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	<title>Commenti a: La civiltà greco-romana e la caduta dell&#8217;impero</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>Di: Roberto Mantovani</title>
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		<dc:creator>Roberto Mantovani</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 18:51:32 +0000</pubDate>
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		<description>Anche il sottoscritto anela alla difesa della nostra antichissima Tradizione e non &#232; immune al fascino che promana dal quadro storico di questo articolo. Detto questo per&#242; mi permetto di ravisare una passaggio che trovo un poco paradossale: non vedo cio&#232; come si possa sostenere, ad un tempo, l&#039;idea di una capitolazione dell&#039;Impero ad opera di una scellerata e maldestra politica di accoglienza dei barbari (germani) ed al contempo ravisare una simultaneit&#224; di orientamento spirituale fra le stirpi romane, elleniche, e germaniche . Per inciso, se questi barbari (germani), erano veramente cos&#236; affini al vir romano non avrebbero mai dovuto costituire un pericolo, anche in assenza di precise politiche di integrazione accuratamente pianificate. Non credete? 
Comunque i casi di opposizione fra i discendenti delle stirpi indoeuropee sono assai frequenti e di difficile interpretazione nell&#039;ottica di un&#039;affinit&#224; di spirito: che dire ad esempio della scelta dei Celti di allearsi a Cartagine (a dei levantini), contro i cugini Romani ? Che ne &#232; stato all&#039;ora dell&#039;afflato spirituale indoeuropeo? 
Voglio essere chiaro: io non credo che si debba rinunciare ad asserire l&#039;esistenza di una coine spirituale fra popolazioni autoctone dell&#039;antica Europa ma credo che essa vada affiancata alla constatazione che spesso, purtroppo, le ragioni contingenti sovrastarono nettamente il piano spirituale. Non sono proprio quei Celti che si erano opposti a Roma al fianco dei Cartaginesi, a richiedere, secoli dopo, l&#039;intervento di Cesare per placare le faide fra trib&#249; consanguinee. Ricordate? 
Rimango sempre disponibile ad una smentita tuttavia mi permetto di formulare una possibile interpretazione di quegli antichi accadimenti storici che tenga conto della nostra comune volont&#224; di salvare la Tradizione dei popoli Europei.  
Se mai sar&#224; dato che la forza spirituale dei popoli europee si ridesti palesandosi in un&#039;ordinamento politico sul modello romano ebbene, questa sar&#224; una realt&#224; che solo noi, discendenti di quelle antiche genti, potremo concepire in piena coscienza in quanto mi sovviene il dubbio che i nostri antenati ne abbiano sperimentato l&#039;ebrezza in modo alquanto inconsapevole. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anche il sottoscritto anela alla difesa della nostra antichissima Tradizione e non &egrave; immune al fascino che promana dal quadro storico di questo articolo. Detto questo per&ograve; mi permetto di ravisare una passaggio che trovo un poco paradossale: non vedo cio&egrave; come si possa sostenere, ad un tempo, l&#039;idea di una capitolazione dell&#039;Impero ad opera di una scellerata e maldestra politica di accoglienza dei barbari (germani) ed al contempo ravisare una simultaneit&agrave; di orientamento spirituale fra le stirpi romane, elleniche, e germaniche . Per inciso, se questi barbari (germani), erano veramente cos&igrave; affini al vir romano non avrebbero mai dovuto costituire un pericolo, anche in assenza di precise politiche di integrazione accuratamente pianificate. Non credete?</p>
<p>Comunque i casi di opposizione fra i discendenti delle stirpi indoeuropee sono assai frequenti e di difficile interpretazione nell&#039;ottica di un&#039;affinit&agrave; di spirito: che dire ad esempio della scelta dei Celti di allearsi a Cartagine (a dei levantini), contro i cugini Romani ? Che ne &egrave; stato all&#039;ora dell&#039;afflato spirituale indoeuropeo?</p>
<p>Voglio essere chiaro: io non credo che si debba rinunciare ad asserire l&#039;esistenza di una coine spirituale fra popolazioni autoctone dell&#039;antica Europa ma credo che essa vada affiancata alla constatazione che spesso, purtroppo, le ragioni contingenti sovrastarono nettamente il piano spirituale. Non sono proprio quei Celti che si erano opposti a Roma al fianco dei Cartaginesi, a richiedere, secoli dopo, l&#039;intervento di Cesare per placare le faide fra trib&ugrave; consanguinee. Ricordate?</p>
<p>Rimango sempre disponibile ad una smentita tuttavia mi permetto di formulare una possibile interpretazione di quegli antichi accadimenti storici che tenga conto della nostra comune volont&agrave; di salvare la Tradizione dei popoli Europei. </p>
<p>Se mai sar&agrave; dato che la forza spirituale dei popoli europee si ridesti palesandosi in un&#039;ordinamento politico sul modello romano ebbene, questa sar&agrave; una realt&agrave; che solo noi, discendenti di quelle antiche genti, potremo concepire in piena coscienza in quanto mi sovviene il dubbio che i nostri antenati ne abbiano sperimentato l&#039;ebrezza in modo alquanto inconsapevole.</p>
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