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	<title>Centro Studi La Runa &#187; Alpi</title>
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		<title>L&#8217;immaginario alpino raccolto e catalogato</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 21:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Lombardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un libro che esplora l'immaginario folklorico del mondo alpino]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/tersiliagattochanusagheleggendealpi.html' addthis:title='L&#8217;immaginario alpino raccolto e catalogato '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/centrostudilaruna48x48.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Centro Studi La Runa online" /><br/><p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=10388&amp;a=915108&amp;g=0&amp;url=http://www.bol.it/libri/scheda/ea978888289713" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/sagheleggendealpi.bmp" border="0" alt="Tersilia Gatto Chanu, Saghe e leggende delle Alpi" width="95" height="142" align="right" /></a> La studiosa di folklore, mitologia e leggende Tersilia Gatto Chanu, già autrice di diversi libri di successo incentrati particolarmente sul <em>corpus </em>leggendario della Val d&#8217;Aosta, ha recentemente pubblicato, per i tipi della Newton &amp; Compton, un grande volume di <a rel="nofollow" href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=10388&amp;a=915108&amp;g=0&amp;url=http://www.bol.it/libri/scheda/ea978888289713"><em>Saghe e leggende delle Alpi</em></a> che costituisce senza dubbio una delle più importanti raccolte sistematiche di leggende alpine sinora realizzate. A differenza di molti dei lavori già editi sul tema, infatti, questo libro voluminoso tiene conto di un materiale leggendario molto ampio, scritto e orale, proveniente dall&#8217;intero arco alpino, senza limitarsi dunque a singole zone, come per esempio quella dolomitica o quella valdostana, che pure presentano peculiarità e caratteristiche differenti.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;autrice mette in guardia il lettore, sin dalle prime pagine dell&#8217;ampia <em>Introduzione</em>, da possibili errori interpretativi, scrivendo tra l&#8217;altro: &#8220;Inutile risulta qualsiasi tentativo di razionalizzare la narrazione, sottraendola al solo uditorio capace di completarla con il proprio apporto <a href="http://www.centrostudilaruna.it/fantastico.html">fantastico</a>: la dinamica fascinosa del racconto si dipana nel tepore raccolto della stalla&#8221;. In altre parole, occorrono una particolare predisposizione di animo e persino un luogo adatto per avvicinarsi correttamente allo spirito autentico delle leggende popolari. È quindi forse un po&#8217; singolare e contraddittorio che, dopo questa giusta premessa, la Gatto Chanu indichi delle interpretazioni della favolistica nelle teorie strutturaliste di Propp o nella psicanalisi junghiana, per i quali il <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolismo</a> delle leggende va ricondotto negli angusti canoni della semplice &#8220;irrazionalità&#8221;. In realtà molto spesso le tradizioni popolari conservano e celano dei contenuti di tipo metafisico e sovrarazionale, per percepire i quali occorre, oltre a una certa sensibilità, il possesso di una &#8220;chiave di accesso&#8221; celata ai più.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad ogni modo, la classificazione delle leggende operata dall&#8217;autrice è interessante: si va dalle &#8220;storie di alberi e fiori&#8221;, in cui hanno parte preponderante le leggende relative all&#8217;origine di specie botaniche, a &#8220;lupi, draghi e animali con le corna&#8221;, ove figure reali e immaginarie vengono in contatto con la realtà quotidiana dei montanari sconvolgendola, e ancora dalle &#8220;metamorfosi alpine&#8221; ai capitoli sulle entità numinose, come &#8220;fate, salvarie e signore dei monti&#8221;, &#8220;gnomi, nani e folletti&#8221;, &#8220;maliarde, salvatiche e streghe&#8221;. Una parte di rilievo è poi ricoperta dal diavolo, che spesso riassume in sé caratteristiche proprie di divinità pagane debellate dal cristianesimo, mentre altre funzioni degli antichi dei vengono ricoperte da santi e beati. Non mancano poi le &#8220;Voci dall&#8217;aldilà&#8221;, che si manifestano specialmente nelle &#8220;zone di confine&#8221; tra i mondi, né le leggende più specificamente legate a singoli luoghi o eventi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente l&#8217;elemento centrale e più caratteristico di queste vicende è costituito dalla montagna, che talvolta assurge a vero e proprio personaggio delle leggende, mentre nella maggior parte dei casi è comunque sede di prodigi, di entità magiche e fatate, di spiriti giocondi o crudeli, insomma un luogo misterioso e sacro, come del resto era già raffigurata sin da tempi antichissimi nel <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolismo</a> di quasi tutte le popolazioni. Scrisse a questo proposito René Daumal: &#8220;La montagna è il legame fra la Terra e il Cielo. La sua cima unica tocca il mondo dell&#8217;eternità e la sua base si ramifica in molteplici contrafforti nel mondo dei mortali. È la via per la quale l&#8217;uomo può elevarsi alla divinità e la divinità rivelarsi all&#8217;uomo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tersilia Gatto Chanu, <a rel="nofollow" href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=10388&amp;a=915108&amp;g=0&amp;url=http://www.bol.it/libri/scheda/ea978888289713"><em>Saghe e leggende delle Alpi</em></a>, Newton &amp; Compton, pp. 430, € 18,50.</p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>La Padania</em> del 12 agosto 2003.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/tersiliagattochanusagheleggendealpi.html' addthis:title='L&#8217;immaginario alpino raccolto e catalogato ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;ambiente alpino di fronte all&#8217;aggressione</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 18:35:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Lombardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recensione del libro di Luigi de Matteis Le Alpi per noi... e noi per loro?, edizioni Priuli e Verlucca: un saggio sull'ambiente alpino e la sua degradazione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/lealpipernoi.html' addthis:title='L&#8217;ambiente alpino di fronte all&#8217;aggressione '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/centrostudilaruna48x48.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Centro Studi La Runa online" /><br/><p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8880682369" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/lealpipernoi.bmp" border="0" alt="Luigi Dematteis, Le Alpi per noi... e noi per loro?" width="80" height="113" align="right" /></a>Industrializzazione e urbanizzazione hanno aggredito i nostri paesaggi, deturpando aree di meravigliosa bellezza. Gli ultimi secoli, e in particolar misura gli ultimi decenni, hanno visto una spaventosa accelerazione nell&#8217;intrusione di fumi, asfalti, macchinari e cementi in luoghi sino a poco tempo fa incontaminati. Alla base di questa turpe aggressione verso l&#8217;ambiente sta una concezione predatoria e utilitaristica della natura, vista quale mero strumento nelle mani dell&#8217;uomo, concepito invece come il signore e il fulcro dell&#8217;intero universo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei tempi antichi una simile idea avrebbe fatto inorridire qualunque persona di buon senso. Tradizionalmente, infatti, il cosmo veniva concepito come una totalità, della quale l&#8217;uomo è parte integrante e nella quale vive in modo simbiotico. In via esemplificativa si possono richiamare, a questo proposito, le immagini sacrali di boschi, fonti e ruscelli; le divinità che gli antichi ritenevano dimorare sulle vette montane o agli incroci dei sentieri, quelle protettrici della caccia o dei raccolti, o ancora le feste legate al ciclo annuale, che avevano una precisa corrispondenza con altrettante fasi della vita dell&#8217;uomo. Spezzato il legame tra uomo e natura, secolarizzati i rapporti di tipo sacrale e <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religioso</a> col mondo, l&#8217;ambiente in cui viviamo ha finito per l&#8217;appunto col venire considerato alla stregua di una semplice risorsa da sfruttare, vuoi a fini industriali, estrattivi, commerciali o turistici. Anche la fauna ha subito gli effetti devastanti delle idee di matrice illuministica.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa metamorfosi dell&#8217;ambiente è esaminata con cura e passione da Luigi Dematteis, autore di un altro prezioso volume che è venuto recentemente ad arricchire la nota collana &#8220;Quaderni di cultura alpina&#8221;: essa, fiore all&#8217;occhiello delle attività delle Edizioni Priuli e Verlucca, annovera testi dal contenuto vario, ma accomunati da eguale rigore scientifico. Il libro si sofferma maggiormente &#8211; per il piacere del lettore &#8211; su come le Alpi erano (e in parte fortunatamente ancora sono), ossia su quella severa cultura contadina che commuove profondamente per la sua bellezza semplice e autentica. Seguendo un itinerario non geografico ma tipologico, l&#8217;autore ci conduce così, di capitolo in capitolo, attraverso le Alpi &#8220;archiviate, pascolate, coltivate, abitate, consacrate, lottizzate, fortificate, studiate, scalate, sfruttate, attraversate, vendute arrabbiate e riconciliate&#8221;. Vediamo così in rapida successione monti, valichi, baite, il duro lavoro di uomini e muli, le fortificazioni medievali e quelle della Grande Guerra, mappe rinascimentali e architetture ultramoderne. Ciò che resta, voltata l&#8217;ultima pagina e osservate tutte le 370 fotografie che compongono il volume, è una gran voglia di tornare al più presto a respirare l&#8217;aria di questi luoghi di grande richiamo spirituale, per ritrovare quel che ha resistito sinora alla foga distruttrice dei tempi moderni.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Luigi Dematteis, <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8880682369"><em>Le Alpi per noi… e noi per loro?</em></a>, Priuli e Verlucca (Quaderni di cultura alpina), Torino 2004, pp. 96, € 19,50.</p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>La Padania</em> del 2 novembre 2004</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8880682369">IL LIBRO SU IBS</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=10388&amp;a=915108&amp;g=0&amp;url=http://www.bol.it/libri/scheda/ea978888068236">IL LIBRO SU BOL</a></p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/lealpipernoi.html' addthis:title='L&#8217;ambiente alpino di fronte all&#8217;aggressione ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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