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	<title>Centro Studi La Runa &#187; Augusto Del Noce</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>Per Gian Franco Lami</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 13:58:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Sessa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un ricordo di Gian Franco Lami e della sua opera intellettuale a distanza di due mesi dalla morte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/per-gian-franco-lami.html' addthis:title='Per Gian Franco Lami '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/centrostudilaruna48x48.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Centro Studi La Runa online" /><br/><p style="text-align: justify;"><em>Breve nota biobibliografica del filosofo politico recentemente scomparso, tra memoria e rimpianto.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-7136" style="margin: 10px;" title="Lami" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/Lami.jpg" alt="" width="115" height="153" />E’ davvero difficile per me, ricordare Gian Franco Lami. In questi giorni, ho dovuto farlo più volte, intervenendo a pubbliche commemorazioni della Sua memoria, a cominciare da domenica 23 Gennaio quando, in un gelido pomeriggio invernale, improvvisa e sorprendente, ci è giunta la notizia della Sua dipartita, durante la presentazione di un libro, alla quale avrebbe dovuto essere presente, come relatore, anche lui.</p>
<p style="text-align: justify;">Immediatamente, il pensiero è corso al nostro primo incontro, quando io, giovane studente di filosofia, lo conobbi in qualità di assistente di Augusto Del Noce. Fin da allora, non si trattò di un semplice rapporto professionale, in quanto Lami seppe trasmettere a noi giovani che lo frequentavamo, l’amore per il sapere autentico, quello che si tramuta in testimonianza, in vita. Mi coinvolse immediatamente in un progetto ambizioso: quello di introdurre in un paese dominato culturalmente dalla Sinistra, il filosofo della storia Eric Voegelin, allora praticamente sconosciuto. Il risultato di questa ricerca, alla quale ebbi l’onore e il piacere di partecipare in prima persona, assieme a Giuliano Borghi e pochi altri, si concretizzò nella pubblicazione di una serie di antologie voegeliniane (qui è bene rinviare a <em>Eric Voegelin: un interprete del totalitarismo</em>, Astra 1978), che fecero ampiamente discutere. Il merito maggiore, conseguito da Lami, in questo ambito di studi, fu di individuare nel filosofo austro-americano, un diagnosta della crisi della modernità. In particolare, attraverso l’analisi e la traduzione di <a title="Ordine e storia" href="http://www.libriefilm.com/ordine-e-storia/9256"><em>Ordine e storia</em></a>, opera monumentale, Egli presentò l’esperienza classica della ragione, quale unica terapia possibile delle devianze neo-gnostiche contemporanee (si veda, prefazione a Eric Voegelin, <em>Israele e rivelazione</em>, Aracne 2004, ma anche G. F. Lami, <em>Introduzione a E. Voegelin</em>, Giuffré 1993).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/ordine-e-storia/9256" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-7135" style="margin: 10px;" title="ordine-e-storia" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/ordine-e-storia.jpg" alt="" width="200" height="282" /></a>Fece propria, in modo critico e originale, l’eredità di Del Noce, secondo modalità più profonde rispetto a chi, tra i suoi presunti discepoli, scelse, come il Maestro, una via di fede. La cosa, è facilmente deducibile dalla lettura dell’organica monografia che egli dedicò al filosofo cattolico (<em>Introduzione a Augusto Del Noce</em>, Pellicani 1999), da cui si evincono tanto la gratitudine per il discepolato e per gli insegnamenti ricevuti, sostanziati da un metodo rigoroso d’analisi quanto le differenze speculative essenziali, dovute alla valorizzazione filosofica, propria di Lami, delle qualità virtuose dei singoli, nell’ambito pratico-politico. A questa scelta, che peraltro individua, nello specifico, il campo d’indagine della Scuola Romana di Filosofia politica, che a Lui faceva e fa, tuttora, riferimento, hanno fortemente contribuito gli interessi per gli autori dimenticati del novecento. Tra essi, Adriano Tilgher e <a title="Julius Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola/">Julius Evola</a>. Al primo, dedicò un volume significativo (<em>Adriano Tilgher, un pensatore liberale</em>, Seam 2000), nel quale evidenziò il tema della pluralità delle morali, come caratterizzante il pensatore napoletano. Ciò, secondo Lami, lo avvicinava al filosofo tradizionalista, poiché il suo pensiero, individuava effettive vie realizzative in grado di determinare le tipologie umane dell’eroe, del santo, dell’asceta, del saggio e del dotto. Sul secondo, dette alle stampe la prima monografia filosofica (<em>Introduzione a J. Evola. Un passo per la vita e un passo per il pensiero</em>, Volpe 1980). Inoltre, quale collaboratore della Fondazione Evola, ha curato diversi volumi della “Biblioteca evoliana” nei quali, come pochi, è riuscito a contestualizzare storicamente l’opera del pensatore romano e a coglierne il valore, in un lavoro esegetico sempre aperto alla comparazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/socrate-platone-aristotele/9257" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-7133" style="margin: 10px;" title="socrate-platone-aristotele" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/socrate-platone-aristotele-182x300.jpg" alt="" width="182" height="300" /></a>E’ proprio <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola/">Evola</a>, l’autore attorno al quale si sono dipanate, nel corso degli anni, le nostre discussioni. Mi pare, infatti, che Egli leggesse <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola/">Evola</a>, tentando, almeno su certi aspetti, di andare, con gli strumenti della tradizione platonico-aristotelica, oltre le posizioni consuete a quest’ultimo, interpretando, al medesimo tempo, la consolidata lettura di matrice cristiana del pensiero classico, alla luce dell’esegesi evoliana. Stigmatizzò sempre negativamente l’abbandono, dovuto all’irruzione della visione del mondo ebraico-cristiana, della dimensione civico-virtuosa, sulla quale la civiltà greco-romana tanto aveva insistito. La cosa, è particolarmente chiara nello studio dedicato a questo specifico tema (<a title="Socrate Platone Aristotele" href="http://www.libriefilm.com/socrate-platone-aristotele/9257"><em>Socrate <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/platone">Platone</a></span> <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/aristotele">Aristotele</a></span></em></a>, Rubbettino 2005),  nel quale   tentò di presentare il <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli/">simbolo</a> epocale del mondo antico, la “vita contemplativa”, come realizzantesi pienamente nella dimensione della Città, a testimoniare della contrapposizione tra tensione utopica tradizionale, e scacco utopistico, tipicamente moderno. Tema questo, attorno al quale spese le sue energie intellettuali nel recente volume <em>Tra utopia e utopismo </em>(Il Cerchio, 2008).</p>
<p style="text-align: justify;">Corrispondere a quella che è stata la via da lui indicata, ad un tempo ideale ed esistenziale, a quella che egli definiva una filosofia dei pochi, del divino e dell’ordine, è compito complesso e gravoso, al quale comunque, chi come me, gli è stato vicino, non può permettersi il lusso di sottrarsi. Sarà la memoria della Sua luce interiore, che accendeva anche negli studenti della “Sapienza”, o in chi lo ascoltava nelle innumerevoli occasioni culturali per le quali tanto lavorava, dai Convegni alle presentazioni librarie, a sostenerci nella Sua assenza. Ma, più in particolare, l’idea di una tradizione sempre viva e presente, che si realizza, addirittura nella comunanza dei vivi e dei morti, come Roma (ma non solo) ci ha insegnato, e che rappresenta il suo testamento spirituale più prezioso (al riguardo si veda, <em>Qui e ora. Per una filosofia dell’eterno presente</em>, di prossima pubblicazione per i tipi de Il Cerchio). L’università di Roma, con Lui ha perso una delle ultime personalità carismatiche, in grado di fare Scuola. Personalmente, non posso che ringraziarlo per avermi onorato, in questo mondo, della Sua amicizia, rara e preziosa: quella di un Signore.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>Area</em>, marzo 2011.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/per-gian-franco-lami.html' addthis:title='Per Gian Franco Lami ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Zolla, il signore degli archetipi</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 17:46:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo Cattabiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un ricordo di Elémire Zolla e della sua opera scritto poco dopo la sua morte dall'amico e collaboratore Alfredo Cattabiani]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/zolla-il-signore-degli-archetipi.html' addthis:title='Zolla, il signore degli archetipi '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/cattabiani.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Alfredo Cattabiani" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><br/><p><img class="size-full wp-image-6191 alignright" style="margin: 10px;" title="Elémire Zolla (Torino, 9 luglio 1926 – Montepulciano, 29 maggio 2002) " src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/zolla.jpg" alt="" width="220" height="265" /></p>
<p style="text-align: justify;">Che ci aspetta dietro la soglia della morte, dopo la discesa agli inferi?  Alla catabasi seguirà l&#8217;anastasi?  Quali sono le vie per prepararci al periglioso passaggio?  Si deve amputare il nostro io fin da questa vita per accedere a uno stato di luce perenne?</p>
<p style="text-align: justify;">In tali domande si potrebbe riassumere il viaggio che <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/elemire-zolla" target="_blank">Elémire Zolla</a></span> ha compiuto negli ultimi vent&#8217;anni di vita e di cui <a title="Discesa all'ade e resurrezione" href="http://www.libriefilm.com/discesa-allade-e-resurrezione/2502"><em>Discesa all&#8217;Ade e resurrezione</em></a> (Adelphi, Milano 2002, pagg. 200, € 9,00) è l&#8217;ultimo documento che ci ha offerto prima di lasciarci la primavera scorsa. Raccoglie una serie di saggi recenti, fra cui <em>Catabasi e anastasi </em>che fu pubblicato in poche copie nel 2001 presso l&#8217;editore Alberto Tallone di Torino: quasi un virtuale ritorno alla città dove lo scrittore, figlio di un pittore italo-francese, Venanzio, e di una pianista inglese, soffrì gli anni dell&#8217;adolescenza nella cupezza di un clima psichico e spirituale, ma anche, culturale e industriale, ai quali molti soccombevano, sprofondando o nella depressione o in atteggiamenti schizoidi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/discesa-allade-e-resurrezione/2502" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-6192" style="margin: 10px;" title="discesa-all-ade-e-resurrezione" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/discesa-all-ade-e-resurrezione-177x300.jpg" alt="" width="177" height="300" /></a>Conobbi Zolla quando, nel 1966, diventato direttore editoriale di una casa editrice torinese di ispirazione cristiana, la Borla, decisi di affiancare alle collane esistenti testi che si ponessero di là della illusoria dialettica tra progressisti e conservatori, insegnando à seguire la difficile via dell&#8217;attenzione alla verità.  Nacque così la collana «Documenti di cultura moderna», diretta da Augusto del Noce e da <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/elemire-zolla" target="_blank">Elémire Zolla</a></span>. Quella collaborazione continuò poi nella Rusconi Libri, dove i consigli del secondo, grazie alla mercuriale capacità di cogliere ogni novità nel più sperduto angolo del mondo, furono preziosi: a lui si devono ad esempio <em>Il Signore degli Anelli</em> di J.R.R. Tolkien, la scoperta di alcuni studiosi stranieri come Pavel Florenskji, Ananda K. Coomaraswamy, Seyyed Hossein Nasr, Marius Schneider, e di italiani come <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/guido-ceronetti">Guido Ceronetti</a></span>, Cristina Campo e Giuseppe Sermonti.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/elemire-zolla" target="_blank">Elémire Zolla</a></span>, approdato a Roma negli anni Cinquanta, era stato per qualche tempo redattore di «Tempo presente», la rivista-liberale che Nicola Chiaromonte dirigeva insieme con Ignazio Silone.  Scriveva anche su «Lo spettatore italiano» saggi sulla <a title="letteratura" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/letteratura">letteratura</a> anglo-americana che attirarono l&#8217;attenzione e la stima di Mario Praz aprendogli la strada per la carriera accademica.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/un-destino-itinerante/2496" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-6193" style="margin: 10px;" title="un-destino-itinerante" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/un-destino-itinerante-172x300.jpg" alt="" width="172" height="300" /></a>Nel 1958 usciva un suo saggio, <em>L&#8217;eclissi dell&#8217;intellettuale</em> che, insieme col successivo, <em>Volgarità e dolore</em>, entrambi editi da Bompiani, suscitò sconcerto ma anche interesse per la critica radicale a quella che allora si definiva società di massa, e dove si coglievano echi della Scuola di Francoforte che egli era stato il primo a introdurre in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non si sarebbe certo arrestato a quel livello.  Ancora una volta lo scrittore stupì l&#8217;aia culturale nostrana imboccando la via della cultura che al primato della prassi contrapponeva quello della contemplazione, e allo storicismo l&#8217;attenzione alla dimensione sovrastorica della realtà, come già testimoniava nel 1965 l&#8217;antologia <em>I mistici</em> (Garzanti) alla quale aveva collaborato significativamente Cristina Campo con molte traduzioni.  Pubblicava anche alcuni memorabili saggi che consiglierei di leggere ai giovani d&#8217;oggi perché sono perfettamente attuali: da <a title="Le potenze dell'anima" href="http://www.libriefilm.com/le-potenze-dellanima/4129"><em>Le potenze dell&#8217;anima</em></a> (Bornpiani 1968), un&#8217;anatomia spirituale dell&#8217;uomo che, attraverso il viaggio fra le culture tradizionali mostra i limiti della psicoanalisi; a <em>Storia del fantasticare</em> (Bompiani 1964) sulla fantasticheria nella <a title="letteratura" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/letteratura">letteratura</a> moderna privata dell&#8217;immaginazione metafisica; o ai <em>I letterati e lo sciamano</em> (Bompiani 1969) in cui sottolinea il duplice errore della cultura eurocentrica nei confronti dei pellirosse, giudicati ora dei primitivi prelogici, ora incarnazioni del buon selvaggio, fino a quando etnologi e antropologi di ispirazione tradizionale non ne restituirono l&#8217;identità che nulla aveva a che fare con le &#8220;favole&#8221; dell&#8217;<em>Enciclopedia </em>o con quelle dello stato di natura.</p>
<p style="text-align: justify;">La successiva sua riflessione s&#8217;indirizzò verso un approfondimento delle tradizioni sapienziali con un dislocamento progressivo in Oriente. «Scrissi sull&#8217;India <em>Le tre vie </em>(Adelphi) &#8211; osserva a questo proposito in un breve scritto finale, <em>Prospettive nuove </em>- dove illustravo il metodo indù per attingere la liberazione: ci sono tre strade distinte, la normale, ragionante, che perviene all&#8217;<em>advaita-vedanta</em>, conoscenza non duale; l&#8217;amorevole o <em>bhakta</em>, per cui ci si innamora di quanto ci avvolge; infine, terza via, maledetta dal borghese indiano, il <em>tantra </em>o scatenamento scandaloso che nel massimo della rivolta contro ogni norma attinge alla liberazione».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/archetipi/2495" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-6194" style="margin: 10px;" title="archetipi" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/archetipi-197x300.jpg" alt="" width="197" height="300" /></a>È ancora presto per tracciare un bilancio della sua opera. Ma già sin da ora  è possibile riconoscere in lui uno dei protagonisti del secondo Novecento italiano come esploratore delle tradizioni religiose, anche se talvolta incauto nel percorrere certe strade che potevano condurre a esiti inaspettati e inquietanti: si vedano ad esempio le pagine sulla realtà virtuale.  Tuttavia, leggendolo con discernimento, si attingeranno in ogni sua pagina scoperte, intuizioni e suggerimenti in un immaginifico caleidoscopio di erudizione, forse il più stupefacente dell&#8217;ultimo secolo in Italia.  Si pensi ad esempio, a libri come <a title="Aure" href="http://www.libriefilm.com/aure-i-luoghi-e-i-riti/680"><em>Aure</em></a>, <a title="Archetipi" href="http://www.libriefilm.com/archetipi/2495"><em>Archetipi</em></a>, <a title="L'amante invisibile" href="http://www.libriefilm.com/lamante-invisibile/679"><em>L&#8217;amante invisibile</em></a>, <a title="Verità segrete esposte in evidenza" href="http://www.libriefilm.com/verita-segrete-esposte-in-evidenza/681"><em>Verità segrete esposte in evidenza</em></a>, tutti pubblicati da Marsilio; all&#8217;<em>Androgino</em> presso la Red; al magistrale saggio <em>Simbologia</em>, pubblicato nella «Enciclopedia del Novecento» della Treccani; ma anche a Uscite dal mondo (Adelphi 1992) e a <em>Lo stupore infantile </em>(Adelphi 1993), una raccolta di saggi che spaziano dalla metafisica della luce ai <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolismi</a> della montagna e della migrazione, dalle apocalissi al culto matriarcale delle selve, dalla rinascita ermetica fiorentina ad alcuni ritratti di protagonisti della cultura novecentesca di ispirazione sapienziale, come Karl Kérenyi e W.B. Yeats.</p>
<p style="text-align: justify;">In <a title="Discesa all'ade e resurrezione" href="http://www.libriefilm.com/discesa-allade-e-resurrezione/2502"><em>Discesa all&#8217;Ade e resurrezione</em></a>, dove emerge inaspettatamente la figura di Gesù in una cornice non certo ortodossa, poiché vi affiorano non casualmente molte suggestioni gnostiche insieme con altre cabbalistiche e alchemiche, sottolinea due convinzioni: in primo luogo che alla radice del nostro Occidente ci sia «una tradizione spirituale celata, concepita dai fondatori originari delle nostre scienze, ma poi travisata e cancellata con cura, sicché ben pochi ne conoscono oramai i nomi stessi, salvo i rarissimi che sappiano di avere in tasca la storia delle stelle e di poter andare in direzione del futuro guardando al passato».  E ne adduce molti esempi che spaziano dall&#8217;Oriente fino a san Paolo.  In secondo luogo, in una prospettiva che nega la sopravvivenza dell&#8217;anima in senso cristiano, invita a rinunciare alla centralità del nostro io come condizione indispensabile per accedere a quel bacile di carità e di luce del Buddha che secondo Coomaraswamy altro non era che il Graal.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>Il sole 24 ore</em> del 1 dicembre 2002.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/zolla-il-signore-degli-archetipi.html' addthis:title='Zolla, il signore degli archetipi ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 17:26:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adriano Romualdi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno degli ultimi articoli di Adriano Romualdi, sulla condizione di sudditanza dell'Europa nei confronti delle potenze russa e americana]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-volto-dellavvenire.html' addthis:title='Il volto dell&#8217;avvenire '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/romualdi48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Adriano Romualdi" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/teiwaz.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Teiwaz" /><br/><p style="text-align: justify;">Un filosofo contemporaneo, Augusto Del Noce, ha parlato d&#8217;una &#8220;non santa allenza&#8221; tra gli Stati Uniti d&#8217;America e la Russia per mantenere lo <em>status quo</em> europeo. La definizione è appropriata: la prima Santa Alleanza creata dai governi d&#8217;Austria, Russia e Prussia nel 1815 e la &#8220;non santa alleanza&#8221; russo-americana ci appaiono entrambe rivolte contro il mutamento dell&#8217;ordine stabilito e una presa di coscienza politica degli Europei. Allora si parlava di <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> e di legittimità, oggi di &#8220;distensione&#8221; e di &#8220;sicurezza internazionale&#8221;, ma il contenuto sostanzialmente immobilistico è lo stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, bisogna riconoscere alla prima alleanza &#8211; quella &#8220;Santa&#8221; &#8211; una eleganza diplomatica, una nobiltà di concezione, un senso di responsabilità verso l&#8217;ordine spirituale dell&#8217;Europa, che la &#8220;non santa alleanza&#8221; non può minimamente vantare. E il principe di Metternich, per poco simpatico che egli possa apparire a molti italiani, non ha meritato d&#8217;essere accostato a Gromyko, anche perché la paternalistica moderazione dei suoi sistemi polizieschi non può neppure essere paragonata al meccanismo di oppressione e terrore instaurato dalla Russia nei Paesi satelliti.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste considerazioni ce le suggerisce quella grossa farsa internazionale che è stata la &#8220;Conferenza per la sicurezza europea&#8221;. Una Conferenza in cui l&#8217;agnellino &#8211; e cioè gli Stati europei &#8211; sedevano ad uno stesso tavolo con il lupo &#8211; ossia con la Russia sovietica &#8211; per garantirsi la &#8220;reciproca sicurezza&#8221;. E&#8217; un vero peccato che oggi non vi sia favoliere della stoffa di Esopo per illustrarci degnamente la scena. Ricordate: &#8220;<em>Superior stabat lupus&#8230;</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è un vero peccato che il vincitore morale della seconda guerra mondiale, Stalin, non abbia potuto godersi la scena, ma talvolta par quasi di sentire la sua risata stridere fuori dalla bara come quei cigolii e quello sferragliare che si odono nelle case abitate dai fantasmi.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbaimo scritto che Stalin è il vero vincitore morale della seconda guerra mondiale. Ciò forse richiede un chiarimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Poiché forse vi sono ancora dei valentuomini che credono che dopo la seconda guerra mondiale il mondo sia stato riorganizzato sulla base del diritto internazionale e della libertà dei popoli di disporre di sé stessi. Se esistessero, le solenni dichiarazioni ripetute durante la confernza di Helsinki in merito alla &#8220;inviolabilità dei confini&#8221; e alla &#8220;non ingerenza reciproca&#8221; dovrebbero bastar ad aprire loro gli occhi.</p>
<p style="text-align: justify;">Poiché la &#8220;inviolabilità&#8221; dei confini significa soltanto che è inviolabile la cortina di ferro, il muro di Berlino e inviolabili i confini di rapina imposti alla Germania con la espulsione di 14 milioni di Tedeschi dalla Polonia e dalla Cecoslovacchia. E la &#8220;non ingerenza reciproca&#8221; significa soltanto che gli occidentali devono disinteressarsi dei metodi con cui, nei Paesi dell&#8217;Est, una minoranza di funzionari comunisti asservisce i propri connazionali. Che la &#8220;non ingerenza&#8221; possa significare qualche altra cosa è stato escluso dallo stesso rappresentante sovietico, il quale ha candidamente dichiarato che essa non riguarda l&#8217;intervento sovietico in Cecoslovacchia &#8211; tutt&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Altro che Carta Atlantica, che diritti dell&#8217;ONU! A vent&#8217;anni dalla data della sua morte Stalin è più vivo che mai. La sua politica di sopraffazione portata avanti con successo tra il 1945 e il 1949 trionfa in una solenne assise internazionale in cui la usurpazione si maschera da diritto e la garanzia sulla refurtiva &#8220;sicurezza europea&#8221;. La &#8220;sicurezza&#8221; alla quale si è intitolata la Conferenza altro non è che la sicurezza della Russia, la sicurezza dello<em> status quo</em> stabilito nel 1945 con la cortina di ferro. Questa è la vittoria morale di Stalin, la vittoria del diritto di preda del barbaro asiatico sul magniloquente e farisaico umanitarismo delle democrazie anglosassoni.</p>
<p style="text-align: justify;">Che ciò avvenga in nome dei grandi princìpi, della &#8220;inviolabilità&#8221; e della &#8220;non ingerenza è naturalmente una beffa. Ma non fu già una beffa l&#8217;atto che resta il fondamento morale del mondo politico contemporaneo, il suggello morale della &#8220;non santa alleanza&#8221; tra Russia e America, e cioè il processo di Norimberga? Una beffa, si guardi bene, non tanto perché vi si giudicò in base a un diritto delle genti mai codificato in nessun luogo, ma perché a giudicare dei &#8220;crimini&#8221; nazisti sedettero i rappresentanti di uno dei regimi più &#8220;criminali&#8221; della storia.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando si permise a Stalin &#8211; che aveva edificato il potere sovietico su venti milioni di morti &#8211; di mandare i suoi giudici a Norimberga a condannare quei nazisti coi quali si era alleato nel 1939, ogni nozione del diritto internazionale affogò nella farsa. È in nome di questa logica beffarda che i sovietici, dopo aver represso nel sangue ogni moto di libertà nell&#8217;Europa orientale, discettano seriosamente &#8211; ieri a Helsinki, domani a Ginevra &#8211; di &#8220;sicurezza&#8221; e di &#8220;inviolabilità&#8221;. D&#8217;altronde, la Russia è maestra nell&#8217;arte di unire la prepotenza alla beffa.</p>
<p style="text-align: justify;">Un talento in cui la ferocia un poco sorniona dell&#8217;Asia si mescola al sottile, crudele formalismo bizantino e al terrorismo gesuitico comunista. Si ricorderà che la Russia chiese &#8211; ed ottenne &#8211; di occupare un seggio per l&#8217;Ucraina nel consesso dell&#8217;ONU. Non le era bastato di aver represso nel sangue il nazionalismo ucraìno; scuoiata la vittima, volle anche indossarne la pelle.</p>
<p style="text-align: justify;">Quale senso ha che le nazioni europee siedano allo stesso tavolo con i rappresentanti di una potenza che calpesta la libertà di nove popoli europei? E che senso ha che esse si facciano garantire la loro sicurezza da quelli stessi che la minacciano? Ma la diplomazia segreta americana e la logica della &#8220;non santa alleanza&#8221; spingevano all&#8217;incontro di Helsinki, un incontro che continuerà a Ginevra in settembre nel solito clima di beffa e di equivoco. La Conferenza per la &#8220;sicurezza europea&#8221; non serve né alla libertà né alla dignità dell&#8217;Europa ma ribadisce &#8211; contro gli interessi storici europei &#8211; la volontà delle due superpotenze di mantenere lo status quo del 1945.</p>
<p style="text-align: justify;">È abbastanza singolare che l&#8217;unica voce coraggiosa che si sia levata contro la Conferenza sia quella dell&#8217;Albania, la quale, senza mezzi termini, ha denunciato le mene della Russia. L&#8217;Albania parlava evidentemente a nome della Cina. Ora, è doloroso, e nello stesso tempo pericoloso, che i cinesi si prendano a cuore l&#8217;indipendenza e la dignità dell&#8217;Europa più degli stessi governi europei. È pericoloso, perché nel vuoto morale e politico che regna nel nostro continente, potrebbe portare delle conseguenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Si pensi ad esempio a cosa potrebbe accadere se il partito cinese in Europa &#8211; oggi ancora rappresentato da sparute avanguardie di extraparlamentari &#8211; diventasse domani l&#8217;unica voce libera nei confronti delle due superpotenze, al prestigio che guadagnerebbe presso le nuove generazioni, alla risonanza tra i giovani.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto, la Russia continua a cogliere successo dietro successo. Nel 1944-45, col consenso degli Alleati occupò tutta l&#8217;Europa orientale e centrale. Tra il 1945 e il 1949 con una serie di colpi di mano le riuscì di trasformare questa occupazione in una dominazione perpetua. Tra il 1949 e il 1968, stroncando le rivolte di Berlino, Budapest, Poznan e Praga ha soffocato ogni moto d&#8217;autonomia nelle nazioni occupate. Oggi, con la Conferenza europea essa compie un altro passo avanti legittimando la sua usurpazione nel nome della &#8220;inviolabilità dei confini&#8221; e della &#8220;non ingerenza&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa essa si prefigga domani è ormai chiaro a tutti. È l&#8217;Europa &#8220;finlandese&#8221;, l&#8217;Europa smilitarizzata che godrebbe di una relativa autonomia in cambio della rinuncia a ogni pregiudiziale anticomunista e alla libertà di parola nei problemi riguardanti l&#8217;Est europeo. Questa Europa addomesticata, definitivamente emarginata come forza politica, rappresenterebbe un utile complemento della sua economia aiutandola a colmare le deficienze del suo sviluppo economico. Così gli Europei aiuterebbero il regime sovietico a superare le proprie contraddizioni economiche facilitandine lo sviluppo militare e ribadendo le catene della Europa orientale.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è il volto dell&#8217;avvenire, dietro la maschera della distensione e della sicurezza europea. Un avvenimento che forse porterà con sé la &#8220;pace&#8221; &#8211; la sottomissione è anch&#8217;essa una forma di pace &#8211; ma non certo la libertà.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>Il Giornale d&#8217;Italia</em> del 31 luglio 1973.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-volto-dellavvenire.html' addthis:title='Il volto dell&#8217;avvenire ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Zolla e la scomparsa dell&#8217;intellettuale vero</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 21:30:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Lombardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un ricordo dello studioso e scrittore scomparso nel 2002]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/zollalombardo.html' addthis:title='Zolla e la scomparsa dell&#8217;intellettuale vero '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><br/><p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8817010367"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/ilconoscitoredisegreti.bmp" border="0" alt="Grazia Marchianò, Elémire Zolla, Il conoscitore di segreti" width="95" height="153" align="right" /></a> Molte parole della nostra lingua sono abusate e utilizzate per indicare concetti diversi da quelli cui dovrebbero riferirsi, secondo il significato loro proprio: un chiaro esempio in questo senso ci è dato dal termine <em>intellettuale</em>. Non solo, infatti, questo vocabolo viene impiegato per designare ogni sorta di individuo che prenda in mano la penna o che pronunci parola nei convegni di &#8220;cultura&#8221;, ma anche il termine <em>intelletto </em>(da cui il primo direttamente deriva) viene generosamente esteso a campî ove ben difficilmente fa ingresso. Ebbene, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/elemire-zolla" target="_blank">Elémire Zolla</a></span> è stato un intellettuale, e lo è stato nel senso etimologico del termine (che è poi l&#8217;unico legittimo), vale a dire un uomo capace di <em>intus legere </em>- e per ciò stesso intelligente. Come scrisse infatti <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span>, &#8220;l&#8217;intelletto, in quanto principio universale, potrebbe essere concepito come ciò che contiene la Conoscenza Totale&#8221; (<em>Gli stati molteplici dell&#8217;essere</em>) e l&#8217;intuizione intellettuale &#8220;è contemporaneamente il veicolo della conoscenza e la conoscenza stessa, e in essa il soggetto e l&#8217;oggetto si identificano e si unificano&#8221; (<em>Introduzione generale allo studio delle dottrine indù</em>).</p>
<p style="text-align: justify;"><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/elemire-zolla" target="_blank">Elémire Zolla</a></span> ha avuto un suo preciso e significativo ruolo nel mondo della cultura, quello che ne ha fatto un emblematico pensatore, solitario in uno squallido panorama di conformisti ad ogni costo. Infatti l&#8217;ambiente della asfittica cultura ufficiale accademica, completamente egemonizzata dai rispettivi materialismi e relativismi alla Freud, Marx ed Einstein non vide mai di buon occhio (e d&#8217;altronde, come avrebbe potuto?) uno studioso così &#8220;sulfureamente&#8221; attento alle <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religioni</a>, all&#8217;alchimia, alla gnosi, al mito, alle culture tradizionali, all&#8217;esoterismo, alla spiritualità d&#8217;Oriente e Occidente: argomenti che sin troppe volte abbiamo dovuto sentir bollati come &#8220;arbitrarî&#8221;, &#8220;irrazionali&#8221;, e spesso anche come &#8220;fascisti&#8221; dagli inquisitori della cultura ufficiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Zolla aprì dunque una breccia assai pericolosa in quella muraglia editoriale: da lì infatti, con le sue incursioni, sarebbero filtrati, prima come un rivolo e poi con forza sempre più impetuosa, testi, idee, autori e prospettive di eccezionale importanza, prima celati o condannati all&#8217;invisibilità, spesso anche perché pubblicati da minuscole case editrici di destra. <a href="http://www.centrostudilaruna.it/cattabiani.html">Alfredo Cattabiani</a>, che ebbe Zolla come direttore di collana (insieme ad Augusto del Noce) quando dirigeva Borla, prima, e come consulente presso Rusconi, successivamente, lo ha ricordato su <em>Avvenire </em>con queste parole: &#8220;Ha avuto due meriti indiscutibili: di avere percorso fin dagli anni &#8217;50 l&#8217;itinerario di liberazione dai fantasmi ideologici, abbandonando i territori della cultura strumentale per giungere a quelli che hanno come fondamento il primato della contemplazione. In questo viaggio [...] ha avuto anche modo di educare le nuove generazioni con i convegni che organizzò alla fine degli anni &#8217;60 presso l&#8217;Istituto Accademico di Roma, scoprendo scrittori e studiosi italiani, allora sconosciuti, da <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/guido-ceronetti">Guido Ceronetti</a></span> a Giuseppe Sermonti [...]: ricorderò fra tanti altri <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/mircea-eliade/">Mircea Eliade</a></span>, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span>, J.R.R. Tolkien, lo storico dell&#8217;arte Hans Sedlmayr, il lama tibetano Chögyam Trungpa, il rabbino Abraham Heschel, Pavel Florenskij o Giorgio de Santillana&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che più vale dell&#8217;opera di Zolla è il penetrante sistema cognitivo, che egli applicò al tantrismo e alla magia, all&#8217;alchimia e alla filosofia induista e via dicendo ai vari argomenti di cui si occupò: un metodo alquanto libero (tanto che si trae la sensazione, talvolta, di &#8220;perdersi&#8221; nella sua lettura) ma di un&#8217;efficacia suggestiva talmente intensa da risultare quasi ipnotica.</p>
<p style="text-align: justify;">Però al tempo stesso, poiché la forma è anche (ed essenzialmente) sostanza, ciò che vi è di più valido in Zolla spesso si rovescia nel suo opposto. Sebbene probabilmente non sia molto garbato né appropriato muovere critiche o avanzare riserve su un autore appena scomparso, inquadrarne la figura intellettuale nel suo complesso è però giusto, poiché contribuisce a fornirne un&#8217;immagine completa. Ebbene, quel peculiarissimo stile di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/elemire-zolla" target="_blank">Elémire Zolla</a></span>, che tanto affascina i lettori, quello stile cioè che <a href="http://www.centrostudilaruna.it/romualdispeciale.html">Adriano Romualdi</a> trent&#8217;anni fa definì &#8220;lambiccato e inquieto&#8221;, è sì capace di elevarsi verso altezze notevolissime, sulle ali della fantasia creatrice, quanto di penetrare le oscurità profonde, seguendo il filo di ardite speculazioni: ma ciò che immancabilmente si trae dalla sua lettura, dal suo stile vibrante, è la sensazione di uno sviamento, di una perdita di coscienza &#8220;pericolosa&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Per chiarire per quanto possibile questo punto, occorre avvicinarsi più da vicino ai temi cari all&#8217;autore. Spesso nell&#8217;opera di Zolla si trova il riferimento agli stati trascendenti della coscienza: si tratta infatti di un <em>Leitmotiv</em>, di un tema conduttore dei suoi studî sui quali indubbiamente la preparazione dell&#8217;autore è amplissima, e che fornisce una messe notevole di informazioni e spunti. Ma la concezione degli stati estatici di Zolla è essenzialmente di tipo mistico, non magico: l&#8217;estasi appare cioè quasi come una forma più ampia della <em>trance</em>, e in essa ricadono dunque &#8211; con toni spesso quasi indifferenti &#8211; le visioni dei santi medievali, le evocazioni degli antichi baccanali, le <a href="http://www.modaedesign.com/">illuminazioni</a> dei monaci tibetani, ma anche i fumi dell&#8217;oppio dei &#8220;poeti maledetti&#8221;, i riti coribantici dell&#8217;Africa nera, persino gli &#8220;sballi&#8221; dei giovani odierni o della realtà virtuale (specialmente di quella ventura e perfettibile). Tutto rientra, in questa grande visione dell&#8217;estasi, nel composito insieme delle vie di &#8220;uscita dal mondo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sacro, sostenne il grande storico delle <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religioni</a> <a href="http://www.centrostudilaruna.it/eliadebiblio.html">Mircea Eliade</a>, non cessa mai di esistere: tutt&#8217;al più esso si cela, mutando continuamente le proprie forme, e sopravvive persino nelle società più secolarizzate ed apparentemente non <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religiose</a> o antireligiose. Questo è certo il caso anche della tensione al sovrannaturale, ma la chiarezza è necessaria, dati i pericoli che corre chi si avvia sulla strada dell&#8217;&#8221;uscita dal mondo&#8221;. Contro le perplessità di Zolla al proposito (dovute probabilmente alla sua particolare vocazione &#8220;mistica&#8221;), la preparazione adeguata è necessaria a non smarrirsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mondo del sovrannaturale si può infatti ben rappresentare con quello descritto da Collodi nel <em>Pinocchio</em>, un&#8217;opera davvero ricca di sapienza ermetica (neppure troppo celata): il Paese dei Balocchi non è come appare, e chi non abbia la necessaria preparazione per inoltrarvisi ne rimane trasformato, sfigurato. Allo stesso modo, chi si cala negli &#8220;inferi&#8221; della coscienza profonda, o nel ventre della balena, non sempre trova la strada del ritorno e persino mette in grave pericolo il nocciolo della sua esistenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/elemire-zolla" target="_blank">Elémire Zolla</a></span>, che è stato uno degli ultimi grandi scrittori &#8211; stregoni di questo secolo, non volle insistere su questo aspetto. E fu forse questo a renderlo noto e caro a così tanti lettori, e al tempo stesso il vero limite della sua grandezza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>La Padania </em> del 6 giugno 2002.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=10388&amp;a=915108&amp;g=0&amp;url=http://www.ita-bol.com/bol/main.jsp?action=bollibri&amp;tipoContrib=AU&amp;codPers=0000280">TUTTI I LIBRI DI ELEMIRE ZOLLA</a></p>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 13:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco de Turris</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Saggio sulla vita e l'opera di Alfredo Cattabiani]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/cattabianinonconformista.html' addthis:title='Alfredo Cattabiani, il non-conformista '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/cattabiani.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Alfredo Cattabiani" /><br/><p align="justify"><a href="http://www.centrostudilaruna.it/cattabiani.html"><img src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/cattabiani.jpg" border="0" alt="Alfredo Cattabiani" width="200" align="right" /></a> Un episodio che <a href="http://www.centrostudilaruna.it/cattabiani.html">Alfredo Cattabiani</a> ricordava spesso era quel che avvenne durante il suo esame di laurea. Avvenne che il professor Norberto Bobbio gli scagliasse contro la sua tesi. Indignato perchè era scritta con i piedi oppure perché insostenibile? No. Indignato perché era dedicata al pensiero politico di Joseph de Maistre. <a href="http://www.centrostudilaruna.it/cattabiani.html">Alfredo</a> ritornava su quel fatto per dimostrare quale fosse il clima di intolleranza e intimidazione nella Torino culturale del 1960. Ma, ora che <a href="http://www.centrostudilaruna.it/cattabiani.html">Alfredo Cattabiani</a> è scomparso il 18 maggio scorso, dopo una stoica lotta di molti anni contro la malattia che – gliel’ho detto più volte – era da ammirare e da portare a esempio, si può ben dire che quella scena è veramente emblematica della sua vita, della sua battaglia editoriale, e riassume un po’ tutto il destino di un’area culturale. Combattere incessantemente contro chi non sa far altro che scagliarsi contro di te solo perché hai idee differenti. <em>A priori</em>. Per principio. Nessun “dialogo”, nessuna discussione, nessun confronto pari a pari. Nulla. E di questo <a href="http://www.centrostudilaruna.it/cattabiani.html">Cattabiani</a> ha fatto le spese sulla propria pelle. Un’esperienza che lo ha segnato per sempre.</p>
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<p align="justify">Nato a Torino nel 1937, delle sue molte attività culturali – direttore editoriale e traduttore, giornalista e saggista, conferenziere e conduttore di programmi radiofonici – credo che in questa occasione sia necessario ricordare soprattutto la prima: quella appunto di organizzatore culturale e direttore di case editrici. Lo fece per quasi vent’anni, dal 1962 al 1979, prima per le Edizioni dell’Albero e per la Borla a Torino, poi per la Rusconi Libri a Milano. E’ qui, con il suo lavoro e la sua intelligenza, che ha dimostrato concretamente come fosse possibile opporsi all’“egemonia culturale comunista” (come la definì alla fine degli anni Ottanta Nicola Matteucci) quando se ne hanno le possibilità: sia traducendo autori del tutto trascurati o rimossi, sia scoprendo nuove firme italiane e straniere nella narrativa e nella saggistica. Che avesse capito quel che si doveva fare per contrastare il monopolio marxista e illuminista, stanno a dimostrarlo da un lato il successo commerciale delle sue scelte, dall’altro la forsennata ostilità dell’intellighezia progressista, incontrastata su riviste e giornali. Fosse stato un incapace e un mediocre non lo avrebbero preso in considerazione.</p>
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<p align="justify"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8804512393" target="_blank"><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/calendario.bmp" border="0" alt="Alfredo Cattabiani, Calendario" width="95" height="148" align="left" /></a> Con la sua direzione delle tre case editrici, <a href="http://www.centrostudilaruna.it/cattabiani.html">Alfredo</a> si propose, in crescendo di mezzi, di organizzare una produzione alternativa a quella dominante sotto diversi aspetti: culturale, ideale, <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religioso</a> e metapolitico. Non amava le definizioni e le contrapposizioni politico-partitiche: il suo punto di riferimento era la cultura tradizionale, che però amava definire “sapienziale”. E nelle sue case editrici accolse tutte le varie anime di questa cultura, perché tutte si opponevano al degrado materialista e becero dominante allora come purtroppo oggi. Ecco perché pubblicò nelle Edizioni dell’Albero ad esempio <em>La grande paura dei benpensanti</em> di Bernanos o il libro contro Emmanuel Mounier di Primo Siena; ecco perché per Borla scoprì organicamente (in precedenza si conoscevano in italiano solo un paio di opere) <a href="http://www.centrostudilaruna.it/sh.eliade.htm">Mircea Eliade</a> messo al bando dagli storici delle <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religioni</a> progressisti e marxisti con scuse politiche (è noto lo scontro <a title="Cesare Pavese" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/cesare-pavese">Pavese</a>-De Martino) traducendone diverse altre, la cui lettura ha aperto molte menti; e diede vita, sotto la direzione di Augusto Del Noce ed <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/elemire-zolla" target="_blank">Elémire Zolla</a></span>, a quella collana, “Documenti di cultura moderna”, che sotto un titolo anodino riuniva autori “tradizionali” delle più diverse tendenze, da Schuon a Rosmini, da Burckhardt a Weil, da Pallis a Seldmayr: autori e opere che offrivano una diversa “visione del mondo” ai giovani lettori di allora e che sono stati poi ripresi da altre case editrici sovente immemori di chi per primo li scoprì.</p>
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<p align="justify">Molte di queste firme trasmigrarono alla Rusconi, una realtà organizzativa ed economica che permise a <a href="http://www.centrostudilaruna.it/cattabiani.html">Cattabiani</a> di impegnarsi a fondo nel suo progetto: ambizioso, al limite del temerario, ma in parte riuscito, almeno fino a che la casa editrice appoggiò il suo direttore. <a href="http://www.centrostudilaruna.it/cattabiani.html">Cattabiani</a> operava a tutto campo: collane prestigiose e costose, ma anche collane tascabili e a basso prezzo, classici di filosofia trascurati o riscoperti ma anche narrativa da premi letterari. Possiamo ricordare alcuni filoni che aprì <a href="http://www.centrostudilaruna.it/cattabiani.html">Alfredo</a>? Dalla <a href="http://www.centrostudilaruna.it/fantastico.html"><em>fantasy</em></a> nel senso più alto e nobile con <em>Il Signore degli Anelli</em> alla presentazione “vera” della civiltà dei pellerossa, dalla valorizzazione di autori sofisticati come Cristina Campo (poi riscoperta da Adelphi) a <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/guido-ceronetti">Guido Ceronetti</a></span> (il cui romanzo Aquilegia ignorato quando uscì da Rusconi, venne salutato come capolavoro quando fu ristampato da Einaudi), dal revisionismo <em>ante litteram</em> di Carlo Alianello, al primo serio contributo scientifico contro il darwinismo con le opere di Sermonti e Fondi; impose un filosofo emarginato perché non progressita come Augusto Del Noce, oggi ritenuto un maestro; offrì al grande pubblico l’opera difficile ma fondamentale di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span>, sino a quel momento confinata ai suoi adepti (e proprio a <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span> dedicò una delle sue ultime uscite pubbliche partecipando ad un convegno del novembre 2001 organizzato a Roma dalla Fondazione <a href="http://www.centrostudilaruna.it/evola.html">Julius Evola</a>: la sua bellissima prolusione d’aperturà apparirà negli Atti che sono in corso di stampa). La riscoperta del sacro è al fondo di molte sue scelte di saggistica e narrativa, il sacro inteso nel senso più vasto del termine. Ma anche sottrasse alla cosiddetta “grande editoria” narratori di spicco, come Giuseppe Berto e Giorgio Saviane, che improvvisamente divennero dei poco di buono.</p>
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<p align="justify"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8804498765" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/volario.bmp" border="0" alt="Alfredo Cattabiani, Volario" width="95" height="143" align="right" /></a> Insomma, <a href="http://www.centrostudilaruna.it/cattabiani.html">Alfredo Cattabiani</a> non aveva la minima paura di gettare sassi nello stagno o, meglio, in piccionaia: e i piccioni non solo protestarono, ma attaccarono, calunniarono, insinuarono, iniziarono campagne diffamatorie e insultanti, non perdevano occasione per stroncare o per silenziare. Insomma, si comportavano come si era comportato il professor Bobbio. Anzi, fecero ancora di peggio, perché almeno quello di Bobbio fu un atto diretto ed esplicito. I “padroni della letteratura” (per riprendere il titolo di un <em>pamphlet</em> a più mani che <a href="http://www.centrostudilaruna.it/cattabiani.html">Alfredo</a> provocatoriamente pubblicò) usarono l’arma subdola dell’insinuazione: la Rusconi era nata proprio nel 1969-1970 perché faceva parte di un più ampio progetto di “restaurazione” non solo culturale ma politica. Dietro c’erano la Dc, i servizi segreti, i fascisti, la Cia.</p>
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<p align="justify">Follie? No, carta canta. Parole pericolosissime: quelli erano gli anni della contestazione, di Piazza Fontana, stavano iniziando gli “anni di piombo”, le Brigate Rosse sequestravano e sparavano, gli scontri di piazza fra destra e sinistra frequentissimi, Milano in specie era un campo di battaglia permanente. Le insinuazioni, più o meno esplicite, servivano a ghettizzare, a mettere in difficoltà la Rusconi nei confronti non solo degli autori italiani che pubblicavano con lei, ma anche i recensori, addirittura i distributori ed i librai. Una casa editrice che si batteva contro il comunismo, lo scientismo, i luoghi comuni storici e culturali dei progressisti, doveva essere isolata e distrutta. Ci fu chi scrisse che intorno ad essa bisognava creare “un cordone sanitario”, quasi fosse un morbo epidemico&#8230; E alla fine ci riuscirono.</p>
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<p align="justify"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8804496193" target="_blank"><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/zoario.bmp" border="0" alt="Alfredo Cattabiani, Zoario" width="95" height="148" align="left" /></a> Il risultato fu che la Rusconi, assediata da ogni parte, non riuscì più a sopportare quell’attacco: l’unica cosa da fare era affiancare, spostare, esautorare poco a poco e alla fine costringere a gettare la spugna il responsabile di tanto scandalo. Nel 1979 <a href="http://www.centrostudilaruna.it/cattabiani.html">Alfredo Cattabiani</a> abbandonò la Rusconi, abbandonò il lavoro editoriale, abbandonò Milano e si trasferì a Roma dove inizierà una nuova vita ed un nuovo lavoro. Non fu persecuzione, quella? Che qualcuno osi negarlo ed osi dire si era all’interno di una normale “dialettica culturale”. Sarebbe importante che qualche giovane giornalista di buona volontà, o qualche giovane dottorando intelligente, andasse alla ricerca degli archivi editoriali della Rusconi e frugasse tra i carteggi e tra i ritagli-stampa, o magari trovasse il tempo per spulciare i fascicoli degli anni Settanta di riviste allora molto politicizzate, da <em>L’Espresso</em> a <em>Panorama</em>, da <em>L’Europeo</em> a <em>Epoca</em>, da <em>Vie Nuove</em> a <em>Rinascita</em>, le “terze pagine” dei giornali di partito (<em>l’Unità</em>, <em>l’Avanti!</em>, <em>Paese Sera</em>) o di opinione, dal <em>Corriere della Sera</em> a <em>La Stampa</em>, da <em>la Repubblica </em>a <em>Il Messaggero</em>. Ne verrebbe fuori non solo una storia veritiera della cultura italiana durante gli “anni di piombo” in cui le parole venivano usate come pallottole per decretare la morte civile e intellettuale di una casa editrice e del suoi direttore, ma se ne vedrebbero delle belle: firme che allora furoreggiavano per estremismo e intransigenza, per inchieste faziose, per definizioni acide e dileggianti, ora – magari – assurte agli onori della cultura del governo di centro-destra.</p>
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<p align="justify"><a href="http://www.centrostudilaruna.it/cattabiani.html">Alfredo</a> dello stato di fatto della cultura attuale era ben consapevole: lo diceva a me come a molti altri, e lo scriveva <em>apertis verbis</em> in articoli e lo diceva in interviste. Non era amareggiato, ma indignato. Nonostante ciò, non aveva intenzione di scendere in polemiche dirette e “politiche”, e mi sconsigliava di farlo, mi rimproverava quando qualche volta, troppe volte, lo facevo. Ma poi sceglieva l’arma dell’ironia e, sotto sotto, del disprezzo: di fronte, mi diceva, abbiamo degli incolti, degli approfittatori, dei convertiti di bassa lega, perché prendersela? Per tutto quel che fece – ed è stato moltissimo e solo oggi se ne raccoglie qualche frutto – <a href="http://www.centrostudilaruna.it/cattabiani.html">Alfredo</a> non ha ricevuto praticamente nulla, anche sul piano materiale: dopo la chiusura de <em>Il Settimanale</em> all’inizio degli anni Ottanta, e si trovava in gravi difficoltà, qualcuno l’ha forse assunto in pianta stabile? E aveva poco più di quarant’anni. Quel che ha lasciato come retaggio culturale (al di là della sua opera di saggista) oggi ci appare fondamentale, e non glielo hanno ancora perdonato: non solo il silenzio assoluto o le striminzite notizie di agenzia pubblicate da alcuni “grandi giornali” alla sua morte, ma anche il ridimensionamento o la minimizzazione della sua persecuzione stanno lì a provarlo.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8804506784" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/acquario.bmp" border="0" alt="Alfredo Cattabiani, Acquario. Simboli, miti, credenze e curiosità sugli esseri delle acque: dalle conchiglie alle sirene, dai delfini ai coccodrilli, dagli dei agli animali fantastici" width="95" height="147" align="right" /></a> Volava forse troppo alto? Non direi. Era forse troppo intransigente? Nemmeno. Purtroppo lui, come alcuni altri, andava troppo contro i luoghi comuni del suo tempo, contro la cultura mercificata e banale da un lato, cinica e secolarizzata, ideologizzata sino alle midolla dall’altro. Però ci ha lasciato, oltre ai suoi libri, un’immensa eredità di indicazioni e suggestioni, di coraggio intellettuale e di esempio morale che non deve essere assolutamente dispersa. Se questo mondo che fugge ha come suo dio l’effimero e l’oblio, <a href="http://www.centrostudilaruna.it/cattabiani.html">Alfredo Cattabiani</a>, che pure è stato costretto a lasciarci troppo presto come avviene per i migliori, ci ha indicato il permanente e la memoria.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">* * *</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Tratto da <em>Ideazione</em> 4 (luglio-agosto) 2003.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/cattabianinonconformista.html' addthis:title='Alfredo Cattabiani, il non-conformista ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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