Solidarietà, diritti e integrazione: le parole-truffa

Francesco Lamendola

Francesco Lamendola, laureato in Lettere e Filosofia, insegna in un liceo di Pieve di Soligo, di cui è stato più volte vice-preside. Si è dedicato in passato alla pittura e alla fotografia, con diverse mostre personali e collettive. Ha pubblicato una decina di libri e oltre cento articoli per svariate riviste. Tiene da anni pubbliche conferenze, oltre che per varie Amministrazioni comunali, per Associazioni culturali come l'Ateneo di Treviso, l'Istituto per la Storia del Risorgimento; la Società "Dante Alighieri"; l'"Alliance Française"; L'Associazione Eco-Filosofica; la Fondazione "Luigi Stefanini". E' il presidente della Libera Associazione Musicale "W.A. Mozart" di Santa Lucia di Piave e si è occupato di studi sulla figura e l'opera di J. S. Bach.

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Una risposta

  1. Fabio ha detto:

    Concordo con quasi tutto il contenuto di questo articolo. Credo che il cuore del problema stia nel fatto che l’immigrazione sia colta come la classica “palla al balzo” da tutta quella mentalità di sinistra, post sessantottina, che ha sempre detestato la nostra cultura, cristianesimo in primis. I veri smantellatori e rottamatori delle nostre radici cristiane siamo proprio noi, o meglio, gli estimatori della sinistra progressista. Per certi intellettuali e politici di quella parte il progresso coincide nè più nè meno con il cambiamento, qualunque esso sia. La filosofia gender è, a mio parere, un’altra forma di aggressione nei confronti del credo cristiano-cattolico e al servizio di una globalizzazione selvaggia che mira a trasformare tutto in merce e capitale compresi: uteri, spermatozoi, ovuli ecc. Mi si potrà contestare il fatto che proprio Marx voleva evitare che tutto, uomo compreso, venisse trasformato in merce di scambio, ma questo è il paradosso dell’iperbole progressista e di sinistra, questi sono anche gli effetti collaterali della secolarizzazione occidentale. Paradossalmente la cacciata di Dio dalla contingenza terrena e la riduzione a zero del timor di Dio che, secondo Marx, avrebbero giovato alla difesa delle classi più deboli, si sta rivelando sempre di più un boomerang. Non dimentichiamo le parole del grande Dostoevskij quando ci presenta la teoria di Ivan Karamazov, “se Dio non esiste, tutto è permesso”; da qui la divinizzazione dell’uomo. Per concludere, a proposito dell’immigrazione ad esempio, i vari Galantino, dimenticano che nel catechismo della Chiesa Cattolica si dice, in sintesi, ( chiunque può verificare) che i paesi più ricchi sono tenuti ad ospitere tanti immigrati secondo le loro reali possibilità ma che, da parte sua, l’immigrato è tenuto a rispettare ogni aspetto della vita sociale e religiosa del paese che lo ospita.

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