Le conquiste dello spirito

È una voce virile quella che parla negli insegnamenti riportati di seguito; da un lato essa rivendica la dignità sovrannaturale dell’uomo, dall’altra esorta a dominare gli impulsi interiori con una volontà rafforzata dall’orientamento della scienza dello spirito. Quanto di più lontano dalle psicologie patologiche d’inizio Novecento e dagli spiritualismi dei decenni successivi. La via indicata, tra gli altri, da Steiner concepisce lo Spirito come una conquista (di dimensioni profonde) e come una edificazione (di facoltà non date in natura). Nella progressiva penetrazione delle dimensioni astrali, eteriche, fisiche si percepisce il riverbero del motto alchemico Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem. La pietra occulta, la “pietra filosofale” è lo stesso corpo fisico che dignificato diventa “corpo di gloria”. Lo Spirito in questa accezione non è qualcosa di volatile o di avverso al corpo, ma è il frutto della assimilazione cosciente di forze strettamente aderenti alla corporeità.

AP.

Il Dio che abita nell’uomo parla quando l’anima stessa si riconosce come Io.

Nella autocoscienza, nell’anima che incomincia a conoscere sé stessa si sviluppa appieno la forza dell’Io.

L’anima nobile che riflette su sé stessa, che è capace di giudicarsi serenamente, non ha bisogno di dogmi religiosi o di padroni spirituali. Essa è libera e sovrana, in quanto scopre dentro di sé un santuario divino.

L’Io dell’uomo partecipa delle qualità del Divino, come la goccia d’acqua nella sua minuscola sfera partecipa delle qualità dell’immenso mare.

L’anima cosciente conduce l’uomo alle soglie del mondo divino.

L’uomo che impara a utilizzare le facoltà dell’anima cosciente acquista un potere creativo rivolto a sé stesso.

Quando osserva il suo corpo eretto, slanciato, le sue mani libere di agire, i suoi occhi che riflettono i colori del mondo l’uomo sa di aver ricevuto tutto questo come un dono dagli Dei. Quando osserva le sfumature della sua anima egli riconosce che in esse si riflette il lavoro di secoli di civiltà. Ma lo spirito non può essere solo un dono o il frutto di una tradizione. Lo spirito umano è una creazione dell’ascesi, dell’esercizio interiore col quale l’uomo trasforma le parti inferiori dell’ essere.

Il corpo fisico nasce dal grembo della madre; lo spirito dell’uomo nasce dall’Iniziazione.

Dipinto di Hugo Höppner (Fidus) Bisogna diventare padroni di tutto ciò che giace nei fondali dell’anima: desideri profondi, moti di rabbia, di invidia, di orgoglio, scatti di simpatia e antipatia. Queste forze devono essere guardate in faccia, queste belve di dentro devono riconoscere la voce del padrone. In fondo tutta la civiltà e tutto lo sforzo individuale dell’uomo consistono in un lavoro che ha come meta questa supremazia dell’Io.

L’anima non deve essere privata dei piaceri o dei desideri; ma la disciplina spirituale fa in modo che non entri nell’anima nessuna passione, nessun desiderio senza il permesso dell’Io.

Si confronti il bambino con l’adulto: il bambino manifesta desideri immediati che non ancora sa padroneggiare; l’uomo virile con maggior distacco si pone di fronte alle proprie brame. Quando l’Io riesce a porre un ordine nelle proprie passioni, quando dalle proprie passioni riesce a cogliere il meglio allora esso produce una trasformazione nel proprio corpo astrale. Dalla materia del corpo astrale purificato nasce allora il Manas, il Sé spirituale.

Il lavoro che l’Io compie sul proprio corpo eterico è più lungo e più lento.

Il corpo eterico è custode del temperamento: quell’insieme di tratti che tendono a perpetuarsi per tutta la vita. Un bambino irascibile continua ad essere collerico anche da adulto; un giovane insicuro conserva anche da adulto la sua timidezza.

Il temperamento può essere però trasformato, con una paziente determinazione. Gli esercizi interiori alimentano questa determinazione. La disciplina ripetuta liberamente ogni giorno con amore a lungo andare dà i suoi frutti: l’introverso scopre di essere più socievole, il timido comincia a prendere decisioni più nette, chi aveva paura di staccarsi da terra incomincia a nuotare.

Gli impulsi più forti che suscitano tale trasformazione del temperamento sono quelli che scaturiscono dalla religione e dall’arte.

Manifesto di Hugo Höppner (Fidus) per il Congresso di Igiene Biologica tenutosi ad Amburgo nel 1912 La religione agisce direttamente sul corpo eterico: attraverso le immagini senza tempo dei miti, la forza dei simboli, la scansione dei riti che si ripetono nel ciclo dell’anno, il culto rivolto agli Dei e agli eroi essa plasma le forze interiori; orienta verso l’alto i pensieri, i sentimenti, le volontà; getta una luce unitaria su tutta la vita dell’anima. L’uomo oggi prova questo sentimento, domani quello. Il sentimento religioso permane immutato, come un centro di gravità permanente nell’anima.

L’arte, invece, offrendo alla vista la contemplazione di splendide opere d’arte penetra nel corpo eterico e lo rinforza. Le statue degli Dei greci, le pitture del rinascimento, le musiche di Mozart e Wagner suscitano nell’uomo un piacere puro e nobilitante. I sensi ritornano sempre con piacere a guardare quelle forme e ad ascoltare quei suoni, che sono rivelazioni del mondo divino in terra, e in questa gradevole ripetizione il corpo eterico si trasforma.

Quando l’Io trasforma il suo temperamento, e nobilita con il sentimento religioso, con la contemplazione del bello i suoi impulsi vitali allora dal corpo eterico fa germogliare lo Spirito Vitale, la Buddhi.

Giungendo agli estremi confini della sua avventura l’Io riesce a trasformare lo stesso corpo fisico.

Già adesso il corpo fisico mostra di variare a seconda delle esperienze compiute dall’Io che lo anima. Un moto improvviso di spavento fa impallidire il volto: è come se il sangue impaurito dal mondo volesse rifugiarsi in una cavità interiore inviolabile.

Uno scatto di rabbia, un moto impetuoso di volontà, il furore guerriero irraggiano il volto di un rosso vermiglio: è come se la potenza interiore esplodesse come un vulcano.

Il dolce sentimento d’amore dipinge sulle membra un rosso più tenue: non è il rosso sanguigno di Ares, ma il rosso ramato di Eros e Afrodite.

Grazie all’iniziazione, l’Io acquista una padronanza sugli stessi elementi fisici e tende a forgiarsi un corpo di gloria. L’uomo intero in tutti i suoi arti si spiritualizza, diventa Uomo-Spirito, puro Atma.

Rudolf Steiner, La filosofia della libertà. Linee fondamentali di una moderna concezione del mondo Ciò che a prima vista appariva uno in realtà è trino: corpo, anima, spirito. Ma il corpo si articola in corpo fisico, forze eteriche, impulsi astrali. E l’anima è senziente, razionale, cosciente. Lo spirito frutto dell’esercizio interiore si articola in Sé Spirituale, Spirito Vitale, Uomo-Spirito.

Ma l’anima senziente è unita all’astrale come il diritto al rovescio. Il sé spirituale fiorisce dall’anima cosciente. E l’anima razionale, con i suoi pensieri logici, è la prima espressione dell’Io.

Perciò i nove elementi si accorpano tra loro e vanno a formare una scala di sette elementi:

Corpo Fisico,
Corpo Eterico,
Corpo Astrale,
Io,
Manas,
Buddhi,
Atma.

Come la luce si rifrange in sette colori e il suono si articola in sette note, così l’uomo compiuto vive in sette corpi.

  1. cristina
    | Rispondi

    grazie per il belll'articolo. Fa bene leggere queste cose. Un augurio a continuare e un abbraccio. Cristina

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