Perché Tex Willer piace tanto agli italiani?

Francesco Lamendola

Francesco Lamendola, laureato in Lettere e Filosofia, insegna in un liceo di Pieve di Soligo, di cui è stato più volte vice-preside. Si è dedicato in passato alla pittura e alla fotografia, con diverse mostre personali e collettive. Ha pubblicato una decina di libri e oltre cento articoli per svariate riviste. Tiene da anni pubbliche conferenze, oltre che per varie Amministrazioni comunali, per Associazioni culturali come l’Ateneo di Treviso, l’Istituto per la Storia del Risorgimento; la Società “Dante Alighieri”; l'”Alliance Française”; L’Associazione Eco-Filosofica; la Fondazione “Luigi Stefanini”. E’ il presidente della Libera Associazione Musicale “W.A. Mozart” di Santa Lucia di Piave e si è occupato di studi sulla figura e l’opera di J. S. Bach.

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5 Risposte

  1. enzo ha detto:

    lungi dal plaudire alle virtù di tex, temo che il fumetto sia lo spaccato dello sfacelo italiota: la delega ad un fumetto delle proprie frustrate ambizioni; la visione di uno stato nemico quanto mai lontana dall'organicismo gentiliano che, a mio avviso, è ancora la guida. poveri noi se ci rivediamo in tex willer

  2. Paolo ha detto:

    @enzo: appunto: lo "stato" che Tex ha di fronte non è certo quello gentiliano, ma è una fotocopia della repubblichetta delle banane in cui viviamo. Un obbrobrio di fronte al quale un uomo d'Ordine (con la O maiuscola) non può che ribellarsi.

  3. enzo ha detto:

    @paolo appunto: ribellarsi, non rivedersi comodamente in un fumetto; e ribellarsi senza latrare "governo ladro" ecc. per poi tranquillamente chiedere all'amico dell'asl come avere esenzioni da ticket. la ribellione parte da noi stessi, credo. ciao ciao

  4. Kaisaros ha detto:

    "Tutto si consuma in fretta, in Italia, tranne la passione per la pizza, per la mamma e per la squadra del cuore".

    Che bel ritratto !!!

    Grazie di cuore,ma la prossima volta

    non si dimentichi mandolino e mafia eh !!!

  5. faso ha detto:

    «Sventurato quel popolo che ha bisogno di eroi», non lo dice una sentenza popolare ma berthold brecht… la saggezza popolare li adorava gli eroi, un tempo, quando non c'era la televisione e la gente non aspirava a diventare tronista, calciatore o velina

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