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	<title>Centro Studi La Runa &#187; Chiesa Isnardi</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>Simbolismo del topo</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Aug 2009 14:38:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Lombardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'etimologia dei termini che designano il topo, il sorcio e il ratto e alcune note sui significati simbolici del topo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/simbolismo-del-topo.html' addthis:title='Simbolismo del topo '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/yggdrasil.thumbnail.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Simboli e simbologia" /><br/><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/animali-fra-mito-e-simbolo/5140"><img class="alignleft size-full wp-image-2452" style="margin: 10px;" title="animali-tra-mito-e-simbolo" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/animali-tra-mito-e-simbolo.jpg" alt="animali-tra-mito-e-simbolo" width="200" height="292" /></a>Nel caso di questo animale la designazione prevalente in italiano non è probabilmente di origine indoeuropea, ma mediterranea. Si tratta infatti del risultato del tardo latino <em>talpus </em>(da <em>talpa</em>, che è appunto di origine mediterranea). In area settentrionale <em>*talp</em> è cambiato in <em>*taup-</em>, per giungere al termine oggi invalso; sino al secolo scorso aveva una diffusione più o meno pari a “topo” anche “sorcio”, oggi però sempre più in disuso. Anch’esso ha probabilmente origine mediterranea.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre le lingue romanze hanno subito tramite il latino questa influenza mediterranea (francese <em>taupe</em>, spagnolo <em>topo</em>, catalano <em>taup</em>) in quelle germaniche il vocabolo si è mantenuto in forme più fedeli alle origini indoeuropee: inglese <em>mouse</em>, tedesco <em>Maus</em>: qui è rimasta evidente la radice indoeuropea <em>*mus</em>, che si manifestò in forme pressoché invariate dal latino all’alto tedesco e al norreno e dal sanscrito al greco, sino al prussiano moderno; nello slavo antico compare come <em>myši</em>, nell’armeno come <em>mukn </em>e nell’albanese sotto la forma <em>mi</em>. A queste parole va ancora aggiunto l’italiano “ratto”, derivante da una serie onomatopeica in cui le due consonanti “r” e “t” dovevano rimandare all’idea del “rodere” (la cui radice era <em>*rod</em> / <em>*rad</em>); forme affini a “ratto”, come rileva Devoto, sono attestate in tutta l’area romanza e in quella germanica occidentale (provenzale e francese <em>rat</em>, spagnolo e portoghese <em>rato</em>, tedesco <em>Ratte</em>), ma verosimilmente anche in area celtica (bretone <em>raz</em>, medio irlandese <em>rata</em>, gaelico <em>radàn</em>).</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso il significato simbolico degli animali, delle piante, dei colori e di varie manifestazioni del mondo naturale si intuisce ancor’oggi in via del tutto spontanea, specie se si sviluppa un’adeguata sensibilità. Questo è il caso anche del topo: a tutti viene spontaneo associare questo animale al sudiciume, alla spregevole bassezza e all’oscurità, spesso morbosa. Nelle tradizioni è infatti questo il carattere predominante. A ciò contribuisce in particolare misura il fatto che questo animale scava spesso sottoterra le proprie tane, e che dunque è così legato al mondo tellurico. La caverna assume qui dunque il suo carattere oscuro, umido e ombroso.</p>
<p style="text-align: justify;">Come di frequente accade nel <a title="simbolismo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolismo</a> cristiano, spesso dualista, si tratta di animale colpito da una caratterizzazione orribile, e viene associato infatti al demonio. Così nell’iconografia, specie medievale, è rappresentato intento a rodere le radici dell’albero della vita. Questo ci riporta vagamente alla mente l’immagine di un altro mitico roditore, e cioè il nordico Ratatoskr. Come molti altri animali, questa sorta di simbolico scoiattolo vive presso l’albero del mondo Yggdrasil: egli corre continuamente su e giù lungo il tronco, e funge da tramite fra l’aquila, che sta appollaiata sui più alti rami, e un tremendo serpe che tormenta le radici, poiché suo compito è riportare le cattive parole che i due animali intendono scambiarsi. Il significato qui è diverso: come ben intuisce Gianna Chiesa Isnardi, «Allo scoiattolo Ratatoskr, “dente che perfora”, più che un valore simbolico il mito attribuisce la funzione di incarnare l’immagine della velocità: alla sua figura è affidato il compito di fare sì che l’antagonismo fra Cielo e Terra, fra spirituale e materiale, fra bene e male abbia corso ininterrotto»: parrebbe proprio una triste descrizione dell’epoca nostra.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>La Padania</em> del 14 gennaio 2001.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/simbolismo-del-topo.html' addthis:title='Simbolismo del topo ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Simbolismo dell&#8217;arco</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 16:47:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Lombardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Etimologia, diffusione e simbolismo dell'arco nell'antichità, e in particolare presso i popoli indoeuropei]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/simbolismo-dellarco.html' addthis:title='Simbolismo dell&#8217;arco '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/yggdrasil.thumbnail.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Simboli e simbologia" /><br/><div id="attachment_2593" class="wp-caption alignleft" style="width: 346px"><img class="size-full wp-image-2593 " title="ullr-arciere" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/ullr-arciere.jpg" alt="Ullr arciere. Incisione lignea" width="336" height="389" /><p class="wp-caption-text">Ullr arciere. Incisione lignea</p></div>
<p style="text-align: justify;">È il latino <em>arcus</em>, della quarta declinazione. Devoto testimonia che le parentele indoeuropee di tale termine sono attestate solo in area germanica. Nel gran <em>Vocabolario etimologico indoeuropeo</em> di Walde e Pokorny compare però una ricostruzione di un termine indoeuropeo comune che dovette designare l&#8217;arco, riconducibile alla forma <em>*gwiya</em>. Essa è stata identificata sulla base dell&#8217;antico slavo <em>zi-ca</em>, del lituano <em>gijà</em> (&#8216;filo&#8217;), del greco <em>biós</em>, dell&#8217;avestico <em>jya</em> e del sanscrito <em>jya</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;arco deve avere avuto un ruolo assai importante anche nella più antica società guerriera indoeuropea, poiché memorabili arcieri costellano le mitologie indoeuropee. Iniziando dall&#8217;Europa del Nord, vale a dire dalle regioni della patria originaria dei popoli <a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei">indoeuropei</a>, troviamo tra gli antichi Germani Ullr, il mitico arciere detto anche Bogaáss, &#8220;dio dell&#8217;arco&#8221; (<em>Gylfaginning</em> 23, 31), che è presente in numerose raffigurazioni e incisioni rupestri. Gianna Chiesa Isnardi ne sottolinea la relazione con un albero, scrivendo nei suoi <em>Miti nordici</em> che &#8220;il legno di tasso, materiale preferito per l&#8217;arco <em>yr</em> significa sia &#8216;tasso&#8217; che &#8216;arco di tasso&#8217;) richiama forse l&#8217;albero cosmico&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Migrando poi, come i <a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei">popoli indoeuropei</a>, verso il Sud, giungiamo all&#8217;Ellade, ove figura l&#8217;arciere Ulisse (la parentela linguistica con il dio nordico è stata notata da alcuni studiosi) che, oltre al noto episodio di gara con l&#8217;arco che si trova nella conclusione dell&#8217;<em>Odissea</em>, è noto per il suo letto nuziale costruito sul possente tronco d&#8217;albero. Ma si pensi, ancora, alla figura centrale di un fondamentale testo di ascesi guerriera quale la <em>Bhagavad Gîta</em>, l&#8217;arciere Arjuna, o a varie divinità come Kama, Apollo, Cupido o a eroi come l&#8217;irlandese CúChulainn. Negli <em>Inni omerici</em> è detto: &#8220;Io parlerò dell&#8217;arciere Apollo i cui passi nella dimora di Zeus fanno tremare tutti gli dei: tutti si levano dal loro seggio al suo avvicinarsi quando tende il suo arco illustre&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma anche divinità femminili sono armate d&#8217;arco: si pensi per esempio alla nordica Skaði, moglie di Njörðr &#8211; dea cacciatrice che tanto ci rammenta Diana, signora delle selve e degli animali.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;arco è inoltre <a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolo</a> di una precisa disciplina spirituale: è, in India, l&#8217;arma tipica da <em>kshatriya </em>(questo termine indica la casta dei guerrieri), adatta alle iniziazioni cavalleresche. Risalendo a uno dei più antichi testi <a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei">indoeuropei</a>, il <em>Rig Veda</em>, leggiamo: &#8220;Possiamo con l&#8217;arco conquistare le vacche e il bottino, vincere le più dure battaglie! L&#8217;arco è il tormento del nemico; vinciamo con l&#8217;arco tutte le regioni dello spazio!&#8221;. E certo significativamente, sempre riguardo al mondo e allo spirito nordico, troviamo questa considerazione della Chiesa Isnardi: &#8220;la freccia e l&#8217;arco sono strumenti del guerriero e del cacciatore, per i quali l&#8217;esperienza della vita è la lotta contro le forze del male: l&#8217;apprendimento del loro uso è perciò azione iniziatica&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>La Padania</em> del 6 maggio 2001.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/simbolismo-dellarco.html' addthis:title='Simbolismo dell&#8217;arco ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il simbolismo del corvo</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 20:25:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Lombardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Analisi simbolica della figura del corvo nelle tradizioni indoeuropee]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/simbolismodelcorvo.html' addthis:title='Il simbolismo del corvo '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/yggdrasil.thumbnail.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Simboli e simbologia" /><br/><p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.libriefilm.com/introduzione-alla-lingua-e-alla-cultura-degli-indoeuropei/313" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/introduzioneallalinguaeallaculturadegliindoeuropei.bmp" border="0" alt="Enrico Campanile, Bernard Comrie, Calvert Watkins, Introduzione alla lingua e alla cultura degli Indoeuropei" width="95" height="142" align="right" /></a> L&#8217;italiano &#8220;corvo&#8221; deriva direttamente dal latino <em>corvus </em>(cfr. anche l’accusativo singolare umbro <em>curnaco</em>), parola di remota origine <a href="http://www.centrostudilaruna.it/indoeuropei.html">indoeuropea</a>, probabilmente onomatopeica (<em>kr… kr</em>). È attestata in forme affini in diverse altre aree (il che ne fa presumere una derivazione dalla fonte comune): <a href="http://www.centrostudilaruna.it/celti.html">celtica</a> (irlandese <em>crü</em>, ricostruito <em>*krowos</em>), germanica (alto tedesco <em>hraban</em>, norreno <em>hraukr</em>) e baltica (lituano <em>šárka</em>, e <em>kraûkti </em>il verbo), oltre che greca (<em>córax</em>, <em>coróne</em>), indiana (sanscrito <em>karavas</em>) e nell’albanese <em>sórre </em>(cornacchia). Dalle <a href="http://www.centrostudilaruna.it/indoeuropei.html">lingue indoeuropee</a> il termine è passato poi all’ebraico <em>haraban</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/i-miti-nordici/142" target="_blank"><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/mitinordici.bmp" border="0" alt="Gianna Chiesa Isnardi, I miti nordici" width="95" height="142" align="left" /></a> Nell’<em>Urheimat</em>, la nordica patria d’origine dei <a href="http://www.centrostudilaruna.it/indoeuropei.html">popoli indoeuropei</a>, il corvo doveva solcare con la sua nera figura il cielo: assurse a epifania di diverse divinità, con tratti affini. Il suo <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolismo</a> è duale, essendo collegato sia con la saggezza, la preveggenza e la lungimiranza, sia con la morte e la distruzione: le sue peculiarità lo fanno animale solare e notturno al tempo stesso. Forse è anche per questo che viene associato al lupo, che ha analoghe caratteristiche. Gianna Chiesa Isnardi, ricordando la <em>Hálfs saga ok Hálfsrekka</em> (Saga di Hálfr e dei guerrieri di Hálfr), afferma che «nelle figure dei due fratelli Hrókr inn hvíti e Hrókr inn svarti &#8220;cornacchia bianca&#8221; e &#8220;cornacchia nera&#8221; è forse conservato il ricordo della duplice <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbologia</a> dell’animale» (<a title="I miti nordici" href="http://www.libriefilm.com/i-miti-nordici/142"><em>I miti nordici</em></a>). Nello Zoroastrismo è animale benefico e puro che dissipa la corruzione; il culto di Mitra definì <em>corvus </em>il primo grado iniziatico dei suoi misteri solari.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella mitologia greca il carattere solare si manifesta nel fatto che è messaggero di Helios-Apollo e collegato a Crono, ad Atena e a Asclepio-Esculapio; i corvi predissero la morte di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/platone">Platone</a></span>, come a Roma quelle di Tiberio e <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/marco-tullio-cicerone" target="_blank">Cicerone</a></span>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/dizionario-dei-simboli/5695" target="_blank"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/chevalierdizionariodeisimboli.bmp" border="0" alt="Jean Chevalier - Alain Gheerbrandt, Dizionario dei simboli" width="95" height="142" align="right" /></a> Nell’Orfismo appare a <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simboleggiare</a> la morte iniziatica ed è conseguentemente associato alla pigna e alla torcia, che sono <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simboli</a> della rinascita metafisica. Analogamente nella tradizione ermetica è <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a> della <em>nigredo</em> (la morte rituale, il &#8220;passaggio alle tenebre&#8221;), come lo sono il teschio e la tomba. Il dio Brahma, nella <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religione</a> hindu, si manifesta anche sotto le sembianze del corvo.</p>
<p style="text-align: justify;">Particolare importanza riveste nella mitologia nordico-germanica e in quella <a href="http://www.centrostudilaruna.it/celti.html">celtica</a>. Tra i Germani i corvi sono sacri a Wotan-Odino, e i suoi due corvi Huginn e Muninn (&#8220;pensiero&#8221; e &#8220;memoria&#8221;) volano nel mondo a raccogliere ogni informazione, per poi tornare a riferirla al dio sovrano. Lo seguono anche nella furiosa <a href="http://www.centrostudilaruna.it/leggendacacciaselvaggia.html"><em>caccia selvaggia</em></a>, e nella <a href="http://www.centrostudilaruna.it/celti.html">mitologia celtica</a> sono sacri tanto a Lug dalla lunga lancia (così simile a Odino), quanto alla Morrigan, dea del <em>furor </em>guerriero e della morte in battaglia. In un mito gallese Owein è un eroe &#8220;sovrano di corvi&#8221; e si scontra con il seguito di Artù.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8811504813" target="_blank"><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/biedermannenciclopediasimboli.bmp" border="0" alt="Hans Biedermann, Enciclopedia dei simboli" width="95" height="144" align="left" /></a> La diffusione in area <a href="http://www.centrostudilaruna.it/celti.html">celtica</a> e germanica ne ha comportato una forte presenza nell’araldica, dove pare però essere confuso con la cornacchia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ultimo dato interessante è che il corvo è spesso associato agli occhi: non solo per via della sua capacità di lungimiranza, ma anche perché gli occhi sono il suo primo pasto quando si imbatte nei caduti in battaglia; inoltre i suoi occhi hanno potere medicamentoso. Ciò va messo in relazione con la qualità del corvo di rappresentare la prima funzione sovrana <a href="http://www.centrostudilaruna.it/indoeuropei.html">indoeuropea</a>, quella magico-<a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religiosa</a> (testimoniata dal suo collegamento a Odino e Lug), come gli occhi lo sono nella gerarchia <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolica</a> del corpo umano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>La Padania</em> del 25 giugno 2000.</p>
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		<title>Miti e leggende della terra di fuoco e ghiaccio</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 20:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Lombardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recensione del libro di Gianna Chiesa Isnardi Racconti popolari e fiabe islandesi, sui miti del medioevo islandese]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/raccontipopolariefiabeislandesi.html' addthis:title='Miti e leggende della terra di fuoco e ghiaccio '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/carlomagno48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Medioevo" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/yggdrasil.thumbnail.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Simboli e simbologia" /><br/><p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000; font-size: small;"> </span><a href="http://www.libriefilm.com/racconti-popolari-e-fiabe-islandesi/928" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-4835" style="margin: 10px;" title="racconti-popolari-fiabe-islandesi" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/racconti-popolari-fiabe-islandesi-191x300.jpg" alt="" width="191" height="300" /></a> Poche zone d&#8217;Europa hanno forgiato una letteratura di racconti popolari, tradizioni leggendarie e fantastiche come l&#8217;Islanda. Grazie all&#8217;isolamento e alla lontananza dal continente, l&#8217;isola nordica, patria d&#8217;elezione di quei coloni norvegesi che nel nono secolo rifiutarono la tirannia confessionale del cristianesimo (divenuto <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religione</a> di stato in Norvegia), sviluppò in epoca medievale un <em>corpus </em>di saghe ricchissimo, nel quale si raccolsero, oltre alle vicende eroiche di eminenti gruppi familiari, miti arcaici della preistoria germanica e indoeuropea, narrazioni di incontri sovrannaturali, credenze pagane radicate e diffuse. E da questo ricco scrigno di tesori continuarono a uscire, nonostante l&#8217;ufficiale conversione dell&#8217;Islanda al cristianesimo avvenuta nell&#8217;anno mille della nostra era, innumerevoli racconti e leggende anche nel corso dei secoli successivi, sino all&#8217;epoca moderna e contemporanea.</p>
<p style="text-align: justify;">Gianna Chiesa Isnardi, una tra i massimi studiosi di filologia e cultura scandinave, ha recentemente pubblicato una silloge di uno dei compendi più importanti di queste tradizioni. Si tratta dei <a title="Racconti popolari e fiabe islandesi" href="http://www.libriefilm.com/racconti-popolari-e-fiabe-islandesi/928"><em>Racconti popolari e fiabe islandesi</em></a> di Magnús Grímsson e Jón Árnason, edita a Lipsia a metà del diciannovesimo secolo, nel pieno cioè di quell&#8217;epoca che sulla scia delle intuizioni del romanticismo aveva riscoperto il valore della letteratura popolare, intendendola quale richiamo ai valori eroici e ancestrali della nazione. Il lettore si imbatte in un&#8217;impressionante varietà di temi e situazioni: storie di esseri mitologici, prodigi naturali e magie, intricate vicende, avventure di fuorilegge e banditi, credenze e usanze insolite.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi è però un elemento che caratterizza e accomuna tutti questi racconti: la presenza costante del sovrannaturale e del meraviglioso. Le pietre nascondono delle porte verso il mondo degli elfi, esseri invisibili convivono con gli uomini, misteriosi personaggi sono dotati di poteri straordinari. E costantemente si presenta un imprevisto, una situazione anomala: il sentimento <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religioso</a> degli Islandesi è colpito dalla aspra bellezza della natura e percepisce in essa il divino che riposa in tutte le cose. In questo mondo dai tratti arcaici vi sono valori forti, un senso innato dell&#8217;ospitalità, della verità e della lealtà, le grandi imprese degne di uomini dall&#8217;animo forte: leggere le pagine di questo libro ci permette di tornare, almeno per un po&#8217;, a un mondo più puro e più vero.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Gianna Chiesa Isnardi (cur.), <a title="Racconti popolari e fiabe islandesi" href="http://www.libriefilm.com/racconti-popolari-e-fiabe-islandesi/928"><em>Racconti popolari e fiabe islandesi</em></a>, Bompiani, 304 pagine, 8.50 euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>Il Tempo</em> del 20 giugno 2004.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/raccontipopolariefiabeislandesi.html' addthis:title='Miti e leggende della terra di fuoco e ghiaccio ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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