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	<title>Centro Studi La Runa &#187; femminile</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>Penne crociate ed errori in codice</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 15:57:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfonso Piscitelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recensione critica (e atipica) de Il Codice da Vinci di Dan Brown]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/erroriincodicedavinci.html' addthis:title='Penne crociate ed errori in codice '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p align="justify"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8804523417" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/codicedavinci.jpg" border="0" alt="Dan Brown, Il Codice Da Vinci" width="95" height="147" align="right" /></a> “Uno sconosciuto autore stravolge la storia e annuncia al mondo una nuova verità <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religiosa</a>. Potenti circoli finanziari e politici lo appoggiano: il nuovo dogma si afferma nel mondo e viene creduto da milioni di persone”. Così ad alcuni piacerebbe descrivere, con una buona dose di complottismo mediatico, la vicenda del <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8804523417"><em>Codice</em></a> Dan Brown. Per la serie: chi di complotto ferisce, di complotto perisce. Di sicuro, il <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8804523417"><em>Codice da Vinci</em></a> è espressione della ostilità anti-papista che è tipica dei paesi anglo-sassoni. Il centone fanta<a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religioso</a> di Dan Brown non a caso attacca frontalmente l’<em>Opus Dei</em>: la milizia <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religiosa</a>, fondata in Spagna da Josè Maria Escrivà de Balaguer, negli ultimi anni ha preso il posto dell’ordine dei gesuiti nell’immaginario anticlericale degli scrittori protestanti. Ma a parlare di vero e proprio complotto, di qualcosa che va al di là delle avversioni pluri-secolari, è stato lo storico Franco Cardini.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Simpatizzante dell’islam, radicalmente contrario alle guerre di Bush così come alle tesi sull’inevitabile scontro tra le civiltà, il professor Cardini ritiene che il <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8804523417">“Codice”</a> sia stato da un lato la risposta al grande successo mediatico del cattolicesimo tradizionale: il film sulla <em>Passione </em>di Mel Gibson, e dall’altro un siluro lanciato contro il Vaticano proprio nell’anno in cui la lo scontro tra Giovanni Paolo II e la Casa Bianca si faceva frontale, per la questione dell’Irak. Proporre una nuova versione della vicenda evangelica avrebbe rappresentato per la Chiesa Cattolica un tracollo di immagine superiore a quello determinato dallo scandalo dei preti-pedofili, che proprio in quel frangente storico (“guarda caso” osservano gli apologeti di Roma) si faceva dirompente.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Dan Brown mescola amabilmente <em>leit motiv </em>della polemica anti-clericale, temi della <em>new age</em> e ammiccamenti al femminismo. La Chiesa cattolica viene accusata di aver cancellato con Costantino la memoria della divinità femminile primordiale e di aver imposto una teologia patriarcale: piccolo errore cronologico… furono gli <a href="http://www.centrostudilaruna.it/indoeuropei.html">Indoeuropei</a> duemila anni prima del cristianesimo ad affermare il culto di divinità celesti e maschili!   <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8804545402" target="_blank"><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/laveritasulcodicedavinci.bmp" border="0" alt="Bart D. Erhman, La verità sul codice da Vinci. Un grande storico svela tutti i segreti del libro che ha affascinato il mondo" width="95" height="144" align="left" /></a> Non è l’unico errore di valutazione storica che Dan Brown ha commesso. Le penne più appuntite di Santa Romana Chiesa negli ultimi mesi si sono sbizzarrite a pescare gli strafalcioni “sapienziali” nel <em>best-seller </em>di fanta-teologia. Vittorio Messori, Massimo Introvigne, Rino Camilleri, il vaticanista Andrea Tornielli hanno avuto vita facile nel dilatare sotto la lente di ingrandimento dell’indagine gli errori storici, teologici, antropologici nelle affermazioni del <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8804523417"><em>Codice da Vinci</em></a>.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">“Gesù, in quanto ebreo, doveva essere necessariamente sposato”; per niente: gli Esseni, che erano coevi di Gesù, praticavano esplicitamente il celibato. “Costantino ha imposto la credenza, prima sconosciuta, nella divinità di Cristo”; ridicolo: l’imperatore Costantino alla fine della sua vita si fece battezzare da sacerdoti di confessione ariana, cioè proprio da quelli che “non” credevano nella divinità di Cristo, vedendo in Gesù l’uomo perfetto, mediatore tra Dio e gli uomini.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Tornielli, in particolare, nel suo volume <em>Processo al Codice da Vinci</em> (della Mondadori, ma distribuito insieme al <em>Giornale</em>) si sofferma sulle presunte rivelazioni riguardanti il “Priorato di Sion”, fantomatica loggia iniziatica che per secoli avrebbe custodito il segreto della <em>liason </em>tra Gesù e la Maddalena. In realtà il Priorato fu invenzione di un esoterista francese collaboratore del regime di Vichy, Pierre Athanase Plantard. Simpatizzante del Nazismo, Plantard aveva fondato un’organizzazione esoterica allo scopo di combattere la sovversione demo-pluto-giudaica. I Tedeschi che occupavano la Francia ebbero tanta stima del loro collaborazionista da rinchiuderlo in galera a meditare, consentendo così che questi dopo la guerra si riciclasse come fiero partigiano antinazista. Il mito fondante del presunto Priorato era che la dinastia dei Merovingi (i famosi “re taumaturgi” che, avvolti da un’aura di sacralità, guarivano con l’imposizione delle mani) discendesse carnalmente da Cristo. San Graal uguale <em>Sang Real</em>: il sangue divino del Re dei Re. Siamo di fronte – è ovvio – a un clamoroso falso storico, smascherabile da qualunque studente francese di scuole medie. I merovingi erano una dinastia germanica, la sacralità che li avvolgeva era quella tipica della mistica medievale della regalità.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Dan Brown ricicla insomma un tema dello sciovinismo francese in salsa esoterica. E non solo, osserva Alberto Lombardo, autore di saggi su Tolkien e studioso di <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolismo</a> dei popoli nord-europei: “Il <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8804523417"><em>Codice da Vinci</em></a> materializza il <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a> del Graal e ne oscura completamente le radici nordiche, <a href="http://www.centrostudilaruna.it/celti.html">celtiche</a>, precristiane. Ci troviamo di fronte  ad una trama avvincente, ma che banalizza il Mistero del Graal riducendolo a <em>gossip</em> sulle relazioni di Gesù con la Maddalena”.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8827205020" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/misterodelgraal.bmp" border="0" alt="Julius Evola, Il mistero del Graal" width="95" height="132" align="right" /></a> È proprio l’aria di scandalo erotico-<a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religioso</a> a rendere più scottanti le polemiche sulle rivelazioni romanzesche. Convinti laicisti come il matematico Piergiorgio Odifreddi hanno colto la palla al balzo per denunciare la millenaria sessuofobia della Chiesa (che avrebbe negato al suo fondatore il diritto storico di avere una “onesta” mogliettina) e la neo-senatrice Margherita Hack, nota teologa ed esperta di vicende sentimentali dell’età di Tiberio, ha dichiarato che, sì, la Maddalena era moglie legittima di Cristo! D’altra parte gli scettici di professione del CICAP (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale) hanno contestato il <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8804523417"><em>Codice da Vinci</em></a> non dal punto di vista del cattolicesimo romano, bensì del positivismo di stampo ottocentesco. Nel <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8804523417"><em>Codice da Vinci</em></a> ci sono riti iniziatici, magie sessuali, <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simboli</a> alchemici e neppure un dinosauro o un uomo-scimmia! Anche gli amici di Piero Angela mostrano perciò il pollice verso a Dan Brown.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">La Chiesa infine, nella polemica contro gli strafalcioni del <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8804523417"><em>Codice</em></a> ha trovato un brillante compagno di strada nel professor Vittorio Sgarbi, che ha contestato la interpretazione dell’<em>Ultima Cena </em>di Leonardo. “L’ultima cena era un incontro per soli uomini – ci dice Sgarbi – . Leonardo, così come gli altri autori che hanno rappresentato la scena, si è attenuto fedelmente al dettato evangelico e la figura che appare al fianco del Cristo è chiaramente Giovanni evangelista. Anzi, a differenza di altri pittori, Leonardo distacca maggiormente l’apostolo da Gesù e lo raffigura con una espressione più virile. In altri affreschi, San Giovanni appare reclinato sul petto del salvatore, in un atteggiamento di tenerezza efebica. Molti speculano su questo rapporto fin troppo affettuoso, quasi erotico, del più giovane tra gli apostoli con il Signore, ma di sicuro l’arte non ci tramanda una celata immagine femminile nell’ultima cena, come vorrebbe Dan Brown”.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">No, non è la Maddalena. E davvero insulso appare alla fine un romanzo che vorrebbe ridurre una delle immagini più potenti dei vangeli: il Cristo che perdona la peccatrice, al quadretto borghese di un <em>menage </em>familiare.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">* * *</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8804523417">Dan Brown, <em>Il Codice Da Vinci</em> (IBS)</a> <a rel="nofollow" href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=10388&amp;a=915108&amp;g=0&amp;url=http://www.bol.it/libri/scheda/ea978880452341">(BOL)</a> <a rel="nofollow" href="http://www.libreriauniversitaria.it/BIT/8804523417/ASI/395521">(LU)</a></p>
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		<title>La donna, l&#8217;amore, la paura</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 15:35:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Saggio su Otto Weininger e la sua concezione della polarità dei sessi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/donna-amore-paura.html' addthis:title='La donna, l&#8217;amore, la paura '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/centrostudilaruna48x48.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Centro Studi La Runa online" /><br/><p align="justify">Genio. Inquieto. Suicida. Profondo conoscitore delle sfumature della psiche e misogino. La figura di Weininger continua ad affascinare i pochi che ne conoscono l’opera. Le edizioni Mediterranee, ripubblicando di recente il suo capolavoro <em>Sesso e Carattere</em>, cercano di estendere la cerchia di coloro che, conoscendolo, potranno apprezzare la complessità di pensiero di questo tragico esponente della cultura mitteleuropea, morto suicida nel 1904 all’età di 24 anni.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">In Italia fu <a href="http://www.centrostudilaruna.it/evola.html">Julius Evola</a> il primo a valorizzare a pieno la concezione del mondo dell’autore. Michaelstedter e Weininger ricorrono di frequente nelle citazioni e nelle pagine filosofiche dell’autore romano: entrambi erano ebrei dell’Impero d’Austria, entrambi accomunati dalla scelta di troncare la propria esistenza in età giovanile, anzi adolescenziale secondo i criteri anagrafici di oggi.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Pochi mesi prima di morire, Weininger pubblicò un volume ponderoso che travalica i confini tra filosofia, psicologia, teologia, antropologia: <em>Sesso e carattere</em>. È l’inizio del <a href="http://www.centrostudilaruna.it/storiacontemporanea.html">Novecento</a>, gli stessi anni in cui Freud matura la sua concezione della <em>libido</em> e sono gli anni in cui cominciano a diffondersi le idee sul matriarcato delle origini e sul successivo affermarsi della dominazione “maschile”.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Non regalate il libro di Weininger a una femminista: potrebbe scambiare l’omaggio per una provocazione e picchiarvi duramente. Ma regalatelo, se volete, ad una donna intelligente, che capirà come il “maschilista” Weininger – impaurito dall’ascesa del sesso femminile e dalle sue crescenti rivendicazioni – sia stato il primo a comprendere e a valorizzare sino in fondo il tema della “differenza”, e dunque della specificità dei sessi. Per Weininger l’uomo e la donna si distinguono tra di loro non solo per una diversa conformazione degli organi genitali, ma per una differenza che pervade tutto il corpo e la psiche, che penetra in ogni singola cellula dell’organismo. Vi sono ovviamente diversi gradi di maschilità e di femminilità e l’attrazione magnetica tra due individui si mette in moto appunto quando scatta l’alchimia della giusta complementarietà. In ogni uomo – peraltro – c’è una parte di donna, in ogni donna una parte di uomo; questa considerazione basta a relativizzare gli aspetti più aspri delle osservazioni che Weininger rivolge alla “natura femminile”.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">L’autore confutò i pensatori naturalisti che vedevano nel sesso un semplice espediente per fare figli. Come se i microbi asessuati non si riproducessero con più facilità ed efficienza degli animali che si accoppiano. Il maschile e il femminile appaiono nella loro vera luce se considerati come due grandi polarità, esattamente come era stato intuito da molte civiltà tradizionali. Ad esempio dalla cultura cinese, tutta incentrata sul gioco di relazioni tra lo <em>yang</em> (il fuoco maschile) e lo <em>yin</em> (la feconda umidità femminile) o dagli stessi filosofi greci che si appellavano alla coppia di materia-e-forma.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Riguardo al sesso femminile, Weininger individua a sua volta una ulteriore dicotomia tra un tipo prevalentemente “materno” e un tipo più centrato su sé stesso (che l’autore con delicatezza definisce “prostituta”). Il primo tipo trova la sua soddisfazione nella cura e nella relazione affettiva con i figli, il secondo invece mira al soddisfacimento delle esigenze individuali, attraverso una oculata gestione del proprio corpo e del proprio talento. Nel sintetizzare questa concezione, il sessuologo Fausto Antonimi scrive nella prefazione: «Il tipo materno è egoisticamente affezionato ai propri figli e tutti gli altri esseri umani gli sono sostanzialmente indifferenti: non parliamo poi dell’indifferenza verso il partner maschio. Il tipo prostituta mette al centro del mondo non i figli, che non ama e non vuole e per lo più non ha, ma se stessa, il proprio corpo, il proprio potere sugli uomini».</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Qui ovviamente le categorie del libro si fanno schematiche, l’essenza profonda della femminilità sembra sfuggire all’autore. Del resto si conosce solo ciò che si ama. E la capacità di amare le donne è forse preclusa in partenza al giovane autore. Tuttavia ciò che colpisce nel libro è che i decenni successivi sembrano aver assistito in molti casi ad una affermazione del sesso femminile proprio espressa nei termini riduttivi descritti dall’autore. Molte donne &#8211; non tutte &#8211; si sono fatte largo nella società, nel mondo del lavoro, dello spettacolo, proprio abbracciando lo stereotipo che Weininger attribuiva loro. E allora questo libro può oggi assurgere a modello di riflessione per comprendere ciò che deve essere corretto nella sfera dei comportamenti sia maschili che femminili.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Nei confronti dell’uomo, l’accusa principale di Weininger è quella di aver abdicato alla propria dignità, alle proprie responsabilità primarie. È una diagnosi che lo psicologo Claudio Risè in tempi recenti ha ampiamente confermato. Tra padri che si comportano come “fratelli maggiori” e figli che non vogliono crescere, il mondo maschile sembra aver perso quella volontà di saltare l’ostacolo che separa la fanciullezza dalla virilità. Quell’ostacolo che in tante civiltà si ritualizzava nelle prove di iniziazione. Ancora una volta dunque il polo maschile e quello femminile si influenzano l’un l’altro, sia in positivo che in negativo.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Forse Weininger decise troppo presto di abbandonare la vita, se avesse vinto la sua tragica pulsione alla morte avrebbe potuto sviluppare ulteriormente le riflessioni sul grande “bipolarismo” che attraversa la cultura umana.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">* * *</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Tratto da <em>L&#8217;Indipendente</em> del 11 novembre 2007.</p>
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