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	<title>Centro Studi La Runa &#187; Elena Bianchini Braglia</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>L&#8217;unità divisa</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 08:46:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Fabbri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La grancassa della cultura di regime fa sentire la sua voce cercando di rinverdire i miti risorgimentali e rispolverando una retorica ottocentesca che ha il sapore del ridicolo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/lunita-divisa.html' addthis:title='L&#8217;unità divisa '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/teiwaz.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Teiwaz" /><br/><p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.ibs.it/code/9788884742292/zzz1k1456/unit-agrave-divisa-1861-2011-parla.html?shop=2317" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-5275" style="margin: 10px;" title="unita-divista" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/unita-divista.gif" alt="" width="140" height="200" /></a>Nel 2011 ricorrono i 150 anni dell’unità d’Italia. La grancassa della cultura di regime fa sentire la sua voce cercando di rinverdire i miti risorgimentali e rispolverando una retorica ottocentesca che ha il sapore del ridicolo, sia per l’evidente lontananza dai tempi in questione, sia perché la classe dirigente che celebra l’unità è impegnata in una pervicace opera di cancellazione di ogni traccia di sovranità nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Giunge opportuna pertanto la pubblicazione di un volume antologico che raccoglie interventi di intellettuali che rappresentano importanti testimonianze di voci critiche sugli avvenimenti risorgimentali: <a rel="nofollow" href="http://www.ibs.it/code/9788884742292/zzz1k1456/unit-agrave-divisa-1861-2011-parla.html?shop=2317"><em>L’Unità divisa. 1861-2011: parla l’Italia reale</em></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Francesco Mario Agnoli apre il volume con un saggio riassuntivo sulle vicende risorgimentali e sullo scarso senso di appartenenza nazionale che gli Italiani hanno sempre mostrato. La disastrosa esperienza della seconda guerra mondiale e della guerra civile, con l’Italia occupata prima dall’ex-alleato, poi dagli ex-nemici, è una prova lampante dell’inconsistenza della “nazione” italiana. Del resto anche nel dopoguerra gli Italiani si identificavano nell’Unione Sovietica o negli Stati Uniti a seconda delle opinioni politiche…</p>
<p style="text-align: justify;">Le polemiche sul revisionismo in materia risorgimentale sembrano riproporre una stantia polemica fra uno schieramento neoclericale e uno neomassonico: una battaglia dei topi contro le rane, per dirla con <a title="Giacomo Leopardi" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/giacomo-leopardi">Giacomo Leopardi</a>, che già satireggiava con preveggente ironia sugli sviluppi delle lotte risorgimentali. Agnoli è l’esponente di una cultura cattolica impegnata in una proficua rielaborazione critica degli eventi storici, e mette in luce come il Risorgimento si inserisca a pieno titolo in quella serie di utopie volte a costruire l’uomo nuovo: tutte tragicamente fallite!</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è sicuramente la chiave di lettura più convincente degli avvenimenti che hanno portato all’unità italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Lorenzo Del Boca, che ha scritto importanti saggi sul Risorgimento, tratta il tema delle drammatiche vicende militari che costarono al Sud episodi sanguinosi: le rappresaglie contro alcuni paesi meridionali furono delle vere e proprie “Marzabotto” del XIX secolo, e le testimonianze dell’epoca mostrano come le vittime meridionali dell’annessione si contino nell’ordine delle centinaia di migliaia.</p>
<p style="text-align: justify;">Franco Bampi è autore di un interessante intervento sulla Repubblica di Genova. Bampi mostra, dati alla mano, che l’annessione della Liguria al Piemonte nel 1814 fu illegittima, in quanto occupazione militare dei Savoia avvenuta senza nemmeno la ratifica di un plebiscito. Bampi osserva che, conseguentemente, la Liguria deve rivendicare la sua indipendenza anche nei confronti dello stato italiano!</p>
<p style="text-align: justify;">Elena Bianchini Braglia, autrice di approfonditi studi sul ducato di Modena, espone le vicende che si svolsero nella bassa emiliana nel periodo risorgimentale. Numerosi furono gli episodi di abitanti del ducato che inneggiavano all’Austria e che distruggevano il tricolore, e il plebiscito per l’annessione fu una pagliacciata che ricorda molto le farse tragicomiche che attualmente si svolgono sulla “Costituzione Europea”, che non ha alcun consenso popolare ma che viene imposta d’autorità con procedure istituzionali a dir poco “discutibili”…</p>
<p style="text-align: justify;">Gilberto Oneto rileva come l’esistenza artificiale dello stato italiano sia dovuta essenzialmente alle schiere di parassiti che vivono sulle spalle dei contribuenti: eserciti di burocrati, di baby pensionati e di falsi invalidi, concentrati soprattutto al Sud, sono la vera spina dorsale della “nazione”. L’Italia è un concetto che va avanti per forza d’inerzia e Oneto nota come i patetici difensori dell’unità d’Italia somiglino ai sostenitori del comunismo che ancor oggi affermano: “l’idea è giusta ma è stata applicata male”!</p>
<p style="text-align: justify;">Infine l’intervento conclusivo di Ettore Beggiato è dedicato all’annessione del Veneto all’Italia che, com’è noto, fu particolarmente umiliante per gli stessi Savoia che ottennero il territorio dall&#8217;Austria per il tramite della Francia. Anche per questo la popolazione veneta fu ancor più indifferente di altre al processo di unificazione, e nei decenni successivi in Veneto si manifestò un forte malcontento verso il nuovo stato di cose.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma pare che ci sia davvero poco da festeggiare nel 150° dell’Unità, e oggi come allora una classe dirigente totalmente slegata dalla realtà inventa cerimonie melense e poco coinvolgenti nel tentativo di rivolgersi a un’opinione pubblica che si entusiasma molto di più per il presidente americano Obama…</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">AA VV, <a href="http://www.ibs.it/code/9788884742292/zzz1k1456/unit-agrave-divisa-1861-2011-parla.html?shop=2317"><em>L’Unità divisa. 1861-2011: parla l’Italia reale</em></a>, Il Cerchio, Rimini 2010, pp.118, € 14,00.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/lunita-divisa.html' addthis:title='L&#8217;unità divisa ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il Risorgimento: uno stupro!</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 17:38:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Fabbri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un saggio revisionistico di Elena Bianchini Braglia sulla storia del Risorgimento italiano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-risorgimento-uno-stupro.html' addthis:title='Il Risorgimento: uno stupro! '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/teiwaz.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Teiwaz" /><br/><p style="text-align: justify;">Il Risorgimento: uno stupro!</p>
<p style="text-align: justify;">Mai definizione fu più calzante per definire gli avvenimenti che hanno portato all’unità d’Italia: un evento storico che si è consumato nell’aperta ostilità delle popolazioni interessate o, quanto meno, nella più assoluta indifferenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Elena Bianchini Braglia, una delle più qualificate studiose della storia risorgimentale, ha pubblicato un libro che riassume i termini storiografici della questione con un originale stratagemma letterario: la signora Italia in crisi d’identità si reca da uno psicologo per cercare di mettere ordine nelle vicende della sua vita.</p>
<p style="text-align: justify;">La frase che si sente più spesso in bocca agli abitanti della penisola è: “mi vergogno di essere italiano”. Forse per questo il titolo del libro della Bianchini Braglia è <em>Le radici della vergogna</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Monaldo Leopardi, padre di Giacomo, scriveva: “non vi è ragione che gli italiani si graffino il volto, accorgendosi che la loro casa è divisa in più camere e non in un solo salone”. In effetti la civiltà italiana fu esempio grandioso di arte e di cultura quando gli italiani non erano tali, ma erano fiorentini, milanesi, romani, veneziani, napoletani… Con la nascita della nazione unitaria la cultura italiana è andata incontro a un rapido declino e gli abitanti della penisola hanno cominciato a essere guardati con la lente di stereotipi caricaturali e folcloristici, se non come un popolo di straccioni!</p>
<p style="text-align: justify;">Nel racconto della signora Italia emergono i personaggi che sono stati elevati al rango di “padri della patria”: Vittorio Emanuele, Cavour, Garibaldi, Mazzini solo per citare i più importanti. Caratteristica comune a tutti erano le debolezze umane e talvolta la fragilità caratteriale, e soprattutto la scarsa consapevolezza della posta in gioco degli eventi risorgimentali. Infatti il movimento unionista era qualcosa che andava ben al di là di questioni locali: i fili dei burattini erano tirati dalle logge massoniche straniere, soprattutto nei paesi anglosassoni protestanti, che volevano cancellare la Chiesa Cattolica e in generale ogni traccia di <em>Ancien Régime</em>. Per questo la rivista dei gesuiti “La Civiltà Cattolica”, tenace avversaria culturale del Risorgimento, definiva il protestantesimo come la “molla della rivoluzione”, osservando come il fine del Risorgimento fosse quello di sostituire la morale cattolica con quella, per tanti aspetti assolutamente angosciante, delle chiese protestanti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/in-esilio-con-il-duca/6494" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3565" style="margin: 10px;" title="in-esilio-con-il-duca" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/in-esilio-con-il-duca.jpg" alt="in-esilio-con-il-duca" width="200" height="277" /></a>Per i popoli italiani il Risorgimento sarà una lunga sequenza di episodi dolorosi: guerre, plebisciti-truffa, brigantaggio, scandali e corruzione… Ma ci furono anche episodi nobili della Resistenza antirisorgimentale che non devono essere dimenticati: la Brigata Estense che seguì in esilio il duca di Modena, l’eroica resistenza di Gaeta e di Ancona, la vittoria pontificia a Mentana: il libro ripercorre con commossa partecipazione queste vicende alle quali la Bianchini Braglia ha dedicato studi approfonditi pubblicati in altri volumi.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si insisterà mai abbastanza sull’opportunità di promuovere studi revisionisti sul tema del Risorgimento: la decostruzione delle mitologie unioniste è assolutamente necessaria per fare chiarezza sulla versione della storia edulcorata e artefatta che viene ancor oggi propinata nelle scuole, con uno stile melenso da libro <em>Cuore</em>. Tanto più che le grandi trasformazioni del mondo contemporaneo impongono un superamento di certe posizioni storiografiche ormai divenute provinciali e obsolete.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel XXI secolo la classe dirigente italiana si è riappropriata della stucchevole retorica risorgimentale mettendo in scena manifestazioni patriottarde che hanno il sapore del ridicolo nello scenario di esproprio della sovranità che si sta delineando con la globalizzazione. Fra i progetti di istituzioni internazionali perseguiti dai poteri forti e i tentativi di definire nuovi assetti territoriali che si manifestano nelle spinte dal basso, la celebrazione dei fasti nazionali appare sempre più delegittimata.</p>
<p style="text-align: justify;">E per restare alla metafora medica utilizzata dall’autrice, si potrebbe osservare che l’unità d’Italia non l’ha ordinata il dottore!</p>
<p>* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Elena Bianchini Braglia, <em>Risorgimento. Le radici della vergogna. Psicanalisi dell’Italia</em>, CSR Edizioni Terra e Identità, Reggio Emilia 2009, pp.288, € 15,00 &#8211; <a href="http://www.elenabianchinibraglia.it">www.elenabianchinibraglia.it</a></p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-risorgimento-uno-stupro.html' addthis:title='Il Risorgimento: uno stupro! ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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