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	<title>Centro Studi La Runa &#187; Elémire Zolla</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>Zolla, il signore degli archetipi</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 17:46:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo Cattabiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un ricordo di Elémire Zolla e della sua opera scritto poco dopo la sua morte dall'amico e collaboratore Alfredo Cattabiani]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/zolla-il-signore-degli-archetipi.html' addthis:title='Zolla, il signore degli archetipi '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/cattabiani.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Alfredo Cattabiani" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><br/><p><img class="size-full wp-image-6191 alignright" style="margin: 10px;" title="Elémire Zolla (Torino, 9 luglio 1926 – Montepulciano, 29 maggio 2002) " src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/zolla.jpg" alt="" width="220" height="265" /></p>
<p style="text-align: justify;">Che ci aspetta dietro la soglia della morte, dopo la discesa agli inferi?  Alla catabasi seguirà l&#8217;anastasi?  Quali sono le vie per prepararci al periglioso passaggio?  Si deve amputare il nostro io fin da questa vita per accedere a uno stato di luce perenne?</p>
<p style="text-align: justify;">In tali domande si potrebbe riassumere il viaggio che <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/elemire-zolla" target="_blank">Elémire Zolla</a></span> ha compiuto negli ultimi vent&#8217;anni di vita e di cui <a title="Discesa all'ade e resurrezione" href="http://www.libriefilm.com/discesa-allade-e-resurrezione/2502"><em>Discesa all&#8217;Ade e resurrezione</em></a> (Adelphi, Milano 2002, pagg. 200, € 9,00) è l&#8217;ultimo documento che ci ha offerto prima di lasciarci la primavera scorsa. Raccoglie una serie di saggi recenti, fra cui <em>Catabasi e anastasi </em>che fu pubblicato in poche copie nel 2001 presso l&#8217;editore Alberto Tallone di Torino: quasi un virtuale ritorno alla città dove lo scrittore, figlio di un pittore italo-francese, Venanzio, e di una pianista inglese, soffrì gli anni dell&#8217;adolescenza nella cupezza di un clima psichico e spirituale, ma anche, culturale e industriale, ai quali molti soccombevano, sprofondando o nella depressione o in atteggiamenti schizoidi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/discesa-allade-e-resurrezione/2502" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-6192" style="margin: 10px;" title="discesa-all-ade-e-resurrezione" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/discesa-all-ade-e-resurrezione-177x300.jpg" alt="" width="177" height="300" /></a>Conobbi Zolla quando, nel 1966, diventato direttore editoriale di una casa editrice torinese di ispirazione cristiana, la Borla, decisi di affiancare alle collane esistenti testi che si ponessero di là della illusoria dialettica tra progressisti e conservatori, insegnando à seguire la difficile via dell&#8217;attenzione alla verità.  Nacque così la collana «Documenti di cultura moderna», diretta da Augusto del Noce e da <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/elemire-zolla" target="_blank">Elémire Zolla</a></span>. Quella collaborazione continuò poi nella Rusconi Libri, dove i consigli del secondo, grazie alla mercuriale capacità di cogliere ogni novità nel più sperduto angolo del mondo, furono preziosi: a lui si devono ad esempio <em>Il Signore degli Anelli</em> di J.R.R. Tolkien, la scoperta di alcuni studiosi stranieri come Pavel Florenskji, Ananda K. Coomaraswamy, Seyyed Hossein Nasr, Marius Schneider, e di italiani come <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/guido-ceronetti">Guido Ceronetti</a></span>, Cristina Campo e Giuseppe Sermonti.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/elemire-zolla" target="_blank">Elémire Zolla</a></span>, approdato a Roma negli anni Cinquanta, era stato per qualche tempo redattore di «Tempo presente», la rivista-liberale che Nicola Chiaromonte dirigeva insieme con Ignazio Silone.  Scriveva anche su «Lo spettatore italiano» saggi sulla <a title="letteratura" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/letteratura">letteratura</a> anglo-americana che attirarono l&#8217;attenzione e la stima di Mario Praz aprendogli la strada per la carriera accademica.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/un-destino-itinerante/2496" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-6193" style="margin: 10px;" title="un-destino-itinerante" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/un-destino-itinerante-172x300.jpg" alt="" width="172" height="300" /></a>Nel 1958 usciva un suo saggio, <em>L&#8217;eclissi dell&#8217;intellettuale</em> che, insieme col successivo, <em>Volgarità e dolore</em>, entrambi editi da Bompiani, suscitò sconcerto ma anche interesse per la critica radicale a quella che allora si definiva società di massa, e dove si coglievano echi della Scuola di Francoforte che egli era stato il primo a introdurre in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non si sarebbe certo arrestato a quel livello.  Ancora una volta lo scrittore stupì l&#8217;aia culturale nostrana imboccando la via della cultura che al primato della prassi contrapponeva quello della contemplazione, e allo storicismo l&#8217;attenzione alla dimensione sovrastorica della realtà, come già testimoniava nel 1965 l&#8217;antologia <em>I mistici</em> (Garzanti) alla quale aveva collaborato significativamente Cristina Campo con molte traduzioni.  Pubblicava anche alcuni memorabili saggi che consiglierei di leggere ai giovani d&#8217;oggi perché sono perfettamente attuali: da <a title="Le potenze dell'anima" href="http://www.libriefilm.com/le-potenze-dellanima/4129"><em>Le potenze dell&#8217;anima</em></a> (Bornpiani 1968), un&#8217;anatomia spirituale dell&#8217;uomo che, attraverso il viaggio fra le culture tradizionali mostra i limiti della psicoanalisi; a <em>Storia del fantasticare</em> (Bompiani 1964) sulla fantasticheria nella <a title="letteratura" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/letteratura">letteratura</a> moderna privata dell&#8217;immaginazione metafisica; o ai <em>I letterati e lo sciamano</em> (Bompiani 1969) in cui sottolinea il duplice errore della cultura eurocentrica nei confronti dei pellirosse, giudicati ora dei primitivi prelogici, ora incarnazioni del buon selvaggio, fino a quando etnologi e antropologi di ispirazione tradizionale non ne restituirono l&#8217;identità che nulla aveva a che fare con le &#8220;favole&#8221; dell&#8217;<em>Enciclopedia </em>o con quelle dello stato di natura.</p>
<p style="text-align: justify;">La successiva sua riflessione s&#8217;indirizzò verso un approfondimento delle tradizioni sapienziali con un dislocamento progressivo in Oriente. «Scrissi sull&#8217;India <em>Le tre vie </em>(Adelphi) &#8211; osserva a questo proposito in un breve scritto finale, <em>Prospettive nuove </em>- dove illustravo il metodo indù per attingere la liberazione: ci sono tre strade distinte, la normale, ragionante, che perviene all&#8217;<em>advaita-vedanta</em>, conoscenza non duale; l&#8217;amorevole o <em>bhakta</em>, per cui ci si innamora di quanto ci avvolge; infine, terza via, maledetta dal borghese indiano, il <em>tantra </em>o scatenamento scandaloso che nel massimo della rivolta contro ogni norma attinge alla liberazione».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/archetipi/2495" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-6194" style="margin: 10px;" title="archetipi" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/archetipi-197x300.jpg" alt="" width="197" height="300" /></a>È ancora presto per tracciare un bilancio della sua opera. Ma già sin da ora  è possibile riconoscere in lui uno dei protagonisti del secondo Novecento italiano come esploratore delle tradizioni religiose, anche se talvolta incauto nel percorrere certe strade che potevano condurre a esiti inaspettati e inquietanti: si vedano ad esempio le pagine sulla realtà virtuale.  Tuttavia, leggendolo con discernimento, si attingeranno in ogni sua pagina scoperte, intuizioni e suggerimenti in un immaginifico caleidoscopio di erudizione, forse il più stupefacente dell&#8217;ultimo secolo in Italia.  Si pensi ad esempio, a libri come <a title="Aure" href="http://www.libriefilm.com/aure-i-luoghi-e-i-riti/680"><em>Aure</em></a>, <a title="Archetipi" href="http://www.libriefilm.com/archetipi/2495"><em>Archetipi</em></a>, <a title="L'amante invisibile" href="http://www.libriefilm.com/lamante-invisibile/679"><em>L&#8217;amante invisibile</em></a>, <a title="Verità segrete esposte in evidenza" href="http://www.libriefilm.com/verita-segrete-esposte-in-evidenza/681"><em>Verità segrete esposte in evidenza</em></a>, tutti pubblicati da Marsilio; all&#8217;<em>Androgino</em> presso la Red; al magistrale saggio <em>Simbologia</em>, pubblicato nella «Enciclopedia del Novecento» della Treccani; ma anche a Uscite dal mondo (Adelphi 1992) e a <em>Lo stupore infantile </em>(Adelphi 1993), una raccolta di saggi che spaziano dalla metafisica della luce ai <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolismi</a> della montagna e della migrazione, dalle apocalissi al culto matriarcale delle selve, dalla rinascita ermetica fiorentina ad alcuni ritratti di protagonisti della cultura novecentesca di ispirazione sapienziale, come Karl Kérenyi e W.B. Yeats.</p>
<p style="text-align: justify;">In <a title="Discesa all'ade e resurrezione" href="http://www.libriefilm.com/discesa-allade-e-resurrezione/2502"><em>Discesa all&#8217;Ade e resurrezione</em></a>, dove emerge inaspettatamente la figura di Gesù in una cornice non certo ortodossa, poiché vi affiorano non casualmente molte suggestioni gnostiche insieme con altre cabbalistiche e alchemiche, sottolinea due convinzioni: in primo luogo che alla radice del nostro Occidente ci sia «una tradizione spirituale celata, concepita dai fondatori originari delle nostre scienze, ma poi travisata e cancellata con cura, sicché ben pochi ne conoscono oramai i nomi stessi, salvo i rarissimi che sappiano di avere in tasca la storia delle stelle e di poter andare in direzione del futuro guardando al passato».  E ne adduce molti esempi che spaziano dall&#8217;Oriente fino a san Paolo.  In secondo luogo, in una prospettiva che nega la sopravvivenza dell&#8217;anima in senso cristiano, invita a rinunciare alla centralità del nostro io come condizione indispensabile per accedere a quel bacile di carità e di luce del Buddha che secondo Coomaraswamy altro non era che il Graal.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>Il sole 24 ore</em> del 1 dicembre 2002.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/zolla-il-signore-degli-archetipi.html' addthis:title='Zolla, il signore degli archetipi ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Zolla e la scomparsa dell&#8217;intellettuale vero</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 21:30:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Lombardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un ricordo dello studioso e scrittore scomparso nel 2002]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/zollalombardo.html' addthis:title='Zolla e la scomparsa dell&#8217;intellettuale vero '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><br/><p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8817010367"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/ilconoscitoredisegreti.bmp" border="0" alt="Grazia Marchianò, Elémire Zolla, Il conoscitore di segreti" width="95" height="153" align="right" /></a> Molte parole della nostra lingua sono abusate e utilizzate per indicare concetti diversi da quelli cui dovrebbero riferirsi, secondo il significato loro proprio: un chiaro esempio in questo senso ci è dato dal termine <em>intellettuale</em>. Non solo, infatti, questo vocabolo viene impiegato per designare ogni sorta di individuo che prenda in mano la penna o che pronunci parola nei convegni di &#8220;cultura&#8221;, ma anche il termine <em>intelletto </em>(da cui il primo direttamente deriva) viene generosamente esteso a campî ove ben difficilmente fa ingresso. Ebbene, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/elemire-zolla" target="_blank">Elémire Zolla</a></span> è stato un intellettuale, e lo è stato nel senso etimologico del termine (che è poi l&#8217;unico legittimo), vale a dire un uomo capace di <em>intus legere </em>- e per ciò stesso intelligente. Come scrisse infatti <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span>, &#8220;l&#8217;intelletto, in quanto principio universale, potrebbe essere concepito come ciò che contiene la Conoscenza Totale&#8221; (<em>Gli stati molteplici dell&#8217;essere</em>) e l&#8217;intuizione intellettuale &#8220;è contemporaneamente il veicolo della conoscenza e la conoscenza stessa, e in essa il soggetto e l&#8217;oggetto si identificano e si unificano&#8221; (<em>Introduzione generale allo studio delle dottrine indù</em>).</p>
<p style="text-align: justify;"><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/elemire-zolla" target="_blank">Elémire Zolla</a></span> ha avuto un suo preciso e significativo ruolo nel mondo della cultura, quello che ne ha fatto un emblematico pensatore, solitario in uno squallido panorama di conformisti ad ogni costo. Infatti l&#8217;ambiente della asfittica cultura ufficiale accademica, completamente egemonizzata dai rispettivi materialismi e relativismi alla Freud, Marx ed Einstein non vide mai di buon occhio (e d&#8217;altronde, come avrebbe potuto?) uno studioso così &#8220;sulfureamente&#8221; attento alle <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religioni</a>, all&#8217;alchimia, alla gnosi, al mito, alle culture tradizionali, all&#8217;esoterismo, alla spiritualità d&#8217;Oriente e Occidente: argomenti che sin troppe volte abbiamo dovuto sentir bollati come &#8220;arbitrarî&#8221;, &#8220;irrazionali&#8221;, e spesso anche come &#8220;fascisti&#8221; dagli inquisitori della cultura ufficiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Zolla aprì dunque una breccia assai pericolosa in quella muraglia editoriale: da lì infatti, con le sue incursioni, sarebbero filtrati, prima come un rivolo e poi con forza sempre più impetuosa, testi, idee, autori e prospettive di eccezionale importanza, prima celati o condannati all&#8217;invisibilità, spesso anche perché pubblicati da minuscole case editrici di destra. <a href="http://www.centrostudilaruna.it/cattabiani.html">Alfredo Cattabiani</a>, che ebbe Zolla come direttore di collana (insieme ad Augusto del Noce) quando dirigeva Borla, prima, e come consulente presso Rusconi, successivamente, lo ha ricordato su <em>Avvenire </em>con queste parole: &#8220;Ha avuto due meriti indiscutibili: di avere percorso fin dagli anni &#8217;50 l&#8217;itinerario di liberazione dai fantasmi ideologici, abbandonando i territori della cultura strumentale per giungere a quelli che hanno come fondamento il primato della contemplazione. In questo viaggio [...] ha avuto anche modo di educare le nuove generazioni con i convegni che organizzò alla fine degli anni &#8217;60 presso l&#8217;Istituto Accademico di Roma, scoprendo scrittori e studiosi italiani, allora sconosciuti, da <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/guido-ceronetti">Guido Ceronetti</a></span> a Giuseppe Sermonti [...]: ricorderò fra tanti altri <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/mircea-eliade/">Mircea Eliade</a></span>, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span>, J.R.R. Tolkien, lo storico dell&#8217;arte Hans Sedlmayr, il lama tibetano Chögyam Trungpa, il rabbino Abraham Heschel, Pavel Florenskij o Giorgio de Santillana&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che più vale dell&#8217;opera di Zolla è il penetrante sistema cognitivo, che egli applicò al tantrismo e alla magia, all&#8217;alchimia e alla filosofia induista e via dicendo ai vari argomenti di cui si occupò: un metodo alquanto libero (tanto che si trae la sensazione, talvolta, di &#8220;perdersi&#8221; nella sua lettura) ma di un&#8217;efficacia suggestiva talmente intensa da risultare quasi ipnotica.</p>
<p style="text-align: justify;">Però al tempo stesso, poiché la forma è anche (ed essenzialmente) sostanza, ciò che vi è di più valido in Zolla spesso si rovescia nel suo opposto. Sebbene probabilmente non sia molto garbato né appropriato muovere critiche o avanzare riserve su un autore appena scomparso, inquadrarne la figura intellettuale nel suo complesso è però giusto, poiché contribuisce a fornirne un&#8217;immagine completa. Ebbene, quel peculiarissimo stile di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/elemire-zolla" target="_blank">Elémire Zolla</a></span>, che tanto affascina i lettori, quello stile cioè che <a href="http://www.centrostudilaruna.it/romualdispeciale.html">Adriano Romualdi</a> trent&#8217;anni fa definì &#8220;lambiccato e inquieto&#8221;, è sì capace di elevarsi verso altezze notevolissime, sulle ali della fantasia creatrice, quanto di penetrare le oscurità profonde, seguendo il filo di ardite speculazioni: ma ciò che immancabilmente si trae dalla sua lettura, dal suo stile vibrante, è la sensazione di uno sviamento, di una perdita di coscienza &#8220;pericolosa&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Per chiarire per quanto possibile questo punto, occorre avvicinarsi più da vicino ai temi cari all&#8217;autore. Spesso nell&#8217;opera di Zolla si trova il riferimento agli stati trascendenti della coscienza: si tratta infatti di un <em>Leitmotiv</em>, di un tema conduttore dei suoi studî sui quali indubbiamente la preparazione dell&#8217;autore è amplissima, e che fornisce una messe notevole di informazioni e spunti. Ma la concezione degli stati estatici di Zolla è essenzialmente di tipo mistico, non magico: l&#8217;estasi appare cioè quasi come una forma più ampia della <em>trance</em>, e in essa ricadono dunque &#8211; con toni spesso quasi indifferenti &#8211; le visioni dei santi medievali, le evocazioni degli antichi baccanali, le <a href="http://www.modaedesign.com/">illuminazioni</a> dei monaci tibetani, ma anche i fumi dell&#8217;oppio dei &#8220;poeti maledetti&#8221;, i riti coribantici dell&#8217;Africa nera, persino gli &#8220;sballi&#8221; dei giovani odierni o della realtà virtuale (specialmente di quella ventura e perfettibile). Tutto rientra, in questa grande visione dell&#8217;estasi, nel composito insieme delle vie di &#8220;uscita dal mondo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sacro, sostenne il grande storico delle <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religioni</a> <a href="http://www.centrostudilaruna.it/eliadebiblio.html">Mircea Eliade</a>, non cessa mai di esistere: tutt&#8217;al più esso si cela, mutando continuamente le proprie forme, e sopravvive persino nelle società più secolarizzate ed apparentemente non <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religiose</a> o antireligiose. Questo è certo il caso anche della tensione al sovrannaturale, ma la chiarezza è necessaria, dati i pericoli che corre chi si avvia sulla strada dell&#8217;&#8221;uscita dal mondo&#8221;. Contro le perplessità di Zolla al proposito (dovute probabilmente alla sua particolare vocazione &#8220;mistica&#8221;), la preparazione adeguata è necessaria a non smarrirsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mondo del sovrannaturale si può infatti ben rappresentare con quello descritto da Collodi nel <em>Pinocchio</em>, un&#8217;opera davvero ricca di sapienza ermetica (neppure troppo celata): il Paese dei Balocchi non è come appare, e chi non abbia la necessaria preparazione per inoltrarvisi ne rimane trasformato, sfigurato. Allo stesso modo, chi si cala negli &#8220;inferi&#8221; della coscienza profonda, o nel ventre della balena, non sempre trova la strada del ritorno e persino mette in grave pericolo il nocciolo della sua esistenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/elemire-zolla" target="_blank">Elémire Zolla</a></span>, che è stato uno degli ultimi grandi scrittori &#8211; stregoni di questo secolo, non volle insistere su questo aspetto. E fu forse questo a renderlo noto e caro a così tanti lettori, e al tempo stesso il vero limite della sua grandezza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>La Padania </em> del 6 giugno 2002.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=10388&amp;a=915108&amp;g=0&amp;url=http://www.ita-bol.com/bol/main.jsp?action=bollibri&amp;tipoContrib=AU&amp;codPers=0000280">TUTTI I LIBRI DI ELEMIRE ZOLLA</a></p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/zollalombardo.html' addthis:title='Zolla e la scomparsa dell&#8217;intellettuale vero ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Elemire Zolla, il conoscitore di segreti</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 21:30:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfonso Piscitelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recensione della biografia di Elemire Zolla a cura di Grazia Marchianò]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/zollapiscitelli.html' addthis:title='Elemire Zolla, il conoscitore di segreti '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><br/><p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8817010367"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/ilconoscitoredisegreti.bmp" border="0" alt="Grazia Marchianò, Elémire Zolla, Il conoscitore di segreti" width="95" height="153" align="right" /></a> La psicologia tradizionale dell’India, scaturita dalle fonti metafisiche dei <em>Veda</em> e delle <em>Upanishad</em>, distingue quattro stati di coscienza relativi alla condizione umana: lo stato di veglia, e oltre questo gli stati di sogno, sonno profondo e catalessi. In base a tale articolazione il sogno non viene concepito come una “<em>diminutio</em>” rispetto all’attenzione vigile, ma come una dimensione parallela, anzi più profonda che l’asceta riesce a conquistare attraverso il lavoro su sé stesso. Ora, di Elemire Zolla si potrebbero dire tante cose ma sicuramente è appropriato dire che egli fu un uomo che visse nella dimensione del sogno. Non nelle illusioni oniriche della società plebea di massa, e neppure ovviamente negli incubi delle ideologie militarizzate del <a href="http://www.centrostudilaruna.it/storiacontemporanea.html">Novecento</a>, ma proprio nella sfera genuina del sogno: in quella degli archetipi, dei miti, degli impulsi profondi della coscienza. Oggi che la professoressa Grazia Marchianò, compagna di Elemire Zolla fino agli ultimi giorni, ha composto per le edizioni Rizzoli una “biografia intellettuale” dell’autore, i suoi sogni si squadernano e prendono posto in un panorama complessivo proprio come si dice che accada nell’istante ultimo della vita, quando le immagini della esistenza trascorsa si squadernano in contemporanea. <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8817010367"><em>Elemire Zolla, il conoscitore di segreti</em></a> raccoglie svariate pagine della produzione letteraria dell’autore: si va dagli scritti giovanili polemici nei confronti della società di massa e dei suoi modelli di divulgazione culturale, a resoconti di viaggi, addirittura a profili astrologici che egli compose sotto lo pseudonimo di Bernardo Trevisano.</p>
<p style="text-align: justify;">Probabilmente le vesti del viaggiatore erano quelle che più si addicevano al professor Zolla. Il viaggio e la fecondità letteraria sono due elementi che si miscelano in forme diverse. L’Italia ha conosciuto autori come <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/emilio-salgari" target="_blank">Salgari</a></span> che viaggiavano innanzitutto con la fantasia, ed altri come Moravia che pur visitando parecchi luoghi trascinavano con sé invariabilmente gli stessi concetti, gli stessi schemi mentali, le medesime limitazioni intellettuali. Zolla invece unì la capacità di una mente multiforme di ampliare continuamente le proprie conoscenze alla vocazione al “pellegrinaggio”, al nomadismo spirituale. Per tale motivo il libro che esprime meglio l’<em>animus </em>dell’autore è forse <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8831761730"><em>Aure</em></a>: quando Zolla descrive le rovine di Persepoli e gli ultimi devoti di quella nobilissima <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religione</a> che fu il Mazdeismo il lettore vede, immagina, in certi tratti addirittura si illumina.</p>
<p style="text-align: justify;">Del resto Zolla fu sempre un pesce fuor d’acqua in Italia. Non ebbe mai la volgarità dei professori che per qualche contingenza politica minacciano di auto-esiliarsi, ma era chiaro che l’Italia nella quale avrebbe potuto trovarsi a suo agio era scomparsa insieme alle corti dell’<em>ancien regime</em>. Da bambino avvertì come plumbeo il clima del regime fascista e quando nel dopoguerra le università furono occupate dai marxisti sembrò chiedersi: “dov’è la differenza?”. Per qualche tempo sembrò allinearsi al tono di contestazione dei teorici di Francoforte, ma in realtà Zolla aveva ben chiaro che la “contestazione globale” dei vari Marcuse, Adorno era essenzialmente un esercizio di acrimonia; dal momento che alle latitudini culturali dei semi-marxisti di Francoforte mancava lo spessore culturale per proporre una alternativa a ciò che aspramente si criticava (la società del frigorifero, del televisore, del <em>Reader’s Digest</em>). Zolla cercò, trovò l’alternativa in luoghi dell’anima che mai gli epigoni dell’hegelismo di sinistra avrebbero sospettato esistere. Nei <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8845912604"><em>Mistici dell’Occidente</em></a> indagò le esperienze interiori, singolarmente concordanti, di veggenti, santi ed eretici senza cedere alla facile moda di ridurle a malattie, a proiezione della libidine. Ne <em>I letterati e lo sciamano</em> mostrò il patrimonio delle pellerossa americani: scrisse questo volume nello stesso anno in cui Carlos Castaneda incontrava don Juan, lo sciamano.</p>
<p style="text-align: justify;">I volumi della vecchiaia sembrarono manifestare una sorta di impulso circolare connaturato alla esistenza di Zolla: l’anziano professore, “conoscitore di segreti”, tentava di ricongiungersi alle radici della vita, alla ebbrezza adolescenziale, allo stupore della prima infanzia. Da questo anelito nascono le opere sullo <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8845910288"><em>Stupore infantile</em></a>, o quelle che inneggiano al dionisiaco come <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8806143085"><em>Il dio dell’ebbrezza</em></a>. Nel suo vagabondare tra le tradizioni, tra le seduzioni dell’anima non si negò sconfinamenti nelle regioni più umbratili. Esaltò le esperienze con gli allucinogeni, celebrò le sregolatezze sessuali, si innamorò di quel macchinoso videogioco che agli inizi degli anni Novanta sembrò – a detta di alcuni – essere in procinto di modificare tutta la nostra percezione: la “realtà virtuale”. “Zolla scambia l’estetica per l’estatica” scrisse allora un arguto polemista cattolico: ovvero confonde l’<em>Aistesis </em>(l’ebrezza delle sensazioni)  con l’<em>Estasis </em>(la vertigine spirituale dell’anima che penetra in una dimensione trascendente). Era una stilettata ben piazzata; ma liberandola dalla carica polemica era un buon modo per cogliere l’essenza del suo “<em>daimon</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’opera di Zolla si avverte infatti tutta la ricchezza di quella che <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/rudolf-steiner" target="_blank">Rudolf Steiner</a></span> chiamava l’“Anima Senziente”, ovvero il carattere di quel genere di persone profondamente pagane che colgono il divino nei colori, nei suoni del mondo; che tendono ad abbattere la barriera tra la dimensione prosaica, materiale e la dimensione del sogno. Ovviamente questo genere di persone oscilla di continuo tra la profonda comprensione delle dinamiche universali e la superstizione, ovvero la sopravvalutazione di ciò che manifesta lati d’ombra difficilmente giustificabili. Zolla mai si atteggiò a maestro, e in effetti non ebbe discepoli. Ebbe numerosi lettori, che attraverso lo splendore barocco della sua pagina, goderono il privilegio di partecipare a un suo viaggio, a un suo sogno. Poco tempo prima di morire scrisse un libro sulla “Discesa all’Ade”: dionisiacamente disse di sì alla vita, anche quando essa si affrettava a condurlo verso la morte.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8817010367">Grazia Marchianò, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/elemire-zolla" target="_blank">Elémire Zolla</a></span>, <em>Il conoscitore di segreti</em> (IBS)</a> <a rel="nofollow" href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=10388&amp;a=915108&amp;g=0&amp;url=http://www.bol.it/libri/scheda/ea978881701036.html">(BOL)</a> <a rel="nofollow" href="http://www.libreriauniversitaria.it/BIT/8817010367/ASI/395521">(LU)</a></p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/zollapiscitelli.html' addthis:title='Elemire Zolla, il conoscitore di segreti ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Iniziati alle porte dell&#8217;Ade</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 21:30:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elemire Zolla</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recensione di Elemire Zolla del libro di Peter Kingsley Nei luoghi oscuri della saggezza]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/zollakingsley.html' addthis:title='Iniziati alle porte dell&#8217;Ade '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><br/><p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8843803182"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/neiluoghioscuridellasaggezza.bmp" border="0" alt="Peter Kingsley, Nei luoghi oscuri della saggezza" width="95" height="147" align="right" /></a> Peter Kingsley nacque nel 1953 a Londra, dove studiò al Warburg la Grecia arcaica. La sua mente fu attratta da Elea, la nemica di Atene, affine ai Persiani. Per lui Atene è il punto di degradazione della Grecia sciamanica primordiale, scoperta da Meuli. Nel 1996 usciva dalla Oxford University Press il suo <em>Ancient Philosophy, Mistery and Magic</em>; prima si era dedicato, fin dal 1993 sul &#8220;Journal of the Warburg and Courtal Institutes&#8221;, a ricerche sul Pimandro e l&#8217;ermetismo, perseguiti fino alla <em>Turba philosophorum</em>. Aveva raccolto e rimediato gli studi di S. Dalley (<em>The Legacy of Mesopotamia</em>, Oxford 1998) di Burckert, Pugliese Carratelli, Colli e Torelli. Il &#8220;Museum Helveticum&#8221; fu la rivista più considerata, a partire da Meuli.</p>
<p style="text-align: justify;">Kingsley è adesso emigrato in Canada, dove insegna, nella Columbia Britannica, alla Simon Fraser University. Memorabile tra le sue opere è <em>In the Dark Places of Wisdom</em>, tradotto per Marco Tropea da Silvia Laria come <em>Nei luoghi oscuri della saggezza</em>, redatto in uno stile brevissimo, profetale. Incomincia cosi: &#8220;Questo libro non parla di fatti reali o di storie inventate, ma di qualcosa d&#8217;ancor più inconsueto, al cui paragone ciò che consideriamo realtà altro non è che finzione. Il libro non è quello che sembra, allo stesso modo in cui non lo sono le cose che ci circondano. Dalla sua lettura comprenderete che parla d&#8217;inganno: l&#8217;inganno del mondo in cui viviamo e l&#8217;inganno che esso nasconde&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Che cosa intendiamo di ciò che ci circonda? E&#8217; come se fossimo stati amputati e preservassimo un lancinante ricordo delle membra avulse. &#8220;Qual è l&#8217;oggetto ultimo dei nostri desideri?&#8221;. Tale il quesito essenziale dell&#8217;opera, conclude l&#8217;autore. E di colpo passa al primo capitolo, &#8220;Antenati&#8221;. Se si ha fortuna subito ci si accorge che si è tirati e deformati dall&#8217;incalzare dei desideri: riempiamo a forza il loro spettacolo di finzioni, trovate, pseudoraffinatezze, che dovrebbero variare all&#8217;infinito questa distesa tediosa di desiderio, ma di fatto la rendono ancor più tediosa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8817010367"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/ilconoscitoredisegreti.bmp" border="0" alt="Grazia Marchianò, Elémire Zolla, Il conoscitore di segreti" width="95" height="153" align="left" /></a> Alla radice dell&#8217;occidente c&#8217;è una tradizione spirituale celata, concepita dai fondatori originari delle nostre scienze, ma poi travisata e cancellata con cura, sicché ben pochi ne conoscono oramai, i nomi stessi, salvo i rarissimi che sappiano di avere in tasca la storia delle stelle e di poter andare in direzione del futuro soltanto guardando al passato. Partiamo perciò dagli uomini che furono gli antenati degli antenati. &#8220;Il passato siamo noi&#8221; e perfino il nostro domani è un passato che si ripete. Tale punto di partenza è lo stesso che sorprese il giovane Nietzsche, la percezione di un tempo tripartito come finzione: il vero tempo è un flusso che ci solleva al di là dei momenti risaputi, dove presente, passato e futuro si amalgamano e innalzano. Focea, o città delle foche, era un borgo situato sopra Smirne. Nel VII e nel VI secolo a.C. i Focesi esplorarono oltre Gibilterra; già stavano al termine della via della seta che si spingeva fino in Cina attraversando la Persia e l&#8217;India, sicché furono amici dei Persiani, i nemici di Atene. Davanti a Focea s&#8217;innalzava l&#8217;isola immensa di Samo, patria di Pitagora, che intorno al 530 a.C. andò in Egitto e a Babilonia a imparare la matematica e la metafisica astronomica.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha sorpreso rinvenire nelle rovine del tempio a Era in Focea oggetti liturgici bronzei legati al culto della dea Gula, la Guaritrice babilonese, oltre ad altri oggetti liturgici indù. Alla fine del secolo V a.C. Babilonia entrò a far parte dell&#8217;Impero persiano e vi immigrarono personaggi dall&#8217;India e dall&#8217;Anatolia. I Greci in contatto con la Persia differivano radicalmente dagli Ateniesi. Tuttavia avvenne che i Persiani diventassero avidi dei loro territori, sicché i Focesi migrarono in parte e domandarono consiglio all&#8217;oracolo di Delfi, leggendolo male come invito a sbarcare in Corsica. Fondarono Elea o Velia e la difesero con valentia dagli assalitori, però poi incontrarono un suddito di Posidonia che illustrò una diversa lettura dell&#8217;oracolo: ubbidirono alla sua differente lettura. A Elea nacque Parmenide, del quale <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/platone">Platone</a></span> fornì un ritratto menzognero all&#8217;inizio del IV secolo a.C., quando il concetto di tempo incomincia ad alterarsi e incomincia a diffondersi l&#8217;invenzione babilonese d&#8217;un tempo suddiviso in giorni di 24 ore. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/platone">Platone</a></span> dirà di Parmenide: &#8220;Noi non riusciamo a comprendere le sue parole e ancor meno il suo intendimento nel pronunciarle&#8221;. In un altro dialogo parla di dover uccidere il padre Parmenide. Il parricidio è il più atroce e repellente dei delitti, fa rabbrividire. Di fatto è una confessione: <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/platone">Platone</a></span> vorrebbe uccidere Parmenide.</p>
<p style="text-align: justify;">Parmenide era l&#8217;autore d&#8217;un solenne poema in esametri. Narra che lo scortano donne lucenti, figlie del Sole, provenienti dal regno dove tutti gli opposti si versano l&#8217;uno nell&#8217;altro, confondendosi: il regno dell&#8217;abisso e della notte tutelato da Giustizia, dove si arriva appena morti. Ma con un carro guidato da giumente come loro provenienti dalla notte, le dee figlie del Sole lo conducono nella notte, prima che muoia. Lo portano a contatto con l&#8217;aldilà, con il territorio della morte. In direzione delle immani porte che sbarrano la strada: basta schiuderle e si è nel luogo dove dalla luce nasce la tenebra, e questo vige per tutti gli opposti immaginabili. Ma il trasferimento avviene con un fischio che ne forma l&#8217;essenza, come aria che attraverso una canna vuota vibri al modo d&#8217;un serpente che si ridesta. Lo produce, e qui Parmenide sosta per esprimersi con cura, il fischio sinistro che esce dalla pressione di due rotanti cerchi posti sui due lati delle ruote, fino a dove s&#8217;innalzano le porte immani che fischiano del pari con lo stridere dei loro cardini. Al di là delle porte giunge ad accoglierlo la Dea offrendogli la destra, con un gesto di amabile accoglienza. Inoltre lo rassicura: non è stato attratto dalla sorte maligna, ovvero dalla morte. Chi giunge a questo luogo mortuario senza essere morto prima dà prova di essere iniziato. Lo chiama <em>kouros </em>o ragazzo, figlio, eroe, iniziato. E anche <em>phõIarchos</em>, custode di rifugio, di luogo deputato alla letargia, dove il cuore quasi non batte più. Strabone descrisse la Caria, dove s&#8217;innalzava Focea, come sparsa di luoghi del genere, all&#8217;apertura dell&#8217;Ade, del regno di Plutone e di Proserpina, dove si conducevano animali malati che avessero bisogno di una tranquillità radicale, semivivente, quasi non più vitale, Lì si sognava e si poteva guarire mercé un sogno guaritore. Era la catàbasi, l&#8217;immersione nel regno prossimo alla morte, dal quale era possibile ritornare in vita riabilitati alla salute.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma sorprende lo stile del racconto. In quattro versi quattro volte ritorna il verbo &#8220;condurre&#8221;, ora al presente ora al preterito, così come vi compare la parola <em>oímos </em>e <em>oimé</em>, &#8220;via&#8221; e &#8220;racconto&#8221;, come se fossero legati e alternativi. Tecnica rettorica iterativa e ambigua e prettamente sciamanica. Sul suono soverchiante della &#8220;canna vuota&#8221; &#8211; che è denotato con <em>syrigmós</em>, il sibilo del serpente che si ridesta (lo stesso della <em>kundalini </em>indù) &#8211; i papiri magici egizi informano che questo è il suono dell&#8217;armonia astrale. Apollo e dopo di lui Asclepio sono collegati al serpente. E un&#8217;esperienza capitale, la vita antica ne garantiva la costanza e il pieno significato. Nel folto dell&#8217;erba all&#8217;improvviso freme il serpente verde e ci si ritrova allarmati, paralizzati, immobili. Difesa e strategia non sono concepibili in questa immobilità: si è bloccati, già mezzi morti, il fischio del serpente ci avvince, siamo virtualmente sacrificati, trafitti. San Sebastiano inerme già siamo noi, ci inarchiamo sotto le fitte tracciate fatali e fischianti, assopenti, siamo nell&#8217;Ade. Se ne può tornare sciamani possenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>Il sole 24 ore</em> del 19 agosto 2001.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8843803182">Peter Kingsley, <em>Nei luoghi oscuri della saggezza</em>(IBS)</a> <a rel="nofollow" href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=10388&amp;a=915108&amp;g=0&amp;url=http://www.bol.it/libri/scheda/ea978884380318">(BOL)</a></p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/zollakingsley.html' addthis:title='Iniziati alle porte dell&#8217;Ade ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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