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	<title>Centro Studi La Runa &#187; albero di natale</title>
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		<title>Il sole di Capodanno</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 18:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo Cattabiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno studio sugli arcaici simbolismi legati a Capodanno e alle dodici notti che separano il Natale dall'Epifania]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-sole-di-capodanno.html' addthis:title='Il sole di Capodanno '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/cattabiani.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Alfredo Cattabiani" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/yggdrasil.thumbnail.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Simboli e simbologia" /><br/><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/calendario/619" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3304" style="margin: 10px;" title="calendario" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/calendario1-194x300.jpg" alt="" width="194" height="300" /></a>Le feste natalizie erano nella Roma imperiale feste del solstizio, del nuovo sole che rinasceva dopo la morte simbolica, risalendo verso il nord dopo aver toccato il punto più basso con l&#8217;entrata nella costellazione del Capricorno. Anche il nuovo anno legale cominciava in quei giorni, alle <em>Kalendae Januarii</em>, nel periodo immediatamente posteriore al solstizio che, veniva convenzionalmente fissato al 25 dicembre per seguire la tradizione dei Romani più antichi che, poco esperti in astronomia, si erano fidati dei propri occhi.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Prima di cominciare l&#8217;anno&#8221;, scriveva l&#8217;Imperatore Giuliano nel discorso su Elio Re, &#8220;noi diamo in onore di Elio giochi magnifici, solennità consacrate a Elio Invincibile&#8230; Ah! si degnino gli dèi sovrani di permettermi di celebrare sovente questi misteri, e che il sovrano stesso dell&#8217;universo, Elio il primo, mi accordi questo favore! Sorto da tutta l&#8217;eternità intorno all&#8217;essenza feconda del Bene, mediatore fra gli dèi intelligenti, essi stessi mediatori, Egli ne assicura pienamente la continuità, la bellezza senza limiti, l&#8217;inesauribile fecondità, l&#8217;intelligenza perfetta, e li dota abbondantemente di tutti i beni atemporali&#8221; (1).</p>
<p style="text-align: justify;">La festa del Sole era diventata il culto più importante in Roma verso la fine del III secolo per l&#8217;influenza delle tradizioni orientali. L&#8217;imperatore Aureliano, originario della Dacia Ripensis e figlio di una sacerdotessa del Sole, istituì addirittura il culto statale del <em>Comes Sol Invictus</em>, la cui festa, il <em>dies Natalis Solis Invicti</em>, divenne il centro della liturgia imperiale. A questa eliolatria contribuiva non poco il progressivo diffondersi negli ambienti militari di un altro culto di origine orientale, il mithraismo, dove Mithra era considerato il Figlio del dio supremo Sol: Figlio del Sole e Sole lui stesso, nato da una roccia presso un albero sacro e con la torcia in mano, simbolo della Luce e del Fuoco che spandeva sul cosmo. Il mito narra che alcuni pastori presenti all&#8217;evento soprannaturale gli avevano offerto primizie dei greggi e dei raccolti. E superfluo sottolineare le analogie con la nascita del Cristo in una &#8220;grotta&#8221; illuminata da una stella mentre i pastori lo adoravano.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;inizio del IV secolo la festa era diventata così popolare a Roma che persino i cristiani vi partecipavano accendendo con i &#8220;pagani&#8221; fuochi in onore dell&#8217;astro che rinasceva. La Chiesa, per allontanare i fedeli da quelle feste &#8220;idolatriche&#8221;, pensò di fissare la celebrazione della nascita del Cristo il 25 dicembre. D&#8217;altronde, chi era il Cristo se non il Sole di Giustizia, incarnazione della divina Bontà, Luce che illumina, produce, vivifica, contiene e perfeziona tutte le cose atte a riceverla? (2).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/lunario/702" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3303" style="margin: 10px;" title="lunario" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/lunario1.jpg" alt="" width="200" height="299" /></a>La prima notizia di una festa del Santo Natale a Roma risale all&#8217;anno 336. Da Sant&#8217;Agostino veniamo a sapere che anche in Africa la si celebrava nello stesso periodo. Verso la fine del IV secolo era ormai diffusa in tutta l&#8217;Italia settentrionale, così come in Ispagna. Nel Vicino Oriente invece, fino per lo meno all&#8217;inizio del V secolo, quando cominciò a diffondersi l&#8217;usanza occidentale, la nascita di Gesù era festeggiata il 6 di gennaio insieme con il suo battesimo e il miracolo di Cana, ed era chiamata Epifania. L&#8217;usanza derivava da un antico culto rammentato da Epifanio: la notte fra il 5 e il 6 gennaio si festeggiava ad Alessandria, in Egitto, la nascita del dio Eone dalla vergine Kore, scendendo in processione al Nilo con l&#8217;immagine di un bimbo, per raccogliere acqua che si sarebbe trasformata in vino (3).</p>
<p style="text-align: justify;">Epifania significa in greco &#8220;l&#8217;apparizione&#8221; di una divinità o un suo intervento prodigioso: e siccome la nascita di Gesù era l&#8217;apparizione per eccellenza, i cristiani, orientali, adottarono questo termine per il Santo Natale. Successivamente, quando la festa del Natale romano penetrò in Oriente l&#8217;Epifania divenne prevalentemente la festa del battesimo di Gesù, mentre in Occidente, che a sua volta l&#8217;aveva recepita, dall&#8217;Oriente, celebrava &#8220;la rivelazione di Gesù al mondo pagano&#8221; con la venuta dei Magi a Betlemme, la Casa del Pane. Sicché per la liturgia romana i dodici giorni che seguono il Natale sono un tempo liturgico unitario che ha il suo centro nella Natività di Nostro Signore Gesù Cristo, alla quale ha dato il fondamento teologico papa san Leone Magno. Egli parla del mistero delle natività del Cristo (&#8220;<em>sacramentum nativitatis Christi</em>&#8220;) per indicare il valore salvifico dell&#8217;evento. Il Vangelo e i profeti, scrive san Leone Magno, &#8220;ci infervorano e ci ammaestrano che il Natale del Signore, quando il Verbo si è fatto carne (Gv. I,14), non ci appare come un ricordo del passato ma lo vediamo al presente&#8221;, e perciò ogni Natale rinnova per noi il Sacro Natale di Gesù (4).</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Epifania a sua volta, con la festa che rievoca l&#8217;Adorazione dei Magi, visti come &#8220;primizie delle genti&#8221;, rammenta che il Cristo è Colui che trascende e illumina di vera luce ogni <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> come Sovrano universale. Il Vangelo di Matteo, l&#8217;unico fra i quattro canonici che testimoni la venuta dei sacerdoti &#8220;pagani&#8221;, narra che i Magi recarono in dono al Cristo oro, incenso e mirra: l&#8217;oro perché è il Sovrano universale, l&#8217;incenso perché è divino; la mirra perché è il Grande Medico che può vincere la morte (5).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/simboli-miti-e-misteri-di-roma/618" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3624" style="margin: 10px;" title="simboli-miti-misteri-roma" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/simboli-miti-misteri-roma-188x300.jpg" alt="" width="188" height="300" /></a> Il <a title="simbolismo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolismo</a> solare informa il periodo natalizio collegando la tradizione orientale-romana al cristianesimo. La narrazione di Matteo, come le leggende e le usanze che vi sono connesse, testimonia di un&#8217;epifania di Luce e di Fuoco. E quale mai altro <a title="simbolismo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolismo</a> si poteva applicare alla sua Natività non soltanto a Roma ma anche in Oriente, dove dall&#8217;Egitto all&#8217;Iran, l&#8217;eliolatria era diffusa? Nella <em>Cronaca di Zuqnin</em>, redatta nel 774-775 dal monaco Isó, e non dissimile da altre leggende coeve, si narra che i Magi, sacerdoti di origine iranica, depositari della sapienza esoterica, si tramandavano di padre in figlio una <em>scriptura</em> attribuita al terzo figlio di Adamo, Seth, che profetizzava l&#8217;apparizione di una stella che li avrebbe condotti fino al Salvatore, atteso in tutte le <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> del Vicino e Medio Oriente.</p>
<p style="text-align: justify;">Dai loro antenati i Magi, che sarebbero andati a Betlemme, avevano ricevuto una raccomandazione orale: &#8220;Aspettate una luce che sorgerà da Oriente, luce della Maestà del Padre, una luce che sorgerà in aspetto di stella sopra il Monte delle Vittorie e si fermerà sopra una colonna di luce dentro la Caverna dei Tesori dei Misteri&#8221;. Quell&#8217;anno i Magi, saliti secondo l&#8217;usanza sul Monte delle Vittorie, dov&#8217;erano conservati i rotoli di Seth che rivelavano i &#8220;misteri&#8221; tramandati da Adamo sulla maestà di Dio e le istruzioni suoi doni che si dovevano portare al Salvatore, avevano appena compiuto i riti purificatori quando videro qualcosa &#8220;simile a una colonna di luce ineffabile scendere e fermarsi sopra la caverna&#8230; E al di sopra di essa una stella di luce tale da non potersi dire: la sua luce era molto maggiore del sole, ed esso non poteva stare innanzi alla luce dei suoi raggi&#8221;. Poi la stella andò a fermarsi davanti alla Caverna, il cielo si apri come una grande porta da dove scesero uomini gloriosi portando sulle mani la stella di luce e si fermarono sulla colonna di luce mentre tutto il monte splendeva di una luce ineffabile. Infine la stella entrò nella Caverna dei Tesori Occulti mentre una voce chiamava i Magi: &#8220;Entrate dentro senza dubbi, con amore, e vedrete una vista grande e mirabile&#8221;. Entrarono e videro quella luce ineffabile trasformata in un piccolo uomo umile che disse: &#8220;Salute a voi, Figli dei Misteri Occulti&#8221;, rivelandosi come il Cristo. Quella stella, manifestazione ed emanazione della Luce di Dio, e dunque Dio stesso, li accompagna fino alla grotta della Natività dove essi vedono &#8220;la colonna di luce scendere e fermarsi davanti alla caverna, e scendere quella stella di luce e fermarsi sulla caverna dov&#8217;era nato il mistero e la luce di vita&#8221;. Durante il viaggio di ritorno riappare loro la luce ineffabile dicendo: &#8220;Io sono in ogni luogo e non v&#8217;è luogo dove non sono; io sono dove voi mi avete lasciato perché io sono più del sole del quale non v&#8217;è luogo del mondo che ne sia privo, pur essendo esso uno, e se venisse meno al mondo tutti i suoi abitanti starebbero nella tenebra. Quanto più sono io che sono il Signore del sole e la mia parola e la mia luce sono maggiori di quelle del sole!&#8221; (6).</p>
<p style="text-align: justify;">Ispirate al <a title="simbolismo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolismo</a> solare sono anche alcune usanze natalizie collegate al mondo vegetale (7), come per esempio l&#8217;albero di Natale, &#8211; emblema nelle tradizioni dell&#8217;Europa centrale e dell&#8217;Italia alpina &#8211; dell&#8217;albero cosmico che unisce i cieli alla terra nutrendo con i suoi &#8220;frutti&#8221; tutti gli esseri. Il <a title="simbolismo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolismo</a> di origine precristiana fu assimilato dai cristiani che lo riferirono alla Croce, ovvero al Cristo. &#8220;Questo legno&#8221; scriveva Ippolito da Roma in un inno del secolo III «mi appartiene per la salvezza eterna. Me ne nutro, me ne cibo, sto attaccato alle sue radici&#8230; Quest&#8217;albero, che si allunga fino al cielo, sale dalla terra al cielo. Pianta immortale, s&#8217;innalza al centro del cielo e della terra, fermo sostegno dell&#8217;universo, legame di tutto, sostegno di tutta la terra abitata, legame cosmico che comprende in sé tutta la molteplicità della natura umana&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Albero di Natale è dunque il <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolo</a> del Cristo-Albero cosmico, analogo al Cristo-Sole che nasce per offrire la sua luce e i suoi frutti agli esseri, ponte fra cielo e terra. Per questo motivo si appendono all&#8217;abete tanti lumini che rappresentano da un lato la nascita del nuovo Sole, del Sole Bambino, e dall&#8217;altro la luce che dispensa all&#8217;umanità. Analogamente, i frutti dorati e i doni appesi ai suoi rami sono l&#8217;emblema della vita che il Cristo dona, e i dolciumi il suo amore. Riunirsi la notte di Natale intorno all&#8217;Albero significa essere in comunione con il Cristo, illuminati dalla sua luce, nutriti dalla sua linfa, pervasi dal suo amore.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/volario/703" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3625" style="margin: 10px;" title="volario" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/volario.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a> Il <a title="simbolismo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolismo</a> dell&#8217;albero solstiziale era stato posto in ombra dal Presepe di san Francesco d&#8217;Assisi, che è diventato dal <a title="medioevo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/medioevo">Medioevo</a> l&#8217;usanza più popolare in Italia e che merita un futuro scritto sull&#8217;interpretazione dei <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simboli</a> che contiene, dalla capanna o grotta agli animali, il bue e l&#8217;asino. Ma qualcosa era sopravvissuto nel nostro Paese prima del ritorno novecentesco dell&#8217;Albero sull&#8217;onda del mito americano che l&#8217;ha stravolto in emblema del Consumo: era &#8211; perché oggi va scomparendo &#8211; la cosiddetta festa del ceppo diffusa non soltanto in Toscana, ma in varie regioni italiane; in Piemonte ad esempio si chiamava <em>süc</em>, nel trevigiano <em>zòch</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il filologo ottocentesco Pietro Fanfani, nel <em>Vocabolario dell&#8217;uso toscano</em>, scriveva che nella Val di Chiana, la sera della vigilia di Natale, tutte le famiglie si riunivano tra loro e mettevano nel camino un ceppo dicendo in coro: &#8220;Si rallegri il ceppo, domani è il giorno del pane; ogni grazia di Dio entri in questa casa; le donne facciano figliuoli, le capre capretti e le pecore agnelletti, abbondi il grano e la farina, e si riempia la conca di vino&#8221;. Poi si bendavano i bambini che dovevano avvicinarsi al camino e battere con le molle sul ceppo recitando una canzoncina detta <em>Ave Maria del Ceppo</em>: e quella canzoncina aveva la virtù di far piovere sul ragazzo dolci e regalini.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle campagne piemontesi si diceva che il ceppo si sarebbe incenerito nelle 12 notti tra il Natale e l&#8217;Epifania, <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simboli</a> dei 12 mesi dell&#8217;anno durante i quali il sole nuovo, rappresentato dal legno che si consumava, avrebbe nutrito il cosmo e gli uomini con la sua luce e il suo calore. Quel ceppo altro non era se non il <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolo</a> del Cristo-Sole-Albero cosmico che nutriva l&#8217;umanità offrendole i suoi doni durante l&#8217;anno. Ecco perché i bambini, percuotendo il ceppo, sentivano piovere sul capo strenne e dolciumi; e perché si diceva &#8220;domani è il giorno del pane&#8221;: il pane <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolo</a> per eccellenza del cibo spirituale e materiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo motivo si mangiano a Natale dolci a base di farina, tra i quali il più celebre è il panettone milanese. E un&#8217;usanza antichissima, diffusa in tutta l&#8217;Europa. In Francia, ad esempio, si usava cuocere un grosso pane, chiamato <em>pain de Calandre</em>. Poi se ne tagliava un pezzetto sopra il quale venivano incise tre o quattro croci, e lo si conservava come un talismano capace di guarire da molti mali. Il resto del <em>pain de Calandre </em>era distribuito a tutta la famiglia. In Inghilterra i fornai regalavano ai clienti focacce chiamate <em>Christmas-batch</em>, e i fornai lombardi offrivano il panettone ai clienti.</p>
<p style="text-align: justify;">E persino la mancia aveva un significato religioso. In un libretto di Amedeo Costa dal titolo chilometrico, “<em>Curioso discorso intorno alla Cerimonia del Ginepro, aggiuntavi la dichiarazione del metter Ceppo e della Manda solita a darsi nel tempo di Natale</em>”, (Bologna 1621), si dice a questo proposito: &#8220;Suol darsi la Mancia in queste Santissime Feste di Natale in memoria della gran liberalità del Nostro Signore Dio, il quale diede se stesso a tutto il mondo, e in memoria di quella gran Mancia della Pace, che dagli Angeli della Natività di esso fu data e annunciata in terra a tutti gli uomini e per caparra ancora del preziosissimo sangue ch&#8217;egli era per cominciare a spargere nel giorno della sua Santissima Circoncisione, il quale dovea poi versare affatto nella sua Passione sul duro legno della Croce&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Direttamente collegate al <a title="simbolismo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolismo</a> solare sono i fuochi d&#8217;artificio e le fiaccolate sui monti innevati, che celebrano il nuovo anno, ovvero il nuovo Sole, e hanno anche un valore magico, come ha spiegato il Frazer nel <a title="Il ramo d'oro" href="http://www.libriefilm.com/il-ramo-doro-2/6558"><em>Ramo d&#8217;oro</em></a>. Ma, come ha osservato Maria Grazia Chiappori, il fuoco è collegato anche simbolicamente al Cielo, chiamato nello zoroastrismo &#8220;cristallo di rocca&#8221; (8). In molte leggende orientali si narra che il bambino donò ai Magi una pietra tratta dalla caverna in cui era nato, una pietra tanto pesante che essi la trasportavano con enorme difficoltà.<br />
Con quel peso non sarebbero riusciti a proseguire il viaggio; e allora, visto un pozzo, ve la gettarono. Ma dopo qualche istante dalle profondità del pozzo s&#8217;innalzò una lingua di fuoco che sali fino al ciclo. &#8220;Questo fuoco &#8211; commenta la Chiappori &#8211; è una rivelazione sotto forma ignea, e dunque luminosa &#8211; come la stella &#8211; di Dio. La manifestazione luminosa della divinità ricorda la greca folgore di Zeus e l&#8217;iranico fuoco che, nella visione del tardo mazdeismo, scende dal cielo per annunciare la missione di Zoroastro tra gli uomini&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Sole, Albero, Stella, Fuoco: tanti <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simboli</a> che alludono in una complessa trama di corrispondenze, al mistero del divino che pervade il cosmo, e a quel cristallo luminoso che è deposto anche nel nostro cuore se sappiamo vederlo con il terzo occhio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* **</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Note</strong></p>
<p style="text-align: justify;">1 – 156 b-d</p>
<p style="text-align: justify;">2 &#8211; Cfr. Dionigi Areopagita, <em>Nomi divini</em>, 697 C.</p>
<p style="text-align: justify;">3 &#8211; O. Giordano, <em>Religiosità popolare nell&#8217;Alto Medioevo</em>, Bari 1969, p. 51.</p>
<p style="text-align: justify;">4 &#8211; Cfr. san Leone Magno, <em>Discorso del Natale </em>(XXIX), e <em>Discorso del Natale</em> (XXIV), 2.</p>
<p style="text-align: justify;">5 &#8211; Sul simbolismo dei doni e sui Magi cfr. Mario Bussagli-Maria Grazia Chiappori,<em> I Re Magi, realtà storica e tradizione magica</em>, Milano 1985.</p>
<p style="text-align: justify;">6 &#8211; Sul simbolismo della stella oltre ai Re Magi cfr. Emilio Servadio, “Quell&#8217;angelo luminoso che accende le tenebre, ne &#8220;Il Tempo&#8221;, 13 dicembre 1985.</p>
<p style="text-align: justify;">7 &#8211;  Cfr. Alfredo Cattabiani, <em>Erbario</em>, Milano 1985, pp. 217-231.</p>
<p style="text-align: justify;">8 &#8211; Ne <em>I Re Magi</em>, cit., pp. 165-174.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-sole-di-capodanno.html' addthis:title='Il sole di Capodanno ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Che cos&#8217;è il Natale?</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 16:30:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il significato simbolico del Natale e del solstizio d'inverno in uno scritto di J. Evola del 1972]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/evolanatale.html' addthis:title='Che cos&#8217;è il Natale? '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/evola48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Julius Evola" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/yggdrasil.thumbnail.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Simboli e simbologia" /><br/><p align="justify">Vi sono riti e feste, sussistenti ormai solo per consuetudine nel mondo moderno, che si possono paragonare a quei grandi massi che il movimento delle morene di antichi ghiacciai ha trasportato dalla vastità del mondo delle vette giù, fin verso le pianure.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Tali sono, ad esempio, le ricorrenze che come Natale ed anno nuovo rivestono oggi prevalentemente il carattere di una festa familiare borghese, mentre esse sono ritrovabili già nella preistoria e in molti popoli con un ben diverso sfondo, compenetrate da un significato cosmico e universale. Di solito, passa inosservato il fatto che la data del Natale non è convenzionale e dovuto solo ad una particolare tradizione <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religiosa</a>, ma è determinata da una situazione astronomica precisa: è la data del solstizio d’inverno.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><a href="http://www.libriefilm.com/storia-del-natale/1250" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/storiadelnatale.bmp" border="0" alt="Manlio Triggiani, Storia del Natale. Culti, miti e tradizioni di una festa millenaria" width="204" height="290" align="right" /></a> E proprio il significato che nelle origini ebbe questo solstizio andò a definire, attraverso un adeguato <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolismo</a>, la festa corrispondente. Si tratta, tuttavia, di un significato che ebbe forte rilievo soprattutto in quei progenitori delle razze <a href="http://www.centrostudilaruna.it/indoeuropei.html">indoeuropee</a>, la cui patria originaria si trovava nelle regioni settentrionali e nei quali, in ogni caso, non si era cancellato il ricordo delle ultime fasi del periodo glaciale. In una natura minacciata del gelo eterno l’esperienza del corso della luce del sole nell’anno doveva avere un’importanza particolare, e proprio il punto del solstizio d’inverno rivestiva un significato drammatico che lo distinguerà da tutti gli altri punti del corso annuale del sole. Infatti, nel solstizio d’inverno, il sole, essendo giunto nel suo punto più basso dell’eclittica, la luce sembra spegnersi, abbandonare le terre, scendere nell’abisso, mentre ecco che invece essa di nuovo si riprende, si rialza e risplende, quasi come in una rinascita. Un tale punto valse, perciò, nei primordi, come quello della nascita o della rinascita di una divinità solare.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><a rel="nofollow" href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=10388&amp;a=915108&amp;g=0&amp;url=http://www.bol.it/libri/scheda/ea978882721406" target="_blank"><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/orienteoccidente.bmp" border="0" alt="Oriente e Occidente" width="95" height="136" align="right" /></a> Nel <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolismo</a> primordiale il segno del sole come “Vita”, “Luce delle Terre”, è anche il segno dell’Uomo. E come nel suo corso annuale il sole muore e rinasce, così anche l’Uomo ha il suo “anno”, muore e risorge. Questo stesso significato fu suggerito, nelle origini, dal solstizio d’inverno, a conferirgli il carattere di un “mistero”. In esso la forza solare discende nella “Terra”, nelle “Acque”, nel “Monte” (ciò in cui, nel punto più basso del suo corso, il sole sembra immergersi), per ritrovare nuova vita. Nel suo rialzarsi, il suo segno si confonde con quello de “l’Albero” che sorge (“l’Albero della Vita” la cui radice è nell’abisso), sia “dell’Uomo cosmico” con le “braccia alzate”, <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a> di resurrezione. Con ciò prende anche inizio un nuovo ciclo, “l’anno nuovo”, la “nuova luce”. Per questo, la data in questione sembra aver coinciso anche con quella dell’inizio dell’anno nuovo (del capodanno). È da notare che anche <a href="http://www.centrostudilaruna.it/storiaantica.html">Roma antica</a> conobbe un “natale solare”: proprio nella stessa data, ripresa successivamente dal cristianesimo, del 24-25 dicembre essa celebrò il <em>Natalis Invicti</em>, o <em>Natalis Solis Invicti</em> (natale del Sole invincibile).</p>
<p align="justify">
<p align="justify">In ciò si fece valere l’influenza dell’antica tradizione iranica, da tramite avendo fatto il mithracismo, la <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religione</a> cara ai legionari romani, che per un certo periodo si disputò col cristianesimo il dominio spirituale dell’Occidente. E qui si hanno interessanti implicazioni, estendendosi fino ad una concezione mistica della vittoria e dell’<em>imperium</em>.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Come invincibile vale il sole, per il suo ricorrente trionfare sulle tenebre. E tale invincibilità, nell’antico Iran, fu trasferita ad una forza dall’alto, al cosiddetto “<em>hvareno</em>”. Proprio al sole e ad altre entità celesti, questo “<em>hvareno</em>” scenderebbe sui sovrani e sui capi, rendendoli parimenti invincibili e facendo si che i loro soggetti in essi vedessero uomini che erano più che semplici mortali. Ed anche questa particolare concezione prese piede nella Roma imperiale, tanto che sulle sue monete, spesso ci si riferisce al “sole invincibile”, e che gli attributi della forza mistica di vittoria sopra accennata si confusero non di rado con quelli dell’Imperatore.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Tornando al “natale solare” delle origini, si potrebbero rilevare particolari corrispondenze in ciò che ne è sopravvissuto come vestigia, nelle consuetudini della festa moderna. Fra l’altro un’eco offuscata è lo stesso uso popolare di accendere sul tradizionale albero delle luci nella notte di Natale. L’albero, come abbiamo visto, valeva infatti come un <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a> della resurrezione della Luce, di là della minaccia delle notte. Anche i doni che il Natale porta ai bambini costituiscono un’eco remota, un residuo morenico: l’idea primordiale era il dono di luce e di vita che il Sole nuovo, Il “Figlio”, dà agli uomini. Dono da intendersi sia in senso materiale che in senso spirituale.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">[…]</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Avendo ricordato tutto ciò, sarà bene rilevare che batterebbe una strada sbagliata chi volesse veder qui una interpretazione degradante tale da trascurare il significato <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religioso</a> e spirituale che ha il Natale da noi conosciuto, riportando all’eredità di una <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religione</a> naturalistica e per ciò primitiva e superstiziosa.  […] Una “<a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religione</a> naturalistica” vera e propria non è mai esistita se non nella incomprensione e nella fantasia di una certa scuola di <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">storia delle religioni</a> […] oppure è esistita in qualche tribù di selvaggi fra i più primitivi. L’uomo delle origini di una certa levatura non adorò mai i fenomeni e le forze della natura semplicemente come tali, egli li adorò solo in quanto e per quel tanto che essi valevano per lui come delle manifestazioni del sacro, del divino in genere. […] la natura per lui non era mai “naturale”. […] Essa presentava per lui i caratteri di un “<a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a> sensibile del sovrasensibile”. […] Un mondo di una primordiale grandezza, non chiuso in una particolare credenza, che doveva offuscarsi quando quel che vi corrispose assunse un carattere puramente soggettivo e privato, sussistendo soltanto sotto le specie di feste convenute del calendario borghese che valgono soprattutto perché si t ratta di giorni in cui si è dispensati dal lavorare e che al massimo offrono occasioni di socievolezza e di divertimento nella “civiltà dei consumi”.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">* * *</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><em>Brani tratti dall’articolo </em>Natale solare ed Anno nuovo<em> apparso sul quotidiano </em>Roma<em> del 5 gennaio 1972.</em></p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/evolanatale.html' addthis:title='Che cos&#8217;è il Natale? ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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