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	<title>Centro Studi La Runa &#187; chakra</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>Il maestro della rosa</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 09:11:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emilio Michele Fairendelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
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		<description><![CDATA[Il racconto di un incontro con un uomo straordinario dopo la lunga notte romena.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-maestro-della-rosa.html' addthis:title='Il maestro della rosa '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p style="text-align: justify;">(Bucarest, 2001-)</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni mi dissero poi di averlo visto allo stesso tavolo anche in anni lontani, nel pieno della notte romena.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma chi può saperlo, è nostra abitudine provare a rendere la realtà meno opaca e pesante, più vicina alla verità che vorremmo colorandola con dosi robuste di invenzione e di leggenda.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella lingua degli ebrei un solo termine designa parola ed azione, per noi romeni parola è <em>cuvintul</em>,  viene pronunciata e si allontana, scompare, leggera e misteriosa, come il vento fisico.</p>
<p style="text-align: justify;">Io comunque,  che avevo sempre frequentato la birreria, iniziai a vedere quell’uomo solo dal 2001,  dalla primavera.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-2735 aligncenter" title="Caru cu Bere" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/Caru-cu-Bere.jpg" alt="Caru cu Bere" width="525" height="350" /></p>
<p style="text-align: justify;">La Caru cu Bere è la birreria storica di Bucarest.</p>
<p style="text-align: justify;">L’edificio, in stile neoclassico, fu ultimato nel 1879.</p>
<p style="text-align: justify;">Sino alla fine della seconda guerra mondiale fu il locale della giovane borghesia di Bucarest, degli studenti, delle comunità straniere, italiani e francesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante il regime, il locale divenne di proprietà dello stato.</p>
<p style="text-align: justify;">La frequentavano perlopiù i dirigenti del partito, per i quali credo funzionasse, nelle stanze dei ballatoi superiori, anche come bordello.</p>
<p style="text-align: justify;">Io, Ion Dinu Gabrieli, nacqui a Bucarest nel 1977, il 29 giugno.</p>
<p style="text-align: justify;">Della notte romena non vidi che la fine, ma la conosco bene.</p>
<p style="text-align: justify;">Ben prima e ben meglio che dagli studi,  dalle vite mancate dei miei genitori, dai grigi crolli che si intuivano nella loro anima, dalla loro infinita stanchezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordo come la nostra casa, ogni suo dettaglio, la facciata, i pianerottoli delle scale e poi gli interni, i nostri mobili e gli oggetti dichiarasse la notte con la forza terribile di cui solo sono capaci le cose materiali.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1989 il regime cadde.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sapevamo  cosa sarebbe mutato, cosa sarebbe stato possibile recuperare nei nostri cuori ma sapevamo ciò che saremmo diventati, negli anni, nella libertà e sotto altri demoni: l’Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">L’anno successivo la mia vita attraversò un passaggio fondamentale.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi fu diagnosticato un tumore maligno, un sarcoma alla radice della coscia sinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">Fui operato in Italia, dove avevamo conoscenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Contro ogni previsione la gamba fu salvata svuotando tutto l’interno della coscia e dopo due mesi di radioterapia feci ritorno a Bucarest.</p>
<p style="text-align: justify;">La prognosi  restava infausta, il tumore era stato scoperto troppo tardi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni sei mesi, mi recavo in Calea Victoriei per l’esame di controllo, per gli esiti della radiografia fatta la settimana precedente.</p>
<p style="text-align: justify;">Quella sera festeggiavo la proroga semestrale della vita, solo, alla birreria, tornando ubriaco.</p>
<p style="text-align: justify;">“El traieste din nou!”</p>
<p style="text-align: justify;">Lui vive ancora!, dicevo,  bambino egoista, perduto e folle, chino su me stesso, alzando uno dei grandi boccali tondi.</p>
<p style="text-align: justify;">A casa, guardavo la lunga ferita dove i raggi del cobalto avevano lasciato segni, lenti di colore scuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi, non la guardavo mai.</p>
<p style="text-align: justify;">A volte sognavo che la ferita crescesse, coprendo tutto il corpo e che, anche allora, io riuscissi a non morire.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli anni a seguire presi la maturità e mi iscrissi alla facoltà di filosofia.</p>
<p style="text-align: justify;">La Caru cu Bere era il nostro ritrovo, vi andavo quasi ogni giorno da solo o in compagnia.</p>
<p style="text-align: justify;">Verso la metà degli anni novanta il locale era stato acquistato da un uomo di affari di Timisoara, padre di un amico studente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il locale, pur mantenendo le ampie volte dipinte, le altissime <em>boiserie </em>scure alle pareti, un pavimento  fintoantico a quadri di ceramica, era stato completamente ristrutturato.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi circolavano ora camerieri dalle vesti sgargianti, con il nome del locale scritto sulle spalle, che distribuivano piccoli menu di carta lucida e dura dove si leggevano anche improbabili americanerie.</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso vi suonava un’orchestrina  che di zigano aveva solo il nome: provavi a dare il tuo cuore a quel che di buono facevano gli archi e la voce della cantante dai capelli neri e tutto veniva distrutto da una tastiera assassina.</p>
<p style="text-align: justify;">Andava meglio con le danze,  balli veri e propri o gruppi di folclore, che spesso si tenevano nei fine settimana o quando la quarta sala era dedicata ai matrimoni:  dolcezza, liberazione, una commozione profonda e inspiegabile vedere quei corpi, quei colori che muovevano.</p>
<p style="text-align: justify;">Il proprietario aveva avuto l’idea di lasciare una delle cinque grandi sale voltate, la più piccola, come era un tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto era come stinto, il legno alle pareti, le mattonelle del pavimento a volte attraversate da crepe scure  o sconnesse, la tinta color sabbia dei muri, le lampade a boccia, la greca floreale e iscritta, in alto, sotto l’inizio delle volte.</p>
<p style="text-align: justify;">Per entrarvi, dovevi scendere due gradini.</p>
<p style="text-align: justify;">Foto di un tempo del locale stavano appese ovunque.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche i  mobili, certamente quelli originali, erano diversi.</p>
<p style="text-align: justify;">Fu lì, in quella sala, a un tavolo davanti alle tre colonne dorate che erano scolpite nel pilastro di ogni arco, che lo vidi per la prima volta.</p>
<p style="text-align: justify;">Anziano, la figura magra e elegante, corti capelli color argento, il vestito e le scarpe impeccabili,</p>
<p style="text-align: justify;">Lo osservavo attraversare calmo i saloni,  per andarsene dopo il tramonto.</p>
<p style="text-align: justify;">Giornali e qualche libro non mancavano mai, sul tavolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Non beveva birra, ma vino, piccoli sorsi da un calice di rosso Bolovan che durava l’intera pomeriggio.</p>
<p style="text-align: justify;">A volte conversava con qualcuno che lo aveva raggiunto,  più spesso leggeva o annotava.</p>
<p style="text-align: justify;">Credo riposasse la mente o cercasse un pensiero quando, spostata un poco la sedia,  guardava il locale e gli avventori appoggiando  le due mani e il mento a un lungo bastone che avrei detto di acciaio.</p>
<p style="text-align: justify;">Non lo vidi mai ad un altro tavolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Presi a passare alla Caru cu Bere interi pomeriggi, preparando gli esami.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sedevo non distante.</p>
<p style="text-align: justify;">Un giorno, un ragazzo inglese che beveva con alcuni amici nella sala accanto fu preso da un colpo e cadde a terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Si teneva l’addome, urlava, subito gli si fecero tutti intorno, mentre veniva chiamata un’ambulanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Una delle cameriere si era avvicinata in fretta al tavolo dell’uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per un attimo credetti fosse un medico e che lei gli avesse chiesto di intervenire.</p>
<p style="text-align: justify;">Lui  si era alzato, avvicinandosi al gruppo concentrico appena aldifuori del quale stavo anch’io.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel cerchio  di uomini si aprì un varco e l’uomo vide per un attimo, un solo attimo, quel ragazzo dai capelli rossi a terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualcuno gli sorreggeva la nuca.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora non urlava più, sembrava calmo, ma respirava ansando.</p>
<p style="text-align: justify;">L’uomo si voltò e fece per tornarsene al tavolo, incrociò la cameriera, pallida e agitata, le disse una, forse due parole.</p>
<p style="text-align: justify;">Arrivò l’ambulanza e portò via il ragazzo.</p>
<p style="text-align: justify;">In un’ora tutto era dimenticato.</p>
<p style="text-align: justify;">Intorno alle diciannove, come di consueto, l’uomo se ne andò.</p>
<p style="text-align: justify;">Io volli restare: sapevo che Mariana, la cameriera, avrebbe fatto quel giorno l’ultimo turno.</p>
<p style="text-align: justify;">Ordinai una birra e quando me la portò le chiesi perché avesse chiamato quell’uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">“Lui è uno che sa, un uomo che vede”, mi aveva risposto.</p>
<p style="text-align: justify;">In quel momento, nel modo arcaico di porgere e pronunciare la frase, nel suo viso stupito e credente vivevano gli avi, moltitudini asperse da sangue gitano, la magia pagana dei boschi, la fede nei segni della terra e delle stelle.</p>
<p style="text-align: justify;">Non era che una ragazza nata e cresciuta in un paesino vicino a Iasi, ora con in tasca l’iPod e il cellulare di ultima generazione, una piccola sfera d’argento al centro della lingua ma tutto quel tempo, così diverso, regnava ancora in lei.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa le aveva detto dopo che aveva visto quel ragazzo a terra?</p>
<p style="text-align: justify;">“Morirà”, mi aveva risposto lei.</p>
<p style="text-align: justify;">Il giorno successivo Stefan, uno dei camerieri, studente all’università, mi disse che il ragazzo era morto ancor prima di giungere in Ospedale.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto a Mariana, era capitato che avesse parlato con l’uomo mesi addietro, smesso il suo turno, di un problema che riguardava suo fratello, in carcere per un delitto.</p>
<p style="text-align: justify;">Credeva che lui leggesse il destino perché le era capitato, servendolo, di vedere mazzi di carte e un libro con strani segni sul tavolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Di più Stefan non sapeva.</p>
<p style="text-align: justify;">Quel pomeriggio stesso decisi che lo avrei conosciuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando arrivò, lasciai che portassero il calice di rosso.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima che iniziasse a leggere o scrivere fui davanti a lui, con il viso dei miei vent’anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul tavolo vidi un comune quotidiano e un piccolo taccuino nero.</p>
<p style="text-align: justify;">“Mi perdoni, posso farle una domanda?”</p>
<p style="text-align: justify;">“Prego, si sieda se vuole. Il mio nome è  Marius Devaratu” rispose.</p>
<p style="text-align: justify;">“Ion. Ion Gabrieli. &#8211; dissi sedendomi &#8211; Il ragazzo, il ragazzo di ieri, quello che è stato male. Come sapeva che sarebbe morto?”</p>
<p style="text-align: justify;">“Per la stessa ragione per cui so ora che le posso rispondere. Ho visto la sua aura. La sua aura diceva che sarebbe morto in poche ore.”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Sì” dissi.</p>
<p style="text-align: justify;">“Era diventata di un azzurro tenue, il bordo superiore vibrava, già si era aperto in alcuni punti. Così, la sua Anima era pronta a lasciarlo. Non c’era alcun modo di cambiare le cose”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ordinò anche per me un bicchiere di Bolovan.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando arrivò, alzammo insieme il calice e lui disse forte: “Pentru lume!” , per il mondo! come usa tra romeni.</p>
<p style="text-align: justify;">Bevvi un primo sorso pensando che in questa nostra povera lingua di chiaroveggenti mendicanti dello spirito lume significa tanto mondo quanto umanità quanto  luce.</p>
<p style="text-align: justify;">Mondo materiale, luce fisica, uomini e Luce prima, la Luce di Genesi 1.</p>
<p style="text-align: justify;">Una sola parola: lume.</p>
<p style="text-align: justify;">Parlai di me e dei miei studi.</p>
<p style="text-align: justify;">Lui mi disse di avere sempre vissuto a Bucarest ed essere stato un professore di storia all’università.</p>
<p style="text-align: justify;">Si era ritirato, viveva ora della sua pensione e di alcune proprietà che il governo aveva restituito a lui e al fratello come unici eredi della famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">“Hai desiderio di guardare un poco dentro le cose?” mi chiese passando al tu.</p>
<p style="text-align: justify;">La domanda non mi sorprese, come la attendessi e risposi che sì, lo volevo.</p>
<p style="text-align: justify;">Estrasse un sottile blocchetto di carte dalla tasca interna della giacca e lo mise sul tavolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi invitò a tagliare il mazzo e a rovesciare la carta.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo feci.</p>
<p style="text-align: justify;">“Cosa vedi?”</p>
<p style="text-align: justify;">“Il Matto dei Tarocchi.”</p>
<p style="text-align: justify;">“Lo conosci?”</p>
<p style="text-align: justify;">“Un poco.”</p>
<p style="text-align: justify;">“Descrivilo.”</p>
<p style="text-align: justify;">“Cammina su un sentiero, ha una giacca multicolore, e così il turbante. Porta una cinta dorata fatta di grossi medaglioni, un piccolo fardello appeso ad un bastone, il bastone non appoggia sulla spalla ma anche, perché è tenuto dal braccio opposto, sulla gola”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Poi?”</p>
<p style="text-align: justify;">“Un cane, un cane lo azzanna. Alla coscia sinistra. I pantaloni sono lacerati, cade del sangue a terra. Il sangue imbeve il suolo, dove c’è un fiore, forse un giglio.”</p>
<p style="text-align: justify;">“Ancora.”</p>
<p style="text-align: justify;">“Il suo sguardo azzurro. E’ perduto e verso l’alto, non guarda in avanti. C’è il dolore  per il morso dell’animale”</p>
<p style="text-align: justify;">“Hai visto tutto e bene. Hai visto te stesso”.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli occhi mi si riempirono di lacrime.</p>
<p style="text-align: justify;">Lui ritirò le carte.</p>
<p style="text-align: justify;">Tacemmo qualche attimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli dissi del mio male, di non avere mai considerato quella incredibile identità di immagine.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure conoscevo la tomba di Phersu, la nascita di Dioniso.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora la carta del Matto mi parlava, come una rivelazione.</p>
<p style="text-align: justify;">“Perchè Gilgamesh – disse &#8211; batte la mano sulla coscia sinistra sino a ferirsi quando nel dolore piange l’amico Enkidu? Perché l’esagramma 36 del Libro dei Mutamenti, La lesione della luce, recita “il male lo ferisce alla coscia sinistra”?</p>
<p style="text-align: justify;">Lì il morso deve avvenire, il Matto deve essere colpito alla coscia, vicino al centro sessuale, al luogo che la Sephirah Yesod, fondamento e verità, occupa nel corpo umano, nel vortice del <em>chakra </em>Muladhara,  il <em>chakra </em>che  governa il rapporto tra Anima e mondo fisico.</p>
<p style="text-align: justify;">La lesione entra nel corpo umano dal lato sinistro, il meno protetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Non uccide, ma tocca il rapporto con la realtà.</p>
<p style="text-align: justify;">E con se stessi, poiché Muladhara, lacerato,  non può trattenere la sua energia, non può sublimarla nelle sue spirali, spingerla verso l’alto nel corpo sottile dell’uomo ma la disperde nella terra, come nella figura dei Tarocchi.</p>
<p style="text-align: justify;">L’uomo, così indebolito, ha orrore del mondo materiale e crede di potergli sfuggire guardando verso l’alto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma questo non è possibile.</p>
<p style="text-align: justify;">L’uomo rimane chino, come chi abbia ricevuto un colpo al ventre, verso la stessa terra che rifiuta.</p>
<p style="text-align: justify;">Se il suo sguardo rifiuta l’orizzonte e, perduto, si alza verso il cielo è per l’intensità del morso.</p>
<p style="text-align: justify;">Egli teme la morte: senza patria, né terra né spirito, questa gli appare definitiva, intollerabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Paura, disperazione, rabbia, la perdita, per debolezza e per smarrimento, di ogni dimensione etica, di ogni fede, l’inizio di ogni male.</p>
<p style="text-align: justify;">Sei tu, Ion.”</p>
<p style="text-align: justify;">Pensai ai miei anni trascorsi, a quel camminare di ore per la città o nei cortili dell’università immaginando la mia morte e l’incendio del mondo, odiando tutto e tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla mia incapacità di abitare il tempo, di amare.</p>
<p style="text-align: justify;">Pensai a mio padre, che avevo deriso, a una donna che avevo illuso e tradito e che mi amava conoscendo, non come quell’uomo nel suo calmo sapere ma in un modo più intimo e segreto, amandomi, tutto di me.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli chiesi cosa dovevo fare.</p>
<p style="text-align: justify;">“Solo illuminare le cose, nominarle, le rende diverse, trasformabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di una prima giustizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Se un velo opaco è sulla superficie di uno specchio d’acqua l’apparire mattutino del sole, della pura luce fisica, lo scioglie facendo tornare l’acqua limpida.</p>
<p style="text-align: justify;">Una legge fisica, ma queste non sono che riflessi di leggi spirituali.</p>
<p style="text-align: justify;">Io non sono stato per te che il momento in cui guardare la carta, tutto è nelle tue mani.</p>
<p style="text-align: justify;">La più grande delle ferite, il più grande dei limiti è la più grande delle occasioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Si può arrivare dove altrimenti non saremmo mai giunti.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ per questo che il Male abita il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Vedi, io credo che la cinta d’oro del Matto non sia, come dicono, un cordone di <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simboli</a> zodiacali che dichiara la follia della figura nell’influsso delle stelle.</p>
<p style="text-align: justify;">Le stelle agiscono su di noi da lontano, nella distanza e, per questo, non possono mai toccare il nostro corpo.</p>
<p style="text-align: justify;">Io credo che il cordone sia quello che resta di una immagine perduta, troppo estrema per poter sopravvivere sino a noi in forma compiuta: il pettorale magico del Sommo Sacerdote di Gerusalemme, dove scintillavano le sacre pietre del Nome e indossando il quale egli vedeva e poteva chiamare lo Spirito.</p>
<p style="text-align: justify;">L’oro del cordone è il bene più prezioso che il Matto possiede.</p>
<p style="text-align: justify;">Confrontalo con il piccolo fardello di stracci alle spalle, certamente questo contiene beni spirituali, ma in povera quantità e faticosamente portati dal bastone incrociato.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia il cordone d’oro è solo in potenza, il compito del Matto è attivarlo, solo lui che lo indossa può farlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricorda che il basso, il male relazionale e psicologico, ogni disordine degli affetti, ogni crudeltà, ogni impossibilità d’amare possono essere mutati solo sanando il nostro rapporto con l’alto, perché di questi sono creature, figli bastardi e servi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco il lavoro che ti aspetta.</p>
<p style="text-align: justify;">Che tu lo voglia o no, che tu ne sia consapevole o no, muterà solo la velocità del processo e il numero di vite in cui si compirà.”</p>
<p style="text-align: justify;">Avevo compreso tutto, non avevo nulla da aggiungere.</p>
<p style="text-align: justify;">Parlammo di molte altre cose.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli chiesi del poter vedere l’aura e del resto, di quel suo sapere.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi rispose che in fondo erano cose da nulla.</p>
<p style="text-align: justify;">Ben altro avrebbe voluto per sé.</p>
<p style="text-align: justify;">Non era mai uscito dalla Romania, il suo conoscere veniva dai libri, ogni suo viaggio era avvenuto “intorno alla sua stanza”.</p>
<p style="text-align: justify;">Aveva anche il potere del prana, negli anni aveva curato e guarito  molte persone.</p>
<p style="text-align: justify;">“Prodigi, per quanto piccoli &#8211;  mi disse sorridendo &#8211; non se ne dovrebbero mai fare.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ come tirare un elastico, poi tutto ritorna come prima.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è energia sottratta al vero lavoro di trasformazione della realtà, quello che resta, che avanza ad ogni istante, lo yoga del mondo, quello che trasformerà di nuovo la cinta d’oro del Matto nel pettorale magico.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ne compii che uno, senza volerlo, nascosto a tutti, più di trent’anni fa.</p>
<p style="text-align: justify;">Eravamo nel pieno del regime, il nostro mondo era pronto a crollare sotto la sua indegnità, il suo niente.</p>
<p style="text-align: justify;">La settimana prima mia moglie era morta nel grigio Ospedale del Popolo, per una banale infezione.</p>
<p style="text-align: justify;">In qualunque città d’Occidente sarebbe guarita, credo,  in pochi giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Le mie lezioni all’Università erano in quel periodo seguite da un uomo della Securitate.</p>
<p style="text-align: justify;">Si era sparsa voce che io portassi messaggi reazionari.</p>
<p style="text-align: justify;">Passavo le giornate ad occultare quanto volevo dire nel testo delle lezioni, in modo che queste potessero parlare agli studenti ma risultare incomprensibili, innocue per quell’uomo in grigio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma tutto restava lettera morta, tra gli studenti, nessun viso, nessuno sguardo, Ion, che ricordasse il tuo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il loro sentire era incatenato, la loro Anima piegata.</p>
<p style="text-align: justify;">Non parlavo, così, a nessuno.</p>
<p style="text-align: justify;">Era un giorno di novembre e attesi che diventasse buio nella stanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Udivo, fuori, i rumori della città, i tram, le macchine.</p>
<p style="text-align: justify;">Pensai di uccidermi.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi immaginai il mattino successivo, il sole che sarebbe comunque sorto e il mio camminare in quella luce e in quel tepore verso l’università, verso il mio lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Avrei potuto, comunque e in qualche modo, nominare Alessandro e Napoleone, dire le date e i fatti della storia umana, ricordarmi di lei.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualcosa simile ad un’onda cambiò allora il mio sentire in una gioia impersonale e vasta.</p>
<p style="text-align: justify;">Guardai il tavolo di legno che puntava verso l’alta finestra dalla quale filtrava ancora della luce, densa e come di piombo.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi venne in mente un quadro di Vermeer.</p>
<p style="text-align: justify;">Alzai la mano, verso il vetro, in un gesto che era un sospiro.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualcosa si era formato sul piano del tavolo, lungo il lato corto lontano da me.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella poca luce che restava riconobbi una rosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Accesi una lampada e la esaminai: il lungo gambo pieno di spine, i petali di un rosso intenso, freschi e perfetti, umidi di rugiada, il profumo pieno.</p>
<p style="text-align: justify;">L’avevo materializzata, carezza per l’oggi, pegno per il domani.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi aveva datto il suo assenso, chi mi aveva aiutato?</p>
<p style="text-align: justify;">Da quale potere, da quale giardino segreto proveniva?</p>
<p style="text-align: justify;">La misi in un vaso, durò come qualsiasi altro fiore, conservo i petali ancora oggi, a casa, in una piccola busta di plastica.”</p>
<p style="text-align: justify;">Quella sera l’uomo lasciò la Caru cu Bere alla solita ora.</p>
<p style="text-align: justify;">Separandoci, lo ringraziai abbracciandolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel periodo che seguì conversammo tante altre volte a quel tavolo.</p>
<p style="text-align: justify;">L’essenziale, ciò che davvero importava era già stato detto ed era irripetibile, non ne parlammo mai più.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni tanto, quando giungevamo a una conclusione condivisa, quando apprezzava una mia analisi diceva: “Il tuo lavoro, Ion, il tuo lavoro.”</p>
<p style="text-align: justify;">Pensavo a lui come un Maestro, un Maestro incompiuto, che non avesse dispiegato completamente le sue ali, eppure giusto, comunque il solo per questi nostri anni e per me.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Maestro della rosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dicembre di quell’anno ebbi l’opportunità di partecipare, ancor prima di essermi laureato, a una selezione per un posto di ricercatore in una università americana.</p>
<p style="text-align: justify;">Fui prescelto, con altri.</p>
<p style="text-align: justify;">L’incarico era triennale, il non ritorno una possibilità concreta: incontrare una donna, una proposta di studio e di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Da allora sono trascorsi quasi due anni e ancora non ho fatto ritorno a Bucarest.</p>
<p style="text-align: justify;">Scrivo ai miei genitori, agli amici.</p>
<p style="text-align: justify;">Stefan mi dice  che l’uomo viene ancora, ogni pomeriggio o quasi, alla Caru cu Bere.</p>
<p style="text-align: justify;">Nulla è cambiato.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo mi conforta, come se aspettasse che io lo raggiunga a quel tavolo per brindare a Ion, al vero Ion, come se questo momento fosse ancora possibile, vicino.</p>
<p style="text-align: justify;">Non so quanto tempo resta a lui, al Maestro della rosa, su questa terra né quanto ne resta  a me per avanzare nel cammino.</p>
<p style="text-align: justify;">So che prima o poi, tra un anno, cent’anni o mille vite, dovrò tornare.</p>
<p style="text-align: justify;">E rendere conto.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-maestro-della-rosa.html' addthis:title='Il maestro della rosa ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>L’Ultima Cena di Leonardo da Vinci: ancora alcune riflessioni</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 17:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emilio Michele Fairendelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<description><![CDATA[Simbolismi, interpretazioni e mistificazioni della Ultima Cena di Leonardo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/lultima-cena-di-leonardo-da-vinci-ancora-alcune-riflessioni.html' addthis:title='L’Ultima Cena di Leonardo da Vinci: ancora alcune riflessioni '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/centrostudilaruna48x48.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Centro Studi La Runa online" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/yggdrasil.thumbnail.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Simboli e simbologia" /><br/><p style="text-align: justify;">Sono debitore ad un Amico della comprensione di uno dei significati più profondi per una immagine essenziale: la Verità rappresentata dietro il velo.<br />
Si può immaginare che la  Verità sia tradizionalmente velata in quanto il suo splendore ci annichilirebbe, sarebbe insostenibile?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Veritatis Splendor?</em></p>
<p style="text-align: justify;">No, quaggiù la Verità è velata non per il suo splendore ma per il suo orrore: Essa, che discende evidentemente da qualche regione più alta, ha incontrato il mondo materiale e, noi cercandoLa e Lei volendo mostrarsi, ha subito un urto mostruoso, è orrendamente sfigurata; Le mancano pezzi, non è completa, mai come La vorremmo, come La sogniamo, come Le chiediamo di essere, non ci può quindi dare tutto ciò che Le chiediamo.<br />
Il nostro compito, il dovere del nostro Amore verso di Lei è dunque ricomporLa, riuscirLe a dare ancora una identità, rotta ma vera, non falsamente completa, trionfale…<br />
E’ indiscutibile che nel mondo genericamente definito come della ricerca esoterica e spirituale, il cui spettro è amplissimo, dal <em>reiki</em> di donne in ampia gonna a fiori e bigiotteria astrologica, ai neomandei, ai figli della Rosacroce cabbalistica, al mondo maschile rotariano-massonico in scarpe di vernice nera cigolanti e cravatta – con gradazioni che partono dal grottesco per arrivare a poche posizioni consapevoli  – la proposizione di Verità assolute, straordinarie, popolari, è la regola.<br />
Risolvono in fondo tutti i problemi, queste Verità.<br />
Vorrei incentrare la mia attenzione  su una di queste, quella proposta dal famigerato <a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&#038;isbn=8804523417" rel="nofollow"><em>Codice da Vinci</em></a>.<br />
Nel libro, che ovviamente rappresenta parti di posizioni molto attive anche al di fuori della <em>fiction</em>, cioè in gruppi di ricerca e di studio esoterico serio, si sostiene quanto segue (riassumo all’essenziale): Gesù era sposato con Maria Maddalena, ed ebbe uno o più figli; esistono conoscenze ed insegnamenti di un cristianesimo esoterico che sarebbero state rivelate soltanto alla Maddalena  o ad una cerchia diversa da quella di Pietro; tale nucleo di un cristianesimo primitivo, i cui riferimenti sono la Maddalena e Giovanni,  sarebbe stato isolato nei primi secoli del cristianesimo; esiste una discendenza reale-davidica di Gesù, che si propagò  dal Sud della Francia, luogo di fuga ed esilio della Maddalena dalla Palestina, che dette origine alla stirpe reale merovingia e, a seguire, alla Casa Reale di Stuart; tale Verità, occultata dalla Chiesa di Pietro, è stata protetta nei secoli  da una organizzazione nota come Priorato di Sion  (il Priorato moderno fondato da Pierre Plantard è per ammissione dello stesso una bufala totale, ma questo non comprometterebbe l’esistenza di un vero Priorato di Sion), che ebbe tra i suoi Grandi Maestri illustri personaggi  della Storia, da Leonardo a Newton, a Cocteau (?); Catari, Albigesi e Templari sono stati tra gli altri i depositari di questa conoscenza segreta e hanno pagato tale conoscenza con lo sterminio; il famigerato mistero di Rennes le Chateau non è che un episodio di questa saga; questa grande Verità preservata è pronta ad uscire allo scoperto; si inaugurerà  una nuova Epoca fondata anche sul  principio femminile, a lungo disconosciuto dal  Cristianesimo ufficiale; una delle prove più lampanti di questa Verità é nel dipinto dell’Ultima   Cena di Leonardo dove il pittore, come detto Gran Maestro del Priorato, rappresenta con chiarezza una donna e non un uomo, Maddalena in luogo di Giovanni, al fianco di Gesù, con alcune caratterizzazioni delle figure della stessa Maddalena e di Pietro perfettamente coerenti con la Verità rappresentata.<br />
Guardiamo ora  l’affresco (fig. 1).</p>
<div id="attachment_2298" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-2298" title="leonardo-1" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/leonardo-1-300x166.jpg" alt="Figura 1. Leonardo, Ultima Cena" width="300" height="166" /><p class="wp-caption-text">Figura 1. Leonardo, Ultima Cena</p></div>
<p style="text-align: justify;">Fu dipinto,  da Leonardo, su committenza domenicana e ducale, a partire dal 1497; di lì a pochi anni, secondo le dottrine segrete, Leonardo sarebbe diventato Gran Maestro del Priorato.<br />
Osserviamo il dipinto nel suo centro, attorno a Gesù, dove stanno, verso sinistra, Giovanni/Maria Maddalena, Pietro e Giuda:</p>
<p style="text-align: justify;">-	la figura di Maddalena/Giovanni (fig. 2 e fig. 5) è sì femminile ma conforme ai canoni: Giovanni è tradizionalmente sempre rappresentato con tratti efebici e adolescenziali, esistono dipinti dello stesso Leonardo &#8211; p.e. il Battista giovane &#8211; o Santi e addirittura Cristi rinascimentali di altri autori con tratti ancora più femminili; all’epoca la percezione della differenza tra il maschile e il femminile doveva essere qualitativamente diversa, e una certa androginia risultare in qualche modo accettabile; inoltre è evidente che la committenza domenicana, che pure ebbe in seguito ad aggiungere barba al viso e a cambiare i colori delle vesti di Giovanni, non avrebbe mai accettato una soluzione troppo al limite del femminile, né alcuna soluzione in cui fosse possibile anche solo immaginare che Giovanni fosse in realtà la Maddalena;  all’epoca non si scherzava, con i Padri inquisitori, gente capace di sventrare la parte inferiore dell’affresco per alzare la porta del refettorio ma piuttosto attenta alle questioni della Verità dottrinale e che deve avere esaminato ogni centimetro quadro del dipinto durante la sua stesura; su Giovanni Leonardo segue, perfettamente e quindi senza rischiare la pelle o la Commessa, il canone storico;</p>
<div id="attachment_2299" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-2299" title="leonardo-2" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/leonardo-2-300x240.jpg" alt="Figura 2. Leonardo, Ultima Cena. Particolare" width="300" height="240" /><p class="wp-caption-text">Figura 2. Leonardo, Ultima Cena. Particolare</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">-	lo spazio definito da Gesù e Maddalena/Giovanni (fig. 3) è, secondo le Verità occulte di volta in volta la “V” della fertilità femminile, la “M” iniziale di Maria Maddalena, la struttura del  sacro teorema pitagorico; tralascio letture ancora più fantasiose, disponibili nelle librerie e pubblicate da editori primari dove una complessa rete di triangolazioni impostate sull’affresco determinerebbe addirittura la mappa dantesca della <a title="La Divina Commedia" href="http://www.libriefilm.com/la-divina-commedia-4/2288"><em>Commedia</em></a> o le carte di Babilonia o Gerusalemme; ora, nei dipinti di tutti i pittori rinascimentali e barocchi  è possibile ravvisare inscrizioni o definizioni di cerchi, triangoli, stelle, ecc.; trattandosi di figure di perfezione formale ed armonica la loro presenza nelle composizioni pittoriche è sostanziale e inevitabile, conseguente alla sintesi creativa e non decisa ed occultata per trasmetterci segreti esoterici;  in realtà Giovanni è lontano da Gesù solo perché, conformemente al testo evangelico che interpreta, richiamato da Pietro che lo invita a chiedere il nome del traditore, si è alzato dal tavolo su cui era riverso accanto a Gesù (v. lo schizzo preparatorio in fig. 4);  questa posizione del Discepolo, rappresentata anche in opere precedenti alla Cena, era l’unica in grado &#8211; allora si mangiava riversi su tappeti e cuscini e non su un tavolo sopralzato da terra  &#8211; di rendere in qualche modo la letteralità del testo evangelico, dove Giovanni pone la domanda richiesta da Pietro “…reclinandosi così  (ancora) sul petto di Gesù…”; è chiaro che in questo modo si crea uno spazio vuoto quasi intollerabilmente denso e significativo tra Gesù e Giovanni, le loro vesti hanno colori perfettamente complementari, ma non necessariamente ci devono dire di un matrimonio, piuttosto di una identità, di una vicinanza spirituale&#8230;; il rosso unico delle vesti – in realtà due tonalità, più chiara, a stabilire una gerarchia di Luce e di Forza, quella della veste di Giovanni – pare in effetti portare, da un altrove, quel vino che manca sulla tavola, dove sono inspiegabilmente presenti solo bicchieri senza stelo e semivuoti…;</p>
<div id="attachment_2300" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-2300" title="leonardo-3" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/leonardo-3-300x288.jpg" alt="Figura 3. Leonardo, Ultima Cena. Particolare" width="300" height="288" /><p class="wp-caption-text">Figura 3. Leonardo, Ultima Cena. Particolare</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_2301" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-2301" title="leonardo-4" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/leonardo-4-300x209.jpg" alt="Figura 4. Leonardo, Ultima Cena. Schizzo preparatorio. Particolare" width="300" height="209" /><p class="wp-caption-text">Figura 4. Leonardo, Ultima Cena. Schizzo preparatorio. Particolare</p></div>
<p style="text-align: justify;">-	secondo il <a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&#038;isbn=8804523417" rel="nofollow"><em>Codice</em></a>, Pietro minaccia alla gola (fig. 5) per l’odio che le porta e perché non dica quanto Gesù le avrebbe rivelato ad insaputa degli altri discepoli, la Maddalena;  il braccio destro torto in modo assolutamente innaturale di Pietro – ma appartenente a lui e non ad un personaggio misterioso come alcuni sostengono – impugna alla mano un coltello; anche qui l’iconografia tradizionale è rispettata, il coltello da pescatore a lama ricurva figura quasi sempre ed allude a quello descritto nel testo evangelico (non una spada, come si legge nella traduzione greca dei <em>Settanta</em>, ma precisamente un coltello a lama ricurva del tipo al tempo usato dai pescatori) e che Pietro userà di lì a poco durante l’arresto di Gesù per colpire il servo del Sommo Sacerdote; qui il problema interpretabile è chi venga minacciato: il coltello di Pietro minaccia in astratto, e nella narrazione del dipinto, il traditore, il cui nome sta per essere annunciato; la minacciosità del gesto della mano sinistra verso la Maddalena/Giovanni è chiaramente una forzatura; certamente la mano non è appoggiata in modo rassicurante sulla spalla di Giovanni come leggiamo nelle osservazioni contro le tesi di Brown nei  quaderni dell’<em>Opus Dei</em>, certamente il gesto è strano – ma come molti altri nei dipinti di Leonardo – ma non è possibile leggerlo come una mano che affronti irrigidita una gola per minacciarla; basta considerare la rilassatezza delle dita dietro l’indice, ricordare come nell’ultimo restauro degli anni ’80 si sia chiaramente evidenziata una serie di correzioni e ripensamenti relativi proprio al pollice della mano di Pietro (leggibili in fig. 5 ed ampiamente commentati in sede storico-artistica), che viene  incurvato ed ammorbidito nella versione finale e certamente  impedisce una lettura troppo a squadra e minacciosa, che forse  la Committenza avrebbe contestato…; chi vede la mano minacciare, così come vede il coltello impugnato da una mano estranea o addirittura sotto la tavola, non ha semplicemente guardato bene il dipinto…</p>
<div id="attachment_2302" class="wp-caption aligncenter" style="width: 260px"><img class="size-medium wp-image-2302" title="leonardo-5" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/leonardo-5-250x300.jpg" alt="Figura 5. Leonardo, Ultima Cena. Particolare" width="250" height="300" /><p class="wp-caption-text">Figura 5. Leonardo, Ultima Cena. Particolare</p></div>
<p style="text-align: justify;">Negando  queste presunte Verità nascoste nel dipinto, esso perde dunque ogni significato <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolico</a>-spirituale o esoterico?<br />
Non vi sono più significati nascosti?<br />
Segni da rintracciarsi coerentemente a quel concetto di Verità incompleta, a pezzi ed orribile, ma vera, che descrivevo in apertura?<br />
Pensiamoci bene:  se volessimo far credere che davvero non esistano questioni di una qualche natura circa Maddalena e Giovanni, di un gruppo della prima chiesa altro rispetto a quello di Pietro, di insegnamenti segreti di Gesù, di dogmi di Fede stabiliti da Paolo ma non rintracciabili nei testi evangelici &#8211; inclusa la concezione stessa della divinità di Gesù e della Salvezza per suo solo tramite &#8211; cosa ci sarebbe di meglio che proporre su tutto questo Verità straordinarie, quasi inverosimili?<br />
Il creatore di queste Verità farebbe in fondo il gioco di chi vuole combattere.<br />
Cerchiamo una Verità più semplice. Scopriremo comunque qualcosa di nascosto, occultato alla comprensione più immediata ma non immerso in nebbie esoteriche, un qualcosa incentrato sulla figura di Giovanni:</p>
<p style="text-align: justify;">-	la scelta, al tempo rara, più comune nei secoli precedenti, del momento dell’annuncio del tradimento più che dell’Istituzione della Eucarestia è una  scelta significativa e la Committenza domenicana l’avrà accolta con fatica; certamente il momento consente a Leonardo una altrimenti impensabile caratterizzazione e dinamizzazione psicologica dei personaggi in reazione alle parole di Gesù ma, soprattutto, in questo momento il personaggio principale della messa in scena diventa Giovanni e non Pietro o l’insieme dei discepoli, la prima Chiesa; c’è inoltre un fatto fondamentale: in quasi tutte le Cene dipinte precedentemente a Leonardo (Giotto nella Cappella degli Scrovegni, il Ghirlandaio, Andrea del Castagno) a destra di Gesù sta logicamente Pietro, il Primo degli Apostoli, e non Giovanni; ancora nello schizzo preparatorio di Windsor (fig. 4), non  totalmente autografo ma certamente annotato da Leonardo, Giovanni è riverso sul tavolo ma alla sinistra di Gesù; nella versione finale dell’affresco è Giovanni, alla destra di Gesù…</p>
<p style="text-align: justify;">-	solo due figure reagiscono in modo sereno, spiritualmente superiore, alla situazione: Gesù, che annuncia il tradimento e Giovanni; la loro è chiaramente una visione più alta e ce lo dice Leonardo, con chiarezza estrema; gli altri, tutti gli altri, sono ancora nelle catene dell’umano e della psicologia: Pietro ha voluto sapere il nome di colui che tradirà e ha potuto farlo solo tramite Giovanni, gli altri reagiscono violentemente, indignati; nel terrore, forse, che il nome del traditore possa essere il loro; le vesti dei Discepoli, tranne quella di Giuda, sono fermate allo scollo da un fermaglio in tinta o da una pietra,  nel  caso di Gesù e Giovanni da una gemma in castone, verde smeraldo per Gesù, grigio argento-specchio per Giovanni…le gemme fronteggiano gli osservatori…;</p>
<p style="text-align: justify;">-	Pietro, capo degli Apostoli, primo Pontefice romano, è in secondo piano, il viso, sfuggente e fortemente inclinato così come la posizione dello sguardo,  andrebbe letto con i criteri della fisiognomica; lungi dall’essere la scienza moderna aperta da Lavater alla fine del ‘700 la fisiognomica (cioè la scienza di leggere il carattere e le predisposizioni dell’anima dai tratti del volto) era una scienza attiva già nel mondo greco e per i pittori e ritrattisti  rinascimentali era ovviamente un metodo normale; si ha quasi certezza di un perduto <em>Trattato di fisiognomica</em> di Leonardo, circolato, soprattutto in ambienti francesi e spagnoli, nel ‘500; la torsione del braccio di Pietro, quello che impugna il coltello, rende tutto innaturale, ambiguo, indiretto: un riferimento al modo in cui la Chiesa ha sempre colpito i suoi nemici?; poi, le teste, Giuda e Pietro, così vicine: …persone con tratti simili compiono azioni simili…ci dice Thomas Browne a proposito della fisiognomica; se inclinassimo su un asse orizzontale e all’indietro il viso di Giuda otterremmo, eccettuato il colore e la quantità dei capelli, una sorprendente, ancorchè non completa, sovrapposizione a quello di Pietro; è pensabile &#8211; ben si conoscono i motti di spirito e i dileggi che Leonardo riservava agli uomini della Chiesa di Roma nei suoi <em>Quaderni </em>-  che tutto questo sia casuale?  Il  viso in ombra di Giuda,  il traditore, il profilo così assolutamente ebreo, riccioli e naso adunco, deve aver pienamente soddisfatto la Committenza;  operazione forse di Leonardo per distogliere l’attenzione, per rendere accettabile i tratti estremi ed ambigui, nemmeno ben definibili per l’accentuata inclinazione, del viso di Pietro…;</p>
<p style="text-align: justify;">-	il gesto di minaccia della mano sinistra  di Pietro è, lo abbiamo detto, una forzatura;  ci si comporta qui come chi, per voler vedere una cosa straordinaria dimentichi l’evidente, e cioè che la figura di Maddalena/Giovanni è effettivamente attaccata da Pietro; ce lo dicono la vicinanza dei  visi,  gli unici a risultare così compressi nel dipinto (fig. 2), la lettura fisiognomica ricordata al punto precedente; basta attingere a un qualsiasi trattato moderno e volgarizzato di questa scienza per individuare nel viso di Pietro i tratti sfuggenti della doppiezza e quelli acuti dell’aggressività (si guardi il ritaglio del profilo di Pietro in Fig. 5); ma perché la minaccia dovrebbe riguardare la Maddalena? perché non Giovanni, l’unico e prediletto, discepolo del Battista prima che di Gesù, figura così diversa, in tutto, da Pietro; lui, Giovanni, da sempre riferimento  nascosto per  quanti cercano un’altra Chiesa, non temporale ma della Luce? Giovanni: è in fondo lui l’uomo diverso, l’uomo di una coscienza gnostica e di una Salvezza interiore, non delegata ad un Salvatore che salva, per noi, noi ed il mondo; l’indice di Pietro (fig. 5) pare indicare, in modo delicato ma preciso il centro della gola di Giovanni, il luogo della Parola, il <em>chakra</em> dove alberga nel corpo sottile dell’uomo il rapporto con la Verità; e questo indicare, così dolce e strano, contrasta con l’aggressività del viso…; come avrà spiegato Leonardo, ai Padri che, da sotto commentavano pigramente, le mani nella tonaca o raccolte sul grembo, il dipinto, queste stranezze?  con che celamenti, con che ironia?</p>
<p style="text-align: justify;">In fondo, quanto Leonardo davvero credesse circa Pietro e Giovanni, circa la divinità di Gesù e la dottrina della Salvezza per suo tramite, la Maddalena, un’altra Chiesa, rimarrà sempre insondabile; occorre rassegnarsi al fatto  che la Storia, per chi non voglia usare i falsi voli dell’invenzione, ha porte che resteranno chiuse per sempre.<br />
Che Leonardo non amasse la Chiesa di Roma lo sappiamo: lo ha scritto, spesso in burla ma inequivocabilmente.<br />
Che fosse in qualche modo un Iniziato è fuori discussione, poiché sappiamo che chiunque facesse parte di corporazioni pittoriche o muratorie nel <a title="medioevo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/medioevo">Medioevo</a> e nel primo Rinascimento, lo era.<br />
Chi segue l’insegnamento di Sri Aurobindo sa bene che egli sosteneva di essere  stato Leonardo in una incarnazione, parziale e non avatarica, precedente: i raffronti tra l’autoritratto di Leonardo da vecchio e la foto di Sri Aurobindo di Cartier-Bresson del 1950, i raffronti tra le due scritture, quella automatica di Aurobindo e quella rovesciata di Leonardo, sono incredibili.<br />
Quello che non conosciamo è la specifica, la misura ed il grado della sua qualità di Iniziato di allora, delle sue conoscenze: su questo c’è solo una fantasiosa letteratura, che quasi sempre esagera e quasi mai coglie l’essenziale.<br />
E noi, oggi, su Giovanni, l’Evangelista ed il Battista, sui loro enigmi e sul loro senso, su ciò che Leonardo ha cercato con così tanta insistenza e non solo nella Cena di trasmetterci, cosa sappiamo?<br />
Qualcosa, forse poco, ma sicuramente l’essenziale, avvertiamo un’inquietudine, l’imminenza di qualche conoscere ulteriore; occorre infatti stare, nella ricerca della Verità, su un sentiero diverso da quello che, decretando la soppressione di un brano dubbio del  Vangelo di Marco, disegnava il Vescovo Clemente di Alessandria agli inizi del terzo secolo della nostra Era:</p>
<p style="text-align: justify;">“… anche se (questo brano) dicesse  il vero, chi ama la Verità non dovrebbe convenire. Non tutte le cose vere, infatti, sono la Verità.  La Verità vera secondo le opinioni umane non dovrebbe mai essere preferita alla Verità Vera: quella secondo la Fede della Chiesa”.</p>
<p style="text-align: justify;">A chi osservasse che nulla in fondo conosciamo di certo circa la diversità di Giovanni, il suo ruolo all’interno della cerchia più intima di Gesù – quale mai sarebbe stato  il suo sapere segreto? – noi rispondiamo che questa conoscenza non ci è necessaria.<br />
E’ l’oggetto ed il  cuore, mai la premessa della nostra ricerca.<br />
Il testo evangelico, un poco di conoscenza della storia dei percorsi iniziatici e religiosi nell’Occidente, sono sufficienti  per intuire – e senza scoperte o rivelazioni mirabolanti – il significato archetipale e simbolico di Giovanni.<br />
Abbandoniamo, infine, la Cena al buio della notte del Refettorio.<br />
Semplice Verità di una rappresentazione artistica  o rappresentazione di altre  Verità possibili circa Gesù detto il Cristo, il suo discepolo prediletto, Giovanni, gli altri Apostoli: in ogni caso la storia dell’affresco ci riporta in senso lato a quelle immagini della Verità con cui abbiamo aperto.<br />
Aggredito dal tempo e dagli uomini – dal primo con la sua opera di distruzione, dai secondi con un’opera sistematica di ridipinture ed aggiustamenti perché il dipinto fosse come lo si voleva e non come era ed è, minato come un male mortale da un supporto materico fragilissimo (tempera su intonaco misto) voluto da Leonardo perché fosse tentabile una accuratezza pittorica impossibile nella pittura a fresco…<br />
Chiaroscuri perduti oramai da secoli e per sempre, materia pittorica collassata e disfatta il cui processo di disintegrazione la tecnica può  solo arrestare o rallentare, povere resurrezioni  di ombre, ombre di colori svaniti, grazie all’incredibile ultimo restauro, i danni irrimediabili delle violente, assassine ridipinture: il dipinto mostra, dietro il suo velo, la  protettissima ostensione presso il Refettorio – l’affresco non è  osservabile dai gruppi di visitatori che per pochi minuti – una Verità di immagine e materia che muore, frammentaria, incompleta, a tratti orribile…<br />
E tuttavia ancora così splendente per chi vi volga lo sguardo che riceve e che interroga.</p>
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		<title>Il Matto dei Tarocchi</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2009 16:29:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emilio Michele Fairendelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una lettura ermetico-simbolica del Grande Arcano dei Tarocchi legata ad episodi reali]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-matto-dei-tarocchi.html' addthis:title='Il Matto dei Tarocchi '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/yggdrasil.thumbnail.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Simboli e simbologia" /><br/><p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2184" style="margin: 10px;" title="matto" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/matto-146x300.jpg" alt="" width="146" height="300" /><strong>I Premessa</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nel <a title="I King: libro e verità" href="http://www.centrostudilaruna.it/i-king-libro-e-verita.html">mio ultimo articolo</a> riportavo un responso oracolare dell’<em>I King</em> da me ottenuto tempo addietro e riguardante un altro uomo, P., una persona che mi è molto cara e con la quale ho condiviso parte della mia infanzia.<br />
Scrivevo:<br />
&#8220;Un uomo viene colpito da un tumore maligno, un sarcoma, alla radice della coscia sinistra, all’età di quattordici anni.<br />
La coscia viene svuotata dai linfonodi e dalle fibre muscolari, la cobaltoterapia segna per sempre la pelle.<br />
L’uomo sopravvive, contro ogni probabilità.<br />
Per tutta la vita, l’uomo ha difficoltà ad accettare la lesione fisica e il suo linguaggio, di sfregio e minaccia incombente. Egli  prova vergogna per il proprio corpo, per l’egoismo e la povertà del suo sentire rivolto solo a se stesso, teme la recidiva e  la morte.<br />
La sua luce interiore diminuisce, così come l’ampiezza del suo cuore e la sua libertà, egli non sa dare  nulla nemmeno a chi lo ama, ogni speranza pare perduta.<br />
Si interroga l’Oracolo: 36, <em>Ming I</em>, l’Ottenebramento della luce (la lesione).<br />
Si ottiene 6 al secondo posto:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’ottenebramento  della luce (la lesione) lo ferisce alla coscia sinistra.<br />
Egli offre aiuto con la potenza di un cavallo.<br />
Salute.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-2191" style="margin: 10px;" title="matto-tarocchi" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/matto-tarocchi.jpg" alt="" width="150" height="300" />Si osserva qui, incidentalmente,  una corrispondenza assoluta tra situazione reale e sentenza: la lesione alla coscia sinistra.<br />
La coscia sinistra è spesso individuata come una delle porte del corpo verso lo sconosciuto, il profondo, quella parte dello spirituale che ha a che fare con la materia e la sua gravità, le sue colpe in conoscibili, verso la forza distruttiva &#8211; in quel luogo dove la via sinistra, la via antidivina,  è così vicina &#8211; dell’inconscio:  Dioniso nasce una seconda volta dalla coscia lacerata di Zeus, il cane di Phersu, il Genio del Destino nella Tomba degli Auguri azzanna l’uomo  alla coscia sinistra, così, sul lato interno della  coscia sinistra, è ferito il Matto dei Tarocchi.<br />
La ferita non costituisce che un impedimento, sebbene sia richiesto l’aiuto offerto dalla “potenza di un cavallo”. La salvezza è possibile,  il luminoso solo velato, la reintegrazione della persona non preclusa.<br />
La riga saliente determina l’esagramma 11, <em>Tai</em>, la Pace.<br />
La situazione viene compresa, è indicato un possibile approdo del sentire&#8221;.<br />
Il Destino e le circostanze del tempo lavorano quanto e più di noi per trasformare le cose, per distillarne la Verità: qualche settimana fa, poco dopo la pubblicazione <em>online</em> dell’articolo, ricevo da P. una lettera.<br />
Vive ora in un altro paese.<br />
Mi scrive di noi e di un tempo trascorso, del responso ottenuto quel giorno narrandomi un episodio singolare che vi rimanda.<br />
Sono stato tentato di  riportare integralmente la lettera, ma mi limiterò a riassumerla.<br />
In un caffè di una città europea, durante un viaggio P. incontra, in circostanze del tutto casuali, un uomo.<br />
E’ un professore di storia presso l’università locale, un uomo alto e elegante, all’apparenza assai benestante.<br />
Trascorre le giornate al caffè, leggendo, scrivendo,  facendo le carte a cameriere curiose, intimorite e adoranti.<br />
Tra lui e P., seduto a un tavolo non distante, inizia quel gioco degli occhi che, sempre, indica la consonanza di due Anime.<br />
Presto conversano.<br />
L’uomo chiede a P. se intende “guardare un poco dentro le cose”.<br />
P. acconsente.<br />
L’uomo mostra un mazzo di carte, che paiono più grandi del normale, dal dorso miniato di un colore come vibrante.<br />
Estrae una carta, lo zero, il Matto.<br />
P. la osserva: un giullare dal turbante e  dalla giubba multicolori, una cintura d’oro divisa in placche alla vita, un fagotto appeso a un bastone sulla spalla,  avanza su un sentiero.</p>
<div id="attachment_2185" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788804565963"><img class="size-medium wp-image-2185" title="storia-dei-tarocchi" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/storia-dei-tarocchi.jpg" alt="Giordano Berti, Storia dei Tarocchi" width="200" height="295" /></a><p class="wp-caption-text">Giordano Berti, Storia dei Tarocchi</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il suo sguardo azzurro è perso verso l’alto, come in una <em>trance</em>.<br />
Un cane, nero e saettante, lo azzanna da dietro, alla radice della coscia sinistra: del sangue sgorga abbondante, la terra, che è fiorita da qualcosa di simile ad un giglio, se ne imbeve.<br />
L’uomo chiede a P. se comprende che si tratta di lui e se davvero vuole entrare nel senso ultimo di quello che vede: ordina da bere, brindano alla Verità, conduce P. a casa sua dove lo ammaestra su molte cose.<br />
Il vero centro di tutto questo ha natura troppo intima, possiede una voce e una forza misteriose destinate solo a P.<br />
Non può essere riferito.<br />
L’intera storia permette tuttavia una riflessione sulla figura del Matto nei Tarocchi, figura incidentalmente già apparsa nel precedente articolo.<br />
Per il lettore curioso, per chi crede che le storie e le parole siano sempre in cerca di noi per poterci salvare e condurre altrove e che l’incontro con loro sia una grazia possibile, il locale dove P. incontra l’uomo è la birreria storica <em>Caru cu Bere</em> di Bucarest.<br />
Cerco di immaginare, di vedere attraverso quanto P. mi scrive: la birreria è uno dei locali più antichi della città ma gli interni sono stati rinnovati di recente, circolano atroci menu lucidi con americanerie miste a piatti locali, i camerieri hanno divise da <em>fast food</em>.<br />
Un angolo del locale, tra due pareti, è stato lasciato per i turisti come era prima del restauro:un pavimento a quadri di marmo verde, consumati dalla vita di moltitudini che ora non sono più, una esausta <em>boiserie </em>di legno scuro di certo più vecchia di un secolo, una pittura stinta coronata,  poco al di sotto dell’inizio del soffitto a volte, da una greca con motivi floreali, volute intrecciate, spirali…<br />
Lì, ad un tavolo, un uomo attende…</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>II Il Matto</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nulla sappiamo dei Tarocchi originali. Eliphas Lévi li immagina come carte di origine ebraica riproducenti i <em>Theraphim</em>, cioè i <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simboli</a> ideografici e geroglifici attraverso i quali i sacerdoti di Gerusalemme interrogavano gli oracoli;  a favore di questa tesi giocano diversi elementi, numerici (la corrispondenza dei 22 Arcani Maggiori con le lettere dell’alfabeto ebraico) e formali.<br />
Un’origine dei Tarocchi originali nell’antico Egitto non è precisamente documentata, ma Israele è uscita, un tempo,  da Mizraim e vi è chi ha scritto come una sapienza antica avesse individuato nel popolo di Mosè il veicolo ideale per preservare, alzare sull’umanità quanto era già contenuto nel monoteismo solare egizio e non poteva in quel luogo e in quella forma resistere a nuovi tempi: il culto dell’una  e suprema Luce, il Divino.<br />
Nelle carte rinascimentali giunte sino a noi contempliamo un adattamento di <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simboli</a> ideografici di un linguaggio non più comunicabile, il loro piegarsi  verso la figurazione e le infinite contaminazioni che ne conseguono quale unico modo per poter sopravvivere, pagando il prezzo di una incalcolabile perdita di potere.<br />
Uno dei testi più completi in argomento è <em>I Tarocchi</em> di Oswald Wirth.<br />
Ho sempre ritenuto Wirth, anche nei suoi contributi di divulgazione massonica, poco più che un ottimo compilatore.<br />
Il testo fornisce tutto quanto occorre sapere sui Tarocchi, ma nella parte libera, l’interpretazione degli Arcani Maggiori, Wirth sbaglia a mio parere in molti punti e particolarmente trattando il Matto.<br />
Le corrispondenze individuate nel suo lavoro (alfabetiche, sefirotiche, astrologiche, alchemiche, solo alcune un poco forzate) sono analizzate con verità e precisione ma non aiutano in modo completo a rispondere alla domanda centrale, relativa al Matto e alla sua Verità.<br />
Torniamo ora per un attimo in quel locale di Bucarest.<br />
Passiamo la soglia che è tracciata a terra, tra due pavimenti, quello nuovo e l’antico fatto di riquadri di marmo dalle giunture sconnesse,  forse tra due tempi, avviciniamoci a quel tavolo.<br />
Accettiamo come P. l’invito a  “guardare un poco dentro le cose”, riceviamo Il Matto, guardiamo la carta smaltata:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il numero</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il numero del Matto è lo zero, ma è indicato come il ventiduesimo ed ultimo Arcano Maggiore.<br />
Egli sta ad un tempo dopo Il Mondo, al ventunesimo posto, e prima del Bagatto, il grande illusionista, l’organizzatore di Maya. Lo zero, cerchio vuoto senza punto centrale, è il <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolo</a> dell’allume, il sale alchemico dei filosofi, ciò che è prima della formazione e dopo la dissoluzione di ogni realtà materiale, il Nulla che è Tutto.<br />
Il Matto è dunque e dichiaratamente la figura centrale del sistema e non è possibile, come fa Wirth &#8211; che ha probabilmente  in mente  Massoni di buoni costumi e moralmente perfettibili &#8211; ridurlo ad una realtà psicologica con cui nulla ha a che fare.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il sentiero</em></p>
<div id="attachment_2186" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788879447010"><img class="size-medium wp-image-2186" title="i-tarocchi" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/i-tarocchi.jpg" alt="Fernanda Nosenzo Spagnolo, I tarocchi" width="200" height="281" /></a><p class="wp-caption-text">Fernanda Nosenzo Spagnolo, I tarocchi</p></div>
<p style="text-align: justify;">La caduta figurativa dei Theraphim genera una contaminazione infinita, l’immagine del Matto circola in un serie numerosa di varianti storiche: noi dobbiamo comprenderle, scommettere sulla loro verità, accettarne alcune e rifiutarne altre.<br />
Il Matto percorre un sentiero, di cui nulla sappiamo se non che esiste, ed è una  Via.<br />
L’immagine di confusi cespugli fioriti,  o di un fiore a campana (un tulipano?) esausto e tuttavia ancora vivo e colorato in corrispondenza del Matto, là dove il suo sangue imbeve il suolo è ricorrente e fondamentale: nel luogo dove lui ora è, dove è ferito, dove presto non sarà più perché il suo cammino continua, avviene comunque qualcosa.<br />
L’”inesistenza intellettuale e morale”  del Matto, la sua “incoscienza ed irresponsabilità” , il suo non sapere chi essere e dove andare postulati da Wirth sono solo psicologismi, non contano, non esistono, non colgono il centro: egli produce frutti, qualunque essi siano proprio dove il suo essere viandante ferito incontra il tempo, la terra.<br />
P. ricorda nella carta che gli viene mostrata il fiore al suolo come un giglio  od un loto: fosse questa l’immagine che precede ogni altra nel gioco delle contaminazioni?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il cane</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il Matto è azzannato alla radice della coscia sinistra, come l’uomo incappucciato che viene attaccato dal cane nero di Phersu nella Tomba degli Auguri.<br />
La coscia sinistra è spesso individuata come una delle porte del corpo verso lo sconosciuto, il profondo, quella parte dello spirituale che ha a che fare con la materia e la sua gravità, le sue colpe profonde e ben aldilà di qualsiasi psicologismo e la sua possibilità di Redenzione, verso la forza distruttiva, in quel luogo dove la via sinistra, la via antidivina, è così vicina, dei piani inconsci e mentali.<br />
La coscia di Zues genera Dioniso lacerandosi.<br />
In alcune figure derivate Il Matto è azzannato al polpaccio, mentre egli  deve essere colpito alla coscia, vicino al centro sessuale, al luogo che la Sephirah <em>Yesod </em>(Fondamento e Verità) occupa nel corpo umano, nel vortice del <em>chakra </em>Muladhara,  il chakra che  governa il rapporto tra Anima e mondo materiale.<br />
L’animale che lo attacca non può che essere un cane, animale demoniaco e insieme psichicamente  schiavo dell’uomo e per lui pronto, senza requie,  ad ogni cosa.<br />
La trasformazione del cane in lince o felino (la cui rapidità parla di una punizione immediata, la cui vista acuta contrasta con la presunta cecità, il viso alle nuvole, del Matto,  e sa vedere le colpe da lui incarnate e  il  nulla del destino  che lo attende) non è che un impoverimento, un  adattamento ad una lettura di tipo psicologico dell’Arcano.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>La figura</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il Matto indossa una giubba ed un turbante multicolori, iridescenti.<br />
Tutto lo vive e lo attraversa,  niente lo ferma e lo definisce, portare tutto questo è un destino.<br />
La cintura dorata a placche è normalmente intesa come la collana dell’insieme dei <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simboli</a> zodiacali che cinge la vita del Matto determinandone l’apertura ad ogni influsso, lo smarrimento, la follia.<br />
In alcune figure più recenti e spurie la collana zodiacale è tra le mani del Matto e viene srotolata e ostesa senza contatto con il suo corpo  come a dire: ecco la mia follia, essa sta nell’influsso di tutte le stelle.<br />
Io credo sia possibile un’altra lettura della cinta d’oro, credo che essa debba intendersi come il residuo simbolico e figurativo, fissatosi poi nel tempo  in semplice collana zodiacale &#8211; per la facilità di corrispondenza con una lettura psicologica dell’Arcano, per l’impossibilità di mantenere compiutamente una immagine così estrema e così perduta &#8211; di uno scudo magico, simile a quello degli Urim e Thummim del pettorale del Sommo Sacerdote di Gerusalemme.<br />
Pietre di luce cangiante stavano  incastonate sulle dodici placche del pettorale del Sommo Sacerdote;  poi, forse dalla  prima distruzione del Tempio, vi furono incisi i Theraphim.<br />
Come il fiore ancora vivo al suolo testimonia che il Matto è dispensatore di Spirito, la cinta profetica, il suo pettorale, ci dice che egli può vedere ciò che gli altri non vedono, intuire ciò che va compiuto.<br />
Una cintura puramente zodiacale  non potrebbe avere questa collocazione; le stelle ed i loro <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simboli</a> non possono toccare il corpo umano, parlano ed influenzano dal cielo, il loro ingresso nell’umano avviene dall’alto e nella distanza con un effetto quasi proporzionale a questa; quando l’iconografia del Matto è centrata su questo tema, come già detto, la cintura è infatti allontanata dal corpo, tenuta con entrambe le mani e ostesa verso l’alto.<br />
E’ cosa d’oro, la cosa più preziosa che il Matto, vestito di stracci e semiscalzo, possieda.<br />
E’ lo Spirito.<br />
L’altro bene posseduto è contenuto nel sacco appeso al bastone.<br />
Perché è così piccolo e cosa vi si trova? Vi si trovano i beni spirituali: il bastone che lo porta è infatti simbolicamente di colore azzurro. E’ così piccolo perché ogni grammo di tali beni non può che essere raccolto a prezzi enormi.<br />
Il bastone che porta il sacco, nella quasi totalità delle rappresentazioni, è appoggiato sulla spalla opposta al braccio e alla mano che lo tengono, innaturalmente.<br />
Il camminare è così più difficile, impedito, sbilenco, la postura da folli.<br />
Il senso è chiaro: non solo trovare e conservare questi beni, che sono l’unica cosa che il Matto ritiene di dover portare con sé oltre al potere della cinta profetica,  è fatica lunga e dolorosa:  anche riuscire a portarli con sé nel cammino è impresa  gravosissima.<br />
Il Matto, lontano da ogni semplificazione, da ogni normalizzazione, splende così nella sua Verità e continua il suo cammino.<br />
Questo non terminerà che alla fine del tempo, nell’istante in cui la Manifestazione trasmuterà.</p>
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		<title>La pratica dei chakra</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 12:14:20 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/la-pratica-dei-chakra.html' addthis:title='La pratica dei chakra '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/tradizione-solare48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Tradizione solare" /><br/><p style="text-align: justify;">Il <strong>primo chakra</strong> per l&#8217;uomo occidentale è quello posto <strong>sulla sommità del capo</strong>: è il punto in cui la corrente luminosa che discende dall&#8217;alto entra nel corpo umano e procede  in linea retta attraversando la colonna vertebrale. Il fatto che l&#8217;uomo sia l&#8217;essere che sulla terra si mantiene e procede in posizione eretta è la manifestazione sensibile di questa corrente di luce che scorre in lui e che entra attraverso il primo chakra.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella fisiologia umana si ritrovano le tracce dei misteri più profondi: la parte molle alla sommità del capo nel neonato testimonia questa apertura primordiale, così come l&#8217;&#8221;abbozzo di occhio&#8221; riposto nella parte centrale della fronte è il residuo biologico del terzo occhio mentale.</p>
<p style="text-align: justify;">Si immagini la corrente di luce che scende dall&#8217;alto come una cascata. Essa ha una direzione discendente perché proviene dal cielo luminoso e scende verso il basso, per consolidare l&#8217;azione dell&#8217;uomo nella sua incarnazione terrena: per sostenerlo nella sua battaglia sulla terra in difesa dello Spirito.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando la comunicazione tra lo spirito individuale umano e lo spirito universale divino è attivata allora intorno al capo risplende l&#8217;Aura, la corona di Luce che consente all&#8217;uomo di compiere la sua missione particolare e testimonia il suo esser parte del grande ordine cosmico.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p align="justify">
<p><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=887305644X"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/librodeichakra.bmp" border="0" alt="Judith Anodea, Il libro dei Chakra. Il sistema dei chakra e la psicologia" width="95" height="145" align="right" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dal punto superiore del cranio si irradiano forze che si proiettano verso il basso fino alle estremità degli arti inferiori e dei piedi. Queste forze consolidano il cranio, che è la parte più solida, &#8220;rocciosa&#8221; del corpo umano: mentre le altre ossa sono avvolte dalle fasce muscolari, nella testa è il cranio ovvero l&#8217;elemento osseo ad avvolgere la sostanza più molle del cervello.</p>
<p style="text-align: justify;">Le potenti forze che si irradiano dal primo chakra si irradiano nello scheletro: rendono le ossa forti, tali da sostenere la posizione eretta e l&#8217;azione dell&#8217;uomo sulla terra.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ermetismo occidentale poneva questo primo chakra in relazione con Saturno: il dio primordiale che è alle origini della storia della Terra. Saturno a sua volta è collegato con il piombo, metallo pesante; e animicamente con la memoria: la capacità di rievocare dentro sé ricordi di vicende lontane, anche quelle che non hanno più attinenza diretta con la vita del presente.</p>
<p style="text-align: justify;">Le forze che zampillano da questo primo chakra sono forze che agiscono nell&#8217;elemento del Calore: è il calore dell&#8217;Aura che da mondi superiori si comunica al capo degli uomini. Come una scintilla dello Spirito Santo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per effetto delle forze divine e infuocate del primo chakra prende forma nell&#8217;organismo umano la trama delle ossa dal lato, il caldo sangue dall&#8217;altro, che zampilla dal midollo osseo.</p>
<p style="text-align: justify;">In tal modo l&#8217;uomo consegue la struttura ossea che gli consente di stare in piedi sulla terra e quell&#8217;elemento nel quale si agitano le forze determinanti del suo destino (del suo <em>karma</em>, memoria inconscia di esperienze passate): il sangue.</p>
<p style="text-align: justify;">Si mediti sulla luce celeste che discende nell&#8217;uomo, sul fuoco che si accende alla sommità del capo, sulla colonna che tiene in piedi l&#8217;essere umano, sulla solidità del cranio che manifesta appieno la solidità delle ossa, sul sangue che zampilla dalle profondità interiori delle ossa. Tutte queste meditazioni propiziano lo sviluppo del primo chakra che è il più sublime, il più inavvicinabile, il più prossimo alle potenze del cielo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>secondo chakra</strong> è quello posto <strong>al centro della fronte</strong>: è il chakra fondamentale per l&#8217;uomo di tipo europeo-occidentale che percepisce la sua coscienza essenzialmente nella testa, laddove si elaborano i pensieri logici e dove si accende la coscienza lucida di veglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il chakra della fronte è il terzo occhio: posto tra i due occhi visibili, esso è l&#8217;occhio della mente: irraggia meravigliosamente di bianco-luce, di giallo-dorato, di verde-smeraldo. Sfolgora quando viene compresa una verità profonda, o quando si assume una decisione. Uno dei suoi <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simboli</a> è la croce rotante: e non è solo un <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolo</a>. Effettivamente, i due raggi di questo chakra roteano al centro della fronte, quando la mente è sveglia, attiva. Roteando i due raggi della chakra, nel centro della fronte si sprigiona una luce: è la luce che si libera dalla individualità spirituale dell&#8217;uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Io Sono&#8221;, &#8220;Io Sono Luce&#8221; sono formule di meditazione che suscitano l&#8217;attività del secondo chakra. Ovviamente non devono essere solo parole dette in astratto. IO SONO meditato intensamente significa:</p>
<p style="text-align: justify;">io sono un essere cosciente e penso con chiarezza ogni mio pensiero, progetto con calma e lucidità ogni mia azione. IO SONO LUCE ha un significato più profondo;  meditata intensamente l&#8217;espressione significa: io sono un essere venuto sulla terra per compiere una missione positiva, per prendere parte alla grande battaglia della Luce contro le Tenebre. Ovviamente questa formulazione non deve portare a nessuna esaltazione: la missione deve essere qualcosa di concreto che si può fare, anzi che si sta già facendo. Chi pensa che la propria missione sia &#8220;aiutare l&#8217;umanità&#8221;, &#8220;portare la pace nel mondo&#8221; e altre amenità è fuori strada&#8230;. La missione deve essere concreta: chi tiene in ordine una casa, chi pulisce un quartiere, chi compie il proprio dovere concreto, contribuisce molto di più all&#8217;evoluzione dell&#8217;universo di quei conferenzieri che proclamano l&#8217;amore universale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il chakra della fronte è stato riccamente descritto dai testi dottrinali di Yoga in India. Quelle descrizioni sono interessanti anche per l&#8217;uomo occidentale e ricche di indicazioni operative.</p>
<p style="text-align: justify;">Il chakra della fronte si lega al suono primordiale OM.</p>
<p style="text-align: justify;">Il &#8220;fiore&#8221; che simboleggia questo chakra è bianco: come il colore della Luna che riflette la luce del Sole &#8211; esattamente come la mente &#8220;riflette&#8221; le Idee che ordinano il cosmo. Il bianco è anche il colore della sostanza spermatica.</p>
<p style="text-align: justify;">La figura che rappresenta il chakra è il triangolo rovesciato. Questo triangolo rovesciato è chiamato Yoni dagli Hindu: la Yoni è la vagina, la matrice della vita. Come la donna è fecondata e &#8220;concepisce&#8221; il bambino, così la mente dell&#8217;uomo fecondata dagli impulsi dello Spirito concepisce le idee, le invenzioni, i progetti sociali e storici, le forme dell&#8217;arte e della poesia. La purezza della mente trova dunque il suo corrispettivo mitologico nella purezza delle Dee Vergini e Madri che concepiscono il Fanciullo Divino.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;interno del triangolo rovesciato gli Hindu raffigurano appunto un fallo che esprime la potenza creatrice della mente umana. La capacità che hanno gli uomini di generare non solo attraverso la riproduzione biologica secondo le leggi di natura, ma anche attraverso la creazione delle forme dell&#8217;arte, dello Stato, della sapienza.</p>
<p style="text-align: justify;">Sopra il fallo  è collocato il punto che risplende della potenza di diecimila Soli: è il punto di consapevolezza assoluta in cui si concentra l&#8217;asceta.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;immagine del chakra rientra anche la forma della mezzaluna: la falce di luna argentata della sostanza cerebrale riceve le illuminazioni del terzo occhio, esattamente come la luna in cielo risplende di notte della luce riflessa del Sole.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine la folgore. Il chakra della fronte sfolgora, libera la stessa elettricità che è sprigionata da un fulmine che squarcia l&#8217;oscurità della notte. La forza folgorante del chakra è la forza che si attiva nella concentrazione del pensiero.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;ermetismo, il centro della fronte veniva associato a Zeus, il grande Signore degli Dei, <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolo</a> della intelligenza sovrana che ordina il cosmo. La folgore era un classico attributo della sovranità del Dio Padre Celeste.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella serie delle corrispondenze tra il cosmo e il microcosmo umano, l&#8217;accensione di una idea nella mente dell&#8217;uomo corrisponde all&#8217;apparizione della folgore, ad una scarica di elettricità in cielo.</p>
<p style="text-align: justify;">La forza sfolgorante del terzo occhio si trasmette ai due occhi visibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli esercizi di concentrazione, di meditazione, di contemplazione, gli esercizi di <a title="liberazione delle facoltà" href="http://www.centrostudilaruna.it/liberazionedellefacolta.html">liberazione delle facoltà</a> propiziano lo sviluppo di questo chakra.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta che il centro della fronte è attivo, l&#8217;uomo diventa più sveglio, più consapevole di ciò che gli capita intorno e anche degli eventi sottili che si inseriscono con discrezione nella trama dell&#8217;esistenza sensibile.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;uomo comincia gradualmente a diventare sveglio anche in quelle condizioni di coscienza che di solito sono consegnate alla incoscienza e all&#8217;oblio di sé. Quando il terzo occhio si apre, può accadere che durante i sogni  la coscienza abbia un improvviso sussulto e si accorga di sé, destandosi nella dimensione di sogno: quella dimensione in cui si tessono le energie profonde, in cui si anticipano gli eventi del futuro. I sogni diventano allora profeti e messaggeri.</p>
<p style="text-align: justify;">Il centro della fronte è connesso a due ghiandole fondamentali: l&#8217;ipofisi e l&#8217;epifisi. La scienza occidentale da qualche tempo sta cominciando ad approfondire il funzionamento di questi organi che reggono il tono, gli umori, gli equilibri dell&#8217;organismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando è attivo e luminoso, il centro della fronte agisce sulla stessa vita fisica dell&#8217;organismo incentivandone le forze, donando salute e soddisfazione psichica.</p>
<p style="text-align: justify;">Come il primo chakra, anche il secondo chakra posto al centro della fronte irradia i suoi influssi dall&#8217;alto verso il basso nell&#8217;organismo, e in particolare plasma le forme cartilaginose dell&#8217;organismo e gli organi interni.  Nel bambino, il centro della fronte elabora le circonvoluzioni del cervello creando la base fisica per l&#8217;incarnarsi dei pensieri, dirige inoltre la crescita, col passare degli anni plasma i muscoli e l&#8217;attività chimica che è alla base dei loro movimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Se il centro della fronte avesse un pieno funzionamento non interdetto da alcun ostacolo, gli uomini sarebbero esattamente come quelli raffigurati dalle statue della scultura greca. La meravigliosa statuaria greca rappresenta appunto l&#8217;archetipo dell&#8217;umanità perfetta. Se si guarda con attenzione i volti di quelle statue si può intuire quale sia l&#8217;effetto fisico e il pieno dispiegarsi dell&#8217;azione del centro della fronte sull&#8217;organismo umano.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma anche in corpi meno sublimi comunque si ravvisa l&#8217;effetto dell&#8217;azione ordinatrice del terzo occhio. Come l&#8217;Intelligenza Divina ordina il cosmo, così l&#8217;intelligenza spirituale irraggiata dall&#8217;Occhio della Mente ordina e regge il composto umano. Il chakra della fronte corrisponde a ciò che in termini filosofici gli Stoici antichi chiamavano l&#8217;&#8221;Egemonikon&#8221; &#8211; ovvero sia il &#8220;Sovrano&#8221; di quella realtà complessa &#8211; a volte anche contraddittoria &#8211; che è l&#8217;umano.</p>
<p style="text-align: justify;">Il terzo chakra è quello che irradia dalla <strong>gola</strong>, emanando cerchi concentrici nell&#8217;etere.  Il chakra della gola è legato alla Parola: la parola che è forza magica primordiale. Secondo le tradizioni religiose, al principio dei tempi la parola di Dio o degli Dei risuono nell&#8217;immenso spazio concavo e buio dell&#8217;universo. I primi fonemi come germi di tutte le cose, vibrando e risuonando nell&#8217;immensità, pongono le cause prime delle realtà fisiche. Il Logos Divino è all&#8217;origine della manifestazione cosmica, della creazione: le Idee primordiali contenute nella Intelligenza Divina primordiale, irrompono con forza nel mondo; esattamente come i pensieri nascosti nella mente dell&#8217;uomo si esprimono e acquistano vita concreta, quando l&#8217;uomo li comunica attraverso la parola articolata, attraverso cioè una armoniosa vibrazione della propria laringe.</p>
<p style="text-align: justify;">La parola primordiale vibrante nell&#8217;immensità è come il seme maschile che feconda la donna. Il suono che si espande nel cosmo è una forza prorompente che guadagna il suo spazio, abbattendo ogni ostacolo.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;antico ermetismo collegava il chakra della gola alla figura di Marte, il dio maschile per eccellenza: sposo di Venere. Nella fase della pubertà, l&#8217;abbassarsi della tonalità della voce segna il differenziarsi del sesso maschile dall&#8217;elemento indistinto (e tendente al femminile) dell&#8217;infanzia.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em></em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em> <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8845182355"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/chakracentrisottili.bmp" border="0" alt="Gabriella Cella Al-Chamali, Chakra. Centri sottili dell'energia vitale" width="95" height="130" align="right" /></a> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Il centro della gola ha la duplice funzione di emanare la parola individuale, ma anche di collegare l&#8217;uomo con il Logos Kosmico, con i pensieri-seminali che sono radice di ogni cosa. Quando il centro della gola è ben sviluppato la voce dell&#8217;uomo risuona melodiosa, aggraziata, potente, persuasiva; e nello stesso tempo le facoltà percettive interiori sono sintonizzate con il Logos, con la frequenza che risuona negli spazi cosmici ricreando a ogni istante la vita universale.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni testi particolarmente sacri della Tradizione Spirituale dell&#8217;umanità agiscono potentemente sul chakra della laringe: la lettura (silenziosa o anche a voce alta) di questi testi suscita l&#8217;attività del chakra. Il centro della gola si corrobora, comincia a emanare una vibrazione che l&#8217;individuo avverte come un misterioso <em>sapore di ferro.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Anche per questo centro vi è una meditazione chiave: LA LUCE E&#8217; VITA &#8211; LA VITA DELLA LUCE E&#8217; IN ME.</p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna avvertire come la parola sia uno strumento magico, la Parola Divina  vibrante nella immensità proietta nell&#8217;universo i suoni che sono i germi di ogni vita. Le parole di incoraggiamento che il padre e la madre rivolgono al bambino riproducono in piccolo l&#8217;effetto creativo che il Logos suscita negli spazi stellati.</p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna impegnarsi affinché le proprie parole portino sempre nel mondo luce, vita, vittoria sugli ostacoli, incoraggiamento. Ovviamente bisogna dire la verità: pensare il vero, e dire ciò che si è pensato con chiarezza. In tal modo la nostra parola vibra all&#8217;unisono con il grande Pensiero Kosmico.</p>
<p style="text-align: justify;">La formula di meditazione ESSO PENSA (riferita all&#8217;Intelligenza Kosmica che regge il mondo e risuona come Logos) è ugualmente efficiente per far ruotare questo chakra.</p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna immaginare il suono come una forza che si espande, che conquista gli spazi esteriori in onde sempre più vaste di amplificazione. Le forze che si espandono dal chakra del cuore da un lato irradiano nel sangue giovando al processo di formazione dell&#8217;emoglobina, all&#8217;arricchimento del sangue con ferro; dall&#8217;altra irradiano nella parola articolata, nella forza espressiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Il movimento è il suono hanno un collegamento sottile. Il suono è vibrazione dunque è movimento che si amplifica nell&#8217;etere. Immaginiamo un lanciatore di giavellotto: egli compie una serie di gesti energici, &#8220;marziali&#8221;. Impugna l&#8217;asta, prende la rincorsa, compie un forte scatto del braccio, lancia l&#8217;attrezzo. Il giavellotto scagliato in avanti acquista velocità e col suo movimento conquista lo spazio, poi quando si conficca in terra il movimento si arresta e il giavellotto vibra, produce una vibrazione che può essere percepita come suono.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;uomo la parola articolata esprime la forza del pensiero. Negli animali invece i suoni prodotti dalla laringe esprimono i moti animici dettati dagli impulsi. Anche in questo caso il suono esprime un moto interiore di uno spirito animale.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti i chakra sono collegati al Sole. In particolare il <strong>chakra del cuore.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I chakra sono raffigurati come ruote che volgendo su se stesse si illuminano: una raffigurazione che ricorda da vicino il disco solare.</p>
<p style="text-align: justify;">I chakra sono anche rappresentati come fiori che aprono i loro petali sotto l&#8217;influsso della corrente di luce.</p>
<p style="text-align: justify;">La meditazione interiore sul Sole agisce direttamente sullo sviluppo del chakra del cuore: in particolare la meditazione del <a title="Sole di mezzanotte" href="http://www.centrostudilaruna.it/revisione-della-giornata-e-sole-di-mezzanotte.html">Sole di Mezzanotte</a>, compiuta al momento di addormentarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">In verità la stessa luce del Sole fisico, se accolta con un sentimento di devozione, con un atto di percezione pura, produce effetti benefici sui chakra: soprattutto nella sua ascesa mattutina, il Sole agisce sul chakra della fronte e gli imprime una immediata rotazione. Per effetto di ciò, una corrente di luce scende dalla fronte fino al cuore che comincia a battere distintamente e a irraggiare come un piccolo Sole nell&#8217;organismo umano. La corrente discende ancora e agisce sul chakra dello stomaco, accendendo il fuoco dei processi metabolici. Scendendo ancora, agisce sul chakra dei genitali &#8211; legato all&#8217;elemento dell&#8217;Acqua &#8211; e qui produce un ondata di vitalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cervello dell&#8217;uomo è composto da una sostanza bianca-lunare: come la Luna il cervello fisico dell&#8217;uomo riflette gli impulsi che provengono dal Sole fisico (che illumina gli oggetti esteriori percepiti dai sensi) del Sole animico (che irradia dal centro del nostro sentire, il cuore), dal Sole Divino (quello che si manifesta nelle grandi tradizioni religiose sotto forma di divinità luminose: Ra, Mithra, Apollo&#8230;).</p>
<p style="text-align: justify;">Dal cuore irraggia una corrente che sale fino al capo, illuminando i chakra che rendono la nostra coscienza più chiara, più lucida, e una seconda corrente che scende fino ai chakra più bassi, legati alla vitalità e agli impulsi profondi; creando così una situazione di equilibrio tra le due aree della nostra personalità. Tale equilibrio perfetto tra il mentale e il vitale è simboleggiato da quella figura con due triangoli intrecciati che è conosciuta in Occidente come Sigillo di Salomone.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche per il chakra del cuore vi è una formula efficiente: LA LUCE E&#8217; CALORE &#8211; IL CALORE DELLA LUCE DIVENTA AMORE IN ME. Si evoca con questa formula la luce e il calore che irradiano dal cuore umano, il calore del cuore è il calore degli impulsi più nobili, dunque dell&#8217;amore spiritualizzato. Ogni azione nobile nasce appunto dall&#8217;amore per le finalità per quelle azioni: bisogna suscitare nel cuore l&#8217;amore per gli obiettivi più alti della civiltà umana; si accende così un tepore che scalda l&#8217;uomo anche negli inverni più bui della esistenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli Esercizi di Liberazione delle Facoltà attivano le correnti eteriche che sgorgano dal cuore.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine dei sei mesi di intenso esercizio si attiva la corrente eterica che parte dal cuore e si proietta verso le estremità degli arti e della testa intrecciando il Pentacolo: la stella a cinque punte che rinsalda la figura umana in un circuito di forza.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo sviluppo del chakra del cuore alimenta il collegamento sottile tra l&#8217;uomo e il Sole. Il Sole è in effetti un grande cuore cosmico: esso attira a sé tutte le energie del sistema planetario e poi le ridistribuisce purificate fino al pianeta più lontano. In questo grandioso ritmo di attrazione e diffusione troviamo il modello di ciò che nel corpo umano avviene con la circolazione del sangue e con l&#8217;alternarsi di diastole e sistole nel cuore.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel regno minerale, la traccia lasciata dal Sole è l&#8217;Oro: il metallo luminoso. Nell&#8217;essere umano, l&#8217;esercizio assiduo della meditazione e degli Esercizi di Liberazione delle Facoltà fa zampillare dal cuore bagliori dorati che si diffondono in tutto il corpo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=887938225X"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/chakrakundalini.bmp" border="0" alt="John Mumford, Manuale dei chakra e della kundalini" width="95" height="132" align="left" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>chakra dello stomaco</strong> è particolarmente attivo al mattino, quando l&#8217;individuo si risveglia e le forze del metabolismo si rimettono in moto.</p>
<p style="text-align: justify;">Allora si avverte un calore all&#8217;altezza dello stomaco. È l&#8217;effetto del chakra che gli Hindu chiamano Manipura e raffigurano come un triangolo rosso fuoco con ai vertici tre croci rotanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fuoco di questo chakra arde anche quando camminiamo, corriamo,  quando siamo alle prese con una attività che impegni il corpo e la mente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il chakra dello stomaco accoglie le sostanze che ingeriamo e le trasforma in energie per pensare ed agire.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ermetismo antico collegava alla dea Venere questa regione della corporeità sottile: l&#8217;Alma Venus di cui parla il poeta Lucrezio. Colei che alimenta la vita, la fecondità, la potenza della stirpe.</p>
<p style="text-align: justify;">È in questa regione del corpo che peraltro si sviluppa l&#8217;embrione di nuova vita, custodito dalla donna.</p>
<p style="text-align: justify;">Il chakra dello stomaco accoglie dunque le sostanze materiali ingerite, le rielabora con cura e le trasforma in energia. Riceve inoltre il germe vitale  e con esso accoglie l&#8217;incarnazione di un nuovo essere individuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Se nel chakra dello stomaco arde il calore del metabolismo, nel chakra inferiore nella zona dei genitali l&#8217;elemento dominante è l&#8217;Acqua: l&#8217;elemento dei fluidi vitali che eternamente rinnovano la vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Il colore di questo chakra è un azzurro intenso, come quello del mare spumeggiante.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ondeggiante, spumeggiante ambiente marino fu quello in cui germogliò la vita nella sua primordiale evoluzione. Le acque della vita primordiale ancora si celano nella corporeità dell&#8217;uomo: nel fluido fecondatore maschile, nel grembo della donna che avvolge l&#8217;embrione in un caldo mare.</p>
<p style="text-align: justify;">La linfa che rinnova la vita e che conserva in piena salute gli organismi dall&#8217;antico ermetismo fu posta sotto la custodia di Mercurio.</p>
<p style="text-align: justify;">Le forze vitali che scorrono nelle fibre delle piante, che gonfiano i bulbi, che circolano nel sangue umano sotto forma di ormoni sono appunto forze mercuriali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il turgore della vita piena di salute è effetto di un influsso mercuriale. Questo principio spirituale agisce sui processi di guarigione:</p>
<p style="text-align: justify;">per questo il caduceo di Mercurio era il <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolo</a> che contrassegnava le antiche farmacie in Europa. L&#8217;elemento acqueo è quello collegato al corpo eterico: alla sostanza sottile che infonde vita al corpo fisico.</p>
<p style="text-align: justify;">Il chakra più basso, quello posto nella regione del perineo, al punto di congiunzione tra le due gambe è collegato con l&#8217;elemento terra. Esso esprime le forze della materia nella loro forma più solida e concentrata. Il suo <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolo</a> è il quadrato: che appunto esprime la solidità primordiale della materia.</p>
<p style="text-align: justify;">Le parti più basse del tronco umano sono connesse sia alla perpetuazione della stirpe, sia alle espulsione delle sostanze di scarto dell&#8217;organismo. Ad alcuni la vicinanza tra queste due funzioni è apparsa poco poetica: tuttavia anche in questo caso si manifesta una strabiliante analogia tra microcosmo umano e macrocosmo: infatti anche nella terra, il letame &#8211; sostanza di scarto &#8211; serve a concimare la zolla e a renderla ancor più feconda. Quindi si riproduce nell&#8217;ambiente la stessa dualità di funzioni che si manifestano nei chakra più bassi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel <strong>chakra basale </strong>- polarmente opposto al chakra coronale posto alla sommità della testa &#8211; la inconsapevolezza è massima, le forze vitali incoscienti dominano. Qui regna la materia pura e la biologia. Illuminare con la luce della coscienza anche i processi attivati da questo chakra è l&#8217;obiettivo della scienza dello spirito.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre il Sole è connesso al cuore, il pianeta Luna è connesso a questo chakra più basso.</p>
<p style="text-align: justify;">Le corrispondenze tra i chakra è gli elementi cosmici sono queste:</p>
<p style="text-align: justify;">Chakra coronale &#8211; Saturno &#8211; Piombo &#8211; Aura.</p>
<p style="text-align: justify;">Chakra della fronte &#8211; Giove &#8211; Stagno &#8211; Folgore.</p>
<p style="text-align: justify;">Chakra della gola &#8211; Marte &#8211; Ferro &#8211; Etere.</p>
<p style="text-align: justify;">Chakra del cuore &#8211; Sole &#8211; Oro &#8211; Aria.</p>
<p style="text-align: justify;">Chakra dello stomaco &#8211; Venere &#8211; Stagno &#8211; Fuoco.</p>
<p style="text-align: justify;">Chakra dei genitali &#8211; Mercurio &#8211; Argento Liquido &#8211; Acqua.</p>
<p style="text-align: justify;">Chakra basale &#8211; Luna &#8211; Argento Solido &#8211; Terra.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/la-pratica-dei-chakra.html' addthis:title='La pratica dei chakra ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Teoria dei chakra</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 16:24:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tradizione Solare</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un'interpretazione dei chakra quali occultamento degli Dei nel corpo dell'uomo, secondo gli orientamenti di Tradizione Solare]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/teoria-dei-chakra.html' addthis:title='Teoria dei chakra '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/tradizione-solare48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Tradizione solare" /><br/><p><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=887938225X"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/chakrakundalini.bmp" border="0" alt="John Mumford, Manuale dei chakra e della kundalini" width="95" height="132" align="left" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La via spirituale dei nostri giorni consiste nello sviluppare i centri vitali-spirituali che sono disposti lungo la colonna vertebrali, quelli che gli Hindu chiamano i Chakra.</p>
<p style="text-align: justify;">Il chakra è un centro che irradia luce e energia. La tradizione li descrive come ruote dai molteplici raggi o anche come fiori che si schiudono.</p>
<p style="text-align: justify;">Ai chakra si associano <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simboli</a> divini, suoni. Attivando i chakra il corpo umano diventa la porta attraverso la quale si manifestano nel mondo fisico quelle energie primordiali che reggono il cosmo.</p>
<p style="text-align: justify;">I chakra reggono anche la salute fisica e le capacità intellettive dell&#8217;essere umano individuale. L&#8217;irradiazione dei chakra fa risplendere l&#8217;Aura che avvolge il corpo umano.</p>
<p style="text-align: justify;">La via dell&#8217;uomo occidentale consiste nel comprendere in che modo i suoi chakra si attivano, cominciano a roteare e a irradiare luce.</p>
<p style="text-align: justify;">Molte descrizioni dei chakra sono barocche, piene di riferimenti esotici. Come in una jungla lussureggiante, il discepolo deve muoversi evitando di smarrire il sentiero giusto. L&#8217;obiettivo principale però è capire in che modo i chakra agiscono nella corporeità sottile dell&#8217;uomo: i chakra sono come chiavi. Dunque quali stanze aprono? Quali energie attivano e quali conoscenze concedono?</p>
<p style="text-align: justify;">Nei tempi più antichi le forze divine che reggono il cosmo si manifestavano nel cosmo esteriore, nella stessa natura che appariva incantata e ripiena di spirito.</p>
<p style="text-align: justify;"><em></em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em> <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8845182355"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/chakracentrisottili.bmp" border="0" alt="Gabriella Cella Al-Chamali, Chakra. Centri sottili dell'energia vitale" width="95" height="130" align="right" /></a> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso della evoluzione umana, il rapporto con queste forze è cambiato: esse non si percepiscono più o non tanto nel cielo stellato, nel mare in tempesta, nella terra feconda, nel vento; ma appunto cominciano ad essere avvertite più profondamente nei chakra. Come dire: nella interiorità umana.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;uomo diventa ripieno di Dei, così come in tempi arcaici la Natura era piena di forze divine, prima che gli oracoli ammutolissero e la voce di Pan smettesse di risuonare nel vento.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo grande cambiamento si verifica simultaneamente in Oriente e in Occidente: in Oriente compare lo Yoga, che concentra l&#8217;asceta nella luce della consapevolezza interiore. E appaiono i testi dottrinali dello Yoga Tantrico che mostrano come si distribuiscono lungo i chakra quelle forze divine che prima si percepivano nella natura incantata:</p>
<p style="text-align: justify;">Bhrama, il dio creatore della materia, nel chakra più basso, nel punto di congiunzione delle gambe.</p>
<p style="text-align: justify;">Vishnu, il dio conservatore dell&#8217;ordine cosmico, nel chakra dei genitali, laddove il fluido spermatico rinnova la vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Rudra, il dio distruttore, all&#8217;altezza del chakra dello stomaco, dove il fuoco del metabolismo brucia gli alimenti trasformandoli in energie per il corpo fisico.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Ista Devata, ovvero la divinità personale, alla quale il fedele si rivolge con un moto ardente di devozione e di assoluta identificazione, ovviamente nel chakra del cuore, la parte più intima della personalità umana.</p>
<p style="text-align: justify;">Shiva nelle sue forme sempre più metafisiche nei tre chakra superiori della gola, della fronte e del capo, laddove per l&#8217;orientale si realizzano condizioni sempre più alte e consapevoli di unione con il Divino, al di là di ogni apparenza terrena.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche in Occidente, parallelamente, si sviluppa la scienza ermetica: quella scienza che poi si è tramandata come Alchimia, che collega gli stessi centri vitali ai nomi dei sette spiriti planetari, ovvero agli antichi Dei.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla sommità del capo: Saturno.</p>
<p style="text-align: justify;">Al centro della fronte: Giove.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;altezza della gola: Marte.</p>
<p style="text-align: justify;">Al centro del cuore: Sole-Apollo.</p>
<p style="text-align: justify;">Al centro dello stomaco: Venere.</p>
<p style="text-align: justify;">Al centro dei genitali: Mercurio.</p>
<p style="text-align: justify;">Al centro basale: Luna.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella astrologia questi &#8220;pianeti&#8221; hanno conservato traccia della loro potenza originaria. Quando ad esempio si parla di influsso di Giove, di passaggio del Sole in un segno, di congiunzione di Venere con altri pianeti. Nello sviluppo dei chakra si tratta di vivere dentro di sé le forze che sono collegate a questi pianeti, di farle proprie e di esprimerle nel corso della propria esistenza terrena, allor quando vi sia l&#8217;esigenza.</p>
<p style="text-align: justify;">In tal modo ciò che prima si squadernava nell&#8217;universo intero e nella natura incantata, ora si concentra nella figura dell&#8217;uomo. Tutte le forze confluiscono dentro lui, sol che egli sappia riconoscerle permettendo ad esse di esprimersi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p align="justify">
<p><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=887305644X"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/librodeichakra.bmp" border="0" alt="Judith Anodea, Il libro dei Chakra. Il sistema dei chakra e la psicologia" width="95" height="145" align="right" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Gli uomini arcaici percepivano forze divine nella luce del giorno e nella tenebra avvolgente della notte, nel vento, nella potenza delle tempeste e delle onde. I loro sensi percepivano le realtà fisiche e nello stesso tempo la loro immaginazione coglieva l&#8217;elemento animico che si celava dietro queste realtà. Un po&#8217; come quando noi vediamo una persona arrossire in volto e cerchiamo di comprendere lo stato d&#8217;animo che è alla radice di quella variazione sanguigna.</p>
<p style="text-align: justify;">Il graduale sviluppo dell&#8217;intelletto, nell&#8217;epoca in cui in Occidente  sorsero le civiltà della Grecia e di Roma, distaccò l&#8217;uomo dalla percezione di queste potenze profonde del cosmo.</p>
<p style="text-align: justify;">Mano a mano che l&#8217;intelletto logico prendeva il sopravvento sulla immaginazione creatrice di miti, e i filosofi si sostituivano ai poeti, le immagini possenti degli Dei, con la loro splendida corporeità eterica, svanivano: diventavano astrazioni, simboli di concetti astratti. Alla fine tendevano accorparsi in un&#8217;unica realtà indistinta. Ecco nascere il monoteismo.</p>
<p style="text-align: justify;">La psiche dell&#8217;uomo arcaico percepiva tante immagini di Dei. La mente dell&#8217;uomo antico coglie il Divino Unico. Presso le genti del Nord era il Sole ad essere il <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolo</a> fisico di questa Divinità che tutto abbraccia ed include in sé, presso le genti del deserto era la Luna. Il Pantheon a Roma, la Cupola della Moschea nei deserti simboleggiano queste due diversi punti di vista.</p>
<p style="text-align: justify;">Parallelamente avvenivano due processi: nel mondo esterno e nel mondo interno. Il mondo esterno appariva dominato da un&#8217;Unica Divinità, nel mondo interiore invece si sviluppava la sfera della individualità, la coscienza interiore che si afferma sulle altre potenze dell&#8217;anima.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei tempi antichi l&#8217;Oracolo del Dio Apollo ammoniva i devoti con la formula &#8220;Conosci te stesso&#8221;. Questa formula della conoscenza di sé sarebbe divenuta la massima fondamentale di Socrate e dei filosofi stoici; in Oriente la consapevolezza interiore era  l&#8217;obiettivo fondamentale dello yogin indiano come del taoista e del confuciano in Cina.</p>
<p style="text-align: justify;">In seguito, quando ai filosofi succedono gli scienziati della natura il cui unico criterio di conoscenza è il pesabile-numerabile-misurabile,la stessa percezione del Dio Unico Onnipotente si offusca. Ora è l&#8217;individuo umano che sperimenta la solitudine cosmica, esiliato nel mondo della materia senza l&#8217;aiuto diretto &#8211; se non in casi eccezionali &#8211; delle potenze superiori. Così al monoteismo succede l&#8217;ateismo, che ha anche esso una sua giustificazione del divenire spirituale dell&#8217;uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma gli antichi Dei si erano occultati nel corpo umano. Nascosti nell&#8217;inconscio dell&#8217;uomo essi ancora agiscono. Per risvegliarne in maniera calma ed equilibrata la potenza occorre sviluppare i Chakra: il loro movimento rotatorio sprigiona un vortice di luce che consente alle forze creatrici divine di manifestarsi a nuovo nel mondo attraverso l&#8217;azione cosciente dell&#8217;uomo.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/teoria-dei-chakra.html' addthis:title='Teoria dei chakra ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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			<coop:keyword><![CDATA[I centri vitali dell'uomo: Chakra]]></coop:keyword>
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		<title>Correnti del Cielo e della Terra</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 17:07:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tradizione Solare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forze del cosmo]]></category>
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		<description><![CDATA[La luce che illumina il mondo deve risplendere nei pensieri dell’uomo, irraggiando nel suo capo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/correnti-del-cielo-e-della-terra.html' addthis:title='Correnti del Cielo e della Terra '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/tradizione-solare48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Tradizione solare" /><br/><p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1414" style="margin: 10px;" title="correnti3" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/correnti3-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" />L’essere umano posto in posizione eretta collega con la sua altezza il cielo e la terra: il suo capo si immerge nella luce del cielo, i suoi piedi poggiano sulla solida terra.<br />
Egli è figlio delle Stelle e nello stesso tempo è tenuto alla fedeltà alla Terra.<br />
La luce che illumina il mondo deve risplendere nei pensieri dell’uomo, irraggiando nel suo capo.<br />
La materia solida che si estende sotto i suoi piedi, risuona quando egli la percuote per muoversi, per agire, per realizzare i propri progetti.</p>
<p style="text-align: justify;">Due correnti scorrono dall’alto verso il basso, dal basso verso l’alto.<br />
La mattina appena svegli, quando ci alziamo e usciamo dalle nostre abitazioni, il Sole che si leva irradia il nostro capo, fa ruotare il <em>chakra </em>della fronte e spazza via ogni sonnolenza. Questa corrente di luce apportatrice di chiari pensieri scende dalla sommità del capo in direzione della laringe e illumina anche il <a title="chakra del cuore" href="http://www.centrostudilaruna.it/liberazionedellefacolta2.html"><em>chakra </em>del cuore</a>: quest’ultimo dentro di noi irraggia come un piccolo Sole e riempie l’organismo intero di splendore dorato. La corrente prosegue in linea retta, infiammando il <em>chakra </em>dello stomaco, che agisce sul metabolismo, sul fuoco delle mescolanze che avvengono nello stomaco, laddove le sostanze alimentari ingerite vengono trasformate in energie disponibili. Infine giunge agli organi genitali, dove si producono le energie più profonde legate al sostentamento e alla perpetuazione della vita.<br />
Quel sentimento di devozione che ogni uomo nobile prova per il cielo mattutino illuminato dal Sole è il segno esteriore dell’attivarsi della corrente che scende in linea retta dall’alto verso il basso: se non scorresse ogni giorno 	questa corrente l’uomo si piegherebbe verso terra, come un animale, smetterebbe di pensare,  perderebbe la sua posizione eretta e la sua dignità di figlio delle stelle.</p>
<p style="text-align: justify;">§ § §</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-1415" style="margin: 10px;" title="geyser" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/geyser-255x300.jpg" alt="" width="255" height="300" />Vi è poi una seconda corrente che agisce maggiormente sulle forze di volontà: essa sale dalle profondità della terra, dove agisce  la gravità terrestre insieme a tutte le altre forze che animano il pianeta.<br />
Dalla terra salgono forze che avvolgono le gambe e gli arti, infondono energia.<br />
Per attirare queste forze non bisogna fare vita sedentaria e non bisogna essere pigri.<br />
Coloro che amano fare lunghe escursioni nel verde della natura entrano in sintonia con le energie che salgono dalla terra. Essi ne ricevono forza per affrontare gli impegni della vita quotidiana ed anche un senso di generale benessere. Il corpo fisico dopo aver superato le resistenze della pigrizia con una lunga marcia vive in uno stato di felicità interiore, quella felicità che inutilmente cercano coloro che si stordiscono con piaceri artificiali.<br />
Quando in inverno la terra è fredda e il cielo trasmette solo una pallida luce, ugualmente dal sottosuolo si trasmettono forze che irrorano i polpacci e le gambe.  È come se le gambe che camminano continuamente si inserissero in uno stivale di forze eteriche.<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-1416" style="margin: 10px;" title="vulcano" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/vulcano-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" />La corrente che sale dalla terra agisce con particolare intensità sull’ultimo <em>chakra </em>collocato nel punto di convergenza delle gambe: il <em>chakra </em>dell’elemento terra, ma come un onda di energia sale progressivamente ritraendo in dentro la pancia, tonificando i muscoli pettorali, giungendo alla gola e concentrandosi in un punto al centro della fronte.<br />
Si può meditare sulle due correnti evocando anche i colori che irradiano dalle varie regioni eteriche del corpo. La corrente di luce che scende dal cielo diurno irraggia sulla aura azzurra del capo, scende nella gola animando il colore verde, si diffonde nella regione del cuore nel quale risplende un meraviglioso giallo dorato, diventa più intensa nella regione dello stomaco e degli arti dove brilla un rosso vivace.<br />
La corrente della volontà che sale dalla terra anima i colori in senso inverso: tonifica gli arti e la regione dello stomaco facendoli brillare di rosso, si effonde nella regione del torace illuminandola di oro, sale alla gola con una tonalità fresca di verde, accende nel capo la tonalità dell’azzurro che si lega a una forma di pensiero pura e carica di spiritualità.<br />
Vi sono sentimenti dell’animo che naturalmente attivano le due correnti: il sentimento della origine celeste dell’uomo, la convinzione che l’uomo lungi dall’essere un semplice animale in lotta per la sopravvivenza è un essere concepito negli spazi celesti, attiva la corrente che discende dal Cielo Sovrano.<br />
Il sentimento di fedeltà alla terra, l’amore per la vita nella quale siamo introdotti alla nascita, alimenta la corrente che sgorga dalla Madre Terra.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/correnti-del-cielo-e-della-terra.html' addthis:title='Correnti del Cielo e della Terra ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>I sogni, i morti, il genius</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Sep 2008 16:27:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tradizione Solare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coscienza di sogno]]></category>
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		<description><![CDATA[Le esperienze spirituali associate al sonno secondo gli orientamenti operativi di Tradizione Solare]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/i-sogni-i-morti-il-genius.html' addthis:title='I sogni, i morti, il genius '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/tradizione-solare48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Tradizione solare" /><br/><p><!--[if gte mso 9]><xml> Normal   0   14 </xml><![endif]--><!--  --></p>
<p style="text-align: justify;">Se i sogni sono influenzati principalmente dal corpo eterico essi di solito riflettono le esperienze compiute nei tre giorni precedenti: pensieri, sentimenti, azioni dell&#8217;immediato passato appaiono come su uno specchio deformante.</p>
<p style="text-align: justify;">I sogni che provengono dal mondo astrale hanno un significato più elevato: essi non sono semplici rielaborazioni dell&#8217;inconscio ma portano un messaggio per il presente, un avvertimento per il futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal sogno e da quella fase di estrema ricettività che è rappresentata dal risveglio possono venire allora rivelazioni di nuove dottrine filosofiche e scientifiche, l&#8217;ispirazione per opere poetiche e composizioni musicali, i rimedi per le guarigioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-901" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="2cortona" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/2cortona-189x300.jpg" alt="" width="189" height="300" />Nel mondo astrale le passioni umane si incarnano in forme simboliche con colori intensi: per cui nel sonno ciò che è interiore (le passioni, gli impulsi profondi) si squaderna in uno spazio che ci circonda e si incarna in figure di esseri soavi o di animali o di mostri. Una passione che ci attanaglia può manifestarsi nel sogno come la figura di un cane che si avventa contro di noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma nei sogni più ispirati l&#8217;uomo entra in contatto con i morti e con le gerarchie superiori, a partire dal proprio Genius.</p>
<p style="text-align: justify;">Col passare del tempo si può sviluppare una pratica legata al sonno: la sera prima di addormentarsi porre chiaramente una domanda riguardante ciò che è giusto compiere, ciò che è opportuno fare in relazione alla propria vita; il giorno dopo in quel momento fortemente intuitivo che si lega al dormiveglia può sorgere dalla propria interiorità una risposta. È importante che la domanda sia formulata in maniera aperta, senza porre alternative rigide che quasi suggeriscano in base ai propri desideri una risposta. È importante anche che la domanda non sia posta a partire da interessi grossolani e da avidità. Nel corso della notte, anzi col passare di più notti certi dubbi esistenziali possono sciogliersi e lentamente può maturare una più precisa coscienza di ciò che è giusto e opportuno fare.</p>
<p style="text-align: justify;">Se è vero che l&#8217;addormentarsi corrisponde a un morire, non stupirà sapere che il momento dell&#8217;addormentarsi e quello del risveglio favoriscono una vicinanza spirituale degli uomini con i loro cari defunti. Ad essi stessi in persona si possono rivolgere le domande nel modo che è stato indicato prima.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni notte, nel sonno più profondo, l&#8217;uomo incontra anche il proprio  Genius che gli rivela il contenuto del giorno successivo. E&#8217; importante farsi una immagine del proprio Genius (raffigurarselo in forma precisa, vivace, una forma che scaturisce dalla propria interiorità), in modo da stimolare la coscienza a ricordare il senso dell&#8217;incontro che avviene nel cuore della notte.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="size-medium wp-image-902 alignleft" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="2chakras" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/2chakras-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" />Per la persona che lavora con rigore alla propria formazione il sonno è un alleato prezioso per perfezionare i propri sforzi: se nel corso del giorno si ottenuto &#8220;1&#8243; nello sviluppo delle proprie conoscenze o facoltà d&#8217;azione, il risveglio del giorno dopo porterà un &#8220;1+X&#8221; maturato nella notte.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Io nella concentrazione, nella meditazione si innalza al di sopra del corpo astrale, in una sfera di pace e di silenzio in cui non arrivano le onde delle emozioni, dei sentimenti (i colori e i suoni dell&#8217;astrale).</p>
<p style="text-align: justify;">Attraverso la disciplina spirituale l&#8217;Io dà una forma nuova e più bella al Corpo Astrale, lo purifica e lo rende più nobile.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella notte il corpo astrale distaccandosi dal fisico e dall&#8217;eterico porta nei mondi spirituali le conquiste e gli sforzi realizzati con la disciplina spirituale. Questi sforzi anche quando sono ancora insufficienti vengono premiati dal mondo spirituale e fruttificano.</p>
<p style="text-align: justify;">Al risveglio qualcosa di nuovo si imprime nel corpo fisico-eterico: una qualità nuova, una nuova forza.</p>
<p style="text-align: justify;">Più in generale, tutto ciò che facciamo, tutto ciò che impariamo viene passato nella notte al vaglio. Ogni sforzo di conoscenza viene premiato e ampliato, ma ogni azione o pensiero non nobile lascia la propria cicatrice sull&#8217;anima e sull&#8217;organismo sottile.</p>
<p style="text-align: justify;">Il periodo del sonno corrisponde così al periodo tra due vite: quando la vita precedente genera il Karma, il fato della vita futura.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-903" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="2chakra-del-loto" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/2chakra-del-loto-284x300.jpg" alt="" width="284" height="300" />Alcune persone compiono nel corso della loro esistenza una esperienza strana: essi escono con il corpo astrale e la coscienza lucida di veglia dal corpo, lo osservano dall&#8217;alto, possono anche allontanarsi dal proprio corpo fisico<a name="_ftnref1" href="#_ftn1">[1]</a>. Questa esperienza è l&#8217;ultimo residuo di antiche capacità del corpo astrale di separarsi dal fisico per attingere conoscenze, energie, forze di guarigione. Ma lo stesso distacco avviene in tutti gli uomini la notte con l&#8217;addormentarsi: allora effettivamente il corpo astrale e l&#8217;Io lasciano il corpo fisico-eterico e volano verso mondi superiori, ma la coscienza non li segue. Può accadere tuttavia &#8211; per effetto di una intensa concentrazione, per effetto di un potere conferito da un maestro o per altre ragioni dettate dal karma &#8211; che nel corso della notte ci si svegli nel sogno: non è solo il cosiddetto sogno lucido, nel corso del quale si è consapevoli di vivere nella trama del sogno. È qualcosa di ancora più chiaro e cosciente: la coscienza individuale destandosi nel cuore della notte (o, più frequentemente, nel primo mattina) percepisce le forme e i colori dei <em>chakra</em>, principalmente del <em>chakra </em>posto al centro della fronte. Ha un&#8217;unica intensa percezione che gli rivela appunto l&#8217;arcano splendore di questo organo spirituale.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di addormentarsi ci si può concentrare brevemente sul terzo occhio che si nasconde dietro la fronte. Questo terzo occhio che si schiude quando intorno a noi è tenebra ha il potere di rendere i nostri sogni più significativi, rispondenti a sostanza reale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<hr style="text-align: justify;" size="1" />
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn1" href="#_ftnref1">[1]</a> Gli americani definiscono questa esperienza con la sigla O.O.B.E., <em>Out of body Experiences</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/i-sogni-i-morti-il-genius.html' addthis:title='I sogni, i morti, il genius ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Sviluppo del chakra della laringe</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 21:50:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tradizione Solare</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La pratica del Nobile Ottuplice Sentiero secondo gli insegnamenti di Rudolf Steiner]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/chakralaringe.html' addthis:title='Sviluppo del chakra della laringe '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/tradizione-solare48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Tradizione solare" /><br/><p align="justify"><span style="font-size: x-small; color: #000000;"><em>(La pratica del Nobile Ottuplice Sentiero)</em></span></p>
<p align="justify"><em> <a href="http://www.centrostudilaruna.it/evola.html">Julius Evola</a> scrisse nel 1943 </em><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8827210881">La Dottrina del Risveglio</a><em> per corroborare la tenacia dei combattenti con la purezza dell’ascesi. In anni più recenti Sandro Consolato ha rievocato quel progetto ideale nel libro </em>Julius Evola e il Buddhismo<em>, riproponendo i valori etici del Buddhismo come la solida base per una rinnovata spiritualità europea. Ormai da due secoli il principe-asceta Siddharta è tornato a irraggiare il suo influsso spirituale sull’Europa: è un influsso solo apparentemente esotico, dal momento che Gautama Shakiamuni, erede di una famiglia feudale del Settentrione, appartiene allo stesso ecumene di civiltà che si estende dal Bengala fino ai confini occidentali delle nazioni germaniche. Questa familiarità spiega le notevoli somiglianze tra le tavole dei valori buddhisti e gli orientamenti dello stoicismo o di altre scuole etico-filosofiche della nostra età classica (1). </em></p>
<p align="justify">
<p align="justify"><em> <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8845182355"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/chakracentrisottili.bmp" border="0" alt="Gabriella Cella Al-Chamali, Chakra. Centri sottili dell'energia vitale" width="95" height="130" align="right" /></a> <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serpge.asp?shop=2317&amp;Type=ExactAuthor&amp;Search=Filippani+Ronconi+Pio">Filippani-Ronconi</a> indica in Buddha e in Zarathustra i due massimi esponenti dello spirito iperboreo: “Buddha perché insegna a liberare la mente, Zarathustra perché insegna ad amare la terra”. La conciliazione dei due aspetti (la superiorità rispetto ad ogni contingenza materiale, l’amore per la vita terrena) si impone oggi come un elemento-chiave per la rifondazione della civiltà europea. Infatti, l’</em>Homo Europaeus<em> non concepisce la vita terrena come una illusione, e non aspira a liberarsi da essa. Al contrario concepisce la terra come un campo di battaglia, ed aspira ad incarnarsi su di essa tante volte quante è necessario il proprio apporto di “guerriero”. Per tale motivo sono interessanti quegli sviluppi speculativi del Buddhismo che accennano alla “rinuncia alla liberazione” (al superamento dell’ansia di fuggire dal mondo del divenire) ovvero alla “identità tra </em>nirvana<em> e </em>samsara<em>”: in base a questa ultima dottrina è possibile raggiungere una realizzazione spirituale pur rimanendo integrati nel mondo, pur essendo attivi nel mondo. Tali idee metafisiche rendono il Buddhismo, che nasce come tipica espressione del mondo orientale, perfettamente compatibile con la spiritualità europea e assai valido come contrappeso a taluni eccessi che l’uomo occidentale – “faustiano” e gaudente per natura – porta insiti nella sua personalità.</em></p>
<p align="justify">
<p align="justify"><em> <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serpge.asp?shop=2317&amp;Type=ExactAuthor&amp;Search=Steiner+Rudolf">Rudolf Steiner</a> propose l’esercizio energico delle Otto Rettitudini come lo strumento operativo efficace per illuminare e mettere in movimento il </em>Vishudda-Chakra<em>, la Ruota a 16 raggi (raffigurata anche come un Fiore di Loto a 16 petali) posta al centro della laringe. Il Nobile Sentiero, esposto in maniera comprensibile a un tipo umano attivo più che contemplativo, “urbano” e niente affatto eremitico, viene così valorizzato come un classico esempio di “etica magica”. Il perfezionamento morale (alieno da qualsiasi timore per l’aldilà, da ogni sottomissione a divinità “amorevoli” o “irascibili”, da preoccupazioni socialdemocratiche) diventa la premessa per attuare un potenziamento vitale della personalità: un potenziamento che è consentito, anzi sollecitato, dalla stessa fisiologia occulta dell’uomo.</em></p>
<p align="justify">
<p align="justify"><strong>AP.</strong></p>
<p align="justify">
<p align="justify">§. §. §.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><img style="margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/vishudda.jpg" alt="Vishudda" width="132" height="132" align="left" /> Il centro della laringe è come una ruota a 16 raggi o un fiore a 16 petali.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">8 petali già si illuminano e irraggiano, per un dono degli Dei dato alla nascita. Gli altri devono essere coltivati con l’esercizio affinché il centro della laringe possa illuminarsi e ruotare, suscitando così la forza di un pensiero penetrante, la conoscenza delle leggi profonde che reggono il mondo.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">A ogni petalo corrisponde una capacità, bisogna pertanto curare otto processi dell’anima per attivare il centro occulto della laringe.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Retta rappresentazione: presta attenzione ai tuoi pensieri, alle rappresentazioni che appaiono sullo specchio della mente. Impara a distinguere poco a poco i pensieri pieni di significato e di verità, dai pensieri vani, irrazionali, frutto di illogiche associazioni. Anche ascoltando i discorsi delle altre persone, non disporti alla critica e alla contraddizione, ma cerca con una certa benevolenza ciò che nelle loro parole ha il valore di verità, sia pur inconsapevole. Ovviamente, la benevolenza non diventi adulazione o indulgenza nei confronti della stupidità. Bisogna guardare con attenzione ciò che ci accade intorno, e da tutto ciò che si osserva si deve trarre un messaggio, un insegnamento concreto. Si abbandonino per sempre le fedi, le fantasticherie, i flussi di associazioni incontrollate: la vita dei pensieri nella mente deve essere lo specchio fedele delle forme e delle forze che compongono il grande ordine cosmico.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Retta decisione: abituati a prendere decisioni dopo una attenta riflessione. Non fare come gli oziosi che agiscono solo quando una necessità esteriore li sferza, ma neppure come gli intellettuali che fanno programmi astratti di lunga durata, che mai si realizzano. Tu fissa l’ordine delle cose che intendi realizzare nell’immediato futuro di un giorno, due giorni. Con calma, prendi decisioni equilibrate, lontane da ogni eccesso e da ogni irrazionalità, in tal modo svilupperai la forza di decisione che contraddistingue l’uomo libero.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=887305644X"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/librodeichakra.bmp" border="0" alt="Judith Anodea, Il libro dei Chakra. Il sistema dei chakra e la psicologia" width="95" height="145" align="right" /></a> Retta parola: nel parlare l’interiorità dell’uomo si rivela, perciò il parlare sia sempre sobrio ed urbano, chiaro ed incoraggiante. Non usare troppe parole, né troppo poche; non ubriacarti con le parole come fanno i profeti e non parlare come un torrente in piena. Nel contatto con gli altri uomini esércitati di continuo ad esprimere discorsi gentili, ricchi di idee chiare e distinte, carichi di forza costruttiva. Nel linguaggio tutte le sfumature dell’anima si manifestano, per questo c’è un tempo per scherzare, un tempo per essere seri, un tempo per essere indulgenti e un tempo per parlare con fermezza. Ma prima di parlare ascolta e quando apri bocca ogni tua singola frase abbia un significato comprensibile a tutti.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Retta azione: ciò che è stato deciso deve essere compiuto. Realizzare tutti i punti della propria lista di impegni: questa è la retta azione. Ma la volontà è figlia del pensiero: perciò le azioni devono essere precedute da una attenta riflessione, evitando ogni eccesso, cercando l’armonia con l’ambiente che ci circonda, considerando tutti gli effetti che derivano. La legge del Destino è inflessibile: ogni azione lascia una traccia nel mondo, come un’eco che risuona. Passa un anno, passa una vita, e tu ritroverai l’effetto dell’atto che hai compiuto. Perciò agisci con rettitudine, con nobili intenti, riempi tutta la vita di realizzazioni onorevoli. Particolare importanza hanno quelle azioni che la vita di tutti i giorni richiede: quanto più esse sono noiose e all’apparenza umili, tanto più sono utili nel cammino spirituale. Nessuno deve trascurare gli impegni quotidiani della casa, della famiglia, del lavoro: gli Dei si onorano anche spazzando una strada e innaffiando un fiore.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Retto sistema di vita: cerca un equilibrio tra i doveri e le inclinazioni naturali perché una volta compiuto il proprio dovere, bisogna pur concedere qualcosa a sé stessi: questo è il retto sistema di vita, via di mezzo tra le aspirazioni dello spirito e le esigenze dell’anima, del corpo. Bisogna tenersi lontani dai pazzi che mortificano il corpo così come dalle persone volgari che inseguono la felicità materiale. La via di mezzo è il giusto sentiero: impégnati con volontà inflessibile a migliorare te stesso e a compiere i tuoi doveri, poi concediti un giusto ristoro per avere la forza di ricominciare.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=887938225X"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/chakrakundalini.bmp" border="0" alt="John Mumford, Manuale dei chakra e della kundalini" width="95" height="132" align="left" /></a> Retta aspirazione: ogni uomo ha la sua meta ideale e gli Dei concedono la più grande felicità a coloro che concepiscono le mete più alte per la loro azione. Qual è il mio dovere? Qual è la mia missione di vita? Ognuno deve porsi queste domande, se non vuole che l’esistenza ricevuta in dono scivoli tra le dita come sabbia sottile. Ma gli ideali devono essere sempre concreti: il soldato che cattura il ladro e blocca l’invasore, la donna che governa la casa sono più cari agli Dei del prete che predica sugli altari.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Retta memoria: bisogna imparare quanto più è possibile dalla vita, osservare con attenzione il proprio agire e l’agire altrui per aumentare l’ esperienza di vita. Hai commesso qualcosa di sbagliato? Comprendi l’errore e non sbagliare di più. Hai fatto qualcosa di buono? Si può fare ancora di più. Guarda la tua giornata, guarda gli anni che ti sei buttati alle spalle e capirai che la vita ha un senso, un disegno preciso che deve essere portato a termine.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Retta contemplazione: infine arriva il momento in cui bisogna dimenticare ogni problema della vita individuale per dedicarsi a ciò che è universale e divino, ciò che si cela tra le stelle, ciò che agisce nella storia dell’uomo, ai misteri della vita e della morte: medita con chiarezza su questi argomenti, come la scienza dello spirito insegna, dimenticando per un attimo tutto il resto, prima di ritornare all’azione quotidiana. È importante che la meditazione non somigli a una “fede”, ma sia sempre illuminata da ciò che la nostra ragione, la nostra esperienza concreta chiaramente ci mostrano.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Queste otto rettitudini, che il principe Siddharta per primo insegnò, rappresentano il modo di essere dell’uomo nobile. La loro energica esecuzione produce un effetto immediato sull’organismo spirituale: il centro posto nella Laringe, il fiore a 16 petali, si illumina, comincia a ruotare e a irraggiare.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Allora le capacità intellettive si potenziano: si comincia a intuire con rapida intelligenza ciò che sta per accadere, ciò che la vita richiede da noi. Anche lo scienziato dovrebbe seguire il nobile ottuplice sentiero per affinare il suo metodo di studio e comprendere a fondo le leggi che reggono i fenomeni della natura.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Si raccomanda al principio di coltivare un solo processo per volta, per otto o quattordici giorni, poi prendere un secondo processo e concentrarsi su di esso per lo stesso periodo di tempo.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Dopo aver praticato distintamente le otto rettitudini ci si può proporre un esercizio che le distribuisce sui sette giorni della settimana:</p>
<p align="justify">
<p align="justify">il giorno di Saturno: retto pensiero.<br />
Il giorno del Sole: retta decisione.<br />
Il Lunedì: retta parola.<br />
Il Martedì: retta azione.<br />
Il Mercoledì: retto sistema di vita.<br />
Il Giovedì: retta aspirazione.<br />
Il Venerdì: retta memoria.<br />
Il giorno di Saturno: retta contemplazione.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Richiamando ogni giorno per qualche minuto le virtù del Sentiero si imprime nell’anima un&#8217;energia che aumenta ad ogni giro di ruota: la settimana diventa come una scala musicale, che risuona di sette suoni diversi, o come un arcobaleno che luccica di sette colori. I sedici petali del Fiore della laringe si illuminano e cominciano a ruotare.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">1. Cfr. <a title="Stefano Arcella" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/stefano-arcella/">Stefano Arcella</a>, <em>I misteri del Sole</em>, Ed. Controcorrente, Napoli, 2002, p. 93 e ss.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/chakralaringe.html' addthis:title='Sviluppo del chakra della laringe ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Liberazione delle facoltà &#8211; 2. Sviluppo del chakra del cuore</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 21:30:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tradizione Solare</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Utili esercizi spirituali per la vita quotidiana indicati da Rudolf Steiner e sviluppati alla luce della Tradizione Solare]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/liberazionedellefacolta2.html' addthis:title='Liberazione delle facoltà &#8211; 2. Sviluppo del chakra del cuore '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/tradizione-solare48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Tradizione solare" /><br/><p style="text-align: justify;"><img src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/chakradelcuore.gif" border="0" alt="Anahata, chakra del cuore" align="right" /> Lo sviluppo dei <em>chakra </em>è un argomento che fino a qualche anno fa poteva essere considerato “insolito”, ma che oggi occupa interi scaffali di librerie. Anche gli psicologi nei <em>talk-show </em>televisivi ne parlano quasi con la stessa naturalezza con la quale si potrebbe parlare di una cura per il raffreddore. Ma spesso l’approccio è per così dire “molle”: si vuol far credere che per l’accensione dei <em>chakra </em>sia sufficiente recitare qualche formula o visualizzare delle immagini; in realtà le cose stanno diversamente. Collocati in corrispondenza della colonna assiale del corpo umano, i <em>chakra </em>sono organi di conoscenza ancor prima che centri di energia. La loro attivazione richiede una severa disciplina della mente e l’impegno a modificare atteggiamenti di vita, tratti del carattere, abitudini inveterate.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima cosa da capire è che l’uomo moderno di tradizione boreale ha caratteristiche psicologiche assai diverse dall’orientale, per tale motivo lo sviluppo dei <em>chakra </em>deve seguire in lui percorsi peculiari. La seconda cosa è che non basta – anzi, non serve – affidarsi a giaculatorie e immagini barocche: la via che porta allo sviluppo dei centri è quella che passa attraverso la nobilitazione dell’anima.</p>
<p style="text-align: justify;">La concentrazione del pensiero, la volontà energica, la calma di fronte a tutte le situazioni, la benevolenza e la magnanimità, l’apertura mentale sono i tratti del carattere che propiziano l’apertura del fiore del cuore, di quello che gli indo-ary chiamavano l’<em>Anahata-Chakra</em>. Gli esercizi di liberazione delle facoltà forniscono gli strumenti per sviluppare questi atteggiamenti sino a farli diventare parte integrante del temperamento individuale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> AP. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>§. Liberazione del Sentimento.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=880451339X"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/steinerteosofia.bmp" border="0" alt="Rudolf Steiner, Teosofia. Introduzione alla conoscenza soprasensibile del mondo e del destino umano" width="95" height="143" align="right" /></a> Nel terzo mese bisogna orientare la propria vita al raggiungimento della equanimità: l’anima deve imparare a rimanere uguale di fronte al piacere e alla sofferenza, di fronte alla gioia e al dolore.</p>
<p style="text-align: justify;">L’entusiasmo sfrenato per ciò che reca piacere, lo stracciarsi le vesti nei momenti di afflizione devono essere sostituiti da un atteggiamento più calmo dell’animo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuna gioia momentanea ci ubriachi, ma nessun dolore si trasformi in cupa tragedia, nessuna esperienza ci infiammi di ira e di inquietudine, nessuna attesa ci riempia di angoscia e di paura.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si tema che tale esercizio possa rendere arida e fredda la nostra personalità: l’allegria per gli aspetti gioiosi della vita, il raccoglimento nei momenti più severi dell’esistenza assumono sfumature più intense in un anima che custodisce in sé la calma sovrana.</p>
<p style="text-align: justify;">Coltivando la virtù degli antichi e dei nobili sorge nella interiorità una regione dorata di quiete assoluta, una rocca che non può essere conquistata. L’anima pacificata comincia a irradiare una qualità luminosa: una corrente eterica che sorge dal cuore si diffonde attraverso le braccia fino alle mani, attraverso le gambe ai piedi, attraverso il collo alla testa.</p>
<p style="text-align: justify;">L’esercizio della calma richiede attenzione continua per tutta la giornata. Fare ciò che la vita richiede con intelligenza e pazienza è ciò che più fortifica la calma interiore. Noi non abbiamo bisogno di ginnastiche del respiro o di posizioni speciali per conseguire la pace interiore: raggiungiamo la quiete dell’anima contemplando con distacco la nostra vita, vagliando con chiarezza le nostre azioni (1).</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libro.php?lid=8243&amp;pn=76"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/enigmidellessereumano.bmp" border="0" alt="Rudolf Steiner, Enigmi dell'essere umano" width="80" height="110" align="left" /></a> Chi a un certo punto della giornata si ferma e guarda alla propria esistenza con sguardo oggettivo, cogliendo ciò che è giusto e ciò che va migliorato, ciò che può essere cambiato e ciò che deve essere accettato, per pura virtù della mente, raggiunge la calma incrollabile (2).</p>
<p style="text-align: justify;">Almeno una volta al giorno nel mese in cui si coltiva la calma si evochi la corrente che sorge dal cuore e si irradia in primo luogo verso le mani, poi verso i piedi, infine verso la testa.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>§. Liberazione del Giudizio.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Nel quarto mese si deve coltivare l’esercizio della positività. Esso consiste nel ricercare tutto ciò che c’è di buono, di bello, di apprezzabile nelle esperienze e nelle realtà che ci vengono incontro.</p>
<p style="text-align: justify;">Il discepolo esoterico deve cercare il positivo in qualsiasi manifestazione della vita. Cogliere il lato positivo della vita, oltre ad essere un’attitudine propria dell’anima nobile, è il miglior fondamento per la gioia del cuore e per l’impulso all’azione.</p>
<p style="text-align: justify;">Tale esercizio ha a che fare con l’astensione dalla critica. Non si tratta ovviamente di dire bianco al nero, né di vedere tutto color di rosa e di negare le differenze reali tra gli esseri, ma piuttosto si tratta di sradicare quel cancro oscuro che vive nei fondali dell’anima: la <em>“Schadenfreude”</em>, il gusto maligno nel notare ciò che è negativo, ciò che è disarmonico. Chi si astiene dalla critica non gode nel rilevare il male, ma piuttosto cerca il rimedio e cerca di capire qual è la catena di cause per cui un essere si comporta in maniera sbagliata, una cosa non segue il suo retto principio.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi persegue la positività guarda al mondo con sguardo magnanimo e si chiede: “Come avviene che un data creatura giunga ad essere e ad agire così?”. Tale atteggiamento aiuta nella ricerca delle soluzioni, mentre lascia cadere la critica fine a sé stessa che tanto compiace gli oziosi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libro.php?lid=7472&amp;pn=76"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/universoterraeuomo.bmp" border="0" alt="Rudolf Steiner, Universo, Terra e Uomo" width="80" height="110" align="right" /></a> Se per un mese, intensamente, l’anima si compenetra di questo sentimento, essa si riempie di ammirazione (3) per le qualità positive che ogni giorno si rivelano; gradatamente il corpo sottile matura una trasformazione che si imprime nello stesso corpo fisico: è come se la pelle si aprisse, si facesse permeabile da tutte le parti e nel contempo l’anima divenisse sensibile a tanti processi occulti che silenziosamente si svolgono nell’ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;">Come effetto della positività cresce l’attenzione per le realtà sottili, che sfuggono ad occhi distratti. La positività si diffonde nell’anima come una specie di beatitudine: si cerchi di cogliere questo sentimento quando si manifesta e di dirigerlo mentalmente verso il cuore; da lì esso fluisce verso gli occhi per poi irradiarsi nello spazio dinanzi ed intorno (4). Quando la corrente eterica si intensifica, muta la qualità del rapporto tra l’individuo e lo spazio: una porzione di spazio diventa qualcosa che fa parte di noi, l’individuo espande la coscienza oltre i confini della propria figura.</p>
<p style="text-align: justify;">L’esercizio è molto delicato: i suoi effetti facilmente vulnerabili. Ogni tumulto passionale rischia di distruggere questa disposizione dell’animo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>§. Liberazione della Memoria.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libro.php?lid=3277&amp;pn=76"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/scienzaocculta.bmp" border="0" alt="Rudolf Steiner,  La scienza occulta nelle sue linee generali" width="77" height="110" align="left" /></a> Nel quinto mese è fondamentale educare sé stessi a imparare da ogni esperienza di vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni giorno la vita ci fa vedere, udire qualcosa di nuovo. In mezzo ad insane credenze e ad illusioni della mente, chi esercita la propria attenzione sempre riesce a cogliere qualcosa che aggiunge una nuova conoscenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella memoria noi portiamo le impressioni e gli insegnamenti maturati nel passato, questi però devono continuamente ampliarsi e fondersi con ciò che dalla esperienza riceviamo di nuovo. Lo stesso accade nelle scienze naturali: il loro patrimonio di leggi e di osservazioni deve sempre ampliarsi verso ciò che era ignoto, in direzione di una nuova scoperta.</p>
<p style="text-align: justify;">Imparare da ogni piccola cosa, essere ricettivi verso le nuove esperienze: questo è l’esercizio del quinto mese (5). Chi si chiude nei limiti della propria conoscenza acquisita, smette di ampliare la propria coscienza e smette anche di vivere come uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi nel quinto mese predispone la propria attenzione ad accogliere ciò che fino ad allora non era stato preso in considerazione avvertirà un sentimento delicato germogliare nell’anima: è come se lo spazio intorno divenisse vivente, a tratti anche vibrante. Una corrente eterica dall’ambiente, come una sottile vibrazione, fluisce verso i cinque organi di senso: attraverso gli occhi, le orecchie, e soprattutto la pelle, dal momento che in essa è riposto il senso del calore. Bisogna accogliere con silenziosa attenzione questa corrente quando diventa percepibile; o ancor prima immaginarla mentre vibra e fluisce dallo spazio ai nostri arti, per entrare dentro di noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel sesto mese si possono coltivare contemporaneamente i cinque esercizi: la concentrazione del pensiero e la predeterminazione degli atti; l’esercizio della calma, della positività, della ricettività. Evocando le correnti eteriche che ogni esercizio mette in moto, si attua una rigenerazione interiore del proprio essere. L’anima acquista una armonia e una bellezza dapprima sconosciute.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni effetti pratici confermeranno la buona riuscita degli esercizi: diminuirà il senso di insoddisfazione, aumenterà al contrario un sentimento di benevolenza nei confronti della vita che sarà la base per una più energica volontà di fare. Una comprensione sottile per tanti piccoli fenomeni prima passati inosservati renderà più aperta la mente. Il modo di camminare ed i gesti muteranno sotto l’influsso di tali esercizi e quando anche la grafia avrà assunto una forma nuova, più armonica si potrà esser sicuri di aver fatto un passo in avanti nella liberazione delle facoltà.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libro.php?lid=3276&amp;pn=76"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/liniziazione.bmp" border="0" alt="Rudolf Steiner, L'iniziazione. Come si conseguono conoscenze dei mondi superiori?" width="77" height="110" align="right" /></a> Gli effetti occulti non sono meno importanti. I sei esercizi paralizzano l’influsso dannoso che potrebbe derivare da altre pratiche esoteriche. Essi danno la forza per il lavoro di meditazione e contemplazione. Per gli atteggiamenti di vita che essi propiziano, gli esercizi di liberazione delle facoltà potrebbero anche assumere la forma esteriore di un’etica: un’etica aristocratica fondata sulla virtù del pensiero, sulla energia nell’azione, sulla calma, la magnanimità, la mancanza di pregiudizi, la felice armonia dell’anima. Ma appunto dietro l’apparenza dell’etica si cela l’efficienza magica delle correnti eteriche, che danno forma e vita al nostro essere.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando le correnti eteriche cominciano a scorrere più liberamente nel corpo sottile allora le conquiste acquisite col duro lavoro diventano parte del temperamento. La corrente che scorre dal centro della fronte lungo la colonna vertebrale si lega alla padronanza del pensiero, alla capacità di ordinare i pensieri secondo una forma logica, razionale. La corrente che scorre dal capo al cuore e dal cuore si irradia agli arti si lega alla capacità di determinare con saggezza le proprie azioni e di portarle avanti.</p>
<p style="text-align: justify;">La perseveranza, la calma e la serenità di fronte agli ostacoli della vita traggono il loro alimento dalla corrente che sorge dal cuore e si diffonde verso le braccia, verso le gambe, verso la testa.</p>
<p style="text-align: justify;">La benevolenza nei confronti degli uomini e delle situazioni, la capacità di volgere il male in bene con spirito di positività alimentano la corrente che dal cuore sale agli occhi per poi irradiarsi nello spazio circostante.</p>
<p style="text-align: justify;">La fiducia nei confronti della vita, la fiducia rivolta a ciò che ogni giorno possiamo imparare di nuovo si collegano alla corrente che vibra dallo spazio fluendo verso di noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando le cinque correnti agiscono simultaneamente allora l’anima trova la sua armonia e il suo equilibrio fondamentale. A questo punto possiamo evocare una corrente che compone la figura del pentagramma e rappresenta la sintesi di tutte e cinque.</p>
<p style="text-align: justify;">Allargando le braccia e divaricando le gambe assumiamo col corpo la forma di una stella: allora dal cuore si genera la corrente che va al braccio destro fino alla mano, scende in linea retta fino al piede sinistro, da lì attraverso la gamba sinistra sale fino al punto tra le sopracciglia, per poi scendere al piede destro. Dal piede destro va alla mano sinistra e alla fine torna al cuore. Nella rapida luce del pentagramma tracciato con l’immaginazione, l’organismo si carica di forza eterica e le facoltà psichiche si liberano dagli impedimenti che la vita esteriore e gli errori del passato hanno prodotto.</p>
<p style="text-align: justify;"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/uomovitruviano.jpg" border="0" alt="Uomo Vitruviano" width="197" height="231" align="right" /> Le cinque correnti eteriche tendono verso il centro o nascono dal centro della nostra figura: il cuore. Gli esercizi di liberazione delle facoltà illuminano, fanno ruotare i petali del <em>chakra </em>del cuore. Vi sono anche altri metodi per risvegliare la luce di questo centro, tuttavia quando in altri modi viene evocata la potenza del cuore talune capacità acquisite possono volgersi al male anziché al bene. L’uomo può diventare intollerante, ostile all’ambiente che lo circonda; può percepire taluni influssi negativi che emanano dall’ambiente e diventare per conseguenza pauroso. Il discepolo esoterico che è giunto a captare i sentimenti del prossimo può incominciare ad odiarlo. Come effetto di uno sviluppo accelerato del centro del cuore una freddezza animica rischia di invadere la regione del torace.</p>
<p style="text-align: justify;">Per evitare ciò è importante realizzare la purificazione del pensiero, della volontà, del sentimento, del giudizio, della memoria che gli esercizi di liberazione propiziano.</p>
<p style="text-align: justify;">La ruota del cuore ha dodici raggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Sei di questi raggi già splendono alla nascita: il retaggio Tradizione, l’influsso plasmatore dello spirito che regge la nostra Civiltà (6) fanno sì che alla nascita sei dei dodici raggi del cuore già siano pronti a illuminarsi e a irraggiare.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli altri sei raggi devono essere illuminati dall’uomo attraverso una severa disciplina. Una volta attivato, il centro del cuore aggiunge un ulteriore potere di conoscenza all’essere umano.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=887305644X"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/librodeichakra.bmp" border="0" alt="Judith Anodea, Il libro dei Chakra. Il sistema dei chakra e la psicologia" width="95" height="145" align="left" /></a> Il <em>chakra </em>della laringe sviluppa la capacità di comprendere le figure che ci circondano. Lo sguardo posandosi sulla forma di una pianta, sulla fisionomia di un animale, sulla espressione di un uomo riesce a comprendere con sicurezza ciò che si cela dietro quelle figure, gli impulsi profondi che regolano i comportamenti di tali esseri.</p>
<p style="text-align: justify;">Per mezzo del <em>chakra </em>del cuore si riesce invece a cogliere il calore animico, la freddezza animica. Determinati esseri, in virtù delle proprie intenzioni, delle proprie azioni, emanano un calore sottile; altri invece si avvolgono di freddo. Tutto ciò che cresce e si evolve emana calore animico; tutto ciò che si blocca, decade, si corrompe trasmette una freddezza animica (7). Quando il discepolo comincia a presentire il freddo e il calore provenienti non solo dal mondo materiale, ma anche da quello sottile allora la sua comprensione dei processi della natura e della storia umana acquista in ampiezza e in profondità.</p>
<p style="text-align: justify;">NOTE</p>
<p style="text-align: justify;">1) Questo è un punto molto importante: l’uomo moderno di tradizione boreale non ha bisogno di far ricorso a pratiche di Yoga o di Prana-Yama per conseguire calma, rilassamento, lucidità mentale. Tali sistemi di ascesi furono concepiti nella civiltà indo-arya in vista di un tipo umano molto diverso nella sua costituzione psico-spirituale e appartengono dunque alle esperienze pregresse di chi si è incarnato nella civiltà europea moderna. Ciò non toglie che alcune personalità speciali possano trarre profitto dalla assunzione cosciente di alcune parti dell’antico Yoga; ma, per quanto concerne la norma, rifletta il lettore sul fatto che al giorno d’oggi le pratiche di Yoga, spesso riprodotte in maniera assai spuria, affascinano soprattutto personalità effeminate, dai nervi scossi; mentre al contrario i caratteri più virili e solari conseguono la calma senza bisogno di esercizi di respiro un po’ coatti. Coloro che nelle palestre <em>new age </em>si affannano in contorsioni e respirazioni cronometrate e che con grande disappunto vedono aumentare il loro nervosismo davanti alle elementari difficoltà della vita dovrebbero capire che la direzione spirituale del nostro tempo non contempla imitazioni dello Yoga antico. Se non lo capiscono, per loro rimane utile il <em>valium</em>.<br />
2) Cfr. “<a href="http://www.centrostudilaruna.it/esercizidiformazionerudolfsteiner.html">Esercizi di Formazione</a>”, La calma.<br />
3) Cfr. “<a href="http://www.centrostudilaruna.it/esercizidiformazionerudolfsteiner.html">Esercizi di Formazione</a>”, La Venerazione.<br />
4) Il fascino degli occhi luminosi è spesso manifestazione sensibile della corrente eterica qui descritta.<br />
5) Cfr. “<a href="http://www.centrostudilaruna.it/esercizidiformazionerudolfsteiner.html">Esercizi di formazione</a>”, Suoni animati e inanimati, Ascoltare e Attenzione.<br />
6) Il ciclo di civiltà è qui concepito come un organismo spirituale retto da una divinità: quella divinità che in forme logiche fu intuita da Hegel e che i sapienti ellenistici chiamavano <em>Aion</em>, Eone.<br />
7) Cfr. “<a href="http://www.centrostudilaruna.it/esercizidiformazionerudolfsteiner.html">Esercizi di Formazione</a>”, Vita fiorente e Vita che appassisce.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serpge.asp?shop=2317&amp;Type=ExactAuthor&amp;Search=Steiner+Rudolf">I LIBRI DI RUDOLF STEINER (IBS)</a> <a rel="nofollow" href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=10388&amp;a=915108&amp;g=0&amp;url=http://www.bol.it/libri/autore?action=bollibri&amp;tipoContrib=AU&amp;codPers=0000958">(BOL)</a> <a rel="nofollow" href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/autori.php?aid=356?pn=76">(GDL)</a></p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/liberazionedellefacolta2.html' addthis:title='Liberazione delle facoltà &#8211; 2. Sviluppo del chakra del cuore ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il chakra dell&#8217;ombelico</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 21:20:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tradizione Solare</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il centro vitale alla base dell’ombelico che irradia la potenza del Fuoco]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/chakra-dell-ombelico.html' addthis:title='Il chakra dell&#8217;ombelico '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/tradizione-solare48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Tradizione solare" /><br/><p align="justify">Il centro vitale che è alla base dell’ombelico irradia la potenza del Fuoco: il fuoco che brucia gli alimenti e li trasforma in energie. Il fuoco che si sprigiona dal corpo quando corriamo o facciamo ginnastica, quando agiamo intensamente.<br />
<img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/angelo-chakra.jpg" border="0" alt="" width="213" height="345" align="right" /> Per questo esso ha come <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a> un triangolo rosso splendente, con la punta verso l’alto come la fiamma, con tre svastiche ai vertici.<br />
Il suono primordiale del centro è RAM, il suono che riscalda le vesti (1).<br />
In questo centro si incarna l’energia che brucia tutta la materia generando le forze per una nuova creazione.<br />
Quando gli antichi bruciavano gli animali in sacrificio agli Dei essi accendevano il fuoco sacro sugli altari visibili. Quando gli uomini moderni agiscono in piena coscienza, con serietà, con energia offrendo le loro azioni agli Dei essi accendono il fuoco interiore nel centro che è posto all’altezza dell’ombelico.<br />
Il centro vitale dello stomaco – il fiore a dieci petali – si accende quando l’uomo comincia a dominare se stesso, a rendersi signore delle proprie reazioni di fronte alle impressioni dei sensi. Dominare se stessi e le proprie passioni è assolutamente necessario per chi vuole sviluppare doti di conoscenza, altrimenti si sarebbe sempre in balia di illusioni, di fantasie malsane che in realtà sono rivestimenti dei desideri del basso ventre.<br />
Capita quando si viaggia in treno che tutto ad un tratto dal finestrino si veda un’immagine che suscita un ricordo e che la mente si abbandoni a quella immagine sviluppando così un flusso di pensieri concatenati, fino a quando non interviene un’altra impressione dei sensi a distogliere nuovamente l’attenzione. Così il pensiero salta di ramo in ramo e l’uomo si abbandona alle associazioni casuali di pensiero.<br />
<img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/gurdjieff.jpg" border="0" alt="Gurdjieff" width="260" height="320" align="left" /> Chi vive in balia delle impressioni esteriori, chi non riesce a sviluppare con coerenza i propri pensieri, ma si abbandona alle associazioni casuali non è signore di sé e il suo centro dello stomaco è spento, privo di energia.<br />
Bisogna acquistare la padronanza su ciò che dal mondo esterno suscita una impressione su di noi, non bisogna reagire di istinto verso ciò che si avventa su di noi; perché l’uomo a differenza degli animali non ha istinti inconsapevoli, ma deve agire in base alla volontà illuminata dal pensiero. Per coltivare questa padronanza, ottimo è l’esercizio della concentrazione su un pensiero: in particolari momenti bisogna concentrarsi su un oggetto. Bisogna raccogliere tutta l’attenzione anche se siamo in un ambiente rumoroso, anzi le interferenze dell’ambiente devono valere come prove, da vincere.<br />
Si ritraggano le facoltà sensorie, come la tartaruga si rifugia nella sua corazza, e il pensiero che liberamente si è scelti sia coltivato con energia, senza lasciarsi distrarre da alcunché, fosse anche la rivelazione di un dio.<br />
Quando, dopo aver coltivato questo esercizio, si ritorna alla vita quotidiana si noterà una sorta di beata superiorità rispetto a ciò che prima ci suscitava fastidio, irritazione, o anche attaccamento morboso.<br />
<img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/agnosco.jpg" border="0" alt="Agnosco veteris vestigia flammmae" width="259" height="344" align="right" /> Se una persona ci suscitava antipatia ora ci si comincia a chiedere: perché questo essere mi provoca irritazione? Quale motivo mi spinge ad allontanarmi da lui?<br />
In tal modo, nulla di inconscio, nulla di oscuro alla mente viene lasciato entrare nella sfera dei nostri sentimenti, e i nostri rapporti con il mondo cominciano ad essere chiari, geometrici come la dimostrazione di un teorema. Dopo di che si potrà amare appassionatamente o combattere una cosa, ma nell’uno o nell’altro caso lo si farà in piena coscienza.<br />
Quando una persona sopporta una situazione pesante si dice che “ha stomaco”. Il medico che con calma cura i malati anche quando versano in condizioni pietosi “ha stomaco”: se egli invece di operare si lasciasse andare a sentimenti languidi e svenevoli, il malato perirebbe. Per questo non bisogna fidarsi di chi predica i buoni sentimenti e l’amore melenso, ma solo degli uomini ben saldi e valorosi. Avere stomaco significa aver sviluppato il fiore a dieci petali ed essere capaci di agire con vigore anche in situazioni che ad altri suscitano “il voltastomaco”.<br />
Nello stomaco è la sede di una forza simile a fuoco divampante: il fuoco del centro dei dieci raggi. Chi sviluppa questo centro oltre a conseguire stabilità nel carattere acquista anche preziose facoltà di conoscenza: comprende le qualità nascoste nella natura, le doti specifiche degli esseri umani che incontra.<br />
<a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=887305644X" target="_blank"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/librodeichakra.bmp" border="0" alt="Judith Anodea, Il libro dei Chakra. Il sistema dei chakra e la psicologia" width="95" height="145" align="left" /></a> Il centro sottile dello stomaco si accende quando il carattere dell’uomo viene forgiato secondo i principi della civiltà: a ciò si richiede un comportamento sobrio, equilibrato, sempre cosciente di sé. Le ubriacature danneggiano questo fiore e così anche l’alimentazione sregolata, la vita sedentaria, l’abbandonarsi per lunghe ore alle immagini proiettate dai vari schermi. Invece la ginnastica, l’educazione di mente e corpo rinforzano questo centro, particolarmente negli anni della prima adolescenza.<br />
Quando si accende il fuoco nella regione dello stomaco, l’individuo trova il suo centro di gravità, il suo baricentro interno.</p>
<p>NOTA</p>
<p>1) Corrispondente alla runa Raido.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/chakra-dell-ombelico.html' addthis:title='Il chakra dell&#8217;ombelico ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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