Con un atto di pirateria internazionale gli Inglesi chiudono la partita con l’inafferrabile Dresden

Francesco Lamendola

Francesco Lamendola, laureato in Lettere e Filosofia, insegna in un liceo di Pieve di Soligo, di cui è stato più volte vice-preside. Si è dedicato in passato alla pittura e alla fotografia, con diverse mostre personali e collettive. Ha pubblicato una decina di libri e oltre cento articoli per svariate riviste. Tiene da anni pubbliche conferenze, oltre che per varie Amministrazioni comunali, per Associazioni culturali come l’Ateneo di Treviso, l’Istituto per la Storia del Risorgimento; la Società “Dante Alighieri”; l'”Alliance Française”; L’Associazione Eco-Filosofica; la Fondazione “Luigi Stefanini”. E’ il presidente della Libera Associazione Musicale “W.A. Mozart” di Santa Lucia di Piave e si è occupato di studi sulla figura e l’opera di J. S. Bach.

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Una risposta

  1. Exquemelin ha detto:

    Gli Inglesi,per mare,non sono mai andati troppo per il sottile.Neanche quasi un secolo addietro,quando lo spirito cavalleresco andava ancora di moda.Lastoria ci insegna che hanno costruito parte della loro fortuna grazie alla Pirateria ( terrore dei mari ).Oggi, noi ci lamentiamo del terrorismo, chi non ha colpe scagli la prima pietra!

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