Omero nordico, le origini dell’Iliade e Odissea

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21 Risposte

  1. Badile ha detto:

    Non ho fatto studi approfonditi sull'argomento..MA SPERO CON TUTTO IL CUORE CHE IL LIBRO DI FELICE VINCI CONTRIBUISCA, IN QUALCHE MODO, A SCUOTERE GLI SCHIFOSI TORREGGIAMENTI DELLE ASFITTICHE TEORIE ACCADEMICHE. Detto ciò, evviva gli studi approfonditi e la complessità! Per chi ha la fortuna di possedere tempo per ciò..Grazie dei vostri appassionati commenti.

  2. stella matini ha detto:

    l'odissea secondo me è un poema molto dettagliato rappresenta tutta la fantasia e l'immaginazione dell'uomo nella storia dalla maga circe alla bellissima ninfa calpiso

    non credo che sia giusto rinterpretare con parole e giudizi propri quindi non credo che neanche questo libro riprenda la vera odissea di omero che io credo mai nessuno potrà copiare o capire totlmente perchè ognuno ha delle opinioni e quindi dei pregiudizi e delle preferenze che nessuno mai è riuscito a nascondere:

    se uno preferisce la maga circe alla ninfa calipso il capitolo sulla maga sarà più lungo e dettagliato rispetto a quelo della ninfa e questo non lo credo affatto giusto

    non credo neanche quindi che questo libro sia all'altezza dell'odissea che è la fantasia delle fantasie dell'uomo

  3. Daniele Ventre ha detto:

    In effetti l'Odissea è l'intreccio di tutte le voci delle tradizioni mediterranee: l'esordio (l'uomo multiforme… che vide le città e conobbe i pensieri di molti uomini) è la traduzione in greco, parola per parola, dell'esordio del poema sumero-accadico di Gilgamesh (per la presenza delle letterature semitiche nella letteratura greca un ottimo compendio è il libro di Martin L. West, The East Side of Helicon); il tema principale è collegato al rapporto fra una dea madre guerriera di origine per metà semitica e per metà indoeuropea (Atena) con il suo pàredro (sposo divino), rappresentato da Ulisse, che come tutti i re sacri legati alle dee madri è mutaforma, multiforme. Ulisse stesso, come multiforme, è collegato all'universale figura del mentitore astuto e poliedrico, noto fin nelle mitologie amerindiane nella forma dell'uomo koyote. Da questo punto di vista, potrebbe essere figlio di un sostrato mediterraneo. D'altro canto, la sua gara dell'arco ha puntuali concomitanze con la prova dell'arco che l'eroe indoario Karna sostiene in presenza dei Pandava nel Mahabharata, dunque la componente guerriera di Ulisse accomuna quest'eroe a un antichissimo archetipo indoeuropeo, rinvenibile anche in Eracle. Circe è una dea-maga mediterranea: muta tutti gli uomini in porci, ma nulla può contro Ulisse, che il mutamento lo ha dentro di sé conaturato. Calipso è invece la nasconditrice, la dea della morte degli indoeuropei, *Klu, assimilabile all'inglese (diventato poi maschile) Hell: è l'aspetto infernale della dea madre. La storia di Ulisse, nel suo complesso, è quella dell'antico re sacro mediterraneo a cui tutte le grandi madri cercano di fare la festa, ma si salva per intervento del patriarca divino Zeus e della sua emissione femminile, la virago divina, Atena. E' un eroe nato per tornare dall'Ade, come già il suo empio padre naturale di certi miti, Sisifo (non Laerte, che l'Odissea troppo sospettamente tende a sottolineare come vero padre di Ulisse, tradendo una volontà normalizzatrice e legittimatrice). Insomma, neolitico mediterraneo, età del bronzo semitica, età del bronzo indoeuropea, patriarcato che viene a patti con la grande Dea: l'Odissea è questo. E le brume nordiche di Vinci non c'entrano un piffero.

  4. GMR ha detto:

    Ho letto con molto piacere i commenti di Ventre

  5. Daniele Ventre ha detto:

    Comunque, in materia di Iliade ho fatto anche io qualcosina: l'ho tradotta in esametri italiani (non dunque gli pseudoversi di una Rosa Calzecchi Onesti, per esempio).

    La mia traduzione ha recentemente vinto il primo premio della Fondazione Achille Marazza, ex aequo con la traduzione di Isole di Derek Walcott di Campagnoli (Adelphi)

    Mi permetto di segnalarla, la mia traduzione (Omero, Iliade, trad. di Daniele Ventre, pref. di Luigi Spina, ed. Mesogea, Catania-Messina 2010), tramite questo link del blog letterario Nazione Indiana:

    http://www.nazioneindiana.com/2011/08/01/iliade-l

    Questo è il link del premio Marazza, circa la mia traduzione:

    http://www.lietocolle.info/it/giulia_de_sarlo_tra

    E questo è il link dell'editore

    http://www.mesogea.it/vmchk/omero/libro/la-grande

    Questo per dire che, quando parlo di Omero e dico che Vinci è improponibile, lo faccio con diretta cognizione di causa.

  6. Paganitas ovvero Ygg ha detto:

    Mi permetto di scrivere anche io un commento dopo aver letto articolo e commenti al seguito.

    Sicuramente la tesi di Vinci può avere delle forzature teoriche ma non è assolutamente campata in aria l'idea che gli archetipi collettivi delle stirpi indoeuropee siano rimasti all'interno dei poemi omerici, anzi si può dire che ormai è appurato. E trovare delle connessioni anche geografiche ha una sua coerenza magari non nella forma così estrema proposta dal Vinci ma non mi sembra nemmeno il caso di bollare tutto come spazzatura.

    Mi rivolgo in conclusione nei confronti di alcuni commentatori, sicuramente di indubbia preparazione, con una domanda che più che polemica si potrebbe dire maieutica: se effettivamente Vinci è pseudoscientifico, improponibile, fantasioso ed altro, mentre le tesi opposte sono certe ed infalsificabili che bisogno c'è di costanti commenti contro questo articolo? Se io non credo negli ufo non vado mica nei forum degli ufologi per fare un esempio.

    Saluti nordici e solari :)

  7. GMR ha detto:

    Il merito di Ventre è confermare gli archetipi indo-europei (e mediterranei), senza per questo tentare di renderli specifici unicamente delle brume nordiche. Questo è l'errore di Vinci, se ho ben capito: trasformare delle somiglianze tra miti nordici e caucasici in origini puramente nordiche. E i suoi seguaci sono aggiogati al mito nordico degli occhi azzurri e dei capelli biondi. E' patetico considerare il Caucaso una terra non abbastanza nordica. Il sogno segreto di queste teorie esoteriche è dimostrare l'assoluta estraneità della razza nordica al resto dell'umanità.

  8. Daniele Ventre ha detto:

    Caro Frassino di Odino,

    I commenti che ho postato servono a chiarire quanta ignoranza si avalli in Italia, a partire da conoscenze approssimative e improprie. Vinci resta pseudoscienza, e dal mio punto di vista ho il dovere di informarvi del perché.

    Tanti saluti all'asse del mondo.

    P. s.

    Vi serbe qualche miliardo di tonnellate di veleno per serpenti?

    Daniele Ventre

  9. Daniele Ventre ha detto:

    A proposito, amici nordici: avete mai notato l'alberello del rinnovamento di Gilgamesh, mangiato dal serpente? Forse anche Gilgamesh e i sumeri e gli Akkadi erano nordici?

    Daniele Ventre

  10. bisogna affrontare con umiltà il lavoro che ha assillato Felice Vinci per tutta la vita.Lasciando alle verifiche che potranno venire. E’ bene che tutti abbiano questo libro osteggiato dai grandi editori. Il sicuro guadagno sarà l’affratellamento di popoli posti a molta distanza, con tutte le affinità culturali che possiedono.Io ci credo alla tesi di Vinci e spero che tutti i finlantesi leggano il libro.

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