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	<title>Commenti a: Le manipolazioni della genetica</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>Di: Marco Z</title>
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		<dc:creator>Marco Z</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jan 2011 22:53:30 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Fini, non trova che sia un atteggiamento quantomeno bipolare anche l&#039;usare il &quot;noi&quot; come civilt&#224; e criticarne esiti e tendenze? Lo faccio notare solo perch&#232; non credo nel concetto di responsabilit&#224; collettiva. 
Un&#039; altra critica che mi sento di muovere &#232; al concetto di boomerang. Leggendo un po&#039; dei suoi scritti ci si rende conto che lei non &#232; un catastrofista qualunque, e proprio per questo credo che sar&#224; sensibile a posizioni discordi: &#232; ben vero che i prodotti della rivoluzione industriale hanno permesso di slegare drasticamente l&#039;attivit&#224; umana dai ritmi di natura, e che un pianeta finito non pu&#242; supportare una crescita infinita come questo capitalismo miope imperante ci fa credere (illuminante in questo senso il corso &quot;Arithmetic,population,energy&quot; di A.Bartlett), ma &#232; altrettanto vero che ogni razionalismo deve fondarsi solo su una base sperimentale e consensuale, altrimenti l&#039;argomento &quot;l&#039;apocalisse arriver&#224;, non so quando ma arriver&#224;&quot; diventa equivalente a &quot;non ci sono pi&#249; le mezze stagioni&quot;. Un argomento estremo, per non chiamarlo colpo basso, &#232; che in effetti se non ci fosse stato questo progresso tecnico selvaggio, moriremmo a 35 anni e avremmo ben altro a occupare le nostre giornate che bloggare i nostri malumori ideologici..  
Con la speranza di aver almeno in parte spiegato le mie ragioni le porgo i pi&#249; cordiali auguri di buon lavoro. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Fini, non trova che sia un atteggiamento quantomeno bipolare anche l&#039;usare il &quot;noi&quot; come civilt&agrave; e criticarne esiti e tendenze? Lo faccio notare solo perch&egrave; non credo nel concetto di responsabilit&agrave; collettiva.</p>
<p>Un&#039; altra critica che mi sento di muovere &egrave; al concetto di boomerang. Leggendo un po&#039; dei suoi scritti ci si rende conto che lei non &egrave; un catastrofista qualunque, e proprio per questo credo che sar&agrave; sensibile a posizioni discordi: &egrave; ben vero che i prodotti della rivoluzione industriale hanno permesso di slegare drasticamente l&#039;attivit&agrave; umana dai ritmi di natura, e che un pianeta finito non pu&ograve; supportare una crescita infinita come questo capitalismo miope imperante ci fa credere (illuminante in questo senso il corso &quot;Arithmetic,population,energy&quot; di A.Bartlett), ma &egrave; altrettanto vero che ogni razionalismo deve fondarsi solo su una base sperimentale e consensuale, altrimenti l&#039;argomento &quot;l&#039;apocalisse arriver&agrave;, non so quando ma arriver&agrave;&quot; diventa equivalente a &quot;non ci sono pi&ugrave; le mezze stagioni&quot;. Un argomento estremo, per non chiamarlo colpo basso, &egrave; che in effetti se non ci fosse stato questo progresso tecnico selvaggio, moriremmo a 35 anni e avremmo ben altro a occupare le nostre giornate che bloggare i nostri malumori ideologici.. </p>
<p>Con la speranza di aver almeno in parte spiegato le mie ragioni le porgo i pi&ugrave; cordiali auguri di buon lavoro.</p>
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