L’etnonazionalismo contro le forze occulte che dominano il mondo – 1

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The Round Table e CFR

La tendenza mondialista alla degradazione massificante, internazionalista e unidimensionale dei popoli del mondo, i quali dovranno essere assoggettati al dominio dell’oligarchia plutocratica, trova la sua prima configurazione storico-organizzativa, con riferimento ai tempi contemporanei, nella cosiddetta Round Table.

Cecil Rhodes, fondatore della società, era un “mercante d’assalto” che riuscì ad ottenere il monopolio dello sfruttamento delle miniere d’oro e di diamanti del Sud Africa. Egli utilizzò le sue immense fortune personali per realizzare un disegno che, situandosi all’interno delle coordinate espansionistiche dell’imperialismo inglese, ottenne l’appoggio dell’assetto di potere economico-finanziario operante in Inghilterra, allora paese-guida del capitalismo internazionale. Si trattava di un progetto mondialista egemonizzato dalla Gran Bretagna. “Tale proposito si basava sul suo desiderio di creare una federazione tra i popoli di lingua inglese e di portare successivamente tutti i paesi abitabili del mondo sotto il suo controllo. A questo scopo Rhodes lasciò una parte della sua grande fortuna per fondare a Oxford la Rhodes Scolarships, allo scopo di divulgare le tradizioni della classe dominante inglese nel resto del mondo anglosassone”. Di questa associazione – più tardi denominata Round Table Organization – fecero parte, tra gli altri, Lord Balfour e la famiglia Rothschild. La società conobbe una rapida espansione, e, tra il 1909 e il 1913, nacquero nelle principali colonie inglesi e negli USA gruppi semiclandestini conosciuti come Round Table Groups. Essi erano tra loro collegati per mezzo della corrispondenza, il “The Round Table”, fondato nel 1910 e finanziato da Sir Abe Bailey. Ma è tra il 1910 e il 1927 che, nei dominions inglesi e negli USA, vengono fondati, nel quadro di un rapido processo di espansione, alcuni Istituti per gli affari internazionali. Negli USA nascerà il CFR (Council on Foreign Relations), che, ancora oggi, è tra le sedi più importanti dell’istituzionalità occulta operante negli Stati Uniti, i quali hanno sostituito la Gran Bretagna nel ruolo di luogo geopolitico e strategico del movimento mondialista. Il CFR si pone dunque quale emanazione della Round Table, dalla quale provengono i suoi primi membri: W. Lippmann, Allen Dulles, John Forster Dulles e Christian Herter.

Franco Cardini, Astrea e i titani. Le lobbies americane alla conquista del mondo Nel 1921, sotto la veste ufficiale di gruppo di studio, venivano depositati gli statuti del CFR, in realtà lo scopo autentico e segreto dell’associazione era innanzi tutto quello di contribuire all’instaurazione di un Governo mondiale, servendosi strumentalmente dell’amministrazione USA, nella quale sarebbero stati “collegati” i suoi membri, mediante l’affermazione di una linea politica mirante a favorire l’abbandono della scelta “isolazionista”, a cui si sarebbe dovuta sostituire – e si è, in effetti, sostituita – una linea internazionalista di intromissione nelle questioni politiche, diplomatiche, militari ed economiche del resto del mondo, e dell’Europa in particolare. Inoltre occorreva condizionare le masse americane al fine di indurle ad accettare tale linea politica. Comunque, nonostante l’appoggio della famiglia Morgan, il CFR non sviluppò una rilevante attività fino a quando, nel 1927 i Rockfeller (alias Steinhauer) non decideranno di inserirsi, quale potentissimo “polo” di propulsione economico-finanziaria, nell’organizzazione mondialista che ne diventerà il docile strumento. Saranno proprio i Rockfeller che, nel 1919, acquisteranno i locali della sede sociale del CFR, nell’Horald Pratt House, 58 East 68th Street, New York City. Tra gli affiliati al CFR ci saranno i finanzieri ebrei che avevano contribuito alla fondazione del Federal Reserve System (la Banca d’emissione USA) e tenacemente sostenuto l’intervento statunitense nella Grande Guerra, nonché finanziato la “rivoluzione” bolscevica.

Si trattava di banchieri ebrei quali Jacob Schiff, della Kuhn Loeb e Co.; Averel Harrimann, della Brown Bros Harrimann; Franck Vanderlip, della Natural City Banck; Nelson Aldrich, Paul Warburg e Bernard Baruch. Chiarissima emerge la prevalenza ebraica all’interno delle istituzioni mondialiste, nonché la coincidenza o sovrapposizione degli scopi perseguiti dalla politica mondialista e del messianismo giudaico. Oggi il CFR è una ristretta oligarchia che comprende circa 1400 aderenti, di cui 700 membri residenti – cioè cittadini americani il cui domicilio si trova a meno di 80 km dal Municipio di New York -, e 700 membri non residenti, i quali operano al di fuori di questo ristretto “raggio”. Tutti costoro hanno comunque un’importantissima comune funzione; essi occupano posizioni di rilievo nel governo, nella politica, nell’economia, nella finanza, nella cultura.

Scarsissimo o pressoché inesistente il rilievo pubblicitario riguardante le attività dell’associazione. L’unica descrizione “ufficiale” del CFR risale al 1 settembre 1961, quando sul “Christian Scienze Monitor”, apparve un articolo riguardante questa importante sede dell’istituzionalità occulta. “Ad ovest dell’elegante Park Avenue – è scritto nell’articolo – la 68° strada (New York City) divide due edifici armoniosi: uno è sede dell’ambasciata sovietica presso le Nazioni Unite… Proprio di fronte, all’angolo sud-ovest si trova il Council Foreign Relations, probabilmente uno degli organismi semi pubblici più influenti nel campo della politica estera[…]. Nell’elenco del CFR […] vi sono nomi significativi nel campo della diplomazia, del governo, degli affari, della finanza, della scienza, del lavoro, del giornalismo, della legge e dell’istruzione. Ciò che unisce un così eterogeneo gruppo di personaggi è un interesse appassionato a dirigere la politica estera statunitense. […] Prima o poi almeno la metà dei membri del CFR sono stati proposti per assumere incarichi governativi ufficiali o per collaborare come consulenti”. In un’altra rivista, “Harper’s”, nel luglio 1959 è apparso un articolo riguardante il CFR, il cui titolo, estremamente significativo, è “Scuola per uomini di stato”. Il suo autore, J. Kraft, membro dell’organizzazione, così scrive: “E’ stata la sede delle principali decisioni del governo, ha creato i presupposti per molte altre ed è servito spesso da vivaio ove reperire i funzionari più in vista”. I membri del CFR sono dunque chiamati a trasferire ed attuare le deliberazioni adottate dai comandi strategici dell’oligarchia giudeo-plutocratica all’interno dell’istituzionalità pubblica, nella quale sono inseriti grazie al potentissimo apparato di condizionamento dell’opinione pubblica manovrato dal superpotere occulto. Condizionanti i riflessi del CFR sul piano della pubblica istituzionalità: un consistente numero di presidenti USA sono stati “espressi” dall’organizzazione mondialista o posti “sotto controllo” (“marcamento a uomo”, per usare una terminologia derivata dalla tattica calcistica) da “consiglieri” o da vice-presidenti del CFR. Ci riferiamo a Hoover, Eisenhower, Johnson, Roosevelt, Kennedy; mentre Nixon (“liquidato” con il cosiddetto “scandalo Watergate” sollevato da due giornalisti ebrei) è stato affidato alla “marcatura” di Kissinger, uomo del CFR, organizzazione di cui erano membri pure Carter e Ford – mentre Reagan è “controllato” dal vicepresidente Bush, anch’egli del CFR. Quest’ultimo può vantare degli affiliati che ricoprono ruoli di fondamentale importanza nei due principali partiti USA: democratico e repubblicano, la cui alternanza è poco meno o, forse, senza offesa per il grande Peppino De Filippo, poco più che una farsa di pessimo gusto. Ciò consente al superpotere mondialista di garantire sempre delle fidate presenze nell’amministrazione USA.

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