Nuove luci (ma rosse) sul medioevo

Morena Poltronieri - Ernesto Fazioli, Medioevo a luci rosse A ogni epoca gli storici contemporanei associano una serie di pregiudizi e talvolta anche di vere e proprie menzogne, spesso assai difficili da controbattere. Con il consueto approccio si tende a distinguere sempre tra buoni e cattivi, tra cow-boys e indiani, tra israeliani e palestinesi. Le “opinioni diffuse” e il “si dice che” hanno per la storiografia contemporanea un valore pressoché sacro: è accademicamente inaccettabile criticare risorgimenti, resistenze o politica estera statunitense, e ancor più riprovevole valutare positivamente altre realtà storiche, come per esempio l’impero asburgico, la cavalleria medievale, la preistoria (indo)europea. Ci sono poi “miti” che non si possono discutere. Per esempio: l’ominazione è avvenuta solo in Africa. Cicerone era il bravo, Catilina il cattivo. La rivoluzione francese ci ha resi tutti più liberi e democratici. Per non parlare della seconda guerra mondiale, la cui storia è in molti paesi (anche europei) indiscutibile, a pena di commettere un reato.

Ovviamente neppure i famigerati “secoli bui” dell’Età-di-mezzo si salvano da questa smania di luoghi comuni e di verità indiscutibili. E per questo motivo risulta particolarmente piacevole scovare certi libri di difficile reperibilità, come il recente Medioevo a luci rosse di Morena Poltronieri ed Ernesto Fazioli. Si tratta infatti di un saggio che contribuisce a sfatare uno dei tanti pregiudizi correnti sul medioevo, inteso comunemente quale epoca di mortificazione dei sensi sotto lo sguardo spietato di una Chiesa invadente e impicciona.

Che il cristianesimo abbia sempre guardato con disfavore, pur se in misura diversa nel corso dei secoli, la sessualità e tutto ciò che vi si accompagna è fuor di dubbio. Ma proprio nell’epoca medievale, che solitamente si ritiene essere stata la più retriva e oscura delle età, fiorirono e si svilupparono una serie di concezioni a sfondo mistico sull’unione sessuale, che spesso riprendevano antichissime mitologie precristiane.

Già nel famosissimo mito platonico narrato nel Simposio Socrate alludeva ad androgini dal corpo per metà maschile e per metà femminile, che vennero recisi dando così origine alla differenziazione sessuale. Da allora i due opposti si ricercano, onde ricostituire la perfetta unità dell’Età dell’Oro. “Questa unione”, secondo i due studiosi, “rappresentò il perfezionamento di un cammino di evoluzione dove la parte attiva maschile si univa a quella femminile passiva, favorendo l’integrazione della personalità, in grado di generare un uomo nuovo, che poteva risalire la scala invisibile che collega il cielo con la terra”. Si intende, quindi, come in epoca medievale fosse presente una concezione metafisica del sesso, quale mezzo di “santità” e “beatificazione” capace di una trasfigurazione di tipo spirituale.

I due autori investigano con particolare attenzione proprio questo tema, soffermandosi su numerose immagini “tipologiche” della donna (nelle varie vesti di moglie, amante, madre, prostituta, strega), sulle pratiche e i significati simbolici e sui rapporti tra mito, leggenda e storia. Il risultato è un testo dalla lettura accattivante, che ci offre uno sguardo sul grande mistero dell’unione sessuale dietro il velame di innumerevoli menzogne e falsificazioni.

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Morena Poltronieri – Ernesto Fazioli, Medioevo a luci rosse. Un affascinante viaggio nei misteri della sessualità, Hermatena, pp. 124, € 13,50.

Tratto da La Padania del 19 ottobre 2004.

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Alberto Lombardo è stato tra i fondatori del Centro Studi La Runa e ha curato negli anni passati la pubblicazione di Algiza e dei libri pubblicati dall'associazione. Attualmente aggiorna il blog Huginn e Muninn, sul quale è pubblicata una sua più ampia scheda di presentazione.

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