Mircea Eliade esoterico

Giovanni Sessa

Giovanni Sessa è nato a Milano nel 1957 e insegna filosofia e storia nei licei. Suoi scritti sono comparsi su riviste e quotidiani, nonché in volumi collettanei ed Atti di Convegni di studio. Ha pubblicato le monografie Oltre la persuasione. Saggio su Carlo Michelstaedter (Roma 2008) e La meraviglia del nulla. Vita e filosofia di Andrea Emo (Milano 2014). E' segretario della Scuola Romana di Filosofia Politica, collaboratore della Fondazione Evola e portavoce del movimento di pensiero "Per una nuova oggettività".

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Una risposta

  1. Musashi ha detto:

    "Eliade coglie, nelle pagine di diario, proprio in ciò l’aspetto luciferino dell’esoterista romano e attribuisce alle sue pratiche rituali la stessa paralisi che, come si sa, colpì il filosofo al termine del secondo conflitto mondiale."

    In effetti tecnicamente, l'aspetto "luciferino" che qui in certo senso Eliade volle attribuire ad Evola, fa però riferimento al quantum di superomismo e di titanismo alla nietzsche rimase in Evola, in parte come proprio retaggio e dato personale, in parte come ultimo dazio da pagare al pensiero occidentale moderno (Nietzsche) rispetto al mondo della Tradizione. Va però detto che questa "stortura" dottrinale, di cui vi è ancora prova nell' opera "l'Uomo come Potenza", Evola la andò via via perdendo in funzione di una esposizione dei temi tradizionali senza la mediazione del pensiero filosofico moderno. Ritengo tuttavia assai importante sul piano dottrinale e speculativo la costruzione di un Idealismo magico da parte di Evola, una costruzione di un sistema di pensiero esoterico magico muovendo dagli assunti e dalle strutture di pensiero presenti nella filosofia occidentale, specie tedesca. Opera che in fondo, a suo modo, troviamo anche in un altro grande Maestro, Scaligero, anche lui portare dei temi della tradizione all'interno del pensiero europeo.

    Il "primo" Evola – quello impropriamente detto "filosofico, impropriamente perchè dietro la veste speculativa pochi sanno leggerne la portata esoterica-è non meno importante di quello successivo e più "guenonizzante".Ben fece Eliade a coglierne la grandezza.

    Quanto all'ultimo punto, devo dire che purtroppo in Evola rimase come dato suo personale una impronta di titanismo, che devo dire, giustamente Eliade colse, cadendo poi però nell'estremo volendo forzare il salto fra titanismo e luciferismo!

    Di sicuro Evola pagò lo scotto del suo sfidare la sorte, anche perchè fu colpito non da uomini ma dalle macchine, dal fato cieco e meccanico degli aeroplani, dal karma collettivo della guerra,

    contro cui qualsiasi acquisizione individuale ben poco può fare.

    Fu un errore.

    Tuttavia ho letto che secondo alcuni Eliade arrivò a dire che Evola fu colpito all'altezza del manipura chakra, sede dell' ahamkara (il falso ego, ma anche il senso dell'individualità), per colpire il suo titanismo. Non ho finora trovato conferma di questo. Mi sembra comunque frutto di un certo "nervosismo" stizzito.

    Se anche Evola pagò pegno su questo piano fisico per la sua imprudenza dobbiamo anche considerare, d'altro canto, che fu molto fortunato: passeggiare sotto un bombardamento avrebbe forse avuto conseguenze ben peggiori in chi non avesse avuto un qualche "carisma".

    In ogni caso, qualsiasi dazio abbia pagato sul piano fisico in nulla può aver scalfito le sue acquisizioni nel senso dell'Io solare magico che egli andò forgiando nel corso della sua esistenza.

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