Lugubri pagliacci

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4 Risposte

  1. claudio ha detto:

    Purtroppo i “pagliacci” hanno vinto e i “seri” hanno perso e spesso con ignominia.Pertanto occorre tenere la testa bassa e fare “mea culpa”.Dispiace ma è così!Cordialità.

  2. Hns ha detto:

    Quando calabrese non delira sul cristianesimo
    è veramente piacevole da leggere
    ( a parte uscite tipo
    “che l’omosessualità non vada demonizzata e perseguitata,
    su questo potremmo essere d’accordo”……
    uscite causate dall’influenza pagana).

    P.s.
    finalmente posso commentare un articolo
    del calabrese senza che arrivi la censura
    ad eliminare il commento “in nome di ipazia”…….

    Saluti
    Hns

  3. Fabio Calabrese ha detto:

    Devo dire che mi fa molto piacere l’apprezzamento da parte di qualcuno che di solito è molto critico nei miei confronti. Quanto alla questione dell’omosessualità, penso che se avessi avuto la disgrazia di avere un figlio gay, non l’avrei certo potuto accoppare, ma di sicuro non sarei riuscito ad accettare una cosa del genere senza problemi e senza un fortissimo senso di disagio. Non credo sia questione di cristianesimo o paganesimo ma di ovvia percezione di ciò che è normale e di ciò che non lo è, e credo che la maggior parte della gente la pensi così, anche se la “political correctness”, altra bella invenzione democratico-americana, impedisce di dirlo e vorrebbe imporci una visione delle cose del tutto diversa.

  4. Dod ha detto:

    Quello che è inquietante è che chi ha la consapevolezza della natura intossicante del modello culturale americano, è condannato a vedere la sua gente cadere giorno dopo giorno all’interno di quel modello. I nuovi media si uniscono a quelli tradizionali nel diffondere l’infezione, e la velocità tipica dei tempi moltiplica esponenzialmente la quantità di stimoli che passano per la retina dei nostri figli. Guardate l’aura mortifera che fa da sottofondo a tutti i telefilm e americani, voyeurismo budellare, necrofilia, perversioni; i cerebrolesi dei reality e di mtv; la violenza dei videogiochi (violenza satanica-titanica, mai eroica), ecc. Ma l’elemento che a mio avviso va sottolineato è la natura invertita delle parti. In genere la morale è che non esistono buoni e cattivi, ma i cattivi e gli spostati in fondo hanno la loro dignità. Ma anche quando sembra che vi siano dei buoni, essi nascondono sempre un insegnamento invertito, sovversivo: quando il male lo insegnano subdolamente i buoni, l’arma intossicatoria è più potente. Ogni traccia di eroismo in senso tradizionale è stata cancellata. Si pensi al millenario motivo del combattimento contro il drago/mostro, da sempre allegoria privilegiata del processo di costruzione interiore. Si noterà che le produzioni in cui il drago viene ucciso sono ormai quasi inesistenti, a parte alcuni esempi di fantasy sulle orme dell”outsider’ Tolkien. In genere, il 99,9% dei draghi è un ‘good guy’, un amicone. Tutta la favolistica lavora da almeno centanni per far diventare il drago un teddy bear un po’ verde, un angelo custode. I nostri figli non trovano più favole in cui imparano ad ‘uccidere’ le debolezze interiori, la propria umanità inferiore (perché questo è il ‘drago’, in sostanza). Parallelamente, si pensi a quanto la psicanalisi ha lavorato per sdoganare gli ‘acheronti’. E così via.
    Tutto questo è fortemente sintomatico.

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