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	<title>Centro Studi La Runa &#187; antieconomicismo</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>Oltre la destra (e la sinistra)</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 21:40:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Falchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una lettura critica di due recenti saggi di sociologia e politica di Alain de Benoist, il padre della Nouvelle Droite]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/oltre-la-destra-e-la-sinistra.html' addthis:title='Oltre la destra (e la sinistra) '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/teiwaz.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Teiwaz" /><br/><p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/alain-de-benoist/"><img class="alignright size-medium wp-image-3905" style="margin: 10px;" title="de-benoist" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/de-benoist-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a>Pensiero ribelle</em> è il titolo italiano del primo di due grossi volumi di <a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/alain-de-benoist/">Alain de Benoist</a> apparsi in Francia nel 2006 (1). Si tratta di un’opera che raccoglie le interviste rilasciate dal pensatore francese a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso e che indubbiamente costituisce una chiave di lettura privilegiata per comprendere per quale motivo il più noto esponente della cosiddetta Nuova Destra si definisca oggi un intellettuale che non è né di destra né di sinistra. Un’opera quindi importante,almeno per coloro per i quali la politica non è <em>business </em>, ma partecipazione consapevole e responsabile alla vita pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia,non ci si può astenere dal rilevare le numerose e gravi contraddizioni che caratterizzano il pensiero di <a title="de Benoist" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/alain-de-benoist/">de Benoist</a>, anche se permane l’interesse e l’apprezzamento per le sue acute critiche alla società liberaldemocratica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il filosofo francese pare infatti spesso confondere il collettivismo con l’olismo che pur vorrebbe difendere: come conciliare la concezione contrattualistica dello Stato (che in epoca moderna è incontestabilmente espressione dello spirito mercantile ed individualistico della borghesia) con una visione autenticamente olistica della società?</p>
<p style="text-align: justify;">E’ irritante poi il fatto che egli ritenga che ci si possa portare al di là della destra e della sinistra accatastando alla rinfusa “spezzoni” dei più vari e diversi discorsi filosofici &#8211; Russell, Wittgenstein, Gramsci, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/martin-heidegger">Heidegger</a></span>, <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a>, gli esponenti della <a title="Rivoluzione conservatrice" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/rivoluzioneconservatrice">Rivoluzione Consevatrice</a> ma anche Lévi Strauss e la Scuola di Londra (<em>sic</em>) &#8211; e contrapponendo in modo superficiale l’anima allo spirito, l’immagine al concetto, come se l’unica forma di razionalità fosse quella strumentale ed oltre due millenni di pensiero filosofico non contassero nulla.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/oltre-il-moderno/3930" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3906" style="margin: 10px;" title="oltre-il-moderno" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/oltre-il-moderno.jpg" alt="" width="200" height="279" /></a>La ricezione semplicistica della critica heideggeriana alla metafisica occidentale pare essere, da un lato, alla base di un anticristianesimo così scontato e banale da rendere incomprensibile il fatto che il cattolicesimo sia stato per numerosi secoli la lingua spirituale dell’Occidente (in effetti, de Benoist sembra confondere il cattolicesimo &#8220;pagano ed esoterico&#8221; &#8211; ad esempio, di Scoto Eriugena, di Dante, di Meister Eckhart &#8211; con il cristianesimo sfaldato e de-ellenizzato di oggi, che difficilmente può essere considerato qualcosa di più che una opinabile dottrina morale, priva di qualsiasi autentico fondamento metafisico e spirituale); dall&#8217;altro, anche la ragione (o una delle ragioni) che spinge <a title="de Benoist" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/alain-de-benoist/">de Benoist</a> a fare l’apologia di una forma pericolosa di irrazionalismo. Tanto che egli non esita ad asserire che l’errore più grave dell’Occidente moderno consisterebbe nel privilegiare la conoscenza a scapito di ogni altra attività della mente, dimenticandosi che per gli antichi greci (ma analoghe considerazioni si potrebbero fare per la cultura indiana) la conoscenza &#8211; come ben comprese Giorgio Colli &#8211; è l’essenza della vita, dato che evidentemente avevano un concetto della conoscenza (e della vita, ché, come scrive <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> nelle <a title="Meditazioni delle vette" href="http://www.libriefilm.com/meditazioni-delle-vette/658"><em>Meditazioni delle Vette</em></a>, &#8220;vi è qualcosa di più grande della vita, nella vita stessa e non al di là di essa&#8221;) assai differente da quello utilitaristico e riduttivo che attualmente prevаle.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si fraintenda però il senso di queste obiezioni: ormai è evidente che destra e sinistra sono categorie politiche logore e in gran parte superate. Ciononostante, per ridefinire il Politico secondo una prospettiva radicalmente antieconomicistica (e questo è certamente lo scopo di <a title="de Benoist" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/alain-de-benoist/">de Benoist</a>) è essenziale un orientamento esistenziale e spirituale che sappia mettere in discussione coerentemente i presupposti ideologici del Moderno (sotto questo profilo sono forse più importanti studiosi e pensatori come, ad esempio, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/mircea-eliade/">Mircea Eliade</a></span> e Henry Corbin &#8211; indipendentemente dalle loro convinzioni politiche &#8211; piuttosto che i filosofi della politica che tendono a disinteressarsi dei fondamenti ultimi della realtà o che ritengano che sia sufficiente fare qualche breve e superficiale considerazione sul Sacro per oltrepassare la Modernità).</p>
<p style="text-align: justify;">Che il Politico non debba sottostare all’Economico e che ciò sia possibile solo se a fondamento dell’ordinamento statale vi sono dei principi metapolitici credo lo ammetta anche <a title="Alain de Benoist" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/alain-de-benoist/">de Benoist</a>. L’olismo e l’antieconomicismo (in realtà due facce di una stessa medaglia) hanno però necessariamente implicazioni metafisiche (ad esempio, la totalità dei fenomeni non può essere né un fenomeno tra i fenomeni né la somma dei fenomeni) ed antropologiche di cui si deve essere consapevoli se non si vuole rivolgere la punta distruttiva delle proprie argomentazioni contro se stessi.</p>
<p style="text-align: center;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Queste critiche a <em>Pensiero ribelle</em> però non si devono interpretare come una stroncatura di <a title="Alain de Benoist" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/alain-de-benoist/">Alain de Benoist</a>, le cui contraddizioni invece ritengo possano stimolare una riflessione seria per una ridefinizione del Politico nell&#8217;epoca della spoliticizzazione della sfera pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/identita-e-comunita/5250" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-3907" style="margin: 10px;" title="identita-comunita" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/identita-comunita-193x300.jpg" alt="" width="193" height="300" /></a>Ben poche obiezioni, infatti, si possono fare alle tesi che il pensatore francese difende in <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788887307528"><em>Comunità e decrescita</em></a> (2). In quest&#8217;opera, con notevole perspicacia e rigore scientifico, <a title="de Benoist" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/alain-de-benoist/">de Benoist</a> (di)mostra l&#8217;assurdità di uno sviluppo illimitato e le conseguenze disastrose per il legame sociale derivanti dalla mercificazione dell&#8217;esistente. Ispirandosi a Serge Latouche &#8211; che, come è noto, difende l&#8217;idea di una decrescita, ossia la necessità di un&#8217;inversione di tendenza (che non è un impossibile ritorno al passato preindustriale ma un diverso modo di concepire l&#8217;eco-nomia) per il fatto che l&#8217;attuale modello socio-economico è non solo ingiusto ma anche eco-logicamente insostenibile &#8211; <a title="Alain de Benoist" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/alain-de-benoist/">de Benoist</a> mette in discussione il dogma diffuso dai media che il ben(e)ssere coincida con il consumo di una sempre maggiore quantità di oggetti.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; senz&#8217;altro il miglior <a title="Alain de Benoist" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/alain-de-benoist/">de Benoist</a> quello che pone in luce le aberrazioni della civilizzazione del mercante e le ragioni di un&#8217;autentica democrazia partecipativa da contrapporre alla delirante ragione mercantile.</p>
<p style="text-align: justify;">Un libro quindi che certamente vale la pena di leggere e che potrebbe e dovrebbe servire come base di discussione per chi ha ancora voglia di pensare e non condivida i &#8216;dogmi&#8217; del &#8216;pensiero unico&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Note</strong></p>
<p style="text-align: justify;">(1) A.de Benoist, <em>Pensiero ribelle. Interviste, testimonianze, spiegazioni al di là della Destra e della Sinistra</em>, Controcorrente, Napoli , 2008.<br />
(2) A.de Benoist, <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788887307528"><em>Comunità e decrescita. Critica della Ragion Mercantile. Dal sistema dei consumi globali alla civiltà dell&#8217;economia locale</em></a>, Arianna, Casalecchio (Bo), 2005.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/oltre-la-destra-e-la-sinistra.html' addthis:title='Oltre la destra (e la sinistra) ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il volto ambiguo della Rivoluzione Conservatrice tedesca</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 21:25:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Leonello Rimbotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Rivoluzione Conservatrice era un bacino di idee in cui vennero ad infusione tutti quegli ideali che da una parte rifiutavano il progressismo illuministico dell'Occidente, mentre dall'altra propugnavano il dinamismo di una rivoluzione in grande stile]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/voltoambiguorivoluzioneconservatrice.html' addthis:title='Il volto ambiguo della Rivoluzione Conservatrice tedesca '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/rivoluzione-conservatrice.PNG" width="48" height="48" alt="" title="Rivoluzione conservatrice" /><br/><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/la-profezia-del-terzo-regno-dalla-rivoluzione-conservatrice-al-nazionalsocialismo/9960" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-8633" style="margin: 10px;" title="la-profezia-del-terzo-regno" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/la-profezia-del-terzo-regno.jpg" alt="" width="200" height="281" /></a>La <a href="http://www.centrostudilaruna.it/rivoluzioneconservatrice.html">Rivoluzione Conservatrice</a> &#8211; fenomeno essenzialmente tedesco, ma non solo &#8211; era un bacino di idee, un laboratorio, in cui vennero ad infusione tutti quegli ideali che da una parte rifiutavano il progressismo illuministico dell&#8217;Occidente, mentre dall&#8217;altra propugnavano il dinamismo di una rivoluzione in grande stile: ma nel senso di un <em>re-volvere</em>, di un ritornare alla tradizione nazionale, all&#8217;ordine dei valori naturali, all&#8217;eroismo, alla comunità di popolo, all&#8217;idea che la vita è tragica ma anche magnifica lotta.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=10388&amp;a=915108&amp;g=0&amp;url=http://www.bol.it/libri/scheda/ea978883390970" rel="nofollow"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/repubblicadiweimar.bmp" alt="Detlev J.K. Peukert, La Repubblica di Weimar" width="95" height="141" align="left" border="0" /></a> Tra il 1918 e il 1932, questi ideali ebbero decine di sostenitori di alto spessore intellettuale, lungo un ventaglio di variazioni ideologiche molto ampio: dalla piccola minoranza di quanti vedevano nel bolscevismo l&#8217;alba di una nuova concezione comunitaria, alla grande maggioranza di coloro che invece si battevano per l&#8217;estrema affermazione del destino europeo nell&#8217;era della tecnica di massa, mantenendo intatte, anzi rilanciandole in modo rivoluzionario, le qualità tradizionali legate alle origini del popolo: identità, storia, stirpe, terra-patria, cultura. Tra questi ultimi, di gran lunga i più importanti, figuravano personaggi del calibro di <a href="http://www.centrostudilaruna.it/ernstjuenger.html">Jünger</a>, Schmitt, Moeller van den Bruck, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/martin-heidegger">Heidegger</a></span>, Spengler, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/thomas-mann" target="_blank">Thomas Mann</a></span>, Sombart, Benn, Scheler, Klages, e molti altri. In quella caotica Sodoma che era la Repubblica di Weimar &#8211; dove la crisi del Reich fu letta come la crisi dell&#8217;intero Occidente liberale &#8211; tutti questi ingegni avevano un denominatore comune: impegnare la lotta per opporsi al disfacimento della civiltà europea, restaurando l&#8217;ordine tradizionale su basi moderne, attraverso la rivoluzione. Malauguratamente, nessuno di loro fu mai un politico. E pochi ebbero anche solo cultura politica. Quest&#8217;assenza di <em>sensiblerie </em>fu il motivo per cui, al momento giusto, spesso la storia non venne riconosciuta. E, tra i più famosi, solo alcuni capirono che il destino non sempre può avere il volto da noi immaginato nel silenzio dei nostri studi, ma che alle volte appare all&#8217;improvviso, parlando il linguaggio semplice e brutale degli eventi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=10388&amp;a=915108&amp;g=0&amp;url=http://www.bol.it/libri/scheda/ea978888490060" rel="nofollow"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/proscritti.bmp" alt="I proscritti" width="95" height="152" align="right" border="0" /></a> Scrivevano di una Germania da restaurare nella sua potenza, favoleggiavano di un tipo d&#8217;uomo eroico e coraggioso, metallico, che avrebbe dominato il nichilismo dell&#8217;epoca moderna; descrivevano la civilizzazione occidentale come il più grande dei mali, il progresso come un dèmone, il capitalismo come una lebbra di usurai, l&#8217;egualitarismo e il comunismo come incubi primitivi … e riandavano alle radici del germanesimo, alle fonti dell&#8217;identità. Armato di Nietzsche e di antichi miti dionisiaci, c&#8217;era persino chi riaccendeva i fuochi di quelle notti primordiali in cui era nato l&#8217;uomo europeo… Eppure, quando tutto questo prese vita sotto le loro finestre, quando i miti e le invocazioni assunsero la forma di uomini, di un partito, di una volontà politica, di una voce, quando &#8220;l&#8217;uomo d&#8217;acciaio&#8221; descritto nei libri bussava alla loro porta nelle forme stilizzate della politica, molti sguardi si distolsero, molte orecchie cominciarono a non sentirci più… La vecchia sindrome del sognatore, che non vuol essere disturbato neppure dal proprio sogno che si anima… La Rivoluzione Conservatrice tedesca espresse spesso la tragica cecità di molti suoi epigoni dinanzi al prender forma di non poche delle loro costruzioni teoriche.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8848802672" rel="nofollow"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/filosofiakonservativerevolution.bmp" alt="Giuseppe A. Balistreri, Filosofia della Konservative Revolution: Arthur Moeller van den Bruck" width="93" height="141" align="left" border="0" /></a> Non vollero riconoscere il suono di una campana, i cui rintocchi uscivano in gran parte dai loro stessi libri. Allora, improvvisamente, tutto diventò troppo &#8220;demagogico&#8221;, troppo &#8220;plebeo&#8221;. L&#8217;intellettuale volle lasciare la militanza, la lotta vera, a quanti accettarono di sporcarsi le mani con i fatti. Alcune derive del Nazionalsocialismo si possono anche storicamente ascrivere alla renitenza di intellettuali e ideologhi, che non parteciparono alla &#8220;lotta per i valori&#8221; e che, dopo aver lungamente predicato, nel momento dell&#8217;azione si appartarono in un piccolo mondo fatto di romanzi e divagazioni. Mentalità da club: &#8220;esilio interno&#8221; o piuttosto diserzione davanti ai propri stessi ideali? Eppure, un certo spazio critico dovette esistere, poi, anche tra le maglie del regime totalitario, se gli storici riportano di serrate lotte ideologiche intestine durante il Terzo Reich, di polemiche, di divergenze di vedute: Rosenberg non la pensava certo come Klages; <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/martin-heidegger">Heidegger</a></span> e Krieck erano avversari politici attestati su sponde lontane… Prendiamo <a href="http://www.centrostudilaruna.it/ernstjuenger.html">Jünger</a>. Ancora nel 1932, aveva parlato del Dominio, della Gerarchia delle Forme, della Sapienza degli Avi, del Guerriero, del Realismo Eroico, della Forza Primigenia, del Soldato Politico, della &#8220;Massa che vede riaffermata la propria esistenza dal Singolo dotato di Grandezza&#8221;… Ricordiamo di passata che Jünger negli anni venti collaborò, oltre che con le più note testate del nazionalismo radicale, anche col <em>Völkischer Beobachter</em>, il quotidiano nazionalsocialista e che nel 1923 inviò a Hitler una copia del suo libro <em>Tempeste d&#8217;acciaio</em>, con tanto di dedica… Alla luce dei fatti, è forse giunto il momento di considerare quelle proclamazioni solo come buoni esercizi letterari? Nell&#8217;infuriare della lotta vera per il Dominio che si ingaggiò di lì a poco, durante gli anni decisivi della Seconda guerra mondiale, noi troviamo <a href="http://www.centrostudilaruna.it/ernstjuenger.html">Jünger</a> non già nella trincea dove era stato da giovane, ma ai tavoli dei caffè parigini. Qui lo vediamo intento ad irridere Hitler nel segreto del proprio diario, sulle cui paginette si dilettava a chiamarlo col nomignolo di Knièbolo: un po&#8217; poco. Tutto questo fu &#8220;fronda&#8221; esoterica o immiserimento del talento ideologico? Storico esempio di altèra dissidenza aristocratica o patetico esaurimento di un antico coraggio di militanza?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=10388&amp;a=915108&amp;g=0&amp;url=http://www.bol.it/libri/scheda/ea978887746594" rel="nofollow"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/tramontooccidente.bmp" alt="Oswald Spengler, Il tramonto dell'Occidente" width="95" height="151" align="right" border="0" /></a> E uno Spengler? Anch&#8217;egli, dopo aver vaticinato il riarmo del germanesimo e della civiltà bianca, non appena questi postulati ebbero il contorno di un partito politico, che pareva proprio prenderli sul serio, oppose uno sdegnoso distacco. E Gottfried Benn? Dopo aver cantato i destini dell&#8217;&#8221;uomo superiore che tragicamente combatte&#8221;, dopo aver celebrato la &#8220;buona razza&#8221; dell&#8217;uomo tedesco che ha &#8220;il sentimento della terra nativa&#8221;, come vide che tutto questo diventava uno Stato, una legge, una politica, lasciò cadere la penna…</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la Rivoluzione Conservatrice, per la verità, non fu solo questo. Fu anche il socialismo di Moeller, l&#8217;antieconomicismo di Sombart, l&#8217;idea nazionale e popolare di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/martin-heidegger">Heidegger</a></span>, il filosofo-contadino vicino alle SA. In effetti, la gran parte degli affiliati ai diversi schieramenti rivoluzionario-conservatori confluì nella NSDAP, contribuendo non poco a solidificarne il pensiero politico e, in alcuni casi, diventandone uomini di punta: da Baeumler a Krieck. Secondo Ernst Nolte &#8211; il maggiore storico tedesco &#8211; la Rivoluzione Conservatrice ebbe l&#8217;occasione di essere più una rivoluzione che non una conservazione, soltanto perché si incrociò con la via politica nazionalsocialista: un partito di massa, una moderna propaganda, un capo carismatico in grado di puntare al potere. Tutte cose che ai teorici mancavano. &#8220;Non fu il nazionalsocialismo &#8211; si è chiesto Nolte -, in quanto negazione della Rivoluzione francese e di quella bolscevico-comunista, una contro-Rivoluzione tanto rivoluzionaria, quanto la Rivoluzione conservatrice non potrà mai essere?&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo tutto, come ha affermato il più esperto studioso di questi argomenti, Armin Mohler, &#8220;il nazionalsocialismo resta pur sempre un tentativo di realizzazione politica delle premesse culturali presenti nella Rivoluzione conservatrice&#8221;. Il tentativo postumo di sganciare la RC dalla NSDAP è obiettivamente antistorico: provate a sommare i temi ideologici dei vari movimenti nazional-popolari dell&#8217;epoca weimariana, ed avrete l&#8217;ideologia nazionalsocialista.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>Linea</em> del 25 luglio 2004.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/voltoambiguorivoluzioneconservatrice.html' addthis:title='Il volto ambiguo della Rivoluzione Conservatrice tedesca ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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