La Romagna inesistente di Roberto Balzani

Una considerazione del problema storico dell’identità romagnola è oggi di particolare importanza alla luce della possibilità di istituire come regione autonoma il territorio romagnolo. In tempi recenti il dibattito è stato animato dalla pubblicazione del volume di Roberto Balzani La Romagna.

Roberto Balzani, originario di Forlì, ha scritto un libro dal quale traspare, più che il rigore storico e metodologico, un’intensa passione ideologica di chiara matrice antiautonomista. Il libro espone una tesi piuttosto “balzana” secondo la quale non sarebbe mai esistita una identità romagnola. Estrapolando dalle vicende storiche i dati funzionali alla sua tesi, l’autore elabora l’originale concetto di “identità estroversa” della Romagna che si sarebbe formata in funzione dell’unità nazionale nel corso delle vicende risorgimentali. Dunque per Balzani l’unico tipo di identità ammissibile è quello legato alle ideologie universaliste che negano ogni senso dell’identità!

Sul filo di questa contraddizione di fondo, vengono analizzate le vicende della storia locale contemporanea, dai moti ottocenteschi ai giorni nostri. Da notare, poi, che l’autore accenna solo di sfuggita ai momenti salienti in cui si è definita in modo inequivocabile l’identità romagnola: l’insediamento dei Celti, l’esarcato bizantino, i comuni medievali e le signorie rinascimentali. Con analoga nonchalance, l’autore glissa sulla persistenza anche letteraria del dialetto romagnolo, che ancora oggi è lingua poetica praticata con successo di pubblico e di critica. Inoltre Balzani definisce continuamente l’idea di Romagna come un “mito”, sottintendendo una connotazione squalificante del termine mito al quale, invece, si dovrebbe guardare come a una categoria fondante della realtà.

Al termine del volume Balzani ha ritenuto anche di dover inserire una patetica “predica” in cui, con atteggiamento paternalistico, invita i romagnoli ad aprirsi al mondo, anziché chiudersi in una dimensione locale. A queste osservazioni si potrebbe obiettare che i romagnoli hanno gli occhi ben aperti sulla realtà e che non hanno alcuna chiusura verso l’esterno, come testimonia il fatto che la riviera romagnola è uno dei comparti turistici meglio organizzati al mondo; sono piuttosto gli apparati burocratici di matrice illuministico-marxista che rischiano di soffocare la grande inventiva della classe imprenditoriale romagnola.

Il libro di Balzani è l’ennesimo prodotto di una propaganda ideologica spaventata dalle istanze localistiche che minacciano il potere delle élites progressiste, un libro destinato a un pubblico di intellettuali organici al sistema che ormai si rivelano sempre più inadeguati ad affrontare le sfide del mondo contemporaneo. Considerando l’importanza strategica delle scelte che la classe dirigente è chiamata a fare nel contesto della globalizzazione, c’è da augurarsi di poter leggere autori che spendano la loro cultura per costruire quel bene inestimabile che è la coscienza identitaria, anziché per demolirla, come troppo spesso è accaduto nella storia recente. In momenti così decisivi, il romagnolo Balzani che ripudia la sua romagnolità è un esempio di etnomasochismo di cui davvero non si sente il bisogno!

* * *

Roberto Balzani, La Romagna, Società editrice il Mulino, Bologna, 2001, pp.224

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Michele Fabbri, originario della subregione Romagna-Toscana, ha scritto i libri Trobar clus (Fermenti Editrice), Arcadia (Società Editrice Il Ponte Vecchio), Apocalisse 23 (Società Editrice Il Ponte Vecchio). Dopo la pubblicazione di Apocalisse 23 si sono perse le tracce dell’autore. Alcuni pensano che da allora Michele Fabbri abbia continuato a scrivere sotto falso nome…www.michelefabbri.wordpress.com
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6 Responses

  1. Nello
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    Questo Balzani puzza di massoneria, un tanfo irrespirabile, lo trovo un personaggio assolutamente ridicolo e da spernacchiare ad ogni occasione utile, come miltanza umana.

    Un giullare che all'elezione a Sindaco della città si affrettava a sventolare, non il gonfalone cittadino, ma l'orribile tricolore mafio_massonico.

  2. Michele Fabbri
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    Caro Nello, dal tuo intervento desumo che tu sia un mio concittadino…

    Segnalo che questo pezzo su Balzani è ora pubblicato nel libro:

    Brigit

    TERRA DI MEZZO

    Società Editrice Il Ponte Vecchio

  3. I Burdel
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    Saluti spassionati ai due romagnoli svegli qui presenti da parte di due commentatori laureati nel polo romagnolo che hanno “imperversato” in alcuni commenti del Fabbri. Da membri di comunità limitrofe non possiamo che celebrare un territorio-popolo che è stato risparmiato dallo scemoio industriale e antropico, e che non si vergogna di difendersi. La perla Forlì, che vediamo prendersi cura di sé da 15 anni, ha la fortuna di non essere amata dagli studenti che non appartengono al suo humus anche più ampio, che quindi la lasciano a gambe levate non appena laureati (con grande sollievo dei genitori! a ognuno il suo mondo).
    Il recente parco urbano, con il suo tessuto umano d’estate, è qualcosa di incredibile a livello europeo. Peccato che la moda abbia fatto decadere le tante birrerie e pub in favore di una scena giovanile meno consona e che lascia spaesati i tanti lettori bevitori d’oltralpe e d’oltremanica.
    Un caloroso “Forlì – Forlì stazione di Forlì Forlì”, la vecchia frase che non si sente più risuonare in stazione..

  4. I Burdel
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    Burdel non significa "bordello", non c'entra proprio niente, non è, ovviamente, italiano di qualsivoglia dialetto; anche se pare che tanti italiani restino "basiti" alla scoperta delle nostre terre.

  5. Dante Gherardi
    | Rispondi

    Ma quale "identità" romagnola… suvvia, non fatemi ridere! :D

  6. I Burdel
    | Rispondi

    Dunque Romagna = "Sardegna dell'ovest?" interessante. Non è in questa area d'Europa che ci sono i monoblocchi nazionali omogenei per 1000 e 3000 km (che ci sono):
    ci sono 30 milioni di tedeschi e milioni di russi che vanno in giro con identità fittizie che li qualificano di altre "nazionalità". E loro di lingua ne hanno davvero una sola, senza "dialetti", solo con accenti. Altro che -burdel- per -ragazzo- e poi solo in una parte del territorio.

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