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	<title>Centro Studi La Runa &#187; libri</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>Misteriosi Celti</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 09:59:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manlio Triggiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia e storia antica]]></category>
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		<description><![CDATA[Breve resoconto di due libri sui Celti di Venceslas Kruta (La grande storia dei Celti) ed Elena Percivaldi (I Celti. Un popolo e una civiltà europea)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/misteriosi-celti.html' addthis:title='Misteriosi Celti '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/croce-celtica_thumbnail.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Celti" /><br/><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/la-grande-storia-dei-celti/4882" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3397" style="margin: 10px;" title="la-grande-storia-dei-celti" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/la-grande-storia-dei-celti.jpg" alt="la-grande-storia-dei-celti" width="200" height="299" /></a>I <a title="Celti" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/celti">Celti</a>, misterioso e antico popolo europeo, prima della romanizzazione del continente, rivestirono una grande importanza. Caio Giulio Cesare nel <em><a title="De bello gallico" href="http://www.libriefilm.com/la-guerra-gallica/596">De bello gallico</a> </em>ha fornito anche notizie interessanti su questa civiltà. E due libri ora fanno il punto sulla ricerca più aggiornata. Sono <a title="La grande storia dei Celti" href="http://www.libriefilm.com/la-grande-storia-dei-celti/4882"><em>La grande storia dei Celti</em></a> di Venceslas Kruta (Newton Compton editori, Roma) e <a title="I Celti. Un popolo e una civiltà europea" href="http://www.libriefilm.com/i-celti-un-popolo-e-una-civilta-deuropa/6277"><em>I Celti. Una civiltà europea</em></a>, di <a title="Elena Percivaldi" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/elena-percivaldi">Elena Percivaldi</a> (Giunti, Firenze, con numerose fotografie e schede).</p>
<p style="text-align: justify;">Kruta, direttore degli studi di Protostoria d&#8217;Europa all&#8217;Ecole des hautes études di Parigi, direttore di varii scavi archeologici e autore di molte opere e saggi pubblicati su riviste specialistiche, ha scritto un testo quasi esaustivo, con un’imponente bibliografia che ha le caratteristiche di un saggio a sé, oltre che un&#8217;utile fonte per ulteriori approfondimenti. Nel libro di Kruta emerge con rigore storico e filologico la dinamica sociale di questo popolo attraverso la nascita, lo sviluppo, e la decadenza a seguito della sottomissione a Roma fino al lento sbiadirsi della visione classica (e pagana) della <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> e perciò, del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo libro emerge la storia dei <a title="Celti" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/celti">Celti</a>, con riferimenti e rimandi alle istituzioni, alle leggende, agli aspetti religiosi e alla cultura materiale, per usare un&#8217;espressione della scuola delle <em>Annales</em>. Emerge, da questo affresco, un panorama completo ed esaustivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma questi <a title="Celti" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/celti">Celti</a> chi erano e che rapporto avevano con l&#8217;Europa? Cosa resta della loro cultura, della loro lingua, delle loro tradizioni?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/i-celti-un-popolo-e-una-civilta-deuropa/6277" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3398" style="margin: 10px;" title="I-celti" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/I-celti.jpg" alt="I-celti" width="200" height="199" /></a>Traccia un&#8217;analisi divulgativa, ma precisa nei riferimenti culturali, <a title="Elena Percivaldi" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/elena-percivaldi/">Elena Percivaldi</a>, giornalista professionista, una laurea in <a title="storia medievale" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/medioevo">Storia medievale</a> e studi sull&#8217;<a title="antichità" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/storia-antica">antichità</a> che l&#8217;hanno spinta ad approfondire la cultura e la civiltà dei <a title="Celti" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/celti">Celti</a>. Un libro divulgativo che affronta e risponde in maniera pratica all&#8217;interrogativo su chi erano i <a title="Celti" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/celti">Celti</a>, come era strutturata la loro società, gli usi e i costumi.</p>
<p style="text-align: justify;">Un popolo che anche al proprio interno aveva realtà differenziate: era un insieme di popoli con una comune origine, presenti dalla Scozia alla Spagna, dal Nord Italia all&#8217;Asia minore, dall&#8217;Est Europa alla Turchia. Una cultura che la conquista romana cancellò, ma della quale sopravvivono alcune tracce nell&#8217;arte, nella toponomastica e nella linguistica. Dopo la conquista da parte di Roma, le tradizioni e la cultura celtiche scomparvero e ciò che rimase vivo continuò a esistere fino all&#8217;affermarsi del cristianesimo, specialmente in Irlanda.</p>
<p style="text-align: justify;">Così <a title="Elena Percivaldi" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/elena-percivaldi/">Elena Percivaldi</a> rintraccia le lingue parlate oggi in Europa e le rapporta a espressioni e realtà linguistiche tipiche della cultura celtica, ricostruendo una sorta di mappa della presenza dei <a title="Celti" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/celti">Celti</a> in Italia e in Europa, un&#8217;analisi che concretamente offre spunti per attualizzare anche la <a title="storia antica" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/storia-antica">storia antica</a>. I <a title="Celti" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/celti">Celti</a>, del resto, utilizzavano un vero e proprio alfabeto, anche se quasi sicuramente preso dagli etruschi, mentre le tribù celtiche in Irlanda avevano, addirittura, inventato un alfabeto misterioso e, secondo gli studiosi, con componenti esoteriche.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora: nelle campagne di varie città del Nord, esistono ancora feste e riti agresti (per esempio, la festa della Gibiana che si tiene in Brianza) che derivano dalle tradizioni celtiche. Il capitolo sulla <a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a>, nel volume di <a title="Percivaldi" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/elena-percivaldi/">Percivaldi</a>, ad esempio, è di particolare interesse proprio perché spiega la visione del sacro, al centro della comunità celtica, come di tutte le società tradizionali, connessa alla natura attraverso la mediazione dei druidi, sacerdoti che esercitavano l&#8217;autorità spirituale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Percivaldi" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/elena-percivaldi/">Percivaldi</a> affronta anche un tema di attualità: il <em>revival </em>di interesse per il mondo celtico e non solo, per il moltiplicarsi di associazioni culturali e di musicisti che oggi si ispirano alla musica celtica. Rintraccia e descrive i filoni culturali che dal Seicento in poi, ma più compiutamente nell&#8217;Ottocento, hanno avuto influssi nella cultura europea, nella musica classica, nei fumetti (<em>Asterix</em>), nell&#8217;arte, nel cinema, nella <a title="letteratura fantasy" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/fantastico">letteratura <em>fantasy</em></a>, fra cui <a title="Tolkien" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/john-ronald-reuel-tolkien">John Ronald R. Tolkien</a>. Una cultura, insomma, che ha esercitato non poche suggestioni e che tuttora esercita un forte richiamo se si pensa alla annuale massiccia partecipazione al festival di Lorient.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, due libri interessanti e suggestivi, dalle caratteristiche differenti: uno è un saggio di uno dei maggiori esperti della civiltà celta, di taglio scientifico, con un&#8217;imponente bibliografia per rimandi e approfondimenti e l&#8217;altro, nel quale però manca la bibliografia, è un volume di divulgazione, di qualità, e con il pregio di essere di agevole lettura e preciso nei riferimenti culturali. Insomma, un’interessante introduzione a quel popolo importante della civiltà europea.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Venceslas Kruta, <a title="La grande storia dei Celti" href="http://www.libriefilm.com/la-grande-storia-dei-celti/4882"><em>La grande storia dei Celti</em></a>, Newton Compton.</p>
<p style="text-align: justify;">Elena Percivaldi, <em><a title="I Celti. Un popolo e una civiltà d'Europa" href="http://www.libriefilm.com/i-celti-un-popolo-e-una-civilta-deuropa/6277">I Celti. Un popolo e una civiltà europea</a></em>, Giunti.</p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>La Gazzetta del Mezzogiorno</em> del 5 gennaio 2005.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/misteriosi-celti.html' addthis:title='Misteriosi Celti ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>La valigia del lettore &#8211; 2</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 11:04:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Enzo Migliori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rassegna di recensioni librarie, vertenti principalmente su temi di archeologia, linguistica e storia antica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/la-valigia-del-lettore-2.html' addthis:title='La valigia del lettore &#8211; 2 '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/lorigine-delle-lingue-indoeuropee/6122" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3028" style="margin: 10px;" title="origine-lingue-indoeuropee" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/origine-lingue-indoeuropee.jpg" alt="origine-lingue-indoeuropee" width="200" height="282" /></a>Franco Rendich con il suo <a title="L'origine delle lingue indoeuropee" href="http://www.libriefilm.com/lorigine-delle-lingue-indoeuropee/6122"><em>L’origine delle lingue indoeuropee. Struttura e genesi della lingua madre del sanscrito, del greco e del latino</em></a> (II ed. riveduta e ampliata, Palombi Editori, Roma 2007, pp. 424, € 24,00) espone una nuova teoria sull’origine e la formazione delle più antiche radici verbali alla base delle <a title="lingue indoeuropee" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei">lingue indoeuropee</a> avvenuta nelle sedi iperboree prima dell’inizio delle migrazioni verso sud che in vari periodi raggiungeranno l’Iran, l’India, l’Anatolia, i Balcani e la penisola greca, l’Italia e le altre lande europee. Migrazioni che originavano dall’antica patria artica degli <a title="indoeuropei" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei">indoeuropei</a>, giuste le opere del Tilak<a href="#_ftn1">[1]</a>. L’Autore tenta di dimostrare che i suoni delle lettere dell’alfabeto delle lingue indoeuropee, presi singolarmente, non erano privi di significato. Crede, infatti, che sin dall’inizio i suoni delle consonanti e delle vocali avessero un preciso valore semantico.</p>
<p style="text-align: justify;">La ricostruzione dell&#8217;<a title="indoeuropeo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei">indoeuropeo</a> compiuta nel testo parte dal presupposto che i nomi dati alle cose non sono nati arbitrariamente, senza un nesso logico con le cose nominate, bensì &#8220;mettendo insieme&#8221; i suoni di consonanti e di vocali così da poter descrivere almeno un carattere essenziale delle cose nominate, o almeno un aspetto dell&#8217;azione svolta dal soggetto. Degne di nota le connessioni evidenziate fra la prima lingua indoeuropea e la teologia delle acque. La natura divina delle Acque che sarebbe stata all’origine del sentimento religioso occidentale (in senso lato).</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_2105" class="wp-caption alignright" style="width: 215px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a rel="nofollow" href="http://www.libreriauniversitaria.it/origini-indeuropee-devoto-giacomo-edizioni/libro/9788889515327?a=395521" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-2105" title="origini-indeuropee" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/origini-indeuropee.jpg" alt="Giacomo Devoto, Origini indeuropee" width="205" height="298" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Giacomo Devoto, Origini indeuropee</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">Da segnalare l’avvenuta pubblicazione della nuova edizione di un classico degli studi indoeuropeisti, da lungo tempo attesa: le <em>Origini indoeuropee</em> di Giacomo Devoto (Edizioni di Ar, Padova 2008, pp. 576, € 60,00). Quella del Devoto è una vera <em>summa</em>, sostenuta dal più severo e limpido rigore scientifico, ricca di un immenso patrimonio di notizie geografiche, antropologiche ed etnologiche che non può ne dovrebbe essere ignorata da chi mostra interesse alle nostre origini.</p>
<p style="text-align: justify;">Seppur con ritardo vale di essere consigliato <em>Il paese dei Tirreni.</em> <em>Śerona toveronarom</em> di Claudio De Palma (Olschki Editore, Firenze 2003, pp. X-196, € 23,00) il quale partendo dall’ormai famosa stele di Kaminia (Lemno) ci guida alle varie presenze tirreniche d’Oriente e d’Occidente: dall’area egeo-anatolica alla penisola iberica. Secondo l’Autore e secondo molti altri studiosi che l’hanno preceduto l’etnico tirreno deriva “dal teonimo turan, la Dea Madre dei Tirreni, assimilata in età storica alla greca Afrodite” (p. 102). E tur-an è interpretato come ‘Colei che dona’. Significato da integrare in ‘Colei che dona la vita’ avendo presente che si tratta della Madre di tutti gli Dei e di tutti gli esseri viventi.</p>
<p style="text-align: justify;">“Potremmo identificare in Turan la Cibele venerata sul monte Ida nella Troade, protettrice della città che da essa aveva preso il nome: tarui-sa in un documento dell’archivio di Hattusa, la stessa Dea, chiamata da Omero Afrodite, che proteggeva Enea, l’eroe che avrebbe trapiantato in suolo italico i Penati della sua città, e l’avrebbe fatta rivivere in un’altra grande città: Roma tirreno-latina.”</p>
<p style="text-align: justify;">“La città di Troia è chiamata in etrusco <em>truia</em>, dall’iscrizione di settimo secolo sull’<em>oinochoe </em>della Tragliatella” (p. 103).</p>
<p style="text-align: justify;">Interessanti anche le considerazioni concernenti la formazione dell’etnico <em>rasenna</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">“Si può affermare che il settore delle <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> italiche sia stato relativamente trascurato dagli storici o, più esattamente, che solo occasionalmente essi abbiano prodotto, in questo campo, ricerche ad ampio raggio o studi approfonditi su singoli istituti o su figure divine”. Così l’<em>incipit</em> della prefazione di Enrico Montanari al libro di Flavia Calisti <em>Mefitis</em><em>: dalle madri alla madre. Un tema religioso italico e la sua interpretazione romana e cristiana</em> (Bulzoni Editore, Roma 2006, pp. VI-338, € 23,00).</p>
<p style="text-align: justify;">Un libro che merita “di venire accolto nella tradizione degli studi storico-religiosi. Per di più esso tenta la via, sempre ardua e precaria, di una collaborazione fra ricerche di taglio classicistico e quelle di indirizzo antropologico” (p. IV).  L’Autrice riesce a coordinare i dati archeologici con quelli storico-religiosi e le fonti classiche e a spaziare dai santuari della dea nella Valle d’Ansato in Irpinia e a Macchia di Rossano in Lucania per giungere a Cremona, a Roma dove, forse, fu <em>evocata</em> e agli altri siti dove il suo culto è attestato.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra l’altro il libro non risente del <em>pregiudizio primitivista</em> “riguardante le religioni antiche: è vero che spesso le divinità erano legate ad elementi della natura, ma la venerazione loro tributata non era certo dovuta a tale aspetto; non si tratta di <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> animiste giunte ad un livello superiore di espressione, bensì di <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> strutturate ed articolate, che riversano sulle figure divine venerate funzioni ritenute basilari per l’esistenza del gruppo e che accolgono, accanto all’elemento fisico, che potrebbe assurgere a ruolo di <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolo</a>, un’infinita serie di risvolti e di problematiche” (p. 13-14).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/paestum-e-roma-quadrata/6123" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3030" style="margin: 10px;" title="paestum-roma-quadrata" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/paestum-roma-quadrata.jpg" alt="paestum-roma-quadrata" width="200" height="319" /></a>Un’originale ed interessante ricerca sullo spazio augurale romano è quella che ci fornisce Elio De Magistris col volume <a title="Paestum e Roma quadrata" href="http://www.libriefilm.com/paestum-e-roma-quadrata/6123"><em>Paestum e Roma quadrata. Ricerche sullo spazio augurale</em></a><a href="#_ftn2">[2]</a> (Guida, Napoli 2007, pp. 240 € 16,50). Lo schema interpretativo proposto dall’autore, Ricercatore di Topografia dell’Italia antica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Salerno, come evidenzia Giovanni Maria De Rossi nella premessa, “diventa così una chiave di lettura per rintracciare legami perduti e sciogliere nessi oscuri; in effetti, prima d’ora sarebbe stato difficile immaginare che la <em>Roma quadrata</em> di Varrone ed il pomerio tacitiano dipendessero dal sistema organizzativo dello spazio usato dal collegio augurale. Analogamente, allo stesso sistema è riconducibile la funzione dei culti di <em>Juventas</em> e <em>Terminus</em>, a lungo ricercata e la cui incomprensione faceva di <em>Terminus</em>, in particolare (…) ora riconquista tutta la sua dignità di confine dello spazio più importante di Roma: lo spazio nel quale è lecito interloquire con Giove, fuori del quale si ha il <em>vitium</em> che porta con sé il blocco delle attività pubbliche di magistrati e assemblee” (p. 9).</p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca del De Magistris conferma che lo spazio religioso ed augurale dell’urbe è organizzato anche su capisaldi temporali definiti dal moto apparente del sole, oltre che sulla successione stagionale dei culti. Come <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/mircea-eliade/">Mircea Eliade</a></span> insegna, la fenomenologia religiosa condiziona la percezione e l’organizzazione di spazio e tempo. “detto con le parole di Furio Camillo, i Romani sono e saranno tali solo rimanendo in quello spazio scandito da culti peculiari e inamovibili, sui quali si organizzano i tempi della città. Le conferme topografiche, precise ed ineludibili, a tali ragionamenti sono messe in evidenza dall’autore, che non manca di sottolineare quanto ne sia interessata la struttura funzionale della società romana, al punto da sostenere che chi mette le mani su questo sistema di equilibri irripetibili lo fa per impadronirsi della <em>res publica</em>” (p. 10).</p>
<p style="text-align: justify;">Con il titolo <em>Sanctorum Quattuor Coronatorum Tabularia A. MMVIII E.V. </em>(Acadèmia editrice d’Italia e San Marino, Bologna 2008, pp. 288 s.i.p.) è stato pubblicato il primo volume di studi e ricerche organizzato dalla Loggia “Sancti Quattuor Coronati” aperto a lavori non solo dei membri della loggia ma anche ad autori esterni, diligentemente coordinati da Mikaela Piazza. Raccoglie studi multilaterali e multidisciplinari le cui tematiche spaziano in vari campi di ricerca suddivisi per comodità redazionale in quattro settori: dell’Ordine Massonico e del Rito Scozzese Antico ed Accettato; i Santi Quattro Coronati e la tradizione iniziatica; culti, <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simboli</a>, riti; i saperi massonici: filosofia, scienza, storia, culture.</p>
<p style="text-align: justify;">Fra i vari contributi ci piace segnalare, senza nulla togliere agli altri, seguendo l’ordine di pubblicazione nel libro: <em>Il misterioso potere che dirozza la pietra. Da Valeria Luperca ai Santi Quattro Coronati</em> del nostro <a title="Renato del Ponte" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/renato-del-ponte/">Renato del Ponte</a>; <em>Brevi variazioni sul tema platonico di Er, figlio di Armenio, nativo della Panfilia</em> di Gian Franco Lami; <em>Deo Soli Invicto Mitrae: i misteri iniziatici nella Roma imperiale ed il Mitreo del Circo Massimo</em> di Antonio Insalaco; <em>Il Pitagorismo e la numerologia: spunti per una riflessione</em> di Anna Maria Gammeri; <em>Kami no michi – La via degli Dei</em> di Giovanni di Ruffia Solero.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dulcis in fundo</em> un libro che ricostruisce la plurimillenaria storia della nostra martoriata frontiera orientale: <em>Il confine d’Italia in Istria e Dalmazia. Duemila anni di storia</em> (Edizioni Think Adv, Venezia 2007) di Luigi Tomaz<a href="#_ftn3">[3]</a> autore oltre che del testo anche delle illustrazioni comprese la rigorosa ed esaustiva cartografia.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel lungo saggio di presentazione Arnaldo Mauri, Decano della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Milano, riconosce che il metodo dell’analisi storica compiuta dal Tomaz “è rigoroso, non vi è posto né per animosità né per interpretazioni distorte o di fantasia. L’Autore, pur non nascondendo i propri sentimenti di profugo dell’isola di Cherso, una delle terre irrimediabilmente perdute dall’Italia, si sforza di essere sereno ed obiettivo, anche se, ovviamente, non si può ragionevolmente pretendere da lui un assoluto distacco dai temi trattati. La sua opera non mira a suscitare polemiche, ma, semmai, a conferire chiarezza a certi episodi meno noti o volutamente mantenuti oscuri delle complesse vicende storiche dell’area adriatica” (p. 6).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">[Pubblicato in: <em>"La Cittadella"</em>,  IX, n.s., 34, apr.-giu. 2009, pp. 75-79].</p>
<hr style="text-align: justify;" size="1" />
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref1">[1]</a> Edizioni italiane delle opere curate da R. del Ponte: B. G. Tilak, <em>Orione, a proposito dell’antichità dei Veda</em>, Genova 1991; B. G. Tilak, <em>La dimora artica nei Veda</em>, II ed. con app. <em>La cronologia vedica</em>, Genova 1994.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref2">[2]</a> Il Cap. XII “<em>Auguraculum, pomerium</em> e mura della città” è stato pubblicato on line in <em>Diritto @ Storia. Rivista internazionale di Scienze Giuridiche e Tradizione romana</em> 6 = <a href="http://www.dirittoestoria.it/6/Monografie/De-Magistris-Auguraculum-pomerium-mura.htm">http://www.dirittoestoria.it/6/Monografie/De-Magistris-Auguraculum-pomerium-mura.htm</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref3">[3]</a> Del quale ricordiamo <em>In Adriatico nell&#8217;Antichità e nell&#8217;Alto Medioevo</em>, recensito nella nostra <em>Rassegna bibliografica</em> (“Arthos”, n.s., VIII, 12, 2004, pp. 248-249). <em> </em></p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/la-valigia-del-lettore-2.html' addthis:title='La valigia del lettore &#8211; 2 ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>La biblioteca di Hitler</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 17:34:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Fabbri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un documentato saggio di Timothy W. Ryback analizza gli oltre sedicimila volumi della biblioteca personale del Führer]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/la-biblioteca-di-hitler.html' addthis:title='La biblioteca di Hitler '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/storiacontemporanea48x48.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Storia contemporanea" /><br/><p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788804583974" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-2426" style="margin: 10px;" title="la-biblioteca-di-hitler" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/la-biblioteca-di-hitler-197x300.jpg" alt="" width="197" height="300" /></a>Timothy W. Ryback ha pubblicato il libro <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788804583974"><em>La biblioteca di Hitler</em></a> che è un originale saggio sulle letture che hanno formato il dittatore tedesco. Sulle vicende biografiche di Hitler si è scritto fino all’inverosimile, ma mancava ancora uno studio specifico dedicato alla vasta biblioteca messa insieme dal Führer (circa 16.300 volumi).</p>
<p style="text-align: justify;">L’indagine comincia dal periodo della prima guerra mondiale, quando Hitler combatte sul fronte francese; non è possibile, infatti, avere notizie certe sulle letture precedenti a questo periodo, sebbene coloro che conobbero Hitler da ragazzo affermano che era sempre stato un lettore vorace e onnivoro. Il primo volume al quale è possibile risalire è una guida artistica di Berlino scritta da Max Osborn (particolare interessante è che Osborn era un critico d’arte di origine ebraica e i suoi libri saranno vietati sotto il III° Reich). Il caporale austriaco ha letto questa guida turistica durante la sua permanenza al fronte: evidentemente nel fango delle trincee era difficile leggere cose più impegnative. Nel periodo del dopoguerra si hanno notizie più precise sulle letture di Hitler; un personaggio che ha molto influito sul futuro Führer è stato Dietrich Eckart, autore teatrale di grande successo. Eckart era un fervente patriota antisemita che si circondava di giovani militanti di movimenti nazionalisti e che poteva permettersi di fare da mecenate ai suoi accoliti, infatti fu lui a insegnare a Hitler i rudimenti della redazione di un libro e a presentarlo alle prime riunioni politiche affermando: «quest’uomo è il futuro della Germania. Un giorno tutto il mondo parlerà di lui».</p>
<p style="text-align: justify;">In questo periodo Hitler leggeva numerosi libelli nazionalisti e antisemiti che fiorivano negli ambienti patriottici, e nel periodo che trascorse in carcere dopo il fallito Putsch di Monaco ebbe modo di approfondire questi argomenti, leggendo Paul de Lagarde, Houston Stewart Chamberlain e <a title="Hans F. K. Guenther" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/hans-f.-k.-guenther/">Hans F.K. Günther</a>, nonché <em>L’ebreo internazionale</em> di Henry Ford. Hitler definirà il periodo trascorso in carcere come un corso di istruzione superiore a spese dello stato. Sempre in questo periodo Hitler scrive il <em><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libreriauniversitaria.it/mein-kampf-hitler-adolf-edizioni/libro/9788889515358?a=395521" rel="nofollow" target="_blank">Mein Kampf</a></span></em>, nella cui prefazione precisa di non avere pretese intellettuali, ma di essere innanzi tutto un uomo politico.</p>
<p style="text-align: justify;">Dei classici della letteratura tedesca Hitler aveva una conoscenza piuttosto lacunosa, sicuramente apprezzava più di tutti <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/arthur-schopenhauer" target="_blank">Schopenhauer</a></span>. Visitò l’Archivio Nietzsche a Weimar dove la sorella del filosofo, Elisabeth, gli regalò il bastone da passeggio di Nietzsche. Fra gli autori a lui contemporanei Hitler leggeva con passione <a title="Ernst Jünger" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/ernst-junger">Ernst Jünger</a> e della letteratura straniera sappiamo che leggeva <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/william-shakespeare" target="_blank">Shakespeare</a></span>. Un certo spazio avevano anche letture di evasione: racconti d’azione e d’avventura.</p>
<p style="text-align: justify;">Il saggio di Ryback si sofferma anche su un episodio importante che riguarda la politica culturale del Reich. Quando il movimento nazionalsocialista si insedia al potere, diviene libro di testo nelle scuole <em>Il mito del XX° secolo</em> di Alfred Rosenberg, un saggio prolisso e piuttosto eccentrico in cui il gerarca nazista sosteneva tesi che urtavano particolarmente la sensibilità della Chiesa Cattolica. Il vescovo austriaco Alois Hudal scrisse <em>Die Grundlagen des Nationalsozialismus</em>, un libro che avrebbe dovuto sostituire quello di Rosenberg, smorzando gli accenti antisemiti del regime e orientando l’opinione pubblica verso sentimenti vagamente anticomunisti. L’operazione però non ebbe successo: il governo nazista ritenne che questa intromissione delle gerarchie ecclesiastiche nella vita politica dello stato fosse inaccettabile, tanto più perché metà dei tedeschi era protestante e anche perché il regime era tendenzialmente ispirato al paganesimo nordico.</p>
<p style="text-align: justify;">Fra le letture di Hitler c’erano anche numerosi libri di argomento militare: cataloghi di carri armati, di sommergibili, di aerei… Durante gli anni della guerra Hitler consultò spesso questi testi, anche per informarsi sulle capacità belliche degli avversari. I volumi di argomento militare sono circa 7000!</p>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente il Führer leggeva volentieri le biografie degli eroi della storia tedesca, soprattutto di Federico il Grande: il leggendario re di Prussia era un vero e proprio idolo per Hitler.</p>
<p style="text-align: justify;">Hitler non perse mai il gusto per la lettura, anche negli anni più impegnativi del governo e della guerra riusciva sempre a trovare qualche ora per leggere; e i libri della sua biblioteca personale presentano spesso segni di matita, appunti e rilegature rovinate, indici di letture non superficiali.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione si può constatare come Hitler, essenzialmente uomo d’azione, avesse una cultura umanistica piuttosto frammentaria e non sempre supportata da un’adeguata percezione della prospettiva storica. Tuttavia l’impressione che si ricava dalla lettura di questo saggio è che da un confronto culturale tra il Führer e gli attuali governanti “democratici”, questi ultimi uscirebbero sicuramente con le ossa rotte…</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Timothy W. Ryback, <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788804583974"><em>La biblioteca di Hitler</em></a>, Mondadori, Milano, 2008, pp.266, € 19,00.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/la-biblioteca-di-hitler.html' addthis:title='La biblioteca di Hitler ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Martin Eden, metafora del Novecento</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 17:25:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Iacona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una rilettura del romanzo autobiografico di Jack London, specchio di tante idee tipicamente novecentesche]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/martin-eden-metafora-del-novecento.html' addthis:title='Martin Eden, metafora del Novecento '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><div id="attachment_2045" class="wp-caption alignleft" style="width: 192px"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788806186463" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-2045" title="martin-eden" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/martin-eden-182x300.jpg" alt="Jack London, Martin Eden" width="182" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Jack London, Martin Eden</p></div>
<p style="text-align: justify;">Madame Bovary, la romantica Emma, sarà pure stata Flaubert, ma <a title="Jack London" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jack-london">Jack London</a> e <a title="Martin Eden" href="http://www.libriefilm.com/martin-eden/4516">Martin Eden</a>, il protagonista del romanzo omonimo – in buona parte autobiografico – del grande scrittore americano pubblicato giusto cento anni fa (1909), sono la restante parte dell’umanità, quella che ama sognare ma tutto sommato lo fa invano.</p>
<p style="text-align: justify;">Jack e Martin sono la dose essenziale dei catulliani contrasti, rappresentano la vera scintilla dell’avidità di sapere, sono le anticamere verso un’esistenza più ricca, bella e consapevole. In due brevi parole lo scrittore socialista nato nel 1876 ed il giovane marinaio di San Francisco rappresentano quel “noi” che desidera tanto, che sente ardere il fuoco della passione creativa, ma che in fin dei conti non raccoglie che uno scarso profitto.</p>
<p style="text-align: justify;">Venuto al mondo dalla breve relazione fra una spiritualista socialmente impegnata e un astrologo, Jack London (fu questo il nome che gli fu dato quando la madre otto mesi dopo la sua nascita sposerà il commerciante John London), ebbe una vita travagliata che <a title="Jorge Luis Borges" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jorge-luis-borges">Jorge Luis Borges</a> seppe sintetizzare da par suo nelle pagine iniziali di una celebre raccolta di racconti. Fu marinaio e operaio, poliziotto e furfante, perfino vagabondo. Ma fu anche un cercatore d’oro, un inviato di guerra e un conferenziere; e come socialista più volte candidato a sindaco. Insomma <a title="Jack London" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jack-london">London</a> fu essenzialmente un uomo d’azione votato al futuro, affascinato come tanti dall’evoluzionismo e dal socialismo (seppure non manchevole di molte contraddizioni e di certo pessimismo), fu un giornalista e un narratore di realtà estreme impareggiabile (fu perfino cronista di incontri di boxe), dalle nevi del Nord ai mari del Sud; e fu anche uno dei tanti intellettuali che si invaghì di <a title="Carl Gustav Jung" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/carl-gustav-jung">Carl Gustav Jung</a>. Morì nel 1916 dopo aver lavorato, con costanza e attenzione alle leggi di mercato, a saggi, romanzi e racconti e dopo aver progettato viaggi e avventure oggi scarsamente immaginabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Originario anch’egli di San Francisco, <a title="Jack London" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jack-london">Jack London</a> fu anche un fortunatissimo, appassionato, testimone di un mondo, il Nuovo mondo, che grazie all’immigrazione e al graduale spostamento dalla campagna alla città stava per assumere i connotati di una nuova potenza e di una realtà profondamente moderna (di una moderna società industriale e di mercato). Con mille ovvi contrasti, crisi economiche e squilibri: in primo luogo quelli interni dovuti alla qualità del lavoro, alla fatica dell’uomo, alla produzione della ricchezza e alla sua giusta distribuzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma <a title="Jack London" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jack-london">London</a> (il leggendario <a title="Jack London" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jack-london">London</a>), fu anche tante altre cose. Fu ad esempio la dimostrazione pratica dell’impossibilità dell’individuo di vivere per se stesso e di non subire la forza di ciò che sta al di fuori sia essa la società o la natura. E di volerla sfidare quest’ultima, e di continuo. Da questo punto di vista com’è stato giustamente scritto l’America londoniana da un luogo da sogno è pronta a trasformarsi in un luogo da incubo. E per motivi diversi tutti riconducibili a certi temi presenti nei suoi libri (denuncia sociale ma anche vitalismo, valore della forza, razzismo…), <a title="Jack London" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jack-london">London</a> è un autore molto amato anche da chi si ispira alle ideologie del primo <a title="Novecento" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/storia-contemporanea">Novecento</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">La vita di <a title="Jack London" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jack-london">Jack London</a> (seppur limitata alla sua fase giovanile), non è però esattamente quella di Eden il marinaio, sicuramente uno dei suoi personaggi più celebri, anche se al di fuori dei particolari ci somiglia parecchio. Martin era un giovane turbolento ma anche un sensibilissimo e curioso libertario di fine Ottocento, che viveva nella più classica delle società americane quella suddivisa in classi. Da un lato donne e uomini colti, ricchi e belli, e dall’altro e in maggioranza lavoratrici e lavoratori brutti e ignoranti, tutti parte di un continente povero, cinico e prostrato. Eden il marinaio era irresistibilmente attratto dai canoni estetici ed intellettuali dell’<em>high society</em>, cioè dal ceto al quale la sua famiglia ed egli stesso non erano mai appartenuti. Una società che non poteva non affascinarlo come una dolcissima rima di una poesia sconosciuta. Martin aveva infatti faticato per anni su e giù per le navi e gli oceani ma credeva di esser capace d’inventarsi scrittore. La mente, l’ingegno, la penna, sarebbero stati la chiave d’accesso verso la vita da sogno delle classi superiori (quelle che amavano la cultura per la cultura), quelle che il futuro poeta e narratore aveva conosciuto attraverso gli occhi di una donna romanticamente elevata a parte migliore – spirituale – dell’esistenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Martin legge tutto e il suo contrario, dalla fisica alla grammatica, dalla Blavatsky (una spiritualista… forse in omaggio alla vera madre di Jack) a Herbert Spencer, entrambi per parte loro evoluzionisti, anche se, da perfetto sognatore proletario, il suo fine è quello di poter passare (egli stesso s’intende), dall’uno all’altro ceto elevandosi culturalmente. Martin è un progressista nello spirito privo di coscienza di classe e che poco riflette sulla potenza del danaro e sul valore di quella “socialità” che tanto invece sembra interessare l’uomo <a title="Jack London" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jack-london">Jack London</a> (in fin dei conti infatti, come romanzo, <a title="Martin Eden" href="http://www.libriefilm.com/martin-eden/4516"><em>Martin Eden</em></a> è solo una critica dell’individualismo borghese). Il marinaio è alla ricerca di un’erudizione totalizzante che pare non solo sfuggirgli ma perfino confonderlo. In Martin proprio per i repentini cambiamenti occorsi superati i vent’anni, sorgono improvvisi dubbi sulla propria identità («Chi sei Martin Eden, chiese all’immagine riflessa nello specchio quella sera tornando in camera sua…»). Finirà sì per avere successo ma sarà costretto a barattarlo con la perdita dell’innocenza. Quel che resta da fare sarà solo lasciarsi morire. Uccidendo il male: quel carrierismo forsennato che aveva portato il marinaio al successo.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse lo stesso <a title="Jack London" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jack-london">Jack London</a> seppure sfiduciato e non in buona salute, non sarebbe mai arrivato a tanto&#8230; Tuttavia ancora oggi qualcuno sospetta che anche il “padre” del cane Buck, eccessivo in ogni gesto, abbia voluto suicidarsi sette anni dopo, ad appena quarant’anni. Magari, chissà, imitando quel gesto disperato ma vano (il suicidio appunto), tentato della madre, con Jack in arrivo, già al secondo mese di gravidanza.</p>
<div id="attachment_2046" class="wp-caption alignright" style="width: 201px"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788845919701" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-2046" title="il-vagabondo-delle-stelle" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/il-vagabondo-delle-stelle-191x300.jpg" alt="Jack London, Il vagabondo delle stelle" width="191" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Jack London, Il vagabondo delle stelle</p></div>
<p style="text-align: justify;">Al punto in cui siamo, fare un rapidissimo bilancio delle opere di <a title="Jack London" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jack-london">London</a> (quelle uscite prima e dopo <a title="Martin Eden" href="http://www.libriefilm.com/martin-eden/4516"><em>Martin Eden</em></a> e quantomeno delle più famose), può risultare perfino inutile. Tanto sono lette, tanto sono famose, tanto sono diremmo (se il termine non cozzasse col vissuto del romanziere californiano), formative. Fra quelle di tipo “naturalistico” spiccano ovviamente <a title="Il richiamo della foresta" href="http://www.libriefilm.com/il-richiamo-della-foresta-2/808"><em>Il richiamo della foresta</em></a> (1903), <a title="Zanna bianca" href="http://www.libriefilm.com/zanna-bianca/520"><em>Zanna Bianca</em></a> (1906) e <a title="John Barleycorn" href="http://www.libriefilm.com/john-barleycorn/4521"><em>John Barleycorn</em></a> (1913). I primi due sono fra i libri più letti e citati dai giovani del <a title="XX Secolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/storia-contemporanea">XX secolo</a> insieme ai lavori, un po’ meno recenti, di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/herman-melville" target="_blank">Melville</a></span>, Twain e Verne.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <a title="Jack London" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jack-london">London</a> meno conosciuto invece (strano a dirsi), è forse quello <a title="fantastico" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/fantastico">fantastico</a> – fantascientifico. Anche in questo caso tuttavia i suoi romanzi sono amati e per l’ampiezza del punto di vista e per la cristallina vena di avventura che fluisce ad ogni passo. Noto &#8211; e noto per essere anch’esso un libro scelto dai giovani del nostro tempo per i continui richiami ad un immaginario spirituale squisitamente moderno &#8211; è <a title="Il vagabondo delle stelle" href="http://www.libriefilm.com/il-vagabondo-delle-stelle/4522"><em>Il vagabondo delle stelle</em></a> (1915), intreccio non privo di curiosa genialità di filosofia, spiritualismo e amara denuncia.</p>
<p style="text-align: justify;">Un romanzo così chiaramente londoniano, pessimista, a metà strada fra realtà e stupore, avventura e sogno, ma anche un romanzo che parla di morte e che ha la stessa morte (un’esecuzione sommaria), come atto conclusivo. Qui la pietà del lettore compie un bizzarro viaggio nel tempo per andare a riversarsi nel destino del protagonista come un fiume presso il proprio mare. Quel mare che era stato la grande madre di <a title="Jack London" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jack-london">Jack London</a> e al quale lo stesso <a title="Martin Eden" href="http://www.libriefilm.com/martin-eden/4516">Martin Eden</a> – uno dei personaggi che più lo ricorda – era voluto affannosamente tornare. Quel mare che tutto nasconde, la verità e il suo contrario che non è la menzogna, ma il buio, le tenebre, la morte appunto; perché come scrisse lo stesso <a title="Jack London" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jack-london">London</a> nel suo <a title="Martin Eden" href="http://www.libriefilm.com/martin-eden/4516"><em>Eden</em></a>: è in quel luogo che si compì il destino del protagonista. Di Martin il marinaio appunto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è lì che, un secolo fa, nell’istante in cui seppe, cessò di sapere…</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Tratto dal <em>Secolo d&#8217;Italia</em> del 26 marzo 2009.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/martin-eden-metafora-del-novecento.html' addthis:title='Martin Eden, metafora del Novecento ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>La valigia del lettore</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 16:28:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Enzo Migliori</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Studi letterari]]></category>
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		<description><![CDATA[Rassegna di recensioni librarie a cura di Mario Enzo Migliori]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/la-valigia-del-lettore.html' addthis:title='La valigia del lettore '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p><!--[if gte mso 9]><xml> Normal   0   14 </xml><![endif]--></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Questo articolo è stato originariamente pubblicato ne &#8220;La Cittadella&#8221;, a. VII, n.s., n° 27, lugl-sett. 2007, pp. 68-71.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Un autore finalmente riscoperto che merita di essere attentamente letto è senz&#8217;altro Umberto Grancelli, del quale è stato riedito <em>Il piano di fondazione di Verona romana, </em>unitamente agli atti del convegno <em>Umberto Grancelli e i misteri di Verona romana</em> tenutosi nel 2001 nella città scaligera che gli diede i natali (<em>Vita Nova</em>, Verona 2006, pp. 196, € 18,00). Onde evitare inutili equivoci è bene ricordare che non stiamo trattando di un semplice cultore di storia locale seppur profondo conoscitore della sua terra. Grancelli riesce a coniugare le conoscenze archeologiche, etnologiche e storico-religiose con le &#8220;fonti tradizionali quali il mito, il <a title="Simboli e simbologia" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli" target="_self">simbolo</a>, le narrazioni leggendarie, le saghe i riti&#8221; (p. 131) di cui ha notevole dimestichezza. L&#8217;Autore ci disvela la geografia sacra sottesa all&#8217;organico disegno tracciato dai fondatori romani<a name="_ftnref2" href="#_ftn2">[2]</a> di Verona. Un libro che consigliamo anche a coloro che non hanno uno specifico interesse per la città scaligera, ma ha tutti quelli che vogliono arricchire le proprie conoscenze della <a title="Religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione" target="_self">religione </a>romana, specialmente nelle sue applicazioni pratiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei componenti rilevanti della <a title="Religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione" target="_self">religione</a> romana è costituito naturalmente dal calendario. Con <em>Dies Natalis. I calendari romani e gli anniversari dei culti</em> (Edizioni Quasar, Roma 2006, pp. 204, € 32,00), Natascia Donati e Patrizia Stefanetti, stimolate da Filippo Coarelli, hanno rielaborato  tutti i dati restituitici dai calendari romani, in gran parte frammentari, per fornirci il mosaico delle festività concernenti le dediche dei templi e quindi l&#8217;istituzione dei relativi culti. Se avessero dedicato spazio anche alle festività &#8220;maggiori&#8221; il quadro dei culti romani sarebbe stato completo; comunque rimane un lavoro valido, degno di essere consultato e al quale fare riferimento.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8827218475"><img src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/ilgiococosmico.bmp" border="0" alt="Nuccio D'Anna, Il gioco cosmico. Tempo ed eternità nell'antica Grecia" align="right" /></a> La nascita del calendario coincide con la presa di coscienza del significato cosmico della vita umana e con la possibilità di tradurre in <a title="Simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli" target="_self">simboli</a> la relativa esperienza spirituale. Non si tratta di annotare una successione temporale, ma di scandire i ritmi rituali che ne traducono il significato sacro. Ne è ben cosciente <a title="Nuccio D'Anna" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/nuccio-d-anna/" target="_self">Nuccio D&#8217;Anna</a> col suo <em>Il gioco cosmico. Tempo ed eternità nell&#8217;antica Grecia</em> (Edizioni Mediterranee, Roma 2006, pp. 160, € 17,50), giunto finalmente alla seconda edizione; la prima<a name="_ftnref3" href="#_ftn3">[3]</a> diventò introvabile per la cessazione dell&#8217;attività della Rusconi Libri.</p>
<p style="text-align: justify;">Ai rapporti tra il lessico etrusco e quello sanscrito è dedicato <em>La parola agli Etruschi</em> (Edizioni Ets, Pisa 2005, pp. 188, € 16,00), il nuovo libro di Piero Bernardini Marzolla che riprende e sviluppa i dati del suo controverso <em>L&#8217;etrusco &#8211; una lingua ritrovata</em>, pubblicato da Mondadori nel 1984.</p>
<p style="text-align: justify;">Senofonte, filosofo discepolo di Socrate e valoroso guerriero della cavalleria ateniese (mercenario nella spedizione del giovane Ciro contro suo fratello il re Artaserse II, fu tra i fortunati che riuscirono a salvarsi; in seguito lo troviamo nell&#8217;esercito spartano che intervenne in Asia Minore in favore delle città greche, ivi situate) a causa della condanna all&#8217;esilio rinsaldò i suoi legami con Sparta. L&#8217;opera storiografica di Senofonte è da rivalutare (Luciano Canfora) e le sue vicende biografiche s&#8217;intrecciano con quelle storiche di Sparta rendendolo testimone prezioso delle vicende spartane: &#8220;Ad alcuni eventi egli poté assistere personalmente, su altri poté procurarsi informazioni attendibili e, forse, da fonti ufficiali. Conosceva bene non solo la politica estera di Sparta, ma anche quella interna, la struttura dello stato e i suoi meccanismi di funzionamento, nonché le complesse articolazioni della società spartana&#8221;. Come giustamente afferma Domenica Paola Orsi nell&#8217;introduzione (p. 16) a Senofonte, <em>Sparta. Storie e protagonisti</em> (Sellerio Editore, Palermo 2007, pp. 148, € 10,00), che raccoglie brani scelti dalle <em>Elleniche</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima del recente successo di Odifreddi era apparso nelle librerie <em>In pruritu carnis &#8211; l&#8217;equivoco cristiano</em> di Giuseppe A. Spadaro (Fabio Croce Editore, Roma 2005, pp. 164, € 12,00), un <em>divertissement</em> che affronta temi fra i più scottanti dell&#8217;uomo. &#8220;Un libro &#8211; come ha brillantemente sintetizzato Alessandro Giuli<a name="_ftnref4" href="#_ftn4">[4]</a> &#8211; polemico, ironico, irritante ma coltissimo e argomentato. L&#8217;autore sembra giocare come il gatto col topo con i dogmi cristiani&#8221;.<em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Uno che s&#8217;intendeva di equivoci cristiani era senz&#8217;altro il pitagorico fiorentino Arturo Reghini. In occasione della ricorrenza del 60° anniversario della sua morte è stata (ri)pubblicata una sua raccolta di scritti col nuovo titolo <em>Tradizione Occidentale e Scuola Italica</em><a name="_ftnref5" href="#_ftn5">[5]</a> (editore non indicato ma: Ignis, Crotone 2006, pp. 192, s.i.p.), ma tali scritti avrebbero meritato un&#8217;edizione più curata anche da un punto di vista critico. Purtroppo si continua ad avere l&#8217;impressione che importanti testi di Reghini siano meramente utilizzati di contorno alla riproposizione della trita polemica con <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola" target="_self">Evola</a>, non recando certamente alcun beneficio all&#8217;esoterista toscano al di là delle buone intenzioni dei curatori.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788875571832"><img class="alignright" style="border: 0pt none; float: right; margin-left: 6px; margin-right: 6px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/evola-antievoliani.bmp" border="0" alt="Alberto Lombardo, Julius Evola, gli evoliani e gli antievoliani. Tra tradizione e radicalismo, politica e apolitìa" /></a>Fra i molti libri dedicati a <a title="Julius Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola" target="_self">Julius Evola</a> pubblicati recentemente, per alcuni dei quali la buona fede degli autori è perlomeno dubbia, è da ben segnalare <em>Evola, gli evoliani e gli antievoliani. Tra tradizione e radicalismo, politica e apolitìa</em> di <a title="Alberto Lombardo" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/alberto-lombardo/" target="_self">Alberto Lombardo</a> (Nuove Idee, Roma 2006, pp. 132, € 12,00) per la sua chiarezza e obiettività. Dopo aver ripercorso l&#8217;evoluzione del pensiero dell&#8217;autore tradizionalista ne sono analizzate le idee politiche per terminare con l&#8217;esposizione degli sviluppi e delle influenze del suo sistema e della sua visione del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788806185909"><img class="alignleft" style="float: left; border: 0; margin: 6px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2007/09/passodelleoche.jpg" border="0" alt="Alessandro Giuli, Il passo delle oche" align="left" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Fresco di stampa, ma si è guadagnato immediate recensioni dei principali quotidiani nazionali, <em>Il passo delle oche, L&#8217;identità irrisolta dei postfascisti</em> (Einaudi, Torino 2007), di Alessandro Giuli, ‘salariato ordinario de &#8220;Il Foglio&#8221;&#8216;, per usare una definizione da lui coniata nel libro (p. 117), profondo conoscitore della tradizione romano-italica, nome non nuovo ai lettori de &#8220;La Cittadella&#8221;<a name="_ftnref6" href="#_ftn6">[6]</a>. Il titolo ricorda l&#8217;andatura oscillante e senza metodo di un gruppo umano, generato dall&#8217;equivoco neofascista, del quale è raccontata la storia.</p>
<p style="text-align: justify;">Illuminanti le scelte etico &#8211; ideologiche della dirigenza: &#8220;Se si escludono i cenacoli evoliani e poco più, il Dio missino è sempre stato quello giudaico-cristiano, la Patria missina è sempre stata l&#8217;Italia concordataria. La famiglia missina è  sempre stata quella borghese originata dal diritto naturale. In dodici anni di vita Alleanza nazionale non si era mai posta il problema di tornare sull&#8217;argomento&#8221; (pp. 81-82). Costringendosi così ad appiattirsi su posizioni vaticane. &#8220;La sudditanza umana e ideale nei confronti della <a title="Religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione" target="_self">religione</a> comandata, il cattocristianesimo clericale, mai davvero indagata o respinta nel suo aspetto dogmatico, mai interrogata nella sua natura profonda&#8221; (pp.89-90) costituendo purtroppo uno dei pochi elementi di continuità.</p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788854601888"><img src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/ildragoinbottiglia.bmp" border="0" alt="Gianfranco de Turris, Il drago in bottiglia. Mito, fantasia, esoterismo" align="right" /></a> </span></p>
<p style="text-align: justify;">Col titolo <em>Il drago in bottiglia. Mito, fantasia, esoterismo</em> l&#8217;Ibiskos Editrice Risolo (Empoli 2007, pp. 144, € 12,00) ha dato alle stampe una raccolta di saggi e articoli di <a title="Gianfranco de Turris" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/gianfranco-de-turris/" target="_self">Gianfranco de Turris</a> pubblicati tra il 2001 e il 2006 il cui filo conduttore è costituito dal rapporto fra mito-<a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli" target="_self">simbolo</a>, fantasia ed esoterismo. Gli scritti del <a title="De Turris" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/gianfranco-de-turris/" target="_self">de Turris</a> aggiornati e ampliati quando necessario, ovvero ricondotti nella versione originaria senza i dolorosi quanto frequenti tagli &#8220;per esigenze di spazio&#8221;, prendono spunto dalle più diverse occasioni contingenti, ma non si fermano a esse. Si spazia da Re Artù alla foto, apparsa sulla prima pagina di un noto quotidiano, del drago in bottiglia, che dà il titolo alla raccolta, passando da Pinocchio e il <em>Signore degli Anelli</em> a <em>Harry Potter</em> e <em>il codice da Vinci</em>, da Verne e la fantascienza per giungere all&#8217;avventura esoterica di Corto Maltese.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Firenze, esoterismo e mistero</em> di Enrico Baccarini (Editoriale Olimpia, Sesto Fiorentino 2006, pp. 208, € 15,00), benché il sottotitolo reciti <em>Un viaggio fra i segreti e gli enigmi della città</em>, in realtà non si limita al capoluogo toscano, ma partendo da esso si occupa anche dei &#8220;misteri&#8221; sparsi per la regione. Nel primo breve capitolo l&#8217;autore ricostruisce una chiara e corretta storia di Firenze dalle origini all&#8217;inizio del <a title="Medioevo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/medioevo" target="_self">medioevo</a>, senza dimenticarsi di far conoscere al lettore le  mitiche origini di Firenze e della consorella Fiesole riportate dalla &#8220;Cronica&#8221; di Giovanni Villani. Nel secondo capitolo Baccarini ci guida tra le &#8220;stranezze&#8221; nascoste tra i capolavori della città gigliata e fra le pieghe della sua storia e dei suoi personaggi più famosi (evito di citarne qualcuna perché meriterebbero di essere elencate tutte). Passando alla Toscana non possono mancare, fra gli altri, l&#8217;esposizione della Spada nella Roccia di San Galgano, la storia del ponte del Diavolo di Borgo a Mozzano, né le Vie Cave Etrusche e le &#8220;statue stele&#8221; della Lunigiana. Si badi bene: esposizioni di facile lettura ma tutte documentate e non parto della fantasia dell&#8217;autore. Da segnalare anche il paragrafo dedicato alle &#8220;scritte dell&#8217;uomo selvatico&#8221; basato sui resoconti di Giorgio Filippi, compianto &#8220;massaro del Rugletto&#8221;, relativi alle singolari incisioni trovate nel territorio del comune di Lizzano in Belvedere<a name="_ftnref7" href="#_ftn7">[7]</a> pubblicati ne &#8220;La Musola&#8221; del 1972<a name="_ftnref8" href="#_ftn8">[8]</a>. Completano il volume due appendici, dedicate una ai rapporti di Firenze con l&#8217;Ordine del Tempio e l&#8217;altra al Neoplatonismo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<hr style="text-align: justify;" size="1" />
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn2" href="#_ftnref2">[2]</a> Mi si permetta di ricordare la partecipazione degli Aruspici a detta fondazione, il Veneto non facendo ancora parte della &#8220;<em>Terra Italiae</em>&#8220;. Sugli Aruspici rimando al mio: <em>Haruspices e mos maiorum</em>, (&#8220;Vie della Tradizione&#8221;, n° 145, gen.-apr. 2007, pp. 22-29).</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn3" href="#_ftnref3">[3]</a> Se ne veda la recensione di D. Verzotti (&#8220;Arthos&#8221;, n. s., IV, n° 7/8, 2000, pp. 295-297).</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn4" href="#_ftnref4">[4]</a> Rai Radio I, trasmissione <em>L&#8217;Argonauta</em> del 27/2/2006.</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn5" href="#_ftnref5">[5]</a> Sulla copertina il titolo è <em>Tradizione romana e scuola italica</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn6" href="#_ftnref6">[6]</a> Ricordiamo <em>In lupa veritas. Con Andrea Carandini nella Roma di &#8220;Remo e      Romolo&#8221;</em>, (&#8220;La Cittadella&#8221;, a. VI, n. s., n° 21, genn.-mar. 2006, pp. 4-11).</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn7" href="#_ftnref7">[7]</a> In provincia di Bologna, confinante con la Toscana, ma più vicina a Pistoia, località celebre per il Corno alle Scale che è ben visibile in gran parte della piana Firenze &#8211; Prato &#8211; Pistoia.</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn8" href="#_ftnref8">[8]</a> Filippi ritornò sull&#8217;argomento anche nel 1996: G. Filippi, <em>La scritta misteriosa scoperta sulle rocce dell&#8217;uomo selvatico</em>, in Id., <em>La silva litana</em>, &#8220;Gli scritturini della Mùsola&#8221;, 10, 1996, (pp. 24) pp. 21-24.R</p>
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		<title>Sindrome occidentale</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 16:58:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Enzo Migliori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recensione di un libro di Andrea Carandini sulle antiche fonti e i miti originari dell’urbe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/sindrome-occidentale.html' addthis:title='Sindrome occidentale '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/storia-antica.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Storia antica" /><br/><p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788870186291" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://giotto.internetbookshop.it/cop/copj13.asp?f=9788870186291" alt="Andrea Carandini, Sindrome occidentale" width="200" height="316" /></a>Nella vasta produzione libraria di <a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/andrea-carandini">Andrea Carandini</a> finalmente un libro che si fa leggere con semplicità e passione. L’Autore, come recita il sottotitolo, affronta per bocca dei due personaggi qualificati (un archeologo e uno storico, le cui esposizioni s’intersecano, con metodo che ci ricorda quello degli <a title="Autori classici" href="http://www.libriefilm.com/category/generi/autori-classici">autori classici</a> nei cui libri le varie teorie erano esposte dal dibattito di più personalità) le problematiche inerenti alle origini a Roma del diritto, della politica e dello stato. Storia paradigmatica per tutto l’Occidente dal momento che con la <em>constitutio Romuli</em> (<em>praeclara</em> la definirà <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/marco-tullio-cicerone" target="_blank">Cicerone</a></span>), un dispositivo sacrale-giuridico-politico-statale, i vari corpi della comunità (il re, l’aristocrazia e il popolo) riescono a convivere mitigando il potere centrale entro un’unica organizzazione definita dagli antichi “costituzione mista”. Ed è proprio questa difficilissima arte di essere concordi al di sopra delle discordie, di dividersi senza considerarsi nemici che per Carandini costituisce la “sindrome occidentale”.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">A proposito di costituzione: i <em>rituales libri</em> degli Etruschi formerebbero “il manuale costituzionale di allora: <em>rituales nominantur Etruscorum libri, in quibus perscriptum est… quomodo tribus, curiae, centuriae distribuantur, exercitus constituantur, ordinentur, ceteraque eiusmodi ad bellum ac pacem pertinentia</em> (Verrio Flacco in Festo)” (p. 83).</p>
<p style="text-align: justify;">Com’è noto Carandini non disconosce le antiche fonti e i miti originari dell’urbe, negletti dall’ipercritica, ma li ha rivivificati con i riscontri delle sue scoperte archeologiche. Giuste ci paiono certe considerazioni di metodo: “A interessarsi al mondo pre-civico sono stati soprattutto gli storici del diritto, i proto-storici e gli etruscologi. Si tratta ora di combinare queste conoscenze, rimaste per troppo tempo isolate negli specialisti, facendole finalmente percepire a archeologi classici, storici della politica e storici delle <a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a>” (p. 76). Abbiamo, anche, piacevolmente notato citazioni positive da Nietzsche e Spengler.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella postfazione il noto archeologo conferma di guardare oggi con speciale gratitudine agli storici del diritto romano “perché sono arrivati, più degli altri storici, a individuare, entro fonti letterarie anche tarde, residui di notizie che provengono dalle profondità di Roma. Hanno toccato i medesimi primordi che gli archeologi hanno smontato per azioni, attività e periodi… Si sono create così le premesse per una “teoria unificata” della prima Roma, in cui possano riconoscersi archeologi della protostoria, archeologi dell’età classica, storici del diritto e un numero crescente – ci auguriamo – di storici della politica” (p. 127).</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">
<p>Andrea Carandini, <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788870186291"><em>Sindrome occidentale. Conversazioni fra un archeologo e uno storico sull’origine a Roma del diritto, della politica e dello stato</em></a>, Il Melangolo, Genova 2007, pp. 144, € 15,00; questa recensione è stata originariamente pubblicata in “<em>Arthos</em>”, n.s., 15, p. 128.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/sindrome-occidentale.html' addthis:title='Sindrome occidentale ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Alfredo e il suo sorriso di libertà</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 13:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gino Agnese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gino Agnese ricorda Alfredo Cattabiani in occasione della morte. Tratto da Il Tempo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/cattabianiagnese.html' addthis:title='Alfredo e il suo sorriso di libertà '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/cattabiani.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Alfredo Cattabiani" /><br/><p align="justify"><a title="Alfredo Cattabiani" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/alfredo-cattabiani">Alfredo Cattabiani</a> visse nell’indipendenza e fu un nemico sottile e irriducibile della cultura del «pensiero unico». Non ebbe partiti, non ebbe padroni: e fu così geloso della sua libertà che non volle mai essere neppure giornalista a contratto.</p>
<p align="justify"><a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/alfredo-cattabiani"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/alfredo2.JPG" border="0" alt="" width="149" height="152" align="right" /></a> Una volta, un suo amico, sapendo delle difficoltà in cui versava, riuscì a convincere un direttore ad assumerlo come redattore per garantirgli stipendio, ferie e pensione. Cattabiani s’immalinconì giorno dopo giorno. E quando fu il momento di firmare il contratto lo strappò, lasciando il suo amico con un palmo di naso. Da allora — saranno trascorsi vent’anni — <a title="Cattabiani" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/alfredo-cattabiani">Cattabiani</a> visse pubblicando articoli su parecchi giornali e riviste, parlando alla radio, scrivendo libri. Come sempre aveva fatto, del resto: in una felice precarietà, sebbene con periodi di buona fortuna, che lo aprirono più del solito al sorriso nella casa che s’era dato in Viterbo e ultimamente in quella di Santa Marinella. Lavorando per molti, non si dipende da nessuno. E dipendere da qualcuno è una croce insopportabile per le persone della qualità di Cattabiani, che son d’una tipologia premoderna, oramai rara. La radice del suo nome e la tinta biondo rossastra del suo pelo rimandavano ad ascendenze siciliane, ma era torinese, come sua madre, i cui abiti furono desiderati dalle signore dell’alta società sotto la Mole. Studiò dai gesuiti. E già da allora si mostrò acuto e felino, un credente in cammino sul filo del rasoio dell’eresia, un lettore di ricercata eleganza, un conversatore persino un po’ inquietante, un conoscitore di sapienze perdute, un frequentatore di incanti e di simmetrie dimenticati.</p>
<p align="justify">Amava i gatti, era inconquistabile come un gatto e più di una volta ho potuto scorgere un’ombra dolce di sorriso sotto i baffi. Alfredo Cattabiani avrebbe potuto avere molto di più dalla vita, ma quel molto di più sarebbe stato sciapo. Ha avuto invece danni studiati e saporiti. Ha lasciato libri importanti, che non saranno dimenticati. Ma anche se non avesse lasciato nulla, molti di noi che siamo insofferenti del «pensiero unico» e del precotto culturale per qualche verso, e ugualmente, saremmo stati verso lui obbligati.</p>
<p align="justify">Al di là dei ricordi personali (e i miei adesso incalzano con il ritmo del flamenco che Cattabiani offrì agli amici l’estate scorsa nella sua corte domestica) il caso di quest’anno di cultura è emblematico di una condizione assurda, che è durata incredibilmente a lungo in Italia: e ancora un po’ perdura. Com’è possibile che una personalità del calibro di Alfredo Cattabiani abbia dovuto elemosinare per anni piccole collaborazioni in una Rai imbottita di gentuccia opulenta proveniente dai partiti?</p>
<p align="justify">Com’è possibile che il secondo dei quotidiani più diffusi in Italia non abbia trovato ieri qualche riga per riferire che era morto non dico colui che ha portato <a title="Tolkien" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/john-ronald-reuel-tolkien">Tolkien</a> nelle nostre librerie, non dico un intellettuale di spicco dell’area della destra, non dico l’autore di una decina di libri di successo: ma dico un giornalista di una qualche notorietà? È possibile, è possibile per questa semplice, folle ragione: perché Cattabiani nella bibliografia di un certo prepotente (sebbene disastrato) potere culturale italiano non c’è, non è mai esistito e, dunque, può essere neppure morto. Iperbolicamente e paradossalmente c’è del vero in questa follia. Perché Cattabiani è ben vivo, col suo esempio di vita e coi suoi scritti.</p>
<p align="justify"><strong>* * *</strong></p>
<p align="justify">Tratto da <em>Il Tempo</em> del 20.V.2003.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/cattabianiagnese.html' addthis:title='Alfredo e il suo sorriso di libertà ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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