Quella rivoluzione fatta dai soldati

Francesco Boco

Nato nel 1984 a Belluno. Specializzando in Filosofia con una tesi su Oswald Spengler e Martin Heidegger. Collabora con il Secolo d'Italia, Letteratura-Tradizione e Divenire, rivista dell'Associazione Italiana Transumanisti. Ha tradotto e curato il saggio di Guillaume Faye su Heidegger, Per farla finita col nichilismo.

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3 Risposte

  1. Giovanni ha detto:

    Nel libro "I proscritti" una figura che spicca è quella titanica incarnata da Erwin Kern, un uomo che le idee le aveva chiarissime

  2. Mountcòcch&eg ha detto:

    1. "rivoluzione dei soldati" suona golpe fatto dai militari di leva in sudamerica. "soldato" è quasi offensivo e sicuramente sminuisce i Freikorps (che sono sempre esistiti nel mondo tedesco). Non si tratta di esercito di stato moderno che prende il soldo, si va ben oltre il proprio dovere.

    Inoltre, ben diversamente dagli eserciti moderni "bancari", il comandante era il miglior soldato e il più carismatico, spesso un ufficiale inferiore o sottufficiale sulla carta, che veniva incoronato all'unisono dal primo nucleo del Corpo Franco, in una """""democrazia"""" scandinava" o Althing propria della civilizzazione bianca e molto lontana da forme totalizzanti di origine asiatica.

    2. I Freikorps in questione non sono mai stati abbandonati veramente dalla Germania, che non è quella post-1968.

    3. Gli stessi Freikorps sono abbondamentemente socialdemocratici in un epoca in qui la socialdemocrazia era nazionalsocialdemocrazia, Noske è l'uomo di ferro della situazione, dietro alla regia degli attacchi più spericolati, oggi sarebbe definito dalla plebe "nazifascista". Schumacher nel 1945 gli dirà "scordati di pensare a una carriera nella nuova SPD".

    4. Non vi è mai stata una volontà imperialista e di conquista nei Freikorps, che nè nell'ideologia nè nelle possibilità materiali potevano aspirare ad essa. I Freikorps sono un dovere civico di "buoni tedeschi", con uno spontaneismo trasversale che poche etnie fuori dalla Germania conoscono, sulla base di manifesti fatti in casa dalla scritta "chi ama la tal città si arruoli nel corpo franco X".

  3. Mountcòcch&eg ha detto:

    Una rivoluzione (e non eversione conservatrice dall'interno) è quella nazionalsocialista, sia in senso etico che in ogni singolo campo. Non così può esserlo l'esperienza (continuata da 1000 anni) dei corpi franchi che difendono semolicemente la propria terra e i proprio confini.

    In questo senso, si può indicare come rivoluzione quella dei francesi e degli scandinavi che si battono a Berlino nel 1945.

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