L’altra faccia della stupidità

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Una risposta

  1. Magnetica Ars Lab ha detto:

    Quello che lei afferma mi appare surreale. E anche abbastanza banale nella sua ingenuità.
    Ma forse lo si dovrebbe leggere tenendo presente quello che lei è, come la provocazione di un esperto di SF. Cosa che sicuramente, a mio modesto avviso, le riesce meglio dell'essere realmente un sociologo o un filosofo.

    Mi chiedo quale società di scienziati razionalisti e puri essendo, in quanto tale, una cosa comunque collettiva e mediata o mediante, sarà mai migliore e realmente evolutiva per il singolo di un'altra basata su presupposti diversi o addirittura opposti? Entrambe annichiliscono il singolo nel proprio concetto di plurale.

    E vorrei farle notare come è grazie ad un qualsiasi sistema di superstizioni plurale, che in parte possono essere anche scientifiche, almeno pari a quello che lei definisce irreale, ovvero questa democrazia imperfetta che da alcune generazioni ci circonda (in italia e ad occidente) , che nella nostra realtà ristretta di esseri civili ha finora permesso (e forse anche favorito) la sua e mia personale e singolare evoluzione.

    Io le chiedo: sulla base di quali assunti scientifici per lei, un'altra qualsivoglia matrice ideologica, basata sul predominio del migliore, rispetto a queste democrazie" che asserisce essere forme errate e stupide, risulti meno scevra dell'effetto corruttivo proprio della stupidità sociale della massa sul singolo?
    Una società che sia in grado di far sopravvivere solo i migliori soggetti di un'evoluzione darwiniana selezionerebbe comunque sempre il grado del proprio meglio mediandolo attraverso logiche di beneficio naturale per la collettività (che trattasi in questo caso di specie animale o razza collettiva).
    Il singolo ion entrambi i casi "scientificamente" cessa di essere importante rispetto alla massa.
    Da questo punto di vista la selezione naturale è quanto di più "comunista e democratico" possa esistere.
    In quanto va contro l'interesse naturale del singolo. Fino a decretarne la morte o migliorare per proteggere la specie collettiva.

    Detto questo mi pare che la sua teoria abbia anche anch'essa molti di quei presupposti e preconcetti propri dell'ideologia "scientista" tout-court di cui lei accusa essere permeati certo democraticismo consociativo e marxismo/comunismo.
    Quella a cui lei si riferisce è l'evoluzione del singolo individuo. Che nulla ha a che vedere con la genetica e nemmeno con la società. Perchè ogni singolo individui, preso come sistema di riferimento sociale segue una evoluzione asincrona rispetto la collettività di appartenenza, in modo che può essere migliorativo o peggiorativo rispetto i parametri medi.
    Parametri medi di evoluzione della collettività che invece sono presupposti correttivi e condivisi /dunque medi o medianti) qualsiasi sia la matrice ideologica che sposi quella collettività.

    Come tali sono quindi sempre efficaci in termini evolutivi (rispetto alla sopravivvenza della collettività a favore o a discapito dei propri singolo). Questo è il motivo per cui, anche grazie ad una democrazia imperfetta in italia, è stato permesso che una generazione imbelle come lo è la sua al pari della mia (penso di essere più giovane di lei) potessero entrambe evolvere nella ns. visione sociale quasi democratica anche mantenendo in vita i loro soggetti più deboli e meno evoluti.

    Gente come noi, che immagino mediamente anche abbastanza intelligente ma con basse capacità di adattamento all'ambiente sociale, senza essere per questo essere definibili scienziati.

    Gente come noi (me e lei) che in un mondo fatto solo per i cacciatori più forti o gli scienziati migliori, come quello che lei forse auspica, sarebbero stati cacciatori deboli o peggio prede. O cavie delle scienze sociali.

    Invece siamo qui entrambi a confutare tesi opposte e anche discutere se la democrazia sia un salto in avanti o una anomalia nel gradino dell'evoluzione sociale in quanto ritenuta in grado di far evolvere in cittadino anche l'ultimo individuo naturale (buono o cattivo ragazzo selvaggio che sia) che è insito geneticamente dentro ognuno di noi.

    Credo che lei quindi si sbagli. Anche a tirare per la maniche scrittori e autori che non dicevano esattamente quello che lei sostiene.

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