Le nuove frontiere della sovversione per la nascita dell’uomo-ibrido (seconda parte) – la diffusione del genderismo in Europa

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18 Risposte

  1. Rudolf05 ha detto:

    @Kaspar Hauser. L’imposizione del meticciato è uno dei cavalli di battaglia del sistema demoNcratico. Qui tutte le ex Nazioni europee sono bersaglio proivilegiato: Da una parte la campagna mondialista spinge ed eccita folle di diseredati ad assalire l’europa, con promesse hollivudiane di benessere economico (strumento di eiscatto sociale per tutti questi immigrati, a prescindere dalla provenienza). Dall’altro lato, questa invasione produce nuovi schiavi utili al sistema stesso per meticciare razialmente e culturalmente le Nazioni europeee, per fornire schiavi alle multinazionali o alle aziende delocalizzate e non ultimo, ad abbassare il livello di vita degli autoctoni. parlare di cultura di provenienza è ridicolo poichè i portatori di questa ‘cultura’ in realtà sono degli stradicati, sono già ‘cittadini del mondo’ al momento del loro imbarco e sono portatori al più di folklore locale. Una comunità falsa determinata dalla infinita parcellizzazione dei suoi componenti, e dalla spinta all’indivuslismo narcisista. Altro che Popolo o integrazione. Ma integrazione …de che? Da un ‘popolo’ cosi c’è poco da spettarsi. L’Isma europeo? Se togli la Repubblica Araba di Siria, che vivaddio resiste agli attacchi della feccia, c’è poco altro.

  2. Alessandro ha detto:

    Rudolf, purtroppo i fantocci arrestati in Islanda hanno fatto solo una manciata di mesi di carcere e leggendo un po’ il rischio di un nuovo default non è scongiurato. Senza contare che culturalmente stanno subendo l’influenza statunitense.
    Stesso discorso per l’Argentina dove da una parte il tentativo di staccarsi dal potere del dollaro crea speranza ma vedere la totale dipendenza in campo agricolo (uno dei paesi con le maggiori piantagioni Ogm al mondo) e le possibili rivoluzioni colorate indotte dalle Ong mi fanno dubitare anche di questo.

    Ovviamente non si può pretendere tutto.. Forse arroccarsi in un paese da 200 anime si resisterà un po’ di più..

    Comunque grazie per la risposta.

  3. Rudolf05 ha detto:

    Un noto testo dice quasi testualmente: ‘non cercare la pagliuzza nell’occhio altrui, quando hai una trave nel tuo’.
    Credo che dovremmo dar meno retta alla propaganda di Usrael e ragionare di più con la nostra coscienza.

    Tanti cari auguri, comunque sia

  4. Tommaso ha detto:

    Interessante articolo, con decine di riferimenti ma non ci sono i relativi link, manca la “bibliografia” come faccio a sapere che ciò che è scritto è vero?
    See lo so, dato che Paolo G. non s’è “sbattuto” devo sbattermi io, così ho cercato qualcosa, ad es. ABCD “Tous à poil” esiste, ma gl’altri titolo non li ho trovati, magari ci sono anche, ma se li avesse linkati o almeno, scritti in lingua originale (francese) li avrei potuti trovare, invece le mitiche foto con “bambini che allattano bambolotti” della Toytop non ci sono ne sul sito danese, ne sul .com.
    Un articolo così ricco di citazioni DEVE avere i riferimenti linkati, chi legge articoli di controinformazione, non è un compagnuccio che crede a tutto ciò che gli dice il partito, che non pensa, perchè lo fa già per lui il partito, chi legge un articolo come il tuo pretende, che ogni cosa sia verificabile, è proprio un’altra “forma mentis” una mente “scientifica” ovvero: credo in ciò che posso verificare (possibilmente senza “sbattermi” troppo che ho poco tempo libero) poi, fai come credi, c’è stata un deputata (m5s) che dopo aver visto un documentario fasullo sulle sirene (quelle di Ulisse) ha fatto un’interrogazione parlamentare, c’è gente che si beve di tutto. Ma articoli come questo meritano la citazione delle fonti.

  5. Paolo G. ha detto:

    La critica è giusta a livello sostanziale, ma certo che nei modi siamo piuttosto fuori strada.
    Andiamo con ordine: è’ vero, questo tipo di articoli dovrebbero avere in nota l’indicazione dei vari link e di qualche dato bibliografico, ed è una mancanza. Per vari motivi non sono riuscito ad inserirli, ho fatto solo generico riferimento alle fonti principali in testa all’articolo, mentre già nel primo articolo c’era qualche link indicato nel testo. Anche nei prossimi articoli, la cui base era pronta ma dev’essere aggiornata, ci sarà lo stesso inconveniente, tranne nell’ultimo. Se mi sarà possibile cercherò di correggere la cosa, anche magari per quest’articolo.
    Faccio comunque presente che anche i link non risolvono sempre e comunque il problema sollevato, perché molte volte l’articolo di riferimento, sua volta, necessiterebbe dell’indicazione della sua fonte, e così via fino a risalire ad un’origine che talvolta può rimanere incerta o non essere volutamente rivelata. Anche in molti siti di controinformazione è riscontrabile lo stesso problema. Comunque la mia fonte principale è il sito http://www.tempi.it/ : lì è presente un motore di ricerca per parole chiave, dove basta inserire qualche termine specifico (gender, genderismo, valls, peillon, von der Leyen, ecc.) per avere una sequenza di articoli di riferimento in ordine cronologico a ritroso, dove sarà possibile trovare qualche altra fonte magari dalla stampa francese o altro, ad esempio.
    Faccio inoltre presente che c’è un ottimo testo in materia, ‘Unisex – la creazione dell’uomo senza identità’ di G. Marletta e E. Perucchietti, edito da Arianna quest’anno, citato nel mio primo articolo, dove troverà molta bibliografia e link precisi. Lo consiglio.
    Ultima cosa: come detto, la critica è giusta ma non accetto che mi si dica che siccome io non mi sono “sbattuto”, perché, magari, chissà faccio la vita comoda, sono un superficiale o chissà cosa, chiedo al lettore di “sbattersi” al posto mio. Purtroppo di tempo ne ho poco anch’io e, mi creda, non è stato facile raccogliere tutto questo materiale e scrivere questi articoli. Faccio quel che posso per dare un contributo, senza pretese di perfezione né altro. Ho commesso un errore, ma di certo non perché sono uno che se ne frega dei lettori e della verità. Prima di sparare insulti a vanvera bisognerebbe riflettere un attimo, soprattutto se si è tutti dall’altra parte della barricata. Si fa presente l’errore, con educazione, senza sparare a zero sugli altri.

  6. Rudolf05 ha detto:

    Paolo G.
    Ottimo articolo, lo ripeto.
    E puntualissima anche la sua precisazione. Va chiarito al colto ed all’inclita che qui nessuno è stipendiato per scrivere articoli, Anzi: chi lo fa, agisce spesso a proprio rischio e pericolo. Ovvio che le fonti sono importanti e persino indispensabili. ma un articolo pubblicato in questa sede vuol soprattutto essere essere uno sprone per approfondire adeguatamente (e con le note) i problemi in sedi più specifiche. Se sarà possibile nei prossimi articoli avere le note bibliografiche, ne godremo, altrimenti farà lo stesso. Buon lavoro.

  7. Nebel ha detto:

    Ci sono madri che ricevono critiche perchè permettono ai propri figli maschi di giocare al soldato, di sparare con pistole giocattolo, di far loro brandire una spada di plastica. E queste madri osano anche giocare con loro alla guerra!! E’ dura, oggi, essere genitori…..

  8. paolo ha detto:

    Con un certo ritardo, di cui mi scuso, ho provveduto a recuperare ed inserire in calce a quest’articolo le fonti, sicuramente importanti, che erano mancanti nella versione iniziale dell’articolo, cosa che aveva ingenerato qualche polemica. Da notare anche la fonte dove si possono visualizzare alcune foto tratte dal catalogo di giocattoli della società svedese Toytop. Un ringraziamento, seppure tardivo, a Rudolf05 per l’incoraggiamento sincero e la stima, che sicuramente ricambio, e all’amministratore del sito per la sempre generosa disponibilità e collaborazione. Un caro saluto a tutti

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