Pansa racconta le “vinte” e il loro sangue

Adriano Scianca

Adriano Scianca, nato nel 1980 a Orvieto (TR), è laureato in filosofia presso l’Università La Sapienza di Roma. Si occupa di attualità culturale, dinamiche sociologiche e pensiero postmoderno in varie testate web o cartacee. Cura una rubrica settimanale sul quotidiano Il Secolo d’Italia. Ha recentemente curato presso Settimo Sigillo il libro-intervista a Stefano Vaj intitolato Dove va la biopolitica?. Scrive o ha scritto articoli per riviste come Charta Minuta, Divenire, Orion, Letteratura-Tradizione, Eurasia, Italicum, Margini, Occidentale, L’Officina. Suoi articoli sono stati tradotti in spagnolo e pubblicati su riviste come Tierra y Pueblo e Disidencias. E’ redattore della rivista web Il Fondo, diretta da Miro Renzaglia.

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4 Risposte

  1. abago ha detto:

    Grazie Pansa per aver restituito la parola alla verità dopo tanti anni di menzogna da parte della Sinistra. Oggi finalmente loro stessi si vergognano di pronunciare la parola "partigiani" che equivale, come Pansa ha dimostrato, ad assassini comunisti.

  2. paolo ha detto:

    Complimenti a Giampaolo Pansa per aver ancora una volta denunciato i crimini efferati commessi da parte dei partigiani Comunisti in quegli anni maledetti. Tali denunce si possono fare ora tranquillamente perchè gli infami sono tutti morti o quasi. Ma se tali libri avessero fatto la loro comparsa 40-50 anni fa, il loro autore avrebbe sicuramente rischiato la pelle.

  3. gabriele ha detto:

    Cari abago e paolo, nel 1990 questi crimini sono stati coraggiosamente scritti nel libro di Antonio Serena "I giorni di Caino" edito da Panda. Devo dire gran coraggio anche dell'editore in quegli anni era ancora pericoloso pubblicare certe cose. Direi che Pansa nel Sangue dei vinti ha scopiazzato.

  4. @Gabriele: sul sito c'è un articolo di Francesco Lamendola proprio sul "revisionismo" di Antonio Serena: http://www.centrostudilaruna.it/il-revisionismo-d

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