<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:coop="http://www.google.com/coop/namespace"
	>

<channel>
	<title>Centro Studi La Runa &#187; Gandalf</title>
	<atom:link href="http://www.centrostudilaruna.it/tag/gandalf/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.centrostudilaruna.it</link>
	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 15:49:47 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Il fuoco segreto</title>
		<link>http://www.centrostudilaruna.it/il-fuoco-segreto.html</link>
		<comments>http://www.centrostudilaruna.it/il-fuoco-segreto.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 May 2011 15:32:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simon Grosjean</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli sul fantastico in generale]]></category>
		<category><![CDATA[Fantastico]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Balrog]]></category>
		<category><![CDATA[fuoco]]></category>
		<category><![CDATA[Gandalf]]></category>
		<category><![CDATA[Moria]]></category>
		<category><![CDATA[Tolkien]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.centrostudilaruna.it/?p=7541</guid>
		<description><![CDATA[Un'analisi del simbolismo della lotta tra Gandalf e il Balrog nel celebre passo del Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-fuoco-segreto.html' addthis:title='Il fuoco segreto '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/drago48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Fantastico" /><br/><p style="text-align: justify;"><em><a title="Il Signore degli Anelli" href="http://www.libriefilm.com/il-signore-degli-anelli/3" target="_blank"><a href="http://www.libriefilm.com/il-signore-degli-anelli/3" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-7542" style="margin: 10px;" title="il-signore-degli-anelli" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/il-signore-degli-anelli.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Il Signore degli Anelli</a> </em>è uno delle più belle e raffinate opere della <a title="letteratura" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/letteratura/">letteratura</a> di tutti i tempi. In questo capolavoro, che trascende la semplicistica definizione di romanzo fantasy, l&#8217;autore J.R.R. Tolkien è riuscito mostrarci un&#8217;esperienza di vita mitologica che scende in profondità nell&#8217;animo umano e ci dà le chiavi di accesso per la via che porta alla Tradizione Primordiale. H.P. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> sosteneva che non era lo scrittore che inventava un mondo fantasy, ma era il mondo stesso che si manifestava attraverso le pagine degli scrittori più arditi, degli scrittori che più di altri riuscivano a portare sul piano pratico l&#8217;Immaginazione Creativa (descrittaci dal Maestro <a title="Massimo Scaligero" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/massimo-scaligero/">Massimo Scaligero</a> nel libro <a title="La Luce" href="http://www.libriefilm.com/la-luce-introduzione-allimmaginazione-creatrice/764" target="_blank"><em>La Luce</em></a>). Allo stesso modo, il mondo di Arda non è frutto dell&#8217;immaginazione di un pazzoide scrittore inglese, ma è una vera e propria descrizione di un mondo reale dipintoci per mezzo dell&#8217;elegante penna di Tolkien.</p>
<p style="text-align: justify;">In uno splendido passo de <em>Il Signore degli Anelli</em>, che già da adolescente mi aveva colpito per la sua spettacolarità e al tempo stesso profondità, Gandalf il Grigio affronta una creatura di Morgoth, un Balrog. La scena si svolge nelle profondità delle miniere di Moria, scavate dagli abili Nani, durante la disperata fuga della Compagnia inseguita ferocemente da una banda di Orchi e Troll. La scena è resa più adrenalinica ed inquietante da un sinistro e profondo suono di tamburi: <em>dum, dum</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine i nostri amici riescono a raggiungere il ponte di Khazad-dûm, ma qui si rivela in tutta la sua mostruosità la fonte del suono cupo. E&#8217; un Balrog, il Flagello di Durin, creatura corrotto da Morgoth che si era nascosta nelle più oscure profondità delle Montagne Nebbiose per più di cinque mila anni. Questa non è una creatura che possa essere sconfitta da spade, frecce o asce, in questo caso serve la vera forza di cui Gandalf è portatore, la forza della magia derivata dalla sua connessione con l&#8217;Uno-Illuvatar: il Fuoco Segreto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco come la penna di Tolkien ci descrive la terribile scena:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">“Il Balrog giunse al ponte. Gandalf era in piedi al centro della sala e con la mano sinistra si appoggiava al bastone, mentre nella destra Glamdring scintillava, fredda e bianca. Il nemico si arrestò nuovamente, fronteggiandolo, ed intorno ad esso l&#8217;ombra allungò due grandi ali. Il Balrog schioccò la frusta, e le code scricchiarono e fischiarono. Del fuoco si sprigionava dalle sue narici: ma Gandalf rimase fermo e immobile.</p>
<p style="text-align: justify;">«Non puoi passare», disse. Gli Orchetti tacquero, e si fece un silenzio di morte. «Sono un servitore del Fuoco Segreto, e reggo la fiamma di Anor. Non puoi passare. A nulla ti servirà il fuoco oscuro, fiamma di Udûn. Torna nell&#8217;Ombra! Non puoi passare».<a href="#_edn1">1</a></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Come tutti sappiamo, il grigio stregone riesce a gettare l&#8217;immonda creatura nel baratro, ma questa con un impeto finale riesce a far scivolare Gandalf portandoselo nel pozzo senza fondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Analizziamo un attimo quali parole usa Gandalf per sconfiggere il possente demone. Lo stregone si dice servitore del <strong>Fuoco Segreto</strong> e portatore della fiamma di Anor. Nell&#8217;universo descrittoci da Tolkien i termini Fiamma di Anor, Fuoco Segreto o Fiamma Imperitura fanno riferimento a quell&#8217;<strong>essenza donatrice di vita autonoma che solo Eru-Illuvatar possiede</strong>. Si dice infatti ne <a title="Il Silmarillion" href="http://www.libriefilm.com/il-silmarillion/327" target="_blank"><em>Il Simarillion</em></a>:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">“In questa Musica il Mondo fu cominciato giacché Illuvatar rese visibile il canto degli Ainur ed essi lo videro come una luce nell&#8217;oscurità. E molti fra loro s&#8217;innamorarono della sua bellezza e della sua storia che videro cominciare e svolgersi come in una visione. Per questa ragione Illuvatar conferì Essere alla loro visione e la collocò in mezzo al Vuoto, e il Fuoco Segreto fu inviato ad ardere nel cuore del Mondo; e questo fu chiamato Eä.”<a href="#_edn2">2</a></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/il-silmarillion/327" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-7543" style="margin: 10px;" title="il-silmarillion" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/il-silmarillion-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a>Eä è propriamente il <strong>Mondo che è manifesto</strong> e il potere di manifestazione è detenuto da Illuvatar che agisce tramite la fiamma di Anor. Una volta che un pensiero, una Musica è stata alimentata dal Fuoco Segreto, questa prende vita e diventa cosa indipendente dall&#8217;Uno. L&#8217;unico legame che tiene unito la creatura al suo creatore è il reciproco scambio di Amore puro che scorre tra i due enti, Amore che evidenzia la intrinseca unione e unicità dei due.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;<em>Ainulindale </em>si narra di come Melkor, l&#8217;Ainu cattivo paragonabile al Loki della mitologia norrena, vagò nel vuoto alla ricerca della Fiamma Imperitura per poter portare all&#8217;Essere i propri pensieri, ma non la trovò giacché questa si trova nel Cuore di Eru-Illuvatar.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli Ainur non sono altro che parti definite di Eru-Illuvatar, è come se fossero dei pezzettini stessi dell&#8217;Uno-Indefinito e in quanto tali sono sua diretta filiazione. A questo punto diventa evidentissimo il collegamento con la tradizione <a title="indoeuropei" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei/">indoeuropea</a>, o meglio Iperborea, che ci dice appunto che fu l&#8217;Uomo Cosmico, Purusha o Ymir, che diede vita agli dèi e dunque l&#8217;Essere Umano è legittimo creatore di divinità in quanto immagine manifesta di Purusha. Le Forze Divine, o <em>Numina</em>, non sono creatori di realtà quanto piuttosto formatori di essa e l&#8217;esperienza di Melkor ci insegna proprio questo. Gli Ainur cantarono una Musica che diede forma al mondo; ogni Ainu dotato di propria autonomia plasmò a suo piacimento parte di questa creazione, ma fu Illuvatar stesso, possessore del Fuoco Segreto, che diede vita al Mondo portandolo nel reame della manifestazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui l&#8217;analogia con l&#8217;antica Tradizione è ancora una volta sconvolgente. Infatti come analogo al concetto di Fiamma di Anor troviamo Agni, nella tradizione vedica, e Ignis, in quella latina. Nel mondo vedico si insegna infatti che è Agni, un dio-non-dio, che dà vita alla realtà e che crea quel canale di comunicazione tra mondo umano e mondo divino. Senza Agni, che funge da vettore, ogni sacrificio risulta inutile in quanto sconnesso dal mondo delle forze divine ordinatrici.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo questa necessaria precisazione su cosa si intende per Fuoco Segreto e su quale sia il suo significato esoterico-mitologico, ritorniamo ora ad analizzare lo scontro epico tra Gandalf il Grigio e il Balrog.</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzi tutto va precisato che i Balrog erano originariamente dei <em>Maiar, ovvero delle essenze divine gerarchicamente leggermente inferiori agli Ainur</em>. Questi Maiar tuttavia vennero corrotti da Morgoth (ovvero Melkor) e presero dunque le sembianze di demoni di fuoco mutando nome in Balrog. Questo aspetto è importante perché ancora una volta si ha la dimostrazione di come Melkor non possa in realtà dare vita a nessuna creatura, ma come in realtà possa soltanto riplasmarle corrompendone la natura fenomenica.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà, si scoprirà successivamente che anche Gandalf è un Maia e che nella terra di Valinor, la terra degli dèi, portava il nome di Olorin:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">“Sapiente sopra tutti i Maiar era Olorin. Anch&#8217;egli dimorava in Lorien, ma le sue strade lo condussero spesso alla casa di Nienna, e da lei apprese pietà e pazienza.</p>
<p style="text-align: justify;">Di Melian molto si narra nel Quenta Silmarillion. Ma di Olorin quel racconto non parla; benché amasse gli Elfi, infatti, egli si aggirava tra loro non visto oppure assumendo forma tale da sembrare uno di loro, ed essi non sapevano da dove provenissero le belle visioni o i consigli sapienti che egli metteva nei loro cuori. In epoche successive fu amico di tutti i Figli di Illuvatar e ed ebbe pietà delle loro sofferenze; e chi lo ascoltava si risvegliava dalla disperazione, abbandonando le illusioni dell&#8217;oscurità.”<a href="#_edn3">3</a></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Dunque Gandalf originariamente era un vero e proprio Nume di potenza che, <strong>appresa la compassione dalla divinità a questo preposta </strong>(Nienna che muta il dolore in sapienza), si aggirava spargendo consigli a tutti i Figli di Illuvatar, ovvero a Elfi e a Uomini. Chi è interessato ad approfondire la figura di Gandalf, troverà sicuramente spunti interessanti sulla Rete.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/la-filosofia-del-signore-degli-anelli/9271" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-7544" style="margin: 10px;" title="filosofia-del-signore-degli-anelli" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/filosofia-del-signore-degli-anelli.jpg" alt="" width="200" height="299" /></a>Lo scontro tra lo stregone e il Balrog, sua nemesi, avviene nella profondità delle miniere di Moria il cui nome rimanda per analogia alle tre Moire, divinità del fato nella mitologia greca e ci suggerisce dunque di come sia fatale e cruciale le vicende che si svolgono in queste miniere terribili ed oscure. Il fatto stesso che il tutto si svolga nell&#8217;oscurità di una caverna profonda che giace nel cuore delle montagne ci suggerisce anche una loro <strong>valenza iniziatica</strong>, testimoniata da illustri tradizioni passate che videro numerosi iniziati avventurarsi nella profondità degli Inferi per trovare se stessi e diventare ciò che veramente si è. Sono troppi i personaggi mitologici che si avventurano negli antri bui alla ricerca di risposte per poterli citare tutti, due nomi illustri bastino al lettore colto: Ulisse ed Enea.</p>
<p style="text-align: justify;">Gandalf per tutto il viaggio ha tentennato scegliendo sempre altre strade piuttosto che le profondità della terra perché in cuor suo sapeva che vi avrebbe trovato qualcosa di fatale e pauroso allo stesso tempo. Solo dopo che ogni altra alternativa era stata scartata la Compagnia scelse questa via che li porterà nel cuore bruciante delle Montagne Nebbiose.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nel momento in cui lo stregone affronta il Balrog, in realtà non fa che affrontare una parte di se stesso</em>. Egli si batte con la sua controparte oscura ed infernale giacché il Balrog non è che un Maia (come Gandalf) corrotto dal potere di Morgoth. Nell&#8217;unione di queste due fiamme così opposte e antitetiche Gandalf ritroverà se stesso e verrà instillato del Fato, verrà rimandato indietro per adempiere al suo scopo sacrale: la sconfitta di Sauron.</p>
<p style="text-align: justify;">Così ci racconta Tolkien:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">“«Caddi per molto tempo», riprese infine lentamente, come se riandare indietro con la mente gli fosse difficile. «Caddi per molto tempo, e lui con me. Il suo fuoco mi avvolgeva. Avvampai. Poi precipitammo nelle acque profonde e tutto fu buio. Erano fredde come il mare della morte, e mi ghiacciarono quasi il cuore».</p>
<p style="text-align: justify;">«Profondo è l&#8217;abisso varcato dal Ponte di Durin, e nessuno mai lo ha misurato», disse Gimli.</p>
<p style="text-align: justify;">«Tuttavia ha un fondo, al di là della luce e di ogni conoscenza», disse Gandalf. «Ivi giunsi infine, nelle estreme fondamenta della pietra. E lui era ancora con me. Il suo fuoco era spento, ma ora si era tramutato in un essere di fango e melma, più forte di un serpente strangolatore.</p>
<p style="text-align: justify;">«Lottammo a lungo nelle profondità della viva terra, ove il tempo non esiste. Sempre mi afferrava e sempre io lo colpivo, e infine fuggì attraverso oscure gallerie. Non erano state scavate dal popolo di Durin, Gimli figlio di Gloin. Giù, molto più giù dei più profondi scavi dei Nani, esseri senza nome rodono la terra. Persino Sauron non li conosce. Essi sono più vecchi di lui. Adesso io ho camminato in quei luoghi, ma non narrerò nulla che possa oscurare la luce del sole. Disperato com&#8217;ero, il mio nemico era l&#8217;unica speranza che avessi, e lo inseguii afferrandogli le caviglie. Così mi condusse dopo molto tempo nei segreti passaggi di Khazad-dûm, che conosceva sin troppo bene. Poi continuammo a salire, sempre più in alto, e giungemmo all&#8217;Interminabile Scala» […] «S&#8217;inerpica dalla galleria più profonda sino alla vetta più alta, una spirale ininterrotta di molte migliaia di gradini che ascende sino alla Torre di Durin, scavata nella viva roccia di Zirakzil, la punta estrema di Dentargento.</p>
<p style="text-align: justify;">«Ivi, in cima a Celebdil, vi era una solitaria finestra nella neve, e al di là di essa uno stretto spazio, che pareva un vertiginoso nido d&#8217;uccello rapace sovrastante le nebbie del mondo. Il sole vi scintillava con violenza, ma in basso ogni cosa era avvolta dalle nubi. Lui con un balzo fu all&#8217;aperto, e nel momento in cui lo raggiunsi avvampò in nuove fiamme».</p>
<p style="text-align: justify;">[…]</p>
<p style="text-align: justify;">Un grande fumo s&#8217;innalzò intorno a noi, vapori e foschie si sprigionarono. Il ghiaccio cadde come pioggia. Scaraventai giù il mio nemico, e lui precipitando dall&#8217;alto infranse il fianco della montagna nel punto in cui cadde. Allora fui avvolto dall&#8217;oscurità, errai fuori dal pensiero e dal tempo, e vagabondai lontano per sentieri che non menzionerò.</p>
<p style="text-align: justify;">«Infine fui rimandato nudo là dove l&#8217;oscurità mi aveva colto. E giacqui nudo in cima alla montagna. La torre dietro di me non era altro che polvere, e la finestra scomparsa; la scala in rovina soffocata dai massi arsi ed infranti. Ero solo, dimenticato, senza speranza di salvezza, sul duro corno del mondo. Ivi, supino, guardavo sopra di me le stelle compiere il loro ciclo, e ogni giorno era lungo come una vita terrena. Vago alle mie orecchie giungeva il rumore confuso di tutte le terre: il sorgere e il morire, il canto e il pianto, e il lento eterno gemito della pietra sotto il troppo pesante fardello. Così infine mi trovò Gwaihir, il Re dei Venti; mi prese con sé e mi portò via».<a href="#_edn4">4</a></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Come il lettore attento avrà già notato, l&#8217;esperienza di Gandalf è un&#8217;autentica esperienza misterica per nulla differente da quella che gli Iniziati dell&#8217;<a title="antichità" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/storia-antica/">antichità</a> dovevano vivere per poter accedere ai Grandi Misteri. Per facilitare la comprensione proverò a schematizzare l&#8217;esperienza del nostro eroe analizzandone i passi salienti:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><em> </em><strong>Caddi per molto tempo&#8230; Il suo fuoco mi avvolgeva:</strong> La discesa negli abissi dell&#8217;anima è una vera e propria caduta, una caduta che conduce l&#8217;Iniziato lontano dalla sorgente proiettandolo nelle più basse sfere della materia. La caduta in sé è necessaria perché permette all&#8217;anima di fare esperienza di sé e in ultima analisi permette all&#8217;Uno-Assoluto di divenire. Questa discesa, testimoniata da tutte le tradizioni antiche, per Gandalf non avviene da sola, ma a lui si accompagna il Balrog. In questo interminabile abisso Gandalf si avvolge con la sua nemesi, <em>i loro due Fuochi ardono e diventano un tutt&#8217;uno. In questa fase non c&#8217;è differenza tra Gandalf il Grigio e il Balrog di fuoco, sono uniti come un sol essere.</em></li>
<li><strong>Precipitammo nelle acque profonde e tutto fu buio. Erano fredde come il mare della morte, e mi ghiacciarono quasi il cuore: </strong> Alla fine la discesa termina. La fine si trova in un mondo senza luce, senza calore dove ogni fiamma si spegne. E&#8217; solo nel momento in cui ci si avvicina paurosamente alla distruzione della propria anima che si può riscoprire la  natura divina. E&#8217; solo nel gelo più profondo e più terribile che si può ritrovare la vera fiamma che arde nel nostro cuore. Questa è la morte di Gandalf-Balrog.</li>
<li><strong>Il suo fuoco era spento, ma ora si era tramutato in un essere di fango e melma: </strong>La fiamma che arde in seno al petto del demone non c&#8217;è più in quanto il demone stesso cessa di esistere in quanto essere separato da Gandalf. Ci si trova in uno stato di non-dualismo. Nella caduta Gandalf ha compreso che in realtà il Balrog è un essere che vive dentro di sé e quindi ora si è “tramutato in un essere di fango e melma”, <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli/">simboli</a> di indifferenziata fertilità trasformatrice.</li>
<li><strong>Disperato com&#8217;ero, il mio nemico era l&#8217;unica speranza che avessi:</strong> Gandalf perde il proprio Io, supera l&#8217;attaccamento al sé e diventa Assoluto. Vive in uno stato di non-tempo e di non-spazio. L&#8217;unico modo che ha per tornare nel mondo è rigettarsi nel reame della dualità, nel samsara buddhista, e usa a proprio vantaggio il nemico stesso; la nemesi diventa unica salvezza.</li>
<li><strong>S&#8217;inerpica dalla galleria più profonda sino alla vetta più alta: </strong>La Scala Interminabile è <a title="SIMBOLO" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli/">simbolo</a> di ascesi. Gandalf ascende nuovamente al mondo per mezzo del demone e ritorna dunque nella realtà manifesta.</li>
<li><strong>Il sole vi scintillava con violenza, ma in basso ogni cosa era avvolta dalle nubi: </strong>Giungono infine di nuovo nel mondo, ma non è il mondo di prima che giace ai loro piedi avvolto nelle nubi e nella confusione. Il mondo in cui risorgono è un mondo pieno di luce e di chiarore in cui il Sole, Fiamma di Amore, scintilla addirittura con violenza, ovvero con una forza talmente forte che per disabitudine gli sembra violenta. Ma il Sole scintillante indica anche che la Fiamma Imperitura, che arde nel petto dello stregone, ha riacquistato la sua vera essenza divina. E&#8217; ciò che i vedici chiamano la seconda nascita di Agni.</li>
<li><strong>Lui con un balzo fu all&#8217;aperto, e nel momento in cui lo raggiunsi avvampò in nuove fiamme: </strong>Il ritorno al mondo della vita proietta di nuovo il Balrog in una dimensione esterna. Il dualismo del mondo manifesto si è di nuovo estrinsecato e la Fiamma di Udûn si riaccende. Il nemico interno diventa un essere esterno e pericoloso da affrontare. Ma dopo essere stato sconfitto nella dimensione interna, l&#8217;esito dello scontro titanico è già segnato. E infatti&#8230;</li>
<li><strong>Scaraventai giù il mio nemico&#8230; Allora fui avvolto dall&#8217;oscurità, errai fuori dal pensiero e dal tempo: </strong>Gandalf ora è ritornato ad essere una creatura divina, con la piena consapevolezza interna di ciò che veramente E&#8217;. Dunque con un turbinare di fuoco e lampi sconfigge in poco tempo il nemico; è vittorioso sulla Nemesi. Ha capito il suo demone, l&#8217;ha affrontato con determinazione, accettato per quello che è (una parte di sé), infine interiorizzato e quindi sconfitto. L&#8217;immane fatica della rinascita però lo lascia esausto ed è in questo momento che lui perde se stesso e rifiuta il proprio Io per ricongiungersi nuovamente con l&#8217;Assoluto.</li>
<li><strong>Infine fui rimandato nudo là dove l&#8217;oscurità mi aveva colto&#8230; Così infine mi trovò Gwaihir, il Re dei Venti; mi prese con sé e mi portò via: </strong>Tuttavia non aveva ancora completato il suo Fato e così, come i Bodhisattva della tradizione orientale, decise di tornare nudo e rinato. Infine lo salva Gwaihir, il Signore delle Aquile, <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli/">simbolo</a> di potenza e di imperio regale.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Gandalf è tornato come il Bianco, essere Iniziato che ha riscoperto la propria natura divina, essere che ha riacceso in sé il Fuoco Segreto che guida ogni passo e brucia ogni nemico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/il-fuoco-segreto/4043" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-7545" style="margin: 10px;" title="il-fuoco-segreto" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/il-fuoco-segreto.jpg" alt="" width="200" height="294" /></a>Questo è quanto ci insegna la terribile, seppur divina, esperienza dello Stregone Compassionevole. Tuttavia ora sento l&#8217;esigenza di abbandonare per un attimo i panni dello studioso.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mondo che mi circonda mi richiama e non si possono ignorare né il Dolore né l&#8217;Amore emanati dalla Bellezza del nostro mondo. Vorrei fare una piccola proposta al lettore: <strong>TU</strong> che leggi queste parole fai propria l&#8217;esperienza mitologica di Gandalf, trai dentro di TE la forza che ha condotto il Saggio a buttarsi nell&#8217;abisso per affrontare il demone infernale, fatti guidare dalla Fiamma Imperitura che arde, anche se inconsapevolmente, nel tuo cuore. <strong>Apri il Cuore al mondo giacché esso necessita di TE</strong>; così come Gandalf fu rimandato nudo nel mondo, così TU non puoi abbandonarlo nel momento del massimo bisogno, <em>ita est</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi siamo i Figli di Illuvatar e in quanto tali dobbiamo cavalcare l&#8217;attuale epoca di corruzione e ritrovare la via verso le Beate coste di Valinor, lì ci attende la nostra vera natura, lì ci attende la nostra essenza divina.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come fare questo? Seguendo l&#8217;esempio di Gandalf; ovvero coltivando dentro di sé la disciplina e la forza del Fuoco Segreto, ciò che la tradizione vedica ci indica con il termine “<em>tapas</em>” di cui il compianto Pio Filippani Ronconi era Maestro d&#8217;Arte.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per aiutarci in questa Opera grandiosa, il mondo ci ha regalato tre splendidi gioielli. Tre magnifici tesori che Tolkien chiamò <strong>Silmaril</strong>, ma il tempo è finito e verrà un altro momento per parlarne.</p>
<div><strong>Note</strong></p>
<hr size="1" />
<div style="text-align: justify;">
<p><a href="#_ednref1">1</a> Tutte le citazioni sono tratte da <a title="Il Signore degli Anelli" href="http://www.libriefilm.com/il-signore-degli-anelli/3" target="_blank"><em>Il Signore degli Anelli</em></a> di J.R.R. Tolkien, Bompiani edizioni, p.441.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p><a href="#_ednref2">2</a> Tratto dal <em>Il Valaquenta</em>. Pag. 47 dell&#8217;edizione di Bompiani de <a title="Il Silmarilion" href="http://www.libriefilm.com/il-silmarillion/327" target="_blank"><em>Il Silmarillion</em></a>.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p><a href="#_ednref3">3</a> Vd. sopra. Pag. 53.</p>
</div>
<div>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ednref4">4</a> Vd. nota 1. Pag. 611-612.</p>
</div>
</div>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-fuoco-segreto.html' addthis:title='Il fuoco segreto ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.centrostudilaruna.it/il-fuoco-segreto.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
			<coop:keyword><![CDATA[Articoli sul fantastico in generale]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Fantastico]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Italiano]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Balrog]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[fuoco]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Gandalf]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Moria]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Tolkien]]></coop:keyword>
	</item>
		<item>
		<title>La simbologia dell&#8217;opera tolkieniana</title>
		<link>http://www.centrostudilaruna.it/simbologiatolkien.html</link>
		<comments>http://www.centrostudilaruna.it/simbologiatolkien.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 10:35:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Lombardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli sul fantastico in generale]]></category>
		<category><![CDATA[Fantastico]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura inglese e nordamericana]]></category>
		<category><![CDATA[Simboli e simbologia]]></category>
		<category><![CDATA[Simboli nella letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[albedo]]></category>
		<category><![CDATA[Aragorn]]></category>
		<category><![CDATA[Atlantide]]></category>
		<category><![CDATA[Balrog]]></category>
		<category><![CDATA[Bilbo]]></category>
		<category><![CDATA[Boromir]]></category>
		<category><![CDATA[caverna]]></category>
		<category><![CDATA[cigno]]></category>
		<category><![CDATA[Compagnia dell'Anello]]></category>
		<category><![CDATA[Convegno]]></category>
		<category><![CDATA[Daumal]]></category>
		<category><![CDATA[discesa agli inferi]]></category>
		<category><![CDATA[elfi]]></category>
		<category><![CDATA[Fangorn]]></category>
		<category><![CDATA[Frodo]]></category>
		<category><![CDATA[Gandalf]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Devoto]]></category>
		<category><![CDATA[Gollum]]></category>
		<category><![CDATA[Hobbit]]></category>
		<category><![CDATA[Il Signore degli Anelli]]></category>
		<category><![CDATA[J.R.R. Tolkien]]></category>
		<category><![CDATA[labirinto]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[nani]]></category>
		<category><![CDATA[nigredo]]></category>
		<category><![CDATA[personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[rubedo]]></category>
		<category><![CDATA[sacro]]></category>
		<category><![CDATA[Sam]]></category>
		<category><![CDATA[simbolismo]]></category>
		<category><![CDATA[Tolkien]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oliodirialto.com/?p=625</guid>
		<description><![CDATA[Un'analisi interpretativa dei simboli presenti nei romanzi di J.R.R. Tolkien]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/simbologiatolkien.html' addthis:title='La simbologia dell&#8217;opera tolkieniana '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/drago48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Fantastico" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/yggdrasil.thumbnail.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Simboli e simbologia" /><br/><p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=10388&amp;a=915108&amp;g=0&amp;url=http://www.bol.it/libri/scheda/ea978884529266" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/dizionariotolkien.bmp" border="0" alt="Dizionario dell'Universo di J.R.R. Tolkien" width="95" height="151" align="right" /></a> Oggetto del mio intervento è un breve esame dell&#8217;uso del simbolismo da parte di Tolkien. Data, però, la vastità del tema, l&#8217;amplissimo uso di <a title="Simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simboli</a> da parte del filologo di Oxford e la ampiezza di rimandi, riscontri e ulteriori riflessioni che ogni <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a> suscita, questa analisi non potrà, per forza di cose, che limitarsi ad alcuni brevi cenni. Inoltre, la stessa rassegna che intendo qui proporre ha una pretesa meramente &#8220;evocativa&#8221;, di fornire, cioè, un insieme limitato di immagini, approssimazioni e &#8220;visioni&#8221; simboliche, al fine di rispondere a questi interrogativi: quale la misura dell&#8217;uso dei simboli da parte di Tolkien? Quali le implicazioni di questo uso? E quale la consapevolezza, da parte dell&#8217;autore, nel ricorrere a questi simboli &#8211; cioè: quale &#8220;rigore tradizionale&#8221;, rispondenza al significato arcaico?</p>
<p style="text-align: justify;">Si può premettere sin d&#8217;ora, a parziale risposta a tali quesiti, che Tolkien non ignorava certo una delle caratteristiche principali dei simboli, quella della loro dualità (non dualismo): due significati diversi, spesso opposti, si racchiudono in un unico <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a>, spesso corroborandosi vicendevolmente, senza negarsi l&#8217;un l&#8217;altro. Talvolta, peraltro, tale dualità è dovuta a ragioni di tipo storico, accadendo che un senso nuovo andasse a sostituire il precedente, per opposizione, per &#8220;cambio di civiltà&#8221; o per il sovrapporsi di una nuova sensibilità. Conscio di questa fondamentale caratteristica, Tolkien è però appieno uomo del ventesimo secolo. In lui <em>epos </em>e <em>mythos </em>sentono i tratti di quest&#8217;epoca, manifestandosi, a livello letterario, in una malinconia, o meglio in una nostalgia (dolore della lontananza). Tale carattere, latente e diffuso dell&#8217;opera tolkieniana, e che cercherò di mettere in luce nel proseguio, è la ragione del tanto fascino odierno, inattenuato (e anzi direi accresciuto) a quasi trent&#8217;anni dalla scomparsa dell&#8217;autore del <em>Signore degli Anelli</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">I simboli che tratterò per primi sono legati agli elementi naturali. La loro semplicità non deve fare pensare a banalità: viceversa, essa è sinonimo di universalità. Facendo riferimento a immagini quali quelle della montagna (e del vulcano), della caverna (e del labirinto), dell&#8217;albero, del bosco, del giardino o dell&#8217;isola, infatti, si allude a elementi presenti agli uomini di pressoché ogni epoca e luogo. Non solo questo, ma anche questo è un importante motivo della loro universalità, che non casualmente si esprime in termini affini, attribuendosi cioè allo stesso <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a> analoghi significati in tradizioni diverse. I riferimenti che farò, peraltro, saranno limitati per lo più all&#8217;area indoeuropea, perché sebbene alcuni ravvisino, e fors&#8217;anche non a torto, influenze diverse in Tolkien (specialmente veterotestamentarie), a me pare che in gran misura all&#8217;area spirituale e mitologica indoeuropea si debba far riferimento, tanto nel cercare riferimenti specifici di modelli di ispirazione di Tolkien, quanto, e a maggior ragione, nell&#8217;investigare la stessa &#8220;visione del mondo&#8221; tolkieniana.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=10388&amp;a=915108&amp;g=0&amp;url=http://www.bol.it/libri/scheda/ea978885140079" target="_blank"><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/eroisignoreanelli.bmp" border="0" alt="Paolo Gulisano, Gli eori del Signore degli Anelli" width="95" height="133" align="left" /></a> Il primo <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a> cui farò dunque riferimento è quello della montagna. Univocamente le tradizioni mondiali le attribuiscono il significato di sede della divinità: ciò avviene tanto nei casi più noti del greco Olimpo, dell&#8217;indiano Sumeru (noto anche come Meru), dei varî Sinai, Sion e Golgota biblici, etc. Ma in realtà di monti sacri sono costellate le credenze dei popoli; per esempio, in un recente saggio (R. Del Ponte, <em>I Liguri. Etnogenesi di un popolo</em>, Ecig, Genova 1999) è stato ben messo in luce come tra gli antichi Liguri, una delle principali popolazioni italiche antiche, nella <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religiosità</a> trovasse una posizione del tutto preminente un &#8220;culto delle vette&#8221; con relativi santuari e divinità collegate. Non è un caso del resto, come hanno rilevato alcuni pensatori tradizionalisti, che il termine &#8220;paradiso&#8221; derivi alla nostra lingua, per il tramite dell&#8217;ebraico, dal sanscrito <em>paradesha</em>, indicante un luogo elevato. Nel simbolismo, nell&#8217;iconologia antica come nelle più remote incisioni rupestri, la montagna viene rappresentata come un triangolo, più o meno equilatero, con un vertice rivolto verso l&#8217;alto. Questo simbolismo dell&#8217;alto, dell&#8217;elevato, della direzione verticale e ascendente, non è senza relazioni con una visione del divino in cui a essere invocate sono le potenze luminose, solari, &#8220;maschili&#8221;. Chiariremo meglio questo concetto in seguito, trattando della montagna e della caverna.</p>
<p style="text-align: justify;">In molti miti europei, specialmente <a href="http://www.centrostudilaruna.it/medioevo.html">medievali</a>, la montagna viene collegata alla figura di sovrani, mitici o reali, che, si dice, in essa riposano, per tornare un giorno, destati dal loro lungo sonno, a restaurare l&#8217;aureo periodo della loro regalità. Tutto ciò conforta l&#8217;immagine della montagna quale luogo sacro. Inoltre sulle affinità di &#8220;ascesi&#8221; e &#8220;ascesa&#8221; molto è stato scritto: basti rammentare, qui, come la stessa odierna esperienza alpinistica abbia in numerose occasioni fornito lo spunto, a scalatori più o meno &#8220;professionisti&#8221;, di parlare di &#8220;esperienze di confine&#8221;, quando non di veri e proprî &#8220;stati trascendenti della coscienza&#8221;. In tutto ciò, nel contatto e nel confronto diretto dell&#8217;uomo con la montagna, va dunque ravvisata una di quelle &#8220;porte&#8221; al sovrasensibile già chiaramente percepite dagli antichi. I riti dionisiaci si svolgevano sulle alture, e i maestri spirituali cinesi, ricorda René Daumal nel suo libro <em>Il monte analogo</em>, che costituisce un po&#8217; una <em>summa </em>di questi orientamenti, impartivano agli allievi le loro lezioni sull&#8217;orlo dei precipizî delle montagne.</p>
<p style="text-align: justify;">A questa visione tradizionale della montagna si affiancava una ben precisa struttura cosmica. Essa ha una sua compiuta teorizzazione in India, dove al Sumeru fa da contraltare cosmico un omologo monte &#8220;perno dell&#8217;universo&#8221; dall&#8217;altra parte del mondo: l&#8217;immagine della montagna come Asse del Mondo, sia detto per inciso, doveva avere un&#8217;<a href="http://www.centrostudilaruna.it/storiaantica.html">antichità</a> forse addirittura maggiore di quella dell&#8217;albero. Questa stessa struttura cosmica è presente anche nella Divina Commedia, dove il monte del purgatorio si erige precisamente sulla verticale della &#8220;natural burella&#8221; del cono dell&#8217;inferno.</p>
<p style="text-align: justify;">Come si presenta in Tolkien questo simbolismo? Prendiamo a esempio, per rispondere, uno dei passi principali in cui i personaggî si trovano di fronte a una montagna: il Caradhras. Qui il monte è ostile: le espressioni dei personaggî in merito sono inequivoche. Essa si oppone al passaggio della Compagnia dell&#8217;Anello, poiché il braccio del Nemico è divenuto assai lungo, e ha ormai raggiunto anche queste terre a lui assai remote. Il monte è cioè pervaso ancora da un senso del sacro, ma terribile e incontrollabile: la potenza che lo domina si rivela ostile: sarà questo il motivo che costringerà la Compagnia a trovare una diversa via.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Un significato affine alla montagna, ma non uguale, ha nel simbolismo il vulcano. La mancanza della vetta, che lo caratterizza e differenzia, non equivale a mancanza di carattere sacro. Viceversa, il contatto della fiamma incandescente che vi riposa con l&#8217;ambiente esterno è segno di una sacralità a diretto contatto con il mondo &#8211; peraltro dall&#8217;aspetto spesso terribile. Senza andare troppo lontano, si pensi al mito circa l&#8217;Etna, concepito quale fucina nella quale Vulcano forgiava le saette di Zeus; una tradizione medievale inoltre, riportata dal Graf, rimanda a quell&#8217;&#8221;Artù nell&#8217;Etna&#8221; (forse una figurazione simbolica di Federico II) cui si è accennato parlando della montagna. Ed è un vulcano, nel <em>Signore degli Anelli</em>, a costituire, nella terra nemica, l&#8217;obbiettivo della cerca <em>sui generis </em>che il protagonista deve compiere. Anche qui, il vulcano è la sede di una manifestazione del divino terribile, che distrugge.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Direttamente connesso, anzi dipendente dal simbolismo della montagna è quello della caverna. Per riprendere il tema iconografico suaccennato, se la montagna veniva usualmente raffigurata con un triangolo dal vertice rivolto verso l&#8217;alto, è un opposto triangolo con il vertice rivolto verso il basso a indicare la caverna. Il sovrapporsi dei due simboli, poi, poteva dar luogo al cosiddetto &#8220;Sigillo di Salomone&#8221;, che, di là dall&#8217;essere odierno emblema di una recente entità statuale mediorientale, è <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a> universale, non certo prerogativa del solo ebraismo (lo si ritrova anche nella più antica India, per esempio). Esso rimanda a una conciliazione degli opposti.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span>, è a una diversa epoca, più recente, che va connesso il simbolismo sacrale della caverna: come in epoche remote il divino era naturalmente accessibile a tutti, e in quanto tale da tutti visibile (tale è il caso della montagna), con una nuova età (e precisamente con la seconda fase del ciclo cosmico) le conoscenze che alla sede del divino si ricollegavano devono &#8220;ritirarsi&#8221; in un luogo più remoto, non accessibile a tutti, così dando forma all&#8217;esoterismo. I popoli, va peraltro aggiunto, non sempre si avvicinarono alle caverne con il medesimo &#8220;sentire&#8221;. Popoli che abitarono nelle caverne manifestavano spesso un&#8217;attitudine &#8220;lunare&#8221; e &#8220;matriarcale&#8221; nei confronti della spiritualità, viceversa un diverso sentire doveva generalmente animare quanti verso le caverne andavano con precisi intenti rituali. È nel mitraismo, <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religione</a> spiccatamente (seppur non del tutto univocamente) solare, che i riti di iniziazione si compivano negli antri più bui.</p>
<p style="text-align: justify;">In Tolkien, e in particolare nel <em>Signore degli Anelli</em>, sono due le caverne, o i tipi di caverne, che hanno rilevanza. Le prime sono le antiche case degli hobbit: la loro caratteristica è il senso di accoglienza domestica. Il popolo hobbit, d&#8217;altronde, è di indole prevalentemente pantofoliera, borghese e, appunto, &#8220;matriarcale&#8221;. Le caverne abitate anticamente da loro, comunque, hanno poco della &#8220;caverna&#8221; in senso classico: dai dolci e verdi colli della Contea non sorgono vette altissime, e le caverne sono proporzionalmente dimensionate, anche e soprattutto nell&#8217;&#8221;indole&#8221; espressa dai loro abitanti.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;altro tipo di caverna, anzi la caverna per eccellenza del <em>Signore degli Anelli</em>, è Moria. Nel viaggio della Compagnia a Moria, vera e propria &#8220;discesa agli inferi&#8221; in piena regola, si ripetono modelli universali di simbolismo. Lo stesso ingresso nell&#8217;antro della caverna è anticipato da un viaggio periglioso; il luogo in cui si trova il &#8220;passaggio&#8221; al mondo infero è oscuro e tetro. Queste caratteristiche trovano delle precise corrispondenze, per esempio, nel VI libro dell&#8217;<em><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/eneide-2/7195" target="_blank">Eneide</a></span> </em>e nel primo canto dell&#8217;Inferno dantesco; ma di &#8220;discese agli inferi&#8221; sono ricche un po&#8217; tutte le tradizioni: si tratta del modello classico del viaggio iniziatico. Entrata la Compagnia dell&#8217;Anello nella caverna, il simbolismo di questa cede il passo, secondo un modello assai consueto, al simbolismo del labirinto; infatti Moria si snoda in una miriade di stanze, costruite in epoche remote dai nani. Qui la Compagnia può procedere solo grazie alla guida sicura di Gandalf, elemento della luce spirituale, vero e proprio &#8220;filo di Arianna&#8221;. La caverna è nel simbolismo inoltre strettamente associata al cuore, come ha rilevato con particolare efficacia <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span>. Non è d&#8217;altronde casuale, a mio avviso, che l&#8217;assedio di cui è vittima la Compagnia sia scandito da un battito (&#8220;<em>tum, tum</em>&#8220;) di tamburi, a ritmo sempre crescente. Nel viaggio raccontato nel romanzo, seguono con preciso significato al nero della caverna il combattimento di Gandalf, custode del &#8220;Fuoco Segreto&#8221; nelle e contro le fiamme del Balrog (fase &#8220;rossa&#8221;) e, alla conclusione di un lungo percorso iniziatico, la rinascita del protagonista quale &#8220;Gandalf il Bianco ritornato dalla morte&#8221;. In questa prospettiva, il &#8220;ritorno alla luce&#8221; della Compagnia rappresenta il compimento della &#8220;rinascita&#8221; iniziatica.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.amazon.com/exec/obidos/ASIN/0345324366/centrostudilarun" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/0345324366.bmp" border="0" alt="J.R.R. Tolkien - R. Foster, The Complete Guide to Middle-Earth: From the Hobbit to the Silmarillion" hspace="3" vspace="3" width="82" height="140" align="right" /></a>A questo punto del romanzo la Compagnia torna a viaggiare alla luce del sole, e giunge a Lorien: il giardino per eccellenza del libro. È un &#8220;giardino di delizia&#8221;: il popolo fatato che lo abita vive sugli alberi che ama, immagini fatate e meravigliose vi si susseguono; il tempo stesso ivi scorre in modo inusuale. Questo tema del giardino meraviglioso e delizioso è presente in diverse testimonianze tradizionali (si pensi a quello delle Esperidi, alla saga di Gilgamesh, al Paradiso terrestre biblico). L&#8217;albero in sé, che del giardino costituisce elemento essenziale, ha in Tolkien prevalenti caratteristiche &#8220;positive&#8221; (luminose nel Silmarillion, di <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a> regale &#8211; a Minas Tirith &#8211; e di arcaicità &#8211; nel caso di Fangorn &#8211; nel Signore degli Anelli), ma il Bosco, altra forma di manifestazione del simbolismo dell&#8217;albero, è caricato di un significato nettamente duale. Esistono cioè caratteristiche assai diverse tra i personaggî incarnanti primordiali &#8220;signori dei boschi&#8221;, come Tom Bombadil &#8211; che paiono così vicini all&#8217;immagine dello jüngeriano <em>Waldgänger</em>) e i personaggi che viceversa vedono i boschi come luoghi oscuri e tenebrosi (o meglio, sono diverse le tipologie di boschi). La foresta per eccellenza della Terra di Mezzo, e cioè Bosco Atro, rientra nettamente in questa seconda tipologia.</p>
<p style="text-align: justify;">Scrisse nel suo <em>Origini indoeuropee </em>Giacomo Devoto, forse il principale linguista italiano del secolo: &#8220;Il tratto fondamentale del paesaggio indoeuropeo originario è dato dalla foresta&#8221;. Allo stesso modo, termini importantissimi del vocabolario indoeuropeo più arcaico traggono proprio dal paesaggio boschivo la loro fonte etimologica: la stessa fondamentale parola &#8220;luce&#8221; deriva da quella sua particolare manifestazione che è data dal suo filtrare tra i rami degli alberi, e in specie nelle radure. Così &#8220;luce&#8221; è strettamente parente di <em>lucus</em>, il bosco sacro nell&#8217;antico latino. Inoltre nell&#8217;immaginario medievale europeo al bosco si collegavano le più svariate credenze: esso era visto infatti come luogo di arcani incontri, di pericolose presenze, di fatate entità. Queste sono le stesse caratteristiche di Bosco Atro.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Anche l&#8217;isola, come noto, ha una parte di rilievo nell&#8217;epopea tolkieniana. Il richiamo, nettissimo, al mito platonico circa l&#8217;affondamento di Atlantide è sin troppo noto nella vicenda di Numenor perché valga soffermarvisi. Ciò che va aggiunto è che la sede degli &#8220;immortali&#8221; o &#8220;immortalati&#8221;, delle presenze luminose elfiche incorrotte, resta l&#8217;isola a Occidente. Mito diffusissimo, addirittura al di fuori dei confini d&#8217;Europa, quello dell&#8217;isola quale sede mitica è testimoniato dalla ricchezza delle tradizioni sulle varie Thule, Avallon, Tir na mBeo etc. Si tratta di raffigurazioni varie (e riferite, specie la prima in confronto alle altre, forse anche a memorie diverse) di una terra originaria e fatata, sede variamente di &#8220;eroi&#8221;, morti e presenze immortali. Su questo tema torneremo tra breve, facendo riferimento all&#8217;ultimo dei simboli qui trattati.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il convegno odierno essendo dedicato al &#8220;Viaggio della Compagnia verso il terzo Millennio&#8221;, sarà forse il caso di aggiungere qualcosa su queste parole, iniziando dalla Compagnia. Nelle saghe e nelle leggende, va premesso, è più frequente l&#8217;eroe solitario rispetto alla compagnia (ma ci sono numerose eccezioni). In estrema sintesi a me pare che la Compagnia tolkieniana non sia un&#8217;unione comunistica, nella quale le singole personalità si fondono; vi permangono tratti gerarchici, e oltretutto una speciale &#8220;interrazzialità&#8221;. Si tratta dell&#8217;<em>élite </em>delle razze solari a riunirsi nella Compagnia dell&#8217;Anello: mai, per intenderci, un Orco o un Sudrone ne avrebbe potuto far parte. In essa nessuno perde la sua precisa identità e il suo preciso ruolo, anche letterario, ma viceversa è per il tramite della Compagnia stessa che matura e vive la sua avventura vera e propria, che combatte cioè la sua Grande Guerra Santa. Lo spirito è quello di una compagnia di ventura, o ancor più quello dei <em>sodales </em>medievali.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;impresa iniziatica della Compagnia è il viaggio, e non potrebbe praticamente essere altrimenti. Viaggiatori mitici sono Dante, Ulisse, Enea, Ercole, Gilgamesh, Sigfrido e tantissimi altri: è nel viaggiare che l&#8217;eroe si confronta con i pericoli, cresce e migliora. E al viaggio non può fare da naturale conclusione che il ritorno: non a caso con le parole &#8220;Sono tornato&#8221; si chiude il Signore degli Anelli: davvero simile, d&#8217;altronde, è il finale dell&#8217;avventura di Sam a quello di Ulisse che giunge nella sua Itaca e giustizia i proci che vi imperversano.</p>
<p style="text-align: justify;">La realizzazione del compito della Compagnia dell&#8217;Anello conclude un vero e proprio ciclo cosmico: la Terza Era si chiude, e inizia l&#8217;Età degli Uomini. Anche la concezione ciclica tradizionale è ben presente a Tolkien &#8211; e la sua attitudine di fronte al destino di decadenza del mondo moderno fa di lui un guerriero nel senso tradizionale. Con l&#8217;instaurarsi di un nuovo ciclo, anche nuove forme simboliche vengono a predominare.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Per concludere questa disamina, vorrei ricordare un ultimo <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a> che appare in Tolkien in un modo molto significativo. La Compagnia dell&#8217;Anello sta per lasciare Lorien, per riprendere il suo viaggio. Lungo il Grande Fiume, prima dell&#8217;addio, una imbarcazione dalle sembianze di un grande <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simbolismodelcigno.html">cigno</a> dorato si avvicina. Un canto dolce e tristissimo è quello di addio della bianca e bellissima dama Galadriel, velato di tristezza, ma in esso già si cela, in pura potenza, il richiamo della redenzione. Il popolo chiaro, puro e luminoso dà così il suo addio. Analogamente, dalla &#8220;triste storia dei figli di Lir&#8221; irlandese sappiamo di come i figli di questo sfortunato sovrano furono per un sortilegio mutati in <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simbolismodelcigno.html">cigno</a>: il loro canto dolcissimo e tristissimo incanta chi li oda. Esso appartiene o rimanda così all&#8217;Altro mondo. Nel mito greco e romano il <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simbolismodelcigno.html">cigno</a> è animale iperboreo, sacro al dorico e nordico Apollo; non a caso dalla Svezia alla Valcamonica si rinvengono incisioni raffiguranti il suo caratteristico collo. In un mito estremamente diffuso Fetonte, avendo improvvidamente guidato il carro del padre, dio solare, viene precipitato nelle acque dell&#8217;Eridano, ove muore. Viene pianto dalle Eliadi ma anche da Cicnus, il vecchio figlio del re dei Liguri, che ne era parente. Il canto di dolore muta il vecchio dai bianchi capelli nell&#8217;animale che oggi porta il suo nome, e che assurge in cielo (il fenomeno è definito sin dagli antichi come catasterismo). Socrate, nel <em>Fedone </em>platonico, sostiene di assomigliare al <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simbolismodelcigno.html">cigno</a>, che non piange la propria morte, in realtà, dolorosamente, ma con la gioia di chi sa di ricongiungersi all&#8217;elemento divino donde proviene.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa bianchezza dell&#8217;animale, come dei capelli dei vecchi, non è solo il segno della purezza originaria, ma rimanda anche alla sua remota <a href="http://www.centrostudilaruna.it/storiaantica.html">antichità</a> iperborea. E il rivolgere a tale remota origine lo sguardo è il grande messaggio dell&#8217;opera <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolica</a> tolkieniana.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Relazione tratta da AA.VV., <em>J.R.R. Tolkien. Il viaggio della Compagnia verso il Terzo Millennio</em>, Atti del Convegno svoltosi all&#8217;Università degli Studi di Roma &#8220;La Sapienza&#8221; il 5 maggio 2000, Roma 2001, pp. 45-53.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/simbologiatolkien.html' addthis:title='La simbologia dell&#8217;opera tolkieniana ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.centrostudilaruna.it/simbologiatolkien.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
			<coop:keyword><![CDATA[Articoli sul fantastico in generale]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Fantastico]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Italiano]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Letteratura]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Letteratura inglese e nordamericana]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Simboli e simbologia]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Simboli nella letteratura]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[albedo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Aragorn]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Atlantide]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Balrog]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Bilbo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Boromir]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[caverna]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[cigno]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Compagnia dell'Anello]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Convegno]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Daumal]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[discesa agli inferi]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[elfi]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Fangorn]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Frodo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Gandalf]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Giacomo Devoto]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Gollum]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Hobbit]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Il Signore degli Anelli]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[J.R.R. Tolkien]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[labirinto]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[montagna]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[nani]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[nigredo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[personaggi]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[rubedo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[sacro]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Sam]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[simbolismo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Tolkien]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[università]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[viaggio]]></coop:keyword>
	</item>
	</channel>
</rss>

