Studenti e politica
A partire dal 1929 i Guf (Gruppi Universitari Fascisti) portano una radicale trasformazione all’interno della goliardia “tradizionale” e bohèmien: il rifiuto dei valori liberal-borghesi è il tratto che distingue la svolta in tutta la stampa giovanile fascista (pp. 60 ss.), dalle riviste ideologiche dei Guf, a quelle di carattere satirico, sino a palesarsi totalmente nelle testate della Milizia Universitaria. Quest’ultima rappresenta il tentativo più incisivo operato dal regime fascista di obliterare le vetuste consuetudini goliardiche.
A partire dal 1936 con il ritorno al governo di Bottai quale ministro dell’Educazione Nazionale, la pressione della Milizia Universitaria si fece più forte, si auspicava infatti una sua progressiva organizzazione in senso militare, sino a proporre che gli universitari fossero tenuti a frequentare i corsi di Allievi Ufficiali. Bottai mostrò molto interesse nell’istruzione paramilitare degli studenti, poiché in essa vedeva la possibilità di superare l’individualismo inoculato dalla scuola liberale nella predilezione verso la cultura classica, ritenuta quasi una propaggine del capitalismo (p.66).
Si può arguire da questo come tutte le congetture antistoriche e sovversive espresse da filologi salariati come Canfora, inclini a vedere nella cultura classica la maschera del totalitarismo nazi-fascista, siano totalmente evanescenti. A questo proposito è interessante rilevare (pp. 75 ss.), come la tattica comunista nei confronti del mondo dell’associazionismo giovanile sia fin dalle apologie di Togliatti basata sulla mimesi e l’infiltrazione. Togliatti auspicava che il lavoro nelle organizzazioni avversarie fosse da sprone per il reclutamento di nuovi proseliti da consacrare alla causa comunista. Un metodo di affiliazione religiosa” la cui posterità dura sino ai giorni nostri. La storia della nostra repubblica e del cattolicesimo comunista che l’ha ammorbata è la storia dell’infamia elevata a morale. Giustamente Davide Lajolo intitolava un suo arcaico libro Il voltagabbana (Milano 1963), stigma della condizione sociale e politica del nostro paese.
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Gaetano Quagliariello, Studenti e politica. Dalla crisi della goliardia prefascista al 1° congresso nazionale universitario (1925/1946), ( = Storia della goliardia politica nel dopoguerra (1943/1968), Vol.I), Lacaita Editore, Manduria-Bari-Roma 1987, pp.585 + XXXIV (prefazione di Paolo Ungari).
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