Quell’ispettore così solidamente borghese che finiamo per amare anche nostro malgrado

Francesco Lamendola

Francesco Lamendola, laureato in Lettere e Filosofia, insegna in un liceo di Pieve di Soligo, di cui è stato più volte vice-preside. Si è dedicato in passato alla pittura e alla fotografia, con diverse mostre personali e collettive. Ha pubblicato una decina di libri e oltre cento articoli per svariate riviste. Tiene da anni pubbliche conferenze, oltre che per varie Amministrazioni comunali, per Associazioni culturali come l’Ateneo di Treviso, l’Istituto per la Storia del Risorgimento; la Società “Dante Alighieri”; l'”Alliance Française”; L’Associazione Eco-Filosofica; la Fondazione “Luigi Stefanini”. E’ il presidente della Libera Associazione Musicale “W.A. Mozart” di Santa Lucia di Piave e si è occupato di studi sulla figura e l’opera di J. S. Bach.

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2 Risposte

  1. enzo ha detto:

    e meno male che era un borghese! già uno che preferisce la pipa all'effimera sigaretta prontocuoci va ammirato a priori!

  2. Paganitas ha detto:

    Il termine borghese è un termine economicista. La contrapposizione tra marxismo e borghesia non è stata così nettamente delineata da Marx. Senza ombra di dubbio la borghesia fu il nemico dichiarato del marxismo. La loro visione del mondo non è però così distante. Marx considerava un passo fondamentale il dominio della borghesia per il compimento del progresso lineare della storia, il trionfo del proletariato e la realizzazione della Gerusalemme terrena. Definisce la borghesia sommamente rivoluzionaria.
    Allo stesso tempo il borghese Conservatore propriamente detto, ritiene l'utopia marxista irrealizzabile per l'impossibilità di raddrizzare in terra, vista come un mondo inferiore ontologicamente e moralmente al cielo, il legno storto dell'umanità. Non crede necessariamente nel cielo, può essere anche ateo e materialista. Il Reazionario e il Progressista sono quindi due figure complementari, come lo sono il Conservatore e il Rivoluzionario. La visione borghese-centrica, capitalismo fine della storia in stile Fukuyama, rappresenta l'altra faccia della medaglia della visione proletario-centrica, in stile marxista. Entrare in questo tipo di "dialettica" non è altro che inconsciamente accettare gli assiomi del marxismo, ovvero: storia lineare, l'esistenza di un legno storto (cioè un peccato originale) raddrizzabile o meno, l'utile come linea guida del homo oeconomicus ecc. Il Conservatore borghese può al limite limitarsi a fare da antitesi alla tesi marxista senza a sua volta poter fare da tesi. La sua visione del mondo o si allinea ad un progressismo moderato volto ad arginare il marxismo, o si attesta in una visione immobilistica della storia destinata a cedere ancora più tragicamente sotto i colpi della critica marxista.
    L'unica possibilità è la Tradizione: Cicli Cosmici, Eterno Ritorno dell'Eguale, Fedeltà alla Terra, Pluralismo ontologico, Volontà di avvicinarsi al Centro della Ruota, Rivoluzione Conservatrice.

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