Knut Hamsun, il poeta dell’irremovibile forza

Roberto Alfatti Appetiti

I numeri: quarant'anni più tre, sposato con Laura da quattordici, padre di tre bambini, autore di qualche centinaio di articoli sparsi qua e là. Giornalista appassionato di cultura pop, fumetti e narrativa, ha collaborato con una dozzina di testate e dal 2006 scrive soprattutto per il Secolo d'Italia. Roberto Alfatti Appetiti cura il blog L'eminente dignità del provvisorio.

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18 Risposte

  1. sergio spezial ha detto:

    in fatto di flop credo si possa trascurare l'importanza di quello fatto dai futuristi:

    c'è quello del fascismo e del comunismo nel 20mo secolo che è ben più degno di

    menzione e studio. Anche se qualcuno li celebra ancor'oggi.

  2. michele ha detto:

    l'idea di unire una grande Germania sotto un impero giusto, anticapitalista e con spirito di antica saggezza rurale non è nazismo o fascismo. Per certi versi la stessa unione europea odierna ne ricalca alcuni dettami. Ciò che è stato messo in atto per raggiungere questo obbiettivo è deprecabile e va condannato come "nazismo" o "fascismo" nella accezione negativa che questi termini hanno ora, con il giudizio della storia. Hamsun non ha visto il giudizio della storia mentre tutto ciò accadeva, chiuso nel suo "stugu" reale o immaginario nelle montagne e nelle nevi del nord. Hamsun era un puro. Chi nn ha capito questo, non può capire la sua arte e il suo pensiero, ma soprattutto si limita a giudicare un uomo in base al giudizio che la storia ha dato alle sue convinzioni. Ritengo questo disonesto intellettualmente.

  3. Giuseppe Vasta ha detto:

    vorrei ricordare l'influenza riconosciuta di Hamsun su scrittori come John Fante, apparentemente distante nelle tematiche, ma espressamente debitore nello stile

  4. @Giuseppe Vasta: L'influenza è indubbia. Lo stesso autore di questo articolo, Roberto Alfatti Appetiti, lo mette in luce anche nell'articolo su John Fante, il caso degli Anni Ottanta.

  5. sergio calàbri detto "spezial" ha detto:

    Alfine, posso aggiungere alcuni brevi miei versi che volli dedicare al Poeta dall’irremovibile forza il 4 agosto 2014 alla mostra personale dei miei dipinti retrovetro
    alla Kultur Hus di Vaagaa, nel 150° anniversario della nascita di Knut Hamsun :
    Non assordato dai tuoni
    non accecato dai fulmini,
    nella penombra delle abetaie
    nel silenzio dei fjordi
    è il maestro di vita che
    vive i propri deliri
    soffre i propri dolori
    ignora il progresso.

    Salendo aspri e scoscesi sentieri
    lontano dalle folle
    scrive con la resina dei pini
    sulla carta dell’immortalità
    la pace primordiale
    dell’eterna poesia : la natura.

  6. sergio calàbri detto "spezial" ha detto:

    devo correggere la data nel mio ultimo commento : 4 agosto 2009 e non 2014, ovvio.

  7. roberto agostini ha detto:

    Premetto che commento da una posizione ideologica contraria all’indice di questa rivista (SS… Evola). Ma nella ricerca di un confronto che non annulli le differenze, con la condanna del nazifascismo ben chiara, non confrontabile con i possibili “danni” delle democrazie occidentali, mi sono rimesso a leggere Hamsun, di cui avevo assaggiato “Fame” e poco altro. Cercando qua e là, sulla Rete, delle anticipazioni devo elogiare il vostro, o tuo, articolo, che apre domande e a molte altre risponde. Una questione, credo, sia fondamentale nelle “derive” hamsuniane, poundiane, celiniane, ecc. ecc.: lo scrittore che sbaglia di fronte alla Storia, è per sua propria miopia o presbiopia o perché è un incidente ricorrente all’intellettuale impegnato, coinvolto, nel corso degli eventi? La Storia è comunque cruenta, demolitrice, insicura? Io dopo tanti anni mi sono dato una risposta, modesta: anche nei peggiori momenti, quelli a rischio della propria esistenza, che la Storia ci sbatte davanti, la verità vera è lì, sotto gli occhi. Recentemente ho abitato a Berlino e le targhette di ottone, davanti alle porte di tante case, ricordano gli ebrei deportati e gassificati dai nazisti. Quando ho chiesto a un amico tedesco, figlio di quella generazione, mi ha risposto semplicemente: la forza popolare del nazismo? il nazismo arruolò i fanatici, i peggiori, gli assassini, oltre ai circoli di potere. Guardando le autentiche sofferenze del popolo, cui Hamsun e gli altri scrittori in errore si richiamano, non c’è dubbio che trovi la verità. Che poi ognuno faccia il suo esame di fronte alla sua storia, piccola e grande, spero voglia dimostrarlo anche l’articolo che ho appena letto. Che poi la manipolazione e la propaganda facciano il resto su individui meno accorti, è chiaro, oggi come ieri. Questa, forse, è la missione fondamentale sotto qualunque “regime”: riportarci alla verità come istinto umano più forte di tutti. Socrate contro Nietzsche.

  1. 20 dicembre 2009

    […] tutti molto e palesemente hamsuniani, come aveva notato Roberto Alfatti Appetiti in un articolo che avevo ripreso sul sito; è stato questo stile a farmi incuriosire di […]

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