Mithra-Phanes: il dio splendente. Alcune osservazioni sui rapporti fra mithraismo romano e orfismo greco

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Una risposta

  1. Musashi ha detto:

    S. Arcella si è sempre distinto come un buon commentatore ed elucidatore del mithraismo; ho molto apprezzato il suo approfondimento dei temi in "la via della realizzazione di sè secondo i mistrri di Mithra", di Evola.
    Ottima competenza esoterica, che del resto si intravede anche negli articoli su fenix, dei due fratelli Forgione.

    Mi sembra abbastanza centrata la contestualizzazione del parallelismo con l'orfismo, del quale Mithra (divinità peraltro non solo iranica ma anche indovedica, al pari di Vishnu, Indra e Varuna), ha mutuato soprattutto alcuni temi simbolico-iconografici, pur mantenendosi del tutto autonomo.

    Del resto, comunque, la nascita "sincretica" di un mithraismo romano o mediterraneo secondo queste modalità segue un processo del tutto tradizionale nell'ambito delle religioni misteriche del tardo impero.
    La psicosi dell'attuale religione imperante, smaniosa di crearsi una sempre maggiore "originalità" (che, in termini "tradizionali", è una vera e propria eresia anche perchè negatrice dell'unità dello Spirito), era a quell'epoca -come in ogni altra densa di vera spiritualità- del tutto assente.

    Stante l'annuncio dell'autore di dare futuri ragguagli sul tema della reincarnazione in seno alle dottrine e iniziazioni mithriache, credo che siamo tutti in attesa di un suo prossimo intervento. Anche perchè, sinora,
    il materiale documentario relativo alla metempsicosi nel culto di Mithra, almeno per quel che ne so, è abbastanza scarso.
    Si tratterà quindi di una pubblicazione sicuramente interessante, che spero di leggere presto.

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