E’ proprio lo scimmione a dirci che i neodarwinisti hanno torto

Giuseppe Sermonti

Giuseppe Sermonti è Ordinario di Genetica all’Università di Perugia

Potrebbero interessarti anche...

2 Risposte

  1. marco III ha detto:

    c'è un antenato in comune che ha dato, su due linee evolutive differenti, le scimmie da un lato e l'uomo da l'altra. Dire che l'uomo non discende dalla scimmia è giusto, perchè ENTRAMBI discendono, e non uno dall'altro, ma da un progenitore comune. Messa così la cosa, possiamo ammettere che il postulato "Darwin non aveva ragione" ha una valenza, se considerate il pensiero darwiniano come "la scimmia ha dato l'uomo". Ma dire che "non aveva ragione" significhi "ha torto su tutto", è una falsità. Se poi questa falsità serve ad avallare fantasie religiose ridicole, con racconti mitologici che sperano di apparire rigorosi e veri, finiamo nel caos dele sciocchezze. La dentatura umana, che anche i preti possiedono (naturale o artificiale per l'età, è identica) grida che l'evoluzionismo è un dato di fatto: stiamo perdendo i terzi molari. Guardatevi allo specchio quando vi lavate i denti e ringraziate che Darwin abbia avuto l'intuizione giusta per capire meglio le cose. Basta con le fesserie.

  2. Ammonio Italico ha detto:

    Guarda, io non sono un prete, nè un cattolico (figuriamoci) nè tanto meno uno fondamentalista. Tuttavia c'è un senso occulto che gli studiosi di scienze spirituali sanno di dover applicare per ripudiare sia il creazionismo ingenuo dei gruppi evangelici di marca USA (ormai il fondamentalismo scemo sembra radicato soprattutto in quell'ameno paese oltreoceano), sia il darwinismo evoluzionistico e biolgistico che ha dato lugo ad una serie di aporie proprio sul piano empirico (come questo articolo ha messo in luce), ma che in realtà sono note da tempo.

    Nell'opera collettiva "Introduzione alla Magia" del Gruppo di Ur, troverai un articolo intitolato "l'origine dela specie secondo l'esoterismo", dove l'autore di formazione antroposofica, probabilmente G. Colonna di Cesarò, con il nome di Arvo tratta il tema in modo speculativamente assai pregnante. La tesi apparentemente assurda è che paradossalemente sarebbeo gli animali a derivare dall'Uomo "Primordiale", per esclusione degli io-pluralizzati dall'archetipo umano. Metafisicamente gli animali rappresenterebbero gli "scarti" del progetto uomo. Tesi interessante che si collega con certi aspetti dello sciamanesimo, di cui spiega una certa promiscuità uomo-animale.

    Credo che un lettore di questo sito abbia la sensibilità per non scandalizzarsi di una affermazione del genere, la quale peraltro trova il suo luogo logico su un piano differente da quello della mera biologia, dunque non escludendo una compossibilità concettuale delle due interpretazioni…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *