L’Italia non esiste

Michele Fabbri

Michele Fabbri, originario della subregione Romagna-Toscana, ha scritto i libri Trobar clus (Fermenti Editrice), Arcadia (Società Editrice Il Ponte Vecchio), Apocalisse 23 (Società Editrice Il Ponte Vecchio). Dopo la pubblicazione di Apocalisse 23 si sono perse le tracce dell’autore. Alcuni pensano che da allora Michele Fabbri abbia continuato a scrivere sotto falso nome…www.michelefabbri.wordpress.com

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15 Risposte

  1. Antonio ha detto:

    Ma se non esiste l'Italia come possiamo pensare di essere italiani? Se essa si sta sgretolando, in tutti i sensi: geologicamente, idrograficamente, spiritualmente e moralmente per andare a dar corpo a Leghe varie, del Nord, del centro e del sud, senza mai trovare un iideale comune di patria, di politica e di società, credo che non mi sbaglio se, specialmente oggi, è più onesto considerarci APOLIDI. Saluti. Antonio.

  2. jnanatapas ha detto:

    Mi sembra una tesi quanto meno discutibile, in quanto di Italia si parla almeno dai tempi dell'Impero Romano passando per il Sacro Romano Impero.

  3. IO ha detto:

    Italia è un'espressione geografica, come Europa.

  4. andrea ha detto:

    PER NOI CHE ABITIAMO AL CONFINE DELL'IMPERO QUESTA NON E' UNA NOVITA'; ESISTONO L'OCCITANIA,IL PIEMONTE, LA PADANIA , LE POPOLAZIONI CELTO LIGURI ; L'ITALIA E' SOLO UNA MERA ESPRESSIONE GEOGRAFICA E POLITICA CREATA PER GESTIRE IL POTERE A CASA NOSTRA.

  5. Andrea Pelli ha detto:

    jananatapas, la "esistenza" dell'Italia ai tempi dell'impero romano, come ci è stata tramandata, è una delle prime cose che vengono confutate nel libro.

  6. adalberto ha detto:

    La Penisola Italiana è uno stupendo Territorio costituito da Cento Patrie etniche. Unire per il giusto verso questo Territorio significa armonizzare idealisticamente queste Cento Patrie valorizzando la specificità storica delle loro Tradizioni.

  7. roberto ha detto:

    @adalberto: Patrie, Tradizioni… troppe maiuscole, troppa importanza. l'armonizzazione dell'italia, come tu la vedi, ha voluto dire dal 1861 distruggere le industrie del sud e prosciugarne la forza lavoro a vantaggio del nord. esiste il sud, il centro e il nord, e sarebbe ora che ci si rendesse indipendenti.

  8. antonio ha detto:

    sono sostanzialmente d'accordo con la gran parte delle osservazioni storiche-sociali-linguistiche economiche;credo pero' che un po ' alla volta il sistema stia riuscendo a perseguire il suo scopo di omogeneizzazione e fagocitosi degli individui, delle etnie,delle lingue locali spacciandolo x costruzione di nazione.caluti cordiali.

  9. Kaisaros ha detto:

    Ma veramete il concetto di Italia esiste,se non dall'epoca Romana,

    dall'epoca Longobarda e la loro quasi completa unificazione della penisola,

    per non parlare del periodo rinascimentale,col sogno Italiano di Cesare Borgia

    o di Machiavelli,che si lamenta della frammentazione politica(vista quindi come tutt'altro che naturale).

    Inoltre,sin da prima del risorgimento,esistevano nelle zone di immigrazione Italiana

    associazioni Italiane(ad esempio le organizzazioni di operai ITALIANi;non lombardi,duosiciliani o papalini).

    Si afferma che la frammentazione Italiana sia causata dalla sua diversità interna;

    ma forse è la sua diversità interna ad essere stata causata dalla sua passata frammentazione……

    Questo,senza voler incensare porre lo Stato giacobino al di sopra

    del concetto di sangue e sulo;

    ma anche lo Stato giacobino per eccellenza,come la francia,

    nasce su un "sangue e suolo"(i dominii dei franchi).

  10. Andrea ha detto:

    @kaisaros: la "quasi completa" unificazione della penisola da parte dei Longobardi è quantomeno opinabile e comunque non era di certo un'unità statale centralizzata, né mi risulta (ma vado a memoria) che i longobardi abbiano utilizzato il termine Italia per i loro possedimenti. Il regno d'italia altomedievale era esteso tra le alpi e l'emilia. Infine, ammesso e non concesso che Machiavelli con il termine Italia avesse in mente quella attuale, era uno e benché possa aver influenzato degli intellettuali di epoche successive, non esprimeva certo un'opinione o un'idea diffusa all'epoca.

    Il libro l'ho letto un quindicina d'anni fa, ma mi pare di ricordare che tutte queste circostanze e tutti i falsi miti unitari, creati ad arte tra 700 e 800, siano confutati ampiamente.

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