Papà, mamma, ecc. ecc.

papa-mamma-e-genderFra gli incantatori di serpenti che propagandano l’ideologia mondialista un posto d’onore spetta alla filosofessa di sinistra Michela Marzano. La Marzano, entrata in parlamento nelle file del PD, ha dato alle stampe un volume dedicato alla questione “gender”, che appassiona e infiamma gli animi in questo inizio del XXI secolo: la lettura del suo libro Papà, mamma e Gender è particolarmente interessante poiché ci dà un’idea di come il potere stia cercando di piegare le coscienze ai suoi fini.

Infastidita dalle manifestazioni a favore della famiglia tradizionale la Marzano porta avanti una tesi negazionista in base alla quale non esisterebbe una “teoria gender”, che verrebbe anzi agitata come uno spauracchio dai nemici della lobby omosessuale. Eppure lei stessa sostiene che l’identità sessuale è una condizione psicologica e non un dato biologico: in realtà, per quel che si riesce a capire, proprio questo sarebbe il nocciolo dell’ideologia gender…

La lettura di Papà, mamma e Gender offre alcune perle di saggezza che esemplificano le strutture mentali della cultura politica di sinistra.

Nella narrazione semplicistica e infantile della Marzano le classi dirigenti occidentali sarebbero mosse solo dal desiderio di rimuovere le discriminazioni e le “violenze di genere” (mentre incoraggiano le violenze criminali che quotidianamente colpiscono i cittadini…).

Secondo l’autrice coloro che vivono una condizione omosessuale o transessuale sarebbero sottoposti a sofferenze indicibili (anche se in realtà i festosi cortei del gay pride danno tutt’altra impressione…).

La Marzano quindi cerca di spiegare, per la verità in maniera piuttosto confusa, quali siano gli orientamenti sessuali, che secondo lei sarebbero cinque (ma secondo alcuni possono essere quantificati in una cinquantina…).

La battaglia culturale per il gender sarebbe quella di demolire gli “stereotipi” delle identità sessuali, in particolare per la Marzano occorre cancellare lo stereotipo della donna emotiva, paurosa, servizievole. In realtà è chiaro come il sole che l’obiettivo delle ideologie progressiste è proprio quello di ottenere una società completamente femminilizzata, ovvero: emotiva, paurosa, servizievole…

La parte più patetica del libro è quella in cui l’autrice esibisce la sua fede cattolica irridendo i cattolici che difendono la famiglia tradizionale e definendoli “cattolici di destra”. Va da sé che la Marzano deforma la dottrina di fede a suo piacimento…

La classe dirigente mondialista non è certo meno scaltra delle precedenti nell’utilizzo politico della religione e riesce ad alternare i richiami al magistero papale alle chiassose manifestazioni delle “Femen”, sapendo che entrambi i messaggi fanno ugualmente breccia sulla psicologia elementare e disastrata del gregge globale.

E fin qui il lettore può anche sorridere, ma l’ideologia di genere non tarda a manifestare il suo volto oppressivo: la questione più inquietante consiste nella possibilità di introdurre una legislazione che punisce l’omofobia. Qui la Marzano dà il meglio di sé, sostenendo a spada tratta l’infamia delle legge Mancino e l’apparato repressivo e liberticida che impedisce a norma di legge di contestare i dogmi del regime mondialista.

La classe politica progressista che ha costruito le sue fortune predicando odio contro i nemici, veri o presunti, è riuscita a inventare i “crimini di odio” per tappare la bocca agli avversari. L’autrice ritrova spontaneamente le argomentazioni dei reazionari ottocenteschi che vietavano la libertà di stampa: per lei la libertà di espressione non deve compromettere il “vivere insieme”, anche se in realtà la società globalizzata non è un “vivere insieme” ma una feroce guerra di tutti contro tutti…

Il libro si basa su argomentazioni di una evanescenza desolante ed è scritto con uno stile piagnucoloso particolarmente irritante, visto che l’autrice ha il coltello dalla parte del manico e appartiene a una fazione politica che mantiene il potere con sistematiche vessazioni, intimidazioni e violenze contro gli avversari…

Al termine del libro c’è anche un breve glossario dei termini relativi agli orientamenti sessuali che non tutti conoscono e che possono lasciare piuttosto straniti i lettori che non sono abituati ad affrontare questioni di questo tipo. Il pubblico quindi può essere opportunamente erudito sui vari tipi di cambio di sesso biologico e di ruoli sessuali che l’ideologia di genere imporrà nel prossimo futuro!

La lettura di Papà, mamma e Gender può risultare alienante per chi pensa che i problemi dell’ora attuale siano di tutt’altra specie, ma è un modo di pensare con cui occorre confrontarsi, visto che è quello che ispira la cultura dominante: la morale della favola è che il mondo occidentale si è messo in mano a una classe dirigente che non sa distinguere il maschio dalla femmina!

C’è da augurarsi, comunque, che stravaganze di questo genere un giorno passino definitivamente nel dimenticatoio…

* * *

Michela Marzano, Papà, mamma e Gender, UTET 2015, pp.151.

Segui Michele Fabbri:

Michele Fabbri, originario della subregione Romagna-Toscana, ha scritto i libri Trobar clus (Fermenti Editrice), Arcadia (Società Editrice Il Ponte Vecchio), Apocalisse 23 (Società Editrice Il Ponte Vecchio). Dopo la pubblicazione di Apocalisse 23 si sono perse le tracce dell’autore. Alcuni pensano che da allora Michele Fabbri abbia continuato a scrivere sotto falso nome…www.michelefabbri.wordpress.com

Ultimi post da

Lascia una risposta