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	<title>Centro Studi La Runa &#187; Arthos</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>Favete linguis!</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 14:04:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Iacona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E' da poco uscita una raccolta di saggi di Renato Del Ponte sulle “fondamenta del sacro in Roma antica”, dal titolo Favete linguis! (ed. Arya).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/favete-linguis.html' addthis:title='Favete linguis! '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/storia-antica.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Storia antica" /><br/><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.oicl.it/arya/pubblicazioni.htm" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-7254" style="margin: 10px;" title="favete-linguis" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/favete-linguis.jpg" alt="" width="202" height="286" /></a>Ultimo libro in ordine di tempo per <a title="Renato Del Ponte" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/renato-del-ponte/">Renato Del Ponte</a>. Storico delle idee e del diritto religioso arcaico, traduttore e studioso di storia delle <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione/">religioni</a> e di <a title="simbolismo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli/">simbolismo</a>, <a title="Del Ponte" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/renato-del-ponte/">Del Ponte</a> è fra i più seri e affidabili interpreti del pensiero di <a title="Julius Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola/">Julius Evola</a>, al quale si ispira al momento di fondare il “Centro studi evoliani” alla fine degli anni Sessanta e il periodico «Arthos», nel 1972, tutt’ora in corso di stampa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro è una raccolta di saggi sulle “fondamenta del sacro in Roma antica” dal titolo <em>Favete linguis!</em> (160 pp., 19 euro) ed è edito, come i volumi che <a title="Renato Del Ponte" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/renato-del-ponte/">Del Ponte</a> ha pubblicato precedentemente (fra i quali due scelte di saggi evoliani, <a title="Il mondo alla rovescia" href="http://www.centrostudilaruna.it/il-mondo-alla-rovescia.html"><em>Il mondo alla rovescia</em></a>, 2008 e <em>Le sacre radici del potere</em>, 2010), dalla casa editrice Arya di Genova.</p>
<p style="text-align: justify;">Come chiarisce l’autore nella nota bibliografica, si tratta di un libro che è, allo stesso tempo, un «invito» e un «ammonimento … ad avvicinarsi al mondo spirituale dell’antica Roma muniti del dovuto rispetto e della cautela necessaria per chi s’introduca in tale ordine di cose: il sacro». Un libro idealmente legato a due saggi precedenti dello stesso <a title="Renato Del Ponte" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/renato-del-ponte/">Del Ponte</a>, quello pubblicato per la Ecig nel 2003, <em>La città degli dei. La tradizione di Roma e la sua continuità</em> e quello più conosciuto del 1992 pubblicato per Rusconi: <em>La religione dei romani</em>. Un libro esaurito da tempo. Un asse ideale lega dunque tutti i lavori di <a title="Renato Del Ponte" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/renato-del-ponte/">Del Ponte</a>: le fondamenta di Roma antica e la lezione, dal punto di vista giuridico, che è opportuno trarre dal periodo classico fino ai nostri giorni. Una lezione a un tempo storica e spirituale. Oggi però, scrive <a title="Del Ponte" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/renato-del-ponte/">Del Ponte</a>, nella nostra epoca si assiste all’esatto contrario: c’è un graduale allontanamento dalle “ragioni” della storia – e di ogni storia – a favore di una deificazione del domani e di ciò che si spera possa avvenire in un futuro sempre più incerto.</p>
<p style="text-align: justify;">Fra i dodici saggi presenti all’interno di <em>Favete linguis!</em> (il tredicesimo è una recensione dei primi anni Novanta di Pio Filippani-Ronconi alla <em>Religione dei romani</em>), uno tratta specificamente delle questioni relative al passato, e al messaggio che ci deriva dal passato, oramai quasi del tutto sconosciuto ai contemporanei.</p>
<p style="text-align: justify;">Scrive Del Ponte: «sembrerebbe che i ritmi imposti dalla globalizzazione … abbiano contratto l’“attimo fuggente”, cioè il presente, così tanto da proiettarlo immediatamente nella dimensione del passato e quindi suggeriscano inevitabilmente un’idea del tempo futuro quale unica dimensione di qualche interesse. Gli abitanti del cosiddetto … “villaggio globale” con l’aiuto delle scienze, paiono possedere una dimestichezza col futuro un tempo inimmaginabile». Insomma, il futuro sembra essere diventato l’unico vero Dio per gli uomini; un futuro che è tuttavia sempre più incerto e che “letto” e “riletto” proprio dall’ottica del passato storico, non può non essere apportatore di conflitti e di rivalità, anche dure, all’interno di ogni entità culturale. La radice dei problemi del mondo d’oggi è dovuta probabilmente a una serie di questioni. L’“incomprensione del presente” come “ignoranza del passato”, come diceva Marc Bloch, è la mancanza di vera libertà e di tolleranza nell’edificazione del futuro… Colpa di chi? difficile dire. Probabilmente di certo positivismo, delle dottrine che hanno inteso classificare – se non peggio – le civiltà in peggiori e migliori. Colpa anche di quella che si può chiamare “modernità”, iniziata proprio con la “scoperta” dell’America, uno dei primi atti della globalizzazione più imprudente.</p>
<p style="text-align: justify;">Che fare, insomma? <a title="Del Ponte" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/renato-del-ponte/">Del Ponte</a> parla di un messaggio di tolleranza e di libertà che «ci giunge da un passato, apparentemente lontano» (quello di Roma), un messaggio che si è propagato grazie anche a un «Oriente illuminato dalla luce del messaggio apollineo e socratico». Cristianesimo e scienza non sono stati sempre all’altezza dei loro annunci, soprattutto la seconda che, per <a title="Renato Del Ponte" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/renato-del-ponte/">Del Ponte</a>, ha assunto forma e importanza quasi “totalitarie”. Ma non è proprio il caso, se lo scopo è costruire e non distruggere, perdersi in accuse e rimpianti, peraltro già fuori tempo… Allora? La considerazione finale dell’autore è certo, anch’essa, un auspicio, ma di quelli che vale la pena riportare e sulla quale è opportuno riflettere: «è giunto il momento di tentare una nuova sintesi che riconduca all’interno della concezione dell’uomo e dell’universo quel che di sacro ne era stato, col tempo, gradualmente espunto», scrive <a title="Renato Del Ponte" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/renato-del-ponte/">Del Ponte</a>, «occorre edificare, sull’esempio degli antichi, una nuova metafisica, che riconosca la presenza di uno spirito nel mondo, non al di fuori di esso o ad esso trascendente…». Una riflessione che possiamo inquadrare nel tentativo dei migliori studiosi di “cose dello spirito”, ci vengono in mente lo stesso Filippani Ronconi e <a title="Elémire Zolla" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/elemire-zolla/">Elémire Zolla</a>.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/favete-linguis.html' addthis:title='Favete linguis! ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Mes souvenirs de Julius Evola</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 16:31:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Del Ponte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Entretien avec Renato del Ponte, fondateur du Centro Studi evoliani a Gênes, sur Evola et le traditionaliste romain en Italie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/mes-souvenirs-de-julius-evola.html' addthis:title='Mes souvenirs de Julius Evola '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/evola48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Julius Evola" /><br/><p style="text-align: justify;">Renato del Ponte est une figure incontournable de l&#8217;évolisme européen. Fondateur du Centro studi evoliani à Gênes en 1969 et éditeur des revue <em>Arthos</em>, il anime aussi le Mouvement traditionaliste romain. Il nous a fait l&#8217;amitié de nous accorder l&#8217;entretien qui suit.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Question: Renato del Ponte, votre nom est étroitement lié à celui d&#8217;<a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a>, pourriez vous vous présenter à nos lecteurs et préciser ce qui vous a amené à <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> et quels ont été vos rapports avec lui?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.fr/gp/product/2867140056?ie=UTF8&amp;tag=centrostudila-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=1642&amp;creative=6746&amp;creativeASIN=2867140056"><img class="alignright size-full wp-image-5693" title="julius-evola-homme-oeuvre" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/julius-evola-homme-oeuvre.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Réponse: Je suis simplement une homme qui a toujours cherché à donner à sa propre vie, sur les plans existentiels, politiques et culturels, une ligne d&#8217;extrême cohérence. Il est normal que sur cette voie mon itinéraire ait rencontré celui d&#8217;<a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> qui avait fait de la cohérence dans sa vie comme dans ses écrits son mot d&#8217;ordre. Naturellement pour des raisons conjoncturelles &#8211; <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> est né en 1898 et moi en 1944 &#8211; la rencontre physique n&#8217;a pu se produire que dans les dernières années de sa vie.</p>
<p style="text-align: justify;">Les circonstances et les particularités de nos rapports sont développés en partie dans les courriers que nous avons échangé à partir de 1969 et jusqu&#8217;en 1973 (Ndlr: Édité dans le livre Julius Evola, <em>Letttere 1955-1974</em>, Edizioni La terra degli avi, Finale Emilia, 1996, pp. 120-155).</p>
<p style="text-align: justify;">Il s&#8217;est toujours s&#8217;agit de rapports très cordiaux, emprunts pour ma part de la volonté de créer un réseau organisationnel qui fasse mieux connaître sa pensée en Italie et à l&#8217;étranger.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Q.: C&#8217;est vous qui avez déposé dans une crevasse du mont Rosé l&#8217;urne contenant les cendres d&#8217;Evola. Pourriez vous nous dire dans quelles circonstances ?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">R.: C&#8217;est effectivement moi et d&#8217;autres amis fidèles qui avons assuré le transport et le dépôt des cendres d&#8217;<a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> dans une crevasse du Mont Rosé à 4.200 mètres d&#8217;altitude, à la fin d&#8217;août 1974. Pour vous dire la vérité, je n&#8217;étais pas l&#8217;exécuteur testamentaire des dernières volontés d&#8217;<a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a>, mais je lui avais promis ainsi qu&#8217;à notre ami commun Pierre Pascal, que je serais vigilant à ce que les volontés concernant sa sépulture soient correctement exécutées.</p>
<p style="text-align: justify;">Comme le craignait <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a>, il y eut de graves et multiples négligences qui m&#8217;obligèrent a intervenir et a procéder à l&#8217;inhumation avec l&#8217;aide d&#8217;Eugène David qui était le guide alpin d&#8217;Evola lorsqu&#8217;il fit ses ascensions du Mont Rosé en 1930. Il m&#8217;est impossible de raconter toutes les péripéties, certaines particulièrement romanesques, mais vous pouvez vous reporter à l&#8217;ouvrage collectif <em>Julius Evola: le visionnaire foudroyé</em> (Copernic, Paris, 1979) ou certaines sont relatées.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.amazon.fr/gp/product/2867140943?ie=UTF8&amp;tag=centrostudila-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=1642&amp;creative=6746&amp;creativeASIN=2867140943"><img class="alignleft size-full wp-image-5694" title="masques-et-visages" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/masques-et-visages.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Q.: Vous animez le Mouvement traditionaliste romain. Qu&#8217;est-ce ?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">R.: Le Movimento tradizionalista romano est une structure essentielle­ment culturelle et spirituelle qui se propose de mieux faire connaître les caractéristiques de la Tradition romaine, laquelle n&#8217;est pas une réalité historique définitivement dépassée, mais une entité spirituelle immortel­le capable d&#8217;offrir encore aujourd&#8217;hui un modèle opératif existentiel et une orientation religieuse basée sur ce que nous définissons comme la «voie romaine des Dieux». Dans ce but, le mouvement agit sur un plan interne et communautaire, très discret, voué à la pratique de la <em>pietas</em>, et sur un plan externe voué à faire connaître la thématique traditionnelle de la romanité au travers de manifestes, de livres &#8211; par exemple ma <em>Religione dei Romani</em> (Rusconi, Milano, 1992) qui a obtenu un important prix littéraire &#8211; et de revues. Pour le reste des particularités vous devez vous référer à mon intervention faites à Paris en février dernier au colloque de <em>L&#8217;originel</em> sur le paganisme et qui sera probablement publiée en français dans la revue <em>Antaios</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Q.: Pour certains, la période du groupe Ur est la plus intéressante d&#8217;Evola. Il nous semble qu&#8217;elle mélangea politique para-fasciste, occultisme et art moderne dans un étonnant et fascinant cocktail. Est-ce exact? Comment analyser cette phase de la vie d&#8217;Evola?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">R.: Je ne peux pas parler de manière brève du groupe d&#8217;Ur et de ses activités. Je vous renvoie à mon livre <em>Evola e il magico Gruppo di Ur</em> (Sear Edizioni, Borzano, 1994).</p>
<p style="text-align: justify;">Je me limiterai à dire gué c&#8217;est la période la plus engagée de la vie d&#8217;Evola.</p>
<p style="text-align: justify;">Cela parce que ce fut la période où certains courants ésotériques, qui pour une bonne part se revendiquaient de la tradition romaine, avaient quelques espérances concrètes d&#8217;influencer le gouvernement de l&#8217;Italie.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.fr/gp/product/2867141834?ie=UTF8&amp;tag=centrostudila-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=1642&amp;creative=6746&amp;creativeASIN=2867141834"><img class="alignright size-full wp-image-5695" title="evola-qui-suis-je" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/evola-qui-suis-je.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Mais aussi cette phase de la vie d&#8217;Evola peut être interpétée comme une tentative, caractéristique de toute son existence, de «procéder autre­ment», de dépasser les limites des forces qui conditionnent l&#8217;existence, pour créer quelque chose de nouveau, ou de meilleur, de revenir à des conditions plus «normales» d&#8217;une vie selon la Tradition.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Q.: Comment concilier évolisme et engagement politique?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">R.: Si vous me parlez de possibles actions politiques d&#8217;orientation une fâché plus limitée, réservée à une minorité qui est de tenter d&#8217;influencer certains groupes ou certaines ambiances, mais au niveau individuel et sans espérance concrète de publication de revues et d&#8217;édition.</p>
<p style="text-align: justify;">Nous allons bientôt recommencer à publier <em>Arthos</em> à un rythme trimestriel. Il est naturel que l&#8217;initiative italienne soit accompagnée par la naissance de groupes et de mouvements analogues en Europe et surtout en France où l&#8217;œuvre d&#8217;<a title="Evoka" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> est bien connue. L&#8217;année a venir verra sûrement la réalisation d&#8217;initiatives concrètes dont vous serez bien sur informés puisque nous comptons naturellement sur votre active contri­bution.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Note</strong><br />
Article tiré de «Lutte du Peuple», numéro 32, 1996.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/mes-souvenirs-de-julius-evola.html' addthis:title='Mes souvenirs de Julius Evola ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>C&#8217;è un&#8217;Italia da spiegare&#8230; ci pensa Giulio Arthos</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 15:03:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Iacona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un gustoso pamphlet di Giulio Arthos contenente impietose lettere non inviate a esponenti del mondo della politica e del giornalismo italiani]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/ce-unitalia-da-spiegare.html' addthis:title='C&#8217;è un&#8217;Italia da spiegare&#8230; ci pensa Giulio Arthos '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/teiwaz.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Teiwaz" /><br/><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/lettere-non-spedite/5706" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-2663" style="margin: 10px;" title="lettere-non-spedite" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/lettere-non-spedite.jpg" alt="lettere-non-spedite" width="200" height="298" /></a>Un giornalista scontento e scorretto, dice di chiamarsi Giulio Arthos (saranno soddisfatti gli evoliani no?), e si diverte a scrivere lettere e a non spedirle. Lettere toste con nomi, cognomi ed episodi “incriminati”, in passato ospitate anche dal quotidiano <em>Linea</em>, indirizzate ai protagonisti degli sba(di)gli e delle stranezze d’Italia; ai giornalisti innanzitutto (e a chi sennò?), ma anche ai politici vecchi e nuovi, come Gianni Alemanno, sindaco della Capitale e Alfredo Mantica, sottosegretario del governo Berlusconi. Qualche mese fa, questo signor Giulio, ha deciso di raccogliere in volume le sue cattiverie e ne son venute fuori 170 pagine di rasoiate da barbiere di paese (Giulio Arthos, <a title="Lettere non spedite" href="http://www.libriefilm.com/lettere-non-spedite/5706"><em>Lettere non spedite</em></a>, Tabula fati, 2009, pp. 176, euro 12.00. Presentazione di Corrado Federici), tanto che ben prima della fine del libro è invero difficile che il lettore possa non esclamare «Oddio, che Italia!», periodo meno colto, ma ugualmente significativo, dell’esclamazione dantesca «Ahi serva Italia», eccetera eccetera.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni esempi per far capire. Lettera indirizzata da Arthos a Ezio Mauro, direttore de <em>La Repubblica</em>, datata 20 febbraio 2004. <em>Repubblica</em> è il giornale più artistico del nostro Paese, perché riesce a vedere un’Italia che non c’è mai stata. Un giorno di quasi sei anni fa, per esempio, un giorno che forse diverrà “storia”, Mauro si lasciò scappare alcuni commenti su una incredibile “egemonia culturale della destra” (sic!), che al nostro dottor Giulio non sfuggirono punto e ai quali infatti replicò con beffarda eleganza. Chiaro no? Stessa famiglia (la sinistra), di nuovo le stesse lamentele su un presunto “regime” (di destra), sollevate anche da Maurizio Costanzo, un uomo dalla carriera interminabile (fra Benito Mussolini e Aldo Biscardi, per capirci). Era il 2003, e “impaurito” da alcune giudizi espressi dal settimanale <em>Il Domenicale</em>, il baffo più noto della tv commerciale si lasciò andare a uno sfogo (indovinate dove?) ancora su <em>Repubblica</em>. Pensavate che al nostro Arthos potesse sfuggire la faccia tosta dell’onnipresente pariolino? Bé, sbagliavate di grosso&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Poi è la volta della lettera indirizzata al “filosofo” e tuttologo dell’Unità, Bruno Gravagnuolo che un giorno sì, l’altro pure, se la prende con i “fascisti” di ieri e di oggi, ma anche lui con scarsa padronanza della materia. Il lettore scoprirà, oltre a due saporite novità sull’antigentiliano Adriano Tilgher e sull’immancabile <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a>, che Corneliu Zelea Codreanu non è stato il capo della “Guardia di ferro” bensì delle più esoteriche “Croci di ferro rumeno” (sic!). Anche <a title="Gianni Minà" href="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/2007/05/17/gianni-mina/">Gianni Minà</a>, altro <em>salty dog</em> dell’antifascismo nostrano, si becca la sua missiva a causa della fedeltà al vecchio e malinconico Fidel Castro (per la serie: compagni, opponiamoci ai dittatori solo quando non sono di sinistra, please); una fedeltà già pronta però, ci dice Arthos, a trasformarsi in critica con valore retroattivo, qualora il barbuto comandante continuasse a combinarne di grosse. Vestire il fido-Fidel dei panni di un fascio-populista diverrebbe un gioco per la sinistra degli scacchisti, che muove persone e categorie politiche a seconda di necessità e occorrenze (ieri contro i preti, oggi a favore, domani non si sa). Oplà! e lo scomodo Castro diventerebbe il cugino emigrante di Francisco Franco: stessa “disumanità”, stesso “orientamento”, ecc.</p>
<p style="text-align: justify;">La lettera più forte, però, è quella indirizzata alla giornalista Guia Soncini, rosa da un dubbio amletico sulle reali intenzioni degli uomini d’oggi (la vogliono ancora quella “cosa lì”?). Il nostro battagliero Arthos non si crea problemi e scrive: siamo sicuri «Cara signorina», che non si tratti di un suo personalissimo problema? “Mal comune” mezzo gaudio, insomma? O al contrario cambiando i tempi cambiano i gusti e cambiano pure le opinioni? Certo è che di sesso c’è chi ci campa pure, pur non essendo Richard Gere. «Con i dovuti rispetti» (ovviamente), firmato: Giulio Arthos.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/ce-unitalia-da-spiegare.html' addthis:title='C&#8217;è un&#8217;Italia da spiegare&#8230; ci pensa Giulio Arthos ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Publio Nigidio Figulo</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 09:29:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Enzo Migliori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dettagliata recensione del saggio di Nuccio D'Anna su Publio Nigidio Figulo, filosofo pitagorico e cultore della aruspicina etrusca]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/publio-nigidio-figulo.html' addthis:title='Publio Nigidio Figulo '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/storia-antica.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Storia antica" /><br/><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8887625379/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8887625379"><img class="alignleft size-full wp-image-8422" title="nigidio" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/nigidio.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a>Un personaggio significativo dell&#8217;intemperie politico-culturale del primo secolo antecedente l&#8217;era volgare e, nel frattempo, emblematico della &#8220;presenza&#8221; etrusca nella <em>Res publica Romanorum</em>, dalle sue origini alla caduta dell&#8217;Impero in Occidente<a name="_ftnref1" href="#_ftn1"></a>[1], è senz&#8217;altro Publio Nigidio Figulo<a name="_ftnref2" href="#_ftn2"></a>[2]. <em>Vir doctissimus</em>, fondatore del neopitagorismo romano, membro del Collegio dei <em>LX Aruspici</em>, senatore amico di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/marco-tullio-cicerone" target="_blank">Cicerone</a></span> e seguace di Pompeo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ce ne offre ora un quadro esaustivo della sua vita e delle sue opere <a title="Nuccio D'Anna" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/nuccio-d-anna/">Nuccio D&#8217;Anna</a>, storico delle <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> particolarmente attento al <a title="mondo classico" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/storia-antica">mondo classico</a>, noto ai lettori di <em>Arthos</em>. Lavoro non semplice per la disomogeneità e incoerenza delle fonti e testimonianze.</p>
<p style="text-align: justify;">Comunque, giustamente, secondo <a title="Nuccio D'Anna" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/nuccio-d-anna/">D&#8217;Anna</a> &#8220;<strong><em>i frammenti raccolti e gli studi che nei vari settori sono stati fatti dagli specialisti, possono armai permettere di delineare la complessa personalità di Nigidio, di tracciare un profilo autentico del suo pensiero, di delimitare la profondità e la reale consistenza dell&#8217;apporto di tradizioni spirituali quali il pitagorismo, la <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> etrusca, l&#8217;aruspicina romana, l&#8217;escatologia dei cosiddetti &#8220;Magi ellenizzati&#8221;, capire da dove possono essersi originate le sue dottrine astrali, qual è il ruolo veritiero e la profondità della sua opera di &#8220;theologia&#8221;, vera e propria sintesi di un mondo spirituale che conosciamo con difficoltà e solo parzialmente</em></strong>&#8221; (pp. 9-10). Lo stesso impegno politico nigidiano apparirebbe &#8220;<strong><em>come l&#8217;estremo tentativo di preservare culti e riti appartenenti ad uno stato arcaico del mondo etrusco-latino</em></strong>&#8221; (p. 10).</p>
<p style="text-align: justify;">Nato intorno al 98 a.C. forse a Perugia, città o <em>popolo</em> dell&#8217;antica dodecapoli dell&#8217;Etruria, dove le iscrizioni attestano la diffusione delle <em>gens Nigidia</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Una in particolare lega un componente della <em>gens</em> al <em>cognomen Sors</em> adattamento del termine <em>sortes</em> ovvero le tavolette di legno utilizzate nei rituali oracolari praticati nell&#8217;ambito dell&#8217;<em>etrusca disciplina</em> che &#8220;<strong><em>confermerebbe l&#8217;esistenza di antiche scienze oracolari e divinatorie custodite e trasmesse all&#8217;interno del clan familiare</em></strong>&#8221; (p. 15) del famoso senatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Un &#8220;<strong><em>radicamento familiare nel mondo etrusco le cui dottrine da sempre a Roma hanno goduto di un&#8217;autorità indiscussa</em></strong>&#8221; (p. 14).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8875459886" rel="nofollow" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/divinoellade.bmp" alt="Nuccio d'Anna, Il divino nell'Ellade" width="95" height="145" border="0" /></a>Con un <em>cursus honorum</em> di tutto rispetto ritroviamo Nigidio, purtroppo, schierato con Pompeo<a name="_ftnref3" href="#_ftn3"></a>[3] fino alla fatidica battaglia di Farsalo, con la conseguenza dell&#8217;esilio forzato, mentre buona parte dei membri del venerato e autorevole Collegio dei LX Aruspici si schiereranno col <em>Pontifex Maximus</em> Cesare<a name="_ftnref4" href="#_ftn4"></a>[4]. Questa scelta di campo non può inficiare il nostro giudizio sul suo percorso sapienziale. Grazie alle fonti, in particolare quelle raccolte da A. Swoboda, ma soprattutto alla dimestichezza con la visione tradizionale permette al <a title="Nuccio D'Anna" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/nuccio-d-anna/">D&#8217;Anna</a> di ricostruire il quadro del pitagorismo romano e delle sue dottrine sapienziali di cui il Nostro era il principale esponente anzi il &#8220;restauratore&#8221;, fino a condurci nella famosa &#8220;basilica&#8221; di Porta Maggiore e la <a title="simbologia" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbologia</a> in essa nascosta.</p>
<p style="text-align: justify;">Nigidio oltre che essere <em>Pythagoricus,</em> è spesso designato come <em>Magus</em> ma non col significato negativo che spesso tale termine aveva nell&#8217;<a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/storia-antica">antichità classica</a> ma quale appellativo legato all&#8217;attribuzione di una precisa condizione spirituale, un&#8217;<em>esperienza estatica ed &#8220;illuminativa&#8221;</em> (p. 43). Il <em>cognomen &#8220;figulus&#8221;</em> è stato spesso erroneamente collegato ad un improbabile mestiere del &#8220;vasaio&#8221; o di &#8220;ceramista&#8221; mentre andrebbe ricondotto alla <a title="simbologia" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbologia</a> astrale confermata anche dalle fonti. &#8220;<strong><em>Dice che Nigidio Figulo prese questo nome perché tornato dalla Grecia, disse di aver imparato che il mondo si muove con la velocità della ruota del vasaio</em></strong>&#8220;<a name="_ftnref5" href="#_ftn5"></a>[5]. Ribadita anche dall&#8217;episodio dei gemelli ricordato da Agostino<a name="_ftnref6" href="#_ftn6"></a>[6] in cui Nigidio utilizza il <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolo</a> della <em>rota figuli</em>, &#8220;la ruota del vasaio&#8221;, per dimostrare le sue &#8220;<strong><em>teorie astronomiche e delle influenze astrali negli accadimenti umani</em></strong>&#8221; (p. 52).</p>
<p style="text-align: justify;">Di particolare interesse sono i capitoli dedicati all&#8217;esposizione delle conoscenze astronomiche e dei miti connessi, dell&#8217;<a title="antichità classica" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/storia-antica">antichità classica</a> in generale e del nostro aruspice neopitagorico in particolare, mostrate dalle fonti pervenuteci. Ancora una volta <a title="Nuccio D'Anna" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/nuccio-d-anna/">D&#8217;Anna</a><a name="_ftnref7" href="#_ftn7"></a>[7] dimostra la sua competenza nel condurci fra gli arcaici sistemi calendariali che scandivano i sacri ritmi del tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">In relazione alle conoscenze astrologiche ed alla perizia divinatoria di Nigidio come non ricordare l&#8217;episodio riferito da <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/gaio-svetonio-tranquillo" target="_blank">Svetonio</a></span> (<em>Aug.</em> 94) del padre del futuro Augusto, che al momento della nascita del figlio, &#8220;<strong><em>ebbe in sogno la visione di un sole che si levava dal seno della moglie. Nigidio predisse per questo figlioletto appena nato un destino di dominatore universale</em></strong>&#8221; (p. 81). Di particolare rilievo è il fatto che Cassio Dione (44, 1) &#8220;<strong><em>collega tale predizione su un prossimo Sovrano universale dai caratteri quasi messianici, al tipo di ordine celeste che era possibile contemplare nel movimento delle stelle, e poi alle particolari modalità di disporsi delle costellazioni nei loro percorsi siderei. Il movimento dei corpi celesti nella sfera cosmica sembrava indicare fatti e avvenimenti storici la cui portata non poteva essere limitata alla piccola contingenza del quotidiano</em></strong>&#8221; (p. 81).</p>
<p style="text-align: justify;">Fonti autorevoli quali Arnobio, Macrobio, Servio, Nonio, Gellio e Marziano Capella attestano l&#8217;importanza e forniscono alcuni frammenti dell&#8217;opera di Nigidio dedicata alla <em>&#8220;prisca theologia&#8221;</em> intitolata <em>De diis</em>. Costituita originariamente di venti libri dei quali ci sono pervenuti solo tredici frammenti. Non mera elencazione dei vari Dèi o puro e semplice chiarimento del ruolo delle divinità più venerate dell&#8217;antica tradizione romana. Ha, invece, inteso fornire il significato &#8220;teologico&#8221;, &#8220;<strong><em>indicare i fondamenti rituali, fare emergere il legame della &#8220;forma&#8221; divina contemplata con il vasto mondo rituale nel quale doveva rifulgere la sua presenza</em></strong>&#8221; (p. 111).</p>
<div id="attachment_1109" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-1109" title="fegato-di-piacenza" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/fegato-di-piacenza.jpg" alt="Fegato di Piacenza" width="200" height="118" /><p class="wp-caption-text">Fegato di Piacenza. Museo Civico di Piacenza, Palazzo Farnese.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Basandosi sulle dottrine nigidiane Marziano Capella ci ha trasmesso una rappresentazione del &#8220;cosmo circolare&#8221; ripartito in sedici parti legate a &#8220;potenze divine&#8221; rapportabile alla suddivisione teo-cosmogomica del Fegato di Piacenza in particolare al suo &#8220;nastro periferico&#8221; anch&#8217;esso frazionato in sedici parti. Da segnalare l&#8217;analogia che <a title="Nuccio D'Anna" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/nuccio-d-anna/">D&#8217;Anna</a> individua nel caso &#8220;<strong><em>della serie runica &#8220;</em>nuova<em>&#8221; o &#8220;</em>danese<em>&#8221; del mondo scandinavo che riformulava in XVI segni</em></strong>&#8221; le rune dell&#8217;antico <em>futhark</em> con la loro potenza magico/rituale. Ancor più rilevante se ricordiamo che le rune derivano dall&#8217;alfabeto etrusco<a name="_ftnref8" href="#_ftn8"></a>[8].</p>
<p style="text-align: justify;">Riassumendo &#8220;<strong><em>il </em>De diis<em> di Nigidio sembra metterci davanti ad un tipo di spiritualità che appartiene ad uno stadio molto arcaico della <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> romana, forse scaturita da (o connessa a) forma rituali appartenenti al patrimonio religioso etrusco e a quello dei più antichi popoli italici, là dove la cosmogonia e la &#8220;teologia&#8221; si intrecciavano sapientemente con l&#8217;aruspicina, la divinazione e l&#8217;azione rituale, un mondo immacolato svelava il significato della presenza divina, e tutti gli interventi dello Stato, tutti i suoi pronunciamenti grandi o piccoli, le stesse manifestazioni della natura (cambio delle stagioni, temporali improvvisi, fulmini, apparizione improvvisa di corpi celesti, etc.) venivano considerate cariche di valenze divine che solo un apposito Collegio di auguri o di aruspici poteva interpretare</em></strong>&#8221; (p. 120).</p>
<p style="text-align: justify;">Non di minor valore l&#8217;esegesi grammaticale nigidiana. Non solo volta a spigare il significato e la composizione dei termini e delle frasi e le regole grammaticali più abituali ma presentando anche quelle forme risalenti a un tempo molto antico chiarendo aspetti di quella &#8220;lingua arcaica&#8221; nella quale &#8220;<strong><em>l&#8217;accento delle parole indicava anche il ritmo recitativo, indirizzava verso quella formulazione musicale della lingua latina sulla quale hanno richiamato l&#8217;attenzione anche Giacomo Devoto</em></strong><a name="_ftnref9" href="#_ftn9"></a>[9]<strong><em> e Alessandro Ronconi, sosteneva il tono, incanalava verso una corretta strutturazione grammaticale</em></strong>&#8221; (p. 123).</p>
<p style="text-align: justify;">Anche gli studi &#8220;linguistici&#8221; non seguivano meri interessi profani. &#8220;<strong><em>Il retto uso delle parole, la pronuncia dei fonemi, la loro corretta articolazione grammaticale o sintattica e la stessa formulazione scritturale </em></strong>- ci ricorda <a title="Nuccio D'Anna" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/nuccio-d-anna/">D&#8217;Anna</a> -<strong><em> ne fanno un riflesso dell&#8217;armonia cosmica e dei ritmi naturali; un &#8220;</em>linguaggio puro<em>&#8221; riverbera al suo livello l&#8217;equilibrio primordiale, lo introduce su un piano di &#8220;</em>armonia naturale<em>&#8221; che è la condizione stessa perché scienze come l&#8217;aruspicina e la divinazione possono rivelare il significato di alcuni particolari fenomeni e segni, interpretarli secondo moduli che svelano il sostrato spirituale originario che regge l&#8217;universo</em></strong>&#8221; (pp. 128-129).</p>
<p style="text-align: justify;">Tralascio qui di affrontare la trattazione delle attività riconducibili a quelle tipiche di ogni aruspice<a name="_ftnref10" href="#_ftn10"></a>[10] recuperate dai frammenti nigidiani, ma mi piace segnalare l&#8217;analogia che <a title="Nuccio D'Anna" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/nuccio-d-anna/">D&#8217;Anna</a> individua tra il <em>De vento</em>, &#8220;<strong><em>per il quale verosimilmente il neopitagorico romano attinge ad antiche tradizioni estrusco-latine,</em></strong>&#8221; ed &#8220;<strong><em>in India il </em>Manavadharmashashtra</strong>&#8221; che confermerebbero &#8220;<strong><em>che il vento è connesso con il &#8220;respiro&#8221; del cosmo e dal suo ritmo nasce la luce che dilegua le tenebre</em></strong>&#8221; (p. 136).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8827218475" rel="nofollow" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/ilgiococosmico.bmp" alt="Nuccio D'Anna, Il gioco cosmico. Tempo ed eternità nell'antica Grecia" width="93" height="130" border="0" /></a>L&#8217;unico scritto di Nigidio giunto intero fino a noi è il cosiddetto <em>Calendario brontoscopico<a name="_ftnref11" href="#_ftn11"></a>[11]</em>, conservatoci da Giovanni Lido, opera riferibile a quell&#8217;<em>arcana Etrusca disciplina</em> di cui il Nostro era un profondo conoscitore e da non svalutare come puro e semplice libello politico. Giustamente è stato posto l&#8217;accento che si dimentica troppo facilmente &#8220;<strong><em>che a Roma la politica era perfettamente contessuta con la dimensione sacra della vita e ogni forma di azione rituale, compresa l&#8217;aruspicina e la divinazione, non poteva certo prescindere dal significato che ogni pur piccolo evento naturale assumeva per la vita dello Stato</em></strong>&#8221; (p. 148).</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Nuccio D'anna" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/nuccio-d-anna/">Nuccio D&#8217;Anna</a> è riuscito a ricostruire un quadro coerente della vita e dell&#8217;opera nigidiana all&#8217;interno della tradizione romana (che è anche etrusca e pitagorica) contestando giustamente le asserzioni destituite di fondamento che non trovano riscontro testuale ma che rischiano avere facile eco nella letteratura accademica (un esempio per tutti la presunta &#8220;<em>origine plebea</em>&#8221; di Nigidio con troppa sicurezza attestata in un&#8217;importante enciclopedia<a name="_ftnref12" href="#_ftn12"></a>[12]).</p>
<p style="text-align: justify;">Concludendo: &#8220;<strong><em>Come Varrone, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/marco-tullio-cicerone" target="_blank">Cicerone</a></span>, Virgilio, Tito Livio, Orazio e lo stesso Cesare, anche Nigidio appartiene a quel vasto mondo di raffinata cultura, ma ben radicato in una intensa vita rituale, che aveva conservato memoria dei fondamenti spirituali, dottrinali e rituali che avevano consentito a Roma di realizzare la </em>pax deorum<em> e di diventare per un intero ciclo umano un vero </em>umbilicus mundi</strong>&#8221; (p. 161).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">[Recensione de: <a title="Nuccio D'Anna" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/nuccio-d-anna/">NUCCIO D'ANNA</a>, <a title="Publio Nigidio Figulo" href="http://www.centrostudilaruna.it/publio-nigidio-figulo.-un-pitagorico-nella-roma-del-1%C2%B0-secolo-a.c..html"><strong><em>Publio Nigidio Figulo. Un pitagorico a Roma nel 1° secolo a. C.</em></strong></a>, <em>Archè -Edizioni PiZeta, Milano 2008, pp. 176, € 17,00</em>; pubblicata in <em>Arthos</em>, n.s., 17, 2009, pp. 311-314.]</p>
<hr style="text-align: justify;" size="1" />
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn1" href="#_ftnref1"></a>[1] Cfr. <a title="Mario Enzo Migliori" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/mario-enzo-migliori/">M. E. MIGLIORI</a>, <a title="Haruspices e Mos Maiorum" href="http://www.centrostudilaruna.it/haruspices-e-mos-maiorum.html"><em>Haruspices e mos maiorum</em></a>, in <em>Vie della Tradizione</em>, 145, gen.-apr. 2007, pp. 22-29.</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn2" href="#_ftnref2"></a>[2] Cfr. F. MOLTEDO, <em>Neopitagorismo romano. Brevi cenni su Nigidio Figulo</em>, in <em>Arthos</em>, n.s., 14, 2006, pp. 28-33.</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn3" href="#_ftnref3"></a>[3] Forse è troppo enfatizzante descriverlo come organizzatore a Capua dell&#8217;<em>estrema difesa dell&#8217;Italia</em> (p. 21). Ricordo che Cesare fu costretto alla guerra civile per la difesa delle prerogative dei tribuni della plebe (nel caso specifico Marco Antonio e Cassio Longino) calpestate dal senato.</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn4" href="#_ftnref4"></a>[4] Vedi, tra gli altri, L. AIGNER FORESTI, <em>Gli Etruschi e la politica di Cesare</em>, in Fondazione Niccolò Canussio, <em>L&#8217;ultimo Cesare</em>, Roma 2000, pp. 11-33.</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn5" href="#_ftnref5"></a>[5] <em>Schol. ad Luc.</em> I, 639 = Fr. 16 Swoboda, <em>P. Nigidi Figuli operum reliquiae</em>, Wien 1889 (rist. Amsterdam 1964), p. 137.</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn6" href="#_ftnref6"></a>[6] <em>De Civ. Dei</em>, V, 3 = Fr. 17 Swoboda, <em>op. cit.</em>, p. 137.</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn7" href="#_ftnref7"></a>[7] Di N. D&#8217;ANNA cfr. <em>Il Gioco Cosmico. Tempo ed eternità nell&#8217;antica Grecia</em>, Roma 2006, e <em>Mistero e Profezia. La IV egloga di Virgilio e il rinnovamento del mondo</em>, Cosenza 2007.</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn8" href="#_ftnref8"></a>[8] P. SCARDIGLI, <em>Sulla derivazione della scrittura runica dalla scrittura etrusca settentrionale</em>, in <em>Gli Etruschi</em> [II ed. de <em>Gli Etruschi e l'Europa</em>], Milano 1998, pp. 206-209.</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn9" href="#_ftnref9"></a>[9] Da segnalare la nuova edizione di G. DEVOTO, <a title="origini indeuropee" href="http://www.centrostudilaruna.it/giacomo-devoto-e-le-origini-indeuropee.html"><em>Origini indeuropee</em></a>, Padova 2008.</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn10" href="#_ftnref10"></a>[10] Cfr. P. CATALANO, <em>Aruspici</em>, in <em>Novissimo Digesto Italiano</em>, Torino 1958.</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn11" href="#_ftnref11"></a>[11] Reperibile ora in italiano in M. KORNMÜLLER, <a title="Etrusca disciplina" href="http://www.centrostudilaruna.it/etrusca-disciplina.html"><em>Etrusca Disciplina</em></a>, Roma 2006 (pp. 89-131) ed in G. LIDO, <em>Sui segni celesti</em>, Milano 2007 (pp. 81-98). In internet si può consultare quella di V. Fincati nella rivista on line <em>Echò</em>, 3.</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn12" href="#_ftnref12"></a>[12] G. PASCUCCI, <em>Nigidio Figulo</em>, in <em>Enciclopedia Virgiliana</em>, III, p. 726.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/publio-nigidio-figulo.html' addthis:title='Publio Nigidio Figulo ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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