I primi due settenni di crescita

Rudolf Steiner, Enigmi dell'essere umano Il corpo fisico accomuna l’uomo al regno minerale. L’uomo sulla terra è fatto di materia: il suo corpo è interamente composto da sostanze chimiche, le stesse che si ritrovano nel mondo esteriore senza vita.

Ma una forza segreta combina tra loro le sostanze minerali: è la forza vitale (1); essa attrae i minerali come il magnete attrae il ferro, come la pianta attira i sali della terra. La forza vitale dell’uomo è custodita nel suo corpo eterico: esso fa circolare i succhi nell’organismo, regge i processi della crescita e della riproduzione (2).

Il corpo astrale fa sì che l’uomo abbia delle sensazioni, provi piacere e dolore, si accenda di brame e passioni (3). Come una forma ovale allungata, la luce del corpo astrale avvolge il corpo fisico e l’eterico. In essa lampeggiano, colorate, luminose e mobili, le immagini della psiche. Il corpo astrale accomuna l’uomo al mondo animale.

Nell’io invece si accende il Principio Divino. Il dio che è nell’uomo parla quando l’uomo si riconosce come io. L’io del selvaggio è succube delle passioni e delle brame, l’io dell’uomo civile guida e controlla le passioni. L’io dell’uomo nobile segue spontaneamente passioni superiori. L’io può trasformare la natura del corpo fisico, del corpo eterico, del corpo astrale. In questa trasformazione c’è tutto il lavoro della civiltà.

Ogni volta apprendiamo qualcosa di nuovo, noi arricchiamo il corpo astrale. Quando sostituiamo un pensiero sbagliato con uno giusto, quando tratteniamo una fantasia tenebrosa o una reazione volgare dell’animo noi purifichiamo il corpo astrale.

Quando, con un lavoro più lungo, modifichiamo un tratto del temperamento o ci impadroniamo di una nuova abilità agiamo invece sul corpo eterico. Le trasformazioni impresse nel corpo eterico discendono nella memoria profonda dell’organismo, si trasmettono da una reincarnazione all’altra. Il collerico che per tutta la vita si sforza di essere calmo, nella vita successiva sentirà la propria coscienza parlargli con soave tranquillità. Il timido che si sforza di vincere una paura, nella vita successiva dovrà addirittura tenere a freno il proprio coraggio.

Il sentimento artistico e il sentimento religioso sono le due grandi disposizioni d’animo che favoriscono la purificazione del corpo eterico. Per questo le forme più alte di religione si uniscono alle espressione più belle dell’arte: come la religiosità greca che effigiava gli dei in splendidi corpi di uomini (4).

Quando l’azione dell’io giunge a modificare lo stesso ritmo del sangue, allora lo spirito è alle soglie della iniziazione suprema, della realizzazione del Corpo di Gloria.

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Rudolf Steiner, Il corso dell'anno come respiro della terra La giusta educazione poggia sulla conoscenza delle leggi di sviluppo della natura umana.

Prima della nascita, il bambino è immerso nel grembo della madre. Quando nasce, il suo corpo fisico si separa da quello della madre e i suoi sensi si aprono al mondo. Ma il corpo eterico e l’astrale (5) sono ancora immersi nell’etere cosmico e nell’astrale divino.

Intorno ai sette anni di età, il corpo fisico produce la sua più compatta formazione: i denti. Quando i denti squarciano la carne e scendono, allora il bambino taglia il legame col mondo eterico e comincia a elaborare il suo corpo eterico individuale.

Il corpo eterico plasma la forma del volto e delle membra, regola la crescita, libera gli ormoni e i fluidi dell’organismo. Al culmine dello sviluppo del corpo eterico, il ragazzo consegue la capacità riproduttiva. Il suo organismo comincia a produrre il seme che riflette l’immagine di sé, della famiglia, della stirpe. Allora il corpo astrale comincia a vivere di vita propria.

Tra i zero e i sette anni è fondamentale l’esempio per l’educazione del bambino. Il bambino tende ad imitare ciò che vede intorno ed è ricettivo come uno specchio rispetto all’ambiente fisico e psichico che lo circonda. Le azioni nobili o volgari, sapienti o sciocche che vengono compiute intorno a lui lasciano una impronta sulla sua esistenza. I discorsi morali, i ragionamenti intellettuali in verità producono una minore impressione rispetto a ciò che gli adulti sensibilmente fanno. Il bambino infatti tende ad imparare per imitazione. Perciò a poco giova dire al bambino: “Questo non lo devi fare, questo non lo devi desiderare”, l’importante è offrire il giusto esempio di comportamento (6).

Oltre all’esempio è fondamentale anche il caldo amore che dà gioia al bambino. La madre ignorante che sa dare gioia al suo bambino è migliore della madre intellettuale che legge libri di psicologia. Il caldo amore che si trasmette nella carezza, nel cibo che si offre, nel sorriso scorre fin dentro il corpo fisico e ne favorisce la crescita. Bisogna fare in modo che il bambino sviluppi in sé in modo sano sano il senso del piacere, e l’amore per le percezioni (7). Nulla di più sbagliato e dannoso della tendenza di certe famiglie alla nutrizione esagerata dei bambini: a causa di questa forma di amore cieco e possessivo essi vengono privati della bellezza della forma slanciata e spinti con una palla al piede sulla strada della vita.

I giocattoli abbozzati sono migliori di quelli curati nei dettagli, perché suscitano la forza dell’immaginazione. Così un legno che nella fantasia diventa una spada è più educativo di un giocattolo curato nei minimi particolari.

Simpatici sono anche quei libri con i fili da tirare, perché spingono i bambini a immaginare le figure in movimento.

Anche le canzoncine ritmate, quelle che i nonni cantano dondolando i nipoti sulle ginocchia, sono importanti per stimolare le forze di crescita. Particolarmente utili allo scopo si rivelano i canti militari con il loro ritmo di marcia.

Bisognerebbe poi insegnare ai bambini piccoli anche qualche semplice passo di danza, attraverso il quale possano esprimere la grazia e la dinamicità del corpo umano.

Inoltre, si parli al bambino con la dolcezza e la precisione della lingua madre, senza indulgere a quelle cadenze plebee che involgariscono l’animo. Apprendendo la lingua madre nella sua forma più corrente, il bambino si apre per la prima volta all’influenza dello spirito che protegge la nazione.

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Rudolf Steiner, Universo, Terra e Uomo Tra i 7 e i 14 anni il corpo eterico attraversa un intenso sviluppo e comincia a rivelare quelle che sono le tendenze fondamentali, i tratti del temperamento, le inclinazioni dell’individuo (8).

Gli adulti possono orientare il corpo eterico del fanciullo attraverso le immagini, gli esempi concreti, mostrando al fanciullo tutto ciò che serve da modello. È l’età stessa che lo richiede: tra i 7 e i 14 anni la psiche tende a conformarsi ad un modello superiore, richiede un’autorità che la guidi.

Questo naturale sentimento deve essere coltivato, additando ciò che è veramente degno di venerazione. Laddove manca la venerazione deperiscono le forze vitali del corpo eterico. Felice il ragazzo che può alzare con venerazione il suo sguardo agli adulti che lo circondano. L’ammirazione è il ponte attraverso il quale passano da individuo a individuo le abilità, le doti morali e intellettuali.

Intorno ai sette anni viene tempo in cui è opportuno mostrare al fanciullo i grandi esempi della storia, ricordare gli eroi della civiltà con immagini chiare, con racconti vivaci. Quando si parla per immagini una corrente spirituale si trasmette da bocca a orecchio.

Il sentimento morale del fanciullo si forgia attraverso il racconto delle vicende di vita degli uomini e delle donne esemplari. Si eviti in questa età così tenera di imporre ai ragazzi decaloghi di comandamenti morali espressi in forma astratta e negativa.

Tra i zero e i sette anni le fiabe devono trasmettere gioia di vivere, un sentimento gaio. Dopo i sette anni i racconti possono tingersi di una particolare coloritura epica: in tal modo si consegnano alle nuove generazioni i modelli di comportamento e si fondano i due pilastri dell’etica: il sentimento dell’onore, il sentimento della vergogna. Nella fantasia del ragazzo il comportamento riprovevole, l’inclinazione cattiva devono apparire “brutte”. Nel racconto, il bello e il buono devono coincidere.

Nei primi sette anni di vita il calore degli affetti familiari pone le radici della forza di volontà. Nei sette anni successivi la forza di volontà deve essere coltivata suscitando nel fanciullo il sentimento religioso. La religione è il legame sacro che unisce l’individuo alle forze divine del cosmo.

Quando il ragazzo comincia a vivere all’aria aperta e scopre la sacralità delle foreste, la maestosità del cielo e delle vette immagini nuove arricchiscono la sua anima. La natura stessa suggerisce le immagini che alimentano il sentimento religioso. L’uscita della farfalla dal bozzolo offre alla mente del fanciullo la prima idea della immortalità dell’anima e delle sue metamorfosi.

Oltre che l’immaginazione è importante coltivare la memoria. Imparare a memoria è un arte preziosa. L’esercizio della memoria precede sempre la comprensione: solo chi impara la tavola pitagorica può diventare una mente matematica, solo chi impara l’anatomia può diventare medico. Imparare a memoria i grandi eventi storici favorisce la futura comprensione del senso di quegli eventi. Imparare a memoria poesie potenzia le facoltà della mente e sviluppa il senso del ritmo poetico.

Bisogna coltivare anche il sentimento artistico: la bellezza dei quadri, delle statue suscita l’amore per l’esistenza e l’energia per compiere la missione per cui si è chiamati a vivere. Altrettanto importante è la musica che conferisce il sentimento del ritmo. Il fanciullo deve cominciare ad ammirare gli stili architettonici e le sculture, immergendosi con lo sguardo nelle figure plastiche, nelle linee, nei colori. Tutto ciò deve essere mostrato con semplicità: non vi è nulla da capire con l’intelletto, è l’occhio a dover vedere e godere.

L’esercizio ginnico è un esigenza spirituale per il corpo eterico. Quando i movimenti del corpo e l’acquisizione di nuove abilità procurano un sano sentimento del piacere allora il corpo eterico viene stimolato a produrre linfe vitali. “Io sento in me crescere la forza”, questa percezione deve essere coltivata attraverso la ginnastica, le escursioni, il nuoto negli anni più intensi della crescita.

Sulla soglia della pubertà, intorno ai 14 anni incomincia lo sviluppo autonomo dell’astrale: l’adolescente sviluppa le capacità di astrazione; la sua forza di pensiero si amplia: egli può formarsi ora la sua Weltanschauung.

Note

1) Gli organismi viventi, in virtù del loro stratosferico livello di complessità, non possono essere il frutto di mutazioni casuali. La scienza naturale (così come l’osservazione ordinaria) dimostra che le mutazioni casuali evolvono sempre “verso il massimo disordine” e le situazioni più probabili (II Principio della Termodinamica). Le considerazioni di Charles Darwin e dei suoi seguaci sul ruolo del caso, della selezione, dell’adattamento non sono del tutto sbagliate: tuttavia esse spiegano più che altro il modo in cui le specie si estinguono e vengono distrutte. Attribuire al caso il sorgere di un ala, di un organo respiratorio o anche di una semplice cellula è pura superstizione: è una fede indegna di un intelletto scientifico. Cfr. Roberto Fondi e Giuseppe Sermonti, Dopo Darwin, edito da Rusconi.
Particolarmente interessanti sono gli esperimenti condotti in America sulla “abiogenesi”. Un ricercatore americano, dopo aver realizzato le condizioni ottimali, dopo aver combinato gli elementi adatti disse di aver dimostrato la generazione spontanea di un amminoacido. In realtà egli aveva creato un amminoacido, con la forza della sua intelligenza; salvandolo per giunta dalle scariche elettriche che dopo averlo composto fatalmente lo avrebbero disintegrato. Un amminoacido sta alla cellula come una parola sta alla Divina Commedia (ovviamente il paragone è per difetto); se un giorno uno scienziato riuscisse a produrre una cellula in laboratorio partendo dagli elementi inerti egli avrebbe dimostrato a maggior ragione ciò che già trapela dall’esperimento del genio americano: la vita è frutto di un pensiero superiore che si incarna nella materia. Come sembra suggerire di per sé il nome della disciplina scientifica: il Bios è frutto del Logos.

2) Cfr. l’anima vegetativa di Aristotele.

3) Cfr. l’anima senso-motoria di Aristotele.

4) Essendo il corpo umano la forma più elevata presente in natura, l’“antropomorfismo” è la forma più matura di raffigurazione del Divino.

5) A scanso di equivoci, vale ricordare che parlare di “corpo” per le realtà eteriche o astrali rappresenta semplicemente un modo figurato; in maniera figurata devono essere prese anche le descrizioni sul modo con cui l’eterico e l’astrale “avvolgono” o si inseriscono nel corpo fisico. Tale immaginazioni sono tuttavia utili per suscitare una intima comprensione di quei… ”corpi”.

6) Anche a voler essere sentenziosi, è importante che le massime abbiamo una formulazione positiva. Tuttavia in certi casi anche un “no!” ben detto ha un suono affermativo…

7) L’amore per la percezione è il fondamento della vita spirituale e della conoscenza sovrasensibile. Per questo Aristotele apriva il libro Alfa di Metafisica scrivendo: “Tutti gli uomini tendono alla conoscenza, prova ne è l’amore per le sensazioni”.

8) Queste tendenze per così dire “innate” che il corpo eterico manifesta sono in realtà il frutto degli atti compiuti nella vita precedente. Se nel corso della sua esistenza un individuo compie uno sforzo per vincere una sua naturale timidezza, nella vita successiva quello sforzo si tramuterà in una naturale qualità di coraggio (addirittura di temerarietà se l’individuo non ha sviluppato nel contempo doti di pensiero razionale). Con tale esempio si comprende come l’idea di reincarnazione concili facilmente le teorie filosofiche opposte del “fatalismo” e del “libero arbitrio”, come pure quelle psicologiche dell’“innatismo” e dell’“ambientalismo”.

  1. Musashi
    | Rispondi

    Il fatto che dopo il secondo settennio si sviluppi un astrale autonomo (con tutte le sue problematiche) trova riscontro anche nelle tradizioni tantriche orientali, dove questo concetto viene espresso attraverso la localizzazione del tigle o 'goccia indistruttibile' in un determinato chakra, laddove prima era diffuso in tutto il corpo sottile.

    La dottrina dei cicli settenari di crescita è una profonda intuizione di Steiner. Pochi in Occidente ne parlarono prima di lui. Nella medicina tradizionale cinese, che probabilmente Steiner non conosceva nel dettaglio, il jing segue cicli di sviluppo di 7 anni (8 per i maschi), segno che c'è una conveergenza di intuizioni e conoscenze.

    Da ricordare che, solo molto tempo dopo, la biologia scientifica ha calcolato in sette anni il periodo di tempo in cui il corpo umano rinnova comletamente le sue cellule (in pratica dopo sette anni abbiamo un corpo fisico biologicamente diverso). Singolare conferma di antiche conoscenze.

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