Nuovi patrioti e vecchie canaglie

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28 Risposte

  1. Musashi ha detto:

    E' vero tutto quello che scrivi. Anche sul fascismo e sul nazionalsocialismo: è evidente che elementi tradizionali hanno poi finito per soggiacere alla logica delle ideologie e dei movimenti di massa di stampo novecentesco. Ma sia pur sempre sotto il dominio del Principe di Questo Mondo, che si è fatto via via piu stringente in questa ciclo finale. Dunque davvero credo che aspettarsi di meglio fosse impossibile. Il meglio oggi non puo essere che il meno peggio.

    Sul Nazionalsocialismo convengo addirittura che ha assunto forme decisamente criminali: ma si tenga presente che esso fu una manifestazione nella Storia delle Forze di Geburah. E che doveva esserlo, al di là delle logiche "umane", alle quali certe terribili leggi sfuggono.

    Del resto le Forze contro cui dovevano misurarsi gli Uomini del Blocco che poi perse la guerra non era certo meno nefande e senza scrupoli: sionismo internazionale, capitalismo finanziario americano, e il bolscevismo sovietico. Sicchè ci si chiede quali altri strumenti avrebbe potuto mettere in campo a livello materiale un blocco di forze che avesse voluto contrastare il sionismo finanziario che nel novecento ha ridotto alla fame milioni di persone, con meccanismi che tristemente vediamo oggi perfezionati e rafforzati nell'attuale crisi finanziaria.

    Se per certi versi furono criminali i nazisti, va detto che coloro che si voleva contrastare non erano certo da meno, e che difficilmente sarebbe stato operabile un qualche tentativo di contrasto, senza certi mezzi, comunque evidentemente insufficienti.
    Purtroppo viviamo su un piano, e in una epoca che concede poco….

  2. Ieromante ha detto:

    @Musashi
    Non ho capito cosa c'entra il mio pseudonimo con quello che dovrei "capire". E poi cosa dovrei capire? Che il fascismo puó essere apprezzato in un'ottica tradizionalista? Per me il fascismo, da questo punto di vista e a parte qualche intellettuale, é stata solo una pagliacciata. I richiami alla tradizione romana, come per il nazismo a quella germanica, non hanno nulla da invidiare ai richiami alla magia della wicca. Fuffa. Niente piú. Concordo molto col giudizio di Giovanni Ranella su queste ideologie novecentesche.
    Senza poi considerare la puzza di cadavere che si portano dietro fascismo-comunismo-nazismo.

  3. Ieromante ha detto:

    @Musashi
    lei dice "se si toglie l'idea di nazione che è anche etnicità e razza"
    Su questo ho qualche dubbio. La nazione Italia quale razza pura ospiterebbe? Io, tipico italiano, ho un naso mediorientale, carnagione chiara, occhi azzurri e capelli castani. Sono un bel mix insomma. E poi abbiamo giá visto dove porta l'idea di nazione basata sull'etnicitá e la razza. Direi che puó bastare. Lo so, lei dice "anche", ma nel Kali Yuga alla fine le componenti piú materiali prendono il sopravvento. Come appunto é giá accaduto in Italia e in Germania quasi un secolo fa. Puzza di cadavere, no grazie. Chiaramente ho capito in senso lato il suo discorso. E in parte mi trovo anche d'accordo. Penso che sia a destra che a sinistra ci siano limiti, ideologici, sulla questione immigrazione (in realtá su qualsiasi questione si affronti). A destra si pensa di ritrovare lo spirito comunitario eliminando fisicamente (cacciandolo) lo straniero, a sinistra si pensa che l'immigrazione sia una cosa prettamente positiva, dimenticando perfino che la prima vittima di tutto questo terribile processo é proprio l'immigrato, che per leggi economiche viene strappato dalla propria terra, patria, famiglia, per cercare fortuna in occidente. Insomma sono due visioni ideologizzate, che non vedono il fenomeno per quello che realmente é.

  4. vate ha detto:

    La patria è la terra dei padri, cioè il luogo di appartenenza dove prolifera la propria realtà vivente. La natura individuale è ad un tempo innata e connaturata essendo il secondo motivo non meno vero del primo. Così il singolo accede alla libertà di essere ciò che è nella misura in cui è coerente a se stesso e partecipa al proprio status genotipico e fenotipico non tanto subendolo come fatalità, ma piuttosto frequentandolo come volontà.
    Avere una patria significa essere fedeli a se stessi ed alla propria natura fino in fondo, senza compromessi, solo così ci si spiega come l'offrire la propria vita per essa possa costituire un atto semplice e normale: si tratta di difendere l'uomo, la sua dignità e la sua coerenza, i valori basilari della sostanza prima ai quali normalmente non si può rinunciare a costo della vita stessa.

    I parametri con i quali si definisce la terra di appartenenza sono suscettibili di svariate interpretazioni , ma in definitiva essa è quel luogo interiore dove l'individuo sente pulsare il sostrato individuante del proprio essere. Nell'epoca moderna il periodo fascista è stato quello che ha provato a rendere più fecondo il suoli italico come patria degli italiani. Si stava risvegliando uno spirito assopito da tempo, una forza reale capace di percorrere la penisola, ma purtroppo sono mancate le condizioni capaci di imbrigliarla.
    Tuttavia anche i padani hanno tutto il diritto di reclamare la loro patria, giacché le autonomie andrebbero in ogni caso salvaguardate facendo da freno alla corsa verso la globalizzazione, mentre mantengono fluidi i canali delle influenze tradizionali che prediligono le vene etniche, di razza e di spirito dei popoli.

    Ciò che non si riesce a capire è come chi si reputa di sinistra possa definirsi patriota. Forse Napolitano l'ha capito molto bene intendendo per patria quel luogo dove i più lesti si agguantano la pagnotta. Invece i patrioti cubani avevano in mente l'internazionale comunista. La patria non è un ideale ma quel terreno adatto allo sviluppo normale e legittimo dell'uomo in quel mondo che sente suo perché è quello suo. Il luogo del comunista, che è quello dell'uomo senza suolo e senza volto, è antitetico al vero senso della patria, ed il mondo tradizionale lo ha sempre combattuto.

    Se attualmente l'uomo senza se stesso sta occupando sempre più terreno, bisogna fare attenzione che almeno il significato di patria non venga modificato a favore di chi molto probabilmente non ne ha mai avuta una.

  5. giovanni ranella ha detto:

    Musashi, Ieromante, vi ringrazio per lo scambio e ringrazio il sito per avercelo permesso.
    La vita oggi più che mai richiede una presa di coscienza maggiormente virile, e per tale intendo riferirmi alla Vir originaria, ovvero alla pura Ispirazione posta sotto il segno di Amor, occorre coltivare un sentimento Gentile, Semplice, in grado d'infondere nell'animo la consapevolezza che la vita è un evento da vivere con convinzione e grazia.
    E' in atto una controgenesi la cui portata finirà di sovvertire ogni sano principio tradizionale, più vettori concorrono all'attuazione dell'infame progetto, minimizzare quanto sta accadendo o ignorarlo significa possedere un cuore acrilico.
    Anche se non possiamo contrastare su un piano quantitativo è importante elevarci qualitativamente.
    Se analizzate bene…dico bene…i motivi che stanno alla base dell'Illuminismo, della conseguente rivoluzione francese e della fondazione dell'identità economica degli stati europei e della rivoluzione industriale e di chi finanziò Lenin, e successivamente Mussolini o Hitler sarà maggiormente chiaro l'inganno di chi rivestendosi solo superficialmente di archetipi ne deformò grottescamente la sostanza per subordinare la vita ad un principio solo meccanico…solo meccanico

  6. paolo ha detto:

    Mi dispiace ma questa insistenza nel voler riagganciare i fascismi all’Illuminismo, alla rivoluzione francese e a tutto ciò che ne è derivato in senso antitradizionale e che ben conosciamo è a mio giudizio totalmente errato e fuorviante. Il discorso sarebbe lunghissimo, ma sicuramente nei fascismi non hanno operato solo forze psichiche e irrazionali e non si è trattato solo di presunte forme di massificazione, c’era ben altro, altro che meccanicismo. E’ vero che ci sono stati errori e confusioni dal punto di vista teorico e pratico, ma d’altronde ciò non poteva essere diversamente trattandosi, come detto anche da Musashi, di fenomeni emersi durante il Kali-Yuga. Ma forze di tipo extrasensibile hanno operato nei vari tipi di fascismi, seppure in modo diverso e con esiti diversi (…)

  7. paolo ha detto:

    Nel fascismo italiano va ricordata l’impostazione teorica mussoliniana dello Stato elogiata anche da Evola (in contrasto con quella tedesca in cui invece lo Stato era subordinato al Volk) in quanto non legata ad un nazionalismo antitradizionale, giacobino e antimperiale. Per Evola era possibile concepire un nazionalismo che, nell’epoca intermedia tra terza e quarta casta, si potesse incontrare “non discendendo ma riascendendo”. “Tale è quel nazionalismo che ha valore non per il lato di ‘collettivizzazione interna’, ma per il lato della ‘differenziazione esterna’, cioè come una forza che si trae fuori dal collasso collettivistico-internazionalista, reagisce contro di esso, stabilisce nuove e ferme circoscrizioni entro le quali deve manifestarsi una funzione organizzatrice in senso superiore, una forza differenziatrice di tipo già più alto, cioè spirituale” (…)

  8. paolo ha detto:

    E, continuava Evola, “Questa concezione della nazione è stata, sotto alcuni aspetti, propria del miglior fascismo”, spiegando dettagliatamente, con riferimento alla ‘Dottrina del fascismo’, la concezione mussoliniana di Stato quasi come “entelechia” che forma dall’interno la nazione, forza spirituale, non semplice meccanismo che limiti la sfera delle presunte libertà individuali, ma quasi anima più profonda di ogni anima, forma e norma interiore, disciplina di tutta la persona. “Quando, su tale base, il mito socialistico veniva respinto, la subordinazione, come il corpo ad anima, dell’economia all’idea trascendente che viene a costituire la nazione, veniva affermata, e si giungeva a quella superiore concezione, nella quale il servizio si giustifica essenzialmente come una via di partecipazione ad una ‘vita superiore libera da limiti di tempo e spazio’, in tutto ciò gli elementi fondamentali per un nazionalismo positivo, via per una ricostruzione e riorganizzazione antigiacobina, anticollettivistica, spirituale, erano dati”. Parola di Evola (…)

  9. paolo ha detto:

    Che poi in concreto questo impianto teorico si sia realizzato solo in minima parte, per la carenza di uomini realmente ispirati in grado di poter concretizzare tali concetti, è un altro discorso: in quest’epoca storica era impossibile dare vita completamente ad una concezione di tal genere. L’idea però era tracciata e in buona parte il fascismo ha rappresentato un argine all’operare di forze distruttrici.
    Ricordo poi il testo di Gianfranco De Turris “esoterismo e fascismo” che analizza determinati aspetti esoterici, più o meno consapevoli, all’interno del fascismo italiano, richiamando alla luce singole personalità quali Arturo Reghini, Aniceto del Massa, Massimo Scaligero, Guido De Giorgio, il duca Colonna di Cesarò, ecc., nonché l’importante tentativo (purtroppo inevitabilmente fallito) della Scuola di Mistica Fascista, e così via. (…)

  10. paolo ha detto:

    Se si passa poi ad altri fenomeni, quali la Falange spagnola e soprattutto il movimento legionario di Codreanu, le cose cambiano ancora: soprattutto nel movimento di Codreanu sono riemerse forze più vicine ad una spiritualità tradizionale nel senso più proprio del termine, con una concezione mistico-sacrale, quasi estatica, fondata non a caso, almeno essotericamente, sul cristianesimo ortodosso, che, come già osservato in altri articoli su Filippani Ronconi, rappresenta la forma cristiana che più si è mantenuta vicina alla Tradizione primordiale. Evola rimase infatti entusiasta di Codreanu e del suo movimento (…)

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