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	<title>Centro Studi La Runa &#187; Leonardo Magini</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>La dea bendata</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 04:15:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Enzo Migliori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un importante studio di Leonardo Magini sul mito etrusco-romano di Fortuna e le infinite manifestazioni dello sciamanesimo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/la-dea-bendata.html' addthis:title='La dea bendata '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/storia-antica.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Storia antica" /><br/><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;amp;isbn=9788881035915" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-4372" style="margin: 10px;" title="la-dea-bendata" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/la-dea-bendata.jpg" alt="" width="150" height="215" /></a>I libri di Leonardo Magini<a href="#_ftn1">[1]</a> hanno il pregio dell’originalità senza mai sconfinare nella pura fantasia disancorata dalle fonti documentarie, anzi riesce a darcene una lettura meno superficiale restituendo il giusto risalto a particolari spesso sottovalutati.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è l’ultimo frutto di un lavoro di ricerca e studio durato circa tre lustri che interseca i dati forniti dalla ricerca storiografica, archeologica, dalla <a title="letteratura" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/letteratura">letteratura</a> storico religiosa ed etno-antropologica con quelli ricavati dalle fonti classiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Come si evince dal titolo il mito etrusco-romano di <em>Fortuna</em> e le infinite manifestazioni dello sciamanesimo sono i due poli di questa ricerca: da una parte, l’opera della Dea che sovrintende le sorti degli umani; dall’altra le azioni del taumaturgo al quale ricorrono per aiuto i popoli di tutto il mondo. Tratti sciamanici sono evidenziati in personaggi quali Caco, Ceculo e Coclite.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui mi piace ricordare il mito rappresentato nello specchio di Bolsena conservato al British Museum di Londra palesato dal Magini grazie al confronto con i miti dell’India sanscrita. Solitamente le descrizioni di detto specchio si limitano all’elencazione dei personaggi presenti: i noti <em>Cacu</em> e i fratelli <em>Caile</em> e <em>Avle Vipinas</em> (Caco e i fratelli Celio e Aulo Vibenna) e l’altrimenti ignoto <em>Artile</em>.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>“Nell’India vedica si conosce il mito della </em>liberazione della quaglia<em> da parte degli </em>Aśvin<em>, i gemelli divini… legati, secondo l’interpretazione corrente, al Cielo e alla Terra, al giorno e alla notte. La quaglia che essi liberano dalla gola del lupo sarebbe l’aurora, la luce inghiottita in precedenza e rinchiusa nella caverna”</em><em>.<a href="#_ftn2">[2]</a></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Ecco, allora, che il ricordo di un antico adagio latino – ‘la cornacchia non ha niente a che spartire con la lira’ – consente di interpretare il mito rappresentato nello specchio etrusco. Dotata di </em>malitia<em> e di </em>perfidia<em>, la cornacchia </em>Cacu<em> ha fatto prigioniera la quaglia </em>Artile<em>, il ‘giovane di tipo apollineo, intento a suonare la lira’: qui </em>Cacu<em> ha preso il posto del lupo indiano e </em>Artile<em> rappresenta l’ordine del cosmo e l’armonia dell’universo nell’immutabile alternarsi dei giorni e delle notti, degli inverni e delle estati. A loro volta i fratelli </em>Vipinas<em> hanno preso il posto dei loro omologhi divini </em>Aśvin<em> e liberano </em>Artile<em> da </em>Cacu<em>, cioè la quaglia dalla cornacchia. Quest’ultima rappresenta il caos, il disordine primordiale”</em> (pp. 33-34).</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Non poteva mancare in questo libro <em>Praeneste</em>, città fondata da Ceculo, con il santuario, celebre già nell’antichità, di Fortuna Primigenia creato da Numerio Suffustio. Da notare che il nome <em>Suffustius</em> dovrebbe valere come “(Quello) dell’ottimo auspicio”.</p>
<p style="text-align: justify;">Buona parte del volume è naturalmente dedicato a Servio Tullio la cui vita è regolata da Fortuna già dal suo concepimento. Ci possiamo solo soffermare a segnalare che l’Autore nella costituzione serviana individua la pitagorica armonia delle sfere sociali riscontrandone gli stessi rapporti numerici<a href="#_ftn3">[3]</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dossier Fortuna ricorda anche Tanaquilla che seppe interpretare l’auspicio manifestato dall’aquila che tolse il pileo dal capo del marito Lucumone, il futuro Tarquinio Prisco, per riporvelo dopo aver volteggiato nel cielo.</p>
<p style="text-align: justify;">Paolo Festo ricorda che <em>“arrivata a Roma, venne chiamata Gaia Cecilia – fu donna di tale qualità che le novelle spose usano assumerne il nome in segno di buon augurio”</em>. <a href="#_ftn4">[4]</a></p>
<p style="text-align: justify;">Del resto, in consonanza con la tradizione romana, <em>“il nome stesso di </em>Tanaquilla<em> viene a equivalere – letteralmente e metaforicamente – al latino </em>lanifica<em> ‘tessitrice’, che è il suo maggior titolo di gloria, assieme agli altri due – di </em>prolifica<em>, ‘prolifica’, e di </em>domiseda<em>, ‘che dà calma alla famiglia’. Tre titoli che – come è facile intuire e come si confermerà subito – fanno della futura regina romana il prototipo di ogni sposa”</em> (p. 172).</p>
<p style="text-align: justify;">Non prive d’interesse sono le considerazioni sulle festività che il calendario romano dedica a Fortuna, alcune delle quali in relazione con Venere. Magini termina la sua esposizione occupandosi del trionfo ripercorrendo il percorso del corteo trionfale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il volume è riccamente corredato di materiale iconografico a integrazione del testo e di tavole esplicative della costituzione serviana e dei rapporti armonici pitagorici. Un libro da meditare e consultare che avrebbe meritato un adeguato indice analitico.</p>
<p>* * *</p>
<p style="text-align: justify;">LEONARDO MAGINI, <a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788881035915"><strong><em>La Dea bendata. Lo sciamanesimo nell’antica  Roma</em></strong></a>, Edizioni Diabasis, Reggio Emilia 2008, pp. 260, € 18,00.</p>
<p style="text-align: justify;">[Pubblicato in: <em>"Arthos"</em>, XII, n.s., 18, 2009, pp. 89-90]</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Note</strong></p>
<hr style="text-align: justify;" size="1" />
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref1">[1]</a> Tra gli altri ricordiamo: L. MAGINI, <em>Astronomia etrusco-romana</em>, “L’Erma” di Bretschneider, Roma 2003, cfr. la ns. <em><a href="http://www.lacittadella-mtr.com/sacra.htm">Rassegna bibliografica</a></em>, in “Arthos”, n.s., 12, 2004, [pp. 247-253], pp. 252-253; L. MAGINI, <a title="L'etrusco, lingua dell'oriente indoeuropeo" href="http://www.centrostudilaruna.it/etrusco-indoeuropeo.html"><em>L’Etrusco, lingua dall’oriente indoeuropeo</em></a>, prefazione di M. Negri, “L’Erma” di Bretschneider, Roma 2007, da noi recensito ne “La Cittadella”, a. VII, n.s., 29, genn.-mar. 2008, pp. 77-79.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref2">[2]</a> J. CHEVALIER &#8211; A. GHEERBRANT, <em>Dictionnaire des Symboles</em>, Laffont, Parigi 1988, sv. <em>Caille</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref3">[3]</a> Cfr. anche, in forma più estesa, L. MAGINI, <em>L’armonia delle sfere sociali o la costituzione pitagorica di Servio Tullio</em>, in “Quaderni Warburg Italia”, nn. 2-3, 2004-2005, pp. 417-489.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref4">[4]</a> 85.3.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/la-dea-bendata.html' addthis:title='La dea bendata ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;etrusco, lingua dall&#8217;Oriente indoeuropeo</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 09:59:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Enzo Migliori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recensione dell'omonimo saggio di Leonardo Magini sulle parentele tra etrusco, lingue italiche e indo-iranico]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/etrusco-indoeuropeo.html' addthis:title='L&#8217;etrusco, lingua dall&#8217;Oriente indoeuropeo '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/labrys.png" width="48" height="48" alt="" title="Indoeuropei" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/storia-antica.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Storia antica" /><br/><p style="text-align: justify;">E&#8217; sempre piacevole leggere gli scritti di Leonardo Magini per la facilità con cui riesce a catturare l&#8217;interesse del lettore, coordinando e presentando le sue conoscenze della tradizione etrusco-romana (e non solo). Negri, nella prefazione, ricorda <em>Astronomia etrusco-romana,</em><a name="_ftnref1" href="#_ftn1">[1]</a> dove Magini ha dimostrato &#8220;la sussistenza nella <em>prisca Roma</em> di un sapere astronomico giuntovi apparentemente <em>ex improviso</em>, per l&#8217;invenzione numana. E giacché tutto ciò [...] non può appartenere alla tradizione interna del popolo romano &#8211; ed è anzi letto dalle fonti proprio come <em>riforma</em> del calendario di Romolo, questo sì primitivo e disorganizzato -, l&#8217;autore propone che le spettacolari coincidenze di queste conoscenze numane con tradizioni e saperi che palesemente rinviano al Vicino Oriente, soprattutto babilonese, &#8220;saltando&#8221; la Grecia, siano il frutto della mediazione etrusca fra il Vicino Oriente e l&#8217;Italia, in cui li avrebbe portati la loro migrazione dalla Lidia&#8221; (p. 11).</p>
<p style="text-align: justify;">In questo volume è stato riunito il contenuto di alcune relazioni tenute al Sodalizio Glottologico Milanese tra il 1996 e il 2004 inerenti ai rapporti tra onomastica etrusco-romana e lessico indoiranico con particolare riguardo al mito. Mito ‘etrusco-romano&#8217;, perché &#8211; giustamente ricorda l&#8217;Autore nella premessa &#8211; &#8220;a volte è difficile definirne l&#8217;origine, assieme a quella dei nomi dei protagonisti; valga per tutti l&#8217;esempio del ratto delle Sabine, i cui nomi a stretto rigore dovrebbero essere latini o sabini, e invece ci giungono quasi certamente per un tramite etrusco&#8221; (p. 15).</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="L'Etrusco, lingua dell'oriente indoeuropeo" rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788882654344" target="_blank"><img class="alignright alignnone size-medium wp-image-842" style="float: right; border: 0; margin: 10px;" title="etrusco" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/etrusco.jpg" alt="L\'etrusco, lingua dell\'Oriente indoeuropeo" width="200" height="294" /></a>I nomi dei mesi, i nomi del mito etrusco-romano, i toponimi, i teonomi, le glosse, i termini comuni del lessico etrusco e i termini latini di etimologia ignota sono gli argomenti in cui era diviso il materiale delle relazioni che nel presente volume è stato riorganizzato secondo l&#8217;ordine alfabetico (il nostro e non quello etrusco). Quasi voci enciclopediche, veri saggi di lunghezza variabile ma di contenuto intenso.</p>
<p style="text-align: justify;">Magini ha voluto segnalare un dato di fatto: &#8220;che l&#8217;etrusco è una lingua portatrice di una onomastica del mito &#8211; e forse anche di un lessico &#8211; che presentano singolari affinità con il lessico dell&#8217;indo-iranico&#8221; (p. 16). Questo studio potrebbe aprire &#8220;la strada a una ‘riscoperta&#8217; dell&#8217;etrusco per via semantica e a una riconsiderazione del suo posto nel contatto con la protostoria delle lingue dell&#8217;Oriente <a title="indoeuropeo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei" target="_self">indoeuropeo</a>&#8221; (p. 17).</p>
<p style="text-align: justify;">Dovendo selezionare tra quanto vorrei segnalare, mi piace ricordare &#8220;la concordanza, in quattro casi su otto, dei nomi dei mesi etruschi e antico persiani&#8221; (p. 23). Di particolare importanza considerando la difficoltà di trovare nelle <a title="lingue indoeuropee" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei" target="_self">lingue indoeuropee</a> comuni nomi dei mesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti ricorderanno il mito di Ercole e Caco, pochi, forse, quello rappresentato in un celebre specchio di Bolsena che ci documenta il mito, altrimenti sconosciuto di <em>Cacu</em> degli eroici gemelli etruschi <em>Vipinas</em> (<em>Avle</em> e <em>Caile</em>) &#8211; ovvero i fratelli Vibenna &#8211; e di <em>Artile</em> il cui nome non è ricordato da nessun&#8217;altra fonte classica.<a name="_ftnref2" href="#_ftn2">[2]</a></p>
<p style="text-align: justify;">Alla voce <em>husrnana</em> troviamo una dissertazione storico-religiosa oltre che linguistico comparatistica gravitante intorno allo zafferano e al suo uso iniziatico.</p>
<p style="text-align: justify;">Particolarmente rilevante il gentilizio <em>Arianas</em>, attestato in epoca alta nel territorio fiesolano, che &#8220;va interpretato direttamente e semplicemente come &#8220;ariano&#8221; e costituisce la forma etrusca del nome proprio che gli stessi ‘arii&#8217; o ‘ariani&#8217; usavano per identificarsi&#8221; (p. 73). Come ricorda Dionisio di Alicarnasso<a name="_ftnref3" href="#_ftn3">[3]</a> gli etruschi chiamavano se stessi col nome di un loro capo, Rasenna. Le iscrizioni confermano la forma <em>rasna</em>, &#8220;e va collegato alla forma, indoeuropea anche questa, che dà in latino la forma nominale <em>rex</em>, &#8220;colui che dirige, re&#8221; e in sanscrito la forma verbale <em>rajati</em>, &#8221; (p. 74) e il derivato <em>raja</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Da segnalare anche il lungo e articolato dossier dedicato a <em>Scaevola, Mucius</em> e <em>Cordus</em> che spazia dagli studi di mitologia comparata <a title="indoeuropea" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei" target="_self">indoeuropea</a> di Georges Dumézil alle fonti classiche: Plutarco e Livio<a name="_ftnref4" href="#_ftn4">[4]</a> ma anche <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/marco-tullio-cicerone" target="_blank">Cicerone</a></span>.<a name="_ftnref5" href="#_ftn5">[5]</a> Attraverso il culto di <em>Fides</em> per giungere agli istituti giuridici della <em>nuncupatio</em> e della <em>mancipatio</em>. Per concludere che &#8220;ancora una volta l&#8217;etrusco si porrebbe come una lingua portatrice di un lessico affine all&#8217;indoiranico, trasmesso al latino dove lo si ritrova fossilizzato nell&#8217;onomastica del mito&#8221; (p. 89).</p>
<p style="text-align: justify;">Magini individua il significato dei tre nomi che il mito lega all&#8217;<em>etrusca disciplina</em>: <em>Vecu</em> è la &#8220;Voce&#8221; (o la &#8220;Parola&#8221; o il &#8220;Discorso&#8221;); <em>Tages</em> è il &#8220;Testo&#8221; (o meglio il &#8220;Contesto&#8221;); <em>Tarchon</em> è &#8220;Colui che medita, riflette ragiona, specula&#8221;. Più avanti ci ricorda che la &#8220;nozione di albero <em>felix</em><a name="_ftnref6" href="#_ftn6">[6]</a> è di origine etrusca&#8221; (p. 115 n. 127).</p>
<p style="text-align: justify;">Terminiamo il nostro florilegio da questo prezioso volume ricordando che &#8220;tra i nomi delle divinità romane ve ne sono diversi che, già nella loro forma latina, denunciano &#8211; secondo l&#8217;opinione prevalente &#8211; la provenienza dall&#8217;etrusco. Prendiamone due tra i più importanti: <em>Saturnus</em>, o <em>Saeturnus</em>, e <em>Vertumnus</em>, o <em>Vortumnus</em>. Del primo si sospetta la presenza nella sua forma originale nel <em>Satres</em> del Fegato di Piacenza&#8221; <a name="_ftnref7" href="#_ftn7">[7]</a> (p. 103) mentre il secondo è definito da Varrone<a name="_ftnref8" href="#_ftn8">[8]</a> <em>deus Etruriae princeps</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Un libro di sicuro interesse per chiunque è attratto dalla Tradizione di Roma, indipendentemente dal fatto che il sistema concettuale indoiranico sia &#8220;appartenuto anche alla preistoria della lingua etrusca&#8221; (p.122). Concludendo &#8211; e attenzione Magini si modera &#8211; &#8220;<em>l&#8217;etrusco è una lingua dall&#8217;Oriente <a title="indoeuropeo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei" target="_self">indoeuropeo</a></em>, una lingua che ha avuto in tempi immediatamente protostorici forti e profondi contatti con le lingue dell&#8217;Oriente <a title="indoeuropeo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei" target="_self">indoeuropeo</a>&#8221; (p. 122).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">LEONARDO MAGINI, <a title="L'Etrusco, lingua dell'oriente indoeuropeo" rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788882654344" target="_blank"><em>L&#8217;Etrusco, lingua dall&#8217;oriente indoeuropeo</em></a>, prefazione di Mario Negri, &#8220;L&#8217;Erma&#8221; di Bretschneider, Roma 2007, pp. 134, s.i.p.<a name="_ftnref9" href="#_ftn9">[9]</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<hr style="text-align: justify;" size="1" />
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn1" href="#_ftnref1">[1]</a> L. Magini, <em>Astronomia etrusco-romana</em>, &#8220;L&#8217;Erma&#8221; di Bretschneider, Roma 2003, cfr. la ns. <em>Rassegna bibliografica</em>, in &#8220;Arthos&#8221;, n.s., 12, [pp. 247-253], pp. 252-253.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn2" href="#_ftnref2">[2]</a> Per un approfondimento del mito di Ercole e Caco e dello specchio di Bolsena vedi L. Magini, <em>La quaglia e la cornacchia &#8211; Quattro dialoghi sul mito di Ercole e Caco</em>, Guerini, Milano 1991.</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn3" href="#_ftnref3">[3]</a> Dionisio 1.30.3.</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn4" href="#_ftnref4">[4]</a> Plutarco, <em>Publicola</em> 17, Livio, 2.12, Dionisio 5.29, Floro 1.10.</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn5" href="#_ftnref5">[5]</a> <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/marco-tullio-cicerone" target="_blank">Cicerone</a></span>, <em>De officiis</em>, 3.15, 3.17 e 3.31.</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn6" href="#_ftnref6">[6]</a> Sui significati giuridici e religiosi cfr. R. del Ponte, <em>Aspetti del lessico pontificale: gli &#8220;arbores felices&#8221;</em>, in Id., <em>La Città degli Dei</em>, Ecig, Genova 2003, pp. 71-74.</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn7" href="#_ftnref7">[7]</a> TLE 719.</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn8" href="#_ftnref8">[8]</a> Varrone, <em>De lingua latina</em>, 5.46.</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn9" href="#_ftnref9">[9]</a> Recensione originariamente pubblicata ne &#8220;La Cittadella&#8221;, a. VII, n.s., n° 29, genn.-mar. 2008, pp. 77-79.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/etrusco-indoeuropeo.html' addthis:title='L&#8217;etrusco, lingua dall&#8217;Oriente indoeuropeo ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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