L’idea Eu-Russa in Campidoglio

Il senso della concezione geopolitica eu-russa: relazione al convegno in Campidoglio “Che cosa è la Russia” dell’11 luglio.

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Cari amici della prima, seconda e terza Roma salve!

Se siamo qui è perché noi tutti ci riconosciamo in quella idea di Europa Unita dall’Atlantico a Vladivostok che fu affermata ieri da Charles de Gaulle ed oggi da Vladimir Putin.

Una Europa che sia sintesi di modernità e tradizione, di rispetto dei valori eterni che non cambiano e di progresso tecnologico, di spiritualità e di fedeltà alla Terra.

Una Europa che sia radicata nelle proprie origini che sono greche, romane e cristiane e che sia grande nel futuro.

Questa Europa o include anche la Russia o non è. L’Europa vive solo se si realizza come una grande Con-Federazione Euro-russa. Questo è il senso e della concezione geopolitica eu-russa (che è un po’ diversa da quella euroasiatista).

La cortina di ferro non esiste più esattamente come non esiste più il muro di Berlino e nulla è più diabolico del creare ad arte crisi internazionali per dividere gli Europei tra di loro e impedire il realizzarsi della Integrazione Continentale.

I due polmoni dell’Europa, quello latino-germanico-occidentale e quello greco-slavo-orientale devono respirare insieme. E’ tempo di creare la Grande Casa Comune degli Europei.

Noi oggi dobbiamo concepire nel pensiero e nell’immaginazione, andando oltre gli ostacoli del presente, questa integrazione continentale.

Immaginiamo:

che il corridoio ferroviario trans europeo 5  passando per Lione e Torino giunga fino in Russia  e si congiunga alla Transiberiana (Progetto Razvitie).

In questo modo avremmo una grande spina dorsale orizzontale che attraversa tutta l’Eurasia: sarebbe la nuova via della Seta. Come quella già percorsa da Marco Polo e in tempi più recenti da un altro italiano, esploratore dello spirito, Giuseppe Tucci.

Ai due lati  di questa strada consolare dell’Eurasia le due arterie che pompano gas ed energia: North Stream e South Stream.

Avremmo così una doppia circolazione: uomini, merci, ingegni che scorrono da Occidente ad Oriente..

Energia, uomini e ingegni che scorrono da Oriente  a Occidente.

Alziamo poi gli occhi al cielo. Immaginiamo la cooperazione tra l’agenzia spaziale europea e Roskosmos per mandare satelliti nello spazio, per avere un sistema di navigatore satellitare, per mandare i nostri uomini su Marte (Progetto Exomars).

Nei mesi scorsi la Russia ha raggiunto una intesa strategica con l’Iran per realizzare un sistema di satelliti e di gps, noi riteniamo che l’Europa Occidentale debba partecipare a pieno titolo a una intesa del genere.

Nel frattempo in Germania, dopo le rivelazioni di Snowden riguardo allo spionaggio sui dati più sensibili e riservati, la cancelliera Merkel si è posta il problema di sviluppare un sistema informatico autonomo, per evitare che qualcuno – magari a fin di bene come dice – vada a leggere i nostri messaggini.

Ecco noi Europei dovremmo avere un sistema informatico nostro, un Euronet.

Un sistema di carte di pagamenti nostro.

Una moneta di riserva e di scambio che sia alternativa o quanto meno complementare al dollaro per l’acquisto del barile di petrolio.

Tutto questo si può fare se noi usciamo dal clima di nuova guerra fredda e realizziamo la grande Pacificazione Continentale. Tutto questo si fa se noi realizziamo l’Eurussia, la Grande Europa con dentro la Russia.

Certo il problema  fondamentale è quello dell’energia.

Il petrolio noi Europei Occidentali non ce lo abbiamo e allora due sono le alternative: o lo acquistiamo dai Sauditi e dai Texani, al prezzo di una ovvia sottomissione, o lo prendiamo da quella nazione, la Russia, che è Europea, che rappresenta l’Europa proiettata verso l’Oriente e l’Asia.

La Russia è europea  perché abitata in prevalenza da Slavi. Che parlano una lingua indoeuropea.

Perché fu fondata come Stato da Rurik il vikingo,

Perché ricevette con Vladimir il battesimo cristiano secondo il rito greco,

Perché con lo zar Ivan IV il volle proclamarsi erede e continuatrice di Roma Eterna. La Terza Roma che sta e non cadrà.

Perché ha affidato agli architetti italiani l’edificazione delle sue città capitali: San Pietroburgo e la stessa fortezza del Cremlino a Mosca, consacrata a San Michele Arcangelo come qui a Roma la Mole Adriana, Castel Sant’Angelo al di là del Tevere.

A coloro che ci parlano di una Russia straniera, nemica, lontana dallo spirito europeo chiediamo: ma seriamente voi pensate di capire cosa è lo spirito europeo moderno senza Dostoevskij e Tolstoi? Senza leggere Dostoevskij accanto a Nietzsche e Kant insieme a Tolstoj?

La Russia è qualcosa di diverso dall’Europa solo se l’Europa smarrisce sé stessa e si confonde con una umiliata periferia dell’estremo  Occidente.

Ma l’Europa non è Occidente, l’Europa è la Terra di Mezzo posta tra Oriente e Occidente,

In tal senso essa ha la stessa vocazione spirituale e geopolitica che caratterizza la Russia e che è evidente nella bandiera nazionale – ereditata dall’Impero Romano di Costantino il Grande – l’Aquila bicipite con una testa che guarda a Oriente e una che guarda a Occidente.

In una posizione di equilibrio, di medietas, di centralità.

Cari amici, ho tre proposte per l’Eurussia:

Prima: una Fondazione Pan-Europea, un organismo sovranazionale che vada oltre i confini burocratici della UE e sia  presieduta da Vladimir Putin. Perché per noi Putin non è lo straniero.

La seconda proposta è rivolta ai sindaci italiani, ai rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali: fare tanti gemellaggi con le città della Crimea, con quelle della Nuova Russia la vedo oggi più difficile, ma sicuramente con le città della Crimea sì. Per legittimare dal basso ciò che è stato sancito dalla volontà popolare nei referendum di autodeterminazione.

La terza proposta è quella  di creare un polo alternativo di informazione e cultura. Diciamo una “Voce dell’Europa” per bilanciare la “Voce dell’Occidente” che va in onda a tutte le ore a telegiornali unificati…

Ma prima della realizzazione di questi obiettivi vi è l’auspicio che una consapevolezza si diffonda: noi siamo popoli fratelli. Figli del Partenone e del Campidoglio.  Questo è scritto nella nostra storia e anche nella nostra geografia…

La geografia ci dice che siamo un unico continente, la storia ci insegna che abbiamo radici comuni e abbiamo un futuro solo se stiamo insieme.

E per questo Dio benedica l’Europa unita da Lisbona a Vladivostok passando per Roma e Mosca!

2 Risposte

  1. Aldo C. Marturano
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    Il discorso è naturalmente molto sintetico e quindi risente di tagli e di mancanze storiche, ma è fondamentale per la sua coerenza (da me non completamente condivisibile quanto al peso eccessivo dato al cristianesimo come ideologia religiosa dominante nella storia europea). L’Europa durante tutto il MEvo ha vissuto dei prodotti della Russia, specie la classe agiata dai principi ai vescovi fra miele,cera per le candele e per le campane e zibellini. Il patrimonio forestale europeo occidentale già alla fine dell’Impero Romano d’Occidente risultava talmente depauperato che il legno (per costruire, per le navi, per gli arnesi, per il riscaldamento, per le prime industrie – mattoni, fusione del bronzo etc. -, per le armi e per l’arte) mancava quasi ovunque se non ci fosse stata la Foresta Russa. Voglio dire che in definitiva la Russia è stata sempre una fornitrice di energia e, se poi ci riferiamo ai contributi “spirituali”, va bene ricordare grandi scrittori russi, ma val la pena di ricordare anche grandi botanici come Vavilov, scienziati ricercatori come Pavlov, Fisici come Kolmogarov, chimici come Mendeleev, ortopedici moderni come Ilizarov o l’oftalmologo Fiodorov o linguisti come Dolgopolskii. Nè dobbiamo dimenticare che nella compagine russa sono nati i grandi popoli indoeuropei, stati importanti come la Bulgaria del Volga secondo stato musulmano europeo dopo al-Andalus, o l’Impero Cazaro, unico stato ebraico europeo fra il VII e l’XII sec. d.C. etc. etc.

  2. sergio spezi
    | Rispondi

    al covegno “europe a nation” del 1-5 marzo 1962 a venezia
    hotel europa-britannia, tradussi (quale interprete) e protocollai
    quanto disse jean thiriart : allora putin era bambino, ma degaulle
    vedeva il tutto sotto ben altra prospettiva.
    adolphus von thadden si dissociò già in apertura da questo titolo per
    il convegno, imbarazzando alquanto sir oswald.
    credo di essere l’unico sopravissuto di quel convegno.
    se monarchie e repubbliche convivevano in unione europea in quell’anno
    in ragione di tre e tre; se logge, sinagoghe, sceicchi e vaticano già convivevano
    spartendosi il potere finanziario, non vedo perchè destra e sinistra
    se entrambe nazionaliste non potessero anche convivere nell’unione.
    degaulle escludeva questo, jean thiriart NO.

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