Simbolismo dell’arco

Ullr arciere. Incisione lignea
Ullr arciere. Incisione lignea

È il latino arcus, della quarta declinazione. Devoto testimonia che le parentele indoeuropee di tale termine sono attestate solo in area germanica. Nel gran Vocabolario etimologico indoeuropeo di Walde e Pokorny compare però una ricostruzione di un termine indoeuropeo comune che dovette designare l’arco, riconducibile alla forma *gwiya. Essa è stata identificata sulla base dell’antico slavo zi-ca, del lituano gijà (‘filo’), del greco biós, dell’avestico jya e del sanscrito jya.

L’arco deve avere avuto un ruolo assai importante anche nella più antica società guerriera indoeuropea, poiché memorabili arcieri costellano le mitologie indoeuropee. Iniziando dall’Europa del Nord, vale a dire dalle regioni della patria originaria dei popoli indoeuropei, troviamo tra gli antichi Germani Ullr, il mitico arciere detto anche Bogaáss, “dio dell’arco” (Gylfaginning 23, 31), che è presente in numerose raffigurazioni e incisioni rupestri. Gianna Chiesa Isnardi ne sottolinea la relazione con un albero, scrivendo nei suoi Miti nordici che “il legno di tasso, materiale preferito per l’arco yr significa sia ‘tasso’ che ‘arco di tasso’) richiama forse l’albero cosmico”.

Migrando poi, come i popoli indoeuropei, verso il Sud, giungiamo all’Ellade, ove figura l’arciere Ulisse (la parentela linguistica con il dio nordico è stata notata da alcuni studiosi) che, oltre al noto episodio di gara con l’arco che si trova nella conclusione dell’Odissea, è noto per il suo letto nuziale costruito sul possente tronco d’albero. Ma si pensi, ancora, alla figura centrale di un fondamentale testo di ascesi guerriera quale la Bhagavad Gîta, l’arciere Arjuna, o a varie divinità come Kama, Apollo, Cupido o a eroi come l’irlandese CúChulainn. Negli Inni omerici è detto: “Io parlerò dell’arciere Apollo i cui passi nella dimora di Zeus fanno tremare tutti gli dei: tutti si levano dal loro seggio al suo avvicinarsi quando tende il suo arco illustre”.

Ma anche divinità femminili sono armate d’arco: si pensi per esempio alla nordica Skaði, moglie di Njörðr – dea cacciatrice che tanto ci rammenta Diana, signora delle selve e degli animali.

L’arco è inoltre simbolo di una precisa disciplina spirituale: è, in India, l’arma tipica da kshatriya (questo termine indica la casta dei guerrieri), adatta alle iniziazioni cavalleresche. Risalendo a uno dei più antichi testi indoeuropei, il Rig Veda, leggiamo: “Possiamo con l’arco conquistare le vacche e il bottino, vincere le più dure battaglie! L’arco è il tormento del nemico; vinciamo con l’arco tutte le regioni dello spazio!”. E certo significativamente, sempre riguardo al mondo e allo spirito nordico, troviamo questa considerazione della Chiesa Isnardi: “la freccia e l’arco sono strumenti del guerriero e del cacciatore, per i quali l’esperienza della vita è la lotta contro le forze del male: l’apprendimento del loro uso è perciò azione iniziatica”.

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Tratto da La Padania del 6 maggio 2001.

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Alberto Lombardo è stato tra i fondatori del Centro Studi La Runa e ha curato negli anni passati la pubblicazione di Algiza e dei libri pubblicati dall'associazione. Attualmente aggiorna il blog Huginn e Muninn, sul quale è pubblicata una sua più ampia scheda di presentazione.
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