Julius Evola e il Buddhismo

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7 Risposte

  1. Paganitas ha detto:

    Innanzitutto grazie per la perla su von Ungern-Sternberg. Non conoscevo questo personaggio.

    Il Buddhismo è una religione affascinante. Una religione individuale, personale e solare. Affascinante così come lo sono in maniera diversa l'Induismo, il Taoismo e lo Scintoismo. A mio parere si ricollegano perfettamente ovviamente con alcune variazioni alla Tradizione dell'Europa.

    Inoltre ricordare, come nell'ultimo paragrafo, che il molteplice non nega l'unità è fondamentale. D'altronde anche i filosofi pluralisti ontologici, i più estremi nel considerare la realtà molteplice, come Anassagora o Empedocle crearono sistemi metafisici in cui il tutto molteplice si ricollegava ad un principio ordinatore che fungeva da collante per ogni aspetto della realtà. Le stesse religioni greco-romane-celtiche-germaniche non hanno mai negato l'unità del tutto, il cui collante era il Fato. Viene in mente la simbologia dell'arazzo del Destino tessuto dalla tre Norne. Mi verrebbe da dire che nessuna religione ha mai negato l'unità in quanto essa è un archetipo insito in ogni particella dell'Essere universale.

    Insomma si ritorna all'orgine del problema ontologico monismo-pluralismo. Se i pluralisti non negano l'unione del tutto perchè li si accusa del contrario? Forse perchè dall'altra parte c'è chi nega le differenze ontologiche qualitative della realtà più o meno accentuate a seconda della scuola di riferimento. Il problema allora dei politeisti che mettono divisione nell'Essere creando conflitti è un falso problema architettato appositamente dall'apologetica monoteista.

  2. @paganitas: La figura del barone Ungern Sternberg è effettivamente fuori dell'ordinario; appartiene meno alla storia che al mito. Ti segnalo alcuni articoli pubblicati sul sito su di lui:

    Luca Leonello Rimbotti, Metafisica della guerra: Ungern (Sternberg) Khan

    Francesco Lamendola, Pio Filippani-Ronconi e Ungern Sternberg

    Claudio Mutti, Un eurasiatista a cavallo: Ungern Khan

    Julius Evola, Il barone sanguinario

  3. Paganitas ha detto:

    @centro studi la runa: Grazie mille della segnalazione!

  4. Fancesco Carpini ha detto:

    Riporto la citazione di Evola per esteso:
    “Le cose giunsero a tal punto, che avevo divisato di porre liberamente fine alla mia esistenza – allora, avevo circa ventitré anni. Questa soluzione problematica – la stessa che, sia pure con uno sfondo assai diverso, aveva portato un Weininger e un Michelstaedter alla catastrofe – fu evitata grazie a qualcosa di simile ad una illuminazione, che io ebbi nel leggere un testo del buddhismo delle origini (Majjhimanikāyo, I, 1). È il discorso in cui il Buddha indica, in una sequenza a crescendo, le identificazioni che il « nobile figlio », avviato verso il Risveglio, deve recidere. Sono le identificazioni col proprio corpo, coi propri sentimenti, con gli elementi, con la natura, con le divinità, col tutto, e così via, sempre più in alto, verso l’assoluta trascendenza. Il termine ultimo della sequenza, corrispondente alla prova estrema, è dato dall’idea stessa dell’« estinzione ». Nel testo è detto: « Chi prende l’estinzione come estinzione e, presa l’estinzione come estinzione, pensa l’estinzione, pensa all’estinzione, pensa sull’estinzione, pensa ‘Mia è l’estinzione’ e si rallegra dell’estinzione, costui, io dico. non conosce l’estinzione ». Fu, per me, una luce improvvisa. Sentii che quell’impulso ad uscire, a dissolvermi, era un vincolo, una « ignoranza », opposta alla vera libertà. In quel momento deve essersi prodotto in me un mutamento, e il sorgere di una fermezza capace di resistere ad ogni crisi.” – J. Evola
    ______
    Quindi stante quanto dichiarato dallo stesso Evola il Buddhismo costituisce una risorsa spirituale difficilmente rimpiazzabile.
    Personalmente concordo con Consolato soprattutto alla luce del fatto che in molti contesti di “destra spirituale” si evita il Buddhismo per certe presunte mollezze per buttarsi a capofitto in certune operatività newage tipo antroposofia, “lavoro sui corpi sottili”, e amenità varie.

  5. Folletto birichino ha detto:

    La “mollezza” è il risultato di modelli deleteri sul “buddista” tipo. Quando si parla di buddhista si dovrebbe fare l’esempio di Bruce Lee, che si rifaceva al buddhismo Zen.
    Il corpo è al centro della pratica. Un po come nello Shaolin, gli Shaolin praticavano Vajrapani. Si dice che alcuni ne derivassero forza sovrumana.

    Inoltre semmai l’illuminazione è una scarica elettrica essendo Vajrapani il “signore del fulmine”. Dall’unione la folgore.

    Se va in Bhutan noterà molte statue a forma di fallo. Lo stesso che si trova nel paganesimo Europeo.

    Un problema è che Atisha diceva “fate un mantra solo per tutta la vita” invece la gente legge sadhane.
    Poi molto spesso non si usano mulinelli Tib. e credo che questo abbia effetti molto deleteri sul buddhista medio occidentale zen o Tib. L’essere coscienti è solo un modo di dire, si dovrebbe fare come se si fosse in qi gong, in movimento e l’esperienza viene da se. Si dovrebbe avere un chenrezi esterno che diventa interno invece si rimane pensiero, coscienza ma non cuore. Oppure concetto del bonaccione. Si intellettualizza, si legge una sadhana…ma leggere sanno tutti.. Un mulinello di chenrezi in definitiva ci vorrebbe e tanta tanta tanta contemplazione. Cosi si comprende altro che fantasie di un chenrezi moscio accogliente, invece un guerriero nasce dalla quiete, l’impeto dalla quiete..gate gate..

    Altra questione per il Theravada che è invece più vicino al Jainismo ma anche lì le siddhi si notavano, i monaci avevano grandissima capacità. Vai a parlare di Jhana a quelli occid… un disastro. Però sono meglio meditatori dei Tib.

  6. Francesco Carpini ha detto:

    “Lessi una sua opera fondamentale ‘Lo Yoga Della Potenza’ che ho praticato fino a ventisette anni”
    […]
    “La nozione del “pensare libero dai sensi” mi sarebbe stata comunicata molti anni più tardi da ricercatori del calibro di Giovanni Colazza e di Massimo Scaligero, già appartenenti alla cerchia del “Gruppo di UR” e attivi operatori fino agli estremi giorni della loro esistenza, che m’illuminarono anche sulla realtà più che mai efficiente nei nostri giorni del Lògos solare e della sua immanenza, peraltro inconosciuta e irrealizzata, nel concepire e nel pensare ordinari, come avrei appreso anche dai pensatori shivaiti, quali Abhinava Gupta e Kshemaraja, e quelli buddhisti, quali Dinnàga e Dharmakirti.”
    – Julius Evola e la via della realizzazione di Pio Filippani-Ronconi

    Credo che Filippani-Ronconi non sia certo da annoverare tra i “molli” eppure con ogni evidenza sostiene che la via Buddhista Mahayana tradizionale di Dinnàga e Dharmakirti è valida. Sostiene altresì che l’ascesi antroposofica è valida e che le opere woodroffiane di Evola sono fondamentali.

  7. Folletto Birichino ha detto:

    Grazie delle integrazioni sig. Carpini. Sicuramente da approfondire ;) Ovviamente mi riferivo al panorama generale Italiano odierno.

    Non ho parlato della questione della formazione del corpo. Possibile che i modelli di perfezione del corpo alla Ercole (Ercole, anch’esso legato al fulmine) fossero solo da vedere sotto un ottica artistica!? Mi sorgono dubbi che alcune posizioni del corpo in tensione (come certi bodybuilder) potessero essere come i mudra per le mani e richiamare particolari forze o costellazioni nel cielo. Qualcuno mi può illuminare gentilmente in merito?

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