La nuova crociata

Il Centro Studi La Runa, come tutti ben sapete, è un’associazione culturale. Il che significa che svolge un’azione prettamente culturale. La quale, tuttavia, fisiologicamente, si traduce in un’azione di politica culturale. L'”azione culturale” non va infatti intesa, in senso limitativo, come un lavoro dotto e letterario, e quindi statico, ma come un’opera di sensibilizzazione e “risveglio” delle coscienze, un’opera quindi dinamica.

Dopo questa doverosa premessa, mi accingo a spiegare cosa intendo per politica. Mi riferisco infatti al diritto/dovere del cittadino di intervenire fattivamente nella vita del proprio stato (la polis), e non ai nani e alle ballerine del teatrino parlamentare. Tale diritto/dovere non implica necessariamente un’azione pacata e pacifica, ma anzi invita ad un’azione decisa e fors’anche violenta, eversiva (la radice di polis, la città, è non a caso la stessa di polemos, la battaglia). La Crociata di cui parlo è quella contro la televisione, il Grande Fratello.

Carlo Stagnaro, Waco. Una strage di stato americana Naturalmente, la mia non è una posizione di avversione aprioristica alla televisione quale prodotto del “progresso” e del “moderno” (che riterrei inaccettabile), ma contro l’abuso dei frutti della tecnica. Usus non tollit abusum, dicevano i Romani, e avevano ragione. Se poi l’abuso è compiuto da persone che non valgono nulla, la cosa è ancor peggiore. Ma andiamo con ordine. La mia critica prende spunto dalla lettura di un articolo di Massimo Fini, il quale propone la creazione del “Partito degli Apoti” (ossia di coloro che non la bevono), formazione trasversale col compito di “boicottare, disertare le trasmissioni” che riterranno simbolo dello strapotere televisivo. La scelta delle trasmissioni sarà arbitraria, ma non dipenderà tanto dal livello culturale, quanto dalle pretese. Non è infatti assolutamente necessario affossare una trasmissione “imbecille” che riconosce i propri limiti e si propone per quello che è, mentre bisogna invece sbarrare il passo agli “showmen”, a quelle persone che, pur producendo TV spazzatura, la spacciano per TV impegnata.

Dice M. Fini che “sono loro oggi i veri padroni delle ferriere, la nuova razza padrona. Sono loro che dettano non solo le mode ma definiscono le categorie mentali, intellettuali, morali e anche politiche alle quali il resto della popolazione si adegua”. Impegnamoci dunque ad abbattere questa nuova “casta regnante”, perchè, con tutto il rispetto, non me la sento di accettare che persone come Maurizio Costanzo o Vittorio Sgarbi assurgano al ruolo di guide spirituali, di guru del XX secolo, di novelli Siddharta, tronfi del loro potere e soprattutto illusi: illusi di essere uomini di cultura, vendicatori degli oppressi e, in un certo qual modo, giustizieri.

“Gli Apoti si impegnano a delegittimare con ogni possibile mezzo le trasmissioni all’indice. Non con divieti che, com’è noto, hanno l’effetto opposto. Il lavoro deve essere più sottile e carognesco. […]. Chi partecipa a tali trasmissioni subirà una gogna morale. E l’ostracismo. Gli Apoti non recensiranno i loro libri, non parleranno dei loro film, non pubblicizzeranno i loro spettacoli e insomma li ignoreranno”. Giusta e importante è questa battaglia, anzi, questa guerra: la guerra contro l’aristocrazia dell’ignoranza. La televisione è simbolo del degradamento morale del nostro tempo, emblema del cretinismo imperante, tomba dei valori. Tale guerra, spero condivisa e combattuta da tutti, dovrà essere invece il paradigma dell’agire runico, la nostra catarsi intellettuale, e la nostra bandiera sarà la cultura, quella cultura in via di estinzione, che giorno dopo giorno proprio dalla televisione riceve colpi mortali. Pretendiamo che “almeno un giorno alla settimana e un mese all’anno ci sia un totale black out televisivo. Facciamo aria, pulizia, torniamo al bar, a giocare a biliardo, alle bocce, a poker, alla partita, a raccontar fiabe ai nostri figli, parlare e parlarci”. “Riappropriamoci del diritto di discriminare, di selezionare, di chiamare sciocchi gli sciocchi e sciocchezze le sciocchezze”.

In definitiva, Runici, spero che aderirete in massa all’appello lanciato da Fini. Prima direttiva del gruppo degli Apoti è il boicottaggio dello show degli show, e del suo conduttore, e di tutta la spazzatura che pubblicizza: il Maurizio Costanzo Show. Io lo farò e credo che non sarò il solo. Pensate di più, spegnete la TV.

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Tratto da Algiza 3.

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