Impermanenza e distacco nello stoicismo romano e nel buddhismo delle origini – 1

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Una risposta

  1. Sandro Daddelli ha detto:

    Evola quale illustre esponente della Tradizione, ha con acutezza di spirito e di ingegno, notato la grande affinità tra il buddismo delle origini, strettamente imparentato con la Tradizione indoeuropea, il buddismo chan o zen, che al buddismo delle origini si richiamava, e lo stoicismo greco-romano, particolarmente quello romano! Egli ne ha compreso il profondo insegnamento etico-spirituale, improntato sul distacco dalle passioni, dai desideri, da tutto ciò che è schiavismo alla materia, al caos, al divenire, alla morte spirituale, rappresentata dalle catene materiali, che tanto imperversano oggi, in nome dell’arrivismo, del carrierismo, della futilità e banalità della vita quotidiana, fatta di tante illusioni, falsi piaceri, desideri indotti! Nell’era moderna, in cui la Tradizione cattolica ormai è scemata, inghiottita dal secolarismo conciliare, in cui i papi fanno mille inchini ai massoni mondialisti, l’esempio fulgido dello stoicismo e del buddismo originario e zen, è per quei pochissimi uomini ancora liberi, una valida alternativa alla civiltà dei mercanti ormai impostasi a livello quasi globale! Un altro esempio vicino allo stoicismo è l’epicureismo, il quale se inteso correttamente, può essere anch’esso inquadrato tra i validi lasciti che l’uomo dell’antichità tradizionale, ci ha lasciato in eredità, come lo stesso Evola ha notato!

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