Uno sguardo oltre il muro del tempo

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Ernst Jünger, Al muro del tempo “Il ciclone che si annuncia attraverso una crescente depressione non può essere evitato, né d fatto, né su un piano morale e intellettuale – non importa se si tratti di disgrazia personale o cosmica, ovvero della fine del mondo. Solo così è possibile superare entrambe. La strada da percorrere conduce al di là del punto zero, conduce oltre la linea, oltre il muro del tempo, e attraverso di esso”.

Questa grandiosa visione d’insieme è quella che si prefigge Ernst Jünger in questo saggio, che da alcuni è stato considerato il suo lavoro di più ampio spessore teorico, Al muro del tempo. Riproposto al pubblico italiano da Adelphi, trentacinque anni dopo la sua prima traduzione (di Julius Evola, per la casa editrice Volpe), il libro è oggi arricchito da una lunga parte introduttiva, composta da Uccelli d’altri cieli e Tempo misurabile e tempo del destino. Quest’ultimo, in particolare, è un coacervo di “riflessioni di un non astrologo sull’astrologia”: la lettura di queste pagine sarebbe da consigliare a quanti, nel volgere lo sguardo al cielo, oscuramente vi presentano una raffigurazione della quale non riescono a venire a capo. “L’astrologia ben si presta a far distogliere lo sguardo dalle figure di una monocultura dinamica, poiché nasce da una visione del mondo il cui centro è ancora occupato dall’uomo e dalla terra”.

Con quello stile peculiarissimo che lo caratterizza, Jünger affronta poi nel saggio vero e proprio il tema del tempo secondo una grandiosa visione d’insieme: un’immagine metafisica che, in quanto tale, trova nel mondo fisico la sua controparte. Lo scrittore tedesco non si limita, così, a svellere le ormai sempre più screditate visioni ottimistiche e progressistiche di radice illuministica. Con ampî excursus nel mito, nella fiaba e nella letteratura, viceversa, ripropone in chiave inusitata le concezioni cicliche che in Spengler e (in modo diverso) in Nietzsche trovarono una sistemazione filosofica. Significativamente, peraltro, richiama costantemente le visioni di varie civiltà tradizionali, e tra queste particolarmente significativa è la descrizione del Ragna-rökkr descritto nell’Edda, cioè del tragico destino del mondo e degli uomini tramandatoci dall’epica nordica.

Ernst Jünger, Trattato del ribelle Ma il tempo non è oggetto unico dell’attenzione di Jünger in questo saggio: come è tipico del suo linguaggio, le affermazioni non vanno dimostrate, ma verificate per il tramite di immagini, allegorie, paragoni. Questo, come nel caso di altri suoi saggî tematici come La forbice (sulla morte), L’operaio (sull’uomo nell’Era della Tecnica) o Il trattato del ribelle (sulle coordinate esistenziali e in senso lato politiche) apre così lo spazio d’indagine ad altri temi, come il senso del sacro e il fenomeno della cosiddetta “seconda religiosità“, la libertà, lo “stato mondiale” e, ancora una volta, la Tecnica, che egli definisce “lo strumento per il cui tramite l’Operaio mobilita il mondo”. Talvolta, va peraltro detto, l’aspetto lirico pare prendere il sopravvento sull’analisi, come laddove, nel richiamo alla figura universale e primigenia della “Madre”, l’Autore ravvisa ottimisticamente nel punto di svolta al quale i tempi paiono avvicinarsi le possibilità di una rigenerazione, o d’una sorta di nuovo e variato ritorno dell’età aurea. Alcune di queste idee piuttosto “personali” dell’autore, in quanto scevre dal fondamento tradizionale, paiono talvolta minacciare la stabilità dell’intera struttura del libro.

Così, sebbene altri testi come Eumeswil, Il cuore avventuroso e Sulle scogliere di marmo abbiano, quanto a rigorosa visione d’insieme, una maggiore saldezza, il pregio di Al muro del tempo è indubbio, e ben ha fatto la casa editrice Adelphi a riproporre questo importante saggio, le cui immagini sono dotate di una lucida e magica chiarezza. Il monito, importantissimo, che ne è emerge, è che “bisogna che si torni ad attingere alla sostanza indivisa e alle sue inesauribili riserve, a ricordi che si spingono di là dai tempi”.

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Ernst Jünger, Al muro del tempo, Adelphi, Milano 2000, pp. 282. (IBS) (BOL) (LU)

Da la Padania del 12.V.2000.

UN’ALTRA RECENSIONE DI AL MURO DEL TEMPO

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Alberto Lombardo è stato tra i fondatori del Centro Studi La Runa e ha curato negli anni passati la pubblicazione di Algiza e dei libri pubblicati dall'associazione. Attualmente aggiorna il blog Huginn e Muninn, sul quale è pubblicata una sua più ampia scheda di presentazione.

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