaggio ghiacciato. Del resto, come osserva Erwin Robertson, l&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span> in se stessa è un mito (3); dunque il &#8220;mito antartico&#8221; di Serrano non è che una variante di un mito preesistente alla tradizione esoterica occidentale, già presente &#8211; secondo lui &#8211; nelle credenze del popolo che da migliaia d&#8217;anni vive più vicino a quel mistero: gli Ona della Terra del Fuoco.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/le-montagne-della-follia-2/8521"><img class="alignright size-full wp-image-6006" style="margin: 10px;" title="le-montagne-della-follia" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/le-montagne-della-follia.jpg" alt="" width="200" height="319" /></a>Ma lasciamo la parola a <a title="Sergio Fritz Roa" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/sergio-fritz-roa/">Sergio Fitz Roa</a>, uno dei più noti studiosi di Serrano nei paesi di lingua spagnola:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Serrano riporterà numerose leggende intorno al tema che ci interessa:  le cronache delle guerre degli Onas (antichi abitanti della Terra del Fuoco), la leggenda della vergine dei Ghiacci, il continente Lemuria, il gigante di Poe e, ancora, la sfacciata idea che Adolf Hitler vive nel freddo antartico. E anche se a prima vista ci sembra non esistere alcuna relazione tra ciascuna di esse, vi è, dato che tutte queste leggende fanno riferimento ai misteriosi dimoratori dell&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span>. Vi è qui un altro punto nel quale confluisce il pensiero di questi tre autori [cioè Poe, Serrano e <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>]. Serrano conosce il racconto di Poe e riguardo al Gigante Bianco annota: &#8216;Poe conosceva la leggenda dei Selknam sugli Jon che abitano l&#8217;Isola Bianca. O sapeva anche del Prigioniero dell&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span>, che vive nel suo nero fondo, e che per questo stesso motivo appare bianco?</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Per capire chi sono gli Jon e a che cosa si riferisca Serrano quando parla dell&#8217;Isola Bianca, si raccomanda di leggere la pagina 25 de <em>La antàrtica y otros Mitos</em>, dove si spiega che gli antichi Onas (i Selknam erano solo una delle tribù Onas) credevano nell&#8217;esistenza degli Jon: uomini di una casta aristocratica dotati di facoltà sovrannaturali e possessori dei Misteri. &#8216;Furono gli Jon, maghi Selknam della Terra del Fuoco, coloro che conservano i segreti insegnati da Queno e che ancora si immortalizzavano imbalsamandosi entro i ghiacci del sud, per resuscitare rinnovati nel più lontano futuro. Dicono anche i Selknam che è nel Sud, lì, in quell&#8217;Isola Bianca che sta nel Cielo dove dimorano gli spiriti dei loro antenati, conducendo una vita libera da preoccupazioni&#8217; (4).</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Saranno questi spiriti ancestrali gli Antichi menzionati da <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>? Sarà l&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span> quella Isola Bianca della quale parlano le vecchie leggende onas?</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Serrano, che fu uno dei primi cileni a visitare la regione antartica, ci parla della relazione esistente fra questo luogo e la follia e segnaliamo, da parte nostra, che il titolo dell&#8217;indimenticabile racconto di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> <em><a title="Le montagne della follia" href="http://www.libriefilm.com/le-montagne-della-follia-2/8521">Alle Montagne della Follia</a> </em>non è dovuto a un capriccio o a una trovata ingegnosa per richiamare l&#8217;attenzione di alcuni lettori febbricitanti.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Serrano dirà che l&#8217;unica via per comprendere questa realtà del Sud o, meglio, per salvarsi dalla follia che lì è in agguato, è il Sogno; ed il mondo dei sogni è un elemento classico nella narrativa di H. P. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/una-civilta-sotto-ghiaccio/8630" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-6007" style="margin: 10px;" title="una-civilta-sotto-ghiaccio" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/una-civilta-sotto-ghiaccio.jpg" alt="" width="200" height="322" /></a>&#8220;L&#8217;inquietante possibilità che esista una entità non-umana nell&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span> si registra anche nelle pagine del testo dell&#8217;autore cileno. Il sincronismo tra questi due scrittori ci lascia stupefatti, soprattutto per il fatto che Miguel Serrano non conosceva l&#8217;opera di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, quando scrisse <em>La Antàrtica y otros Mitos</em>. Citiamo, allora, Serrano, che con la sua arte ci ricorda i vecchi alchimisti: &#8216;Senza dubbio, in quel continente del riposo e della morte vive qualcuno. Un prigioniero si agita, avendo come mezzo di sopravvivenza il fuoco ardente ed eterno. Questa idea di Serrano si plasma anche in un altro testo del medesimo autore: <em>Quien llama en los Hielos</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;In esso vi è un paragrafo di una bellezza terribile: &#8216;Io ho visto questo essere, questo Angelo nero: lì, nel suo recinto del Polo Sud. È in una immensa cavità oscura che egli risiede… Spazi enormi, senza limiti, lievi e deprimenti allo stesso tempo, che si estendono, sicuramente, nell&#8217;interiorità psichica della Terra, al di sotto dei ghiacci eterni. E così si muove il Zinoc… Ascende o discende fino all&#8217;estremo di quell&#8217;apertura e, da lì, si lancia ad una velocità vertiginosa in cerca del suo altro estremo, della sua fine irraggiungibile… Tutta l&#8217;eternità l&#8217;ha trascorsa in questo sforzo, cadendo a testa in giù, cercando di raggiungere il luogo antipodico dal quale è stato proscritto dall&#8217;inizio stesso della creazione. Il nord è il suo sogno, il suo profondo anelito e la sua maggior sofferenza&#8217;. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, da parte sua, nel suo racconto scriverà qualcosa di rivelatore: &#8216;Fondarono nuove città terrestri, le più importanti di esse nell&#8217;Antartico, perché quella regione, scenario del loro arrivo, era sacra. A partire da allora, l&#8217;Antartico fu come prima il centro della Civiltà degli Antichi, e tutte le città costruite lì dalla prole di Chtulhu furono distrutte&#8217;. Più innanzi il narratore del racconto di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> indicherà che le mappe incontrate nella vecchia città polare mostrano che le città degli Antichi nell&#8217;epoca pliocenica si trovavano, nella loro totalità, al di sotto del 50° parallelo di latitudine Sud. Queste referenze di entrambi gli autori sono fondamentali, perché ci indicano l&#8217;opposizione simbolica tra il Polo Nord (o la mitica Iperborea) ed il Polo Sud, sede degli Antichi. Qusta opposizione non risponde solamente a una differenza di carattere geografico ma, prima di tutto, a delle differenze spirituali. In effetti, il Polo Nord è il polo positivo &#8211; in termini cristiani, il Bene &#8211; ed il Polo Sud, secondo la stessa prospettiva, il Male. Senza dubbio, questi opposti, conformi ai princìpi della filosofia manichea, sono complementari. Entrambi i Poli mantengono l&#8217;Ordine della Terra, regolano il buon funzionamento energetico del nostro mondo. L&#8217;unica possibile differenza ha relazione col tipo di energia che irradiano detti luoghi, dacché in verità sono dei centri energetici. Questa conoscenza che si esprime attraverso la <a title="letteratura" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/letteratura">letteratura</a> moderna (<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> e Serrano), che differenzia i centri volitivi terrestri, concorda punto per punto col pensiero antico o tradizionale che insegnarono i maestri <a title="indoeuropei" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei">indoeuropei</a>, per i quali le parole che danno il nome ai distinti luoghi sacri sono: Cielo, Terra o Mondo, Centro e Inferno. Il Cielo, per essi, è la dimora degli eroi, coloro che vissero la vita come si deve, e corrisponde ad Iperborea o al nostro Polo Nord; la Terra è il luogo abitato o il terreno di spedizioni e viaggi, essi la identificavano con l&#8217;Asia e l&#8217;Europa. L&#8217;Inferno , che era la casa dei dèmoni &#8211; gli Antichi e gli <em>shoggots </em>- sembra non essere mai stata descritta e ubicata con maggior dettaglio dagli antichi saggi <a title="indoeuropei" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei">indoeuropei</a>. Questo Inferno è per noi il Polo Sud&#8221; (5).</p>
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<blockquote>
<p style="text-align: justify;">È  appena il caso di notare che, negli ultimi decenni, alcuni autori hanno incominciato a ventilare la possibilità che sia esistita effettivamente un&#8217;antica civiltà nel continente antartico, che poi l&#8217;avanzata dei ghiacci avrebbe lentamente soffocato e le cui rovine giacerebbero, quindi, a migliaia di metri sotto la calotta glaciale del Polo Sud. Il primo ad avanzare questa ipotesi, a quanto ne sappiamo, è stato proprio uno studioso italiano, Flavio Barbiero, col suo libro <em>Una civiltà sotto il ghiaccio</em> che, negli anni Settanta, è passato praticamente inosservato; anche se, poi, le sue tesi sono state riprese in gran parte da due scrittori canadesi di successo, Rand e Rose Flem-Ath. (6) Il libro di Barbiero recava una presentazione di Silio Zavatti, il quale confermava la sua straordinaria capacità di pensare in maniera indipendente rispetto ai dogmi dell&#8217;archeologia e della scienza accademica, mantenendo un&#8217;apertura epistemologica di trecentosessanta gradi pur essendo abituato, lui uomo di scienza, a muoversi sul solido terreno dei fatti. Il nucleo delle tesi dell&#8217;autore era che esistette un&#8217;antichissima civiltà primordiale, erede diretta di quella di Atlantide, che svolse il ruolo di centro di diffusione per le successive culture a noi note dell&#8217;<a title="antichità" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/storia-antica">antichità</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Continuando a credere nella teoria diffusionista &#8211; scriveva Zavatti nella sua prefazione &#8211; […] bisognerebbe ammettere che nonostante millenni di lenta maturazione, popoli profondamente diversi abbiano inventato simultaneamente l&#8217;agricoltura, l&#8217;architettura, gli usi, gli ordinamenti sociali ecc. che presentano un fondo comune senza che vi fossero stati dei contatti di qualsiasi ordine.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Sarebbe voler credere nell&#8217;impossibile e infatti nessuno più vi presta fede.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Bisogna allora ritornare a un&#8217;origine comune della civiltà e non c&#8217;è altra strada che riprendere il creduto mito di Atlantide. Non s&#8217;inventa nulla perché in tutte le civiltà antiche se ne parla, dai Maya agli Egizi, dai Sumeri agli Indiani, pur sotto nomi diversi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/il-mito-della-terra-perduta-da-atlantide-a-thule/8633" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-6009" style="margin: 10px;" title="il-mito-della-terra-perduta" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/il-mito-della-terra-perduta1.jpg" alt="" width="200" height="310" /></a>&#8220;Ecco, dunque, che il quadro si completa; le navi atlantidi superstiti della tragedia approdarono in terre diverse e i loro occupanti, in misura più o meno sensibile, influenzarono le culture delle popolazioni incontrate, quando addirittura non le formarono. Solo così si spiega il fondo comune di tutte le civiltà e la spiegazione non ha bisogno di funambolismi per apparire logica. […]</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La prova per eccellenza che la teoria del Barbiero  è esatta si può avere soltanto da uno scavo sistematico da farsi in un determinato punto dell&#8217;isola Berkner ma, come si è detto, gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione del progetto sono molteplici e di varia natura.&#8221; […]</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Al principio del 1976 l&#8217;ing. Barbiero ebbe la possibilità di aggregarsi a una spedizione alpinistica e un po&#8217; scientifica, organizzata alla garibaldina, che per una ventina di giorni operò nell&#8217;area della Penisola Antartica, una regione, cioè, molto lontana dal Mare di Weddell e dall&#8217;isola Berkner, ma che poteva riservare pur sempre delle sorprese.  Infatti fu nell&#8217;isola Seymour che il capitano norvegese C. A. Larsen trovò, nel 1893, una cinquantina di palline di sabbia e &#8216;cemento&#8217; messe su colonnette dello stesso materiale. Larsen scrisse che quegli oggetti sembravano &#8216;fatti da una mano umana&#8217;. Un&#8217;espressione generica per dire che erano oggetti fatti molto bene? Forse, e infatti non li fece mai studiare e analizzare ed oggi, putroppo, non li possediamo più perché andarono distrutti nell&#8217;incendio della sua casa a Grytviken (Georgia Australe).</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Nel corso della spedizione del 1976 l&#8217;ing Barbiero  scoprì nell&#8217;isola Re Giorgio (una del gruppo delle Shetland Australi), una grande quantità di tronchi semifossilizzati che potrebbero risalire a 10-12.000 anni fa. Purtroppo gli istituti scientifici ai quali erano stati inviati i campioni di questi tronchi per la datazione col metodo del C14 non hanno fatto conoscere ancora la loro risposta. In <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span> sono stati trovati, a più riprese, dei fossili di alberi e altre piante (Robert Falcon Scott stesso ne riportò moltissimi), ma se i tronchi semifossilizzati trovati da Barbiero risalgono veramente a  un massimo di 12.000 ani fa, si ha la prova che fino a quell&#8217;epoca l&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span> poteva essere abitata e molti fatto coinciderebbero con le affermazioni contenute nei dialoghi di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/platone">Platone</a></span> e, di conseguenza, con l&#8217;ipotesi avanzata da Barbiero in questo volume&#8221; (7).</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Anche studiosi anglosassoni, come il professor Charles Hapgood, erano giunti a conclusioni analoghe, studiando il problema di alcune antiche carte geografiche che rivelano conoscenza &#8220;impossibili&#8221;, a meno di ammettere l&#8217;esistenza di una evoluta civiltà antidiluviana, padrona dei mari  all&#8217;epoca in cui la morsa dei ghiacci con aveva ancora stretto l&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span>, e dalla quale sarebbero derivate le conoscenze cartografiche e marittime altrimenti inspiegabili; si veda, per tutte, la celebre carta nautica dell&#8217;ammiraglio turco Piri Reis (8). Fantasie? Certo è che Miguel Serrano, così come <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> e, forse, Poe, hanno dato voce poetica a una ipotesi che ora alcuni studiosi di formazione scientifica hanno ripreso con la massima serietà: che quanto oggi sappiamo sul continente antartico è solo una piccola parte della sua storia antichissima, misteriosa e affascinante; che forse vi fiorirono, prima dell&#8217;ultima glaciazione, le imponenti città di una razza evoluta; che forse qualcosa o qualcuno ancora vi si trova, in attesa di essere rivelato all&#8217;umanità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Note</strong></p>
<p style="text-align: justify;">1)      Cfr. ROBERT, James, <em>La guerra segreta della Gran Bretagna in <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span></em>, su <em>Nexus</em>, nr. 61 e 62 del 2006; Temolo, Luca, <em>I dischi volanti di Hitler</em>, su <em>Xché</em>, nr. 3 del 2003; TROMBETTI, Pierluigi, <em>Una base nazista in <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span></em>, su <em>Hera Magazine</em>; BACCARINI, Enrico, <em>Dal nazismo occulto al fascismo esoterico</em>, su <em>Archeomisteri</em>, nr. 20 e 21 del 2004.</p>
<p style="text-align: justify;">2)      Ci serviremo, pertanto, della traduzione italiana di alcuni passi dell&#8217;opera eseguita dal sito Internet Alchemica (www.alchemica.it/antartidemito.html).</p>
<p style="text-align: justify;">3)      ROBERTSON, Erwin, <em>Por el Hombre que Vendrà</em>, in <em>Ciudad de los Césares</em>, nr. 18, 1990.</p>
<p style="text-align: justify;">4)      Il missionario-esploratore De Agostini, uno dei massimi conoscitori della Terra del Fuoco, che conobbe diversi sciamani e potè osservarli da vicino nelle loro attività occulte, li chiama non Jon, ma Kon, e afferma che &#8220;il potere dei Kon si estendeva fin dopo morti e per questo i Kon venivano seppelliti con la faccia rivolta all&#8217;ingiù, affinché non potessero inviare malattie ai vivi&#8221;: DE AGOSTINI, A. M., <em>Trent&#8217;anni nella Terra del Fuoco</em>, Torino,  S. E. I., 1955, p. 302.</p>
<p style="text-align: justify;">5) <a title="Sergio Fritz Roa" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/sergio-fritz-roa/"> FRITZ ROA, Sergio</a>, <em><a id="La Antártica y el mito lovecraftiano" href="../antartica.html"><em>La Antártica y el mito lovecraftiano</em></a></em>, originariamente in <em>Ciudad de los Césares</em>, nr. 47, 1997.</p>
<p style="text-align: justify;">6)      FLEM-ATH, Rand e Rose<em>, La fine di Atlantide</em>, Casale Monferrato, Piemme ed., 1997.</p>
<p style="text-align: justify;">7)      BARBIERO, Flavio, <a title="Una civiltà sotto ghiaccio" href="http://www.libriefilm.com/una-civilta-sotto-ghiaccio/8630"><em>Una civiltà sotto ghiaccio</em></a>, Milano, Ed. Nord, Milano, 1974, pp. XII-XV.</p>
<p style="text-align: justify;">8)      HAPGOOD, Charles P., <em>Maps of Ancient Sea King</em>, Adventure Unilimited Press, 1996; HANCOCK, Graham, <a title="Impronte degli dei" href="http://www.libriefilm.com/impronte-degli-dei/8634"><em>Impronte degli Dèi</em></a>, Milano, Corbaccio, 1996; Id., <a title="Civiltà sommerse" href="http://www.libriefilm.com/civilta-sommerse/8635"><em>Civiltà sommerse</em></a>, Milano, TEA, 2005.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-mito-antartico-di-miguel-serrano.html' addthis:title='Il mito antartico di Miguel Serrano ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Gli scritti teorici di un romanziere fantasy</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Sep 2010 10:18:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco de Turris</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantastico]]></category>
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		<description><![CDATA[Michael Ende ha utilizzato nelle sue opere immagini tratte dal profondo dell’Immaginario collettivo dell’umanità, e quindi compresibili da chiunque]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/scritti-fantasy-michael-ende.html' addthis:title='Gli scritti teorici di un romanziere fantasy '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/drago48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Fantastico" /><br/><p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_5697" class="wp-caption alignright" style="width: 260px"><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/michael-ende"><img class="size-full wp-image-5697" title="michael-ende" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/michael-ende.jpg" alt="" width="250" height="292" /></a><p class="wp-caption-text">Michael Ende</p></div>
<p style="text-align: justify;">Alcuni grandi scrittori dell’Immaginario hanno avuto la sfortuna di essere passati sotto il setaccio della cosiddetta critica «impegnata» che li ha distorti a suo uso e consumo. Eppure, bastava leggere le loro opere teoriche, vale a dire quei testi saggistici in cui veniva esposta la loro «poetica». Ad esempio <em>Danza macabra</em> di Stephen King, <em>In difesa di Dagon</em> di H.P. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, <em>Sulle fiabe</em> di J.R.R. Tolkien. Ma nessuno vi fa mai riferimento per pigrizia, ignoranza o malafede.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora possiamo finalmente leggere cinque testi fra il teorico e il polemico di <a title="Michael Ende" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/michael-ende">Michael Ende</a> mai tradotti in italiano che Saverio Simonelli ha riuniti in <a title="Storie infinite" href="http://www.libriefilm.com/storie-infinite/8478"><em>Storie infinite</em></a> (Rubbettino, pagg. 94, euro 10) utilissimo per comprendere cosa intendeva dire l’autore tedesco con i suoi capolavori <a title="Momo" href="http://www.libriefilm.com/momo/8477"><em>Momo</em></a> (1973) e <a title="La storia infinita" href="http://www.libriefilm.com/la-storia-infinita-3/8474"><em>La storia infinita</em></a> (1979), scritti nel suo “esilio” italiano di Genzano, nei Castelli Romani, dove si era rifugiato dopo gli attacchi della critica conservatrice-progressista tedesca che lo aveva accusato, a causa delle sue favole, di «escapismo», cioè della solita «fuga dalla realtà», la bestia nera della Sinistra intellettuale dell’epoca.</p>
<p style="text-align: justify;">Da tali argomentazioni si può capire cosa Michael Ende intendesse per «fantasia», al di là del messaggio immediato: solo Fantàsia può battere Nichilismo e Tecnologia senz’anima. Tanto per cominciare Ende è contro qualsiasi politica esplicita nella narrativa, contro una <a title="letteratura" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/letteratura">letteratura</a> pedagogista che cerca d’indottrinare il pubblico, contro la «cerebralizzazione» dell’individuo odierno che non riesce ad andare oltre la razionalità. «Uno scrittore &#8211; afferma &#8211; non deve predicare per una visione del mondo, ma averne una che gli consente di trasmetterla attraverso visioni e immagini della storia che racconta».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/storie-infinite/8478" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-5698" style="margin: 10px;" title="storie-infinite" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/storie-infinite-174x300.jpg" alt="" width="174" height="300" /></a> Come tutti coloro che hanno capito il vero senso del <a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/fantastico">fantastico</a>, Ende afferma che esso è intessuto di miti che si esprimono per immagini, gli unici e le uniche universali. Aggiunge infatti lo scrittore tedesco di non avere intenzione di spiegare alcunché con i suoi libri «ma di trasmettere immagini», cioè qualcosa che non si deve spiegare esplicitamente ma s’intuisce e si capisce nel profondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Da questi concetti Ende, proprio come Tolkien, non può che passare alla strenua difesa delle fiabe nei confronti dei suoi detrattori e di tutti coloro che le vogliono stravolgere adattandole ai tempi. «La fiaba &#8211; afferma &#8211; parla attraverso immagini e il suo segreto sta nella pluralità dei suoi significati» (giacché, aggiungiamo noi, le immagini trasmettono <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simboli</a>): di conseguenza l’interpretazione della fiaba attraverso «concetti astratti» come fanno gli esperti del folklore è un errore. Infatti, «là dove c’è il mistero (&#8230;) il sogno (&#8230;), il razionalismo risulta mortifero».</p>
<p style="text-align: justify;">Ende, in uno dei saggi, prende di petto quei «pedagogisti benpensanti che si sforzano di sterilizzare le fiabe popolari per eliminare da esse ogni passaggio che contiene una qualche crudezza», facendo l’esempio del famoso <em>Il principe ranocchio</em>, il cui finale viene modificato per paura che i bimbi poi se la prendano con questi batraci! Tale ridicola incomprensione, che oggi, a 15 anni dalla morte di Ende, ha raggiunto i vertici grotteschi del buonismo e del politicamente corretto, nasce dal fatto che gli adulti in genere, e certi specialisti in particolare, «non sanno più comprendere la realtà “altra” della fantasia», mentre viceversa il bambino «riesce a dimenticare temporaneamente la realtà esterna senza però mai confondere i due piani» (un esempio è proprio il Bastiano della <em>Storia infinita</em>), sicché non verranno condizionati dalle crudeltà favolistiche. Invece l’adulto ha una «mentalità assolutamente deformata in senso naturalistico» e vede solo l’aspetto esteriore di una scena truce, mentre il bambino vede solo l&#8217;immagine descritta dalla fiaba «che non è affatto intesa in senso naturalistico».</p>
<p style="text-align: justify;">Michael Ende ha dunque utilizzato nelle sue opere immagini tratte dal profondo di quello che potremmo definire l’Immaginario collettivo dell’umanità, e quindi da ognuno comprese, «immagini che precedono i concetti», quindi pre-logiche e universali e comuni a tutte le favole, le leggende e i miti dei popoli: «Ulteriore conferma che la cosiddetta <a title="letteratura fantasticas" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/fantastico">letteratura fantastica</a> o favolistica e i miti di tutti i popoli e di tutti i tempi sono sorprendentemente simili nella loro struttura».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>Il Giornale </em>del 5 settembre 2010.</p>
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		<title>Lovecraft cantore del Kali Yuga</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 15:56:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Giorgetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli sul fantastico in generale]]></category>
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		<description><![CDATA[Il mondo onirico, ma non per questo meno reale e agghiacciante, immaginato da H.P. Lovecraft]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/lovecraft-cantore-del-kali-yuga.html' addthis:title='Lovecraft cantore del Kali Yuga '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/drago48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Fantastico" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788878991927" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-2209" style="margin: 10px;" title="orrori-di-yuggoth" src="../wp-content/orrori-di-yuggoth.jpg" alt="" width="200" height="296" /></a><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> era uno specchio. Egli riceveva e assimilava le influenze dell&#8217;ambiente circostante e, tramite le sue capacità letterarie, le rendeva, trasfigurate, nella sua poesia e nei racconti. Lucido e preciso, coglieva bene gli stati d&#8217;animo, le sensazioni e gli umori che pervadevano l&#8217;ambiente in quel momento storico, le correnti che influenzavano e formavano i pensieri degli uomini. Egli possedeva una grande erudizione che, abbinata al suo acuto intelletto, gli conferiva la non comune capacità di comprendere le varie situazioni del mondo che lo circondava.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non era solo questa la sua dote.</p>
<p style="text-align: justify;">Attraverso la lente deformante del sogno egli andava oltre, vedeva di più, captava le immagini significative e simboliche che costituivano la vera sostanza della realtà.</p>
<p style="text-align: justify;">Con questo suo particolarissimo strumento percettivo egli aveva la possibilità di spingersi là dove la logica non l&#8217;avrebbe mai potuto portare, oltre il “muro del sonno”, in una dimensione irraggiungibile a tutti gli altri, dove solo lui poteva vedere, sentire, capire. Egli coglieva per metafore, visioni e rivelazioni lo spirito dei tempi, l&#8217;anima onnicomprensiva che formava l&#8217;epoca sua e dei suoi contemporanei. E la sua esperienza onirica è più reale di quanto si possa comunemente credere; egli avrebbe voluto evadere, ma involontariamente finiva per descriverci il mondo. Senza l&#8217;appoggio della razionalità e della coscienza infatti, il suo pensiero vola e si perde in immagini mirabolanti e allucinate, in visioni dolci e selvagge, in regni arcaici e minacciosi. Ma il sogno è allegoria e la ragione, sempre limitata, viene trascesa dal libero volo immaginativo; ed osservando le miserie umane con la prospettiva particolare del sognatore queste risultano deformate, irriconoscibili, ma non per questo meno vere.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, come uomo, conosceva sia i mali del suo tempo, sia il malessere esistenziale dei suoi simili, e in vari scritti pubblici e privati li coglie acutamente tutti: la forza come criterio di affermazione e di ragione, la velocità distruttrice e divoratrice, il macchinismo disumanizzante, il movimento insensato che travolge i sicuri baluardi faticosamente costituiti nel corso dei secoli, la logica del profitto, il bieco utilitarismo, il miraggio tecnico e produttivo, l&#8217;anonimato delle metropoli, il brulicare di immense masse umane e il loro agitarsi scomposto, il degrado dei rapporti umani, la bruttezza che si insinua dappertutto, il mescolìo delle razze, la perdita dell&#8217;ordine, della forma, dell&#8217;armonia.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788804583301" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-2210" style="margin: 10px;" title="lovecraft-capolavori" src="../wp-content/lovecraft-capolavori-172x300.jpg" alt="" width="172" height="300" /></a> E al di sopra di tutto c&#8217;è il caos, incombente e minaccioso, sempre in procinto di irrompere nel mondo ma sempre trattenuto da una tenue e precaria difesa, data dall&#8217;illusione e dalle false certezze della ragione. Ed anche lo stesso materialismo di cui tanto faceva mostra, è forse da considerarsi una cura o una parte stessa del male?</p>
<p style="text-align: justify;">Più si trattiene la realtà nei suoi più stretti vincoli, più la si rinchiude in una prigione angusta e oppressiva, e più forte saranno il sentimento e la volontà di fuga. Ma se è “dalle acque stesse del materialismo” che “sorge la corrente mistica”, non ci si deve stupire che sia proprio da un materialista totale che nasca una produzione di miti senza uguali. E sono tutti miti reali, miti che utilizzano la realtà per esistere, ma che la superano poi nella loro capacità evocativa e nel loro potere di suggestione.</p>
<p style="text-align: justify;">Che accade nel mondo di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>?</p>
<p style="text-align: justify;">Potenti forze tornano a  manifestarsi, misteriose, cieche e schiaccianti, emergendo da eoni lontanissimi, da lande remote, dalle acque oscure dell&#8217;inconscio. Dèi dimenticati, arconti osceni, governanti di antiche epoche che pretendono di nuovo il loro tributo di sangue. Una gnosi nera si impone con tutto il suo carico di orrori inconcepibili mentre potenze tenebrose, senza anima, assediano l&#8217;isola di tranquillità su cui l&#8217;uomo si è rifugiato con le sue illusorie certezze. Uomo che è piegato, prostrato, impotente di fronte a ciò che titanicamente lo sovrasta e gli si impone rendendo assurda persino la più piccola volontà di resistenza. A poco vale la sua razionalità, la sua logica, il suo scetticismo, le forze evocate non conoscono freno e non patiscono l&#8217;indifferenza, agendo anzi con più efficacia proprio contro chi più le ignora. E nulla possono nemmeno le antichissime e perdute divinità dell&#8217;età dell&#8217;oro, della fanciullezza umana, benevole ma sempre più lontane, poiché la crisi avanza e si manifesta con tutta la sua drammatica presenza, annunciando nuove e terribili leggi. Il male incombe, il decadimento è inarrestabile, l&#8217;uomo inizia a perdere tutto ciò che lo distingue e lo rende unico, incominciando proprio dalla sua umanità:</p>
<p style="text-align: justify;">“Sarebbe stato facile capire quando fosse arrivato il momento, perché allora il genere umano sarebbe diventato come i Grandi Vecchi; libero, sfrenato e aldilà del bene e del male; avrebbe gettato alle ortiche leggi e morale, e tutti avrebbero urlato, ucciso e gioito. Allora gli Antichi, ormai liberi, avrebbero loro insegnato nuovi modi di gridare, uccidere, gioire e divertirsi, e tutta la Terra avrebbe fiammeggiato di un olocausto di estasi e libertà. ”</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; questa l&#8217;età oscura, il Kali Yuga, dove il disordine regna sovrano, la corruzione e la decadenza predominano incontrastati e l&#8217;umanità stessa, perduta la propria ragione, precipita in abissi di follia quasi senza accorgersene, compiacendosi anzi di una caduta che viene scambiata per volo. Epoca di oscurità, disordine e disorientamento, di debolezza e viltà, barbarie e violenza, in cui forze occulte si materializzano rendendosi visibili, mentre nel disfacimento finale fantasia e realtà iniziano a confondersi, uguali ma diverse, ognuna con il proprio frammento di verità; epoca di cui <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> è il cantore principale, suo malgrado, nuovo aedo di un mondo che si dissolve e che scopre di non avere consistenza maggiore di un sogno, un incubo da cui il risveglio consolatore sembra essere ancora lontano.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Tratto, per gentile concessione dell&#8217;Autore, da <em>Archetipi Lovecraftiani – L&#8217;India e i Miti di Cthulhu</em>, Dagon Press, Teramo, 2009, pp.104-108.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/lovecraft-cantore-del-kali-yuga.html' addthis:title='Lovecraft cantore del Kali Yuga ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Gli dei mostruosi venuti dallo spazio. Letture e riflessioni sull&#8217;opera di H.P. Lovecraft</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 08:11:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Lamendola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riflessioni sulla vita, l'opera e il successo postumo di Howard Phillips Lovecraft (1890-1937)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/gli-dei-mostruosi-venuti-dallo-spazio.html' addthis:title='Gli dei mostruosi venuti dallo spazio. Letture e riflessioni sull&#8217;opera di H.P. Lovecraft '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/drago48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Fantastico" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><div id="attachment_2208" class="wp-caption alignleft" style="width: 236px"><img class="size-medium wp-image-2208" title="lovecraft" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/lovecraft.jpg" alt="HPL (Providence, 20 agosto 1890 – 15 marzo 1937)" width="226" height="226" /><p class="wp-caption-text">HPL (Providence, 20 agosto 1890 – 15 marzo 1937)</p></div>
<p style="text-align: justify;">Esistenza strana, crepuscolare, anzi notturna quella dello scrittore Howard Phillips <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, nato a Providence, nel Rohode Island, nel 1890 e morto presso il Jane Brown Memorial Hospital della sua città natale nel marzo del 1937, per un tumore all&#8217;intestino in fase avanzata, pochi giorni dopo il ricovero d&#8217;urgenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Due genitori non precisamente equilibrati, visto che il padre, Winfield Scott (rappresentante di commercio), dopo una serie di gravi disturbi psichici, viene definitivamente interdetto e ricoverato in manicomio quando il bimbo ha soli tre anni (morirà poi nel 1898, senza mai più riacquistare la ragione); e che la madre, Sarah Susan Phillips, lo soffoca con le sue cure ansiose ed eccessive.</p>
<p style="text-align: justify;">Trasferitosi nella casa dei nonni, il bambino vi frequenta la ricca biblioteca e si forma, da autodidatta, una profonda ed eclettica cultura che spazia dalla letteratura e dalla filosofia alle scienze, specialmente chimica ed astronomia, tanto da allestire un proprio laboratorio chimico e da redigere dei bollettini scientifici, nel tempo stesso in cui si cimenta con i primi racconti e con le prime composizioni poetiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora più infelice di Leopardi, forse anche a causa dello studio matto e disperatissimo comincia a soffrire di esaurimenti nervosi dall&#8217;età di soli dieci anni; a quindici anni batte la testa in seguito a una caduta e, da quel momento, comincia a soffrire di terribili mal di testa, che lo perseguiteranno tutta la vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Come aspirante scrittore, il suo modello è (come per l&#8217;altro grande scrittore americano dell&#8217;inquietudine, Ambrose Bierce) il Settecento inglese: di quel periodo sono gli autori preferiti che, sotto la guida del nonno, &#8220;scopre&#8221; nella biblioteca di casa Phillips; e da essi acquisirà quel caratteristico stile arcaicizzante (più marcato nell&#8217;epistolario, ma rintracciabile anche nei racconti e nei romanzi della maturità) sul quale egli stesso, talvolta, scherzava (possediamo, ad esempio, un ironico autoritratto che lo raffigura immerso nelle carte, in costume settecentesco e con tanto di parrucca incipriata).</p>
<p style="text-align: justify;">Dall&#8217;età di sedici anni collabora regolarmente con importanti riviste di astronomia, facendosi notare per la sua preparazione e per la sua acutezza di studioso (sostiene, ad esempio, l&#8217;esistenza del pianeta Plutone, intuito da alcuni astronomi e in particolare da Percival Lowell, ma non osservato direttamente fino al 1930); scrive anche un manuale di chimica inorganica, che andrà perduto; e sembra collocarsi sul versante rigidamente empirista e positivista della ricerca scientifica, prendendo più volte a bersaglio la &#8220;ciarlataneria&#8221; delle previsioni astrologiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Dai diciotto anni cessa di frequentare il liceo, più che mai imprigionato dalla madre (per influsso della quale brucia tutti i suoi racconti giovanili) sotto una campana di vetro. In compenso, incomincia a effettuare gite ed escursioni in luoghi remoti e isolati della Nuova Inghilterra, alla ricerca di antichi insediamenti e di &#8220;tracce&#8221; di perdute, misteriose civiltà che faranno da sfondo a molte sue opere successive.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8834708652" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/necronomicon1.bmp" border="0" alt="Il Necronomicon. Storia di un libro che non c'è. Vol. I" width="95" height="147" /></a>La sua formazione culturale, pertanto, risente di un duplice e contrastante influsso: quello scientista e materialista, che lo porta a concepire l&#8217;idea di un universo meccanicistico, dominato da leggi matematiche e totalmente chiuso all&#8217;idea del trascendente; e una vena sognatrice, fantastica, &#8220;romantica&#8221;, che lo spinge a scrivere versi (per qualche anno riterrà quella la sua vera vocazione di scrittore) e a vivere di sogni e fantasie circa un mondo lontano nel tempo (a cominciare dall&#8217;amato Settecento inglese) e nello spazio (immaginando una realtà di universi paralleli che talvolta entrano casualmente in contatto con il nostro, e popolati da un vero e proprio Pantheon di divinità mostruose e minacciose, sempre pronte ad invadere la nostra dimensione.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste divinità, anzi, avevano dominato la Terra in tempi immemorabili (<em>in illo tempore</em>, direbbe lo storico delle religioni <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/mircea-eliade/">Mircea Eliade</a></span>, ossia in un tempo mitico, preistorico nel senso di anteriore alla storia a noi nota) ed ora sono sul punto di ritornarvi, evocati mediante sacrileghi riti da una parte dell&#8217;umanità, quella formata dai discendenti di innominabili incroci che avvennero fra umani ed extraterrestri.</p>
<p style="text-align: justify;">E qui il pensiero non può non tornare a quel misterioso e inquietante passo dell&#8217;<em>Antico Testamento</em> (<em>Genesi</em>, VI, 1-4): &#8220;Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla Terra e nacquero loro figli, i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero… C&#8217;erano i giganti sulla terra a quel tempo &#8211; e anche dopo &#8211; quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell&#8217;<a title="antichità" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/storia-antica">antichità</a>, uomini famosi.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1913 viene notato dal direttore di una rivista amatoriale di narrativa ed entra così nel circuito letterario, anche se ci vorranno ancora dieci anni perché incominci veramente a &#8220;sfondare&#8221;. Nel 1923, infatti, pubblica il racconto <em>Dagon </em>sul mensile dell&#8217;orrido <em>Weird Tales</em>, che poco dopo gli offrirà addirittura la direzione; ma <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> rifiuterà, non volendo trasferirsi a Chicago, ove ha sede la rivista. Molti suoi racconti vengono pubblicati a nome di facoltosi e ambiziosi dilettanti (tra i quali il famoso prestigiatore e illusionista Harry Houdini): infatti dal 1911, a causa di un tracollo finanziario, la famiglia di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> è ridotta in povertà, e lo scrittore non uscirà mai più dalle strettezze economiche. Scrivere racconti che altri firmeranno è un modo di sopravvivere; questo, però, dopo la sua morte darà luogo a una grave difficoltà filologica: quella di identificare i racconti da lui interamente scritti, ma non firmati; quelli scritti a quattro mani con altri autori; quelli, infine, ai quali egli ha fornito lo spunto, la trama, alcuni elementi narrativi; e di separarli da un gran numero di racconti spuri che, come è accaduto anche ad autori altrettanto schivi ma assai più grandi di lui (si pensi a Virgilio, ad esempio, e alla questione dell&#8217;<em>Appendix vergiliana</em>) subito incominciarono a girare con la sua firma, ma che in realtà nulla hanno a che fare con il &#8220;solitario di Providence&#8221;).</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> fa il suo primo e unico tentativo di crearsi un&#8217;esistenza indipendente. Mortagli la madre nel 1921, era rimasto a vivere con le zie materne. Nel corso di una riunione di scrittori, aveva conosciuto una giovane ebrea di origine russa, vedova e di sette anni più grande di lui; e, nel 1924, l&#8217;aveva spostata, trasferendosi nell&#8217;appartamento di lei a New York, nel quartiere di Brooklyn. Tentativo piuttosto goffo e di breve durata, reso ancor più difficile dal trasferimento nella megalopoli caotica e tentacolare (che tanto colpirà il Garcìa Lorca di <em>Poeta en Nueva York</em>) e dal distacco dalla sua amatissima Providence e dal &#8220;profumo&#8221; arcaico del New England.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8834709896" target="_blank"><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/necronomicon2.bmp" border="0" alt="Il Necronomicon. Storia di un libro che non c'è. Vol. I" width="95" height="147" /></a>In capo a due anni, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> lascia New York e la moglie e se ne torna a Providence, trasferendosi in un piccolo appartamento ove vivrà ritiratissimo &#8211; uscendo, pare, quasi solo nelle ore notturne &#8211; e accudito dalla zia Lilian che, per amor suo, si è trasferita al piano di sopra. Tormentato da angosce, nevrosi, insicurezze patologiche, vive più che mai una vita da dostoevskiano sottosuolo, creatura allucinata e lunare, immerso in un clima da incubo da lui stesso evocato nei suoi terrificanti racconti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1927 ha già scritto due romanzi brevi, che però non verranno pubblicati se non dopo la sua morte: <em>La ricerca dello sconosciuto Kadath</em> e <em>Il caso di Cxharles Dexter Ward</em>, cui seguirà, nel 1930, <em>Colui che sussurrava nelle tenebre</em> e, nel 1931, <em>Le montagne della follia</em> (che viene rifiutato dal nuovo direttore di <em>Weird Tales</em>, Farnsworth Wright), e via via una serie di racconti in cui sviluppa il cosiddetto &#8220;ciclo di Chtulhu&#8221;, ossia la saga degli dèi mostruosi cacciati nello spazio, e che dallo spazio cercano di tornare sulla Terra, restaurando fra gli umani la loro abominevole religione, fatta anche, inutile dirlo, di sacrifici umani e di magia nera.</p>
<p style="text-align: justify;">La sua vita, intanto, è sempre più solitaria e infelice. Dopo la morte della zia Lilian, nel 1932, non gli resta che la zia Annie; cerca, in compenso, di coltivare le relazioni umane attraverso un ricchissimo epistolario, in cui spende le sue magre risorse economiche. Si concede pure qualche viaggio (mai in Europa, però, anzi mai fuori del Nord America), tra l&#8217;altro alla vecchia città francese di Québec, nel Canada, da cui tornerà con una relazione di quasi 150 pagine; e, più tardi, in Florida, ove soggiorna per circa due mesi, ospite di un amico.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1933 si trasferisce, con la zia Annie, in un mini-appartamento da cui non si muoverà più; come scrittore si sente inaridito, non scrive quasi più nulla, prostrato anche dai giudizi negativi e dalle incomprensioni che accentuano la sua morbosa insicurezza e che lo fanno dubitare di sé.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1935 un suo nuovo romanzo breve, <em>L&#8217;ombra venuta dal tempo</em>, è ancora rifiutato dal direttore di <em>Weird Tales</em>; l&#8217;amico e corrispondente Robert Erwin Howard (autore, fra l&#8217;altro, del ciclo di &#8220;Conan il barbaro&#8221;) si suicida nel 1936, in un momento di scoraggiamento: <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> è sempre più solo e sempre più allucinato. Simile al protagonista di uno dei suoi migliori racconti, <em>I sogni nella casa stregata</em>, vive da tempo in una realtà altra, popolata di immagini oniriche estremamente vivide, come se fosse scivolato in un&#8217;altra dimensione popolata di oscure presenze, di malefici incantesimi, di innominabili entità, di ciclopiche architetture dalle geometrie non euclidee, di infausti presentimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Vive nell&#8217;incubo del ritorno imminente degli dèi mostruosi provenienti dallo spazio, interpretando &#8211; forse &#8211; come altrettanti, sinistri indizi una serie di coincidenze, di oscuri fatti di cronaca, di inspiegabili fenomeni fisici che proprio in quegli anni un oscuro studioso dell&#8217;insolito suo connazionale, Charles Fort, raccoglie pazientemente in migliaia e migliaia di schede corredate da articoli di giornale, ipotizzando che noi viviamo come trote in un vasca da cui, di tanto in tanto, esseri giganteschi e spaventosi prelevano qualche campione per i loro incomprensibili scopi.</p>
<p style="text-align: justify;">La morte lo coglie, dopo una malattia fulminante, il 15 marzo 1937, mentre il mondo si avvia verso l&#8217;apocalisse della seconda guerra mondiale e dell&#8217;olocausto nucleare.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788878991927" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-2209" style="margin: 10px;" title="orrori-di-yuggoth" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/orrori-di-yuggoth.jpg" alt="" width="200" height="296" /></a>Dopo la morte di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> vi è stata, graduale ma sicura, una vera e propria <em>renaissance </em>della sua opera, sino a giungere, negli ultimi anni, a forme di vero e proprio &#8220;culto&#8221; da parte di un pubblico sempre più attratto dalle tematiche dell&#8217;inquietudine e del terrore.</p>
<p style="text-align: justify;">Lovecraf, in verità, non è uno scrittore del terrore nel senso tradizionale della parola: è uno scrittore originalissimo, che ha praticamente creato un nuovo genere letterario: il &#8220;gotico <a title="fantastico" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/fantastico">fantastico</a>&#8220;, utilizzando la fantascienza, la <em>fantasy</em> e il gotico vero e proprio. La sua vasta opera, che utilizza le vaste conoscenze scientifiche dell&#8217;autore non solo in fatto di astronomia e scienze naturali, ma anche di mitologia, letteratura, <a title="storia antica" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/storia-antica">storia delle civiltà antiche</a>, forma un <em>corpus</em> unitario in cui ricorrono temi e situazioni correlati e, spesso, personaggi e perfino libri &#8220;maledetti&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra questi ultimi, il più celebre è senza dubbio il <em><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/necronomicon-libro-maledetto.html">Necronomicon</a></span></em>, un misterioso grimorio (o libro di evocazioni demoniache), scritto nel VII secolo da un poeta arabo pazzo dello Yemen, Abdul Alhazred, e tradotto più tardi in Europa, ma del quale esisterebbero pochissime copie gelosamente custodite; una delle quali presso la Biblioteca dell&#8217;Università Miskatonic Arkham, l&#8217;una e l&#8217;altra &#8211; la città e l&#8217;ateneo: come il libro, del resto &#8211; create dalla fervida fantasia dell&#8217;autore.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di uno dei più celebri <em>pseudobiblia </em>di tutti i tempi, come è provato dalle innumerevoli richieste che biblioteche e librerie si son viste arrivare, negli ultimi decenni, da parte di cultori di occultismo e lettori di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, convinti della sua reale esistenza. Lo stesso scrittore di Providence, in una lettera a un amico, aveva ammesso di esserselo completamente inventato, così come tutti gli altri elementi del &#8220;ciclo di Ctulhu&#8221; (che prende il nome da una delle orripilanti divinità del Pantheon blasfemo e gorgogliante; accanto a Yog-Sothot, Shub-Nigurrat, Nyarlathotep e numerose altre). Egli, infatti, affermava di credere in un rigoroso materialismo e in una sorta di determinismo a base scientifica, e di essersi dedicato all&#8217;evocazione dell&#8217;orrore soprannaturale solo per evasione: ma evasione da cosa, visto che non faceva che dare corpo e consistenza ai fantasmi che lo perseguitavano nella sua vita interiore fin da bambino?</p>
<p style="text-align: justify;">Casomai, si direbbe, per truffarsi in quegli orrori e raddoppiare, masochisticamente, le sue sofferenze e le sue angosce esistenziali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma è proprio vero che il <em><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/necronomicon-libro-maledetto.html">Necronomicon</a></span></em> è frutto dell&#8217;inventiva di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>?</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è chi ne dubita; tra gli altri, due studiosi del mistero del calibro di Luois Sprague de Camp e Colin Wilson. Il primo ha condotto delle ricerche lo hanno portato a entrare in possesso, in Irak, di un antico manoscritto che potrebbe anche essere la versione originale del <em><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/necronomicon-libro-maledetto.html">Necronomicon</a></span></em>; il secondo, dopo approfonditi studi, è giunto all&#8217;ipotesi che il padre di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> fosse un adepto della Massoneria egizia (quella fondata da Cagliostro e interamente basata sull&#8217;occultismo) e che, nella biblioteca di lui, il libro maledetto esistesse realmente, ossessionando la mente del figlio.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine si può ricordare che, secondo lo studioso americano L. Bryant, il <em><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/necronomicon-libro-maledetto.html">Necronomicon</a></span></em> altro non sarebbe che una deformazione del <em>Picatrix</em>, un testo realmente esistente di alchimia e medicina (e non di necromanzia), che fu tradotto in latino da Pico della Mirandola.</p>
<p style="text-align: justify;">Vogliamo qui fare una considerazione di carattere generale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788804583301" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-2210" style="margin: 10px;" title="lovecraft-capolavori" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/lovecraft-capolavori-172x300.jpg" alt="" width="172" height="300" /></a>La teoria di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> sugli dèi spaziali è basata sul potere evocatore di certe preghiere e di certi riti da parte degli esseri umani: per mezzo di essi, si può aprire una sorta di &#8220;porta&#8221; interdimensionale, attraverso la quale le entità &#8220;maledette&#8221; sono in grado di penetrare nel nostro continnuum spazio-temporale (donde furono cacciate, in epoche immemorabili, da altri esseri &#8211; i cosiddetti &#8220;Grandi Antichi&#8221; &#8211; che li avrebbero &#8220;esiliati&#8221; negli intermundia siderali.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;idea che entità spirituali possano essere evocate e perfino &#8220;create&#8221; da un determinato orientamento psichico degli esseri umani, nonché dal compimento scrupoloso di riti ben precisi, è un&#8217;idea tipicamente magica, propria non solo della magia dei cosiddetti &#8220;primitivi&#8221;, ma anche dei maghi colti del Rinascimento: Johann Reuchlin, Cornelio Agrippa di Nettesheim, Teofrasto Paracelso, John Dee, Gerolamo Fracastoro e Gerolamo Cardano. Inoltre è un&#8217;idea che sembra ricollegarsi alla Cabala, poiché il pensiero cabalistico pone una precisa relazione tra il potere dei nomi e la capacità di agire in maniera magica sulla realtà naturale. Sbaglierebbero di grosso coloro i quali pensassero che tale idea di fondo sia stata abbandonata interamente al giorno d&#8217;oggi, con l&#8217;avvento della civiltà &#8220;moderna&#8221;. Esperimenti parapsicologici tendono a dimostrare che il pensiero intensamente concentrato di un essere umano (o, a maggior ragione, di un gruppo interagente di esseri umani) è in grado di evocare forze psichiche la cui natura non è ben chiara, ma che sono in grado di agire anche sul piano fisico (se ne possono trovare ampi esempi nel celebre libro di Leo Talamonti &#8220;Universo proibito&#8221; e in molti altri testi similari).</p>
<p style="text-align: justify;">Non solo: pare che anche ambienti militari e dei servizi segreti di alcuni Stati si siano interessati a un tal genere di esperimenti, finanziandoli in apposite strutture finalizzate all&#8217;utilizzo dei poteri parapsicologici in chiave di dominio psichico a scopo militare e poliziesco. Se ne sarebbe occupato, fra gli altri, il medico americano (di origine croata) Andrija Puharich (noto, negli anni Settanta, come studioso e mentore del sensitivo israeliano Uri Geller), nel quadro di una vastissima ricerca parapsicologica, cui si sarebbero interessati anche insospettabili ambienti finanziari e dello stesso establishment scientifico, dediti all&#8217;uso assai disinvolto dell&#8217;ipnosi, delle sedute medianiche e dei poteri occulti della mente. Scopo ultimo di tali ricerche sarebbe, secondo i ricercatori Lynn Picknett e Clive Prince (vedi il loro libro <a title="Il complotto Stargate" href="http://www.libriefilm.com/il-complotto-stargate/8520"><em>Il complotto Stargate</em></a>, tr. it. Sperling &amp; Kupfer, 2002), instaurare un &#8220;nuovo ordine mondiale&#8221; basato sulla restaurazione del culto dei Nove Dèi dell&#8217;antica città egiziana di Eliopoli: Aton, Shu, Tefnut, Geb, Nut, Osiride, Iside, Seth e Nefti: proprio quelli che si sarebbero &#8220;manifestati&#8221; ad alcuni media nel corso degli esperimenti di Puharic.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788845258152" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-2211" style="margin: 10px;" title="lovecraft-guardiano" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/lovecraft-guardiano-194x300.jpg" alt="" width="194" height="300" /></a>Certo, tale scenario può apparire fantasioso, per non dire fantastico; tuttavia, prima di scartarlo con un&#8217;alzata di spalle, bisogna riflettere sul fatto che ambienti assai potenti del Pentagono e della CIA hanno speso tempo e denaro in lunghe ricerche nel campo del paranormale, e che in essi esistono logge e sette di tipo esoterico e para-religioso che non disdegnano di ricorrere a ogni mezzo (&#8220;il fine giustifica i mezzi&#8221;, diceva Machiavelli ne <a title="Il Principe" href="http://www.libriefilm.com/il-principe/6469"><em>Il Principe</em></a>) pur di assicurarsi il potere più ampio possibile, manipolando l&#8217;opinione pubblica mediante un esteso controllo della stampa, della televisione, dell&#8217;editoria, nonché sul mondo della finanza e della politica. Non è questa la sede per evocare le tesi del cosiddetto complottismo, di cui una forma &#8220;estrema&#8221; è rappresentata dai voluminosi e scioccanti libri-inchiesta dell&#8217;inglese David Icke, mentre delle versioni più &#8220;moderate&#8221; (e credibili) sono state proposte da ricercatori, anche italiani, quali Alfredo Lissoni, Giuseppe Cosco e Maurizio Blondet. Non è di questo che vogliamo parlare; ma del fatto che restaurare una <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> antichissima, basata sull&#8217;annuncio di un ritorno imminente degli extraterrestri (o, come nel caso di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, degli dèi degli extraterrestri) potrebbe anche essere un progetto pensabile, e magari perseguibile, da parte di ambienti esoterici che, nella terminologia di <a title="René Guénon" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a> e di <a title="Julius Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Julius Evola</a>, si potrebbero definire di &#8220;contro-iniziazione&#8221;: in parole semplici, di adepti della magia nera intesi a evocare forze spirituali sub-umane di natura demoniaca.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è necessario pensare che tali dèi esistano realmente, è sufficiente, come dicevamo prima, che vi siano degli esseri umani disposti a credervi ciecamente, a prestarvi un vero e proprio culto, a evocarli mediante un apposito, rigoroso cerimoniale.</p>
<p style="text-align: justify;">Concludiamo questa riflessione ponendoci una domanda: H. P. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> non potrebbe essere stato travolto da forze minacciose ed aliene, da entità innominabili che aveva imprudentemente evocato proprio con la sua attività di scrittore, subendone una vera e propria invasione psichica?</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo Luigi <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/luigi-pirandello" target="_blank">Pirandello</a></span> (ma anche secondo Miguel de Unamuno; per non parlare di José Luis Borgés), i personaggi non vengono creati da uno scrittore, bensì portati alla luce; ma esistevano già, in qualche dimensione, da prima: forse, da sempre. Cervantes non ha &#8220;inventato&#8221; <a title="Don Chisciotte" href="http://www.libriefilm.com/don-chisciotte-della-mancha/6214"><em>Don Chisciotte</em></a>, né <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/johann-wolfgang-goethe" target="_blank">Goethe</a></span> ha &#8220;inventato&#8221; <a href="http://www.libriefilm.com/storia-del-dottor-faust-ben-noto-mago-e-negromante/4778"><em>Faust</em></a>: essi hanno dato loro una forma, portandoli all&#8217;esistenza (letteraria: qualcosa come il terzo mondo di cui parlava il filosofo Karl Popper).</p>
<p style="text-align: justify;">Se è così, allora anche <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> non ha &#8220;inventato&#8221; Yog-Sothoth e Shub-Nigrurrath: li ha &#8220;semplicemente&#8221; evocati (mediante il &#8220;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/necronomicon-libro-maledetto.html">Necronomicon</a></span>&#8220;?); ed ora essi sono già qui, in mezzo a noi, nel nostro spazio-tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiaro, a questo punto, che ci troveremmo davanti a una delle più mostruose operazioni di magia nera che si possano immaginare: poiché gli dèi spaziali &#8220;immaginati&#8221; da <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> sono, in realtà, orrendi dèmoni; e la <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> da lui descritta, sia pure sotto l&#8217;apparenza di esecrarla e condannarla, non sarebbe altro che satanismo nella sua forma più blasfema.</p>
<p style="text-align: justify;">Resterebbe solo da vedere se <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> fosse un adepto consapevole della contro-iniziazione, un servitore intenzionale delle forze del male, oppure se si sia trovato imprigionato, come tanti, tantissimi &#8220;eroi&#8221; dei suoi romanzi e racconti, nelle spire di un coinvolgimento terribile ma involontario, e costretto a prestare la sua opera a delle entità che di lui si servirono più o meno come i &#8220;Superiori Sconosciuti&#8221; si servono di tanti sciocchi apprendisti stregoni che, alla base della piramide occultistica, prestano i loro zelanti uffici senza avere alcuna idea di chi li manovri in realtà.</p>
<p style="text-align: justify;">Se un tale pensiero vi risultasse un po&#8217; troppo inquietante e angoscioso (come era divenuto intollerabile per lo studente Walter Gilman, che in una Salem nebbiosa e popolata di paurose presenze giocava una disperata partita a scacchi con la terribile strega Keziah Mason, padrona di una &#8220;porta&#8221; interdimensionale), potete sempre consolarvi pensando che, in fondo, si tratta solo delle fantasie di un povero scrittore reso mezzo matto dalla nevrosi e dalla solitudine. Ma la civiltà &#8220;moderna&#8221; di cui andiamo tanto fieri, e che, riponendo una fiducia totale nella tecnoscienza, ci conduce verso le magnifiche sorti e progressive, non soffre né di nevrosi, né di solitudine. Vero?</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Riassunto del testo della conferenza tenuta dal prof. Francesco Lamendola a Oderzo, in Palazzo Foscolo (Via Garibaldi) il 30 marzo 2007, nel contesto delle manifestazioni di &#8220;Oderzoinquieta&#8221; (9 marzo-29 aprile 2007) per iniziativa della Fondazione Oderzo Cultura e del Comune di Oderzo.<br />
Tratto, con il gentile consenso dell&#8217;autore, dal sito <a rel="nofollow" href="http://www.edicolaweb.net">Edicolaweb</a>.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/gli-dei-mostruosi-venuti-dallo-spazio.html' addthis:title='Gli dei mostruosi venuti dallo spazio. Letture e riflessioni sull&#8217;opera di H.P. Lovecraft ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>La spada di Solomon Kane</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 10:10:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ippolito Edmondo Ferrario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una panoramica sul personaggio di Solomon Kane, creato dallo scrittore statunitense Robert Ervin Howard]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/la-spada-di-solomon-kane.html' addthis:title='La spada di Solomon Kane '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/drago48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Fantastico" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><div id="attachment_1802" class="wp-caption alignleft" style="width: 195px"><img class="size-medium wp-image-1802" title="L'edizione Newton Compton del ciclo di Solomon Kane" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/solomon-kane-newton-185x300.jpg" alt="L'edizione Newton Compton del ciclo di Solomon Kane" width="185" height="300" /><p class="wp-caption-text">L&#39;edizione Newton Compton del ciclo di Solomon Kane</p></div>
<p style="text-align: justify;">E’ una notizia ufficiosa, ma che ha trovato riscontro nell’ambiente cinematografico internazionale. Sarà l’attore inglese James Purefoy, (già protagonista de <em>Il Destino di un cavaliere</em>, <em>George e il drago</em>, <em>Resident Evil</em>) a interpretare per la prima volta sullo schermo il personaggio letterario di Solomon Kane, frutto della penna del celebre scrittore americano Robert Ervin Howard (1906-1936), il creatore dell’<a title="Heroic Fantasy" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/fantastico"><em>heroic fantasy</em></a>. Il film, le cui riprese sarebbero state affidate al regista Samuel Adida, dovrebbe avere un <em>budget </em>di cinquanta milioni di euro e potrebbe essere il primo di una trilogia dedicata a questo personaggio conosciuto e amato  dai lettori di Howard.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima avventura di Solomon Kane risale al 1928 con il racconto <em>Ombre Rosse </em>che aprirà la strada ad una quindicina di scritti tra racconti, romanzi e frammenti. Con esso Howard,  conosciuto dal grande pubblico per aver dato i natali a <em>Conan il cimmero</em>, creò un personaggio decisamente lontano dai tipici schemi della <a title="letteratura fantasy" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/fantastico">letteratura <em>fantasy</em></a>, grazie soprattutto alla connotazione storica di Solomon e al ruolo incarnato. Howard scelse per Solomon Kane il sedicesimo secolo e lo fece figlio di un puritanesimo anglosassone del quale Solomon si trasformò in strenuo difensore a colpi di spada e di pistola. Abbigliato perennemente di nero, pallido di carnagione, magro, abilissimo nel maneggiare le armi, con un carattere d’acciaio e una fede incrollabile, Solomon Kane rientra nel <em>topos </em>del cavaliere errante destinato ad una vita di sacrificio e di continue sfide con il male. Egli incarna l’eredità spirituale degli uomini d’arme medievali, dei paladini che in nome delle fede partivano per terre lontane per portare un messaggio di giustizia, saldi nel loro usbergo quanto nelle fede in Dio. “La sua spada  era come il tocco del cobra e la morte ne cantava la melodia; il suo braccio era come l’acciaio e la quercia nodosa sotto la luce della luna”, scrive Howard. E ancora così lo descrive nel racconto <em>Le lame della fratellanza</em>: “Aveva un cappello nero e floscio, senza piume. Dal collo alle caviglie era coperto di abiti aderenti di colore scuro, senza ornamenti né gioielli. Le dita potenti non portavano alcun anello. Nessuna gemma ornava l’elsa della spada, e la lunga lama era protetta da un fodero di semplice cuoio. I suoi abiti non aveva bottoni d’argento, né le scarpe erano chiuse da fibbie lucide”.</p>
<div id="attachment_1801" class="wp-caption alignright" style="width: 201px"><img class="size-medium wp-image-1801" title="solomon-kane-fanucci" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/solomon-kane-fanucci-191x300.jpg" alt="Un'edizione Fanucci degli anni '80 del ciclo di Solomon Kane" width="191" height="300" /><p class="wp-caption-text">Un&#39;edizione Fanucci degli anni &#39;80 del ciclo di Solomon Kane</p></div>
<p style="text-align: justify;">Lo scrittore texano, considerata l’incrollabile fede del suo personaggio, non gli risparmiò i più truci incontri, facendolo muovere in un mondo dominato da spietate creature la cui natura spesso non è neppure umana.  E’ innegabile la contaminazione che Howard subì dal rapporto di pronfoda amicizia con lo scrittore <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> con il quale stringerà un’intensa corrispondenza a partire dal 1930. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> si dimostrò un entusiasta delle storie di Howard e sicuramente i due si influenzarono a vicenda. Così <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> scriveva a proposito del ciclo di Solomon Kane e della scrittura di Howard: “ …ha raggiunto effetti di grande suggestione, descrivendo enormi città megalitiche di mondi primigeni, attorno alle cui torri oscure, e nei tenebrosi sotterranei, aleggia un’aura di necromanzia e di terrori pre-umani”.</p>
<p style="text-align: justify;">Howard infatti si sbizzarrì a inventare un mondo cupo per il suo personaggio, fatto di continenti misteriosi, terre selvagge ed esotiche che molto avevano in comune con il mondo di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>. E ancora nel 1931 Howard scrisse <em>La pietra nera</em>, il primo di un ciclo di quattro racconti dedicati al mito di Cthulhu, facente parte di quella cosmogonia aliena inventata da <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>. Con Solomon Kane ci si trova di fronte a un personaggio che fa dei principi morali la propria bandiera, senza per questo  diventare un eroe per benpensati o per borghesi. Ha un passato sanguinario dal quale si è riscattato, come dice lo stesso Solomon: “Comandavo una masnada di bravacci, sia detto a mio disonore, sebbene la causa fosse la stessa. Durante il saccheggio di quella città che avete nominato, furono commesse molte nefandezze in nome di una causa, e il mio cuore si riempì d’orrore…”. Il puritanesimo di Solomon Kane diventa uno stile di vita senza compromessi, i cui tratti ascetici  potrebbero riassumersi nel motto “<em>Vita est militia super terram</em>”. Rispetto a Conan il cimmero (che apparirà per la prima volta nel dicembre del 1932 con il racconto <em>La fenice sulla lama</em>) insofferente a qualsiasi tipo di autorità e di potere che ne possa in qualche modo mettere in discussione la libertà personale, Solomon si sente al servizio di Dio. Un Dio che gli ha chiesto di sacrificare tutto per trasformarsi nel proprio vendicatore, un angelo nero inviato per rendere giustizia ai pù deboli.  Solomon appare pienamente consapevole di questo ruolo ed è per questo che il suo ricorrere alla violenza non è mai gratuito o fine a sé stesso. Egli rappresenta uno stadio psicologico più evoluto rispetto a Conan, ma ciò è connaturato ai due mondi in cui si muovono entrambi. L’epoca Hyboriana, in cui vive il cimmero, è un tempo dominato dalla totale incertezza, in cui l’impronta medioevale si mescola alla fantasie e alle visioni più cupe. Un’epoca riassumibile nel dialogo tra il padre di Conan e il figlio, scena iniziale del film “Conan Il barbaro”, magistralmente diretto da <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/registi/john-milius" target="_blank">John Milius</a></span> nel 1981, e interpretato da Arnold Schwarzenegger: “Fuoco e vento provengono dal Cielo, dagli Dei del cielo. Ma è Crom il tuo dio, Crom che vive nella terra. Un tempo i giganti vivevano sulla terra, e mistificarono Crom per rubargli il segreto dell&#8217;acciaio. Crom si adirò, e fuoco e vento abbatterono quei giganti e scagliarono i loro corpi in mare. Ma nel loro furore gli déi si scordarono del segreto dell&#8217;acciaio, e noi che lo trovammo siamo uomini, Conan, né Dei né giganti, solo uomini. E il segreto dell&#8217;acciaio nasconde un mistero. Devi padroneggiarlo, Conan, impararne la disciplina e il valore. Perché di questo solo ti puoi fidare. Né uomini, né donne, né bestie. Di questo solo ti puoi fidare.. ».</p>
<div id="attachment_1803" class="wp-caption alignleft" style="width: 203px"><img class="size-medium wp-image-1803" title="L'edizione Nord del ciclo di Solomon Kane" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/solomon-lane-nord-193x300.jpg" alt="L'edizione Nord del ciclo di Solomon Kane" width="193" height="300" /><p class="wp-caption-text">L&#39;edizione Nord del ciclo di Solomon Kane</p></div>
<p style="text-align: justify;">Questa è la sola fede, quella nell’acciaio e nella mano che lo brandisce, la filosofia di vita che viene impartita al giovane Conan. In Solomon l’acciaio diventa il più potente strumento di giustizia guidato della volontà di Dio e dunque invincibile. Senza dubbio sia in Conan, ma soprattutto in Solomon, si legge una voglia di rivalsa e di ribellione alle angherie che caratterizzò lo stesso Howard. Sappiamo che lo scrittore subì i maltrattamenti del padre e che fu oggetto di scherno da parte dei compagni di scuola a tal punto da somatizzare il desiderio di giustizia nello sport. In pochi anni Howard forgiò il proprio fisico con duri allenamenti diventando un ragazzo forte e imponente. Questo suo spirito di rivalsa si riversò inevitabilmente in entrambi i personaggi. Sia Conan che Solomon affrontano la morte con la stessa temerarietà, ma dettata da ragioni diverse. Conan è figlio del suo tempo, dove la vita ha ben poco valore e ciò che conta è sopravvivere. La ragione di vita di Solomon è combattere ogni tipo di ingiustizia senza mai cedere alle tentazioni. Entrambi comunque sviluppano un proprio senso dell’onore e una coscienza che gli eleva agli occhi del lettore, portandolo inevitabilmente a immedesimarsi. Per quanto riguarda il film sappiamo solo che la storia ruoterà intorno a un’isola misteriosa sulla quale verranno mandati un gruppo di sanguinari ergastolani. Ad attenderli uno spietato personaggio incaricato di eliminarli uno ad uno. C’è da augurarsi che il personaggio di Solomon non subisca una trasposizione cinematografica improntata alla pura e semplice all’azione, facendo passare Solomon Kane per uno dei tanti paladini del bene troppo spesso privati di quello spessore psicologico da renderli scialbi. E spesso perfino poco simpatici. Vedremo se l’attore James Purefoy saprà interpretare quel Solomon nei cui occhi “…c’era il grigio del ghiaccio antico, ma anche l’azzurro freddo delle profondità insondabili del Mare del Nord”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>Il Secolo d&#8217;Italia</em> del 28 ottobre 2007.</p>
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		<title>Lovecraft, il bambino che inventò l&#8217;horror</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 16:02:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Boco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Panoramica sulla vita, l'opera e il successo di Howard Phillips Lovecraft]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/lovecraft-il-bambino-che-invento-lhorror.html' addthis:title='Lovecraft, il bambino che inventò l&#8217;horror '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/drago48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Fantastico" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p style="text-align: justify;">Gli anniversari, si sa, sono un’ottima occasione per rispolverare, o scoprire <em>ex novo</em>, i grandi autori. In questo scorcio d’estate, dunque, vale la pena soffermarsi su uno dei maestri indiscussi della letteratura <em>horror </em>e di fantascienza, insieme a <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/edgar-allan-poe" target="_blank">Edgar Allan Poe</a></span>: Howard Philips <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, del quale si è da poco celebrato il l’anniversario della nascita.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8845247627"><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/lovecrafthouellebecq.bmp" border="0" alt="Michel Houellebecq, H.P. Lovecraft. Contro il mondo, contro la vita" width="95" height="130" /></a>Nichilista. Cinico. Freddo. Così, di recente <em>l’Espresso</em> ha definito lo scrittore francese Michel Houellebecq, autore de <em>Le particelle elementari</em>, vicende di uomini in cerca di un nucleo. Ma quelle tre incisive e rapide parole possono ben adattarsi a descrivere l’autore a cui lo stesso romanziere francese dedicò il suo primo libro nel 1991: <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8845247627"><em>H. P. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> – contro il mondo, contro la vita</em></a> (Bompiani). Il <em>pamphlet </em>è agile e gradevole, in ossequio al costume francese. Si fa portare volentieri in tasca per essere letto durante una passeggiata, pur non trattando di argomenti propriamente “allegri”. È un suggestivo colpo d’occhio sulla vita e l’opera dello scrittore americano.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, che molto più che autore “di genere” è uno dei maggiori scrittori americani del secolo scorso, nasce il 20 agosto 1980 nel Rhode Island, da un’agiata famiglia borghese. Perde presto il padre e si affeziona molto al nonno Whipple Phillips, dal quale eredita la ricca biblioteca e la passione per la lettura. Tra quegli scaffali il giovane Howard conosce la grande letteratura, le scienze e la mitologia e la sua fantasia inizia a viaggiare, tanto che a sette anni è già autore di brevi racconti fantastici e inizierà presto a essere affascinato dall’inanimato e dal maestoso.</p>
<img class="size-medium wp-image-931" title="hplovecraft" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/hplovecraft.jpg" alt="Howard Phillips Lovecraft" width="250" height="296" />
<p style="text-align: justify;">Dopo una crisi nervosa, durante la quale stracciò quasi totalmente i suoi scritti giovanili, nel 1913 viene contattato per degli articoli scientifici dalla United amateur press association, collaborazione che poi si concretizzerà dal 1919, anno in cui <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> riprenderà con entusiasmo l’attività narrativa, potendo finalmente trovare uno sbocco espressivo, seppure amatoriale, ai suoi scritti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ispirato da grandi maestri come Lord Dunsany, William Hope Hodgson e Arthur Machen scrisse racconti dell’orrore “classico” come <em>La tomba</em>, <em>La dichiarazione di Randolph Carter</em> o <em>Il terribile vecchio</em>, a cui ben presto si affiancarono racconti anticipatori dell’universo mitico per cui è diventato celebre: <em>Dagon</em> (1917) e <em>Nyarlathotep</em> (1920). In questi ultimi ad esempio s’iniziano a intravedere le titaniche e folli città dei “grandi antichi”, gli dèi mostruosi che gorgogliano nell’oscurità stellare. Stupefacenti racconti di fantascienza dove si parla di dimensioni in bilico tra la veglia e il sogno, in cui mostruosi intermediari degli “altri Dèi” e creature informi iniziano a fare la loro comparsa. Con i racconti degli anni seguenti, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> darà vita al “ciclo di Cthuluh” e a quello di Randolph Carter.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8806135392"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/orrendorichiamo.bmp" border="0" alt="L'orrendo richiamo" width="95" height="159" /></a>Nel 1923 esce il primo numero della rivista di “science-fiction” <em>Weird Tales</em>, il primo magazine professionale dedicato ai racconti del fantastico e che negli anni costituirà per Howard Phillips il principale sbocco pubblicistico. Nel marzo del 1924 si trasferisce a New York con la giovane moglie Sonia Greene. Qui <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> non si sentirà mai a suo agio. Da “socialista reazionario”, profondamente conservatore e puritano, non riuscirà ad adattarsi alla vita della grande metropoli e la sua paura e avversione per gli immigrati lo travolgerà con delle punte di xenofobia ben note ai critici letterari. A New York prosegue intanto il suo ingrato lavoro di correttore di bozze, che spesso però si trasforma in vera e propria riscrittura di racconti per conto terzi. Tanto che l’edizione completa dei racconti per Mondadori include anche quelli scritti in “collaborazione”. Lo stesso anno, ad esempio, scrisse <em>Sotto le piramidi</em>, su commissione del mago Houdini; perdutolo alla stazione di Providence, dovrà riscriverlo in luna di miele. A New York <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> cerca un impiego, ma il disprezzo per il “business” e la vita movimentata della città lo resero ben presto insofferente e fu ben felice di fare ritorno alla sua amata Providence nel 1926, in seguito a un trasferimento della moglie nel Midwest per opportunità di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre il matrimonio finirà di lì a breve, la sua vena creativa, dopo l’avvilente periodo trascorso nella Grande Mela, è assai prolifica e in questo periodo compaiono molti dei suoi racconti migliori e più famosi. Lo straordinario <em>Il caso di Charles Dexter Ward</em>, <em>Il colore venuto dallo spazio</em> fino al romanzo breve <em>Le montagne della follia</em> (1931). Quest’ultimo era un omaggio al grande <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/edgar-allan-poe" target="_blank">Edgar Allan Poe</a></span>. Si ispirava e proseguiva in quale modo le vicende del romanzo <em>Le avventure di Gordon Pym</em>, prolungandone le suggestioni sull’esplorazione dell’<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span>, allora ancora inesplorato.</p>
<p style="text-align: justify;">I mostruosi miti stellari lovecraftiani prendono forma, compaiono Cthuluh, un terribile incrocio tra un polipo, un toro e un essere volante, altre creature fatte di spore o colori mai visti e così via. La fantasia del “solitario di Providence” è di una vastità e di una potenza straordinarie e la sua scrittura fredda, quasi medica, non fanno che accentuare il senso di disagio e inquietudine che i racconti trasmettono al lettore.</p>
<p style="text-align: justify;">L’anno scorso Bompiani ha raccolto, a cura di <a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/gianfranco-de-turris/">Gianfranco de Turris</a>, i testi del ciclo di Randolph Carter sotto il titolo <em>Il guardiano dei sogni</em>. Questa interessante iniziativa editoriale presenta un lato meno conosciuto dello scrittore di “<em>cosmic horror</em>”: ci troviamo davanti a una serie di racconti del <a title="Fantastico" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/fantastico">fantastico</a> che solo in parte hanno a che vedere con l’orrore extraterrestre dei Grandi Antichi. È la vicenda di un lungo viaggio avventuroso, in cui magia e mito, oscurità e luce, s’intrecciano con un ritmo incalzante. Le suggestioni egizie amate da Howard si intravedono nella splendente Città del tramonto e la magia dei gatti lo segue per tutto il viaggio. Si respira un’aria esotica e come rileva giustamente il curatore, qui <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>/ Carter è un novello Ulisse, un cercatore, un viandante che va in cerca della città meravigliosa, e finirà per trovare se stesso. È un racconto che conserva, come molti dell’autore, una costruzione mitica, ma l’immaginazione e il sogno hanno un ruolo determinante. E <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> continua a interrogarci beffardo sulla realtà dei nostri sogni.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8834708652"><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/necronomicon1.bmp" border="0" alt="Il Necronomicon. Storia di un libro che non c'è. Vol. I" width="95" height="147" /></a>Ciò che negli anni ha reso grande questo autore è stata la capacità di superare i vecchi canoni del racconto “gotico” per raggiungere nuove capacità espressive e nuove dimensioni dell’orrore. La paura è inestirpabile dall’animo umano, diceva, e su questo sentimento così radicato egli insistette con grande intensità in tutta la sua opera. Come accennato nasce con <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> l’orrore cosmico, l’orrore cioè che richiama dimensioni altre, al di là di quella semplicemente umana e terrestre. La dimensione del sogno e l’irrazionale fanno la loro comparsa nel mondo e finiscono con l’annientare la vita umana. Il mondo dell’uomo sembra davvero nulla al cospetto dei “grandi antichi”, immobili creature senza vita e senza morte, che scrutano dai più lontani abissi stellari la piccola terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Inventò anche la leggenda attorno al libro maledetto chiamato <em><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/necronomicon-libro-maledetto.html">Necronomicon</a></span></em>, un trattato blasfemo e proibito in cui sarebbero contenute le formule per evocare i “grandi antichi”. Attorno al mito di questo libro misterioso è fiorita tutta una letteratura fantastica di amanti dell’immaginario e dell’irreale.</p>
<p style="text-align: justify;">L’universo lovecraftiano ha influenzato moltissimi autori contemporanei di racconti dell’orrore o del fantastico, da Stephen King a Fritz Lieber fino al giovane Neil Gaiman artefice del postmoderno e sognante <em>American Gods</em>. Il mondo dei videogiochi è a sua volta debitore all’immaginario legato agli orrori stellari, è il caso della serie <em>Alone in the dark</em>, e anche il cinema ha più volte cercato di omaggiare, con risultati davvero da dimenticare, il maestro di Providence. Tra i pochi, merita d’essere ricordato l’anticonformista John Carpenter, che è riuscito a rendere omaggio a <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> col film <em>Il seme della follia</em> (titolo originale <em>In the Mouth of Madness</em>, che gioca evidentemente con il già citato racconto <em>Le montagne della follia</em>).</p>
<p style="text-align: justify;">Recentemente anche il bonelliano Martin Mystère si è richiamato ampiamente alla mitologia di Cthulhu e orrori vari nel numero di giugno/luglio dal titolo “L’orrore oltre la soglia”, dove tra misteriose cripte e incisioni incomprensibili spunta persino un viscido e gigantesco Cthulhu pronto a fare la pelle agli intrepidi che hanno osato risvegliarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Howard Phillips <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> merita davvero di essere ricordato. La sua influenza sulla letteratura e l’immaginario è immensa e, nonostante le condanne di alcuni censori alla Moorcock, le poche parole incise sulla lapide ancora tengono viva la memoria di un uomo che davvero è diventato un <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolo</a>, e che a ragione ha potuto dire di sé: «Io sono Providence».</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/lovecraft-il-bambino-che-invento-lhorror.html' addthis:title='Lovecraft, il bambino che inventò l&#8217;horror ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il Necronomicon, libro maledetto</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 19:15:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Veronese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Storia del Necronomicon di Abdul Al-hazred immaginato da H.P. Lovecraft]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/necronomicon-libro-maledetto.html' addthis:title='Il Necronomicon, libro maledetto '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/drago48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Fantastico" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8834708652"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/necronomicon1.bmp" border="0" alt="Il Necronomicon. Storia di un libro che non c'è. Vol. I" width="95" height="147" align="right" /></a> Il “<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/necronomicon-libro-maledetto.html">Necronomicon</a></span>” è considerato da molti un testo maledetto. Esso è il “libro dei Morti”, e probabilmente il suo autore è un poeta arabo di nome Abd al-Hazred, nato nello Yemen nel 700 DC. Il titolo originale dell’opera era <em>Al Azif</em>, che significa “suono delle voci dei demoni”, ma popolarmente sta ad indicare il suono che producono gli insetti notturni. Secondo varie fonti Al-Hazred, folle poeta di Sanaa, capitale dello Yemen, che si dice sia vissuto nel periodo dei Califfi Ommaiadi, nell&#8217;ottavo secolo dopo Cristo, non era mussulmano ma adorava entità pagane chiamate Yog Sototh e Cthulhu. L&#8217;autore prese parte a molti misteriosi pellegrinaggi tra le rovine di Babilonia e le catacombe segrete di Memphis e trascorse dieci anni in completa solitudine nel grande deserto dell&#8217;Arabia meridionale, il Raba El Khaliyeh, (o “Spazio vuoto” degli arabi antichi) e Dahna, o “Deserto Cremisi” dei moderni, ritenuto dimora di spiriti maligni e mostri mortiferi. Tutti coloro che sostengono di aver attraversato questo deserto, narrano di strane ed incredibili meraviglie.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8834709896"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/necronomicon2.bmp" border="0" alt="Il Necronomicon. Storia di un libro che non c'è. Vol. I" width="95" height="147" align="left" /></a> Intorno all’anno mille una traduzione segreta bizantina attribuì al testo maledetto il titolo greco <em><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/necronomicon-libro-maledetto.html">Necronomicon</a></span></em>, letteralmente “il libro delle leggi dei morti”. Si dice che alcune copie di questo libro siano scritte con il sangue e rilegate con la pelle di esseri umani uccisi nel corso di riti sacrificali. Il <em><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/necronomicon-libro-maledetto.html">Necronomicon</a></span></em> prevederebbe che il Grande Cthulhu, dio con testa di Polipo, segretamente venerato da folli adoratori nei più disparati recessi della terra, sarebbe stato imprigionato all’alba dei tempi nella sua città sommersa dalle acque. Lì Cthulhu attenderebbe pazientemente il momento in cui le stelle torneranno nella giusta posizione. A quel punto il mostro dovrebbe riemergere e riprendere il dominio della terra. Nei suoi ultimi anni Al Hazred avrebbe vissuto a Damasco, dove venne scritto l’Al Azif, e della sua morte nel 738 d.C., si raccontano particolari terribili. Per esempio Ibn Khallikan, biografo del XII secolo, afferma che Al Hazred venne afferrato in pieno giorno da un mostro invisibile e divorato in maniera agghiacciante di fronte un gran numero di testimoni gelati dal terrore. Anche la sua follia fu oggetto di molti racconti. Al Hazred affermava di aver visitato la favolosa Irem, la Città dalle Mille Colonne, e di aver trovato fra le rovine di un innominabile villaggio desertico le straordinarie cronache ed i segreti di una razza più antica dell&#8217;umanità. Per più di un secolo il <em><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/necronomicon-libro-maledetto.html">Necronomicon</a></span> </em>favorì innominabili esperienze, finché non venne soppresso e bruciato intorno al 1050 dal vescovo Michele, patriarca di Costantinopoli. Successivamente il nome del volume fu solo furtivamente sussurrato ma, nel tardo <a href="http://www.centrostudilaruna.it/medioevo.html">Medioevo</a> (1228), il danese Olaus Wormius ne fece una traduzione latina, basata sulla versione greca di Fileta, che vide la stampa due volte: una alla fine del XV secolo, in caratteri gotici in Germania, poi nel XVII in Spagna. L&#8217;opera, sia in latino che in greco, nel 1232 fu posta all&#8217;indice nell&#8217;<em>Index Expurgatorius</em> da papa Gregorio IX.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Copie custodite:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8806135392"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/orrendorichiamo.bmp" border="0" alt="L'orrendo richiamo" width="95" height="159" align="right" /></a> ·	Il British Museum custodisce nei suoi archivi riservati una copia del testo in caratteri gotici, completo (XV sec).<br />
·	Un miliardario americano sembra che possieda una copia del testo in caratteri gotici.<br />
·	La Bibliothèque Nationale a Parigi è in possesso di un esemplare dell&#8217;edizione spagnola (XVII sec).<br />
·	La Miskatonic University di Arkham, Massachussets, possiede una copia dell&#8217;edizione spagnola (XVII sec).<br />
·	La Biblioteca dell&#8217;università di Buenos Aires possiede anch&#8217;essa una copia dell&#8217;edizione spagnola.<br />
·	La Widener Library di Harvard ha un&#8217;altra copia spagnola (XVII sec).<br />
·	La Biblioteca dell&#8217;Università di Lima nel Perù possiede una copia dell&#8217;edizione italiana.<br />
·	La Kester Library di Salem, Massachussets, custodisce una copia del <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/necronomicon-libro-maledetto.html">Necronomicon</a></span> in caratteri gotici.<br />
·	La Central Libray della California State University, Los Angeles, possiede una copia dell&#8217;edizione spagnola.<br />
·	In una collezione privata del Cairo si trova un esemplare dell&#8217;edizione italiana.<br />
·	La Biblioteca Vaticana possiede una copia del testo in caratteri gotici ed una dell&#8217;edizione italiana.<br />
·	In una Località sconosciuta della Cina, esiste una copia manoscritta del testo arabo.<br />
Sicuramente esistono numerose altre copie presso dei privati.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Versioni:</em></p>
<p style="text-align: justify;">·	Originale arabo: tre copie manoscritte risalenti al 730-738.<br />
· Teodoro Fileta (traduzione greca): una copia manoscritta, risalente al 950, in Costantinopoli. Versione ricavata dal testo arabo.<br />
· Olaus Wormius (traduzione latina): una copia manoscritta, del 1228 circa, nello Jutland. Versione ricavata dal testo greco di Fileta.<br />
· John Dee (traduzione inglese) una copia manoscritta, del 1580, in Londra. La versione probabilmente è ricavata dal testo di Fileta.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Edizioni:</em></p>
<p style="text-align: justify;">· Edizione tedesca: testo in latino, impresso in caratteri gotici, riproducente la versione di Olaus Wormius. Non ha data né luogo di pubblicazione: è stato stampato probabilmente a Norimberga alla fine del secolo XV.<br />
· Edizione italiana: il testo è in greco, e riproduce la versione di Teodoro Fileta. Senza data né luogo di pubblicazione: è stato probabilmente stampato a Roma, intorno al 1567.<br />
· Edizione spagnola: il testo in latino riproduce la versione di Olaus Wormius. Privo di data e di luogo di pubblicazione. Stampato probabilmente a Madrid, intorno al 1623.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8845247627"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/lovecrafthouellebecq.bmp" border="0" alt="Michel Houellebecq, H.P. Lovecraft. Contro il mondo, contro la vita" width="95" height="130" align="left" /></a> Una leggenda sostiene che la vera versione del <em><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/necronomicon-libro-maledetto.html">Necronomicon</a></span></em> esista davvero e per riconoscerla sia sufficiente guardare la copertina del libro. Se essa fosse di pelle umana allora non ci sarebbero dubbi; sarebbe l’originale.Resta tuttavia ancora il dubbio se sia realmente esistito o meno, se le copie che ci sono in giro siano un <em>bluff</em>, o realtà. Molti hanno provato ad usare le sue formule, pochi sono riusciti a superare le prove alle quali sono stati sottoposti. C’è chi come Paracelso sostiene che basti la convinzione psicologica per fare accadere le cose, mentre per altri, invece, bisogna usare le formule corrette. Qui di seguito inserisco una delle tante traduzioni di un rituale per l’evocazione di Yog-Sothoth che si possono trovare.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Rituale per l’evocare di Yog-Sothoth e aprire il Passaggio.</em></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ESCLUSIONE.</p>
<p style="text-align: justify;">Zazii, Zamaii, Puidmon il Potente,<br />
Sedon il Forte, El, Yod, He, Vau, He,<br />
Iah, Agla, proteggimi e aiutami mentre io evoco il Passaggio!<br />
(è necessario in questa fase accendere incenso e candele)<br />
Nessun diavolo può avvicinarsi dal Nord!<br />
Nessun diavolo può avvicinarsi da Est!<br />
Nessun diavolo può avvicinarsi da Sud!<br />
Nessun diavolo può avvicinarsi da Ovest!<br />
Nessun diavolo può avvicinarsi dallo Zenith!<br />
Nessun diavolo può avvicinarsi dal Nadir!<br />
(è necessario piegarsi verso le varie direzioni)<br />
Il Cerchio Infuocato chiude ogni cosa dentro!<br />
Draba, draba, kalta, kalta, entemoss!<br />
Il Cerchio Infuocato chiude ogni cosa fuori!<br />
Draba, draba, kalta, kalta, entemoss!<br />
Accar, Zour e Maroud! Chiudete il cerchio e non permettete a nessun diavolo di passarci attraverso!<br />
Draba, draba, kalta, kalta, entemoss!<br />
(coloro che partecipano al rituale devono camminare in cerchio e spruzzare sale, acqua e incenso)</p>
<p style="text-align: justify;">EVOCAZIONE.</p>
<p style="text-align: justify;">Per Adonai Elohim, Adonai Jehova<br />
Adonai Sabaoth, Metraton Ou Agla Methon,<br />
Verbum Pythonicum, Mysterium Salamandrae<br />
Cenventus Sylvorum, Antra Gnomorum<br />
Demonia Coeli God, Almonsin Gibor<br />
Jehoshua Evam Zariathnatmik, Veni, Veni, Veni!<br />
(A questo punto bisogna mettere le mani sopra la tua testa con i pollici e gli indici uniti così da creare un triangolo equilatero. Ruotare , poi, la mano destra in modo da dividere la metà del triangolo che punta giù, creando un parallelogramma. Ruotare infine la mano sinistra in modo da creare un triangolo che punta in giù. Muoverlo in basso lungo la fronte, giralo in su, così che il triangolo si trovi sopra la fronte.)<br />
Ascoltami!<br />
Re dello spazio infinito!<br />
Motore dei pianeti!<br />
Il Fondatore della velocità!<br />
Il Sovrano dei terremoti!<br />
Il Conquistatore del terrore!<br />
Il Creatore del Panico!<br />
Distruttore!<br />
Il Vincitore splendente!<br />
Figlio del Caos e del Vuoto!<br />
Guardiano dell&#8217;Abisso!<br />
Dio delle Estreme Oscurità!<br />
Signore delle Dimensioni!<br />
Conoscitore dei Misteri!<br />
Guardiano dei Segreti!<br />
Signore del Labirinto!<br />
Vertice degli Angoli!<br />
Mestro dei gufi<br />
Punto Omega!<br />
Signore del Passaggio!<br />
Colui che apre la Strada!<br />
Il più Vecchio!<br />
Tutto-in-Uno!<br />
L&#8217;unico protratto nella vita!<br />
Umr At-Tawil!<br />
Iak-Sathath!<br />
YOG-SOTHOTH NAFL&#8217;FTHAGN!!!<br />
I tuoi servi ti chiamano!<br />
In questo passaggio si ha bisogno di un bastone. Esso va ruotato in posizione orizzontale e spostato in sequenza: da destra a sinistra, su-giù, avanti e indietro.</p>
<p style="text-align: justify;">APRIRE IL PASSAGGIO.</p>
<p style="text-align: justify;">(In questa fase il bastone deve essere in posizione orizzontale)<br />
Yog-Sothoth conosce il Passaggio.<br />
Yog-Sothoth è il Passaggio.<br />
Yog-Sothoth è la chiave e il guardiano del Passaggio.<br />
Passato, presente e futuro, tutto è uno in Yog-Sothoth.<br />
Per ciò che non può essere nominato,<br />
Per Azathoth,<br />
Per Nyarlathotep,<br />
Per Shub-Niggurath,<br />
Per i due serpenti,<br />
Per ciò che creò il Vuoto,<br />
Per Kadath nel Desolato Freddo,<br />
Per il Plateu del Leng,<br />
Per Yuggoth,<br />
Per la lente lunare,<br />
Per l&#8217;Imprigionato,<br />
Per il Libero,<br />
Per Samas, Gibil e Nusuku,<br />
Per l&#8217;Alto Nome di Ea,<br />
Per i Sette Demoni,<br />
Guardiano, lascia che il Passaggio sia aperto!<br />
Per il Caos,<br />
Per il Vuoto,<br />
Per la Luce,<br />
Per le Tenebre,<br />
Per l&#8217;Aria,<br />
Per il Fuoco,<br />
Per l&#8217;Acqua,<br />
Per la Terra,<br />
Chiave, apri il Passaggio!<br />
Per il mio giuramento impaurito,<br />
Lascia che costoro che vogliono uscire escano!<br />
Lascia che costoro che vogliono entrare vengano!<br />
Lasciaci guardare nella Luce Nascosta!<br />
Lasciaci guardare nelle Cieche Tenebre!<br />
Squarcia il Velo!<br />
Rompi lo Specchio!<br />
Rivela l&#8217;Illusione!<br />
Osserva, il Passaggio si apre!<br />
(Lentamente il bastone deve essere ruotato dalla posizione orizzontale a quella verticale. Successivamente va fatto il segno dello Squarcio del Velo.)<br />
Osserva, i Nodi sono riempiti di Potere!<br />
Osserva, le Linee sono riempite di Potere!<br />
Osserva, gli Angoli contorti e aperti!</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/necronomicon-libro-maledetto.html' addthis:title='Il Necronomicon, libro maledetto ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Lovecraft contra la modernidad</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 18:50:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Fritz Roa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lovecraft es un crítico de la modernidad y de su hija, la ilusión pos-moderna.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/lovecraftmodernidad.html' addthis:title='Lovecraft contra la modernidad '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/drago48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Fantastico" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-8175" style="margin: 10px;" title="lovecraft" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/lovecraft.jpeg" alt="" width="193" height="261" />Hablar sobre H.P.<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> (1890-1937) no sólo es referirse a terror cósmico, mitos venidos de tiempos perdidos para la memoria del hombre, cultos espantosos de inconcebible significación, libros prohibidos y a una demonología bastante personal. Si así fuera, simplemente <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> no ocuparía el puesto que hoy se le reconoce en las letras ( y escribo esto considerando exclusivamente a los lectores; los críticos aun libran debates en torno a quien es por lo demás un personaje controvertido). <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> es además un visionario, un psicólogo de nuestros miedos y aquello que nadie parece darse cuenta: un crítico de la modernidad y de su hija, la ilusión pos-moderna .Y es justamente este el aspecto –metapolítico, por lo demás- de la obra lovecraftiana que aquí deseamos tratar, no sin antes hacer una muy sintética biografía.</p>
<p style="text-align: justify;">Nacido en Providence, Nueva Inglaterra, Estados Unidos, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> fue educado exclusivamente por su madre y tías. De manera autodidacta devorará todo tipo de saber; sumergiéndose a tempranísima edad en los cálidos manantiales de la letra impresa y comenzando el lento camino de escribir. Su primera historia <em>The Noble Eavesdropper</em><em>,</em> según el estudioso lovecraftiano S. T. Joshi, dataría de1896. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> creó sus propias revistas, que distribuirá entre amigos, desde los nueve o diez años. Posteriormente publicará artículos de astronomía en revistas como <em>The Pawtuxet Valley Gleamer</em> y <em>The Providence Sunday Journal</em>. Sin embargo, será en el <em>fanzine </em> <em style="text-align: justify;">Weird Tales</em><em style="text-align: justify;"></em> (1923-1954) donde se editará la obra que lo hará eterno.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.es/gp/product/8420643351/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru01-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3626&amp;creative=24822&amp;creativeASIN=8420643351" rel="nofollow" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-8273" style="margin: 10px;" title="en-las-montanas-de-la-locura" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/en-las-montanas-de-la-locura.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a>Aunque según muchos su vida fue la de un recluso, no se puede decir que estuvo &#8220;desconectado&#8221; del mundo. Sabía muy bien lo que allí ocurría. La información recibida en sus paseos por Providence y los viajes a otras ciudades (New York, Boston, Florida, etc.) era complementada por libros, diarios, revistas, y por el medio de comunicación que más veneraba: las cartas. Además tuvo la suerte de contar con excelentes amigos, quienes frecuentemente lo invitaban a sus hogares.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> amaba su mágica Providence. y también a aquella nación que dejó a sus hijos allí: la Inglaterra de los puritanos. No la Inglaterra del siglo XX, sino aquella dueña de valores propios, totalmente contrarios a lo que engloba lo &#8220;moderno&#8221;. Igual admiración recaería en la legendaria Roma imperial. El profundo conocimiento que tuvo de la historia de esta última no deja de causarnos admiración. Basta leer, por ejemplo, la carta escrita a su amigo, el escritor de ciencia ficción, Donald Wandrei, el 2 de noviembre de 1927, para percibir el estudio que dedicó a estas materias.</p>
<p style="text-align: justify;">De todas las críticas al mundo moderno – Nietzsche, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span>, <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola/">Evola</a>, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/martin-heidegger">Heidegger</a></span>, <a title="Juenger" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/ernst-junger/">Jünger</a>, Benoist, etc.- posiblemente la más original, junto con la de <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/louis-ferdinand-celine" target="_blank">Céline</a></span>, sea la de <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>. Esta no es la postura del filósofo o del político, sino la del poeta. Se critica la modernidad no tanto por su injusticia, por su sistema económico basado en la &#8220;moral&#8221; del mercader, por su devoción al consumismo – aunque nadie podría negar que esto importa- sino por su fealdad intrínseca. Fealdad en la arquitectura, fealdad en el lenguaje, fealdad en la forma de concebir la vida&#8230;fealdad en las miradas. Esta visión, la visión crítica del poeta, la hallamos en otros hombres de letras, como Pound o <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span>, pero en <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> adquiere un carácter único, menos polémico y más pesimista. ¿O sería mejor decir realista?</p>
<p style="text-align: justify;">Si bien HPL (las iniciales de su nombre) se definía a sí mismo como una persona de ciencias, materialista mecanicista y &#8220;conservador en cuanto al método y la perspectiva general&#8221;, la verdad es que en su obra nada o muy poco hay de aquello. La crítica hecha en sus relatos a la estrechez de la ciencia y el racionalismo, lo acerca a un autor admirado por el propio <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> ( y con él la dupla Bergier-Pauwels): Charles Fort. Para ambos, la ciencia es lo que sirve para esconder la realidad primordial, lo que acecha en nuestra mente y que habita en todo eón y en todo espacio; en fin, aquello que constituye el misterio de la vida.</p>
<p style="text-align: justify;">Mas que racionalismo hallamos en <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> gnosticismo. Ya Serge Hutin en su libro <em>Los gnósticos</em><em> </em>lo notaba.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.es/gp/product/8477025290/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru01-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3626&amp;creative=24822&amp;creativeASIN=8477025290" rel="nofollow" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-8277" style="margin: 10px;" title="narrativa-lovecraft" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/narrativa-lovecraft.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a>Un problema con que topamos al intentar entender la vida (¿o debiéramos decir las vidas?) de HPL y que se relaciona sobremanera con lo que estamos tratando, es la postura frente a la democracia norteamericana y su supuesta simpatía hacia el fascismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Este es un tema difícil, donde la especulación ha llegado a lo más atrevido. No deja de ser llamativo que se haya escrito un texto dedicado especialmente a este asunto: <em>El libro de <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span></em>, de Richard Lupoff (Valdemar Editores, España, 1992). Hacer preponderantes las ideas políticas en autores no políticos, es algo no muy original en estos tiempos. Piénsese en el inquisidor Victor Farías y su condena al filósofo <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/martin-heidegger">Heidegger</a></span>, por citar un solo y reciente caso.</p>
<p style="text-align: justify;">Creemos, sin embargo, que la postura &#8220;política&#8221; lovecraftiana, la que no deja de ser más que eso, una posición ideológica y no práxica, es demasiado personal para ser encasillada en los totalitarismos de signo fascista. En verdad, corresponde al ideal del noble inglés de los siglos XVIII y XIX o del aristócrata romano. Precisamente el paradigma contrario al representado en el &#8220;<em>American way of life</em>&#8220;, que hoy es universal.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, como algunos escritores (Robert E. Howard, A. Machen y C.A.Smith, son otros casos paradigmáticos), hace de la fantasía un arma para arremeter contra el mundo moderno. La fantasía (que no es lo mismo que evasión) es uno de los grandes poderes y posibilidades de la literatura, que tiene como nota característica la facultad de crear o revivir el mundo que deseamos. De inmediato surge la interrogante acerca de cuál es el mundo anhelado por HPL. Del todo cierto es que no es el mundo descripto en <em>El llamado de Cthulhu</em> (1926) o en <em>El modelo de Pickman</em> (1926) &#8211; aunque sin embargo, estos escritos nos aportan elementos de la crítica lovecraftiana: el primero es un ataque a la frágil seguridad en la que vive la sociedad actual; y el segundo hacia la idea de que &#8220;sólo existe lo que vemos&#8221;- .</p>
<p style="text-align: justify;">El mundo soñado por el escritor de Providence es el que describe en sus obras &#8220;dunsanianas&#8221; (el neologismo hace referencia a la influencia que dejó en HPL el decimoctavo barón Dunsany, escritor de una poética fantasía) como <em style="text-align: justify;">Los otros dioses</em>, <em>El árbol</em>, etc., y en aquellos cuentos más propiamente &#8220;lovecraftianos&#8221; como <em>La poesía de los dioses</em> y el mágico relato <em>La llave de plata.</em> En este último, HPL escribe: &#8220;Pero cuando comenzó a estudiar a los filósofos que habían derribado los viejos mitos, los encontró aun más detestables que quienes los habían respetado. No sabían esos filósofos que la belleza estriba en la armonía, y que el encanto de la vida no obedece a regla alguna en este cosmos sin objeto, sino únicamente a su consonancia con los sueños y los sentimientos que han modelado ciegamente nuestras pequeñas esferas a partir del caos&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Donde la visión antimoderna alcanza mayor intensidad es en el relato, casi desconocido, intitulado <em>La Calle</em>, que trata de las etapas en la vida de una calle determinada, la que finalmente toma venganza contra los hombres por el olvido de las tradiciones. El amor por las costumbres coloniales y la tristeza por lo que ha impuesto el vertiginoso devenir, es descripto de forma que no deja dudas sobre el pensar de <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>. También en <em>&#8220;Él&#8221; </em>la visión del futuro es apocalíptica. Lo que HPL trata en <em>&#8220;La Calle</em>&#8221; se transforma en <em>&#8220;Él&#8221;</em> en la historia crepuscular de una ciudad: New York. Anotemos de paso que la descomposición de entidades colectivas &#8211; una calle, una ciudad- recuerda &#8220;La Caída de la Casa Usher&#8221; de Edgar A. Poe.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> será un <em>outsider</em> ( como el personaje del cuento lovecraftiano de idéntico nombre, escrito en 1921). Quizá esto lo hará percibir procesos políticos, económicos, y por sobre todo, espirituales, que los demás no pudieron vislumbrar. Y esto lo expresará con una terrible fuerza: &#8220;Todos los ideales de la moderna América &#8211; basados en la velocidad, el lujo mecánico, los logros materiales y la ostentación económica &#8211; me parecen inefablemente pueriles y no merecen seria atención&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Como otros dos colosos de la literatura fantástica, Poe y Machen, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> sufrirá el desconocimiento de sus compatriotas y de su tiempo. Al igual que los escritores señalados sólo será reconocido décadas después de su muerte y en la lejana Francia, cuna de otro mago: el poeta Baudelaire.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, lúcido como siempre, había dicho en <em>&#8220;Él</em>&#8220;: &#8220;Pues aunque me he calmado, no puedo olvidar que soy un intruso; un forastero en este siglo y entre los que aun son hombres&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">(Publicado originalmente en revista &#8220;<em>Ciudad de los Césares&#8221;,</em> N° 46. Invierno de 1997. Santiago de Chile, p. 25 y 26. La presente versión posee algunas modificaciones).</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/lovecraftmodernidad.html' addthis:title='Lovecraft contra la modernidad ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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