<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:coop="http://www.google.com/coop/namespace"
	>

<channel>
	<title>Centro Studi La Runa &#187; anima</title>
	<atom:link href="http://www.centrostudilaruna.it/tag/anima/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.centrostudilaruna.it</link>
	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 15:49:47 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Vanessa Pavani</title>
		<link>http://www.centrostudilaruna.it/vanessa-pavani.html</link>
		<comments>http://www.centrostudilaruna.it/vanessa-pavani.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 14:47:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emilio Michele Fairendelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[cornice]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[racconto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.centrostudilaruna.it/?p=5672</guid>
		<description><![CDATA[Un breve racconto simbolico sulla provvisoria permanenza post mortem di ciò che è posto tra il corpo e l'anima]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/vanessa-pavani.html' addthis:title='Vanessa Pavani '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p style="text-align: justify;">A volte esseri straordinari incrociano le nostre vite, ci restano accanto anche per poco, compiono per noi e con noi qualcosa nell’ordine spirituale che può restare sconosciuto, ci regalano una carezza e una benedizione per poi lasciarci, compiendo altrove il loro destino.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei casi di questo mondo avversario e nei suoi vortici l’incontro, già così vicino,  può non avvenire più  mentre tutto si allontana per orbite contrarie o è possibile che la nostra cecità impedisca in parte di cogliere  la persona e l’istante, il suo passaggio nel nostro cielo, di vedere  ciò che viene mostrato.</p>
<p style="text-align: justify;">All’inizio del 1999 avevo fatto domanda, come genitore singolo, per una ragazza alla pari presso un’Agenzia della mia città. Mi era indispensabile: mia moglie, dopo una malattia rapida e imperiosa, immodificabile anche nelle scadenze predette, era morta nel dicembre dell’anno prima. Le mie figlie avevano tre e cinque anni.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima ragazza che mi mandarono, una tedesca di soli diciotto anni, non durò che poco.</p>
<p style="text-align: justify;">Svogliata, convinta di trovare una casa con dell’altro personale di servizio, incerta con bimbe così piccole, forse turbata dall’assenza di una donna nella casa fu raggiunta e  prelevata dai genitori dopo meno di un mese.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Agenzia, ricevuta una mia disperata ricerca di aiuto, mi scrisse dopo pochi giorni: una ragazza brasiliana di ventidue anni sarebbe stata disponibile sino al prossimo autunno.</p>
<p style="text-align: justify;">Non oltre, perché poi avrebbe dovuto raggiungere a Londra, la destinazione ricercata, una famiglia italiana che vi si trasferiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Avrei potuto averla già dalla domenica successiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Guardai distrattamente la foto e accettai.</p>
<p style="text-align: justify;">Andai a  prenderla &#8211; lasciando la ragazza più grande dei vicini con le bambine come accadeva spesso &#8211; presso un dormitorio gestito da suore nella zona nord della città.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordo che pioveva a dirotto. Non c’era ascensore, pensavo di poter aiutare con i bagagli e salii facendomi dare il numero della camera. La porta era aperta e mi annunciai bussando allo stipite. Lei, Vanessa, era seduta sul bordo del letto, un’unica, enorme valigia già pronta davanti a sé.</p>
<p style="text-align: justify;">Si alzò e ci presentammo. La guardai. Piuttosto bassa, molto robusta, una testa di riccioli neri che parevano lucidi, uno sguardo dolce e intenso. Mi piacque, molto, ricordo ancora la sensazione che provai nello stringere la sua mano piccola e tiepida. Sembrava emanare una forza e, nello stesso tempo, una grande quiete. Il nonno paterno era friulano, lei aveva frequentato il liceo italiano a San Paolo. Parlava la nostra lingua con una proprietà sorprendente, direi prodigiosa per una ragazza della sua età.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci volle solo qualche giorno a comprendere che ero stato fortunato e che tutto sarebbe andato per il meglio: dolce e materna con le bambine, in particolare con la minore, Hildegard, con la quale sembrava avere un rapporto speciale. Efficiente e responsabile in ogni cosa, faceva ben più di quanto doveva. Trascorreva spesso le giornate libere in casa, leggendo o scrivendo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei mesi in cui fu con noi seppi di una sola amica, una ragazza svedese di nome Federike, che mi disse di essere preoccupata perché quando la accompagnava in una discoteca del centro Vanessa camminava poi sola per la città sino all’alba, quando veniva a riprenderla.</p>
<p style="text-align: justify;">Lei rese la stanza che le avevo assegnato monacale: sul suo comodino solo la lampada e una foto della sua casa di San Paolo dove si intuiva una giardino enorme, sul piccolo scrittoio di legno chiaro un  quaderno nero &#8211; probabilmente il suo diario, che non tentai mai di aprire &#8211; una penna e una matita in un bicchiere di terracotta dipinto a fiori, un solo libro alla volta.</p>
<p style="text-align: justify;">Le bambine la adoravano, erano ora più rari per la piccola gli scatti d’ira e le crisi di pianto che la coglievano dalla morte della madre.</p>
<p style="text-align: justify;">Una sera, tornando un  poco prima dal lavoro mi affacciai alla loro camera e vidi che la guardavano estasiate.</p>
<p style="text-align: justify;">Lei aveva sul viso un sorriso dolcissimo e intraducibile, una delle sue mani era sollevata poco sopra la testa, il palmo rivolto verso di lei, l’indice puntato verso l’alto. Per un attimo, un solo attimo, mi parve di vedere una sfera, una piccola palla iridescente ruotare sulla punta del del dito di lei mostrando tutto lo spettro dei suoi colori. Ricordai che la sera di qualche sabato prima avevamo tenuto in casa una festa per alcuni compagni di asilo. Alla sera avevo visto i piccoli andarsene in braccio alle madri o alle tate con occhi incredibilmente sgranati e felici. Vanessa aveva forse mostrato anche a loro la sfera dai mille colori? Era capace di compiere altri prodigi?</p>
<p style="text-align: justify;">Ci vollero altri mesi e diversi episodi  perché mi decidessi a parlarle.</p>
<p style="text-align: justify;">Poco prima del Natale di quell’anno, mentre leggevo sul grande divano della sala, la mia figlia più grande, Ester, mi chiese se vedevo anch’io l’uomo seduto sulla poltrona rossa. Sorpreso, guardai la poltrona di pelle che avevo comprato io stesso non molti anni prima. Dissi che non vedevo nessuno perché nessuno stava seduto là, come lei stessa poteva ben vedere. “Vanessa lo vede – aveva risposto – quando lei si alza la notte. Solo lei lo vede bene. Lui non è come noi ma non è cattivo, sta solo là. Sta seduto sulla poltrona”.</p>
<p style="text-align: justify;">Pensai che lei avesse inventato per Ester una storia ambientata tra i mobili della nostra casa. Non ci pensai per settimane.</p>
<p style="text-align: justify;">In fondo tutto andava bene, solo l’assenza di lei, la donna, la moglie, la madre morta, riempiva ogni spazio che il nostro cercarla e il suo desiderio di non essere dimenticata, di restare, aprivano con violenza nei minuti di ogni giorno, nelle notti in cui non riuscivo a prendere sonno o mi svegliavo all’improvviso chiedendomi dove ora lei fosse e quali mondi abitasse, nel centro degli occhi delle bimbe.</p>
<p style="text-align: justify;">Una notte, saranno state le due, mi alzai per andare in  bagno. Mi parve di udire un leggero rumore e mi affacciai verso la sala. Tutto era in una quieta penombra perchè dall’ alta finestra entravano le luci della città addormentata. Vidi Vanessa dalla soglia della sua camera guardare intensamente un punto dello spazio. Era come se stesse parlando a qualcuno ma in sé, nel silenzio. Non seduto, ma in piedi accanto alla  poltrona rossa stava un’ombra in figura d’uomo, un uomo molto alto. Vidi che toccava con due dita un bordo della poltrona, un gesto simile a quello che fanno i pianisti sfiorando lo strumento quando si presentano al pubblico. Aveva la testa leggermente china, simile a chi ammetta qualcosa, una colpa, oppure stia considerando l’assoluta giustezza di una spiegazione. Pareva che stesse, nello stesso silenzio di lei, rispondendo. Solo quella sera &#8211; pensai senza un motivo &#8211; l’uomo  si era alzato dalla poltrona, aveva accettato il dialogo. Non provavo alcun timore. Mi accorsi che Vanessa aveva notato la mia presenza e mi ritrassi più silenziosamente che potei.</p>
<p style="text-align: justify;">Una delle sere successive lei uscì ed ispezionai la sua camera. Sotto il piccolo quaderno nero stavano alcuni fogli sparsi, pieni di una scrittura minuscola e continua, ininterrotta. Ricordava la grafia di <a href="http://www.centrostudilaruna.it/lultima-cena-di-leonardo-da-vinci-ancora-alcune-riflessioni.html">Leonardo</a> nei <em>Codici</em>. Scrittura automatica, decisi.</p>
<p style="text-align: justify;">L’occasione per parlarle si presentò un sabato, quando le bambine erano entrambe ad un ritrovo di compleanno. Saremmo andati a riprenderle la sera. Entrai nella sua camera e mi sedetti. Avevamo molto tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">“Ester mi ha detto dell’uomo sulla poltrona rossa. Era un gioco tra di voi?”</p>
<p style="text-align: justify;">Dissì così ma sapevo che lei mi aveva notato, quella notte.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordo che mi stupii di come rispondesse liberamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine del nostro dialogo mi sembrò un angelo pieno di un sapere unico, sommamente prezioso e antico come l’uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">Non aveva che ventidue anni, era con noi già da diversi mesi e certamente sentiva quanto anche io la andassi valutando e conoscendo,  quanto le volessi bene.</p>
<p style="text-align: justify;">“No Signor De Stefano, non un gioco, non ne avrei parlato, mai, ma Ester ha capito qualcosa, forse visto l’ombra di quell’uomo  e non è stato più possibile. Ma non è niente, da quando sono bambina, a San Paolo, io vedo queste cose.  Non è niente, solo i gusci rotti di una noce, diceva mia nonna. Credo che sia un uomo che ha vissuto in questa casa  tanto tempo fa. Sono solo i suoi resti, i resti della sua coscienza vitale, delle passioni del suo cuore, l’Anima è già libera e rinata in un altro corpo. Una colpa, forse un dolore grande, in questa casa, tanto tempo fa. Bisogna solo ascoltare, guardare, allora tutto si dissolve in quel poco di luce che si crea e i luoghi sono liberi. E’ una forma di giustizia, di liberazione, un lavoro che pochi possono compiere ma che va compiuto”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Non tornerà più , allora? L’uomo della poltrona rossa, intendo”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Non credo. Credo che tutto sia finito, ora”.</p>
<p style="text-align: justify;">Le chiesi da dove le venisse questo potere di vedere le cose, e il resto.</p>
<p style="text-align: justify;">“Mia nonna, la madre di mio padre. Tanti altri credo prima di lei. Evocare, dare corpo alle presenze, a quanto rimane dei morti, l’aria ne è così piena. Piccole magie, poi, i giochi con le carte e gli oggetti, indovinare i segreti, altre cose. E’ così  dolce farlo per i bambini piccoli che non vedono differenza con la realtà normale. Esiste, questa differenza? La nonna diceva che non è un’altra realtà &#8211; quella che noi potevamo vedere &#8211; ma solo quella che sta intorno al tuo viso quando ti guardi allo specchio, negli angoli del cristallo, quella di cui non ti curi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Le chiesi della scrittura automatica, le dissi che avevo visto quei fogli sul suo tavolo.</p>
<p style="text-align: justify;">“ Sì. Anche questo è un gioco e forse non si dovrebbe fare perché non produce nulla. Sono i pensieri di quei resti, dei gusci rotti dell’esistenza e della coscienza di un uomo. Pensieri rotti, frasi appese, parole ripetute. Vere ma morte, senza senso, frutto e futuro, così come sono i morti.</p>
<p style="text-align: justify;">Dio, da tempo, ha lanciato tutto ciò che contava davvero oltre le stelle, in altri corpi, sopra altri destini del Suo mondo. Ci sono le parole di quell’uomo, l’uomo della poltrona rossa, le parole di un uomo di tanti secoli fa, credo fosse il prete che governava la chiesa che vediamo dalla finestra, anche le parole di sua moglie, la Signora Elena.”</p>
<p style="text-align: justify;">“Lei?” dissi.</p>
<p style="text-align: justify;">“Lei. Lasciare il mondo e le proprie figlie. Ho tenuto una volta la mano al fratello di mio padre mentre moriva. Oh, la gente sapesse esattamente cosa accade in quel  momento. L’Anima, chiamata nella luce e a più alti compiti lascia il corpo fisico che l’ha ospitata. In un sorriso, perché il corpo le è stato compagno e fratello. Lui, il corpo, nella sua coscienza materiale, così semplice e pura, accetta ogni cosa: tra pochi giorni si scioglierà nella terra, pronto ad aiutare il germinare di altro. Le ere triteranno anche le ossa, rendendole un sale fine da spargere sulle cose che nasceranno tra milioni di anni. Ma tutto ciò che Dio ha posto tra l’Anima e il corpo quando stabilì cosa dovesse essere l’uomo, la mente, il vitale, il nervoso, il cuore e le sue passioni, precipita nel nulla sapendo di morire davvero, di non potere seguire né l’Anima nel suo destino di luce, né il corpo nella terra. Così si ribella, raccoglie ogni forza che le resta e prova ad aderire alle cose, a trovare una sua permanenza, un suo luogo. Allora i morti, le loro voci, restano là dove vissero uomini e passioni. Restano settimane, o secoli. Gusci rotti di una noce. Da loro viene dolore e angoscia, possono contaminarci, piegare il nostro sentire verso il male, verso la mancanza di fede, la loro energia è imprigionata, sottratta al mondo e non usata per lo spirito, come dovrebbe essere. Così la liberazione dei luoghi, la loro pacificazione è, per chi possa compierlo, un atto sacro”.</p>
<p style="text-align: justify;">Compresi che ripeteva frasi che le erano state affidate, ma la sua voce così quieta aveva un’autorità assoluta.</p>
<p style="text-align: justify;">Domandai se vedeva quel che restava di lei, Elena, nella casa, intorno a noi.</p>
<p style="text-align: justify;">“Le frasi della scrittura. Dei sussurri, nella notte, parole che non capisco, a  volte, credo, i nomi delle bambine. Ho provato diverso tempo a rispondere, a vederla, ma senza che accadesse nulla. Ora so dove devo guardare”.</p>
<p style="text-align: justify;">Le chiesi allora di mostrarmelo.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi accompagnò nella sala, davanti alla foto con la cornice d’argento.</p>
<p style="text-align: justify;">Lì, davanti a un grande albero scuro, io e Elena sorridevamo seduti sul prato abbracciando le bambine, avvicinandole ai nostri fianchi. Vanessa mi disse di prendere la foto. Lo feci.</p>
<p style="text-align: justify;">“Il vetro è sporco” dissi. C’erano aloni, piccoli cerchi opachi, come d’umido disseccato. Ricordai di averlo già notato e di avere pensato che una delle bambine avesse preso e toccato la foto mentre piangeva.</p>
<p style="text-align: justify;">“E’ il suo respiro” disse  Vanessa.</p>
<p style="text-align: justify;">“Il bacio del suo respiro. Lei viene, quando riesce a farlo, e respira. Vicino a noi, con noi, quando dormiamo e non possiamo impedirglielo. Resta così poco e così dolce, di lei. Quasi solo il suo respiro. Se ne andrà presto. Così anche il vostro ricordo sarà più libero e più vero. Io la guarderò. Aiuterò”.</p>
<p style="text-align: justify;">Riposi la foto e tacqui. Senza dire altro, le chiesi di accompagnarmi a riprendere le bambine. Quella notte non dormii.</p>
<p style="text-align: justify;">Pensai a un’ombra vaga, sempre più debole, che si muoveva nella sala, al suo respiro sottile che baciava il vetro. Alla sua Anima, che già forse abitava in un altro corpo il nostro stesso mondo. Non parlai mai più con Vanessa di questi argomenti.</p>
<p style="text-align: justify;">A volte qualche discorso indiretto, anche alla presenza delle bambine, evocava il nostro dialogo di quel giorno e ci guardavamo. Controllavo continuamente la fotografia, raccomandando ogni volta a Kumari, la nostra domestica, che la pulisse accuratamente.</p>
<p style="text-align: justify;">A settembre, al rientro delle ferie estive &#8211; Vanessa aveva trascorso da sola parte del mese di Agosto nella casa &#8211; il vetro iniziò a mantenersi limpido e così rimase per sempre.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine di ottobre lei ci lasciò per la sua nuova destinazione. Ci salutammo, intensamente ma senza commozione. Non trovai né il modo né le parole per ringraziarla, per dirle quello che sentivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Quasi due anni dopo, da un conoscente della famiglia presso la quale aveva lavorato, seppi che aveva sposato un ragazzo inglese e che viveva in un piccolo paese sulla costa del Galles.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi chiedo se mai la rivedrò, se la rivedremo, la immagino guardare onde furiose, rotte, impotenti contro una grande scogliera, provare a comprendere quel mare sino all’orizzonte, a dire per sé e per lui la sua vera natura, il suo compito nel mondo di Dio, a donargli una pace.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/vanessa-pavani.html' addthis:title='Vanessa Pavani ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.centrostudilaruna.it/vanessa-pavani.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
			<coop:keyword><![CDATA[Letteratura]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Racconti]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[anima]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[cornice]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[corpo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[morte]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[racconto]]></coop:keyword>
	</item>
		<item>
		<title>Daniel S. Berman, cardiochirurgo</title>
		<link>http://www.centrostudilaruna.it/daniel-berman-cardiochirurgo.html</link>
		<comments>http://www.centrostudilaruna.it/daniel-berman-cardiochirurgo.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 17:29:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emilio Michele Fairendelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[chirurgo]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.centrostudilaruna.it/?p=3268</guid>
		<description><![CDATA[I ricordi di sala operatoria del cardiochirurgo Daniel S. Berman in un breve racconto immaginario-simbolico]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/daniel-berman-cardiochirurgo.html' addthis:title='Daniel S. Berman, cardiochirurgo '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p style="text-align: center;">Daniel S. Berman<br />
Lione, 1932 &#8211; Boston 2005<br />
cardiochirurgo</p>
<p style="text-align: justify;">Da tanti anni Solveig Hansen è la mia Assistente.<br />
Tra noi non c’è nulla, o, credo adesso, molto di più di quanto possa mai esserci tra un uomo e una donna.<br />
Conosco i suoi figli, la sua casa dal grande giardino, fuori città, la vecchia madre che la tratta a volte ancora come una bambina senza che questo le dispiaccia.<br />
<img class="alignright size-full wp-image-3462" style="margin: 10px;" title="assistente" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/assistente.png" alt="assistente" width="298" height="274" />Quando nella sala operatoria tutto è preparato, il petto di un uomo è offerto là sopra, come su un altare e tutti in piedi e in silenzio attendono il mio ordine io guardo lei, Solveig.<br />
Guardo nei suoi occhi, impersonali e tanto più vasti di lei, tra le strisce della maschera di garza.<br />
Non inizierei mai senza le sue parole, le stesse  parole mute che attendo ogni volta perché risuonino in me: “Daniel, so cosa provi ora, cosa proverai tra poco. Conosco i lampi di luce e quelli del male, che tracciano i cieli  della tua coscienza e dei tuoi sensi. Che anche oggi tu possa vivere queste ore pienamente,  vedendo ed abbracciando tutto. Io sarò qui, vicina.<br />
Hai il mio assenso, il mio aiuto, il mio amore”.<br />
Quieto, alzo allora la mano sinistra  e  tutto ha inizio.<br />
Ognuno è pronto, le macchine ricevono i nostri comandi.<br />
Il bisturi vibra illuminato dalle potenti scialitiche, da ogni lato, senza ombre, sino a trasformarsi in un corto raggio d’argento.<br />
Incisa, la carne pare dapprima opporsi, soffrendo.<br />
Il sangue viene immediatamente aspirato, la lama attraversa uno strato più grasso, sotto l’epidermide, poi  penetra  senza più alcuna resistenza.<br />
Allora, con un gesto che ogni volta mi pare ad un tempo tremendo e bellissimo, il gesto esattamente necessario, apro quel petto.<br />
Provo un brivido, che contiene tanto e un piacere segreto che dilaga toccando e scurendo ogni altro sentire.<br />
I lembi del taglio vengono divaricati, appaiono le fibre, i nervi e le vene, il fragile scudo del costato.<br />
E là, tra le nubi dei due polmoni, pulsante, segreto, come una stella che splenda senza poter essere mai vista, il cuore.<br />
Vorrei dire a tutti quelli che sono nella stanza: inchinatevi!<br />
Inchinatevi.<br />
Un Angelo ha formato quel muscolo che batte e batte, ha tracciato l’anello dell’aorta, ha teso  la vena cava, posto gli organi nel corpo come pianeti in un cielo, infine il Suo sigillo sulle labbra, gli occhi, la fronte dell’uomo.<br />
Guardo quel viso nel sonno, oltre il telo verde, e poi  di nuovo il cuore e ogni volta credo di poter vedere in uno dei suoi atrii un diamante minuscolo e di insostenibile fulgore: l’Anima.<br />
Immagino di poterLa sfiorare con la punta dell’indice e così di conoscere il Suo Signore e i Suoi segreti come conosco quelli del corpo.<br />
Tutti mi guardano, attendono che il mio silenzio finisca.<br />
Solo lei, Solveig, sa ciò che provo.<br />
Mi riscuoto e compio il mio lavoro, che dura ore.<br />
Quando tutto è finito è sera.<br />
Lasciamo l’Ospedale, io e lei, verso altre visioni, verso altri sogni.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/daniel-berman-cardiochirurgo.html' addthis:title='Daniel S. Berman, cardiochirurgo ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.centrostudilaruna.it/daniel-berman-cardiochirurgo.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
			<coop:keyword><![CDATA[Italiano]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Letteratura]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Racconti]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[anima]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[chirurgo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[cuore]]></coop:keyword>
	</item>
		<item>
		<title>Sesso e Divino: alla porta del bacio</title>
		<link>http://www.centrostudilaruna.it/sesso-e-divino-alla-porta-del-bacio.html</link>
		<comments>http://www.centrostudilaruna.it/sesso-e-divino-alla-porta-del-bacio.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 15:19:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emilio Michele Fairendelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centro Studi La Runa online]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Varia]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[bacio]]></category>
		<category><![CDATA[bataille]]></category>
		<category><![CDATA[costantin brancusi]]></category>
		<category><![CDATA[Eros]]></category>
		<category><![CDATA[freud]]></category>
		<category><![CDATA[masochismo]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[sadismo]]></category>
		<category><![CDATA[sesso]]></category>
		<category><![CDATA[thanatos]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.centrostudilaruna.it/?p=2537</guid>
		<description><![CDATA[Riflessioni sull'eros sacro, la metafisica del sesso e il simbolismo del bacio nella storia e nell'arte]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/sesso-e-divino-alla-porta-del-bacio.html' addthis:title='Sesso e Divino: alla porta del bacio '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/centrostudilaruna48x48.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Centro Studi La Runa online" /><br/><p style="text-align: justify;"><em>…</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>cujus <strong>carnem </strong>gemèntem</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>contristàtam et doléntem</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>pertransìvit glàdius</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>…</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>dallo Stabat Mater di Jacopone da Todi, sec XIII</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_2538" class="wp-caption aligncenter" style="width: 380px"><img class="size-full wp-image-2538" title="transverberazione" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/transverberazione.png" alt="Gian Lorenzo Bernini, Transverberazione del cuore di Santa Teresa, 1647-1652" width="370" height="580" /><p class="wp-caption-text">Gian Lorenzo Bernini, Transverberazione del cuore di Santa Teresa, 1647-1652</p></div>
<p>Dagli inizi della psicoanalisi a <a title="Georges Bataille" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/georges-bataille">Georges Bataille</a>, nella violenta temperie delle nuove scienze semiologiche, del  postmoderno e della decostruzione  la riflessione sull’erotismo  ha fissato alcuni punti fondamentali:</p>
<p style="text-align: justify;">-         l’irriducibilità  della dimensione erotica a qualunque identità univoca: biologica, animale, naturale;</p>
<p style="text-align: justify;">-         la sua unità con quanto di sacro e di unico, di <em>indicibile</em>, vi è nell’uomo;</p>
<p style="text-align: justify;">-         la sua appartenenza certa alla dimensione spirituale, in virtù dell’ analogia &#8211; comunque l’esperienza sessuale venga agita, anche nei casi più poveri e distorti &#8211; con l’esperienza mistica;</p>
<p style="text-align: justify;">-         la sua capacità di veicolare e rendere <em>abitabili</em>, coscientemente sperimentabili<em> </em>le coordinate principali del nostro essere nel mondo: forza vitale, energia, potere, morte.</p>
<p style="text-align: justify;">Su questo, alcuni elementi:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Eros e Thanatos</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nella visione freudiana la lotta tra Eros e Thanatos costituisce la forma più profonda dell’ambivalenza, dell’angoscia e del senso di colpa nell’uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">La pulsione di morte viene  individuata come pulsione verso l’inorganico, il luogo dove ogni angoscia ha termine.</p>
<p style="text-align: justify;">Per <a title="Sigmund Freud" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/sigmund-freud">Freud</a> questa pulsione è agita da un demone che vuole<em> </em>l’abolizione della vita, il ritorno allo stato inorganico, ancora prima di ogni irretimento individuale: si tratta della volontà di ripristinare uno stato precedente,  quella materia inanimata che esisteva, incosciente, prima che agli inizi del tempo si operasse lo slittamento verso la vita.</p>
<p style="text-align: justify;">La volontà di un <em>ritorno, </em>frutto dell’angoscia, o di una <em>gravità</em> che agisca sull’essere.</p>
<p style="text-align: justify;">Contrapporre Eros e Thanatos è possibile se l’altra pulsione, la pulsione erotica, è individuata come una pulsione coesiva, costruttiva, “<em>con la tendenza a conservare la sostanza  vivente legandola in unità sempre più vaste”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">La pulsione erotica non è  invece che una pulsione di morte differentemente declinata.</p>
<p style="text-align: justify;">La meta non è più la pace dell’inorganico, ma una morte che possa &#8211; come essa sola può &#8211; condurre ad una ineffabile <em>supercoscienza</em>:  la carne e i cuori dei due amanti  verso quella unità impossibile di cui nulla sanno ma che sopra ogni altra cosa desiderano, l’approdo, altrettanto ignoto, del mistico nel mare di Luce di Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">In Eros e Thanatos come in tutta la sua opera <a title="Sigmund Freud" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/sigmund-freud">Freud</a> fissa statuti del mondo mentale e vitale, mondi della coscienza umana ben distinti dal campo di azione dello spirituale, dall’Anima.</p>
<p style="text-align: justify;">Il funzionamento di questi statuti, il loro meccanismo può essere analizzato, chiarito, gli effetti terapeutici &#8211; la libertà dell’uomo dalla coazione &#8211; all’interno dello spazio di quei due mondi  raggiunti, ma la verità ultima non può essere colta.</p>
<p style="text-align: justify;">In cosa differiscono vita e morte?</p>
<p style="text-align: justify;">Con la morte il corpo fisico è in realtà <em>divorato </em>dalla vita: l’effervescenza della putrefazione, lo sciogliersi dei visceri,  il ritorno degli elementi all’aria e alla terra verso un nuovo germinare.</p>
<p style="text-align: justify;">Per chi sapesse vedere, anche le fibre sottili  dell’essere umano, i filamenti luminosi del suo mentale e del suo vitale si sfanno e, dal piano che è loro proprio, vanno a ricostituirsi in nuova vibrazione, ad appartenere a nuovi esseri.</p>
<p style="text-align: justify;">La mancanza assoluta della dimensione della <em>gioia</em> nell’opera freudiana, che sembra ricercare dentro l’uomo come in neri tunnel minerari non è forse dovuta a questa incapacità di intuire compresenze scorgendo solo causalità e coazione, contrapposizioni, non vedendo la totalità, il <em>Canto </em>dell’essere?<em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Osserviamo la riproduzione per scissione  di una singola cellula.</p>
<p style="text-align: justify;">Essa muove nel suo mare organico.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi qualcosa accade.</p>
<p style="text-align: justify;">La cromatina e le proteine condensano oltre una certa soglia, i filamenti cromosomici si attraggono e respingono, duplicano, la membrana esterna si ispessisce preparandosi alla <em>catastrofe</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi la cellula, rispondendo ad un comando, in un tempo rapidissimo rispetto al resto dell’intero processo, che dura giorni, forma due globi che muovono in direzione opposta con la loro essenza cromosomica,  riduce il proprio asse centrale a zero: è la scissione.</p>
<p style="text-align: justify;">L’intensità, la <em>voluttà</em> di quel momento di creazione/distruzione anche in un processo così primitivo organicamente è avvertibile dai nostri sensi più superficiali e da quelli  più profondi e rivive ogni volta nella nostra esperienza sessuale.</p>
<p style="text-align: justify;">La cellula madre non esiste più.</p>
<p style="text-align: justify;">Se le fingiamo una coscienza, quel momento le dovrà essere apparso come il collasso del mondo, nel terrore per una morte che sale oscuramente dal proprio sè, dalla propria ricchezza biochimica.</p>
<p style="text-align: justify;">Al suo posto due nuovi esseri, le cellule figlie, continuano a vivere e la loro opera nel mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla vera base della biologia, sul terreno dal quale nelle ere sono sorti il corpo e la coscienza dell’uomo è dunque questo il momento più alto, il <em>nostro </em>momento, dove vita e morte si fondono una nell’altra.</p>
<p style="text-align: justify;">In un mio articolo precedente annotavo come per alcune tradizioni esoteriche la Manifestazione in cui esistiamo  sia nata dallo <em>squilibrio, </em>dalla volontà di esteriorizzazione di un embrione. L’apparire, nell’unità dell’embrione generato dal Divino, della coscienza di ciò che è esterno a se stesso, la decisione di rispondere a un comando emanando in quegli spazi incompiuti, vuoti,  la propria Luce ed Intelligenza per formare tutto ciò che diverrà costituisce un atto erotico,  contiene vita e morte come nella scissione cellulare, e, da lì, <em>tutto</em> il nostro destino.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sesso estremo: la mistica malposta</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per uno stato ordinario di coscienza solo nel sesso<em> </em>le coordinate principali del nostro essere nel mondo &#8211; vita, forza, potere, morte &#8211; possono essere abitate, sperimentate.</p>
<p style="text-align: justify;">L’accesso a una energia sessuale pura, non trasfusa nella realtà, non degradata per la discesa nei livelli del mentale, del vitale, del fisico, è riservato a chi padroneggi tecniche eccezionali, da quelle tantriche fino alla ritenzione e alla trasmutazione del seme maschile.</p>
<p style="text-align: justify;">La proibizione di ogni attività sessuale ordinaria, regola di tutti gli ashram indiani, ha effetti solo sul <em>sadhaka,</em> solo cioè su chi sia davvero in cammino sulla via dello yoga.</p>
<p style="text-align: justify;">La questione è in quel caso meramente <em>tecnica:</em> la conservazione di energie vitali e fisiche.</p>
<p style="text-align: justify;">La lontananza, l<em>’essere aldifuori</em> di quella che è una dimensione di degrado di qualcosa che discende da una sorgente alta e incorrotta, una dimensione abitata anche nell’esperienza più quotidiana da lampi di animalità e crudeltà non può che aiutare il quietarsi della mente, la facilità della concentrazione nell’atto meditativo, il raffinarsi della nostra sostanza grezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Per chi non sia  su questa strada, il sesso rimane un campo in cui noi <em>vogliamo </em>combattere.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo vogliamo in modo ardente, per vocazione cosmologica e adamitica, senza requie, forse intuendo una vittoria aldilà di un breve piacere,  del  ripetuto fremere dei nervi.</p>
<p style="text-align: justify;">Le attività delle comunità dedite alle pratiche sadomasochistiche e alle sperimentazioni corporali, il mondo del cosiddetto <em>sesso estremo </em>sono in questo senso estremamente significative.</p>
<p style="text-align: justify;">Il loro <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolo</a> è in verità <em>La transverberazione del cuore di Santa Teresa </em>(*)<em>,</em> la scultura di Gian Lorenzo Bernini in cui la Santa, il volto sconvolto in un’estasi di piacere e di dolore, il corpo trasfigurato nella nube di tessuto della veste, una mano e un piede visibili e frementi, vive il momento in cui il dardo dell’Angelo le trafigge il cuore.</p>
<p style="text-align: justify;">Al volto di dolore l’Angelo, la spalla maschia e forte, oppone l’atto del colpire in un sorriso, la sua mano sinistra  apre la veste della Santa per metterne a nudo il cuore, dal cielo cadono violenti raggi di Luce che dichiarano l’essenza<em> </em>spirituale della scena.</p>
<p style="text-align: justify;">La letteratura psicoanalitica ha chiarito nel dettaglio le cause  della pulsione sadomasochistica e dei percorsi di esperienza sessuale correlati (traumi o abusi subiti richiamabili o meno alla coscienza, l’incontro con la violenza  fisica o psichica, con l’abbandono, lesioni chirurgiche, ogni irretimento nella distruttività) e descritto le sue modalità possibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sadomasochista reagisce a una situazione di angoscia e di rapporto con il proprio vissuto  che risulterebbe altrimenti non sostenibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Trattiamo ovviamente di un qualcosa <em>contro</em> l’uomo e la sua libertà, una dipendenza, come dimostra la coazione verso  l’esperienza e la necessità, come per alcool e droghe, di dosi di stimolo crescenti.</p>
<p style="text-align: justify;">I comportamenti sadomasochistici sono per i dizionari medici <em>patologia</em> solo quando impediscono la normale attività di un essere umano, ledono il suo equilibrio sociale e relazionale, quando diventano potenzialmente criminali o lesivi della libertà di altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Il praticante potrebbe infatti non senza ragione obiettare, come spesso avviene di fronte al terapeuta con il quale egli discute le proprie inclinazioni, che la normale penetrazione e le sue modalità sono già di per se stesse <em>violente</em> -le si osservi!-<em> </em>e che se il problema è solo di misura  e non concettuale è lo scenario della discussione a dover mutare radicalmente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motto delle comunità BDSM <em>Sano, Sicuro, Consensuale</em> tenta di dichiarare l’esperienza sadomasochistica e di sperimentazione corporale come una pura esperienza di libertà, di porre &#8211; come per il <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolo</a> ufficiale delle comunità, una sorta di Tao tripartito, dove le tre aree corrispondono alle  modalità principali della pratica &#8211; una <em>base filosofica</em> per il movimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Libertà, ma verso dove?</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà una cosa è ciò che ci porta, ci costringe  ad un abitare un campo esperienziale &#8211; su questo la psicoanalisi ha risposto ad ogni interrogazione &#8211; altro è ciò che in questa condizione è sperimentabile, ciò che da questa condizione, e solo da questa,  è possibile vedere.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ci ricorda il <em>Baal Shem Tov</em> il pensiero più turpe, più crudele, la condizione più povera ed abbietta ci visitano, ci obbligano a volgerci verso di loro per mostrarsi e per mostrare altro, per non essere dimenticate, per essere <em>redente</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche ciò che ci porta verso di loro, ciò che ci costringe a seguirli, per quanto nato da esperienze di violenza e di morte, per quanto processo di degrado e di disfacimento interiore, per quanto coazione,  è parte di questo processo di redenzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Allo stesso modo  il vissuto, la devastazione morale di <a title="Louis Ferdinand Céline" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/louis-ferdinand-celine">Céline</a> sono le condizioni che lo hanno costretto a una scrittura feroce e delirante nella quale egli, e noi con lui,  può vedere orizzonti umani prima nascosti.</p>
<p style="text-align: justify;">Così il pittore costretto all’assenzio, a una mente, un cuore, un corpo trasformati dal liquido psicotropo può solo <em>da lì </em>dipingere figure e forme capaci di penetrare il senso più profondo della materia.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa dunque è possibile vedere una volta entrati, lo si creda nostro malgrado o per nostra scelta, nel campo del sadomasochismo, delle sperimentazioni corporali, del <em>sesso estremo?</em></p>
<p style="text-align: justify;">La forza vitale, l’energia del corpo e del sangue, il piacere e il dolore uno come nel volto di Santa Teresa, le identità tra momento mistico e momento erotico, tra carne e spirito, la disperazione di non poter attingere  al secondo percorrendo le vie della prima – da qui il colpo, la ferita, la costrizione, la profanazione, che assomigliano un interrogare &#8211; di non poterlo trovare aldilà della prima attraversandola, si mostrano qui in tutta la loro chiarezza.</p>
<p style="text-align: justify;">La sperimentazione sessuale sui corpi, l’applicazione a questi di energia e vibrazioni, nel gioco o nella finzione drammatica, contengono <em>anche</em> un presentimento, una fede, riconoscono alla carne un potere che ancora non sa apparire.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli attori diventano Michelangelo che la leggenda vuole, furente, colpire il suo <em>Mosè: “perché non parli?”</em></p>
<p style="text-align: justify;">Perché la carne non parla? Perché essa, il sangue, lo sperma non mostrano il loro volto, ciò che li rende sacri in quanto <em>viventi</em>, ciò che li muove?</p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca del Divino, la sua cifra, non è lontana: il sesso estremo appare oltre ogni irretimento e quando ancora resti  nei confini dell’ umano come una <em>mistica malposta</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Aldilà di tali confini precipitano gli abissi dell’inumanità, della follia senza alcun resto, del crimine.</p>
<p style="text-align: justify;">In stanze di pietra insanguinata forze asuriche ballano una forsennata danza di morte contro l’Essere stesso:  Gilles de Rais, le torture e le stragi di Erszébet Bàthory, le giornate  di Sade.</p>
<p style="text-align: justify;">Il corpo dell’uomo, del giovane, della donna gravida, del nascituro, <em>deve </em>essere annientato, la profanazione non riguarda la sola bellezza ma l’Uomo in quanto unico e tale, in quanto <em>imago Dei</em>, in quanto Tempio, la sua carne: non ne deve restare nulla, solo umide ombre di sangue e linfa a terra, ossa tritate.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle passioni omicide al termine de <em>Le centoventi giornate di Sodoma</em>, elenco infinitamente noioso per un lettore che vorrebbe vedere almeno qualche figura Sade chiarisce esattamente il suo scopo, cosa <em>si debba</em> fare, toccare con il punto più basso della carne lo Spirito e  profanarlo per sempre, più esattamente <em>fermarlo:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“(83)…strappa il cuore in petto a una ragazza ancora viva; lo fora, fotte questo buco ancora caldo e pulsante, lo riempie di sperma e rimette il cuore al suo posto, ricuce la ferita…”</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il cielo si oscura e non è più possibile scorgere alcuna stella.</p>
<p style="text-align: justify;">Satana devasta i corpi, profana il sangue e i visceri del suo nemico primo, l’Uomo, in queste fortezze di pietra e ferro.</p>
<p style="text-align: justify;">Fatica inutile, degna di forze avverse  primitive e poco <em>efficienti</em>: aldifuori delle mura del castello  sadiano e di poche decine di vittime e di carnefici l’umanità intera vive, germina, cresce, avanza nella coscienza e nei corpi &#8211; non importa con quanta consapevolezza, con quanta compiutezza, con quanta volontà &#8211; nel bacio e nella compassione <em>umani, </em> non nella distruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto è dunque più importante ciò che <em>da qui </em>possiamo vedere, nominare e trasformare perché ben saldi nel nostro cuore &#8211; come direbbe il Baal Shem Tov &#8211; di quanto <em>qui</em> avvenga di innominabile, di mortifero, di definitivo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La porta del bacio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Costantin Brancusi alzò nel 1938, nei giardini pubblici della cittadina di Targu Jiu, in Romania, la porta del bacio.</p>
<p style="text-align: justify;">Su ogni faccia dei piedritti della porta è rappresentato un cerchio perfetto bordato da un anello e inciso in due metà sull’asse verticale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che la scultura dice e continua a dire &#8211; da settant’anni, prima dei disastri d’Europa e prima della lunga notte romena -  è: silenzio, unità suprema.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli amanti stanno in un movimento senza pace: per un solo istante il loro bacio è un comune respiro sospeso diventando subito un gioco frenetico, la spasimante raggiera dei loro corpi si muove senza sosta  alla ricerca di una unità impossibile, il gioco stesso degli occhi è un continuo vagare, cercando di vedere nell’altro <em>ciò che ancora non si può vedere</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_2539" class="wp-caption aligncenter" style="width: 448px"><img class="size-full wp-image-2539" title="portadelbacio" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/portadelbacio.png" alt="Costantin Brancusi, La porta del bacio, Giardini di Targu Jiu, Romania, 1938" width="438" height="291" /><p class="wp-caption-text">Costantin Brancusi, La porta del bacio, Giardini di Targu Jiu, Romania, 1938</p></div>
<p>Il cerchio nella scultura è l’embrione uno, indiviso, compiuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Un anello perimetrale lo protegge,  ogni faccia dei piedritti è incisa da una linea verticale che parte dal bordo inferiore del cerchio e scende a toccare la terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è dunque il vero bacio, il cui tocco è silente e compiuto, il cui esito è una pienezza dove non esiste dualità.</p>
<p style="text-align: justify;">Come cederà l’anello esterno? Solo dall’interno, dall’indiviso, si potrà <em>scegliere </em>di lanciare la propria perfezione in ciò che è aldifuori.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché? Quale ordine, quale volontà deve essere eseguita?</p>
<p style="text-align: justify;">Quale Amore segreto regna?</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa accadrà, poi?</p>
<p style="text-align: justify;">Chi  potrà mai <em>riparare</em>?</p>
<p style="text-align: justify;">Brancusi ci offre la vera immagine di  ciò che  cosmologicamente era prima di ogni divisione.   Il compito dei fedeli al bacio d’amore è ricomporre &#8211; in simulacro, per quanto<em> quaggiù</em> sia possibile, in modo anche parziale e fuggevole &#8211; quella unità.</p>
<p style="text-align: justify;">Occupare il posto che ci appartiene attendendo che gli altri spazi vengano a loro volta abitati, vivere nella verità di sé e delle cose, intuire quell’amore dell’Essere per il quale si operò la prima divisione.</p>
<p style="text-align: justify;">Esserne parte, onda e raggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Pronunciando una verità non attendiamo alcuna risposta, perché questa è già stata data: noi deponiamo un bacio su quelle labbra.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Anima mia</em>…è la parola reciproca degli amanti,  a invocare l’unità.</p>
<p style="text-align: justify;">Così il corpo cerca il suo corpo, partendo dalla carne, l’Anima la sua Anima.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo allora ogni altra declinazione del sesso viene superata, abbandonata come un vuoto involucro e l’Amore primo è meno lontano.</p>
<p style="text-align: justify;">Conta solo essere in <em>quel</em> bacio, con colui che  era<em> </em>con noi prima della pluralità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">(*) propongo al lettore come variante in questo senso la Santa Luitgarda di M. B. Braun (1710), scultura in pietra del Ponte Carlo a Praga, ancora più tremenda in quanto narrazione sul solo piano <em>orizzontale</em>: Cristo cade schiodandosi dalla croce, un braccio ha già ceduto, l’altro è teso e, ancora fissato dal chiodo nel palmo , regge il peso di tutto il corpo, la testa sofferente ha ruotato violentemente &#8211; si è rovesciato il cuneo di legno su cui poggiava &#8211; la Santa è afferrata alla spalla dalla mano libera del Cristo, spinta a baciare la ferita del costato, è quanto anche lei vuole, baciare quel sangue, tocca  la gamba del crocifisso al ginocchio; alla base della scultura un  piccolo angelo ne bacia un altro, senza capelli, deforme, come morente, sulla bocca…</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/sesso-e-divino-alla-porta-del-bacio.html' addthis:title='Sesso e Divino: alla porta del bacio ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.centrostudilaruna.it/sesso-e-divino-alla-porta-del-bacio.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
			<coop:keyword><![CDATA[Centro Studi La Runa online]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Italiano]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Varia]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[amore]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[anima]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[bacio]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[bataille]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[costantin brancusi]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Eros]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[freud]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[masochismo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[morte]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[sadismo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[sesso]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[thanatos]]></coop:keyword>
	</item>
		<item>
		<title>L&#8217;uomo, sintesi armonica dei regni della natura</title>
		<link>http://www.centrostudilaruna.it/formedelluomoregnidellanatura.html</link>
		<comments>http://www.centrostudilaruna.it/formedelluomoregnidellanatura.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 22:30:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tradizione Solare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corpo - Anima - Spirito]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizione solare]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[astrale]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[corpo astrale]]></category>
		<category><![CDATA[corpo eterico]]></category>
		<category><![CDATA[dei]]></category>
		<category><![CDATA[eterico]]></category>
		<category><![CDATA[forme dell'uomo]]></category>
		<category><![CDATA[forza vitale]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura occultistica]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[regni della natura]]></category>
		<category><![CDATA[regno animale]]></category>
		<category><![CDATA[regno minerale]]></category>
		<category><![CDATA[regno vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Rudolf Steiner]]></category>
		<category><![CDATA[spirito]]></category>
		<category><![CDATA[testo ermetico]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio in astrale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://runa.netsons.org/formedelluomoregnidellanatura.html</guid>
		<description><![CDATA[La presenza di corpo, anima e spirito nell'uomo e i mezzi per discernerli]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/formedelluomoregnidellanatura.html' addthis:title='L&#8217;uomo, sintesi armonica dei regni della natura '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/tradizione-solare48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Tradizione solare" /><br/><p align="justify"><em>Questo file sostituisce e integra il precedente scritto intitolato </em>Forme dell’uomo, regni della natura<em>. Si è ritenuto comunque di conservare la premessa che introduceva il testo originario.</em></p>
<p align="justify">
<p align="justify">Termini come “eterico”, “astrale”, ricorrono con l’insistenza di un luogo comune nella letteratura occultistica dell’<a href="http://www.centrostudilaruna.it/storiacontemporanea.html">Otto-Novecento</a>, ma alla frequenza del loro uso non corrisponde una precisa determinazione del loro significato: generalmente per eterico si intende una forza vitale sottile e tuttavia a suo modo percepibile anche attraverso rilevazioni fisiche; alla parola astrale si riferisce qualche cosa di più animico (non fosse altro che per il riferimento alle stelle, al mondo celeste superiore contenuto nel nome). Ma in verità, chi leggesse qualche resoconto di “viaggio in astrale” si imbatterebbe in descrizioni che non si discostano molto dalle realtà materiali, anche quando gli scenari vengono dipinti nella maniera più allucinogena.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Vi sono stati autori che hanno utilizzato le due espressioni con criteri più seri, attribuendo ad esse precisi riferimenti a realtà spirituali, ricavate da testi di orientamento tradizionale. Nel caso della presente trattazione – che riprende in linea di massima l’impostazione data da <a href="http://www.centrostudilaruna.it/sh.rudolfsteiner.htm">Rudolf Steiner</a> – non si troveranno citazioni di testi tradizionali. L’autore tedesco preferì illustrare i principi del corpo eterico, del corpo astrale (oltre che dell’io e del corpo fisico) partendo non dalle antiche rivelazioni tradizionali, bensì dalle esperienze che un uomo moderno, nato in un ambiente materializzato, normalmente sprovvisto di un’attitudine alla “fede”, può compiere. Il punto di partenza non è dunque la lettura di un testo ermetico d’Occidente o di qualsivoglia libro sacro, bensì l’osservazione del mondo naturale, articolato nei tre regni minerale, vegetale, animale. La concordanza con gli insegnamenti tradizionali rappresenta una preziosa conferma a posteriori, ma è ovvio che l’uomo europeo del presente ciclo storico debba arrivare a conoscere le diverse sfumature della sua anima e del suo spirito partendo dalle proprie facoltà di percezione sensibile e naturale. In tal modo viene a rinnovarsi in forma moderna il significato della bella formula romana, riportata da <a href="http://www.centrostudilaruna.it/evola.html">Julius Evola</a> in <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8827212248"><em>Rivolta contro il mondo moderno</em></a>, secondo la quale “gli antichi fondarono tutta la <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religione</a> sull’esperienza”.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8827212248"><img src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/rivoltacontroilmondomoderno.bmp" border="0" alt="Julius Evola, Rivolta contro il mondo moderno" align="right" /></a> Una forte capacità di concentrazione sulle forme che la natura ci pone di fronte svela all’occhio della mente le forme che a prima vista sono celate; dunque la Rivelazione dello spirito, non consiste nell’ascoltare il discorso di un profeta al quale prestare fede cieca, bensì nel sollevare i veli della natura per poter guardare con occhi più chiari l’invisibile che si nasconde nel cuore del visibile.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><strong> A.P. </strong></p>
<p align="justify">
<p align="justify">§ Corpo – Anima – Spirito.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">L’essere umano è composto di corpo, anima e  spirito.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Entriamo in un bosco e prestiamo attenzione ai suoni, ai colori della foresta, alla terra che ci sorregge, all’aria che respiriamo.<br />
Il nostro corpo è lo strumento che ci permette di percepire tutto ciò e di agire nel mondo fisico.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><img src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/foresta.jpg" border="0" alt="" align="right" /> Consideriamo ora quei moti di simpatia e antipatia, di piacere e dispiacere che ondeggiano in noi per effetto delle impressioni esteriori.<br />
Un maestoso tramonto suscita un sentimento di ammirazione per l’armonia del creato. La natura sporcata dalla mano di esseri volgari fa sorgere in noi un senso di ripugnanza.<br />
In queste oscillazioni del sentimento troviamo la prima traccia dell’anima.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Ma al di là delle oscillazioni del sentimento, superiore all’eterno ondeggiare di piacere e dispiacere è lo Spirito.<br />
Come il saggio rimane indifferente di fronte alle paure e alle vane speranze, allo stesso modo lo Spirito non conosce turbamento. È il signore.<br />
Come il medico che senza lasciarsi turbare dalla commozione riconosce la natura del male ed opera la guarigione, così agisce lo spirito.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">In tutti i momenti, il corpo vede coi sensi; l’anima sente e reagisce; lo spirito, ricolmo di presenza divina, comprende ed agisce.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">§  I Regni della Natura.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Nelle forme della natura si manifestano forze divine.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Osserva il regno minerale: il colore dei metalli, la durezza delle pietre, la loro impermeabilità. La pietra affonda nel fiume per millenni senza bagnare il suo cuore. Il regno delle pietre è senza anima, privo di vita.<br />
L’uomo porta dentro di sé il regno minerale come scheletro: tastiamo il nostro corpo all’altezza del polso, sentiremo che esso è duro come una pietra.<br />
Quando l’uomo muore e la forza vitale si ritrae da lui, ciò che rimane è lo scheletro, simile a una muta roccia, simile alla polvere della terra.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">La pietra cade verso il basso, attratto dalla gravità.<br />
La pianta sale verso l’alto, verso la luce e il Sole.<br />
Il regno vegetale è il regno della vita pura, che si abbandona al Sole in un  sonno beato senza sogni.<br />
La pianta strappa alla terra i minerali e li trasforma in linfa vitale. Questa linfa circola dal basso verso l’alto, mentre la pianta libera aria pura nell’atmosfera.<br />
Il regno vegetale è governato dalla legge del ciclo: le piante nascono, crescono, fioriscono, muoiono, eternamente rinascono dal seme che è nel frutto.<br />
La vita che si era sviluppata dal piccolo seme, di nuovo si concentra in un seme e rinasce.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8804455217"><img src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/filosofiadellaliberta.bmp" border="0" alt="Rudolf Steiner, La filosofia della libertà. Linee fondamentali di una moderna concezione del mondo" align="left" /></a> Osserviamo ora i movimenti degli animali: essi rivelano gli impulsi, i desideri che si agitano nella loro coscienza crepuscolare. Tali impulsi, tali istinti scritti nella memoria collettiva della specie, plasmano gli stessi arti, determinano la conformazione fisica delle specie.<br />
Contemplando le forme magnifiche degli animali, i comportamenti dettati dai loro istinti la mente intuisce la sapienza della Provvidenza (1) divina che ordina la varietà del cosmo.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">La pietra sta immobile, la pianta cresce, l’animale si muove.<br />
I pesci si muovono ancora nel grembo primordiale delle acque.<br />
Gli anfibi e i rettili conquistano la terra ferma e ispirano l’aria dentro di sé, ma ancora il loro sangue è freddo e deve prendere calore dal Sole.<br />
Negli uccelli e nei mammiferi il sangue si riscalda. Nel caldo sangue di queste creature si distillano i primi sentimenti. Il sangue caldo permette ad essi di esprimere i loro moti interiori nel canto e nel verso.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Nell’uomo, il calore diventa Luce. La luce si accende nella mente come pensiero.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">In virtù di questa luce l’Uomo è il centro dell’Universo.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">In virtù di questa luce è stato scritto: l’uomo è il centro dell’universo. Tutte le masse materiali fredde o incandescenti e le miriadi di mondi non pesano nella bilancia dei valori quanto il più semplice mutamento nella sua coscienza. I limiti del suo corpo non sono che illusione; non è solo alla terra che si appoggia, ma egli si continua attraverso la terra e negli spazi cosmici. Sia che muova il suo pensiero o muova le sue braccia, è tutto un mondo che si muove con lui; sono mille forze misteriose che si lanciano verso di lui con un gesto creativo, e tutti i suoi atti quotidiani non sono che la caricatura di quello che fluisce a lui divinamente (2).</p>
<p align="justify">
<p align="justify">§. Forme dell’uomo</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8843803182"><img src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/neiluoghioscuridellasaggezza.bmp" border="0" alt="Peter Kingsley, Nei luoghi oscuri della saggezza" align="right" /></a> Nella figura dell’uomo si concentrano le forme e le forze della natura.<br />
Le rocce e i cristalli diventano ossa, la linfa delle piante scorre come sangue, i movimenti degli animali diventano movimenti razionali, governati dal pensiero.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Portiamo dentro di noi il regno minerale: il ferro nel sangue, il calcio nelle ossa. Con gli elementi della materia forgiamo il nostro fisico adatto a vivere sulla Terra.<br />
Alla morte di tutto ciò non rimane che scheletro e cenere. Le ossa, mute come pietra, abbandonate dalla vita e dall’anima ritornano alla terra e al regno minerale.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><img src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/dolomiti.jpg" border="0" alt="" align="left" /> Ma di una bella ragazza, piena di succhi vitali si dice: è una ragazza in fiore. Di un uomo robusto si dice: è forte come una quercia.<br />
La vita dell’uomo segue lo stesso ciclo delle piante: nascita, crescita, invecchiamento e poi rinascita.<br />
Nel corpo eterico abbiamo il regno vegetale dentro di noi. I centri vitali che ruotano nel corpo eterico (3) imprimono la loro impronta nel corpo fisico dando vita alle ghiandole disposte lungo l’asse della colonna vertebrale.<br />
Gli ormoni prodotti dalla ghiandole scorrono  nell’organismo, come la linfa vitale fluisce nelle piante.<br />
Quando una persona è in coma, si dice che vegeta, che è ridotta a un vegetale. Non pensa, non reagisce: l’Io non riesce più a usare il corpo come un suo strumento e l’anima non sa più articolare la propria voce; ma la forza vitale non ha ancora abbandonato il corpo fisico, per cui esso continua a vivere un’ esistenza vegetale come immerso in un sonno, interrotto da rari barlumi.<br />
Il corpo eterico impedisce per tutta la durata della vita all’organismo di decomporsi. Quando l’eterico si separa completamente dal fisico, l’organismo è come un sacco che si apre, come un composto di parti che si scioglie.<br />
Il corpo eterico è la forza vitale (4) vegetativa, che combina gli elementi chimici come la mano del pensatore combina le lettere. Le lettere di un libro non sono che inchiostro, ma questo inchiostro non è stato spruzzato a caso e testimonia l’intenzione di un autore (5). Il corpo eterico combina le lettere del Libro della Vita secondo le intenzioni divine che reggono il cosmo. Esso è la memoria che trasmette di generazione in generazione le formule e i progetti delle specie viventi.<br />
Come il magnete attira la limatura del ferro così la forza vitale attrae le sostanze chimiche e le organizza. La forza eterica è la forza della giovinezza che rende il corpo tonico e fiorente. Essa agisce come la natura che a primavera fa sbocciare i fiori e in estate fa maturare i frutti.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><img src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/tigre.jpg" border="0" alt="" align="right" /> Come gli animali, l’uomo ha i sensi, ha i nervi e gli arti per muoversi. Con gli animali condivide gli impulsi primordiali: il bisogno di cibarsi e di accoppiarsi, il bisogno di curare la prole, di difendere il territorio e il proprio posto nella gerarchia.<br />
Si osservi un cane, si consideri un aquila: gli animali hanno delle sensazioni spesso più acute di quelle degli uomini. Queste sensazioni vibrano nella loro interiorità e risuonano come brame, accendono i desideri primordiali legati alle esigenze del corpo e agli istinti (6).<br />
Nella loro coscienza simile ad un crepuscolo, gli animali reagiscono agli stimoli, provano piacere, rifuggono il dolore.<br />
I moti della coscienza animale, i movimenti istintivi dei loro arti sono espressione del corpo astrale che li governa. L’astrale degli animali mette in atto i comportamenti dettati dall’anima di gruppo della specie. Per questo gli uccelli migrano sulle distese oceaniche senza sapere come, e i pesci risalgono la corrente senza chiedersi un perché.<br />
Come l’astrale degli animali rispecchia gli impulsi della specie, così l’astrale dell’uomo riflette gli impulsi dell’Io.<br />
Possiamo immaginare il corpo astrale (7) dell’uomo come una forma ovale allargata che avvolge il corpo fisico-eterico.<br />
Nel corpo astrale si accendono le immagini interiori in forme colorate, mobili, cangianti. Così anche le passioni e le brame si accendono nel nostro corpo astrale.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Sul corpo astrale dell’uomo si proiettano gli influssi delle stelle.<br />
Gli antichi chiamavano Zodiaco il giro delle costellazioni: ovvero, circolo degli animali. Le dodici costellazioni, con diversa intensità e composizione, trasmettono all’anima i dodici impulsi fondamentali del carattere.<br />
Quelle che nell’uomo sono le tendenze del carattere, nella natura si proiettano nelle forme degli animali.<br />
Per questo si dice: sei un coniglio. Sei un leone. Sei una vipera. Sei un’aquila.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Vi è qualcosa che in natura non si trova, e che sola si accende nella mente dell’uomo: la forza del pensiero creatore.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><img src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/apollo11.gif" border="0" alt="" align="left" /> Le api costruiscono favi sempre uguali. Da milioni di anni i ragni tessono sempre la stessa tela.  Nella civiltà umana sorge la successione degli stili, l’evoluzione delle tecniche.<br />
Dall’ascia di battaglia all’astronave, il pensiero umano dispiega la sua azione. Ma questo pensiero non è che una scintilla della grande Intelligenza che ordina il cosmo Cos’è infatti un’astronave di fronte alla vita più minuscola? Il filo d’erba è più complesso di ogni tecnologia.<br />
Come gli strumenti tecnici scorgano dalla mente degli uomini d’ingegno, così le piante, gli animali, i pianeti sono i pensieri pensati dagli Dei.<br />
Come il pensiero creativo si cela nella nostra testa, così l’Intelligenza divina si cela dietro la volta del mondo. I Greci chiamavano Logos questa essenza che guida gli stormi nel volo e dona alla pianta il potere di trasformare in cibo la luce del Sole. La pianta lo fa senza sapere come, l’uccello migratore vola sulle rotte oceaniche senza chiedersi perché.<br />
Nell’uomo l’intelligenza divina che riempie l’universo si accende come coscienza. Per questo sul tempio di Apollo sta scritto: “Conosci te stesso”.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Il dio che è nell’uomo parla, quando l’uomo si riconosce come Io. E si chiede come vivere, cosa sperare, perché soffrire, chi attendere.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Pensiamo a ciò che da bambini ci riempiva di timore, ai nostri desideri, alle nostre attenzioni. La memoria ci mostrerà l’immagine di un essere assai diverso da ciò che siamo ora.<br />
Spostiamo il ricordo ad un’altra età e ripetiamo lo stesso esercizio. Ancora una volta proveremo l’impressione di trovarci di fronte ad un estraneo che per certi versi ci somiglia e per altri ci provoca un sorriso: noi non siamo più quella persona eppure ricordiamo di così aver vissuto, ricordiamo con soddisfazione di aver compiuto certe azioni, certe altre con vergogna vorremmo seppellirle.<br />
Il ricordo è il filo che lega epoche diverse della vita, l’una causa dell’altra, l’altra effetto della precedente.<br />
L’Io come un filo dorato passa attraverso una lunga trama di vita; di esistenza in esistenza ci fa essere diversi eppure in fondo sempre identici.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><strong>NOTE</strong></p>
<p align="justify">
<p align="justify">1) La <em>Pronoia</em>, l’Intelligenza divina immanente al cosmo che ne garantisce l’ordine e l’armonia.<br />
2) Leo, “Barriere”, in <em>Ur </em>volume I.<br />
3) I <em>Chakra </em>nella lingua dei conquistatori dell’India erano le ruote dei carri di battaglia. I raggi dei centri vitali del corpo sottile (altrimenti detto eterico o vitale) ruotano come i raggi della ruota in movimento.<br />
4) Cfr. l’<em>anima vegetativa </em>di cui parla <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/aristotele">Aristotele</a></span>.<br />
5) Stiamo dicendo che il darwinismo è una sciocchezza. Una superstizione antiscientifica.<br />
6) Cfr. la descrizione dell’anima senso-motoria fatta sempre da <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/aristotele">Aristotele</a></span>.<br />
7) La parola corpo è detta in senso metaforico ed anche queste descrizioni non devono essere materializzate, ma usate come spunti immaginativi per una comprensione della realtà astrale.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/formedelluomoregnidellanatura.html' addthis:title='L&#8217;uomo, sintesi armonica dei regni della natura ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.centrostudilaruna.it/formedelluomoregnidellanatura.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
			<coop:keyword><![CDATA[Corpo - Anima - Spirito]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Italiano]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Tradizione solare]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[anima]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[astrale]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[corpo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[corpo astrale]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[corpo eterico]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[dei]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[eterico]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[forme dell'uomo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[forza vitale]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[letteratura occultistica]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[natura]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[regni della natura]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[regno animale]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[regno minerale]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[regno vegetale]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Rudolf Steiner]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[spirito]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[testo ermetico]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[viaggio in astrale]]></coop:keyword>
	</item>
		<item>
		<title>Esperienze dell&#8217;anima</title>
		<link>http://www.centrostudilaruna.it/esperienzedellanima.html</link>
		<comments>http://www.centrostudilaruna.it/esperienzedellanima.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 22:10:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tradizione Solare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corpo - Anima - Spirito]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizione solare]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[anima concupiscibile]]></category>
		<category><![CDATA[anima cosciente]]></category>
		<category><![CDATA[anima intelligibile]]></category>
		<category><![CDATA[anima irascibile]]></category>
		<category><![CDATA[anima razionale]]></category>
		<category><![CDATA[anima sensomotoria]]></category>
		<category><![CDATA[anima senziente]]></category>
		<category><![CDATA[anima vegetativa]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[dottrine antiche]]></category>
		<category><![CDATA[dualismo cristiano]]></category>
		<category><![CDATA[esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[intelletto]]></category>
		<category><![CDATA[politeismo]]></category>
		<category><![CDATA[Rudolf Steiner]]></category>
		<category><![CDATA[spirito]]></category>
		<category><![CDATA[teologia scolastica]]></category>
		<category><![CDATA[teologie pagane]]></category>
		<category><![CDATA[tripartizione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://runa.netsons.org/esperienzedellanima.html</guid>
		<description><![CDATA[Nel pensiero di Rudolf Steiner l'anima torna ad avere un ruolo centrale, conculcato da secoli di dottrina cristiana]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/esperienzedellanima.html' addthis:title='Esperienze dell&#8217;anima '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/tradizione-solare48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Tradizione solare" /><br/><p align="justify">Se le dimensioni sottili del corpo possono essere intuite per mezzo di una attenta contemplazione delle forme della natura, per iniziarsi ai misteri dell’anima è necessario volgere lo sguardo a quelle attività umane che segnano la storia delle civiltà.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Le forme della civiltà (l’arte, la filosofia, l’autocoscienza) sono il rifletto di facoltà interiori che <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/rudolf-steiner" target="_blank">Rudolf Steiner</a></span> chiamava anima senziente, anima razionale, anima cosciente. Si assiste dunque nel magistero di questo autore a uno stupefacente recupero di dottrine antiche, in gran parte dimenticate dopo l’affermarsi del dualismo cristiano in Occidente: non solo la dottrina della tripartizione in corpo-anima-spirito, ma anche la dottrina della pluralità di anime.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serpge.asp?shop=2317&amp;Type=ExactAuthor&amp;Search=Steiner+Rudolf"><img src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/rudolfsteiner.jpg" alt="Rudolf Steiner" align="left" /></a> <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/platone">Platone</a></span> articolava la realtà interiore dell’uomo in anima intelligibile, anima irascibile, anima concupiscibile. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/aristotele">Aristotele</a></span>, da un punto di vista legittimamente diverso, distingueva un’anima razionale, da un’anima sensomotoria e un’anima vegetativa. La teologia scolastica che si poneva in atteggiamento di discepolato rispetto alle due grandi teologie pagane di Atene aveva per qualche secolo perpetuato l’abitudine a discettare di un intelletto variamente composto (intelletto agente, intelletto passivo&#8230;), come per una reminiscenza sbiadita dell’antica percezione di una pluralità di anime. Ma indubbiamente questa pluralità, questa complessità della realtà animica era avvertita sempre più col passare del tempo come un residuo di politeismo. Un dio, un’anima, una chiesa! L’impulso alla semplificazione propria di una fede semiticamente orientata non si prestava affatto a una distinzione tra le diverse dimensioni dell’anima. Ma <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/rudolf-steiner" target="_blank">Rudolf Steiner</a></span>, che all’inizio del <a href="http://www.centrostudilaruna.it/storiacontemporanea.html">Novecento</a> ancora si professava cristiano, ma parimenti si dichiarava politeista ariano, torna a parlare di una tripartizione dell’anima. A questa dottrina delle tre anime si accompagnano indicazioni precise sul modo in cui si possa fare esperienza di quelle tre dimensioni.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">L’anima cessa di essere oggetto di fede o di discussione teorica per divenire una realtà complessa, ma conoscibile. Il problema è trovare l’<em>ubi consistam</em>, ovvero il punto d’appoggio per fondare questa inconsueta conoscenza. Se per conoscere la corporeità nei suoi aspetti profondi il discepolo veniva orientato a immergersi nella natura vivente, per illuminare i recessi dell’anima viene indotto a prestare attenzione alle forme attraverso le quali si manifestano le civiltà superiori.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Nel senso del bello, nel sentimento artistico troviamo dunque la chiave per aprire lo scrigno dell’anima senziente.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Nell’esercizio della razionalità (con la matematica, la filosofia, l’attività organizzativa, tutte le altre forme di applicazione pratica del pensiero) individuiamo l’incentivo allo sviluppo dell’anima razionale.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Infine in quell’impulso alla chiarezza interiore, al dominio interiore, assai vivo nelle opere degli stoici antichi o in molti mistici e pensatori germanici, scopriamo l’impronta dell’anima cosciente.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Fondata sulla roccia di queste esperienze concrete, la conoscenza dell’anima suscita un ulteriore anelito e spinge a domandare: quali sono gli esercizi che consentono di ampliarne le facoltà ai fini della realizzazione spirituale dell’uomo?</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><strong> AP. </strong></p>
<p align="justify">
<p align="justify">Del corpo fisico abbiamo diretta esperienza. L’eterico e l’astrale si nascondono alla vista, ma dalla osservazione di animali e piante si può intuire qualcosa della loro essenza. Nei regni della natura però ben poco ci parla dell’anima: essa è un mistero nascosto nell’uomo.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><em> §. L’anima senziente. </em></p>
<p align="justify">
<p align="justify">Guardiamo un tramonto sul mare: l’immagine dei sensi si imprime nel corpo astrale suscitando una calda emozione. Voltiamo poi le spalle al Sole che muore e chiudiamo gli occhi: il tramonto è ancora dentro di noi, quella percezione è divenuta una nostra esperienza e si è intessuta alla trama dell’anima senziente.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">L’anima senziente è un grande specchio su cui si riversa la bellezza del cosmo. Il cielo stellato, il mare in tempesta, un fiore che sboccia, un’opera d’arte: ciò che è bello e ciò che è sublime portano alimenti all’anima senziente, che apre i suoi occhi al mondo con ammirazione. Allora il mondo intero si posa sul fondo dell’anima.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><em> §. L’anima razionale. </em></p>
<p align="justify">
<p align="justify"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8804455217"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/filosofiadellaliberta.bmp" border="0" alt="Rudolf Steiner, La filosofia della libertà. Linee fondamentali di una moderna concezione del mondo" width="95" height="159" align="right" /></a> Di fronte a un problema di geometria, al problema di un guasto meccanico e a qualsivoglia problema della vita pratica, quando si tratta di comprendere chiaramente una situazione della vita allora entra in gioco un&#8217;altra facoltà dell’anima: l’anima razionale.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Chi studia la geometria mette in moto l’anima razionale. Per i Greci – maestri di razionalità – la geometria era la porta d’accesso alle verità più alte. Essi provavano quasi un godimento sensuale quando contemplavano le precise linee di una forma geometrica e con un lampo dell’intelligenza afferravano la soluzione del problema. E non a caso alternavano l’esercizio filosofico con la ginnastica del corpo, perché l’anima razionale trae la propria linfa dal corpo eterico e l’intelligenza si corrompe se non abita in un corpo sano armoniosamente educato.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><em> §. L’anima cosciente. </em></p>
<p align="justify">
<p align="justify">Quando l’attenzione si sposta dai problemi esterni a quelli interiori, quando l’uomo si sofferma sugli enigmi del proprio carattere, del proprio destino, sulla missione che la vita gli affida egli fa appello all’anima cosciente.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">L’anima cosciente si sviluppa in stretta relazione con il corpo fisico. Coloro che tendono a evadere dal corpo e dal mondo tendono anche a perdere il senso della loro individualità e ad addormentarsi in un cosmico languore.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Il sentimento del proprio corpo fisico rafforza il senso della coscienza individuale.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/esperienzedellanima.html' addthis:title='Esperienze dell&#8217;anima ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.centrostudilaruna.it/esperienzedellanima.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
			<coop:keyword><![CDATA[Corpo - Anima - Spirito]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Italiano]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Tradizione solare]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[anima]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[anima concupiscibile]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[anima cosciente]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[anima intelligibile]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[anima irascibile]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[anima razionale]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[anima sensomotoria]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[anima senziente]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[anima vegetativa]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[corpo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[dottrine antiche]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[dualismo cristiano]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[esperienze]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[intelletto]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[politeismo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Rudolf Steiner]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[spirito]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[teologia scolastica]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[teologie pagane]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[tripartizione]]></coop:keyword>
	</item>
		<item>
		<title>Teoria tradizionale delle razze: Julius Evola</title>
		<link>http://www.centrostudilaruna.it/teoriarazzeevola.html</link>
		<comments>http://www.centrostudilaruna.it/teoriarazzeevola.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 21:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvano Lorenzoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli su Julius Evola]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Julius Evola]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[anni trenta]]></category>
		<category><![CDATA[anni venti]]></category>
		<category><![CDATA[carpe librum]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[edizioni di ar]]></category>
		<category><![CDATA[Hans F. K. Günther]]></category>
		<category><![CDATA[involuzione]]></category>
		<category><![CDATA[involuzionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Ludwig Ferdinand Clauss]]></category>
		<category><![CDATA[psiche]]></category>
		<category><![CDATA[razza]]></category>
		<category><![CDATA[razza del corpo]]></category>
		<category><![CDATA[razza del sangue]]></category>
		<category><![CDATA[razza dello spirito]]></category>
		<category><![CDATA[razze]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[spirito]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oliodirialto.com/?p=669</guid>
		<description><![CDATA[Una breve introduzione al razzismo evoliano e ai suoi fondamenti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/teoriarazzeevola.html' addthis:title='Teoria tradizionale delle razze: Julius Evola '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/evola48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Julius Evola" /><br/><p style="text-align: justify;">Avendo menzionato il fatto che la razza è un fatto non solo biologico ma anche e soprattutto metabiologico, è il caso di dare un&#8217;idea estremamente schematica della teoria tradizionale delle razze, che diverrà della massima importanza per quel che segue di questo libro, in particolare i Capp. 1 e 3 della III parte.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa teoria (1), il cui sviluppo è dovuto quasi esclusivamente a <a href="http://www.centrostudilaruna.it/evola.html">Julius Evola</a>, è basata sull&#8217;assegnazione di caratteri razziali propri a ognuna delle tre componenti che, tradizionalmente, costituiscono il &#8216;composto umano&#8217;: corpo, anima e spirito (2). Il corpo viene a essere la manifestazione tangibile e visibile dell&#8217;individuo &#8211; umano e non-umano -, mentre lo spirito ne è il &#8216;pricipio informatore&#8217; metafisico, posto fuori dal tempo, che ne dirige la prassi e il pensiero in senso anagogico o catagogico. L&#8217;anima, o psiche, &#8220;è connessa a ogni forma vitale così come a ogni forma percettiva e a ogni passionalità. Con le sue diramazioni inconsce stabilisce la connessione fra spirito e corpo&#8221; (3). Essa, come il corpo, è peritura, ed è il fattore determinante per lo stile della persona &#8211; per il modo in cui essa affronta ogni compito, ma senza alcun riferimento al valore etico del compito stesso. &#8220;Gli uomini sono diversi non solo nel corpo ma anche nell&#8217;anima e nello spirito &#8230; la dottrina della razza deve articolarsi in tre gradi &#8221; (4). Quindi: c&#8217;è una razza del corpo, una dell&#8217;anima e una dello spirito, ognuna delle quali è suscettibile di classificazione, e questo <a href="http://www.centrostudilaruna.it/evola.html">Julius Evola</a> lo ha affrontato nella sua <em>Sintesi di dottrina della razza</em>, mentre una versione semplificata fu da egli esposta in un suo libretto didattico, <em>Indirizzi per un&#8217;educazione razziale </em>(5). Per quel che riguarda le razze del corpo e dell&#8217;anima, <a href="http://www.centrostudilaruna.it/evola.html">Julius Evola</a> si appoggiava ai lavori degli antropologi seri dei suoi tempi &#8211; in particolare modo <a title="Hans Friedrich Karl Guenther" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/hans-f.-k.-guenther/">Hans F. K. Günther</a>, un autore sul quale si avrà occasione di ritornare nella III parte, e Ludwig Ferdinand Clauss (6) -, che però si occupavano essenzialmente delle differenze esistenti fra i diversi tipi umani riscontrabili in Europa o al massimo nel Medio Oriente. Egli invece propose, in via del tutto indipendente, una classificazione delle razze dello spirito &#8211; in riguardo il lettore è riferito ai testi originali.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quel che riguarda il nostro assunto, di fondamentale importanza è che &#8220;l&#8217;un elemento cerca di trovare, nello spazio libero che le leggi dell&#8217;elemento a esso immediatamente inferiore gli lasciano, una espressione massimamente conforme (&#8230;) non semplice riflesso, ma azione a suo modo creativa, plasmatrice, determinante&#8221; (7). In altre parole, le razze dell&#8217;anima e dello spirito che intervengono in ogni composto umano abbisognano di un &#8216;supporto adeguato&#8217; a livello immediatamente inferiore. Ben difficilmente una razza dello spirito di &#8216;prima qualità&#8217; potrà tovare spazio accanto a un&#8217;anima che non le sia strumento adeguato per manifestarsi; e lo stesso dicasi per la razza dell&#8217;anima rispetto a quella del corpo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo tipo di considerazioni danno adito anche ad altri sviluppi, adombrati dallo stesso <a href="http://www.centrostudilaruna.it/evola.html">Julius Evola</a>, che sono gravidi di conseguenze per le problematiche qui sotto esame. &#8220;Una idea, dato che agisca con sufficiente intensità e continuità in un determinato clima storico e in una data collettività finisce con il dare luogo a una &#8216;razza dell&#8217;anima&#8217; e, con il persistere dell&#8217;azione, fa apparire nelle generazioni che immediatamente seguono un tipo fisico comune nuovo da considerarsi &#8230; una razza nuova&#8221; (8). Cioé: il cambiamento nella &#8216;qualità psichica&#8217; di una determinata popolazione può innescare cambiamenti anche morfologici. Questo ragionamento, portato alle sue ultime conseguenze, adombra un possibile effetto a catena. In una popolazione nella quale lo spirito, magari per qualche imperscrutabile ragione, si sia spento o capovolto, si produrranno prima fenomeni degenerativi di tipo psicologico che poi, alla lunga, non mancheranno di rifletttersi anche nel soma (su di questo argomento si riverrà nella III parte).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">(1) Di questa teoria, un riassunto molto schematico è dato da Silvio Waldner, <em>La deformazione della natura</em>, Edizioni di Ar, Padova, 1997.<br />
(2) Sulla dottrina tradizionale del composto umano cfr. Julius Evola, <em>Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo</em>, Mediterranee, Roma, 1971 e anche <em>Sintesi di dottrina della razza</em>, Ar, Padova, 1994 (originale 1941). Un sunto di questa dottrina è dato anche da Silvano Lorenzoni, <em>Chronos, saggio sulla metafisica del tempo</em>, Carpe Librum, Nove, 2001.<br />
(3) Julius Evola, <em>Sintesi</em>, cit.<br />
(4) Julius Evola, <em>Sintesi</em>, cit.<br />
(5) Julius Evola, <em>Indirizzi per un&#8217;educazione razziale</em>, Conte, Napoli, 1941.<br />
(6) Ludwig Ferdinand Clauss, <em>Rasse und Seele</em>, Lehmann, München, 1941.<br />
(7) Julius Evola, <em>Sintesi</em>, cit.<br />
(8) Julius Evola, <em>Sintesi</em>, cit.</p>
<p style="text-align: justify;">Il presente saggio costituisce il paragrafo 1, capitolo 1 del libro di S. Lorenzoni <em>Involuzione. Il selvaggio come decaduto</em>, di prossima pubblicazione da parte delle Edizioni Ghénos di Ferrara.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/teoriarazzeevola.html' addthis:title='Teoria tradizionale delle razze: Julius Evola ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.centrostudilaruna.it/teoriarazzeevola.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
			<coop:keyword><![CDATA[Articoli su Julius Evola]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Italiano]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Julius Evola]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[anima]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[anni trenta]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[anni venti]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[carpe librum]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[corpo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[edizioni di ar]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Hans F. K. Günther]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[involuzione]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[involuzionismo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Ludwig Ferdinand Clauss]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[psiche]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[razza]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[razza del corpo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[razza del sangue]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[razza dello spirito]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[razze]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[razzismo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[spirito]]></coop:keyword>
	</item>
	</channel>
</rss>

