La destra è al governo, la cultura all’opposizione

Gianfranco de Turris

Giornalista, vicedirettore della cultura per il giornale radio RAI, saggista ed esperto di letteratura fantastica, curatore di libri, collane editoriali, riviste, case editrici. E' stato per molti anni presidente, e successivamente segretario, della Fondazione Julius Evola.

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10 Risposte

  1. Alessio Mulas ha detto:

    Gianfranco De Turris, da buon osservatore quale è, ha colto il problema. Io credo che il razzismo culturale – come è stato qui definito – della sinistra italiana sia opponibile solo con una più coesa e disponibile cultura di destra. L'immagine che ha oggi il cittadino medio è quella dell'uomo di destra autoritario ma senza cultura; basti guardare chi scende in piazza al fianco del Pdl: vecchietti e donne di mezza età. Mentre la sinistra arruola i giovani (collettivi universitari e maramaglia varia). Il rilancio della destra italiana va fatto a partire da maggiore trasparenza per i giovani; è necessario diffondere la cultura di destra creando dei miti letterari che siano propri a tale parte politica. Un giovane di sinistra può andare fiero di aver tra le mani le lettere dal carcere di Gramsci, un giovane di destra da che può iniziare? Da Evola, Juenger, d'Annunzio, Croce et cetera?

    Diversamente da de Turris, io credo che il progetto del Presidente della Camera sia davvero originale: si deve avere il coraggio di uscire da una destra ormai vecchia e senza idee, fatta da anziani e buffoni. Se poi questo progetto sia riuscito o no, è discutibile. Ma la dinamicità di Fli e la sua attenzione ai giovani è lodevole. Nazione, famiglia, meritocrazia, legalità: in questo credono molti giovani italiani, su questo la destra italiana deve dare risposte. Lo dico da diciassettenne.

  2. Mi lasci osservare che FLI non ha la minima credibilità per rappresentare valori di alcun tipo; il suo presidente, oggi antifascista dichiarato (il che è già di per sé sufficientemente squalificante), è un transfugo di ogni idea, e di lui si può solo sapere cosa afferma di pensare oggi, non certo quel che penserà o dirà domani; non si può escludere che le sue attuali idee diverranno in futuro (per sua stessa bocca) "male assoluto". Per non parlare della qualità, se possibile ancor più misera, dei dirigenti di cui si è attorniato.

    E' indubbio che ci sia bisogno di una cultura di destra forte e radicata nei principi. Ma andare a cercarla nell'immondezzaio non è una buona idea.

  3. Alessio Mulas ha detto:

    Che il presidente sia transfugo d'ogni idea non è discutibile, così come che abbia attorno a sé dirigenti di misera qualità. La questione non è poi così semplice, dato che di disertori d'infimo livello ultimamente la politica ne è piena. Lo stesso antifascismo che promuove Fini è proposto anche da esponenti del Pdl, salvo poi sapere che tengono il poster del duce o il costume da bagno con una sua qualche celebre frase. In merito al "male assoluto", la sua frase era riferita all'antisemitismo fascista e non al fascismo stesso.

    È il troppo pragmatismo, decorato di compromessi, a rovinare i partiti, grandi o piccoli che siano; e rovinati lo sono sia il Fli e che il Pdl.

    Io, a destra, non vedo assolutamente niente di buono.

  4. ieromante ha detto:

    Vi seguo con piacere pur non essendo assolutamente di destra. Ma mi spiegate cosa c'entrate voi con Berlusconi? Non è "immondezzaio" anche lui e il suo partito? Ma esiste davvero una destra partitica che vi attrae? Io vedo solo feccia, piegata al dollaro, alla figa e tendenzialmente becero-razzista. Il peggio insomma che la destra ha partorito nel '900.

  5. Non ho una visione così misera della "cultura di destra" da suggerire che sia da ricercarsi nei pressi del PDL. Osteggiare il partito di Montecarlo non significa abbracciare quello di Cologno Monzese.

  6. Alessio Mulas ha detto:

    Lo comprendo bene, ma data la destinazione editoriale di questo articolo…

  7. Spesso ripubblichiamo articoli tratti da quotidiani o periodici, quando contengano elementi validi al di là della contingenza che li ha occasionati. Mi pare che questo di Gianfranco de Turris risponda al requisito. A mio avviso comunque non era e non è nelle intenzioni del suo autore invitare al passaggio "dalla padella nella brace".

  8. Alessio Mulas ha detto:

    Ne sono sicuro, non ho messo in dubbio alunché.

  9. emilio michele faire ha detto:

    Il problema della destra politica italiana – pertanto inesistente – è il passaggio dal giovanilismo evoliano/missino/chiamalo come vuoi agli interessi dei bottegai e al non si sa cosa. Letteralmente: non si sa cosa.

    Come è infatti possibile essere – umanamente, antropologicamente, idealmente – vicini a Berlusconi e alla falsità in ogni livello che gli è a mio parere propria?

    Per passare, con l'età, da Junger e Evola a Verdini, occorre avere problemi seri e, forse, una non grande consistenza interiore.

    E' come quei comunisti extraparlamentari di un tempo che, presa la specializzazione in odontoiatria, diventavano poi elettori del PRI d'allora e mettevano la testa a posto.

    Deprimente.

    Io non sono "politicamente" di destra ma siti di qualità come questo dovrebbero non stancarsi mai di ribadire cosa E' davvero il pensiero di destra. EMF

  10. gigi ha detto:

    Già,il problema è avere una causa per cui battersi e non solo capi da difendere; anche quando siano ormai indifendibili. Avere idee da sostenere e non solo idee da contrastare; essere liberi nel liberare le proprie energie, quelle altrui e lì, nel campo del confronto, decidere; dispiegate le forze,a ragion veduta. Al Frigido,paganesimo sconfitto,ci sembrerebbe ingiustamente; lo Stato Sociale delle conquiste popolari gettato nel fango delle steppe russe;anche qui ingiustamente? Consolarsi dell'ingiustizia della Storia, commiserarsi, o prendere atto che la Storia non è un atto di Fede? Fede nei capi? fede cieca? e se sbagliano; o i capi non potranno mai sbagliare?

    Ma noi non dovremmo essere quei liberi che non si lasciano piegare ma, casomai, piegano? Liberi anche di riconoscere quando sbagliamo e non trascinare i nostri popoli nella rovina, pur di tentare di sopravvivere nella falsa opinione. Difendere Rubi, pronipote del Rubicone?

    Scritto di getto, mi scuso per eventuali ( già!) approssimazioni …..

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