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	<title>Centro Studi La Runa &#187; Kerouac</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>Jack Kerouac</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 22:05:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Iacona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un ritratto di Jack Kerouac e della sua opera a quarant'anni dalla morte del 'padre della beat generation']]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/jack-kerouac.html' addthis:title='Jack Kerouac '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jack-kerouac" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3046" style="margin: 10px;" title="jack-kerouac" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/jack-kerouac.jpg" alt="jack-kerouac" width="200" height="200" /></a>Bello? Può darsi. Dannato? Sicuramente. Quarant’anni fa se ne andava per sempre Jack <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jack-kerouac" target="_blank">Kerouac</a></span>, uno dei papà &#8211; non il solo naturalmente &#8211; della <em>Beat Generation</em>, una delle ultime vere correnti di pensiero del nostro secolo &#8211; poesia, letteratura, vita, amore, libertà ed emozioni &#8211; in grado di ispirare per lungo tempo i giovani dell’Occidente sospirante. Si può parlare di <em>Beat </em>per dieci-quindici anni, neanche venti forse: <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jack-kerouac" target="_blank">Kerouac</a></span> è stato un fenomeno consumatosi come un grande giocatore di <em>football</em>, nell’arco di brevi, lunghe stagioni. Considerava scrittori nati &#8211; come lo era lui stesso &#8211; Herman <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/herman-melville" target="_blank">Melville</a></span>, Walt Whitman e Hanry David Thoureau; e amava Aldous <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/aldous-huxley" target="_blank">Huxley</a></span>, Thomas Wolfe, Henry Miller, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/louis-ferdinand-celine" target="_blank">Céline</a></span> e perfino il più “ordinario” <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/william-shakespeare" target="_blank">Shakespeare</a></span>. Ma la critica finì per bastonarlo insieme a tutti gli amici del “gruppo”. A cominciare da Allen Ginsberg e dal suo <em>Urlo</em> del 1956.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà grande sportivo, in gioventù, Jack lo era stato davvero. Poi però si era trovato dinnanzi al più comune dei bivi: giocatore o scrittore? Per nostra fortuna, Jack non aveva faticato molto a scegliere il proprio futuro, voltando per il primo dei due sentieri (continuando tuttavia, ad amare lo sport), il più lungo e difficile; un sentiero che l&#8217;avrebbe condotto <em>post mortem </em>fino alle glorie dell&#8217;empireo dei narratori “maledetti”, con l&#8217;altro grande Jack &#8211; London &#8211; e dopo di lui con Bob Dylan («Ho letto le poesie di <em>Mexico city blues</em> nel ‘59, quando era a St. Paul. Mi hanno colpito profondamente. Era la prima volta che la poesia mi parlava utilizzando il mio stesso linguaggio»), un punto di riferimento di una seconda America, non quella del Sogno (S maiuscola) ma quella “vagabonda”, i cui sogni piccoli e sbrigativi correvano verso luoghi lontani, dai quali occorresse prontamente ripartire.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/sulla-strada/1135" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3047" style="margin: 10px;" title="sulla-strada" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/sulla-strada.jpg" alt="sulla-strada" width="200" height="301" /></a>D&#8217;altra parte i Grandi Sogni di Jean Louis Lebris de <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jack-kerouac" target="_blank">Kerouac</a></span> (questo il suo vero nome), di famiglia cattolica e franco-canadese, nato nel 1922 a Lowell nel Massachusetts, erano svaniti già molto presto, a quattro anni, con la morte del fratello Gerard. Risalgono a venti-ventidue anni, invece, i primi contatti con gli altri esponenti <em>Beat</em>, e non è ancora il 1950 quando Jack esordisce nella letteratura con un buon successo (il romanzo ove saggia la cosiddetta prosa “spontanea” in stato di eccitazione: <em>La città e la metropoli</em>). Il suo capolavoro, il libro per cui è universalmente conosciuto però, come tutti sanno, è <em>On the Road</em> (“<a title="Sulla strada" href="http://www.libriefilm.com/sulla-strada/1135">Sulla strada</a>”), pubblicato nel 1957, ma riscritto quasi di getto &#8211; dopo una prima stesura &#8211; nel ‘51 in appena tre settimane, dopo una serie di viaggi col “mito” vivente &#8211; amico e in un certo senso maestro &#8211; Neal Cassady. Un libro a suo modo difficile; amicizia e fuga dal quotidiano, rifiuto delle consuetudini e ricerca del nuovo ne fanno un altro manifesto della più classica agenda della controalienazione novecentesca. Ha scritto Fernanda Pivano: «Ricerca di mezzi espressivi primordiali, ricerca di intensità di linguaggio, ricerca di valori morali originari: tutte le strade, per questi giovani scrittori, riconducono a uno stesso problema di ripiegamento su se stessi per liberarsi dalle pressioni del mondo contemporaneo».</p>
<p style="text-align: justify;">Ma gli altri romanzi per i quali <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jack-kerouac" target="_blank">Kerouac</a></span> andrebbe ricordato e che costituiscono capitoli staccati di una scrittura vivente, sono la storia d&#8217;amore de <em>I sotterranei</em> (1958), lo spiritual-buddhista <em>I vagabondi del Dharma</em> (1958) e poi il “memorialistico” <em>Vanità di Duluoz</em> (1968). A modellare le sue ispirazioni (le sue continue ricerche) e a riempire i contenuti, sono i più grandi autori dell’era moderna &#8211; ancorché di autori “difficili” si tratti &#8211; da <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/arthur-schopenhauer" target="_blank">Schopenhauer</a></span> a Nietzsche, da Rimbaud a Pound da William Blake a Spengler; ma anche la grande musica da Charlie Parker a Frank Sinatra, da Wagner a Beethoven. Un po’ l&#8217;uno, un po’ l&#8217;altro dei temi e dei ritmi, insomma, perché <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jack-kerouac" target="_blank">Kerouac</a></span> grazie alla ricerca di un legame stretto anima-corpo è stato un bravo sperimentatore consapevole del rispetto di “regole anarchiche” e un costruttore di leggende personali. Già nel &#8217;47 aveva coniato il termine <em>Beat Generation</em>, diffuso poi nel 1952 da un paio di lavori di John Clellon Holmes. <em>Beat Generation</em> è per molti versi anche una continuazione con altri mezzi della <em>Lost Generation</em> di un ventennio prima (denominazione che si deve a Gertrude Stein), dunque la generazione &#8211; straordinaria &#8211; di Francis Scott Fitzgerald, di Ernest Hemingway ed anche di Pound e di Dos Passos. In ordine di tempo fra le due coppie, Jack <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jack-kerouac" target="_blank">Kerouac</a></span> morirà a causa dell&#8217;abuso di alcol nell’ottobre del 1969. Ma, ci ha spiegato la Pivano, sarebbe bene guardare ai Beat col riguardo che si deve a un fenomeno unico, particolare. Prima sociale, individuale o esteso (da gioventù bruciata, insomma), poi artistico. Tipico di quei giorni, insomma, perché eccezionale fu la storia degli anni Cinquanta: «A questa dilagante massa di ragazzi reticenti e scontrosi, tristi e freddi, avidi d’affetto e in perpetua ricerca di una ragione d’essere, staccati senza speranza da “anziani” incomprensibili e che non li capiscono, aggrappati come ad una fede ad un ideale di vita intenso e libero da qualsiasi pregiudizio o sovrastruttura, appartengono gli scrittori della beat generation».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/romanzi/6135" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3048" style="margin: 10px;" title="romanzi-kerouac" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/romanzi-kerouac.jpg" alt="romanzi-kerouac" width="200" height="338" /></a><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jack-kerouac" target="_blank">Kerouac</a></span> è oggi un’icona ribelle della letteratura universale, ma fin dagli inizi degli anni Sessanta anche parte della cultura italiana (straripante di modi d&#8217;importazione), guardava a quell’“altra” America con tutto l&#8217;interesse possibile. C’era, sì, nei giovani che vivevano gli anni del <em>boom</em>, una forte attrazione verso il consumismo e la logica del guadagno, ma c&#8217;era anche un’autentica infatuazione per l’America anti-sistema, quella appunto protestataria pacifista ed esasperatamente libertaria di Jack <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jack-kerouac" target="_blank">Kerouac</a></span> &amp; co. In molti ricorderanno che a far conoscere autori e cultura Beat in Italia era stata l’indimenticabile Pivano, studiosa fra le più importanti di letteratura americana e grande amica di Hemingway. “Nanda”, già allieva di Pavese e Abbagnano amerà certa cultura italiana almeno quanto quella americana. Sua una famosa dichiarazione di qualche lustro fa sul concittadino (genovese come lei), Fabrizio De Andrè: «Sarebbe necessario che invece di dire che Fabrizio De André è il Bob Dylan italiano si dicesse che Bob Dylan è il Fabrizio De André americano». Si può affermare a questo punto, che col De Andrè cantastorie democratico e anarchico a un tempo, portavoce degli emarginati, dei ribelli e di ogni bastian-contrario, il cerchio del mondo “ribelle” si sia chiuso proprio dalle nostre parti.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Beat</em>… ma che cosa è <em>Beat</em>? Il significato di un termine che ha accompagnato quasi per intero l&#8217;esistenza dei nostri cinquantenni è multiforme, come poliedrici sono i criteri comportamentali dei giovani (e meno giovani) che hanno sposato la madre di tutte le contestazioni del dopoguerra (i cui “capiscuola”, ricordiamolo, oltre <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jack-kerouac" target="_blank">Kerouac</a></span> sono Ginsberg, William Burroughs, Gregory Corso e Lawrence Ferlinghetti, il poeta-editore). <em>Beat </em>è soprattutto un viaggio. Un viaggio in alcuni casi, senza ritorno, per almeno tre significati. Viaggio fisico, spostamento dunque, voglia di andare senza un vero perché razionale; e viaggio “mentale” grazie all’utilizzo dell’alcol e delle droghe (nel marzo del ‘68 il periodico <em>Panorama</em>, pubblicava un’inchiesta sulle sostanze allucinogene &#8211; con tanto di carta d&#8217;identità delle droghe &#8211; che veniva così introdotta: «Dalla prima sigaretta di marijuana all’internamento nell&#8217;ospedale municipale di San Francisco in uno stato mentale forse incurabile, erano passati 18 mesi. In questo breve periodo Bill W., 19 anni … aveva esperimentato una vera escalation della droga. Dalla quasi innocua marijuana … era passato all’Lsd… dopo qualche mese neanche l’Lsd gli bastava più e Bill assaggiò l’Stp, una nuova potentissima sostanza chimica intossicante…»); viaggio, infine, nel costume, nei modi e nei comportamenti ma non più e non solo degli americani di entrambi i versanti, prima di New York poi di San Francisco capitale della libertà. Non per niente la sezione dedicata a “Beat e capelloni”, tratta dal libro di Francesco Donadio e Marcello Giannotti, <em>Teddy-boys rockettari e cyberpunk</em> &#8211; Ed. Riuniti, 1996 &#8211; così comincia: «Come la gioventù italiana intraprende un cambiamento a tutt’oggi senza ritorno…».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/un-mondo-battuto-dal-vento-2/6130" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3049" style="margin: 10px;" title="un-mondo-battuto-dal-vento" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/un-mondo-battuto-dal-vento.jpg" alt="un-mondo-battuto-dal-vento" width="200" height="290" /></a>Ma anche in modo più concreto <em>Beat </em>può essere tradotto in vari altri modi. Come “beatitudine”, ascetismo, spiritualismo-Zen e ricerca di un paradiso (artificiale) in terra, ma anche come sconfitta, come l’esser stati battuti da un mondo circostante di cui poco o nulla si può condividere (oramai quel che c’era da dire è stato detto e le denunce appartenevano alle generazioni precedenti). Ma <em>Beat </em>è anche ritmo, musica, soprattutto jazz nello stile <em>be-bop</em>, utilizzati perfino come modello di scrittura. In fondo <em>Beat </em>è forse unicamente ricerca e speranza di novità, in un mondo stretto nella morsa del consumo e della guerra fredda ed è anche ricerca e speranza di una vita vissuta in parallelo o, magari, di nascosto (e della quale, chissà, poteva far parte quel campionato di baseball di cui si è parlato nei mesi scorsi, creato dalla fantasia adolescenziale di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jack-kerouac" target="_blank">Kerouac</a></span>). Una vita dalle forme ristrette e consumata in fretta, colma e stracolma di curiosità e oggetti minuscoli di uso quotidiano, e, poco o nulla, di abusata grandeur (da questo punto di vista fa in un certo senso scuola, la poetica di Charles Bukowski, anche se, a rigore, il vecchio “Hank” non può essere considerato uno scrittore facente parte del gruppo della generazione <em>Beat</em>). Tanto che l’eredità Beat e kerouachiana può essere concentrata in poche semplici voci: spiritualità &#8211; nel senso di <a title="religiosità" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religiosità</a> laica, nel senso di ricerca di una via trascendente &#8211; ecologia, liberazione sessuale depenalizzazione delle droghe, condanna di ogni forma di censura. E poi soprattutto: antipolitica. Le grandi rivoluzioni, si sa, si costruiscono fuori dalle complicatissime aule “sorde e grigie”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>Linea </em>del 21 ottobre 2009.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/jack-kerouac.html' addthis:title='Jack Kerouac ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il ritorno del Cimmero</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Feb 2009 10:40:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ippolito Edmondo Ferrario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le ragioni dell'intramontabile successo del personaggio di Conan creato da Robert Ervin Howard e alcune anticipazioni sul nuovo film Re Conan]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-ritorno-del-cimmero.html' addthis:title='Il ritorno del Cimmero '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/drago48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Fantastico" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8804546352" target="_blank"><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/ilcerchionero.bmp" border="0" alt="Robert Ervin Howard, Conan. Il cerchio nero" width="95" height="156" /></a>Numerose e contrastanti sono le notizie che in queste ultime settimane giungono da Hollywood e che riguardano un possibile ritorno sul grande schermo del barbaro più famoso di tutti i tempi: Conan Il cimmero. Da tempo si rincorrono le voci di un nuovo ingaggio milionario per il non più giovanissimo, ma pur sempre granitico, Arnold Schwarzenegger, ora Governatore della California, che potrebbe tornare a vestire i panni del guerriero frutto dell’estro letterario del geniale scrittore americano Robert E. Howard, creatore dell’<em>heroic- fantasy </em>e suicidatosi a soli trentatre anni con un colpo di pistola alla testa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8887011885" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/micheletetroconan.bmp" border="0" alt="Michele Tetro, Conan il barbaro. L'epica di John Milius" width="80" height="106" /></a>Secondo alcuni questo terzo episodio della fortunata saga potrebbe  essere un semplice <em>remake </em>del primo <em>Conan il Barbaro</em>, diretto magistralmente da <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/registi/john-milius" target="_blank">John Milius</a></span> del 1982 e con protagonista un Arnold Schawarzenegger appena sceso dal podio del Mister Olympia. La Warner Bross ne avrebbe già ceduto i diritti alla Millennium e la regia dovrebbe essere affidata a Fredrick Malmberg. Per questo nuovo <em>King Conan: Crown of Iron</em> (<em>Re Conan, La Corona di ferro</em>) sono però spuntati, insieme al nome della “quercia austriaca”, anche quello di Milius che secondo un’altra fonte sarebbe invece il regista in corsa per dirigere questo nuovo film. E tanto per creare ancora più mistero sembrerebbe che Schwarzy abbia rinunciato all’ultimo al ruolo per limiti di età. Ed ecco che si sarebbe aperta una vera e propria caccia per trovare il “nuovo” Conan che potrebbe essere selezionato tra alcuni dei più famosi <em>body builder</em> del momento o tra i campioni di wrestling.</p>
<a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/dvd/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;e=8010312059971"><img class="size-medium wp-image-1725" title="conan-il-barbaro" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/conan-il-barbaro.jpg" alt="John Milius, Conan il barbaro" width="200" height="288" /></a>
<p style="text-align: justify;">Di certo l’eredità lasciata da <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/registi/john-milius" target="_blank">John Milius</a></span> è di quelle non facili da raccogliere; già il secondo episodio <em>Conan il distruttore</em> datato 1984, diretto da Richard Fleischer, seppur campione di incassi, non ebbe il fascino del primo film. Di certo, in questo continuo avvicendarsi di notizie e smentite, emerge l’autentico <em>revival </em>per gli eroi senza compromessi,  protagonisti di epiche saghe e di altrettanto titanici scontri tra bene e male che investe la cinematografia internazionale. Conan il cimmero, dal giorno della sua nascita, sancita con il racconto <em>La fenice sulla lama</em>, pubblicato sulla rivista americana <em> Weird Tales</em> nel dicembre del 1932, fu dotato di una precisa connotazione: barbaro, nel senso di insofferente alla vita comoda, guerriero abile e spietato, ladro e mercenario, ma sempre pronto a mettersi dalla parte dei deboli e dei bisognosi rischiando la vita in prima persona. Naturalmente Howard lo pensò fisicamente come un guerriero imponente, dotato di una forze eccezionale, agilissimo quanto astuto, capace di gettarsi nella mischia in battaglia, incurante delle forze nemiche soverchianti, così come di improvvisarsi ladro e di darsi alla fuga dopo aver rubato preziosi tesori.</p>
<p style="text-align: justify;">Certamente la psicologia di Conan è figlia di quello spirito critico, ribelle e antiborghese di Howard che non perdeva occasione per criticare la società del suo tempo inflacidita da progresso e falsi miti. Per Conan Howard creò con meticolosa precisione un’epoca immaginaria, la cosiddetta “Era Hyboriana”, dominata da caos e guerre, una sorta di <a title="medioevo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/medioevo">medioevo</a> cupo e <a title="fantastico" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/fantastico">fantastico</a> nel quale convivono i miti nordici, quelli di Atlantide  e influenze esotiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8883434935" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/conanwindsorsmith3.bmp" border="0" alt="Roy Thomas, Il mostro dei monoliti e altre storie. Le cronache di Conan. Vol. 3" width="95" height="164" /></a> “Di quell’epoca, conosciuta dai cronisti nemediani come il Pre-Cataclisma si sa poco, salve per l’ultima parte, e anche questa è velata dalla nebbia della leggenda” dice Howard. E ancora: “Atlantide e Lemuria sprofondarono e le isole dei Pitti furono sollevate a formare le vette delle montagne di un nuovo continente”. Conan, figlio di un fabbro, trascorre la sua infanzia e adolescenza in Cimmeria, una regione aspra e montagnosa dove il giovane eroe forgerà la sua tempra di barbaro e guerriero, insuperabile nelle prove di forza quanto nell’uso della spada. La cosmogonia del cimmero è semplice: sarà Crom, il dio depositario del segreto dell’acciaio, l’unica divinità alla quale Conan si appella più per imprecare che per pregare.</p>
<div id="attachment_1722" class="wp-caption alignleft" style="width: 298px"><img class="size-medium wp-image-1722" title="conan" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/conan-288x300.jpg" alt="Conan in una celebre illustrazione di Frank Frazetta" width="288" height="300" /><p class="wp-caption-text">Conan in una celebre illustrazione di Frank Frazetta</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ma Conan non è destinato a rimanere col suo popolo. Lo aspetta il viaggio, il vagabondaggio in terre straniere, spesso ostili, dove Conan conoscerà re, avventurieri, ladri e splendide donne e diventerà re lui stesso, con la propria forza. Il tema è lo stesso di sempre, quello del viaggio, dell’uomo che abbandona la propria casa, quello che ha, che seppur poco, è comunque una sicurezza: in questo caso la terra natia, il proprio popolo. Il cimentarsi in nuove imprese, mettersi in cammino per confrontarsi con quello che sta fuori dal nostro mondo accomuna un certo tipo di visione del mondo, dai cavalieri erranti medioevali fino alla <em>Beat Generation </em>raccontata da <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jack-kerouac" target="_blank">Kerouac</a></span>. La sola differenza è nell’epoca e nei modi, ma il senso del viaggio è lo stesso: guardarsi fuori per conoscersi dentro.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo aspetto psicologico fondamentale della saga del cimmero era stata pienamente capita dal regista <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/registi/john-milius" target="_blank">John Milius</a></span> che meglio di chiunque altro avrebbe potuto mettere sullo schermo Conan. Lo stesso Milius, classe 1944, originario del Missouri, all’età di sedici anni, dopo aver letto <em>I vagabondi del Dharma</em> di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jack-kerouac" target="_blank">Kerouac</a></span> intraprese un avventuroso viaggio sui treni merci nel cuore dell’America. Svolse le professioni più disparate (dal bagnino all’istruttore di surf). Regista di film che hanno segnato la storia del cinema (<a title="Un mercoledì da leoni" href="http://www.centrostudilaruna.it/un-mercoledi-da-leoni.html"><em>Un mercoledì da leoni</em></a>, <em>Apocalypse Now</em>, <em>Lo squalo</em>, <em>Ispettore Callaghan, il caso Skorpio è tuo</em> ecc) Milius è un personaggio poliedrico, estremamente colto e complesso, sempre dominato da un’insofferenza per quel tipo di visione comoda e borghese della vita già ampiamente criticata da Howard. Nei suoi confronti le accuse di fascismo non sono mai mancate. Una frase dello stesso Milius è indicativa del suo spirito libero e in antitesi allo  star system holliwodiano: &#8220;La mia immagine di destra è di un genere pagano, animalistico e permeata da un’idea di libertà. Non ha niente a che fare con cose come la censura e le imposizioni religiose…sono un pagano, un pagano onesto&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8804525878" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/conanconquistatore.bmp" border="0" alt="Robert Ervin Howard, Conan il conquistatore" width="95" height="147" /></a>Nel film <em>Conan il barbaro</em> non a caso il cimmero è alle prese con una pericolosa setta che non solo, dopo avergli massacrato la famiglia, lo ha ridotto in schiavitù per anni, ma che successivamente mira al controllo del mondo attraverso l’indottrinamento di nuovi adepti. Così nella saga letteraria, Conan si trova più volte a lottare contro il potere subdolo quanto potente della magia che a volte può sconfiggere quello della spada, rappresentato dall’acerrimo nemico Toth Amon, il mago. Quella di Howard-Conan-Milius appare oggi più che mai una triade mossa da un viscerale amore per la libertà dell’individuo e dal desiderio di combattere, di impugnare penna, ascia bipenne o cinepresa che sia, per ribellarsi al nemico. Un nemico che manipola le menti, che ricorre alla magia, come alla morale, lo stesso che incatena a sé sia con malefici che con raffinate operazioni di <em>marketing</em>. E’ ancora lo stesso Milius a dire: “Vedo tutti questi controlli, tutte queste regole, che stanno calando su di noi: corsie divisorie, limiti di velocità, niente fuochi d’artificio il 4 di luglio, orari per le famiglie alla tv, pressioni contro i giocattoli bellici. Protezione dai cattivi istinti. E’ un modo di effeminare gradualmente la nazione affinché possa essere intimidita e conquistata dai totalitaristi. In fondo al cuore io sono un anarchico di destra: non ho programmi costruttivi, perché ogni programma puzza di governo, di sistema. Meno organizzazione c’è, meglio è”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8804547847" target="_blank"><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/iltesoroditranicos.bmp" border="0" alt="Robert Ervin Howard, Conan. Il tesoro di Tranicos" width="95" height="147" /></a>E questa contraddizione di fondo si rivela anche in tutto il cammino-parabola di Conan che lo vede nascere barbaro, diventare mercenario, ladro e infine re. Il terzo episodio cinematografico dovrebbe appunto ispirarsi alla biografia del cimmero che da poco superati i quarant’anni si ritrova ad aspirare al trono di Aquilonia. Conan, dopo aver guidato da generale le truppe di Re Numedide di Aquilonia, temendo costui la popolarità crescente del cimmero, lo fa imprigionare. Una volta sfuggito alle catene e ritrovato il grande tesoro di Tranicos, con l’aiuto dei suoi commilitoni di un tempo, Conan marcerà contro il re che lo ha tradito e ne prenderà l’ambito trono, subito dopo aver strangolato il contendente.</p>
<p style="text-align: justify;">Un cenno lo merita anche la carriera fumettistica di Conan che per lunghi anni ha appassionato una nutrita schiera di appassionati. Era il 1970 quando la per la Marvel uscì la serie <em>Conan the barbarian</em> disegnata da Barry Windsor Smith che durò per ben 275 numeri fino al 1993.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>Il Secolo d&#8217;Italia</em> del 10 novembre 2007.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-ritorno-del-cimmero.html' addthis:title='Il ritorno del Cimmero ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Ossendowski, l’ultimo avventuriero</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 09:54:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Boco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il viaggio e il tema eroico nella produzione letteraria di Ferdinand Ossendowski]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/ossendowski-ultimo-avventuriero.html' addthis:title='Ossendowski, l’ultimo avventuriero '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><div id="attachment_1711" class="wp-caption alignright" style="width: 174px"><img class="size-medium wp-image-1711" title="Ferdynand Ossendowski (1876-1945)" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/ferdynand_ossendowski.jpg" alt="" width="164" height="257" /><p class="wp-caption-text">Ferdynand Ossendowski (1876-1945)</p></div>
<p style="text-align: justify;">L’avventura non è cosa da minimalismo postmodernista. Il fatto che la maggioranza della produzione letteraria e cinematografica contemporanea, nonché l’educazione scolastica, eviti di addentrarsi negli inquietanti reami dell’autentica avventura, ha un che di significativo. Il grande avventuriero dei fumetti, Mister No, non viene più pubblicato, se non raramente, e in libreria le cose non vanno meglio. Solo qua e là emerge qualche perla di vita vissuta, qualche libro in cui si respirano il profumo del muschio e del vino forte, del tabacco trinciato e dei fiori al mattino, ma per il resto tutto tace. Certo, c’è chi prova ad affrontare l’argomento, chi s’impegna, ma nei libri come nei film, la vera avventura viene dal profondo, perché è una questione di sapienti, e non di dotti. Di quei folli, per dirla con <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jack-kerouac" target="_blank">Kerouac</a></span>, che preferiscono bruciarsi che spegnersi lentamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il viaggio avventuroso rappresenta un mito per i giovani inquieti, per coloro i quali sentano il bisogno di una ricerca fuori dagli schemi. La cultura di un Pasolini, tanto per dire, non potrebbe mai concepire il viaggio in sé come un’esperienza di vita, un’occasione di crescita e riflessione, perché il viaggio, in questa mentalità, è semplice tragitto, una questione burocratica da espletare che deve condurre ad una meta precisa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8827208062" target="_blank"><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/bestieuominidei.bmp" border="0" alt="Ferdinand Ossendowski, Bestie, uomini, dei. Il mistero del re del mondo" width="93" height="130" /></a>Ma i grandi viaggiatori non sono coloro che raggiungono molte mete, sono quelli che invece visitano molti luoghi, conoscono genti e storie, si perdono, volutamente, durante il percorso, come dei viandanti in cerca della saggezza. Nietzsche fu un grande viaggiatore e un avventuriero del pensiero, altri, specie dopo di lui, furono solo principianti della vita, impauriti dall’esistenza preferirono ritirarsi nel buio del loro studiolo. Per dirla con il provocatorio Deleuze, il pensiero nietzscheano, il vero pensiero non-conformista, è il riflesso della vita, è frutto dell’esperienza, cresce e si sviluppa nella terra e nel tempo. Perciò la biografia del filosofo tedesco è così importante.</p>
<p style="text-align: justify;">«La terra e il cielo cessavano di respirare. Il vento non soffiava più, il sole si era fermato. In un momento come quello, il lupo che si avvicina furtivo alla pecora si arresta dove si trova; il branco di antilopi spaventate si ferma di botto [...]; al pastore che sgozza un montone cade il coltello di mano [...] Tutti gli esseri viventi impauriti sono tratti involontariamente alla preghiera e attendono il fato. Così è accaduto un momento fa. Così accade sempre quando il Re del Mondo nel suo palazzo sotterra prega e scruta i destini di tutti i popoli e di tutte le razze». Così, con la straordinaria capacità evocativa che gli è propria, narra della sua ricerca della mitica Agartha sotterranea, centro spirituale che alcuni sembrano collocare a Lhasa, il celebre avventuriero Ferdinand Ossendowski (1878-1945). Il racconto si svolge in <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/oriente/mongolia" target="_blank">Mongolia</a></span> nel 1921; il palazzo dove prega il Re del Mondo si trova nel regno di sotterra, un territorio immenso nascosto alla vista degli uomini e popolato da esseri semidivini, vero e proprio centro spirituale del pianeta. Quel regno esiste fin dalla notte dei tempi: per tutto il remoto periodo denominato dai miti &#8220;Età dell&#8217;Oro&#8221; aveva prosperato alla luce del sole con il nome di “Paradesha” (in sanscrito <em>Paese supremo</em>, da cui Paradiso ); poi, nel 3102 a.C, all’inizio del <em>Kali Yuga</em> della tradizione indù (il termine significa Età Nera e designa il periodo in cui viviamo), i suoi abitanti si erano trasferiti nel sottosuolo per evitare di essere contaminati dal male, e il nome della loro terra era stato trasformato in Agharti, “l’inaccessibile”. La sua opera più conosciuta <em>Bestie, uomini e dèi</em>, tuttora ristampata, viene citata da <a title="René Guénon" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a> nell’introduzione al libretto dedicato precisamente alla figura esoterica del Re del mondo.</p>
<div id="attachment_1712" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/dvd/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;e=8024607085224" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-1712" title="Corto Maltese. Corte Sconta detta Arcana" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/corte-sconta-detta-arcana.jpg" alt="Corto Maltese. Corte Sconta detta Arcana" width="200" height="282" /></a><p class="wp-caption-text">Corto Maltese. Corte Sconta detta Arcana</p></div>
<p style="text-align: justify;">In quelle stesse pagine, Ossendowki, descrive la figura leggendaria del barone Roman Fiodorovic von Ungern Sternberg, a cui negli anni diversi hanno rivolto il loro interesse, fino alla recente pubblicazione del testo <em>La cosacca del barone von Ungern</em> da parte de <em>Le librette di controra</em>. Terrore dei bolscevichi, questo condottiero dei “bianchi” controrivoluzionari, oppose una strenua resistenza ai sovietici, guadagnandosi sul campo la fama di “sanguinario”. Il suo mito si diffuse a tal punto, che in una delle sue storie più belle, <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/dvd/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;e=8024607085224"><em>Corte Sconta detta arcana</em></a>, Hugo Pratt lo rappresenterà in modo assai evocativo, e alla sua figura, negli anni immediatamente successivi alla sua morte, si ispirò ad esempio il film russo <em>Tempeste sull’Asia</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente le avventure dello studioso Ossendowski non si limitarono a quanto narrato nel famoso libro edito dalle Mediterranee, ma già nel 1899 viaggiò nelle steppe siberiane, tra i monti Abakani e la città di Biisk, in un percorso che ebbe sempre come sfondo il Lago Nero e la selvaggia natura siberiana. Una recente pubblicazione per Le librette di controra, <em>Il lupo del Lago Nero</em>, raccoglie tre racconti avventurosi dell’autore polacco, che si collocano negli anni precedenti a quanto descritto in <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8827208062" target="_blank"><em>Bestie, uomini e dèi</em></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Immagini vivide di tradizioni primordiali, questo riesce a trasmettere con grande efficacia l’autore. Una steppa selvaggia e battuta dal vento, in cui si incrociano i destini di piccole comunità. Con il gusto del vero avventuriero Ossendowski ci prende per mano e ci conduce in mondo di misteri e di grandi profondità. In cui a usanze precristiane si uniscono talvolta le superstizioni di fanatici santoni e in cui l’amore e la passione sono vissuti come devozione nei confronti di un signore.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8845916367" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/knuthamsunpan.bmp" border="0" alt="Knut Hamsun, Pan" width="95" height="150" /></a>La scrittura è vigorosa e asciutta, elegante nella sua efficacia, capace di tenere desto l’interesse lungo tutta la lettura, che scorre rapida e piacevole. Non mancano i colpi di scena, a completare un quadro in cui a farla da padrone è la natura selvaggia della steppa siberiana, un paesaggio che sembra vivere con i suoi abitanti, come se l’ordine degli uomini e quello della natura, in condizioni particolari, possano entrare in contatto. Ecco allora il cielo turbinare e ribellarsi alla pazzia del santo apocalittico, o ancora fare da sfondo vivido alle discussioni erotiche tra l’autore e la sua devota prima moglie. Un contatto con la natura che d’altronde si respira anche nei romanzi avventurosi di un altro grande, <a title="Knut Hamsun" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/knut-pedersen-hamsun">Knut Hamsun</a>, autore di <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8845916367" target="_blank"><em>Pan</em></a> e <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788845916984" target="_blank"><em>Fame</em></a>, che scrisse: «Era in uno strano stato d’animo, invaso dalla soddisfazione, con ogni nervo teso e una musica nel sangue. Si sentiva parte della natura, del sole, delle montagne e di tutto il resto; alberi, erba e paglia gli infondevano col loro fruscio il senso del proprio Essere. L’anima gli divenne grande e sonora come un organo, non dimenticò mai più come quella dolce musica gli si infondesse nel sangue».</p>
<div id="attachment_1669" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788879729253" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-1669" title="krakauer-nelle-terre-estreme" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/krakauer-nelle-terre-estreme.jpg" alt="Jon Krakauer, Nelle terre estreme" width="200" height="295" /></a><p class="wp-caption-text">Jon Krakauer, Nelle terre estreme</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il sublime non ha bisogno di orpelli per manifestarsi, e l’Ossendowski riesce alla perfezione a raffigurare un mondo di tradizioni e riti perduti. Ma ciò che più colpisce, è che è tutto vero.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788845922558" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/visita-a-godenholm.bmp" border="0" alt="Ernst Jünger, Visita a Godenholm" width="95" height="162" /></a>La fortuna, per chi non voglia accontentarsi della letteratura per animi tiepidi, è che periodicamente in libreria compaiono libri davvero capaci di emozionare e sollecitare la voglia di andare scoprire il mondo. È stato così con lo straordinario <em><a title="Nelle terre estreme" href="http://www.centrostudilaruna.it/nelle-terre-estreme.html">Nelle terre estreme</a> </em>di Krakauer, da cui è stato tratto anche un film. La storia di un giovane americano che decide di lasciarsi la vecchia vita di comodità alle spalle, per vivere una vita selvaggia e rischiosa nella natura del Nord America. Anche questa è una storia vera, che non ebbe un “lieto” fine. E ancora più recente è l’uscita del libro di <a title="Ernst Jünger" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/ernst-junger">Ernst Jünger</a> <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788845922558" target="_blank"><em>Visita a Godenholm</em></a> che, come altre dello stesso autore, è un’avventura in gran parte immaginaria, scritta da un grande avventuriero e viaggiatore del secolo scorso, all’inquieta ricerca della vera libertà..</p>
<p style="text-align: justify;">In occasione di un’intervista televisiva il grande Andrea G. Pinketts ha detto di preferire agli scrittori come Leopardi, chiusi nella loro torre d’avorio, quelli che scendono nelle strade, che vivono la vita autentica e vivono pericolosamente, perché lì si trovano quelle emozioni genuine capaci di strapparci all’abitudine. La vita sottocasa ci sta aspettando.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/ossendowski-ultimo-avventuriero.html' addthis:title='Ossendowski, l’ultimo avventuriero ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 16:21:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ippolito Edmondo Ferrario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recensione del libro di Jon Krakauer 'Nelle terre estreme' e del successivo film di Sean Penn ispirato a esso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/nelle-terre-estreme.html' addthis:title='Nelle terre estreme '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><div id="attachment_1669" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788879729253" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-1669" title="krakauer-nelle-terre-estreme" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/krakauer-nelle-terre-estreme.jpg" alt="Jon Krakauer, Nelle terre estreme" width="200" height="295" /></a><p class="wp-caption-text">Jon Krakauer, Nelle terre estreme</p></div>
<p style="text-align: justify;">E’ arrivato da pochi giorni nelle librerie il romanzo di <a title="Jon Krakauer" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jon-krakauer">Jon Krakauer</a> <em>Nelle terre estreme</em> (Corbaccio,  272 pag., 16,60 euro), pubblicato in America nel 1996, che già si preannuncia come il degno erede a distanza di ben trantanove anni anni dalla sua uscita del capolavoro di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jack-kerouac" target="_blank">Kerouac</a></span> <em>On the road</em>, manifesto della <em>beat generation</em>. Di questa ennesima storia di ribellione ad una società consumistica e massificante abbiamo avuto un assaggio durante la passata edizione della Festa Internazionale del Cinema di Roma con il film <em>Fuga in Alaska</em>, tratto dal romanzo di Krakauer e diretto magistralmente dal “ribelle” di Hollywood Sean Penn. E’ la storia vera di un ventidueenne americano, Christopher McCandless, meglio consciuto come Alexander Supertramp, che negli anni Novanta, dopo la laurea, abbandonò la propria famiglia, diede in beneficienza il proprio patrimonio di 25.000 dollari,  rinunciò ad ogni comodità ed iniziò un lunghissimo viaggio attraverso l’America che lo porterà a raggiungere l’Alaska in un una disperata ricerca di felicità che non coincide con i valori assodati della società borghese.</p>
<p style="text-align: justify;">Fin qui non sembrerebbe nulla di nuovo visto che <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jack-kerouac" target="_blank">Kerouac</a></span> già aveva profetizzato l’idea di una fuga come salvezza dall’ipocrisia e da quel “lavaggio del cervello” che la società contemporanea impone all’individuo. Di coloro che come Chris si caricavano uno zaino in spalla e partivano all’avventura così <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jack-kerouac" target="_blank">Kerouac</a></span> scriveva: “Nomadi con il sacco sulle spalle, che si rifiutano di aderire alle generali richieste ch’essi consumino prodotti e perciò siano costretti a lavorare per ottenere il privilegio di consumare tutte quelle schifezze che tanto nemmeno volevano veramente come frigoriferi, apparecchi televisivi, macchine, almeno macchine nuove ultimo modello, certe brillantine per capelli e deodoranti e tutta quella robaccia che una settimana dopo si finisce col vedere nell’immondezza, tutti prigionieri di un sistema di – lavora, produci, consuma, lavora, produci, consuma…”.</p>
<div id="attachment_1670" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/dvd/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;e=8032807023182" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-1670" title="sean-penn-into-the-wild" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/sean-penn-into-the-wild.jpg" alt="Sean Penn, Into The Wild" width="200" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">Sean Penn, Into The Wild</p></div>
<p style="text-align: justify;">Quello che però rimane d’attualità è uno spirito di ribellione che evidentemente la società capitalistica, e tantomena quella comunista, non sono riuscite del tutto a sedare nelle nuove generazioni. Il mettersi in viaggio per il giovane Chris così come  per lo scrittore Sal Paradise, protagonista di <em>On the road</em>,  ha una valenza <a title="simbolica" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolica</a> profonda che assume l’aspetto del rito inziatico con il quale si cambia definitivamente. Entrambi i viaggiatori, seppur con esperienze molto diverse, sono accomunati dalla ricerca di una felicità che non corrisponde ai canoni assodati e che inseguono nel loro vagabondare. E poco importa se il personaggio di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jack-kerouac" target="_blank">Kerouac</a></span> finisce per sperimentare le droghe, la libertà sessuale, i paradisi artificiali perché il fine ultimo del suo viaggio è la conquista di una dimensione nuova, di un qualcosa che i i soldi o la posizione sociale non possono garantire. Forse è proprio l’incontro con Dio il fine di questa ricerca, come peraltro ammise candidamente lo stesso Keoruac quando all’epoca gli chiesero che cosa cercasse davvero: “Dio.Voglio che Dio mi mostri il suo volto”.</p>
<p style="text-align: justify;">E anche Chris insegue la sua felicità cercandola nella natura, quella aspra e selvaggia del nuovo mondo e nella solitudine dove televisione, <em>marketing </em>e mode non hanno più alcun valore. Chris diventa a tutti gli effetti un rivoluzionario, un qualcosa che sfugge al controllo della società, ai valori consolidati. Una sorta di San Francesco laico che con la svestizione scopre una dimensione nuova in cui l’elemento spirituale è primario. Non c’è bisogno di prendere i vosti e indossare un saio per cercare Dio o qualcosa per cui valga la pena vivere davvero e questo Chris lo dimostra a pieno titolo. Anche in Italia questo spirito di ribellione e di anticonformismo fu raccolto in passato da destra a cominciare da <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> che non temeva di valutare positivamente anche le esperienze estreme della Beat Generation:</p>
<p style="text-align: justify;">“L’alcool, il sesso, la musica jazz, la velocità, le droghe sono state dei mezzi usati per poter sostenere con sensazioni esasperate il vuoto dell’esistenza. Un vuoto che per la gioventù internazionale del secondo dopoguerra era stato accentuato, in modo spesso traumautico, sia dalle vicende belliche vere e proprie, sia dalle successive, e cospicue conseguenze”. E se molti intellettuali di sinistra dell’epoca bollavano <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jack-kerouac" target="_blank">Kerouac</a></span> e compagni come esempi di estremo individualismo spinto all’eccesso, lo storico gruppo di musica alternativa italiana “La Compagnia dell’Anello” raccoglieva questa eredità e la faceva sua con la canzone “Sulla strada”, autentico manifesto di una gioventù europea fatta di ragazzi “stanchi, sporchi, ma felici” in cerca di valori antichi e profondi che andavano al di là della politica e delle bandiere. L’invito a “prendere dalla vita ciò che puoi” cantato dalla band padovana  è lo stesso seguito da Chris che per la cronaca verrà trovato morto nel cuore dell’Alaska con accanto il suo zaino. Sarà così che lo scrittore Krakauer, allora inviato di una rivista, fu incaricato di scrivere della vicenda “inspiegabile di questo ragazzo che all’apparenza aveva tutto e che trovò la sua felicità a migliaia di chilometri da casa.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>Il Secolo d&#8217;Italia</em> del 13 gennaio 2008.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/nelle-terre-estreme.html' addthis:title='Nelle terre estreme ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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